Lotus Elan

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Lotus Elan
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Lotus
Tipo principale Roadster
Altre versioni Coupé
Produzione dal 1962 al 1996
Sostituisce la Lotus Elite
Serie Prima serie (1962-1975)
Seconda serie (1989-1996)
Sostituita da Lotus Elise

La Lotus Elan è un'autovettura classificata come spyder compatta prodotta dalla casa inglese Lotus Cars in due distinte generazioni.

Le due serie, non contigue ma accomunate dal materiale di fabbricazione della carrozzeria (la vetroresina), vengono convenzionalmente denominate Elan R26 (versione prodotta tra il 1962 ed il 1975) ed Elan M100 (versione prodotta tra il 1989 ed il 1996).

Prima serie (1962-1975)[modifica | modifica sorgente]

Elan R26
Lotus-Elan-'66.jpg
Descrizione generale
Versioni Spyder - Coupé
Anni di produzione dal 1962 al 1975
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3 683 mm
4.293 (Elan +2) mm
Larghezza 1.447 mm
1.676 (Elan +2) mm
Altezza 1.168 mm
1.194 (Elan +2) mm
Massa da 585 a 686 kg
Altro
Esemplari prodotti oltre 14.000
Lotus Elan +2c.JPG
La Lotus Elan Fixed Head Coupé

Lanciata nel 1962 la prima generazione della Elan riassumeva in sé tutta la filosofia di Colin Chapman[1] (patròn della Casa): telaio tubolare in acciaio, carrozzeria spyder in vetroresina, peso contenuto e agilità da corsa. La Elan era anche un'automobile evoluta, con sospensioni a 4 ruote indipendenti e doppi bracci triangolari, 4 freni a disco e motore a 4 cilindri in linea con distribuzione bialbero. Pur derivato da un poco nobile Ford Kent sviluppato da Cosworth il nuovo 4 cilindri di 1.558 cm³ presentava modifiche sostanziali: distribuzione con 2 alberi a camme in testa, diverso albero motore, testata in alluminio, inediti pistoni e valvole modificate. Grazie a queste modifiche (talmente sostanziali che il motore portava la firma Lotus) la potenza, trasmessa alla ruote posteriori da un cambio manuale a 4 rapporti, era di 108 cavalli. Favorita dal peso contenuto (585 kg) e dall'estrema agilità, la piccola spyder inglese toccava i 185 km/h.

Nel 1964 la versione spyder venne affiancata dalla Fixed Head Coupé vale a dire una versione coupé con tetto fisso metallico al posto della capote in tela. La meccanica e la linea della vettura (tetto a parte) rimanevano invariate.

Nel 1967, in occasione di alcune modifiche di dettaglio a interni e gruppi ottici posteriori, la gamma venne ampliata con l'introduzione della versione Elan+2[2]. Si trattava di una versione coupé con passo allungato, carrozzeria ridisegnata e abitacolo più spazioso. La meccanica era identica a quella delle altre versioni (spyder e FHC).

L'evoluzione proseguì, secondo la moda britannica degli affinamenti annuali, fino al 1971, quando vennero lanciate le Elan Sprint e Elan +2 S 130, equipaggiate con la versione potenziata a 126 cavalli del bialbero 1.6.

La produzione di tutte le Elan R26 cessò nel 1975. In tutto sono state prodotte circa 6.050 Spyder, 4.000 FHC e 5.168 Elan +2.

Evante Elan Spyder[modifica | modifica sorgente]

Nel 1987 la Elan spyder venne resuscitata dalla piccola casa inglese Evante Cars, che la rimise in produzione (con pochissime varianti estetiche, migliorie al telaio e aggiunta di kevlar nell'impasto della carrozzeria) equipaggiandola con un motore bialbero Vegantune di 1.699 cm³, con potenze da 140 o 160 cavalli, e cambio derivato dalla Ford Sierra. Le 140TC e 160TC rimasero in produzione fino al 1992, quando la Evante dichiarò fallimento.

Seconda serie (1989-1996)[modifica | modifica sorgente]

Lotus Elan M100
Lotus Elan M100 Fed.jpg
Descrizione generale
Versioni Roadster
Anni di produzione dal 1989 al 1996
Dimensioni e pesi
Lunghezza 3.870 mm
Larghezza 1.730 mm
Altezza 1.230 mm
Passo 2.250 mm
Massa 1.110 kg
Altro
Stile Peter Stevens
Stessa famiglia Kia Elan
Esemplari prodotti 4.655
Lotus Elan Heck.jpg

Nella seconda metà degli anni ottanta la Lotus, acquistata dalla General Motors, aveva una gamma che accusava il peso degli anni (tutti i modelli in listino erano evoluzioni di vetture nate 10 anni prima). Occorreva creare un modello di rottura, che recuperasse lo spirito originario del marchio (leggerezza e agilità), proponendo, al tempo stesso, qualcosa di inedito.

La più importante novità, ma anche delusione, fu l'adozione della trazione anteriore.

La nuova spyder, che debuttò nel 1989 col nome di Lotus Elan M100 accanto ai concetti classici della casa (carrozzeria in vetroresina e Kevlar, telaio a trave centrale) proponeva, unica Lotus della storia, la trazione sulle ruote anteriori. A sconcertare ulteriormente gli appassionati del marchio ci pensò la scelta del motore: un 4 cilindri in linea bialbero 16 valvole Isuzu, alimentato a iniezione e dotato di turbocompressore, di 1.588 cm³, che veniva montato in posizione anteriore trasversale e veniva abbinato ad un cambio manuale a 5 rapporti. Grazie ai 167 cavalli a disposizione la nuova Elan (proposta solo con carrozzeria spyder) raggiungeva i 220 km/h e, sebbene il peso non fosse piuma (1.110 kg), grazie alle sospensioni a 4 ruote indipendenti con doppi triangoli e a i 4 freni a disco, era agile e sicura.

Non ebbe il successo che la casa si aspettava e la produzione, per decisione della General Motors, cessò nel 1992, dopo 3.855 esemplari.

La Elan di Romano Artioli[modifica | modifica sorgente]

Due anni più tardi, quando il prestigioso costruttore inglese venne acquistato da Romano Artioli, la Elan venne reinserita in listino con alcune (lievi) novità estetiche e agli interni mentre meccanicamente veniva adottata la marmitta catalitica di serie (la potenza scese a 158 cavalli). Ne furono prodotti, fino al 1996, 800 esemplari.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kia Elan.

Sempre nel 1996 i diritti di produzione vennero venduti da parte di Artioli alla casa coreana Kia Motors che tra il 1996 ed il 1997 né costruì 1.000 esemplari commercializzati esclusivamente sul mercato interno col proprio marchio. Il motore era un 4 cilindri bialbero 16 valvole aspirato di 1,8 litri da 151 cavalli.

La Elan nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lotus Elan prima serie
  2. ^ Lotus Elan+2

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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