Clay Regazzoni

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Clay Regazzoni
Anefo 924-6609 Clay Reggazoni, Catherine Blaton, Jacky Ickx Zandvoort 18 06 1971 - Cropped.jpg
Clay Regazzoni nel 1971 ai box di Zandvoort
Dati biografici
Nome Gianclaudio Giuseppe Regazzoni
Nazionalità Svizzera Svizzera
Automobilismo Automobilismo
Dati agonistici
Categoria Formula 2
Formula 1
Sport Prototipo
Ritirato 1980
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1970-1980
Scuderie Ferrari, BRM, Ensign, Shadow, Williams
Miglior risultato finale 2° (1974)
GP disputati 139 (132 partenze)
GP vinti 5
Podi 28
Pole position 5
Giri veloci 15
 
« Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito Clay Regazzoni, il brillante, intramontabile Clay, ospite d’onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 (...). L’anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d’Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato »
(Enzo Ferrari[1])

Gianclaudio Giuseppe Regazzoni, noto come Clay Regazzoni (Lugano, 5 settembre 1939Fontevivo, 15 dicembre 2006), è stato un pilota automobilistico svizzero, vincitore di 5 Gran Premi iridati in Formula 1.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'apprendistato di carrozziere nella ditta dello zio a Mendrisio – e spinto dall'amico Silvio Moser[2] –, nel 1963, all'età di 24 anni, debutta nelle corse disputando alcune cronoscalate con una Austin-Healey Sprite 950[3]. Prosegue l'attività sportiva l'anno successivo al volante di una Mini Cooper S 1070[4], salendo poi in Formula 3 su di una Brabham-Ford nel 1965[5]. Disputa la sua prima gara di Formula 2 nel 1966 a Siracusa, sempre con una Brabham, dove coglie la pole position[6]. Nel 1967 continua in Formula 3, passando alla Tecno e vincendo il XV Gran Premio de España per F2 e F3 a Jarama:[7] a fine stagione si classifica secondo nella Coppa Europa disputatasi in gara unica ad Hockenheim[8], piazzamento che consegnò la Coppa delle Nazioni alla Svizzera[9].

L'anno seguente Regazzoni disputa varie gare in F3, facendo stavolta sua la Coppa Europa ad Hockenheim, contribuendo con questa vittoria alla seconda affermazione consecutiva della nazione elvetica nella Coppa delle Nazioni[10], e salvandosi miracolosamente in un incidente occorsogli sul circuito di Monte Carlo: all'uscita della variante dopo il tunnel, Regazzoni perde il controllo della sua Tecno 68 andando a sbattere violentemente contro le barriere. Le ridotte dimensioni della monoposto fanno sì che essa si infili sotto il guard rail, con la lama di metallo che passa sopra l'abitacolo. Lo svizzero si accuccia istintivamente, riuscendo ad abbassarsi quel tanto che gli basta per evitare la decapitazione, e la vettura si ferma quando il roll-bar dietro la sua testa va a incastrarsi sotto la barriera[11]

La Ferrari 312 PB di Regazzoni alla 1000 km del Nürburgring del 1971

Il suo impegno principale è però il Campionato Europeo di Formula 2 con lo stesso team, dove salta tre delle nove gare e conquista due podi, per poi terminare la stagione in Sudamerica disputando la XVII Temporada Argentina, sempre con la Tecno di F2[12]. Nel 1969 è ancora nell'Europeo dove comincia la stagione con una Dino 166 F2, ritornando poi a metà campionato sulla Tecno 68-Cosworth FVA con cui conquista il suo miglior risultato, il quarto posto al Gran Premio di Enna.

L'anno della sua definitiva affermazione è il 1970, quando diventa campione europeo di Formula 2 sempre la Tecno, vincendo quattro delle otto gare della serie e riuscendo solo alla penultima gara (grazie al regolamento sugli "scarti") ad avere la meglio su un regolarissimo Derek Bell[13]. Prende parte nello stesso anno anche alla 24 Ore di Le Mans[14], la sua prima gara con vetture Sport Prototipo, al volante della Ferrari 512 S ufficiale in coppia con Arturo Merzario, nell'edizione dello scontro frontale Ferrari-Porsche; Merzario aveva mantenuto la loro vettura tra le prime posizioni fino al cambio, quando Regazzoni fu costretto al ritiro dopo sole due ore di gara a causa dell'incidente sotto la pioggia con la 512 S Reine Wisell, che procedeva lentamente in pista dopo un'uscita di strada[15] (probabilmente causata da un'incomprensione con l'Alfa Romeo T33/3 di Andrea De Adamich)[16].

In seguito avrebbe ancora partecipato a gare del Campionato Mondiale Marche con la Ferrari 312 PB nel 1971 e '72[17], vincendo in quest'ultima stagione la 1000 km di Monza assieme a Jacky Ickx[18] e la 9 Ore di Kyalami in coppia con Merzario[19][20] (fuori campionato), contribuendo così al successo della Scuderia Ferrari nella classifica finale. Nel 1973 fu ingaggiato dall'Autodelta e con la nuova Alfa Romeo Tipo 33 TT/12 disputò la Targa Florio, la 1000 km del Nürburgring e la 1000 km di Zeltweg, ma un incidente in prova nella gara siciliana (dove l'equipaggio Regazzoni/Facetti aveva ottenuto il terzo tempo in qualifica) e due ritiri nelle altre due gare chiusero la parentesi con la casa milanese[17]. Prese anche parte ad alcune gare del Campionato ProCar del 1979[21].

La Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Regazzoni durante il weekend del Gran Premio d'Olanda 1974

Pilota caratterizzato da un talento istintivo e da un notevole coraggio, Regazzoni fece un debutto sensazionale in Formula 1 con la Scuderia Ferrari nel 1970, aggiudicandosi dopo sole quattro gare il Gran Premio d'Italia (nonostante negli ultimi giri la sua vettura perdesse benzina),[22] e terminando il campionato al terzo posto assoluto, alle spalle del compagno di squadra Jacky Ickx e di Jochen Rindt.

Nel biennio successivo, a causa dello stato di crisi in cui versava il team italiano[2], ottenne magri risultati, salendo sul podio solo quattro volte e centrando una sola pole position. Si accordò quindi con la BRM per la stagione 1973, facendo squadra con Jean-Pierre Beltoise e con Niki Lauda. Proprio con quest'ultimo farà ritorno in Ferrari l'anno successivo, suggerendo peraltro a Enzo Ferrari l'ingaggio del giovane austriaco[2] e andando a formare, con il direttore sportivo Luca Cordero di Montezemolo e il direttore tecnico Mauro Forghieri, la base del gruppo che riporterà la scuderia ai vertici mondiali. In un triennio la coppia di piloti dette a Maranello due titoli costruttori (nel 1975 e nel 1976), mentre da par suo Regazzoni raggiunse nel 1974 il suo miglior piazzamento nel mondiale piloti, secondo a sole tre lunghezze dall'iridato Emerson Fittipaldi (quando, dopo essere arrivato a pari punti col brasiliano alla vigilia dell'ultima gara, dovette arrendersi a causa di problemi alle sospensioni[2]).

Tuttavia, dopo aver perso il campionato del '74 Regazzoni venne messo in secondo piano dalla Ferrari, che a partire dalla stagione seguente puntò sul più promettente Lauda. Ciò causò un deterioramento dei rapporti con la squadra, ma il peggio venne con la primavera del 1976, dopo la partecipazione dello svizzero a un varietà televisivo della RAI, che ebbe come conseguenza una dichiarazione del Drake che lo definì: «Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota»; da quel momento Regazzoni capì che la sua storia in Ferrari era finita, giacché per la stessa stampa era diventato un «pilota a tempo perso»[23].

Cercò quindi un nuovo ingaggio e, in seguito al fallito accordo con la Brabham dovuto al veto posto da Carlos Pace[2], passò alla neonata Ensign nel 1977, e poi alla Shadow nel 1978. Regazzoni fu protagonista di un paio di stagioni incolori fino al 1979, anno in cui Frank Williams lo assunse nella sua squadra a fare coppia con Alan Jones; lo svizzero regalò alla squadra inglese la sua prima vittoria a Silverstone e diversi buoni piazzamenti (tra cui un secondo posto conquistato a Montecarlo, partendo dalle ultimissime file dello schieramento), ma nonostante questo fu esonerato a fine stagione in favore di Carlos Reutemann (che già aveva preso il suo posto nel 1977 alla Ferrari).

Tornato all'Ensign, la carriera di Regazzoni terminò in seguito ad un incidente sul circuito di Long Beach nel 1980: la sua vettura uscì di pista al 51º giro a causa di un'avaria all'impianto frenante[2] e si schiantò a 270 km/h contro la Brabham di Ricardo Zunino, che era stata abbandonata dai commissari nella via di fuga dopo il ritiro dell'argentino; le gravissime ferite che il pilota riportò alle gambe e alla spina dorsale lo resero per sempre paraplegico, e un successivo intervento, che avrebbe dovuto essere risolutore, ne peggiorò ancor di più le condizioni.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1970 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico.svg Punti Pos.
Ferrari 312 B 4 4 Rit 2 1 2 13 2 33
1971 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 B e 312 B2 3 Rit Rit 3 Rit Rit 3 Rit Rit Rit 6 13
1972 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 B2 4 13 3 Rit Rit 2 Rit Rit 5 8 15
1973 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
BRM 160D e 160E 7 6 Rit 9 10 Rit 9 12 7 8 Rit 6 Rit 8 2 17º
1974 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 B3-74 3 2 Rit 2 4 4 Rit 2 3 4 1 5 Rit 2 11 52
1975 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ferrari 312 B3 e 312 T 4 4 16 NC Rit 5 3 3 Rit 13 Rit 7 1 Rit 25
1976 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari 312 T e 312 T2 7 Rit 1 11 2 14 6 Rit Rit 9 2 2 6 7 5 31
1977 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ensign MN177 6 Rit 9 Rit Rit NQ Rit 7 7 NQ Rit Rit Rit 5 5 Rit Rit 5 17º
1978 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Punti Pos.
Shadow DN8 e DN9 15 5 NQ 10 NQ Rit 15 5 Rit Rit NQ NC NQ NC 14 NQ 4 16º
1979 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Williams FW06 e FW07 10 15 9 Rit Rit Rit 2 6 1 2 5 Rit 3 3 Rit 29 (32)
1980 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Ensign MN180 NC Rit 9 Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Regazzoni (a destra) in un'intervista, durante gli ultimi anni della sua vita.

Pur costretto su una sedia a rotelle, Regazzoni non abbandonò il mondo dei motori partecipando ad alcune gare rallystiche su vetture con comandi modificati per l'occasione, e rivelandosi commentatore sportivo, oltre che promotore dell'inserimento dei disabili nello sport.

Regazzoni perse la vita il 15 dicembre 2006 all'età di 67 anni, lungo l'Autostrada A1 all'altezza dello svincolo di Fontevivo con l'A15 Parma-La Spezia[24][25]. Secondo i risultati dell'autopsia, Regazzoni era deceduto alla guida a causa di un malore prima dell'incidente[26] mentre guidava la sua Chrysler Voyager con l'insegna "Clay Regazzoni Swatch".

La lapide di Clay Regazzoni a Porza

I funerali si svolsero nella Chiesa del Sacro Cuore di Lugano. Regazzoni è inumato nel cimitero di Porza, a nord di Lugano[26].

Clay Regazzoni nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel film Rush del 2013, diretto da Ron Howard ed incentrato sulla rivalità sportiva nella Formula 1 degli anni settanta fra James Hunt e Niki Lauda, è presente nel cast principale anche la figura di Clay Regazzoni (all'epoca compagno di squadra di Lauda in Ferrari), interpretato dall'attore italiano Pierfrancesco Favino[27].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enzo Ferrari, Piloti che gente..., Conti Editore, ristampa 2003, pag.118.
  2. ^ a b c d e f Oscar Orefici, Clay Regazzoni, Campione di cuore in Fuorigiri - Storia, leggende, eroi dell'automobilismo sportivo, vol. 1, 1992, pp. 19-22.
  3. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1963
  4. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1964
  5. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1965
  6. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1966
  7. ^ Formula 3 1967 - Jarama 12.11
  8. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1967
  9. ^ European F3 Challenge 1967
  10. ^ Formula 3 1968 - Hockenheim 11.08
  11. ^ (EN) David Tremayne, Obituary - Clay Regazzoni in The Independent, 18 dicembre 2006. URL consultato il 1º agosto 2010.
  12. ^ Formula 2 1968 - Championship Tables
  13. ^ Formula 2 1970 - Table
  14. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1970
  15. ^ Articolo su Le Mans 1970 su www.slotrace.dk - La gara - parte 1. URL consultato il 21 luglio 2010.
  16. ^ I racconti di Pedro - Seconda parte - Da Spa alla 24 Ore di Le Mans 1970, gpx.it. URL consultato il 13 aprile 2014.
  17. ^ a b Clay Regazzoni - All Results, racingsportscars. URL consultato il 13 aprile 2014.
  18. ^ World Championship 1972
  19. ^ http://www.clayregazzoni.com/gare.asp?Anno=1972
  20. ^ Kyalami 9 Hours 1972 - Photo Gallery - Racing Sports Cars
  21. ^ Clay Regazzoni - Complete Archive - Racing Sports Cars
  22. ^ Nestore Morosini, La Ferrari vittoriosa perdeva benzina in Corriere dello Sport, 07 settembre 1970, p. 11.
  23. ^ Clay Regazzoni-Cesare De Agostini, È questione di cuore, Sperling & Kupfer Editori, 1982, pag.224..
  24. ^ Incidente sulla A1, muore Clay Regazzoni - Grande dentro e fuori dai circuiti
  25. ^ Clay Regazzoni muore in un incidente d'auto
  26. ^ a b Addio Clay
  27. ^ Rush - Pierfrancesco Favino accanto a Chris Hemsworth e Daniel Bruhl in cineblog.it, 8 maggio 2012. URL consultato il 13 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Clay Regazzoni, Cesare De Agostini, È questione di cuore, Sperling & Kupfer, 1982, ISBN 88-200-0213-2.
  • Cesare De Agostini, Ragazzoni. È sempre questione di cuore, Giorgio Nada Editore, 2011, ISBN 88-7911-412-3.
  • Enzo Ferrari, Piloti, che gente..., Conti Editore, 1985.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 71401735 LCCN: n83018055