Peugeot

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Peugeot S.A.
Logo
Stato Francia Francia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1896
Sede principale Parigi, Francia
Gruppo PSA Peugeot Citroën
Persone chiave Jean-Martin Folz, Robert Peugeot, Geral Welter
Prodotti autoveicoli
motoveicoli
Fatturato Green Arrow Up.svg 56.300 milioni (2005)
Dipendenti 207.200 (2005)
Slogan «Motion & emotion»
Sito web www.peugeot.it

La Peugeot è una casa automobilistica e motociclistica francese che fa oggi parte del gruppo PSA Peugeot Citroën controllato dalla famiglia Peugeot.

La sede legale è a Parigi e gli stabilimenti di ricerca e sviluppo si trovano a Vélizy, La Garenne-Colombes, Poissy e Sochaux, che è il nodo centrale dell'insieme di stabilimenti Peugeot.

Il costruttore appartiene al gruppo PSA, cui appartiene anche Citroën – venduta dalla Michelin nel 1974. Il suo amministratore delegato, Philippe Varin, verrà sostituito da Carlos Tavares a partire dal 1 gennaio 2014.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia della Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

Utensileria Peugeot: locandina pubblicitaria dell'epoca

Oggi come alle sue origini, l'impero Peugeot è sempre stato legato alla famiglia dei Peugeot, da sempre residente in quella zona attorno alle città di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea. Questa famiglia ha origini antiche, basti pensare che era nota già nel XV secolo. I suoi componenti erano allora prevalentemente selvicoltori e possedevano alcune proprietà boschive tra Audincourt, Hérimoncourt e la stessa Montbéliard, ove avevano impiantato una fiorente attività di produzione e commercio della pece. Da questa circostanza deriva il cognome "Peugeot" che nel francese dell'epoca significa "peciaio".

Alla fine del XVIII secolo, sotto l'impulso di Napoleone Bonaparte, che aveva bisogno di divise per il suo esercito, i Peugeot aprirono un'impresa per la trasformazione del cotone ad Audincourt. Artefice di questa conversione fu Jean-Pierre Peugeot (1734-1814), bisnonno di quell'Armand Peugeot che sarebbe divenuto uno dei principali pionieri dell'industria automobilistica in Francia.

Nel 1810, i figli di Jean-Pierre Peugeot, Jean-Pierre jr. (1768-1852) e Jean-Frédéric (1770-1822) rilevarono il vecchio mulino di Sous-Cratet da adibire a fonderia e laminatoio. Fu questo il primo germe da cui si svilupperà in seguito il grande impero Peugeot. Le tecniche di lavorazione dell'acciaio si evolsero rapidamente e la qualità dei prodotti della fonderia Peugeot divennero tra i migliori in Europa e trovarono clienti anche in Svizzera, in Italia e addirittura in Turchia. Nel corso degli anni, con il mutare della domanda prevalente del mercato, si adeguò nella produzione. Si passò così dalla produzione di lame per seghe a quella di orologi, dalle stecche per ombrelli, alla produzione di molle e persino ad alcuni componenti in metallo per alcune ditte che producevano prodotti di corsetteria. I cambiamenti più significativi riguardanti tali evoluzioni produttive si ebbero nel 1842, quando i Peugeot si associarono ai fratelli Jackson di Manchester e cambiarono la ragione sociale in "Peugeot aînés et Jackson frères", ma anche nel 1848, quando, dopo la crisi economica seguita alla rivoluzione, l'impresa prende il nome di "Peugeot Frères" e fabbrica anche delle montature in acciaio per le crinoline, accessori di moda lanciati dall'imperatrice Eugenia. È del 1847 il primo utilizzo dello stemma raffigurante un Leone sopra una freccia.

Nel 1850 l'azienda della famiglia Peugeot si è talmente sviluppata da contare nuove fabbriche che nel frattempo erano state aperte a Valentigney, Beaulieu e Pont-de-Roide. Lo stesso anno viene introdotto il logo, che rappresentava un leone in piedi su di una freccia. Nel corso degli anni, è sparita la freccia e il leone ha cambiato posizione.[1]

Armand Peugeot

L'azienda era all'epoca in mano ai due fratelli Jules ed Emile Peugeot, i quali a partire dal 1865 introdussero i rispettivi giovanissimi figli Eugéne ed Armand. Soprattutto quest'ultimo sarà il vero artefice della nascita del marchio automobilistico conosciuto ancor oggi.

Nel 1879, ad Armand Peugeot viene mostrata la Mancelle, vettura a vapore realizzata l'anno prima da Amedée Bollée: sono questi i primi germi che si insinueranno nella mente di Armand Peugeot, portandolo in breve ad occuparsi di mezzi di locomozione. Fu così che nel 1881, egli convertì la fabbrica di Beaulieu alla produzione di biciclette, attività che risulterà assai redditizia e fiorente, e si protrarrà per vari decenni.

Nel 1888, quando Léon Serpollet realizza il suo motore a vaporizzazione istantanea, Armand Peugeot decide di cominciare a cimentarsi nel campo della propulsione a motore: nel giro di un anno realizza quattro tricicli mossi dallo stesso motore di Serpollet. Tali tricicli vengono esposti alla Exposition Universelle di Parigi nel 1889. Qui, all'ombra della Torre Eiffel, Armand Peugeot vede la Daimler Stahlradwagen, seconda vettura prodotta da Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, a loro volta pionieri dell'industria automobilistica tedesca. L'industriale francese rimane colpito dal motore a combustione interna realizzato dai due tedeschi. Anche un altro francese, Emile Levassor, fu tra i presenti alla manifestazione. Sia Levassor che Peugeot, alla fine della rassegna, acquisirono da Gottlieb Daimler i diritti per la produzione in proprio dei nuovi motori.

Le prime autovetture Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

Una Type 3, prima vettura venduta in Italia
Peugeot Type 6 Phaeton con Capote del 1894
Peugeot 6HP Vis-à-vis 1898.

Le prime automobili della Casa francese sono prodotte a partire dal 1890, hanno quattro marce, 2 CV e raggiungono la velocità di 20 km/h. Il motore a benzina dell'epoca, un bicilindrico di origine Daimler, verrà in seguito sostituito da un motore Peugeot. I motori Daimler utilizzati nelle prime Peugeot non provenivano direttamente dalla Germania, ma venivano forniti alla Peugeot dalla Panhard & Levassor, con la quale Armand Peugeot era in ottimi rapporti. Il primo modello ufficiale della Peugeot, denominato Type 2, fu seguito dalla Type 3, assai significativa per la storia dell'automobile in Italia, poiché si tratta di fatto della prima automobile a calcare il suolo del nostro Paese. Fu acquistata infatti il 2 gennaio 1893 dall'imprenditore Gaetano Rossi di Piovene Rocchette (VI). Rispetto alla Type 2, che fu un fiasco anche a causa dei suoi numerosi difetti tecnici, la Type 3 ottenne un successo decisamente superiore, grazie anche ai suoi exploit sportivi in quelle che furono tra i primissimi embrioni di competizioni automobilistiche della storia. Ma non solo la Type 3 venne apprezzata per simili prestazioni: degno di nota è per esempio anche il primo posto di una Type 5 a pari merito con una Panhard nella Parigi-Rouen del 1894, considerata la prima gara automobilistica di sempre.

La Peugeot Automobili[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1896 l'attività di costruzione automibilistica rimase un piccolo reparto delle grandi officine Peugeot Frères, fortemente voluto da Armand Peugeot e appena tollerato dagli altri membri della famiglia che non ne gradivano i magri introiti e l'incerto futuro. A complicare le cose fu una disputa tra Armand e Gottlieb Daimler di natura "economico-patriottica". Daimler negò il permesso di commerciare automobili Peugeot con il suo motore in Alsazia, territorio da sempre conteso tra francesi e tedeschi, proponendogli una deroga al rifiuto se le automobili fossero costruite nell'Impero tedesco. Sentendosi offeso come francese, Armand decise di rinunciare ai motori Daimler e di costruirli in proprio, affidandone la progettazione all'ingegnere Gratien Michaux. Dato il prevedibile malumore che avrebbe provocato in famiglia con la richiesta di ampliare il settore automobilistico, allo scopo di costruire in proprio i motori, Armand si risolse a fondare un'azienda autonoma.

Nasce così, nel 1897, Société Anonyme des Automobiles Peugeot ad Audincourt, mentre Eugéne Peugeot proseguì nella produzione di biciclette, macchine per cucire ed utensili. Sempre nel 1897, la neonata Casa francese realizza il suo primo motore a scoppio progettato e costruito autonomamente. Si tratta di un bicilindrico orizzontale, poi realizzato in varie cilindrate, subito affiancato da un più economico propulsore monocilindrico verticale che risulta indicativo circa l'intenzione di rendere accessibile l'automobile ad una maggior fascia d'utenza. Tali propulsori equipaggiarono tutti i modelli Peugeot costruiti fino al 1902, anno in cui la casa francese aveva in listino ben 23 modelli diversi.[2]

In effetti, confortando le previsioni di Armand Peugeot, il mercato automobilistico si sviluppò in Francia con grande rapidità. Secondo la rivista France Automobile del luglio 1899, alla fine del XIX secolo circolavano nella sola Parigi circa 1900 automobili e i costruttori europei di automobili ammontavano a 888, dei quali 619 in Francia. Occorre precisare, naturalmente, che con il termine "automobile" venivano all'epoca definiti tutti i veicoli in grado di muoversi senza forza animale o umana, comprendendo quindi autovetture, tricicli, motocicli ed altri veicoli, con propulsione a scoppio, a vapore o elettrica.

Il nuovo secolo[modifica | modifica wikitesto]

Una Type 81B phaeton del 1906

Le prime vetture Peugeot erano dotate dello stesso schema meccanico, con motore e trazione posteriore, sterzo a barre di controllo e ruote anteriori di diametro inferiore rispetto a quelle posteriori. Ma all'alba del XX secolo tale schema subì un profondo rinnovamento, con il motore che passò ad essere sistemato anteriormente e per lo sterzo venne montato uno dei primi volanti. Inoltre la trasmissione divenne a catena, le ruote divennero tutte dello stesso diametro ed i freni passarono alle ruote posteriori. Siamo a questo punto nel 1902: oltre ai cambiamenti strutturali delle vetture, vi furono anche cambiamenti nell'ubicazione dell'azienda stessa, che venne trasferita a Levallois, all'epoca uno dei centri più fiorenti dell'allora giovanissima industria automobilistica.

Nel 1905, i figli di Eugéne Peugeot cominciarono a guardare con più fiducia alle possibilità offerte dall'industria automobilistica e diedero vita ad un nuovo marchio francese, ufficialmente registrato come Le Fils de Peugeot Frères, ma che divenne più semplicemente noto come Lion-Peugeot. Mentre tale marchio era più orientato verso autovetture più economiche, Armand Peugeot stava indirizzando la produzione verso vetture di prestigio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lion-Peugeot.

In seguito alla morte di Eugéne Peugeot, avvenuta nel 1907, Armand si adoperò per riunire le duie aziende, cosa che avvenne nel 1910 con la fusione di entrambe sotto la nuova ragione socialew Société Anonyme des Automobiles et Cycles Peugeot. Anche lo stabilimento di Beaulieu, fino a poco tempo prima utilizzato esclusivamente per la produzione di biciclette ed utensili, ora fu un altro nodo della produzione automobilistica Peugeot. Nel frattempo, venne lanciata la Peugeot Bébé, ufficialmente con marchio Lion-Peugeot, ma spesso annessa da varie fonti alla produzione Peugeot. Tale vettura fu progettata in collaborazione con il grande Ettore Bugatti che da poco aveva fondato l'omonima casa automobilistica.

Gli anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Una Lion-Peugeot BP1, meglio conosciuta come Peugeot Bébé

Gli anni dal 1910 al 1919 erano caratterizzati da un deciso affermarsi della Peugeot in campo sportivo, ma anche dell'effimera Lion-Peugeot, anzi, fu proprio quest'ultima a totalizzare un numero significativo di affermazioni in varie competizioni tenutesi tra la fine degli anni 1900 e l'inizio del decennio successivo. Nel 1912 nacque la Peugeot L76, una vettura da competizione realizzata da un team di piloti Peugeot e progettisti della Casa francese. Tale vettura mieterà parecchi successi grazie al suo potente motore da 7.6 litri bialbero plurivalvole (quest'ultimo un contenuto tecnico di assoluto rilievo ed assai innovativo per l'epoca), che poteva spingerla fino all'allora rilevante velocità di 190 km/h. Con questa vettura vennero stabiliti anche alcuni record di velocità e vennero colte anche alcune affermazioni negli Stati Uniti, come per esempio la vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis del 1913.

Lo scoppio della Prima guerra mondiale costrinse la Casa francese ad adeguarsi in parte ai nuovi regimi bellici, ma l'attività sportiva non venne trascurata ed anche negli anni più duri, alcune Peugeot da competizione, come la L45, seppero conquistare alcuni importanti risultati, come per esempio nelle tre edizioni della gara di Indianapolis del 1915, 1916 e 1919, rispettivamente un secondo posto e due primi posti.

La fine della guerra spinse la Casa a razionalizzare la produzione e ad orientarsi su vetture di fascia inferiore, senza tuttavia trascurare quelle di maggior prestigio.

Gli anni venti[modifica | modifica wikitesto]

Una Type 172 "Quadrilette"

Fu così che nel 1920 nacque la Peugeot Quadrilette, una spartana vettura di fascia medio-bassa, dalla singolare disposizione in tandem dei suoi due sedili. Nello stesso periodo fu introdotta anche la Type 163, sempre di fascia medio-bassa. Durante il corso del decennio, e precisamente nel 1926, la Société Anonyme des Automobiles et Cycles Peugeot si separò in due. Da una parte, la Automobiles Peugeot e dall'altra la Cycles Peugeot, i cui campi di attività sono evidenti già dalle rispettive denominazioni.

Ma in questo decennio, la Casa francese cominciò a sperimentare un nuovo tipo di propulsore, fino a quel momento rimasto quasi inconsiderato, ma del quale ci si accorse per le effettive potenzialità: si trattava del motore diesel. Teatro di questi esperimenti fu lo stabilimento Peugeot di Lilla. In Germania, gli stessi esperimenti furono condotti dalla Mercedes-Benz, nata nel 1926. Sarà quest'ultima ad avere la meglio nel lancio della prima vettura a gasolio della storia. Ma anche la Peugeot diverrà leader, decenni dopo, nella produzione di motori ad accensione spontanea (come vengono spesso chiamati i motori diesel). Nel 1928, gran parte delle risorse della Automobiles Peugeot furono concentrate nella zona di Sochaux. A partire dallo stesso anno, lo stabilimento di Lilla, dedito alla sperimentazione di motori diesel, sarà utilizzato come sede della CLM (Compagnie Lilloise des Moteurs), un complesso industriale creato dalla stessa Peugeot.

Tutti questi cambiamenti avvennero nonostante la situazione economica della Peugeot non fosse delle migliori. Ciò fu causato principalmente dal fallimento di una delle banche su cui la Casa francese si appoggiava abitualmente.

Nel 1929 venne lanciata la 201, erede di Quadrilette e 5CV. La 201 fu una vettura importante nella storia della Peugeot, perché il suo successo permise alla Casa di attraversare indenne il difficile periodo della Grande depressione. Inoltre, la 201 fu la prima Peugeot ad adottare il sistema di denominazione a tre cifre con lo zero in mezzo, criterio adoperato ancor oggi per le autovetture Peugeot, anche se alcuni modelli particolari utilizzano ormai il doppio zero. A questo proposito, occorre precisare che la Peugeot depositò come denominazioni distintive tutti i numeri a tre cifre con interposto lo zero. La scelta aveva origine nel fatto che lo zero centrale della cifra, posta sulla calandra, dissimulava l'antiestetico foro per la manovella d'avviamento. Tranne rare eccezioni, a partire dal 1930 nessuna altra casa automobilistica poté utilizzare per i propri modelli una cifra a tre numeri con interposto lo zero. Una deroga venne concessa dalla Peugeot, in rispetto al "cavallino rampante", per i modelli Dino 206, e Ferrari 208 e 308. La Porsche, invece, fu diffidata e costretta a modificare la già annunciata denominazione "901" in "911".[3]

Gli anni '30 e di nuovo in guerra[modifica | modifica wikitesto]

Una 402 Eclipse con tetto ripiegabile

La Peugeot riuscì negli anni'30 a superare indenne la grande crisi economica successiva al crollo della Borsa di New York avvenuto il 29 ottobre del 1929. Non solo, ma nei primi anni trenta rinnovò la sua gamma, rendendola da una parte più popolare e meno ambiziosa, ma senza tuttavia trascurare anche le fette di mercato più alte. Nacquero così vetture come la media 301, la medio-alta 401 e la 601, vettura di fascia superiore. Questi modelli, nati con caratteristiche estetiche convenzionali, si sarebbero in seguito evolute divenendo più aerodinamiche, secondo la moda dell'epoca, una moda che in realtà aveva gettato i suoi primi semi già nel decennio precedente grazie a geni del calibro di Gabriel Voisin. Tale ricerca dell'aerodinamica raggiunse il suo culmine nella seconda metà degli anni '30, quando vennero lanciate la 402, la 302 ed infine la 202, caratterizzate da corpi vettura quasi identici, specie nel frontale, dove i fari anteriori erano racchiusi all'interno di una griglia centrale assieme al radiatore. Cambiavano in pratica gli ingombri, più contenuti nella 202 e più esuberanti nella 402. Non vi fu un seguito, invece, per la 601 e non venne prodotto quindi, come logica vorrebbe, alcun modello 602. Questi modelli ebbero anche delle declinazioni sportive, denominate Darl'Mat e proposte come profilatissime coupé e roadster.

In questo decennio è invece da ricordare l'invenzione, da parte della Peugeot, del tetto rigido ripiegabile, adottato in via ufficiale nel modello 402 (denominato Eclipse) ma anche in molti altri suoi modelli dell'epoca, sebbene non ufficialmente a listino. Tale invenzione sarebbe stata ripresa nel 2001 con il lancio della 206 CC.

Ma nel settembre del 1939 vi fu lo scoppio della sanguinosissima Seconda guerra mondiale, uno degli eventi più nefasti della storia dell'uomo.

La guerra e la rinascita: gli anni '40 e '50[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot 403

Nel periodo bellico vi fu una grande carenza di petrolio e benzina e la produzione automobilistica della Peugeot è pressoché assente, con l'eccezione di una piccola vetturetta a propulsione elettrica, la VLV, i cui 377 esemplari prodotti furono utilizzati specialmente nella zona di Parigi. Nei primi anni del periodo bellico, fino al 1942, vennero prodotte ancora alcune piccole quantità di Peugeot 402 e 202.

All'indomani del conflitto, la Casa francese tornò subito al lavoro: si voleva dare un taglio con il passato, in modo da dimenticare gli orrori dell'olocausto e da manifestare una volontà di rinascita, così da puntare al futuro e guardare con maggior serenità al domani. Si cominciò a lavorare alla nuova vettura che avrebbe sostituito la 202, la quale continuò nel frattempo ad essere prodotta. La nuova vettura, denominata 203, fu lanciata nel 1948, prima Peugeot monoscocca ed unico modello nella gamma Peugeot dal 1949 (anno in cui la 202 fu tolta di produzione) al 1955.

Negli anni seguenti, mentre la 203 raccoglieva consensi sempre crescenti, partì il progetto per una vettura di fascia superiore che andasse ad ampliare la gamma della Casa. Contemporaneamente a Lilla andavano avanti le ricerche per i motori diesel. Nel 1955 venne lanciata la Peugeot 403, un modello estremamente significativo nella storia della Casa, perché sancisce l'inizio della collaborazione tra la Casa del Leone Rampante ed il prestigioso ateliér automobilistico di Pininfarina. La vettura si rivelerà un successo e nel 1959 ne fu proposta anche una versione a gasolio, prima Peugeot diesel nella storia. Il motore diesel utilizzato, però, non uscì direttamente dallo stabilimento CLM di Lilla, ma venne prodotto dalla Indenor, un'azienda francese già molto avanti nel campo dei motori diesel, tanto essere stata rilevata alcuni anni prima proprio dalla CLM. Con la 403 Diesel, la Casa francese divenne una temibile rivale di Mercedes-Benz.

Gli anni '60[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot 204, prima trazione anteriore della Casa

Nel 1960 venne lanciata la Peugeot 404, destinata ad affiancare ed in seguito a sostituire la 403. Anche la 404 fu proposta in versione diesel ed anch'essa si rivelò un grande successo. Ma gli anni '60 furono anche il decennio in cui la gamma Peugeot si diversificò ulteriormente: nel 1965 venne introdotta la 204, prima Peugeot a trazione anteriore, mentre nel 1968 fu la volta della celebre 504, prima world car della Casa francese, decisamente più moderna della 404, che comunque affianca e non sostituisce. Infine, nel 1969 venne introdotta la 304, versione allungata della 204, rispetto alla quale si pose un gradino più in alto. Anche questi tre modelli furono proposti in alcune versioni a gasolio, rafforzando quindi la loro posizione di riferimento nel campo del diesel. In particolare, la 204 fu all'epoca la vettura dotata del più piccolo motore diesel prodotto fino a quel momento: solo 1255 cm³.

Nel 1965, la Société des Automobiles Peugeot divenne Peugeot Société Anonyme, in pratica una holding che deteneva tutte le società fino a quel momento controllate.

Nel 1966, la Peugeot firma un accordo con la Renault per la produzione di motori in comune. Da tale joint-venture nacquero nuovi motori di svariate fasce, dai piccoli motori della serie X, ai più grandi motori Douvrin (dal nome della città di Douvrin, dove sorge lo stabilimento in cui nascevano tutti i motori sviluppati in joint-venture con Renault), fino al V6 PRV, quest'ultimo realizzato in un'ulteriore joint-venture che prevedeva anche la collaborazione della svedese Volvo. Tutte queste famiglie di motori avranno inoltre un lungo seguito commerciale.

Gli anni '70 e la nascita del gruppo PSA[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot 504, nata nel 1968

Negli anni settanta diversi fattori portarono ad eventi significativi nella storia della Peugeot e non solo. Innanzitutto nel 1972 venne lanciata la Peugeot 104, la prima utilitaria Peugeot, in due varianti di carrozzeria, a due e a 4 porte (poi divenute 3 e 5 porte con l'introduzione del portellone posteriore). Poi nel 1973 vi fu la crisi petrolifera, che colpì in particolare i produttori di auto di grossa cilindrata. Non fu quindi il caso della Peugeot, ma la situazione divenne estremamente precaria per un altro costruttore francese, vale a dire la Citroën, la quale alla fine del decennio precedente entrò in joint-venture con la Maserati per la produzione di una gran turismo profilata. Da ciò nacque la SM, che però non ebbe un gran successo commerciale ed anzi portò la Casa del double chevron sull'orlo del baratro. Fu la Peugeot a rilevarla e ad assumerne la direzione, a partire dal 24 giugno 1974. Nel 1976, con l'acquisto del 90% del capitale Citroën, nacque la PSA Peugeot-Citroën, più comunemente nota come Gruppo PSA.

Nel 1975 la Peugeot introduce l'ammiraglia della Casa, la 604 probabilmente l'unica ammiraglia del marchio in grado di competere anche negli USA con marchi come Mercedes Benz, disponibile sia con motori benzina (tra cui il 2.7 - 2.9 PRV), sia con motori a gasolio, tra cui il 2.3 turbodiesel, primo motore diesel sovralimentato in Europa. Nello stesso anno la 404, in listino da ben 15 anni, esce di produzione definitivamente.

Nel 1977 fu lanciata la 305, destinata a raccogliere il testimone della 304 e nel 1979 fu la volta della 505, vice-ammiraglia chiamata a sostituire la 504.

Ma già nel 1978 accadde un altro evento: la statunitense Chrysler decise di vendere le sue succursali in Francia, Spagna e Gran Bretagna. Fu la Peugeot a raccogliere l'offerta e con l'acquisizione del pacchetto divenne detentrice dei marchi Simca e Talbot, senza dimenticare gli storici Sunbeam-Rootes. Nello stesso anno, il gruppo PSA entra in joint-venture con il gruppo Fiat per produrre veicoli commerciali. La joint-venture, denominata Sevel, comportò l'apertura di due stabilimenti, uno ad Atessa (CH) ed uno a Valenciennes.

Gli anni '80 e la fine della Talbot[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot 205

Nel 1980 cominciarono ad essere commercializzati i primi modelli Talbot, tra cui la Talbot 1100 (versione rimarchiata della Simca 1100) e la Talbot Samba (praticamente una 104 3 porte rimarchiata). Ma alcuni eventi, come la crisi petrolifera del 1979, e la rivoluzione in Iran, importante nodo commerciale per la ex-Chrysler inglese, unitamente agli scarsi successi commerciali in Europa dei modelli Talbot, costrinsero ben presto la Peugeot ad assorbirne il marchio, che venne utilizzato fino al 1993 solo per il furgone Express, basato sul Fiat Ducato dell'epoca.

Nel frattempo, la Peugeot mandò avanti la sua produzione automobilistica: il 1983 vide il lancio della 205, vettura utilitaria di gran successo, anch'essa disegnata da Pininfarina- La sua produzione sarebbe durata oltre dodici anni. Nel 1986 venne introdotta la 309, anch'essa un buon successo, ma limitatamente al mercato interno, mentre oltreconfine trovò maggiori difficoltà. In ogni caso venne superato largamente il milione e mezzo di unità vendute in sette anni.

Nel 1987 venne lanciata la 405 in sostituzione della 305. Tale modello fu la seconda Peugeot (dopo la 504) a fregiarsi del titolo di Auto dell'anno.

Con l'uscita di produzione della 604, la 505 fu dotata di motori più potenti, in modo da fornire un "cuscinetto" in attesa dell'arrivo della nuova ammiraglia, la 605, che vide la luce nel 1989. La 505 Fu anche l'ultima automobile Peugeot a trazione posteriore.

Gli anni '90[modifica | modifica wikitesto]

In Francia ed in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Una 206, vettura esordiente nel 1998

Gli anni '90 videro il successivo rinnovamento della gamma, con alcune novità: nel 1991 un nuovo modello venne introdotto al di sotto della 205 e venne denominato 106. Anche questo modello ebbe un enorme successo e venne prodotto per 13 anni.

Due anni dopo fu la volta della 306, destinata a rimpiazzare la 309, mentre nel 1994 fu presentata la 806, prima monovolume della Casa francese, realizzata dalla joint-venture tra il gruppo PSA ed il gruppo Fiat. A metà del decennio venne lanciata la Peugeot Ranch, una sorta di incrocio tra una monovolume ed un furgoncino, più comunemente definibile come ludospace. Anche questo modello incontrò un buon successo, specie in versione furgonata.

Nel 1998 venne lanciata la 206, un nuovo successo per la Casa francese, tanto da arrivare ai primi anni '10 del secolo successivo. Nello stesso anno, il gruppo PSA entrò in joint-venture con il gruppo Ford per la realizzazione di nuovi motori diesel di fascia bassa e medio-bassa. Da tale cooperazione sarebbero derivati in seguito i motori DV, molto apprezzati dal pubblico.

Fra tanti successi vi fu anche un insuccesso, costituito dalla 605, non molto apprezzata, insuccesso dovuto solo in parte ad alcuni problemi tecnici che affliggevano in particolare le versioni dotate del 3 litri PRV, ma che più probabilmente non fu un vero sostituto di pari classe delle più vecchie 604 e 505. Con l'uscita di scena delle 604, 505, 405, le uniche World car prodotte dal marchio, si chiude definitivamente anche l'avventura negli USA del marchio francese. Il pregiudicarsi un territorio di vendita così esteso si rivelerà unsa scelta quanto mai sbagliata negli anni a venire.

La Dongfeng Peugeot-Citroën Automobiles[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni novanta, il Gruppo PSA comincia una joint-venture con il costruttore cinese Dongfeng Motor Corporation. Tale joint-venture, nota con il nome di Dongfeng Peugeot-Citroën Automobiles, si occuperà di costruire nello stabilimento di Wuhan modelli del Gruppo francese su licenza. Nel 1992 verrà commercializzato il primo modello derivato da tale joint-venture, ossia la Citroën Fukang, derivata dalla ZX. Dallo stesso modello sarà derivata la Elysée, costruita però anche con componenti derivati da altri modelli Citroën europei. In seguito, verrà proposta la Citroën C2, che però non corrisponde alla C2 europea, bensì ad una Peugeot 206. Negli anni 2000, verranno prodotte anche la 307 a tre volumi e nel 2010 anche la 408, su base 308.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot 1007, mini-monovolume della Casa francese

Gli anni 2000 sono caratterizzati dalla nascita di varie joint-venture tra il Gruppo PSA ed altre Case automobilistiche, il tutto allo scopo di contenere i costi di produzione. Già il 2001 è stato ricco di novità: la joint-venture con Ford dà luogo alla nascita dei motori DV, mentre il listino si arricchisce dell'accattivante 206 CC, dotata di tetto in metallo ripiegabile elettricamente. In questo modo la Casa francese intende sottolineare il suo primato nel campo dei tetti rigidi ripiegabili, specie dopo il lancio, avvenuto alcuni anni prima della prestigiosa Mercedes-Benz SLK, che in molti avevano additato come la prima a proporre tale soluzione. Sempre nel 2001 vi fu il lancio della 307, la terza Peugeot eletta Auto dell'Anno. Anche la 307, sebbene meno sportiveggiante della 306, ha avuto un gran successo.

A metà del decennio il Gruppo PSA entra in joint-venture con la BMW e da qui nascono i motori Prince, poi montati sulle nuove Mini e su alcuni modelli PSA di fascia medio-bassa. Nello stesso periodo nasce la 107, meno sportiva e più cittadina della 106 che sostituisce. In quel periodo si delineano nuove nicchie di mercato per la Peugeot. Tali nicchie verranno occupate da nuovi modelli derivati dalla normale produzione e caratterizzati da un ampio spazio interno rispetto ai tradizionali modelli da cui derivano, oltre che da altre particolari funzionalità tecniche e configurazioni di carrozzeria inedite per la Peugeot stessa. Dal punto di vista della denominazione, tali modelli particolari non hanno più uno zero centrale, bensì due zeri. Nascono così dapprima la 1007 del 2005, una piccola monovolume da contrapporre a vetture come l'Opel Agila. Due anni dopo esordisce la 4007, primo SUV della Casa francese, realizzato in joint-venture con la Mitsubishi e nel 2009 è la volta della 3008, un particolare crossover in parte SUV, in parte monovolume ed in parte station wagon. Tale modello, tra l'altro, inaugura anche il nuovo corso stilistico della Casa francese, caratterizzato da una calandra non più aggressiva come la "bocca" delle precedenti Peugeot, ma ugualmente carica di personalità.

Gli anni '10 del nuovo secolo[modifica | modifica wikitesto]

Una Peugeot RCZ

A gennaio 2010, la Peugeot ha presentato la nuova immagine di marca: il leone, storico simbolo della casa francese, è stato ristilizzato in modo da avere un look più moderno, mentre è stato reso noto anche il nuovo slogan della marca: 'Motion & Emotion', cioè 'Movimento ed Emozione'. Nello stesso anno viene lanciata la coupé RCZ, mentre vengono intensificate le ricerche sui motori elettrici ed ibridi ed a fine anno viene introdotta la tecnologia microibrida dei motori e-HDi con sistema Start & Stop integrato di nuova generazione. Sempre alla fine del 2010 viene lanciata la 508, grossa ed imponente berlina destinata a rimpiazzare in un solo colpo i modelli 407 e 607. È proprio questa una delle prime Peugeot a montare il motore 1.6 e-HDi. La 508 sarà seguita dalla versione restyling della 308, presentata a Ginevra nel 2011.
Per i mercati emergenti, nel 2012 viene lanciata la 301, che riprende il nome dello storico modello degli anni '30, ma inaugura anche il nuovo criterio di denominazione dei modelli che verranno prodotti da quel momento in poi (vedi paragrafo Denominazioni dei modelli Peugeot). Sempre nel 2012 viene introdotta l'erede della 207, ossia la 208, che a partire dall'anno seguente verrà proposta anche nella frizzante versione GTI, con cui verrà rinnovata la tradizione delle piccole GTI della Casa francese. Ed ancora nel 2012 viene stipulato un accordo di collaborazione con la General Motors, la quale entra per il 7% nel capitale del Gruppo PSA allo scopo di realizzare e condividere tecnologie in comune. Il fatto susciterà attriti con la BMW, fino a quel momento cooperante con PSA nella realizzazione dei motori Prince. Finisce anche la produzione dei motori a benzina V6 (pensare che negli anni 70 il motore PRV doveva essere addirittura un V8) e con essa probabilmente viene sancita l'uscita definitiva di PSA dal segmento di veicoli di lusso.

Poco tempo dopo, la discussa joint-venture con la General Motors viene chiusa senza che abbia portato a risultati concreti: il Gruppo PSA, venutosi a trovare in cattive acque a causa della crisi economica e delle magre vendite, raggiunge un accordo con i cinesi della Dongfeng ed il governo francese: il 20% del pacchetto azionario passa a quest'ultimo, un altro 20% è per la Dongfeng, mentre la famiglia Peugeot detiene un ulteriore 20%. Il resto viene suddiviso tra vari azionisti minori. Per la prima volta dopo secoli, la famiglia Peugeot non è più la detentrice del pacchetto di maggioranza, aspetto che la dice lunga sul difficile periodo della Casa francese.

Altre attività della Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente l'impresa fabbricava anche lame per seghe ed utensileria varia, nonché i ben noti macinapepe e macinacaffè (dal 1876 al 1935), moto e ciclomotori, biciclette (attività indipendente dal 1926), elettrodomestici ed utensili elettrici (ceduto nel 1996, il marchio Peugeot è scomparso in questo settore). Questi macinini sono prodotti dalla società PSP Peugeot con sede e stabilimento a Quingey (Doubs)[4].

Storia del logo Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

Il leone simbolo dell'impresa, utilizzato a partire dal 1847 ma depositato come marchio solo nel 1858, simboleggia le tre qualità delle lame Peugeot, decantate dalla Casa produttrice stessa: "Velocità di taglio, durezza dei denti e flessibilità della lama".
Bisognerà aspettare il 1948 e la 203 per veder scomparire la freccia che fino ad allora era stata ai piedi del leone. Contrariamente a quanto si crede, originariamente il leone Peugeot non ha alcun legame né con quello che orna il blasone delle Franca Contea (benché la forma araldica del 1948 la ricordi), né con quello della città di Sochaux e nemmeno con il Leone di Belfort scolpito da Bartholdi, anche se vi è stato un periodo in cui il Leone dello stemma assunse una posizione che ricordò da vicino la celebre scultura. Il marchio subirà otto modifiche prima di arrivare alla versione attuale.

Denominazioni dei modelli Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

La Peugeot 301

La Peugeot ha depositato come marchio nel dominio automobilistico le designazioni x0y per i suoi modelli. È per questo che la Porsche 901 viene commercializzata col nome di Porsche 911 su domanda di Peugeot. La denominazione del Boeing 707, invece, non è minacciata: da una parte perché non è una vettura, dall'altra perché Boeing ha depositato da parte sua i nomi dei modelli d'aereo 7x7 (Intel a suo tempo non è stata autorizzata a depositare 80386, 486, 586 e 686 proprio per questo motivo).

La prima delle tre cifre è legata alla posizione del modello nella gamma, l'ultima la sua generazione, mentre lo zero (o gli zero) al centro serve da collegamento. Alcuni modelli, sebbene non all'inizio, nascondevano con lo zero centrale il buco per la manovella d'accensione motore: i primi modelli a zero centrale (301, 401, 601) non nascondevano la fessura in questo modo, ma l'astuzia venne adottata in seguito, come nella 302 e nella 402. Più di recente, allo zero centrale corrisponde il pulsante di apertura del bagagliaio (307 CC, 407 e 607).
Dal punto di vista del marketing, questo criterio di denominazione semplicemente fa risparmiare a Peugeot in pubblicità: quando una macchina si chiama 204, si sa subito che rimpiazza la 203 (anche se esistono diverse eccezioni), e si situa in una gamma più vicina alla 104 che alla 404.

La moltitudine di modelli realizzati a partire dai primi anni del XXI secolo ha costretto Peugeot a introdurre un doppio zero su certi modelli recenti invece dell'unico zero centrale, in modo da aumentare il numero di designazioni disponibili conservando un'aria familiare nella designazione della gamma. Come già spiegato, questo doppio zero serve a designare i modelli «speciali», che coabitano coi modelli che presentano un solo zero (ad esempio 107 e 1007 oppure 308 e 3008).

Dal 2013, vi è stato un ulteriore cambio nel criterio di denominazione dei modelli Peugeot: in pratica, verranno utilizzate sigle di tre o quattro cifre con uno o due zeri centrali, ma che utilizzeranno solo 1 o 8 come cifre finali. Le sigle terminanti con la cifra 1 saranno destinate a modelli previsti per mercati in via di sviluppo (per esempio la nuova 301 del XXI Secolo), mentre le sigle terminanti per 8 saranno destinate a modelli previsti per mercati già affermati. Non vi saranno più, quindi, passaggi a nuove cifre, fatto che aveva suscitato discussioni ed illazioni nel 2012, vale a dire nel momento in cui una vettura come la 308 avrebbe dovuto di lì a poco lasciare il testimone alla sua erede, motivo per il quale sorsero dubbi sulla sua effettiva denominazione commerciale, che avrebbe potuto essere 309, vettura che però era già stata prodotta quasi trent'anni prima, oppure 301, facendo nascere l'ipotesi che la Casa francese avrebbe ricominciato daccapo con le sigle come circa ottant'anni prima. Tutte queste ipotesi furono quindi smentite con la decisione del Gruppo PSA di ricorrere al nuovo criterio descritto poc'anzi. Uniche eccezioni a tale nuova regola saranno alcuni modelli di nicchia (RCZ, Partner, ecc).

Serie 100
Peugeot 107
Serie 200
Peugeot 206
Serie 300
Peugeot 306
Serie 400
Peugeot 405
Serie 500
Serie 600
Peugeot 605
Serie 800
Serie 900
  • 905 vettura per corse di durata che ha vinto nel 1992 e nel 1993 le 24 ore di Le Mans
  • 907 prototipo di super car.
  • 908 RC altro prototipo di super car, con il motore V12 diesel che correrà a Le Mans.
  • 908 vettura per corse di durata presentata nel 2007
Serie 1000
Serie 2008
  • 2008 (2013)

Serie 3000

Peugeot 3008
  • 3008, crossover (2009)
Serie 4000
Serie 5000
  • 5008, monovolume media (2009)
Altri modelli
Peugeot Expert

Veicoli commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Veicoli militari[modifica | modifica wikitesto]

  • P4 4x4 militare

Motociclette[modifica | modifica wikitesto]

Scooter[modifica | modifica wikitesto]

Peugeot 103

Peugeot Speedake Peugeot Zenith

Moto[modifica | modifica wikitesto]

Peugeot e le competizioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo di rally[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1931, Peugeot partecipa al rally di Montecarlo.

Peugeot ha dominato il campionato rally Gruppo B con la 205 Turbo 16, che ha vinto il trofeo mondiale costruttori e piloti nel 1985 (Timo Salonen) e nel 1986 (Juha Kankkunen). La marca si ritira con la soppressione della categoria Gruppo B.

Peugeot è tornata nel rally nel campionato WRC, alla fine del 1999. Vinse in questo modo 3 volte il campionato costruttori (2000, 2001 et 2002) e 2 volte il campionato piloti (2000 e 2002) con Marcus Grönholm. Nel 2004, la 206 WRC cede il posto alla 307 WRC che però non riesce a fare altrettanto bene. Alla fine del 2004, Peugeot annuncia il ritiro dalla competizione, che si espleterà a fine 2005.

Attualmente Corre Nell'IRC

Rally-Raid e Parigi-Dakar[modifica | modifica wikitesto]

Peugeot partecipa da molto al rally-raid, e molti modelli vi hanno trionfato, come la 404 e la 504.

Nel 1987, quando fu soppressa la competizione sul Gruppo B, toccò alla 205 scrivere la storia di Peugeot in Africa. Peugeot vinse la Parigi-Dakar quattro volte: nel 1987 arrivò prima la 205 T16 Grand-Raid di Ari Vatanen e Bernard Giroux; nel 1988, vinse quella di Juha Kankkunen e Juha Piironen; nel 1989 vinse la 405 T16 di Ari Vatanen e Bruno Berglund; nel 1990 Vatanen triplicò il successo, con la seconda volta per Bernard Giroux.

Nel 1988 la Peugeot ottiene la vittoria della Pikes Peak International Hillclimb, a vincere è la 405 T16 pilotata da Ari Vatanen.

Endurance[modifica | modifica wikitesto]

È dal 1938 che il leone Peugeot calca la 24 ore di Le Mans: nella fattispecie, iniziò con una Peugeot 402.

Negli anni ottanta fornisce il suo motore V6 turbo alla WM, piccolo costruttore divenuto famoso per il record di velocità di 405 km/h sul rettilineo delle Hunaudières a Le Mans.

Nel 1990 Peugeot scende in pista in prima persona con la 905, prototipo di nuova concezione spinto da un motore V10 del tutto simile ai contemporanei motori di Formula 1.

Nell'ambito del Campionato mondiale sportprototipi, dopo alcune presenze saltuarie verso la conclusione del campionato 1990, disputa la sua prima stagione completa l'anno seguente, piazzandosi al secondo posto in classifica costruttori preceduta dalla Jaguar. Nel 1992 domina il campionato e diventa campione conquistando l'ultimo titolo mondiale sport assegnato dalla FIA.

Per quanto riguarda la classica 24 Ore di Le Mans, dopo un primo approccio nel 1990 non andato a buon fine, Peugeot ha conosciuto il suo momento di gloria in questa competizione nel 1992 e nel 1993. Nel 1992, delle tre Peugeot 905 in gara, la n° 1 (Yannick Dalmas/Mark Blundell/Derek Warwick) vinse la corsa e la n° 2 finì al terzo posto. Nel 1993, riconferma il successo, la 905 n° 3 vince pilotata da Éric Hélary, Geoff Brabham e Christophe Bouchut, mentre le due vetture gemelle arrivano seconda e terza per un podio tutto Peugeot.

Da allora Peugeot partecipa non in modo ufficiale, limitandosi a fornire ad alcuni costruttori quali Courage Competition, Pescarolo Sport e WR i suoi motori V6 biturbo e 4 cilindri turbo, ma nel 2005 ha annunciato un ritorno in prima persona con una nuova sfida tecnologica: correre e vincere la 24 ore con la 908 dotata di motore Diesel HDi FAP.

Nel 2007 con la 908, disputa il campionato Le Mans Series, vincendo tutte le prove e conquistando il titolo costruttori e piloti. Alla 24 Ore di Le Mans, vengono schierate 2 vetture, tuttavia, soltanto una delle due 908 HDi partecipanti alla corsa (quella dell'equipaggio formato da Lamy, Sarrazin e Bourdais) è riuscita a completarla, conquistando comunque un onorevole secondo posto assoluto.

Nel 2008 domina il campionato LMS, ma viene beffata all'ultima prova, costretta ad un doppio ritiro perde in campionato a vantaggio dell'Audi. A Le Mans viene battuta dalla Audi R10, ottenendo comunque un secondo e terzo posto sui gradini del podio.

Nel 2009 arriva il successo alla 24 Ore di Le Mans, con la 908 HDi guidata da Marc Gené, Alexander Wurz e David Brabham. La vettura domina le qualifiche ed è in testa alla gara per tutte le 24 ore, senza avere nessuno dei problemi di affidabilità degli anni precedenti, inconvenienti accaduti invece alla rivale storica Audi.

Altre competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1894 Peugeot ha preso parte con un quadriciclo a motore alla Parigi-Rouen. Nel 1912, il costruttore vinse il Grand Prix de Prix alla velocità media di 110,260 km/h con Georges Boillot.

Peugeot ha ugualmente vinto 3 volte la 500 miglia di Indianapolis, nel 1913 con Jules Goux, nel 1916 con Dario Resta e nel 1919 con Howdy Wilcox.

Senza risultati realmente positivi (neppure una vittoria), Peugeot è stata presente anche in Formula 1, dal 1994 al 2000, come responsabile della motorizzazione McLaren (1994), Jordan (1995-1997), e Prost Grand Prix (1998-2000).

Musei Peugeot[modifica | modifica wikitesto]

Sochaux è anche sede de L'Aventure Peugeot, museo dedicato alla storia della casa automobilistica francese. A San Gimignano (Siena) c'e il primo museo al di fuori della Francia dedicato alle vetture e alla storia del marchio, la Galerie Peugeot, dove si può ammirare anche la Tipo 3, la prima auto che circolò sulle strade italiane nel lontano gennaio 1893.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I 10 loghi più antichi ancora in uso, Il Post, 20 luglio 2014. URL consultato il 20 luglio 2014.
  2. ^ Piero Casucci, Armand Peugeot, Ruoteclassiche, novembre 1990
  3. ^ Elvio Deganello, Numeri Peugeot, Ruoteclassiche, novembre 1998
  4. ^ PSP Peugeot Saveurs, peugeot-saveurs.com. URL consultato il 20 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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