Alfa Romeo SZ

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Alfa Romeo SZ
Alfa SZ AutoItalia Brooklands May 2012 THP 7123.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1989 al 1991
Sostituisce la Alfa Romeo Montreal
Sostituita da Alfa Romeo 8C Competizione
Esemplari prodotti 1.036
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.059 mm
Larghezza 1.730 mm
Altezza 1.311 mm
Passo 2.510 mm
Massa 1.256 kg
Altro
Assemblaggio Terrazzano di Rho, Milano
Stile Robert Opron e Antonio Castellana
per Zagato
Stessa famiglia Alfa Romeo 75, Alfa Romeo RZ
Auto simili BMW Z1
Porsche 911
Alfa Romeo SZ - 'Il Mostro'.jpg

L'Alfa Romeo SZ (Sprint Zagato), nota anche come ES-30 (Experimental Sportscar 3.0 litres), fu una vettura prodotta dalla casa di Arese in un numero limitato di esemplari, con la partnership della Zagato che si occupava anche dell'assemblaggio nel proprio stabilimento di Terrazzano di Rho, alle porte di Milano. Ne fu commercializzata anche una versione cabriolet, la RZ.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La meccanica e il pianale della SZ erano totalmente ereditati dal prototipo da corsa 75 Turbo IMSA, che nei due anni precedenti aveva monopolizzato il Giro automobilistico d'Italia, riprendendo quindi lo schema transaxle con cambio al posteriore e retrotreno con ponte De Dion; il propulsore era il V6 Busso da 2959 cm³, dalla caratteristica disposizione a V di 60° e 12 valvole, della 75 Quadrifoglio Verde che, opportunamente elaborato, erogava 210 CV, una potenza che permetteva di raggiungere i 245 km/h di velocità massima e di accelerare da 0 a 100 km/h in 7 secondi.

Vista laterale

Le sospensioni vennero modificate da Giorgio Pianta, ingegnere e team manager delle squadre corse rally del Gruppo Fiat, che le perfezionò sostituendo i tradizionali silentblock in gomma vulcanizzata all'avantreno e al retrotreno con degli omologhi più efficienti realizzati in politetrafluoroetilene (PTFE): l'utilizzo di questo polimero in loco della tradizionale gomma donò alla SZ un ridotto rollio e un migliorato handling nella guida, specie sullo sconnesso e nei cambi di direzione, punto sofferente della genitrice Alfa 75, donandole un comportamento stradale da vera supercar. I freni sono derivati dalla 75 Turbo Evoluzione, e venne inoltre introdotto un sistema idraulico per variare l'altezza da terra.

Robert Opron del Centro Stile Fiat fu responsabile dei bozzetti iniziali, con la collaborazione della carrozzeria Zagato, mentre Antonio Castellana si occupò principalmente degli interni e della finitura finale dei dettagli. Lo stile tagliente e brutale, unito all'avveniristica carrozzeria in materiale termoplastico (chiamato Modar) realizzato dall'italiana Carplast e dalla francese Stratime, si sposavano decisamente bene con lo scopo dell'auto, ovvero essere una summa dei progressi e delle avanguardie tecnologiche raggiunte dall'Alfa Romeo sul finire degli anni ottanta.

Questa vettura venne volutamente creata per sbalordire, specialmente per la sua forma estetica studiata per sfruttare l'effetto suolo.[1] Tra il 1989 e il 1991 furono costruite in totale 1036 SZ tutte rosse (disponibili con gl'interni beige o neri) eccetto una di colore nero per Andrea Zagato (con interni rossi). L'auto rimase inoltre, per lungo tempo, l'ultima della casa milanese commercializzata a trazione posteriore, fino all'arrivo nel 2007 della 8C Competizione.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

[2]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
3.0 V6 Busso' dal debutto al 1996 Benzina 2959 152 Kw (210 Cv) 245 n.d 7 245 10.1

La SZ nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo Automobilismo.it 19/01/2014
  2. ^ Dati Tecnici Alfa Romeo SZ
  3. ^ 1990 Alfa Romeo SZ. URL consultato il 06 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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