Gerhard Berger
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| Dati biografici | ||||||||||||||||||||||||
| Nome | Gerhard Berger | |||||||||||||||||||||||
| Nato | 27 agosto 1959 Wörgl |
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| Paese | ||||||||||||||||||||||||
| Dati agonistici | ||||||||||||||||||||||||
| Disciplina | Automobilismo | |||||||||||||||||||||||
| Categoria | Formula 1 | |||||||||||||||||||||||
| Ritirato | 26 ottobre 1997 | |||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||
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Gerhard Berger (Wörgl, 27 agosto 1959) è un ex pilota automobilistico austriaco, che ha corso Formula 1, vincendo 10 Gran Premi.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Formula 1
[modifica] ATS e Arrows
| Per approfondire, vedi le voci Formula 1 stagione 1984 e Formula 1 stagione 1985. |
Gerhard esordì nei Gran Premi alla fine del 1984 con la ATS motorizzata BMW turbo. A Monza arriva al sesto posto ma non gli viene assegnato il punto in classifica, in quanto il team aveva dichiarato all'inizio della stagione di schierare solamente il compagno di Berger, WInkelhock.
L'anno successivo passò alla Arrows, ma i risultati latitarono fino ai Gran Premi di Sud Africa e Australia, dove in totale ottenne 3 punti.
[modifica] Benetton
- 1986
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1986. |
Nel 1986 Berger fu acquistato dalla Benetton, scuderia che aveva rilevato la Toleman. Dopo alcune buone prestazioni a inizio stagione, tra cui un podio a Imola, la parte centrale della stagione fu caratterizzata da vari ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti. Al Gran Premio d'Austria le Benetton migliorarono i propri risultati. Proprio in occasione di questo appuntamento mondiale Berger era in testa quando un calo di pressione del motore[1] gli fece perdere svariate posizioni fino a farlo concludere in settima piazza. Tre settimane più tardi, a Monza, Berger si trovava nuovamente a comandare la gara quando fu costretto a rientrare ai box e perse un giro, concludendo infine quinto. Inoltre, alla vigilia di questo Gran Premio, cominciarono a circolare voci di un suo passaggio in Ferrari per il 1987[2] e l'annuncio venne ufficializzato a fine mese.[3] Al Gran Premio del Messico, infine, l'austriaco ottenne il suo primo successo in carriera, grazie anche all'efficienza degli pneumatici Pirelli,[4] e chiuse la stagione settimo con diciassette punti conquistati.
[modifica] Il primo periodo in Ferrari
- 1987
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1987. |
La Ferrari vinse quindi la concorrenza delle altre scuderie e affiancò Berger a Michele Alboreto, ma il rapporto tra i due piloti, però, inizialmente non fu buono.[5] Alla prima gara della stagione l'austriaco giunse quarto, risultato che replicò anche a Monaco e a Detroit. A questi piazzamenti seguirono cinque ritiri consecutivi, il più importante dei quali al Gran Premio d'Ungheria, dove Berger si trovava secondo e girava sugli stessi tempi del leader della corsa Nigel Mansell.[6] Qualche settimana dopo, in Portogallo riuscì a conquistare la prima pole position in carriera e stava guidando la corsa quando, a pochi giri dalla fine, andò in testa-coda a causa della pressione messa da Alain Prost[7] e si dovette accontentare del secondo posto. La settimana seguente, durante il Gran Premio di Spagna, fu richiamato dai vertici della scuderia per aver tenuto un comportamento scorretto nei confronti del compagno di squadra.[8] Nelle ultime due gare della stagione, poi, Berger riuscì ad ottenere due vittorie che gli permisero di concludere la stagione al quinto posto con trentasei punti conquistati.
- 1988
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1988. |
La FIA decise di reintrodurre per il 1989 i motori aspirati e di bandire i motori turbo. La Ferrari decise quindi di concentrarsi sulla stagione successiva, facendo correre per il 1988 la vettura dell'anno precedente con alcune piccole modifiche.[9] La McLaren, però, schierò in pista un'auto perfetta che le permise di dominare il mondiale piazzando Ayrton Senna primo e Alain Prost secondo, con 15 vittorie su 16 GP. Berger nulla poté contro questi avversari, salvo sperare in una occasione; questa arrivò a Monza, dove le due Ferrari ottennero una doppietta, l'ideale per onorare la scomparsa di Enzo Ferrari, avvenuta poche settimane prima. Alla fine del campionato fu terzo nel mondiale.
- 1989
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1989. |
Nel 1989 la Ferrari decise di affiancare a Berger il pilota inglese Nigel Mansell. La nuova vettura presentava alcune innovazioni come il cambio semi automatico e un'aerodinamica avanzata.[10] La stagione non fu buona: dopo un ritiro alla prima gara, dovuto ad una collisione con Senna, al secondo appuntamento mondiale, disputatosi a Imola l'austriaco fu vittima di un incidente. La sua vettura, uscita di pista a circa 280 km/h alla curva del Tamburello per la perdita di un'ala aerodinamica,[11] prese immediatamente fuoco a causa della fuoriuscita di benzina,[11] con Berger immobile dentro l'abitacolo in fiamme. Grazie all'intervento degli addetti alla sicurezza Berger riuscì a sopravvivere riportando alcune ustioni di secondo grado alle mani e alle braccia[11] e una costola rotta. Dopo aver saltato solo il successivo Gran Premio a Montecarlo, Berger si ripresentò al Gran Premio del Messico, ma il prosieguo della stagione fu caratterizzato da continui ritiri, complici le innumerevoli rotture del cambio semi-automatico. A luglio, intanto, venne ufficializzato il passaggio del pilota alla McLaren nel 1990, con un contratto triennale dal valore superiore ai trenta miliardi di dollari.[12] Durante la stagione l'austriaco ebbe anche modo di protestare contro la sua scuderia, accusandola di privilegiare il suo compagno di squadra.[13] Solo al Gran Premio d'Italia poi Berger riuscì a realizzare i primi punti con un secondo posto, vincendo poi la successivo gara e concludendo ancora secondo in Spagna. Terminò la stagione con ventuno punti ottenuti, in settima posizione.
[modifica] McLaren
- 1990-1991
| Per approfondire, vedi le voci Formula 1 stagione 1990 e Formula 1 stagione 1991. |
Gerhard lasciò la Ferrari passando alla McLaren, scambiando il suo sedile con Prost ed affiancando Senna. Col campione brasiliano nacque una grande amicizia, anche al di là delle corse, una sintonia che ricordò molto quella di Jody Scheckter e Gilles Villeneuve.
Con la McLaren trascorse tre anni, dal 1990 al 1992, ottenendo 3 vittorie, tra cui una al Gp del Giappone 1991, quando Senna gli regalò la vittoria come premio per avergli coperto le spalle in tutto il 1991.
- 1992
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1992. |
Nel 1992 la McLaren, a differenza degli anni precedenti, non disponeva della vettura migliore del circus.[14] Berger iniziò la stagione con un quinto e un quarto posto. Al Gran Premio del Brasile, poi, l'austriaco ebbe problemi fin dalla partenza[15] e fu costretto a ritirarsi al quarto giro per problemi elettrici. Dopo un altro quarto posto in Spagna e due ritiri, di cui uno a Imola, in cui venne pesantemente contestato dai tifosi che lo ritenevano colpevole di aver provocato un incidente con il ferrarista Alesi,[16] riuscì a vincere la prima gara della stagione in Canada. A questa vittoria seguirono alcune gare caratterizzate da ritiri e piazzamenti a punti, tra cui un quarto posto a Monza dopo essere partito dai box per un guasto, fino a quando ottenne un secondo posto in Portogallo. Durante questa gara provocò pure un incidente con Patrese che gli costò un richiamo verbale da parte della FIA.[17] Dopo aver replicato il risultato anche in Giappone, l'austriaco, anche grazie ad una sosta ai box non impeccabile dei meccanici Benetton,[18] riuscì a conquistare il secondo trionfo stagionale, chiudendo il campionato al quinto posto con quarantanove punti, uno in meno di Senna.
Proprio nel 1992 Berger decise di accettare l'offerta di un contratto di 22 miliardi per due anni[19] da parte della Ferrari e si trasferì per il 1993 alla scuderia di Maranello.
[modifica] Il secondo periodo in Ferrari
- 1993
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1993. |
Berger si trasferì quindi alla Ferrari dove si trovò come compagno di squadra Jean Alesi, con cui avrebbe corso per le successive cinque stagioni. I test invernali sulla F93 A furono deludenti e la vettura fece registrare tempi molto più elevati rispetto alla concorrenza.I test invernali evidenziarono vari problemi e i piloti ottennero tempi molto lenti.[20] I risultati nelle prime gare, infatti, si rivelarono deludenti con due sesti posti e tre ritiri, dovuti in larga misura all'inaffidabilità delle sospensioni attive montate sulla vettura.[21] Al Gran Premio di Monaco, però, Berger riuscì a realizzare il secondo giro più veloce in assoluto in gara[22] e stava duellando con Hill per la conquista della seconda posizione quando fu costretto al ritiro per una collisione. Al successivo appuntamento mondiale ottenne poi un quarto posto, nonostante avesse avuto problemi con i freni, i quali tendevano spesso a surriscaldarsi.[23] Dopo alcune altre prestazioni deludenti l'austriaco riuscì a salire sul podio al Gran Premio d'Ungheria con un terzo posto, che sarebbe rimasto il suo miglior risultato nel 1993. Concluse infine la stagione con un quinto posto in Australia, terminando ottavo in classifica piloti con dodici punti conquistati.
- 1994-1995
| Per approfondire, vedi le voci Formula 1 stagione 1994 e Formula 1 stagione 1995. |
L'anno seguente le prestazioni migliorarono e grazie alla vittoria nel GP di Germania 1994, l'unica del suo secondo ciclo ferrarista, interruppe un digiuno di vittorie che durava da quasi quattro anni per la scuderia del cavallino.
[modifica] Fine carriera con Benetton
- 1996
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1996. |
Per il 1996, col compagno di squadra in Ferrari Jean Alesi, si trasferì alla Benetton, che nel 1994 e 1995 aveva vinto i mondiali (2 piloti con Michael Schumacher ed uno costruttori nel 1995).
Chiunque avrebbe auspicato ambizioni mondiali per una squadra dotata di due piloti così forti e dei migliori motori, i Renault dominatori degli anni '90. Invece la Williams mise in pista una vettura eccezionale, che sbaragliò il campo con Damon Hill e Jacques Villeneuve, mentre alla Benetton nulla girò per il verso giusto.
- 1997
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 1997. |
Il 1997 cominciò con le premesse del 1996 ed ebbe le stesse conclusioni deludenti. Gerhard fu costretto ad arrancare ancora, ottenendo però la sua ultima vittoria in carriera, nuovamente in Germania e questa fu anche l'ultima vittoria della Benetton. Dopo maturò la decisione di ritirarsi a fine anno.
Berger lasciò i GP di Formula 1 dopo aver disputato 210 GP, averne vinti 10, aver ottenuto 12 pole. Pur non essendo assolutamente un fuoriclasse, sarà ricordato come un buon pilota, in particolare per la prima parte della sua carriera in F1.
[modifica] Fuori dalle corse
Tuttavia dopo l'abbandono delle corse, tornò nell'ambiente prima come responsabile dei motori BMW, poi come co-proprietario alla neonata Scuderia Toro Rosso, che rileva la Minardi, detenendone il 50%. Con la stessa scuderia, riassapora il gusto della vittoria come costruttore, quando il giovanissimo Sebastian Vettel di soli 21 anni, ottiene il suo primo successo al Gran Premio di Monza 2008, proprio al volante del team italiano.
[modifica] Berger il Simpaticone vs. Ayrton Senna
Fu durante gli anni in McLaren che Berger divenne famoso per il suo lato umoristico. Leggende raccontano della quantità di scherzi ingegnosi attuati dall'austriaco per rompere la serissima routine dell'implacabile compagno Ayrton Senna. Senna, accettando la sfida, rapidamente fu sottomesso, e (istigato da Ron Dennis) la pratica degli scherzi aumentò.
Leggende narrano di un incidente a Monza, in cui, su un elicottero comune, Senna vide volar via la propria nuova valigia contenente i propri effetti personali. Essendo costituita di fibra di carbonio, Senna era convinto avrebbe dovuto essere indistruttibile. Berger, senza esitazioni, aprì la porta dell'elicottero e gettò fuori la valigia, per testare l'ipotesi. "È caduta da qualche parte vicino alla pista, ma la trovammo ugualmente", fu il commento.
In un'altra occasione, in una camera di un albergo australiano, Berger riempì di animali il letto di Senna. Ayrton, comprensibilmente infuriato, si confrontò col compagno apostrofandolo: "Ho trascorso l'ultima ora prendendo 12 rane nella mia stanza!". Berger replicò: "Hai trovato il serpente?". La spiegazione di Berger: "Infatti non erano rane, erano più grandi, più simili a rospi. In Australia hanno questi tipi di animali. Avevo pensato gli sarebbero piaciuti gli animali, ma chiaramente no". Fu un incidente che richiamò in Senna un sentimento di rappresaglia, culminato nell'apposizione di un formaggio francese (dal fortissimo odore) nel sistema di aria condizionata della stanza di Berger.
Un'altra leggenda racconta di Senna e del compatriota Mauricio Gugelmin, i quali decisero di riempire le scarpe di Berger di schiuma da barba durante una corsa su un treno rapido diretto a una cena in Giappone. Costretto a presentarsi alla cena indossando un tuxedo con scarpe da tennis, Berger promise vendetta: pochi giorni dopo, al Gran Premio del Giappone, Gugelmin fu avvicinato da Joseph Leberer, il nutrizionista del Team McLaren, che gli offrì un'aranciata fresca. Sempre allerta, Mauricio declinò la sospettosa offerta, spiegando poi: "Un'ora prima della corsa aveva schiacciato quattro pillole di sonnifero nel succo che mi mandò. Sarei rimasto fermo come un fesso all'inizio della corsa in cui si decideva il titolo mondiale. Le auto avrebbero ruggito in pista e io sarei rimasto a russare nel mio abitacolo, potete immaginarlo?".
Più conosciuto è, probabilmente, un incidente in cui Berger sostituì la foto del passaporto di Senna con quella che Ron Dennis descrisse come "un equivalente degli organi genitali maschili". La fama di Senna gli consentì di vedersi raramente il passaporto ritirato, ma in un successivo viaggio in Argentina lo scherzo di Berger costò a Senna la reclusione per 24 ore. Come conseguenza, Senna incollò (con una superadesivo) tutte le carte di credito di Berger assieme.
Berger non riservava il suo umorismo all'amico Senna, tanto che un altro episodio occorse anni dopo alla Ferrari. Berger e il collega Jean Alesi erano impegnati a ritirare la nuova auto speciale del direttore del team, Jean Todt, costruita dalla Lancia. Arrivati all'ingresso del quartier generale del team, Alesi perse il controllo dell'auto dopo che Berger, inaspettatamente, aveva tirato il freno a mano. Avendo girato l'auto e slittati al contrario allo stop davanti all'ingresso, Berger ammise a Todt che avevano messo "leggeri bordi sul tetto".
[modifica] Risultati in Formula 1
| Anno | Scuderia | Telaio | Motore | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | Pos. | Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1984 | Team ATS | ATS D7 | BMW a 4 cilindri in linea (t/c) | BRA |
RSA |
BEL |
SMR |
FRA |
MON |
CAN |
DET |
DAL |
GBR |
GER |
AUT 12 |
NED |
ITA* 6 |
EUR Rit |
POR 13 |
NC | 0 | |
| 1985 | Barclays Arrows BMW | Arrows A8 | BMW a 4 cilindri in linea (t/c) | BRA Rit |
POR Rit |
SMR Rit |
MON Rit |
CAN 13 |
DET 11 |
FRA Rit |
GBR 8 |
GER 7 |
AUT Rit |
NED 9 |
ITA Rit |
BEL 7 |
EUR 10 |
RSA 5 |
AUS 6 |
20° | 3 | |
| 1986 | Benetton Formula | Benetton B186 | BMW a 4 cilindri in linea (t/c) | BRA 6 |
ESP 6 |
SMR 3 |
MON Rit |
BEL 10 |
CAN Rit |
DET Rit |
FRA Rit |
GBR Rit |
GER 10 |
HUN Rit |
AUT 7 |
ITA 5 |
POR Rit |
MEX 1 |
AUS Rit |
7° | 17 | |
| 1987 | Scuderia Ferrari | Ferrari F1-87 | Ferrari V6 (t/c) | BRA 4 |
SMR Rit |
BEL Rit |
MON 4 |
DET 4 |
FRA Rit |
GBR Rit |
GER Rit |
HUN Rit |
AUT Rit |
ITA 4 |
POR 2 |
ESP Rit |
MEX Rit |
JPN 1 |
AUS 1 |
5° | 36 | |
| 1988 | Scuderia Ferrari | Ferrari F1/87-88C | Ferrari V6 (t/c) | BRA 2 |
SMR 5 |
MON 2 |
MEX 3 |
CAN Rit |
DET Rit |
FRA 4 |
GBR 9 |
GER 3 |
HUN 4 |
BEL Rit |
ITA 1 |
POR Rit |
ESP 6 |
JPN 4 |
AUS Rit |
3° | 41 | |
| 1989 | Scuderia Ferrari | Ferrari 640 F1 | Ferrari V12 | BRA Rit |
SMR Rit |
MON Inf |
MEX Rit |
USA Rit |
CAN Rit |
FRA Rit |
GBR Rit |
GER Rit |
HUN Rit |
BEL Rit |
ITA 2 |
POR 1 |
ESP 2 |
JPN Rit |
AUS Rit |
7° | 21 | |
| 1990 | Honda Marlboro McLaren | McLaren MP4/5B | Honda V10 | USA Rit |
BRA 2 |
SMR 2 |
MON 3 |
CAN 4 |
MEX 3 |
FRA 5 |
GBR 14 |
GER 3 |
HUN 16 |
BEL 3 |
ITA 3 |
POR 4 |
ESP Rit |
JPN Rit |
AUS 4 |
4° | 43 | |
| 1991 | Honda Marlboro McLaren | McLaren MP4/6 | Honda V12 | USA Rit |
BRA 3 |
SMR 2 |
MON Rit |
CAN Rit |
MEX Rit |
FRA Rit |
GBR 2 |
GER 4 |
HUN 4 |
BEL 2 |
ITA 4 |
POR Rit |
ESP Rit |
JPN 1 |
AUS 3 |
4° | 43 | |
| 1992 | Honda Marlboro McLaren | McLaren MP4/6B | Honda V12 | RSA 5 |
MEX 4 |
5° | 49 | |||||||||||||||
| McLaren MP4/7A | Honda V12 | BRA Rit |
ESP 4 |
SMR Rit |
MON Rit |
CAN 1 |
FRA Rit |
GBR 5 |
GER Rit |
HUN 3 |
BEL Rit |
ITA 4 |
POR 2 |
JPN 2 |
AUS 1 |
|||||||
| 1993 | Scuderia Ferrari | Ferrari F93 A | Ferrari V12 | RSA 6 |
BRA Rit |
EUR Rit |
SMR Rit |
ESP 6 |
MON 14 |
CAN 4 |
FRA 14 |
GBR Rit |
GER 6 |
HUN 3 |
BEL 10 |
ITA Rit |
POR Rit |
JPN Rit |
AUS 5 |
8° | 12 | |
| 1994 | Scuderia Ferrari | Ferrari 412T1 | Ferrari V12 | BRA Rit |
PAC 2 |
SMR Rit |
MON 3 |
ESP Rit |
CAN 4 |
3° | 41 | |||||||||||
| Ferrari 412T1B | Ferrari V12 | FRA 3 |
GBR Rit |
GER 1 |
HUN 12 |
BEL Rit |
ITA 2 |
POR Rit |
EUR 5 |
JPN Rit |
AUS 2 |
|||||||||||
| 1995 | Scuderia Ferrari | Ferrari 412T2 | Ferrari V12 | BRA 3 |
ARG 6 |
SMR 3 |
ESP 3 |
MON 3 |
CAN Rit |
FRA 12 |
GBR Rit |
GER 3 |
HUN 3 |
BEL Rit |
ITA Rit |
POR 4 |
EUR Rit |
PAC 4 |
JPN Rit |
AUS Rit |
6° | 31 |
| 1996 | Mild Seven Benetton Renault | Benetton B196 | Renault V10 | AUS 4 |
BRA Rit |
ARG Rit |
EUR 9 |
SMR 3 |
MON Rit |
ESP Rit |
CAN Rit |
FRA 4 |
GBR 2 |
GER 13 |
HUN Rit |
BEL 6 |
ITA Rit |
POR 6 |
JPN 4 |
6° | 21 | |
| 1997 | Mild Seven Benetton Renault | Benetton B197 | Renault V10 | AUS 4 |
BRA 2 |
ARG 6 |
SMR Rit |
MON 9 |
ESP 10 |
CAN Inf |
FRA Inf |
GBR Inf |
GER 1 |
HUN 8 |
BEL 6 |
ITA 7 |
AUT 10 |
LUX 4 |
JPN 8 |
EUR 4 |
5° | 27 |
* Berger guidava la seconda vettura del team, che aveva iscritto però una sola auto e quindi il sesto posto non venne conteggiato
[modifica] Vittorie
| Anno | GP Vinti |
|---|---|
| 1986 | 1 (Messico) |
| 1987 | 2 (Giappone, Australia) |
| 1988 | 1 (Italia) |
| 1989 | 1 (Portogallo) |
| 1991 | 1 (Giappone) |
| 1992 | 2 (Canada, Australia) |
| 1994 | 1 (Germania) |
| 1997 | 1 (Germania) |
[modifica] Altre vittorie
- 1981: Campionato tedesco Alfasud Trophy
- 1985: 24 Ore di Spa (con Renato Ravaglia) - BMW 635 CSi
[modifica] Note
- ^ Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996. pag.479
- ^ Carlo Marincovich. «Domani è Monza, ma la Ferrari perde Alboreto». Repubblica, 06-09-1986, pag. 24.
- ^ Carlo Marincovich. «Ferrari annuncia venti di guerra». Repubblica, 25-09-1986, pag. 32.
- ^ Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996. pag.482
- ^ Andrea De Adamich, Oscar Orefici, F1'87, Vallardi&associati, 1987. pp.25,26, 156
- ^ Andrea De Adamich, Oscar Orefici, F1'87, Vallardi&associati, 1987. pag. 162
- ^ Andrea De Adamich, Oscar Orefici, F1'87, Vallardi&associati, 1987. pag. 165
- ^ Andrea De Adamich, Oscar Orefici, F1'87, Vallardi&associati, 1987. pag. 166
- ^ Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004. pag.291.
- ^ Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004. pag.293.
- ^ a b c Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996. pag. 520 ISBN 88-8219-394-2.
- ^ Carlo Marincovich. «Tra Berger e McLaren un accordo da trenta miliardi». Repubblica, 14-07-1989, pag. 26.
- ^ «Berger prova e protesta: 'Mansell è privilegiato'». Repubblica, 19-08-1989, pag. 38.
- ^ Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Vallardi&Associati, 1992. p. 22
- ^ Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Vallardi&Associati, 1992. p. 43
- ^ Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Vallardi&Associati, 1992. p. 70
- ^ Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Vallardi&Associati, 1992. p. 181
- ^ Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Vallardi&Associati, 1992. p. 205
- ^ «Patrese, ecco la Benetton». Repubblica, 04-09-1992, pag. 40.
- ^ Cristiano Chiavegato. «Cominciate in Portogallo le prove della nuova monoposto Ferrari, partenza in salita Berger e Alesi sono stati staccati di sei secondi dalla Williams di Prost. Tanti guai di gioventu', soprattutto difficile regolare le sospensioni attive FORMULA 1», 27-01-1993. URL consultato in data 03-05-2009.
- ^ Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004. p.309
- ^ Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93, Vallardi&Associati, 1993. p.22
- ^ Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93, Vallardi&Associati, 1993. p.23
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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