Maserati

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Maserati S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1914 (Costruttore auto Maserati) a Bologna
Fondata da Alfieri Maserati
Sede principale Modena
Gruppo Fiat S.p.A.
Persone chiave Harald Wester, direttore operativo
Settore Metalmeccanica (Autoveicoli)
Prodotti autovetture
Fatturato 694 milioni di euro (2007)
Dipendenti 695 (2007)
Slogan Excellence Through Passion
Sito web www.maserati.it

La Maserati è un'azienda produttrice d'automobili sportive con sede a Modena, che ha partecipato attivamente a tutte le principali competizioni con la propria Squadra Corse.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

L'azienda fu fondata il 1º dicembre 1914 a Bologna da Alfieri Maserati e all'inizio sviluppava auto per gare su strada "Isotta Fraschini". La fabbrica aveva soltanto 5 dipendenti e 2 erano i fratelli di Alfieri Maserati: Ettore ed Ernesto.
Nel 1919 la sede si trasferisce fuori dalle mura della città, da vicolo Pepoli a via Emilia Levante, nel rione Pontevecchio (ora parte del quartiere Savena).

Successivamente, nel primo dopoguerra Alfieri Maserati diede inizio alla sua attività come corridore agonistico: iniziò a correre con le vetture Isotta Fraschini e ottenne numerosi titoli importanti in gare di notevole importanza per l'epoca come il circuito del Mugello, l'Aosta-Gran San Bernardo e la Susa-Moncenisio, non lontano da Torino.

Nel 1924 dopo un Gran Premio venne squalificato per 5 anni e così si poté dedicare alla sua industria. Il fatto risale alla corsa in salita della Rabassada, nei pressi di Barcellona. Alfieri, iscritto alla gara con una Diatto 2000 cm³, durante la notte sostituì il motore con un 3000 cm³, ma, a seguito di una soffiata, il concorrente Ferdinand de Vizcaya (su Elizalde 4400 cc) fece reclamo. Sette mesi dopo, gli organismi internazionali dell'automobile comminarono la squalifica di cinque anni ad Alfieri Maserati ed alla Diatto.
Alla casa automobilistica la squalifica fu in seguito revocata, perché dimostratasi estranea ai fatti.

La prima automobile interamente Maserati fu fabbricata nel 1926 e si chiamò "Tipo 26". Su questa vettura apparve per la prima volta il simbolo della Maserati: un tridente ispirato alla fontana del Nettuno di Bologna e disegnato da Mario Maserati, pittore.

La Tipo 26 esordisce alla Targa Florio del 1926, con alla guida Alfieri Maserati che giunge nono. Gli anni seguenti furono costellati di grandi trionfi mondiali. Nel 1932 Alfieri morì dopo un intervento chirurgico all’unico rene rimastogli a causa di un incidente automobilistico del 1927 (fu sepolto nella Certosa di Bologna). Portarono avanti l'attività Ettore, Ernesto e Bindo.

Maserati - Avusrennen, 1931
Maserati A6

Nel 1937 l'azienda viene ceduta all'allora famoso industriale modenese Adolfo Orsi, e la Maserati viene trasferita da Bologna a Modena in viale Ciro Menotti. I fratelli del fondatore accettano di rimanere nell'azienda in qualità di consulenti, usciranno nel 1947 per fondare a Bologna una loro società, la OSCA. Nel secondo dopoguerra l'attività automobilistica riprende poiché durante la seconda guerra mondiale la produzione si era concentrata sulle candele di accensione e sulle batterie.

La Maserati riavvia la produzione di automobili con la presentazione di una nuova vettura Gran Turismo, la A6 1500 che, nella versione da corsa guidata da Alberto Ascari vince all'esordio al circuito di casa a Modena.

Nel 1957 Juan Manuel Fangio ritorna alla Maserati e si laurea per la quinta volta campione del mondo alla guida di una Maserati 250F.

Nello stesso anno una serie di difficoltà finanziarie costringono la casa al ritiro ufficiale dalle competizioni dove ritornerà soltanto nel 2004 grazie alla MC12, protagonista nel campionato FIA-GT. Nonostante l'abbandono delle corse, nasce da un progetto dell'ingegnere Giulio Alfieri, la mitica Tipo 60, nota con il soprannome di Birdcage (gabbia d'uccello). Non partecipa ufficialmente alle gare, ma viene utilizzata dalle scuderie più prestigiose riportando importanti vittorie. La Maserati fornirà inoltre per qualche anno i suoi motori V12 3000 cm³ alle vetture della Cooper, per la precisione nelle stagioni di Formula 1 dal 1966 al 1969 ottenendo con questa squadra un paio di vittorie.

La produzione cresce notevolmente e la Maserati si trasforma in breve tempo in uno dei più prestigiosi costruttori di auto del mondo. Nonostante questo, nel 1968, un'industria francese, la Citroën, rileva le azioni della famiglia Orsi.

La crisi[modifica | modifica sorgente]

Una Maserati Sebring

La situazione precipita il 23 maggio 1973 quando la Citroën annuncia che l'industria è posta in liquidazione ma, grazie alle pressioni delle associazioni industriali, la Maserati evita la chiusura.

L'8 agosto 1975 l'imprenditore italo-argentino Alejandro De Tomaso con l' intervento della GEPI, acquisisce buona parte delle azioni della Maserati e De Tomaso, proprietario anche dell'omonima casa automobilistica modenese, ne diviene amministratore; grazie a questa operazione la Maserati riesce lentamente a riprendersi dalla crisi.

Il modello di maggior successo in questo periodo è la Biturbo, fabbricata in versione sia coupé che spyder, auto di buone prestazioni e di costi non eccessivi.

La ripresa[modifica | modifica sorgente]

Grandi novità per la Maserati arrivano soltanto nel 1993, quando De Tomaso cede le azioni al Gruppo Fiat che a sua volta le cederà nel 1997 alla Ferrari, per ritornare nuovamente a Fiat Group nel 2005. Nel 2000 iniziano i lavori per l'espansione del centro direzionale di Viale Ciro Menotti e la costruzione di una nuova rete commerciale. Nel 2005 viene anche assunto come amministratore delegato Karl-Heinz Kalbfell al quale viene anche affidato lo sviluppo strategico del polo sportivo Alfa Romeo-Maserati. Nel settembre del 2006 a Kalbfell subentra Roberto Ronchi.

Il lancio di nuovi modelli apre nuovi mercati per l'azienda. L'11 settembre 2001 al Salone dell'automobile di Francoforte la Maserati lancia la nuova Spyder e si appresta a tornare nel mercato americano. La prima Maserati che sbarca sulle coste nord americane è una Spider color blue Mediterraneo, battuta ad un'asta a scopo benefico la sera del 12 novembre 2001 a New York. Il successivo gennaio, un nuovo modello, la Coupé, debutta in anteprima mondiale al Salone dell'automobile di Detroit, segno tangibile che quello USA è il mercato su cui la casa di Modena intende basare il proprio futuro. Il successo è immediato e gli Stati Uniti diventano già dal primo anno di commercializzazione, il 2002, il maggiore mercato al mondo per Maserati. Successo che si completa con il successivo arrivo della Quattroporte (2003), della Quattroporte Automatica (2007) e della GranTurismo (2007). Dal 2013 l'ex stabilimento Bertone di Grugliasco, alle porte della città di Torino, ribattezzato Officine Maserati Grugliasco e intitolato all'Avvocato Gianni Agnelli è destinato alla produzione di vetture Maserati, tra cui la nuova Quattroporte e la Ghibli. La prima delle due berline, la Quattroporte, viene presentata all'inizio del 2013 e ha dimensioni maggiori rispetto alla versione precedente, presentandosi ora come una grande ammiraglia sportiva che non tralascia il comfort di marcia e la cura degli interni, curati nei minimi dettagli, uniti a prestazioni di primo piano, garantite dai nuovi motori V6 e V8 sviluppati assieme a Ferrari. La Ghibli, invece, è una berlina di dimensioni inferiori rispetto alla Quattroporte, ed è uno dei modelli su cui il marchio italiano punta molto per raggiungere la quota di 50.000 unità l'anno, prevista per il 2015. Dotata anch'essa dei motori V6 e V8 della Quattroporte, si distingue, oltre che per le dimensioni, per una linea più sportiva. Entrambi i modelli sono disponibili con la trazione integrale e un motore diesel V6 sviluppato con VM Motori. Nel gennaio 2013 la Maserati ha annunciato l'arrivo, per il 2014, di un suv sportivo di grandi dimensioni, derivato dal prototipo Kubang.

Dal 1º novembre 2013 le Officine Maserati Grugliasco sono confluite in Mirafiori Plant, dando così il via alla nascita del polo del lusso e dell'eccellenza di Torino. La strategia di espansione della gamma da i suoi primi frutti già nel 2013, segnando un grande aumento di vendite della Casa italiana in tutto il mondo e permettendole di espandersi e affermarsi maggiormente su molti mercati, come gli Usa, la Cina e il Giappone.

Nel 2014 la Maserati presenta al Salone di Ginevra un concept coupé in configurazione 2+2 denominato Alfieri, in onore di uno dei fratelli Maserati, quello che più ha contribuito all'affermazione della Casa del Tridente. Questo prototipo, basato sulla meccanica della MC Stradale ma con una lunghezza ridotta, è stato realizzato per celebrare i 100 anni dalla fondazione dell'azienda e prefigura il design dei futuri modelli. Nata inizialmente come prototipo da salone, la Maserati Alfieri ha ottenuto un largo consenso da parte dal pubblico, tanto da spingere i vertici della Casa a pensare a una produzione in serie.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francisco Giordano, La Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna, in: "Strenna Storica Bolognese", ed. Pàtron, LVII, 2007 Bologna.
  • Francisco Giordano, Per i 90 anni della Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna (1919-1939), in: “INARCOS”, rivista ingegneri architetti e costruttori, Bologna, 2010, con un commento di Alfieri Maserati, Bologna, LXV, 706, gennaio/febbraio 2010.

Le vetture[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei modelli Maserati.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]