Mini (2001)

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MINI
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Mini
Tipo principale berlina 2 volumi
Produzione dal 2001
Sostituisce la Mini (1959)
Altre caratteristiche
Altre antenate Rover serie 100

La Mini è un'automobile, rivisitazione in chiave moderna della Mini del 1959, prodotta dal 2001, sotto l'egida della BMW.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

La concept BMW E1 del 1991

All'inizio del 1994 BMW acquisì dalla British Aerospace il Gruppo Rover, proprietario tra gli altri del marchio Mini. La casa tedesca già dai primi anni novanta stava cercando di ampliare la propria gamma di auto con l'aggiunta di una superutilitaria, creando allo scopo tutta una serie di concept car, tra cui l'auto elettrica E1, che più si avvicinava al segmento della Mini.[1]

Dopo l'acquisizione di Mini, i vertici della casa tedesca insistevano sul fatto che il futuro modello compatto del gruppo dovesse avere caratteristiche iconiche di BMW (come ad esempio la trazione posteriore) per sostenere gli standard e l'immagine del marchio tedesco; tuttavia, il marchio Mini non aveva nessuna di queste caratteristiche, così BMW vide questo come un'opportunità per creare un'altra vettura compatta, di livello premium ma ad un prezzo ragionevole. Iniziarono così a prendere forma i progetti della futura gamma BMW Serie 1 e di una nuova gamma a marchio Mini.[1]

In questo periodo anche Rover stava lavorando autonomamente all'erede della storica Mini. La prima proposta fu la ACV30, presentata durante il Rally di Monte Carlo 1997; il nome della concept era la sigla di Anniversary Concept Vehicle, mentre il 30 stava a rappresentare i trent'anni dalla prima vittoria Mini al rally monegasco. La vettura era una coupé due posti alimentata da un motore posteriore Morris Garages.[1]

La concept Mini ACV30 del 1997

Pochi mesi più tardi, Rover svelò un altro studio sulla nuova Mini: stavolta si trattava di due concept diverse, chiamate Spiritual e Spiritual Too, rispettivamente a due e a quattro porte. I veicoli rappresentavano stavolta un tentativo più realistico di creare una moderna Mini, ed hanno coinciso con la creazione ufficiale da parte di BMW del "progetto Mini". Tuttavia queste due vetture rimasero entrambe allo stadio di concept.[1]

Nel 1998 BMW iniziò a dare indicazioni precise circa la creazione della nuova Mini. Il primo aspetto preso in esame riguardò il design, che venne scelto tra quindici proposte di stile diverse: cinque di esse venivano dal Centro Stile BMW in Germania, altre cinque dal BMW Designworks in California, quattro da Rover ed una da uno studio esterno in Italia. Il progetto prescelto venne da BMW Designworks e portava la firma di Frank Stephenson: il suo progetto, che posizionava la nuova Mini tra le city car, lasciava libero il segmento superiore alle nuove Serie 1, e si inseriva quindi perfettamente nei precedenti piani della casa per le vetture compatte.[1]

Pochi mesi dopo, a prendere in mano le redini della situazione, viene chiamato Gert Volker Hildebrand, già designer di Volkswagen e Mitsubishi. Si dichiara entusiasta di quanto fatto fino quel momento da Stephenson: «Stephenson ha fatto un lavoro superbo. La nuova vettura fonde i tre archetipi del corpo umano: un solido corpo maschile, sensuali curve femminili e persino alcuni elementi arrotondanti tipicamente infantili». Ai primi due spetta l'attirare il pubblico maschile, al terzo di conquistare quello femminile. Dopo il lancio della nuova Mini, Stephenson ha commentato: «Volevamo che la prima impressione sulla macchina fosse: "non può essere che una Mini"».[1]

Originale è anche l'interno della nuova Mini, sebbene la strumentazione e i comandi siano ispirati al vecchio abitacolo. Fa discutere la distribuzione e lo sfruttamento degli spazi interni poiché la nuova Mini, pur presentata come una 4 posti è una 2+2. Poche le soluzioni studiate per migliorarne il comfort del passeggero che paradossalmente è il vero punto d'incontro con la progenitrice Mini, nonostante una maggior lunghezza ed ingombro.

Moderna è la razionalità diffusa a ogni livello, tesa ad evolvere la Mini degli anni sessanta, ma anche a renderla più esclusiva, d'élite.

Il peso della vettura impone l'utilizzo di motori di alta cilindrata abbastanza "assetati" rispetto alla vecchia generazione ed è per questo che la casa madre ha adottato per la prima volta anche dei motori turbodiesel.

La geometria delle sospensioni è configurata secondo la struttura a ruote indipendenti MacPherson all'avantreno e uno schema a bracci multipli (triple-link) al retrotreno.

Prima serie (2001-2007) R50 R52 R53[modifica | modifica wikitesto]

Prima serie
Una Mini Cooper prima serie in America
Una Mini Cooper prima serie in America
Descrizione generale
Anni di produzione dal 2001 al 2007
Euro NCAP 4 stelle
Altro
Note  
Retro di una Mini Cooper S
Retro di una Mini Cooper S

Il motore era un 1.6 Phentagon Chrysler-Rover costruito in Brasile dalla Tritec, dotato di iniezione elettronica e sedici valvole comandate da un unico albero a camme, in versione aspirata e sovralimentata da un compressore volumetrico. Le potenze erano di 90 cavalli (One), 115 cavalli (Cooper) e 163 cavalli per la sportiva Cooper S, arrivata solo l'anno successivo. Il prezzo di partenza della Mini era di 14.551 euro per la One base e 16.051 euro per la One de luxe con climatizzatore, radio, plancia silver lucido e fendinebbia di serie.

Nel 2004 la gamma s'arricchì della Mini One D, mossa da un 4 cilindri common rail di origine Toyota di 1,4 litri da 75 cavalli. Nel 2004 arrivò anche la Mini Cabrio con tetto apribile in tela, nelle versioni One De Luxe, Cooper e Cooper S, con gli stessi motori (escluso il 1.4 diesel) e le stesse potenze della versione berlina. L'anno successivo arrivarono le elaborazioni John Cooper Works, che permisero di alzare la potenza dei motori della Cooper e della Cooper S (quest'ultima fino a 200 cavalli). Questo kit prevedeva una nuova testata che fa aumentare il rapporto di compressione, la riprogrammazione della gestione elettronica del motore, uno speciale filtro dell'aria, e la sostituzione dell'impianto di scarico normale con uno inox.

Alla fine 2004, inizi 2005 ci fu un leggero restyling delle vetture, dove cambiarono il disegno dei fari e dei paraurti anteriori e posteriori, gli interni erano stati migliorati e alla lista degli optional si aggiunsero un nuovo volante tre razze, e il cockpit chrono pack, che sostituisce il tachimetro con indicatori di pressione, temperatura olio e motore; esclusivi per la Cooper S erano invece i pannelli della plancia in tinta carrozzeria.

I motori erano rimasti gli stessi, ma con alcuni aggiornamenti, infatti nella MINI Cooper S la potenza aumentò di 7 cv grazie ad interventi al compressore volumetrico, sul sistema di scarico e al cambio dai rapporti più corti, che resero la Mini molto più scattante di prima, strappando un buon 7.2 secondi nello 0-100 con una velocità max di 222 km/h, il kit JCW portò dai 200 cv della pre-restyling a 210 cv con uno 0-100 degno di nota di 6.5 secondi e 230 km/h. La Cooper rimase a 115 cavalli, ma adesso montava un cambio Getrag e non più Midland per risolvere la fragilità riscontrata nel secondo. La OneD, infine, subì il restyling degli interni ed il motore arrivò a 88 cavalli, ricevette anche i nuovi fari anteriori e posteriori, ma non i nuovi paraurti. Anche il motore della OneD migliorò dai 75 della versione pre-restyling passò agli 88cv attuali.

Nel 2006 venne prodotta, negli stabilimenti delle carrozzerie Bertone di Grugliasco (TO), la Mini GP in serie limitata a 2000 esemplari, il vero nome era Mini Cooper S John Cooper Works GP kit, si tratta della Mini più potente mai prodotta, con ben 218 CV. Questa serie speciale potenziata e alleggerita (2 soli posti) con alettone in Carbonio e cerchi in Magnesio da 18" era in grado di raggiungere velocità oltre 240 km/h con 0-100 in meno di 6.3 secondi. Tutti gli esemplari sono numerati sul tetto e nella targhetta interna, realizzati in colore speciale Thunder Blue con tetto Argento, fu la prima ad adottare gli specchietti Rossi come sinonimo di sportività.

Seconda serie (2007-2010) R55 R56 R57[modifica | modifica wikitesto]

Seconda serie
Una Mini Cooper seconda serie
Una Mini Cooper seconda serie
Descrizione generale
Anni di produzione dal 2007
Euro NCAP 5 stelle

Nell'ottobre 2006 BMW rilancia la Mini sul mercato. La nuova generazione si basa su una nuova piattaforma che ne aumenta la lunghezza di 60 millimetri, cambiamento motivato dalle nuove normative europee nei crash test pedonali.[2] lo stile non è molto diverso da quello precedente, limitandosi a piccoli cambiamenti all'esterno e all'interno; gli interni vengono ridisegnati esteticamente ma non ampliati per spazio.

Al fine di contenere i costi di produzione, viene adottato un nuovo motore sviluppato da BMW in collaborazione con PSA Peugeot Citroën.[3]: un 1.600 cm³ quattro cilindri a iniezione diretta, in versione aspirata e turbo. Le potenze sono di 120 cavalli (Cooper) e 175 cavalli (Cooper S).

Per la versione One, è stato introdotto un 1.400 cm³ da 95 cavalli, dotato del sofisticato Valvetronic. La Cooper D, novità di questa nuova serie, è dotata di un motore 1.6 cm³ (1.560 cm³) DV6TED4 di origine PSA-Ford da 109 cavalli. Viene finalmente risolto il problema legato al rapporto peso/motore che si rifletteva, principalmente, su i consumi ora più moderati. Ancora invariate le versioni cabrio.

Non è difficile captare le differenze, per quanto minime, tra la prima serie e la seconda. La differenza principale sta nell'anteriore: la calandra è in stile "single frame", e si prolunga anche sul paraurti (la prima serie invece, sul paraurti, aveva solo una finta calandra ). La panca posteriore con una seduta più profonda migliora, se pur di poco, l'abitabilità. Inoltre i fari anteriori, che sulla prima serie facevano parte del cofano motore mostrandosi come un tratto distintivo, adesso sono parte della vettura. Il cambio automatico, ora disponibile su tutti i modelli a benzina, non è più di tipo CVT, come quello precedentemente montato sulle prime MINI, ma si tratta di un vero e proprio cambio automatico con ingranaggi epicicloidali e convertitore di coppia. I modelli con tale accessorio variano nel peso (maggiore) e nelle prestazioni (consumi, velocità max, accelerazione), sensibilmente sfavorevoli rispetto al cambio manuale di serie. Questa serie fu sviluppata in collaborazione con Italdesign Giugiaro.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
(cm³)
Potenza Coppia Massima
(Nm)
Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.6 One 75 dal 2007 Benzina 1598 55 Kw (75 Cv) 140 127 13.2 175 18.5
1.6 One 98 dal 2007 Benzina 1598 72 Kw (98 Cv) 153 127 10.5 186 18.5
1.6 Cooper dal 2007 Benzina 1598 90 Kw (122 Cv) 160 127 9.1 203 18.5
1.6 Cooper S dal 2006 Benzina 1598 135 Kw (175 Cv) 240 136 7.0 228 17.2
1.6 John Cooper Works dal 2007 Benzina 1598 155 Kw (211 Cv) 260 165 6.5 238 14.1
1.6 D One dal 2007 Diesel 1598 66 Kw (90 Cv) 215 99 11.4 184 26.3
1.6 D Cooper dal 2010 Diesel 1598 82 Kw (112 Cv) 270 99 9.7 197 26.3
2.0 D Cooper S dal 2007 Diesel 1995 105 Kw (143 Cv) 305 114 8.1 215 23.3


2010 Year Models[modifica | modifica wikitesto]

Dall'estate 2010 tutti i motori Mini sono di fabbricazione BMW. Declinati in cilindrata e alimentazione in base al modello. Sono soggetti ad un innalzamento prestazionale (coppia e CV) con riduzione dei consumi e delle emissioni CO2. Debuttano luci a led per le luci di posizione posteriori, il tunnel centrale del cruscotto è tutto nero, privo di inserti argentei visti nei modelli precedenti. Questa rivisitazione meccanica e stilistica definisce le versioni "Model Year 2010". Il cambio automatico è disponibile con sovrapprezzo, inizialmente, solo per i modelli a benzina. Il modello Cooper S ora ha 9 CV in più toccando quota 184 CV. Migliora anche il consumo: 5,8 litri di benzina per 100 km nel ciclo misto in luogo dei precedenti 6,2 (rilevato nel ciclo di omologazione). Esteticamente la Cooper S presenta due prese d'aria alla base anteriore del motore oltre l'inalterata grande apertura rialzata centrale sul cofano.

Ma le novità più importanti del 2010 sono rappresentate dai nuovi motori diesel che sostituiscono quelli finora forniti dal Gruppo PSA. I motori diesel progettati in BMW sono due, entrambi di 1.598 cm³ di cilindrata e a 4 cilindri: il primo equipaggia la MINI One D da 66 kW/90 CV, il secondo la MINI Cooper D da 82 kW/112 CV. Questi due motori hanno la caratteristica peculiare di avere lo stesso rapporto tra alesaggio e corsa dei propulsori da 2,0 litri utilizzati sulle vetture di Monaco. In più, i motori anteriori montati trasversalmente sono equipaggiati con una testata cilindri sviluppata appositamente e ottimizzata per l'utilizzo nella Mini.

Al salone dell'auto di Ginevra del 2011 è stata presentata una nuova motorizzazione diesel: il modello Cooper SD con caratterizzazioni estetiche similari alla Cooper S benzina che vanta un motore turbodiesel da 2,0 l e 143cv (motore di origine BMW, derivato da quello montato sulle BMW 118d, 318d, 518d, X1 18d e X3 18d). Ora il cambio automatico-sequenziale è disponibile anche sulla gamma MINI diesel benché la versione Cooper D Automatica (82 kW/112 CV) sia equipaggiata con un propulsore da 2 litri di cilindrata in luogo dei 1.598 cm³ della corrispondente versione manuale.

Versioni derivate[modifica | modifica wikitesto]

Mini Clubman[modifica | modifica wikitesto]

Retro di una Mini Cooper Clubman

Della seconda serie della Mini è in vendita anche una versione station wagon, la Mini Clubman. Questa, rispetto alla versione berlina, è lunga 395 cm (25 cm in più), larga 168 (come la berlina) e alta 143 cm (2 cm in più). Monta i motori a benzina 1.6 con 120 cv per la MINI Cooper Clubman e 175 cv per la MINI Cooper S Clubman. È disponibile anche un motore diesel 1.6 con 109 cv, per la MINI Cooper D Clubman. L' auto presenta alcune particolarità che la differenziano dalla berlina: il posteriore diverso, con il portellone diviso in due ante, e una piccola porta per accedere più facilmente ai posti posteriori (presente solo sul lato destro). Anche il bagagliaio è più capiente. Gli interni sono gli stessi della versione berlina.

Mini Countryman R60[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mini Countryman (2010).
Una Mini Countryman

La Mini Countryman è il modello SUV del brand Mini, in commercio dal 2010.

La Countryman si ispira alla classica Mini, ma non ne riprende nulla. Ha 5 porte, maggior spazio interno, un baule capiente e trazione sia anteriore che integrale, nelle versioni denominate ALL4.

Le motorizzazioni sono tutte di fabbricazione BMW, declinate in varie potenze e alimentazione, condivise con i modelli della Mini berlina. Per offrire maggior briosità in un modello in cui i motori derivati dalla MINI berlina sarebbero un po' pigri e assetati, dalla primavera 2011 è disponibile il nuovo motore diesel 2.0lt da 143cv per il modello Countryman Cooper SD, la stessa motorizzazione vista sulla BMW Serie 1 118d.

Versione potenziate di questo modello, la John Cooper Works WRC e la All4 Racing, prendono parte rispettivamente al Campionato del mondo rally ed ai Rally raid.

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

  • MINI One [Prima serie 1.6 benzina 90cv] [Seconda serie 1.4 benzina 95cv, poi 1.6 benzina 75cv o 98cv]
  • MINI Ray [Seconda serie 1.4 benzina o benzina/GPL 75cv; MY2010 1.6 benzina o benzina/GPL 75cv]
  • MINI One D [1.4 diesel Toyota 75cv] [Seconda serie 1.6 diesel Ford-PSA 75cv]
  • MINI Cooper [Prima serie 1.6 benzina 115cv] [Seconda serie 1.6 benzina 120cv]
  • MINI Cooper D [Seconda serie 1.6 diesel 109cv] [Model year 2010 1.6 diesel 112cv]
  • MINI Cooper S [Prima serie 1.6 benzina con compressore volumetrico 163-170cv] [Seconda serie 1.6 benzina con turbo 175cv; MY2010 184cv]
  • MINI Cooper S JCW [Seconda serie 200-210cv] [Terza serie 211cv]
  • MINI Cooper SD [2.0 diesel BMW 143cv]
  • MINI One Cabrio
  • MINI Cooper Cabrio
  • MINI Cooper Cabrio S
  • MINI Cooper Clubman
  • MINI Cooper D Clubman
  • MINI Cooper S Clubman
  • MINI Cooper SD Clubman
  • MINI Countryman
  • MINI Countryman D
  • MINI Countryman S
  • MINI Countryman SD
  • MINI Coupé
  • MINI Coupé S
  • MINI Coupé SD


Modello Anno Potenza 0–100 km/h
(secondi)
Mini Cooper Coupé JCW 2011 211 Cv 6.4 s
Mini Cooper Coupé Cab 2009 211 Cv 6.9 s
Mini Cooper Coupé GP 2006 219 Cv 6.9 s
Mini Cooper S JCW 2004 200 Cv 7 s
Mini Cooper S JCW 2008 211 Cv 7 s
Mini Cooper S JCW 2005 210 Cv 7 s
Mini Cooper S 2006 175 Cv 7.2 s
Mini Cooper S 2010 184 Cv 7.0 s
Mini Cooper S 2005 170 Cv 7.2 s
Mini Cooper S Cab A 2009 175 Cv 7.3 s
Mini Cooper S 2002 163 Cv 7.6 s
Mini Cooper S Cab 2006 170 Cv 7.9 s
Mini Cooper SD 2011 143 Cv 8.1 s
Mini Cooper S Cab 2009 175 Cv 8.1 s
Mini Cooper Standard 2001 115 Cv 9.4 s
Mini Cooper Standard 2007 120 Cv 9.5 s
Mini Cooper D 2010 112 Cv 10.3 s
Mini Cooper Cab 2009 120 Cv 10.6 s
Mini Cooper Cab 2004 115 Cv 10.7 s
Mini Cooper Cab 2011 122 Cv 10.8 s
old model
Mini Cooper 1.3i S 1998 63 Cv 12.5 s
Mini Cooper 1.3i S 1991 78 Cv 12.6 s
Mini Cooper 1.0i S 1989 64 Cv 13.8 s


Modelli speciali[modifica | modifica wikitesto]

Mini Cooper S John Cooper Works GP Kit
  • Mini Cooper S con Kit John Cooper Works, o sinteticamente Mini JCW.
  • Mini Cooper S con John Cooper Works GP Kit, o sinteticamente Mini GP.
    È la versione potenziata della Cooper S (R53). A differenza del modello dal quale deriva, questa serie speciale vanta ben 218 cavalli, risultando la Mini più potente mai prodotta di serie nel 2006; differenziale autobloccante di serie (optional per le R53 prodotte fino al 2006); vari ritocchi estetici alla carrozzeria (Bertone) con cerchi da 18 pollici realizzati in magnesio alleggeriti, dotati di 4 razze doppie e disegnati appositamente per il modello; specchietti retrovisori in colore rosso; interventi mirati a ridurre il peso (come la rimozione della panca posteriore e di alcuni optional); numerose modifiche alla ciclistica ed all'aerodinamica (tra cui l'alettone posteriore in fibra di carbonio), la resero la Mini più performante sul mercato. Il tempo record per una Mini di produzione realizzato al Nürburgring Nordschleife è stato di 8 minuti e 41 secondi. Nel 2006, quando venne presentata, fu la prima vettura dotata di specchietti retrovisori in colore contrastante rosso, per sottolineare la sportività; questo particolare fu ripreso in seguito da numerose altre versioni sportive. Fu prodotta in 2000 esemplari (di cui 200 destinati al mercato italiano) ed ognuna è numerata sia con una targhetta sulla consolle centrale che sul tetto. Le Mini GP sono tutte verniciate in colore speciale, dedicato esclusivamente a questa serie, il "Thunder Blue Metallizzato" con tetto in colore "Silver Metallizzato". Gli interni con sedili avvolgenti in pelle grigia e cuciture rosse erano realizzati dalla Recaro. Gli esemplari destinati al mercato nordamericano avevano sedili di tipo standard non avvolgenti. Nel 2012 è stata presentata la nuova edizione della Mini GP, denominata Mini JCW GP12. Dotata di 218 cavalli, e prodotta in 2000 esemplari numerati, sarà presentata ufficialmente al salone dell'automobile di Parigi. La colorazione riprende quella della Mini GP 2006, anche se gli inserti in colore rosso non si limitano solamente agli specchietti, ma si presentano sia sulla presa d'aria anteriore che alle prese d'aria poste sul paraurti. L'utilizzo del colore rosso è stato scelto per esaltare visivamente la sportività del modello. Rivista l'aerodinamica molto più sofisticata, rispetto alle Mini di produzione, ripresenta alcuni tratti caratteristici della precedente Mini GP come l'ala posteriore in fibra di carbonio ed i cerchi in magnesio a 4 razze doppie, con disegno simile alla serie precedente. Le prestazioni ed il comportamento dinamico la pongono come nuovo punto di riferimento per una Mini: il tempo realizzato al Nordschleife è stato di 8 minuti e 23 secondi, di 18 secondi in meno della prima serie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Brian Laban, The Mini: the making of a modern icon, London, Collins, 2003, ISBN 0-00-715275-2.
  2. ^ (EN) 2007 MINI Length Finally Revealed in motoringfile.com, 26 luglio 2006.
  3. ^ (EN) Henry Catchpole, Cooper is reborn with more of everything. Well, almost... in evo.co.uk, dicembre 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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