PSA Peugeot Citroën

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PSA Peugeot Citroën
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Stato Francia Francia
Tipo Société anonyme
Borse valori Euronext: UG
Fondazione 1976: fusione di Peugeot e Citroën a Parigi
Fondata da Peugeot e Citroën
Sede principale Parigi
Filiali Peugeot
Citroën
Talbot (scomparsa)
Faurecia
Gefco (venduto[1])
Persone chiave Philippe Varin (presidente e direttore generale)
Settore Automobilistico
Prodotti Autoveicoli
Motoveicoli
Fatturato Green Arrow Up.svg 59,91 miliardi di euro (2011)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 1,3 miliardi di euro (2011)
Utile netto Green Arrow Up.svg 1,1 miliardi di euro (2011)
Dipendenti 117,541 (2011)
Sito web www.psa-peugeot-citroen.com

PSA Peugeot Citroën, noto semplicemente come PSA, è un gruppo industriale francese cui appartengono i marchi automobilistici Peugeot e Citroën.

Profilo[modifica | modifica sorgente]

Siti produttivi di PSA nel mondo al 2008

L'attuale denominazione deriva dalla fusione di Peugeot SA con Citroën SA. Già nel 1974 Peugeot SA acquisì il 38,2% di Citroën e nel 1976 si fuse con la società della famiglia Michelin, ormai sull'orlo della bancarotta, incrementando la partecipazione all'89,95%[senza fonte]. Nacque così il gruppo PSA (acronimo di Peugeot Société Anonyme), in seguito modificato in PSA Peugeot Citroën.

Il nuovo gruppo ottenne un successo finanziario dal 1976 al 1979, periodo in cui Citroën mise sul mercato due modelli di assoluto successo (la GS e la CX) mentre Peugeot si dimostrava particolarmente prudente nelle sue spese. PSA acquisì in pochi anni anche gli stabilimenti di Chrysler Europe, una scelta che ampliò le possibilità di produzione ma che portarono nel lungo termine a una quantità di perdite, soprattutto nel periodo tra 1980 e 1985. Con questa acquisizione nel gruppo entrò il marchio Simca e in seguito al cambio di nome della Chrysler Europe in Talbot nel 1979, per sette anni sul mercato apparvero modelli dalla comune origine marchiati in tre modi diversi. Nel 1986 la Talbot cessò di esistere sul mercato e la produzione proseguì con i due soli marchi attuali.

I due marchi mantennero separate le reti di vendita e di assistenza, ma hanno beneficiato e tuttora beneficiano delle stesse piattaforme produttive e delle stesse tecnologie, nonché delle stesse reti di distribuzione delle vetture e dei pezzi di ricambio.

PSA mantiene un accordo di collaborazione con Fiat SpA, conosciuto come Sevel (Société Européenne de Véhicules Légers SpA - Società Europea Veicoli Leggeri SpA), posseduta al 50% da Fiat, al 25% da Automobiles Peugeot e al 25% da Automobiles Citroën. Come risultato, due stabilimenti (Sevel-Sud e Sevel Nord) sono stati fondati per costruire tre categorie di veicoli, commerciali leggeri (come il Peugeot Expert o il Fiat Scudo), monovolume (il quartetto Fiat Ulysse/Lancia Phedra/Peugeot 807/Citroën C8), costruiti nello stabilimento di Valenciennes, e veicoli commerciali (tipo Fiat Ducato, Citroën Jumper, Peugeot Boxer), costruiti nello stabilimento di Atessa.

Centre de recherche PSA a La Garenne-Colombes

Un altro accordo è stato stipulato tra PSA e Toyota per lo sviluppo e la costruzione di superutilitarie in un impianto di nuova costruzione, in Repubblica Ceca. La società che governa lo stabilimento, la TPCA (Toyota Peugeot Citroën Automobile) è a capo della costruzione delle gemelle Citroën C1, Peugeot 107 e Toyota Aygo.

Un ulteriore joint-venture esiste tra PSA e BMW, soprattutto a livello di meccanica: i nuovi motori allo studio sostituiranno quelli attualmente impiegati sulle vetture PSA (la famiglia di motori TU).

Il marketing della società è particolarmente impegnato nell'espansione dei propri prodotti all'interno di diversi Paesi in via di recente e rapido sviluppo. Questo ha portato a ingenti investimenti e accordi in Sud America, Iran (Iran Khodro) e Cina (Dongfeng Peugeot-Citroën Automobile).

PSA possiede anche la società di logistica e trasporti Gefco, e nel Regno Unito opera anche attraverso la società di accessori per auto Motaquip.

Nel 1997 il CEO di PSA è Jean-Martin Folz; in questo periodo è di nuovo in collaborazione con Fiat e il gruppo turco Tofaş per la realizzazione di un nuovo veicolo multispazio, poi commercializzato come Peugeot Bipper, Citroën Nemo e Fiat Qubo. Nel 2007 Folz è stato sostituito da Christian Streiff, proveniente dalla Airbus, alla guida del gruppo fino al 2009, quando il board dell'azienda lo solleva dall'incarico a favore di Philippe Varin, attuale presidente del gruppo.

Il 29 febbraio 2012 PSA sigla un'allenaza col gruppo americano General Motors per lo sviluppo e la condivisione di piattaforme, componenti ed altre tecnologie. Nell'occasione GM acquisisce il 7% del pacchetto azionario del gruppo francese.[2][3]

Famiglia Peugeot[modifica | modifica sorgente]

PSA Peugeot Citroën è controllato dalla famiglia Peugeot che detiene poco più del 30% del capitale ma controlla il 45% dei diritti di voti.

La holding di famiglia è Etablissements Peugeot Frères, partecipata dai rami principali della famiglia, che controlla il 75% di Foncière, Financière et de Participations (FFP).

FFP, creata dalla famiglia nel 1929 e quotata in borsa, detiene le principali partecipazioni dei Peugeot tra le quali PSA Peugeot Citroën.

Azionariato[modifica | modifica sorgente]

Autovetture prodotte dal gruppo[modifica | modifica sorgente]

Anno Società Europa
occidentale
Resto del mondo Totale del gruppo
2003 Peugeot 1 352 100 561 500 1 913 600
Citroën 1 116 700 255 800 1 372 500
Totale PSA 2 468 800 817 300 3 286 100
2004 Peugeot 1 329 000 (- 1,71 %) 698 000 (+ 24,31 %) 2 027 000 (+ 5,93 %)
Citroën 1 095 000 (- 1,94 %) 253 000 (- 1,09 %) 1 348 000 (- 1,79 %)
Totale PSA 2 424 000 (- 1,81 %) 951 000 (+ 16,36 %) 3 375 000 (+ 2,71 %)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peugeot to Sell Gefco Stake to Russia's RZD for 800 Million Euros | Global Economy content from IndustryWeek
  2. ^ Gm-Peugeot è fatta: a Detroit il 7% in motori.corriere.it, 29 febbraio 2012. URL consultato il 1º marzo 2012.
  3. ^ GM al 7% Psa Peugeot Citroen, al via alleanza globale in ansa.it, 1º marzo 2012. URL consultato il 1º marzo 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]