Pianale FGA Compact

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l'Alfa Romeo Giulietta (2010), vettura che ha portato al debutto il pianale Compact
« Dove hanno imparato a fare un telaio così raffinato? »
(Giornalista della rivista tedesca AutoBild[1])

Il pianale Compact è una piattaforma sviluppata dall'azienda italiana Fiat Group Automobiles per vetture di classe media e medio-alta destinata a gran parte dei modelli del gruppo Fiat-Chrysler. Pensato per essere declinato in diverse versioni, si tratta del pianale più importante, a livello strategico, dell'alleanza fra le due case automobilistiche poiché destinato ad accogliere gran parte dei modelli dei 6 marchi più produttivi del gruppo.[2]
Il pianale è stato spesso chiamato erroneamente C-Evo dalla stampa del settore, soprattutto prima del suo debutto, poiché si credeva che il Compact fosse un'evoluzione del pianale Fiat C; si tratta invece di una piattaforma completamente nuova, riprogettata completamente.[3]

Contesto[modifica | modifica sorgente]

La necessità di un nuovo pianale su cui basare le future vetture medie inizia a farsi sentire nel gruppo automobilistico italiano sin dalla metà degli anni 2000. La necessità non era particolarmente avvertita per l'efficienza del Pianale C, che si è dimostrato più che sufficiente anche in modelli di nuova generazione, ma bensì dalla necessità del gruppo di standardizzare e ridurre il numero di piattaforme distribuite fra i vari modelli. Inoltre era necessario creare un erede al pianale dell'Alfa Romeo 147, nonché creare una piattaforma di nuova generazione e concezione: un pianale modulare e modificabile in grado di adattarsi a diverse tipologie di veicolo, disposizione dei motori, della trazione e anche a sensibili variazioni di dimensioni, soprattutto nel passo. Da un punto di vista gestionale il movente principale, quindi, era più di tipo strategico, tuttavia dovendo andare a creare un pianale dalle alte capacità dinamiche e dalla massima raffinatezza (essendo destinato anche a vetture Alfa Romeo e Lancia), alle necessità strategiche si aggiunsero quelle di prodotto, per tale motivo lo sviluppo della piattaforma viene affidata ai tecnici Alfa Romeo, e nel 2010 fa la sua prima apparizione nel modello Giulietta[4], dove riceve l'attenzione di tutta la stampa internazionale, ricevendo molte lodi proprio per la raffinatezza del chassis e il comportamento su strada.[1] Oltre a sostituire il pianale Fiat C e il pianale dell'Alfa 156/147/GT, il Compact raccoglie l'eredità sia del pianale Alfa Romeo Premium sia del pianale Chrysler JS.

La piattaforma nel dettaglio[modifica | modifica sorgente]

La piattaforma Compact è la terza, dopo la piattaforma Mini e la piattaforma Small delle 5 piattaforme moderne FGA (se si include la "Economy" e la "LCV") ad essere pensata per una totale modularità, e rispetto alle prime due il livello di efficienza e versatilità è estremamente migliorato tale da creare un vero e proprio punto di rottura con le precedenti soluzioni; la grande versatilità della piattaforma infatti permette di ridurre l'uso di pianali diversi per tot veicoli dagli 11 del 2010 a 5 nel 2014. Con tale soluzione, rispetto al 2006 vengono ridotti del 65% i costi di sviluppo, del 35% i costi d'investimento e del 6% la variabilità dei costi. La piattaforma è concepita per coprire una produzione di 1,2 milioni di vetture l'anno.[5]

Strategia e modularità di progetto[modifica | modifica sorgente]

Il pianale Compact è stato pensato per essere declinato in diverse varianti, anche sensibilmente diverse fra loro. Questo è reso possibile grazie alla modularità del pianale stesso, ovvero dalla possibilità di sostituire dei moduli (o parti) con altri, al fine di ottenere moltissime combinazioni senza riprogettare l'intera struttura. Si tratta di un'evoluzione tecnologica per il settore automobilistico, resa necessaria dai sempre più alti costi di sviluppo. Mentre in passato si tendeva a basare più veicoli nello stesso pianale (la Fiat ha iniziato questa strategia già dagl'anni settanta, come per esempio il progetto della Fiat Ritmo che raggiunge ancora più maturazione con la Fiat Tipo[6] il cui pianale fu utilizzato per ben 7 vetture fra i tre marchi del gruppo) con il pianale compact si tende ad annullare i vincoli di adattamento, andando a modificare il pianale in vista di un determinato veicolo o classe di veicoli, e non adattare quest'ultimi a un pianale già esistente. La strategia quindi permette una notevole versatilità della piattaforma, riduzione dei costi e la possibilità di basare molti veicoli, anche sensibilmente diversi fra loro su una piattaforma comune all'origine. Per questo motivo il pianale Compact è stato subito ideato per fare da base ad almeno 11 modelli (non dichiarati nel dettaglio), dal momento della sua concezione fino al 2014, più ulteriori qualora le gamme dei 6 marchi interessati (Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Chrysler e Dodge) dovessero allargarsi nelle classi medie e medio-alte[7][8]. Un interessante progetto, realizzato da Renzo Piano per l'istituto I.De.A insieme a Fiat, aveva già, all'inizio degli anni ottanta, concepito l'evoluzione dei pianali automobilistici in questo senso, ovvero liberarsi dai vincoli dettati dai componenti meccanici al fine di realizzare vetture con la stessa struttura ma molto diverse fra loro. Il progetto, conosciuto come Fiat VSS non prevedeva però una soluzione modulare, ma bensì una struttura autoportante libera dai componenti meccanici interni.[9][10]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La struttura della piattaforma è fondamentalmente divisa in tre gruppi di parti[11]:

  • parti comuni: pezzi fissi, non sostituibili
  • parti modulari: strutture modificabili
  • parti intercambiabili: componenti sostituibili

Grazie ad uno studio delle diverse tipologie di parti la piattaforma è facilmente modificabile in larghezza, lunghezza e passo e carreggiata solo intervenendo nei pezzi interessati senza intaccare il resto del pianale. Il pianale è stato completamente riprogettato in quasi tutta la sua totalità, salvo le due pedane centrali delle quali però alcuni particolari sono stati sostituiti con altri geometricamente simili ma differenti nei materiali. Nuove quindi tutte le altre parti: la struttura anteriore con terza linea di carico, la zona centrale laterale e il pavimento posteriore per accogliere la sospensione Multilink.[12]. I componenti intercambiabili, non facenti parte del telaio ma annessi alla piattaforma sono stati tutti riprogettati.[13][14][15][16]

Caratteristiche specifiche[modifica | modifica sorgente]

Il pianale, nello specifico è così costituito[17]:

A questa costituzione vanno aggiunti altri componenti realizzati in alluminio, magnesio, resine e polimeri termoplastici[18] in sostituzione del classico acciaio.
La situazione è completamente cambiata rispetto, per esempio, al pianale Fiat C che era costituito da un 35% di acciai dolci a basso contenuto di carbonio (e quindi poco pregiati) totale assenza di materiali alternativi all'acciaio, come per esempio alluminio, magnesio e polimeri, assenza di acciai formati a caldo e quindi il restante 65% era costituito da acciai HSS e UHSS. Va anche sottolineato che non sono solo i materiali a portare netti miglioramenti nelle prestazioni del pianale, estrema importanza è anche data dalle nuove soluzioni produttive e dalle nuove architetture utilizzate per i vari pezzi della piattaforma; il massimo delle prestazioni si ottiene infatti con l'unione di entrambe le soluzioni: un esempio è la traversa della sottoplancia che mentre prima era realizzata in acciaio con una struttura in staffe saldate e tubi piegati, ora è un elemento unico in magnesio pressocolato ad alta pressione, il risultato è un componente più performante e più leggero del 35%.[19][20][21]

La diversificazione[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di pianali, iniziata con quello "base" (definito semplicemente "Compact" e punto di partenza per tutta la famiglia nonché fulcro tecnologico della strategia di diversificazione) utilizzato per la Giulietta, è destinato ad assumere diverse varianti, almeno 3 (oltre la base) secondo i piani di business rilasciati durante la conferenza con gli investitori tenutasi nel dicembre 2010 (successivamente confermati nel gennaio 2012), dalla FGA. Queste 4 versioni, come già accennato, sono destinate a coprire 11 modelli di 6 diversi marchi. Ad agosto 2012 delle 4 ne sono state realizzate due, oltre la base sviluppata dai tecnici Alfa Romeo, nel 2012 esordisce la variante CUSW (Compact US Wide), sviluppata dalla FGA insieme ai tecnici statunitensi Chrysler ed apparsa per la prima volta nei modelli Dodge Dart e Fiat Viaggio. Sono in sviluppo le ultime due varianti, quella concepita per i modelli fuoristrada e SUV compatti e quella concepita per le vetture medio alte di tipo berlina a tre volumi.[22][23] Di seguito vengono elencate le 4 versioni.

COMPACT[modifica | modifica sorgente]

Pensato per supportare lo sviluppo di tutte le berline medie a due volumi di Fiat Group Automobiles, è stato successivamente esteso a tutte le berline di tale tipo del gruppo Fiat-Chrysler.[24]

Vetture che usano questo pianale

CUSW[modifica | modifica sorgente]

La Dodge Dart (2012), vettura che ha portato al debutto il pianale CUSW

Acronimo di Compact US Wide, dove US sta a identificare lo sviluppo statunitense e wide determina l'aumento di dimensioni rispetto a una misura standard ("largo" in inglese), la variante CUSW è stata resa necessaria per adattare il pianale compact alle esigenze del mercato americano o più genericamente "extra europeo" dove berline a due volumi lasciano maggior spazio alle tre volumi compatte dette vetture compact, come appunto la Dodge Dart e la Fiat Viaggio. Il pianale, che raggiunge un passo di 2,7 metri, è direttamente derivato dalla versione "base" che ha esordito sulla Giulietta.[25][26]. La CUSW è predisposta sia per trazione anteriore che integrale.[27]

Vetture che usano questo pianale

CUSW SUV[modifica | modifica sorgente]

La Jeep Cherokee KL del 2013, vettura che ha portato al debutto la versione rialzata ed allargata del pianale.

Inizialmente citata come "C-SUV" nei piani aziendali, in particolare riferiti ai marchi Jeep ed Alfa Romeo, la piattaforma viene ufficialmente presentata nel 2013 come elaborazione fuoristradistica della CUSW. La Fiat rilascia infatti le prime informazioni su questa nuova versione della piattaforma in contemporanea al lancio sul mercato della nuova versione del Jeep Cherokee: la "KL".[28] È destinata quindi ad essere utilizzata per veicoli fuoristrada di dimensioni relativamente compatte e SUV di medie dimensioni. Per la realizzazione di questa piattaforma i tecnici Fiat hanno dovuto elaborare ulteriormente la CUSW al fine di permettere l'alloggiamento di motori di grosse dimensioni con architettura V6 e la trasmissione a nove rapporti, la trazione integrale e rialzare l'assetto.[29]. Il Cherokee presenta quindi un pianale sensibilmente più largo di Giulietta e Dart, con una lunghezza a cavallo fra le due.


Vetture che usano questo pianale

[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una versione pesantemente rielaborata e concepita per il mercato nord americano. L'amministrazione di Fiat Group Automobiles, proprietaria del Gruppo Chrysler, affida lo sviluppo di vetture di grandi dimensioni alla divisione statunitense[30], tuttavia questa variante della piattaforma Compact, priva ancora di denominazione ufficiale, non viene utilizzato per vetture di alta classe e grandi dimensioni come per esempio la Lancia Thema (2011)/Chrysler 300, ma per vetture di classe medio-alta o per vetture Mid-Size. Nonostante lo sviluppo avvenga in America, esso è seguito dagli ingegneri Alfa Romeo oltre che dai colleghi americani, poiché questa nuova piattaforma è predisposta anche per vetture europee e potrebbe essere presa in considerazione dall'Alfa Romeo per la realizzazione dell'erede della 159.

*denominazione non ancora dichiarata

Vetture che usano questo pianale[modifica | modifica sorgente]

attualmente nessuna

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b pareri della stampa. URL consultato il 25 agosto 2012.
  2. ^ debutto pianale Compact. URL consultato il 25 agosto 2012.
  3. ^ info modifiche telaio. URL consultato il 25 agosto 2012.
  4. ^ tecnica dell'Alfa Romeo Giulietta. URL consultato il 25 agosto 2012.
  5. ^ Fiat SpA: GS Conference. pag. 13-17-26. URL consultato il 25 agosto 2012.
  6. ^ Progetto Fiat Tipo. URL consultato il 25 agosto 2012.
  7. ^ GS Conference: i modelli su base Compact. URL consultato il 25 agosto 2012.
  8. ^ Fiat SpA: seminario con gli investitori, 14 gennaio 2012. URL consultato il 25 agosto 2012.
  9. ^ Fiat VSS su omniauto.it. URL consultato il 25 agosto 2012.
  10. ^ Fiat VSS su conceptcars.it. URL consultato il 25 agosto 2012.
  11. ^ Fiat SpA: GS Conference pag. 12. URL consultato il 25 agosto 2012.
  12. ^ illustrazione del pianale con dati di riprogettazione. URL consultato il 25 agosto 2012.
  13. ^ dati 1 multilink. URL consultato il 25 agosto 2012.
  14. ^ dati 2 altri componenti. URL consultato il 25 agosto 2012.
  15. ^ dati 3 altri componenti. URL consultato il 25 agosto 2012.
  16. ^ tecnica, piattaforma Alfa Romeo Giulietta. URL consultato il 25 agosto 2012.
  17. ^ grafico materiali. URL consultato il 25 agosto 2012.
  18. ^ materiali alternativi. URL consultato il 25 agosto 2012.
  19. ^ ossatura tubolare in acciaio stampato ed esempio traversa sottoplancia. URL consultato il 25 agosto 2012.
  20. ^ utilizzo della lega di magnesio. URL consultato il 25 agosto 2012.
  21. ^ Alfa Romeo Giulietta, ecco cosa c'è sotto. URL consultato il 25 agosto 2012.
  22. ^ dal pianale cusw un gran numero di vetture. URL consultato il 25 agosto 2012.
  23. ^ le sette sorelle della Giulietta. URL consultato il 25 agosto 2012.
  24. ^ Alfa Romeo Giulietta, nuova architettura. URL consultato il 25 agosto 2012.
  25. ^ pianale CUSW, nascita del modello Dart. 1di2. URL consultato il 25 agosto 2012.
  26. ^ pianale CUSW, nascita del modello Dart. 2di2. URL consultato il 25 agosto 2012.
  27. ^ automobilismo.it Chrysler 200. URL consultato il 13 gennaio 2014.
  28. ^ (PDF) FCA: architetture e standardizzazione. URL consultato il 15 luglio 2014.
  29. ^ video presentazione CUSW-SUV, canale ufficiale Fiat SpA su YouTube. URL consultato il 19 luglio 2013.
  30. ^ presentazioni Fiat SpA: Giugno 2011 pag. 12. URL consultato il 25 agosto 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]