Lotus Esprit

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lotus Esprit
Lotus Esprit.JPG
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Lotus Cars
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1976 al 2004
Sostituita da Lotus Evora
Esemplari prodotti 10.675
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.191 mm
Larghezza 1.854 mm
Altezza 1.118 mm
Passo 2.438 mm
Massa 1.220 kg
Altro
Stile Giorgetto Giugiaro
Stessa famiglia De Lorean DMC-12
Auto simili Porsche 911
Lotus Esprit Heck.JPG

La Lotus Esprit è una coupé prodotta dalla Lotus Cars dal 1975 al 2004.

Indice

La storia [modifica]

Disegnata da Giorgetto Giugiaro e dotata di una carrozzeria in materiale composito (vetroresina) montata su un telaio a trave centrale la Esprit era spinta da un 4 cilindri in linea di 1975cm³ da 160cv con distribuzione a 4 valvole per cilindro, montato in posizione posteriore-centrale e trazione posteriore.

La conformazione della carrozzeria consentiva alla Esprit di toccare i 210 km/h. Il comportamento stradale, grazie alle caratteristiche del telaio e alle sospensioni anteriori a triangoli sovrapposti, era molto sportivo.

Nel 1980, in occasione di un leggero restyling (paraurti e luci posteriori), la cilindrata venne incrementata a 2174 cm³. La potenza rimase invariata, mentre il nome cambiò in Esprit S2. Una curiosità: la S2 montava le stesse luci posteriori della Rover SD1. Nel 1981 venne lanciata la Esprit 2.2 Essex Turbo, che grazie al turbocompressore e all'intercooler, disponeva di 210cv. Strip adesive, spoiler e cerchi dorati distinguevano la Turbo dalla S2. La Esprit Turbo divenne subito un'auto apprezzata dagli appassionati per le eccezionali doti di maneggevolezza e di scatto, superiori rispetto alle concorrenti dell'epoca prodotte da Ferrari e Porsche, nonostante il motore di cilindrata e frazionamento inferiori.

Il telaio e parti di questa vettura vennero inoltre utilizzate dal proprietario della Lotus, Colin Chapman al momento della revisione del progetto De Lorean DMC-12 a cui era stato chiamato.

Nel 1987 un sostanzioso restyling interessò la coda (completamente ridisegnata, con l'introduzione di due pinne dorsali ed il cofano motore piatto al posto del portellone), i paraurti e gli interni. Due le versioni disponibili: Esprit SE (2174 cm³, 180cv) ed Esprit Turbo SE (2174 cm³, 264cv). Nel 1993 venne introdotta la versione Turbo 2.2 Sport 300, con motore potenziato di 2,2 litri e 305cv. Nel 1992 la gamma venne arricchita della Turbo 2.0 (1975 cm³, 243cv), mentre nel 1996 tutte le versioni a 4 cilindri lasciarono il posto alla Esprit V8 GT, spinta da un nuovo V8 biturbo di 3506 cm³ da 350cv.

Nel 1999 è stata prodotta la versione Esprit Sport 350 in 50 esemplari. Si differenzia dalle versioni precedenti per la presenza di un alettone in fibra di carbonio presente sul cofano motore posteriore. Per rendere la vettura ancore più leggera sono stati montati speciali cerchi in magnesio e il telaio è stato alleggerito, rendendo la 350 meno pesante di 80 kg rispetto alla Esprit base. L'impianto frenante prevede dischi di 320 millimetri con pinze AP Racing di colore blu. Grazie ad essi la vettura passa da 60 a 0 km/h in 3,2 secondi[1].

Il 20 febbraio 2004 venne prodotta l'ultima Esprit portando ad un totale di 10.675 il numero di esemplari costruiti.

La Esprit nei media [modifica]

La Esprit Turbo utilizzata nel film La Spia che mi amava (1977)

.

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Scheda su supercars.net
  2. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=3472&PHPSESSID=c18ff1...&width=1024 IGCD:1998 Lotus Esprit V8 'V8 Ghost'

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili