Mitsubishi Motors Corporation

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Mitsubishi Motors Corporation
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Stato Giappone Giappone
Borse valori Borsa di Tokyo: 7211
Fondazione 22 aprile 1970 a Tokio
Sede principale Tokio
Persone chiave
  • Takashi Nishioka, presidente onorario
  • Osamu Masuko, presidente esecutivo
  • Heki Kasugai, vice presidente esecutivo
Settore Casa automobilistica
Prodotti
Fatturato 8,7 miliardi di ¥ (2006)
Dipendenti 34.911 e 12.109
Slogan «Oltre la qualità c'è Mitsubishi»
Sito web www.mitsubishi-motors.com

La Mitsubishi Motors Corporation è la quarta azienda automobilistica del Giappone. Fa capo alla holding finanziaria (Keiretsu) Mitsubishi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mitsubishi Colt
Una FTO del 1994

La Mitsubishi ha portato avanti la produzione delle automobili prima attraverso la Mitsubishi Heavy Industries (fino al 1970), successivamente con la Mitsubishi Motors Corporation.

La prima auto fabbricata (nel lontano 1917) fu anche la prima automobile prodotta in serie in Giappone, quando l'allora Mitsubishi Shipbuilding and Engineering Company presenta la "A", vagamente ispirata alla Fiat "Zero". Nel 1921 la casa decide di dedicarsi esclusivamente ai veicoli industriali, attività che prosegue, con evidente interruzione di guerra, fino al 1959. Negli anni trenta venne prodotta in pochissimi esemplari la PX33, una delle prime vetture a trazione integrale.

Durante la Seconda guerra mondiale la Mitsubishi Heavy Industries fu impegnata nella costruzione di mezzi militari, per questo motivo i suoi stabilimenti vennero pesantemente bombardati.

Dopo la guerra la Mitsubishi si rimise in piedi costruendo automobili su licenza. Nel 1953 firmò un accordo con l'americana Willys-Overland per costruire in Giappone, sempre su licenza, la famosa Jeep CJ3B: verrà prodotta in diversi modelli fino al 1998.

Solo nel 1959 la casa nipponica poté proporre al mercato una piccola berlina di progettazione propria: si trattava di una bicilindrica a 4 posti, di circa 300 cm³. Quando la Mitsubishi presenta la "500" (nome in voga in quegli anni, evidentemente) ha un discreto successo fino al 1962, quando il suo posto è preso dalla "Minica"; nello stesso anno arriva la "Colt 600", nome destinato a rimanere nella storia Mitsubishi, il cui motore viene progressivamente aumentato di cilindrata. A metà degli anni sessanta la Mitsubishi produceva solamente due modelli propri: la Minica e la Colt. Nel 1965 è la volta della "Colt 800", dotata di una interessante carrozzeria fastback. L'anno prima la Casa tenta l'ingresso nella categoria delle berline di cilindrata media con la "Debonair". Nel 1969 appare per la prima volta il nome "Galant", su una quattro cilindri 1300 offerta in una vasta gamma di carrozzerie

L'attività automobilistica della Mitsubishi ha ormai assunto proporzioni tali da consigliare una virata societaria: la marca smette di essere una divisione del gruppo per divenire una società a sé stante: nel 1970 la Mitsubishi Heavy Industries diventa Mitsubishi Motors Corporation (MMC) e passa a cilindrate più grandi, intorno ai 1000cc. I suoi modelli vengono introdotti negli USA lanciando la nuova gamma: la Colt Galant. Negli Usa, dopo un accordo con la Chrysler, questo modello porterà lo stemma della Dodge.

Nel 1970 fu presentato il "Mitsubishi Forte", capostipite della generazione di pick-up che continua ancora oggi a essere prodotta con il Mitsubishi L200. Nel 1973 venne presentala la Mitsubishi Lancer con varie cilindrate da 1,2 di 1,4 e 1,6 litri. Dal 1975 inizia l'esportazione verso l'Europa e solo nel 1979 approdano le prime vetture in Italia attraverso la Bepi Koelliker, poi MM-Automobili. Dal 1977 escono dei nuovi modelli: la Debonair seguita da Celeste, Sigma e Lambda. Queste ultime con motore ad albero a camme in testa e cilindrate fino a 2 litri. Con L'uscita della Sapporo vengono introdotte le sospensioni a 4 ruote indipendenti con molle elicoidali, le prime su auto di serie.

Una GTO conosciuta anche come 3000GT in Gran Bretagna e come Dodge Stealth negli USA

Dal 1980 viene montato anche il primo motore Diesel da 2,3 litri su una Mitsubishi, anche con turbocompressore. Dalla metà degli anni ottanta con un aggiornamento delle meccanica e delle linee di carrozzeria e i nuovi modelli Starion Turbo e la Galant Turbo. Nel 1981 viene lanciato il fuoristrada Pajero, che dimostra tutta la sua superiorità vincendo nel 1985 la Parigi-Dakar, vinta poi tante altre volte. Nel 1990 viene introdotto il primo Traction Control System (TCS). A ruota segue la progettazione della nuova trasmissione 4WD SuperSelect, l'ABS Multi-mode e la trasmissione automatica INVECS. Sempre nell'ottica internazionale, è del 1988 la scelta di aprire nell'Illinois (USA) uno stabilimento in collaborazione con la Chrysler (la nuova società si chiama Diamond Star). La strategia trova adeguato seguito nella decisione di aprire uno sbocco industriale anche in Europa, inaugurando una fabbrica in Olanda: anche in questo caso decide di allearsi con un'altra marca ovvero la Volvo (la nuova società è battezzata Nedcar): dalle linee di motaggio uscirà nel 1995 la "Carisma". La casa ha forti ambizioni: ciò è sottolineato anche dall'arrivo (1990) della supercar "3000 GT". Il 1991 è l'anno della seconda serie della "Pajero" ("Montero" su alcuni mercati), di cui nel 1994 arriva nel Giappone una curiosa versione mini con motore 660, della monovolume "Space Runner" e dell'ennesima nuova versione della "Colt". Nel 1996, un anno prima di essere rivista, la "Pajero" viene affiancata dalla "Sport". Interessante la collaborazione con Pininfarina, che porta nel 1996 al lancio della "Pinin", ispirata come concetto alla "Junior" del 1994: l'auto viene prodotta negli stabilimenti del carrozziere torinese ed ha un buon successo sul mercato europeo. Del 1996 è l'introduzione del rivoluzionario motore benzina a iniezione diretta GDI. Nel 1999, terza generazione della "Pajero". Il 18 ottobre del 2002 Mitsubishi e DaimlerCrysler siglano un accordo di cooperazione, volto sia alle sinergie industriali sia allo scambio di know-how tecnico nei settori sia automobilistici e dei veicoli industriali.

Modelli di autovettura[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Tra le sezioni calcistiche facenti parte del circolo sportivo aziendale, quella dello stabilimento di Urawa[1] (trasformata, nel 1992, in una società calcistica a regime professionistico con il nome di Urawa Red Diamonds e ancora controllata finanziariamente dall'azienda[1]) ha avuto modo di affermarsi a livello nazionale vincendo quattro titoli e altrettante edizioni della Coppa dell'Imperatore tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta. Tra il 2005 e il 2009, il club calcistico dello stabilimento di Kurashiki (denominato Mitsubishi Motors Mizushima), ha disputato cinque stagioni in Japan Football League, terzo livello del campionato giapponese di calcio[2].

Competizioni motoristiche[modifica | modifica sorgente]

Mitsubishi Lancer EVO IX

Nel mondo delle competizione la Mitsubishi fonda un team nel 1984 conosciuto come Ralliart. Nei Rally ha gareggiato usando da prima la Galant per poi passare alla Mitsubishi Lancer Evolution, chiamata anche dagli appassionati semplicemente EVO, a oggi arrivati alla decima serie (X). Per i Rally-raid, come la Parigi-Dakar o il Rally dei Faraoni, usa una versione elaborata del Pajero, il Pajero Evolution.

Nel 2009 la Mitsubishi Motors si ritira dal campionato[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Urawa Reds - Club Profile
  2. ^ Sito Ufficiale del Mitsubishi Motors Mizushima
  3. ^ repubblica.it Mitsubishi Motors, quanto mi costi Rally Dakar!

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]