Alfa Romeo MiTo

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Alfa Romeo MiTo
Alfa mito 2011 andrea.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Berlina 2 volumi
Produzione dal 2008
Euro NCAP (2008[1]) 5 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.720 mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.510 mm
Massa da 1.080 a 1.205 kg
Altro
Assemblaggio Mirafiori, Torino
Progetto Alfa Romeo ZAR 955
Stile Juan Manuel Diaz
(Centro Stile Alfa Romeo)
Stessa famiglia Pianale FGA Small
Auto simili Abarth Punto Evo
Audi A1
BMW Mini
Citroën DS3
Alfa Romeo MiTo 1.4 TB rear.JPG

L'Alfa Romeo MiTo è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 2008 nello stabilimento di Mirafiori (Torino). Il nome MiTo è stato assegnato dall'azienda al progetto Junior, il cui codice di fabbrica è ZAR 955.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La MiTo è una vettura compatta a due volumi basata sul nuovo pianale modulare "Small" debuttato nel 2005 con la Fiat Grande Punto, con la quale condivide alcuni motori, fra i quali il 1.4 T-jet benzina da 155 cavalli della versione Abarth, anche se il risultato complessivo è stato differenziato grazie al design frutto del Centro Stile Alfa Romeo di Arese, chiaramente ispirato alla 8C Competizione. Questo modello, a trazione anteriore, si posiziona nel segmento di mercato B premium.

L'auto ha vinto alcuni premi fra cui l'Auto d'Europa 2009, assegnato dall'UIGA[2] e il premio Auto più bella del 2008 eletta dai lettori de la Repubblica[3].

Design[modifica | modifica wikitesto]

I gruppi ottici posteriori dell'Alfa Romeo MiTo

L'impronta stilistica decisamente sportiva, è caratterizzata da una linea aggressiva e pronunciata nelle forme che viene addolcita dall'espressione "socievole" dei gruppi ottici anteriori di forma circolare che richiamano la fuoriserie "8C" di casa Alfa Romeo, come anche la scelta del colore rosso al momento delle foto ufficiali; il lunotto perde il classico disegno a V presente nelle ultime berline compatte Alfa Romeo come le Alfa 147 e Alfa 145 per adottare una nuova linea molto tesa, che segue le bombature della porta bagagliaio.

Interni della vettura

I gruppi ottici posteriori sono racchiusi in un disegno perfettamente circolare, anche questo elemento è molto distintivo, poiché la MiTo nasce in un periodo dove la ricerca stilistica dei fanali delle automobili porta a forme sempre più complesse e geometricamente indefinite (motivo principale di questa tendenza stilistica è l'inizio dell'utilizzo del policarbonato al posto del classico vetro, questo permette non solo trasparenze maggiori, ma anche la possibilità di produrre forme più complesse). La tecnologia di illuminazione posteriore è a LED con al centro il gruppo frecce (anch'esso ripreso dalla 8C), mentre il fanale della retromarcia è posto sotto il paraurti posteriore (come sulla Fiat Grande Punto).

Sia i gruppi ottici anteriori che posteriori sono caratterizzati da una cornice, che può avere trattamenti di rivestimento e colori di vario tipo (sostituibili a piacere, per sottolineare l'idea di personalizzazione della MiTo), che insieme alla mascherina anteriore molto grande sono forti elementi caratterizzanti la vettura stessa. Un'altra testimonianza della ricerca stilistica e strutturale decisamente orientata verso la sportività è la particolarità delle portiere di essere prive di montanti, lasciando il finestrino laterale libero, come in una cabriolet.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Sin dal 14 marzo 2008 sono stati dichiarati da parte della casa produttrice i dati tecnici ufficiali della piccola compatta di Arese: la vettura è dotata di 3 porte e 4 o 5 posti, la lunghezza è di 4,06 metri, l'altezza di 1,44 metri, la larghezza di 1,72 e il passo di 2,51 metri. Molta attenzione è stata data anche al reparto assetto, con sospensioni contrattive (configurate come MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno) e il nuovo controllo di stabilità VDC che è di serie su tutta la gamma, oltre al nuovo dispositivo denominato Alfa DNA[4]. A partire da dicembre 2009, sulla motorizzazione 1.4 Multiair da 170cv, disponibile unicamente in allestimento "Quadrifoglio Verde", sono disponibili le sospensioni a controllo elettronico "Dynamic Suspension" progettate da Magneti Marelli. Queste sono integrate con gli altri dispositivi elettronici quali il VDC e l'Alfa DNA.

Le modifiche alla piattaforma Small[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi pianale FGA Small.
Le portiere prive di profili superiori

Per la realizzazione di questa vettura il pianale FGA Small è stato aggiornato al fine di ridurre il peso della carcassa e migliorare la predisposizione dello stesso ad un nuovo sistema sospensivo. Sebbene siano stati applicati rilevanti interventi all'architettura della vettura le modifiche dimensionali al sotto-scocca rimangono pressoché invariate, la vettura risulta 30mm più lunga della sorella Punto e il passo rimane identico. Le modifiche più rilevanti avvengono sulla carcassa vera e propria della vettura che viene realizzata con il 16% di nuovi materiali, in particolari acciai alto-resistenziali (HSS) che beneficia di una riduzione del peso del 9%.[5]

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Alfa Romeo MiTo QV (Quadrifoglio Verde) 1.4 170CV.

La vettura è dotata di due motorizzazioni benzina aspirate con distribuzione a 16V e due 1.4 sovralimentate, 2 turbodiesel della famiglia Multijet e un motore alimentato a gas dotato di turbocompressore. La motorizzazione Fire 1,4 litri 16V da 78 cavalli è stata creata tramite un blocco alla centralina; questo per andare incontro alle leggi per i neopatentati che sarebbero dovute entrare in vigore dal 2010. Il 1.4 TB (Turbo Benzina) nella versione da 155 cavalli è lo stesso della Abarth Grande Punto e, come la sorella Abarth, dispone della funzione di overboost, grazie alla quale la coppia massima passa da 206 N·m a 230 N·m e scende da 5000 giri/min a 3000 giri/min. Da fine 2008 è disponibile in Italia anche la versione depotenziata a 120 cavalli[6] che garantisce dei costi di esercizio leggermente minori rispetto alla 155 cavalli.

Alla fine del 2009 sono entrate in listino altre due nuove unità, fra le quali i nuovi motori benzina Multiair (prima auto del gruppo Fiat a montarli) 1.4 16V aspirato da 105 cavalli e turbocompresso da 135 cavalli in grado di ridurre del 10% le emissioni nocive e di circa il 10% i consumi, mentre la risposta a basso regime migliora dal 20 al 35%; nel dicembre 2009 è stato introdotto l'allestimento Quadrifoglio Verde disponibile unicamente con la motorizzazione 1.4 Turbobenzina MultiAir da 170 cv[7]. Dal 2010 il motore 1.4 MultiAir Turbo da 135 cavalli è disponibile anche accoppiato al cambio robotizzato doppia frizione.

La gamma di propulsori alimentati a gasolio è composta dal compatto 1.3 JTDm 16V da 90 cavalli Euro 4 abbinato al filtro attivo antiparticolato e ad un cambio manuale a 6 rapporti ed è in grado di emettere 119 grammi di anidride carbonica al km. Accanto al 1.3 è stato affiancato il più grande 1.6 JTDm con 120 cavalli omologato Euro 5 grazie al filtro DPF di serie che garantisce prestazioni più sportive rispetto al 90 cavalli e costi di esercizio ridotti. A novembre 2009 ha esordito anche la 1.3 diesel 95 cavalli con iniezione common rail di terza generazione JTDm-2[8] che permette di eseguire fino a otto iniezioni di diesel per ciclo riducendo ulteriormente i consumi e le emissioni di anidride carbonica fino a 112 g/km, rientrando così nelle restrittive norme Euro 5.

Nell'ottobre del 2009 l'Alfa Romeo ha posto in vendita la MiTo Turbo GPL[9] equipaggiata con il motore 1.4 T-jet da 120 cavalli in grado di funzionare sia a benzina che a gas; la bombola del GPL di tipo toroidale è stata collocata nel pianale posteriore al posto della ruota di scorta. L'impianto realizzato in collaborazione con la Landi Renzo è stato omologato dall'Alfa Romeo in modo da ottenere il massimo dei contributi governativi in vigore durante il 2009 grazie alle emissioni contenute in 131 grammi al km di CO2. Le prestazioni dichiarate parlano di scatto da 0 a 100 km/h rilevato in 8,8 secondi e di velocità massima pari a 198 km/h.

Modello Disponibilità Motore Cilindrata Potenza Coppia Massima Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.4 8V 70 dal 2011 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 51 kW (70 CV) 115 N·m @6.000 giri/min 134 14 160 16,9
1.4 8V 78 dal debutto 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 58 kW (78 CV) 120 N·m @4.750 giri/min 138 12,3 165 16,9
1.4 MultiAir 16V 105 da settembre 2009 a maggio 2013 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 78 kW (105 CV) 130 N·m @4.000 giri/min 136 10,7 187 17,2
0.9 TwinAir Turbo 8V* SGE 105 da settembre 2013 2 cilindri in linea, Benzina 875 cm³ 105 CV @5.750 giri/min 120 N·m @1.750 giri/min 99 11,4 184 23,8
1.4 Turbo 16V 120 da fine 2008 a settembre 2009 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 88 kW (120 CV) 206 N·m @1.750 giri/min 145 8,8 198 16,4
1.4 Turbo GPL 16V 120 da fine 2009 4 cilindri in linea, Benzina-GPL 1.368 cm³ 88 kW (120 CV) 206 N·m @1.750 giri/min 131 8,8 198 12,3
1.4 MultiAir Turbo 16V 135 da settembre 2009 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 99 kW (135 CV) 206 N·m @1.750 giri/min 129 8,4 207 17,9
1.4 MultiAir Turbo 16V 135 TCT da maggio 2010 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 99 kW (135 CV) 230 N·m @1.750 giri/min 126 8,2 207 18,2
1.4 Turbo 16V 155 dal debutto fino a novembre 2009 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 114 kW (155 CV) 230 N·m @3.000 giri/min 153 8,0 215 15,4
QV - 1.4 Multiair Turbo 16V 170 dal novembre 2009 4 cilindri in linea, Benzina 1.368 cm³ 127 kW (170 CV) 250 N·m @2.500 giri/min 139 7,5 219 16,7
1.3 MultiJet 16V 85 S&S dal 2012 4 cilindri in linea, Diesel 1.248 cm³ 62 kW (84 CV) 200 N·m @1.500 giri/min 90 13 172 28,6
1.3 JTDm 16V 90 da fine 2008 a novembre 2009 4 cilindri in linea, Diesel 1.248 cm³ 66 kW (90 CV) 200 N·m @1.750 giri/min 119 11,8 178 22,2
1.3 JTDm-2 16V 95 da novembre 2009 a maggio 2013 4 cilindri in linea, Diesel 1.248 cm³ 69 kW (95 CV) 200 N·m @1.500 giri/min 112 11,6 180 23,3
1.6 JTDm 16V 120 dal debutto 4 cilindri in linea, Diesel 1.598 cm³ 88 kW (120 CV) 320 N·m @1.750 giri/min 126 9,9 198 20,8

* 4 valvole per cilindro (i cilindri sono solo 2)

Restyling 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, a maggio, viene presentato un leggero restyling estetico. Per prima cosa la cornice dello scudetto Alfa sarà impreziosito da una cromatura e debuttano di serie per tutta la gamma i gruppi ottici bruniti, finora disponibili solo sulla Quadrifoglio Verde.

Gli interni subiranno leggere modifiche, con l' arrivo di nuovi rivestimenti per i sedili e pannelli porta, nuovi colori per la plancia e avranno anche la consolle nera. Debutta anche il sistema di infotainment Uconnect, con un touch-screen da 5 pollici. Sarà disponibile sia come autoradio che come autoradio e navigatore satellitare.

In ambito motoristico, debutta il nuovo 0.9 TwinAir da 105 CV, omologato Euro 6 che sostituisce i motori 1.4 MultiAir da 105 CV e il TwinAir da 86 CV, mentre il 1.3 JTDm da 85 CV presente già dal 2012 prende il posto della versione da 95 CV.

Alfa DNA[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfa Romeo DNA.

Con la Mito esordisce una tecnologia inedita, senza precedenti in vetture di queste dimensioni: il sistema Alfa Romeo DNA, attivabile tramite un manettino posto sulla plancia centrale. Nel modello Quadrifoglio Verde da 170 cavalli, diversamente dagli altri modelli, il DNA è in grado di modificare anche la risposta delle sospensioni.

Il prototipo MiTo GTA[modifica | modifica wikitesto]

Il concept Alfa Romeo MiTo GTA presentato a Ginevra

Al salone internazionale dell'auto di Ginevra del 2009, l'Alfa Romeo ha presentato un concept della futura versione GTA (Gran Turismo Alleggerita).[10] Si tratta di una vettura pensata per le competizioni, omologata per due persone, il cui spazio posteriore è stato svuotato allo scopo di alleggerire il veicolo. Dotata di sedili racing e di un sottoscocca carenato, la "MiTo GTA" è mossa da un propulsore quadricilindrico in linea di 1.742 cm³ a iniezione diretta e doppio variatore di fase continuo, per il quale viene dichiarata una potenza di 240 cavalli. L'assetto sportivo della vettura è stato rivisto mediante l'abbassamento di 20 mm del baricentro, l'adozione di sospensioni attive con bracci in alluminio e sistema Sky-Hook, oltre all'inserimento di vari elementi aerodinamici in fibra di carbonio.

Le novità stilistiche sono molteplici, sia negli interni che negli esterni. Il frontale è fortemente caratterizzato dall'ampia presa d'aria inferiore, tagliata dallo scudetto, il quale, a differenza della versione di serie, ha un disegno molto più appuntito interamente incorniciato da un profilo cromato e non ingloba il logo della casa produttrice che invece è posto sul cofano. La vettura viene presentata insieme ad una pietra miliare dell'automobilismo sportivo, una Giulia GTA 1.300 Junior; proprio dalla famiglia "Giulia" (in particolare dalla Giulia Tubolare Zagato) e dalle altre Alfa del passato vengono presi anche alcuni particolari stilistici ed aerodinamici, come l'alettone frontale ai piedi del parabrezza dal lato del guidatore.

Il modello presentato al salone era dotato di cerchi in lega da 19" con un inedito disegno di impronta sportiva. La fiancata presenta un profilo molto fedele al modello originale, mantenendo quindi i grandi passaruota bombati, accentuati dalle minigonne; il frontale è caratterizzato invece da un inedito foro anteriore per l'aria, ispirato a quello della 8C. Nel posteriore sono ben visibili gli scarichi inglobati nell'estrattore dell'aria, che, a differenza della MiTo di serie, sono accoppiati al centro e quindi facente parte del paraurti. Il silenziatore degli scarichi e la posizione dello stesso sono stati modificati al fine di non andare a intaccare la funzione dell'estrattore.

La concept car presentata al salone era di colore bianco perlaceo con particolari (cornice fari e specchietti) nero opaco, come il tettuccio. Gli interni sono determinati da un ambiente in linea con la sportività della vettura. Il volante è inedito a 3 razze, prevalgono profili determinati da linee in forte contrasto cromatico con l'abitacolo. L'eleganza mescolata alla sportività che caratterizza la vettura di serie viene abbandonata e viene adottata un'espressione puramente sportiva, pur mantenendo lo stesso disegno, i materiali e soprattutto i particolari differiscono notevolmente. I colori che caratterizzano l'abitacolo sono il grigio chiaro e il rosso, distribuiti con linee dinamiche e sottili su una plancia grigio scuro con inserti in tessuto grigi, le bocchette dell'aria, i sedili e altri particolari della plancia, dei comandi e del cruscotto sono stati completamente ridisegnati[11][12] Il concept, in occasione della manifestazione al My Special Car Show di Rimini, vince il premio "Auto Europa Tuner 2009"[13][14]

MiTo Veloce[modifica | modifica wikitesto]

Al salone dell'auto di Amsterdam (AutoRAI) nel marzo 2009 L'Alfa Romeo presenta la MiTo Veloce, dotata di una versione da 180 cavalli del 1.4 T-Jet e un allestimento particolarmente sportivo. La vettura è stata presentata in colore rosso con elementi bianchi, ed è stimata un'accelerazione da 0-100 è di circa 7,5 s[15]. La MiTo Veloce è destinata solo al mercato olandese in edizione limitata.

I nomi del progetto 955[modifica | modifica wikitesto]

il nome di progetto ZAR 955 impresso sul telaio di una Mito

Il progetto, tecnicamente chiamato ZAR 955 , già al suo lancio è stato denominato anche Junior, nome scelto per far capire subito la tipologia di auto. Il nome Junior è stato subito ben accolto dagli alfisti. Anche se dichiarato non ufficiale, tale nome ha accompagnato la vettura per tutto il suo periodo pre produttivo, anche dopo il concorso Alfanaming. I vertici Alfa Romeo non hanno però adottato questa denominazione poiché avrebbe in qualche modo sminuito l'immagine dell'autovettura.

Il concorso Alfanaming ha partorito il nome Furiosa, vincitore della selezione, il nome però non è piaciuto ai vertici della casa milanese che lo ha scartato appena il concorso si è concluso[16].

Dopo la bocciatura del nome Furiosa il Progetto 955 ha continuato a chiamarsi Junior fino al comunicato ufficiale, divulgato da Quattroruote il 13 marzo 2008, del nuovo nome MiTo (inizialmente con un punto a separare le due sigle di provincia, Mi.To, poi eliminato dal marketing di Alfa Romeo con la scelta del logo definitivo).

Con questo nome oltre a giocare al doppio significato della parola Mito si è voluto rendere omaggio all'Asse Milano-Torino dal quale è nato questo nuovo progetto, dove Milano rappresenta l'Alfa Romeo e Torino rappresenta la produzione del Lingotto. Nei paesi francofoni il nome "Mito" fa assonanza con la parola "mytho" sinonimo di "mythomane"[17].

Strategie di marketing[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del modello
L'Alfa Romeo MiTo QV SBK Safety Car per il Campionato mondiale Superbike 2013 insieme alla Alfa Romeo 4C.

Il Progetto Junior, o 955, ovvero l'Alfa MiTo, è stato rivoluzionario per la casa lombarda, non solo per le soluzioni tecnologiche e stilistiche ma soprattutto per il settore che la nuova piccola Alfa Romeo è andata ad occupare, infatti prima della produzione di questa automobile la casa non si era mai dedicata alle autovetture di segmento B; questo modello quindi è stato reso necessario dalle nuove richieste di mercato aperto dalla strategia adottata dalla concorrente BMW con la Mini; per questi motivi del Progetto Junior se ne iniziò a sentir parlare improvvisamente, scombussolando le aspettative e i tempi sulle future berline e ammiraglie attese dalla casa del biscione.

Il progetto, nato nel 2006, prese piede commercialmente nel 2007 con una serie di eventi molto particolari; la strategia pubblicitaria, come è stato fatto con la nuova Fiat Bravo, è stata totalmente affidata al web inizialmente con il blog progetto995.it[18]; successivamente con un concorso online (chiamato Alfanaming), pubblicizzato nel mondo tramite riviste di automobilismo come: Quattroruote per l'Italia, Auto Motor und Sport per la Germania, Autopista per la Spagna, Automobile Magazine per la Francia, Top Gear per la Gran Bretagna e Car Graphic per il Giappone è stato possibile, previa registrazione, suggerire un nome per la nuova piccola Alfa Romeo, partecipando così ad un concorso che regalava al vincitore una Alfa Romeo Spider, all'esito del quale è risultato vincente il nome "Furiosa", nome che però non è stato ritenuto convincente dal management Alfa.

L'Alfa Junior era attesa per il salone dell'automobile di Ginevra 2008, al quale non si presentò, svelandosi al pubblico solamente tramite il web il giorno 14 marzo 2008 direttamente col nome MiTo, mentre per quanto riguarda la sua presentazione dal vivo è stata scelta la data del 18 marzo con l'esposizione di alcuni esemplari di pre-produzione presso i concessionari Alfa Romeo di Balocco. La sua presentazione ufficiale alla stampa è avvenuta invece nel mese di giugno 2008, mentre per la commercializzazione venne scelto il mese di luglio.

Dal 17 marzo 2008 è stato aperto in internet il blog ufficiale con al suo interno la particolare novità (chiamata "Meet MiTo") che permette ai visitatori del centro stile Alfa Romeo che hanno visto i modelli pre-serie dal vivo, di mettere in condivisione materiale informativo (foto, video, descrizioni e commenti) agli utenti che non hanno avuto questa possibilità[19].

L'Alfa Romeo in relazione al progetto ha scelto nuovi canali di comunicazione pubblicitaria, adeguati alla fascia d'età cui la MiTo è rivolta. È infatti possibile trovare banner pubblicitari della MiTo (ispirati allo spot televisivo) in vari videogiochi fra i quali Need for Speed: Undercover, Pro Evolution Soccer 2009 e Saints Row 2.

La pubblicità televisiva (identica alla versione web) consiste in una narrazione di vari eventi quotidiani, espressi unicamente tramite una comunicazione visiva per mezzo di un cubo virtuale girevole contenente icone e simboli, che includono o rimandano alla MiTo e all'utilizzo di essa. Inoltre la targa in possesso del veicolo è MI 000 TO, in cui le sigle di Milano e Torino, unite, formano la parola MITO. La base sonora è la canzone Technologic dei Daft Punk.

Sul sito internet la pubblicità può essere personalizzata tramite l'iniziativa Alfamitoclip, creando a piacere la propria "storia", ed è possibile anche inserire degli effetti audio brevi da abbinare alle icone. Una volta finita la narrazione si può proporre il proprio lavoro come pubblicità da trasmettere in televisione[20] La grafica pubblicitaria è molto artistica, su sfondo nero con icone e silhouette bianche o simboli e figure colorate, e rimanda al messaggio di personalizzazione della Alfa Romeo Mito, e conduce ad un'interattività da parte dell'utente al fine di acquisire affinità con il nuovo slogan della casa dedicato alla vettura: MiTo: My Alfa Romeo e rimarca il forte carattere giovanile dell'auto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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