Jaguar E-Type

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Jaguar E-Type
1970 Jaguar E-Type Roadster.JPG
Jaguar E-Type Cabriolet seconda serie.
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Jaguar
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1961 al 1975
Sostituisce la Jaguar XK150
Sostituita da Jaguar XJ-S
Esemplari prodotti circa 70.000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.450 mm
Larghezza 1.630 mm
Altezza 1.220 mm
Passo 2.440 mm
Altro
Stile Malcolm Sayer
Altre antenate Jaguar D-Type
Altre eredi Jaguar F-Type
Auto simili Aston Martin DBS
Maserati Ghibli
Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto
Note I dati corrispondono alla MkI (prima serie).
1970 Jaguar E-Type Roadster-2.JPG

La Jaguar E-Type, conosciuta anche come XK-E o anche XKE, fu prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 1961 al 1975. La E-Type fu una vettura rivoluzionaria per la progettazione, le caratteristiche di guida e l'estetica; era in anticipo sui tempi . Il suo prezzo era più basso di quello delle vetture pari classe della concorrenza e questo aiutò le vendite che, nei 14 anni nei quali rimase in produzione, arrivarono a 70.000 vetture. Nel 2004 la rivista statunitense Sports Cars International la mise al primo posto tra le Top Sport Cars degli anni sessanta.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

Disegnata da Malcolm Sayer, al quale si devono anche le precedenti C-Type e D-Type, la E-Type fu inizialmente progettata e presentata come coupé gran turismo sportivo a due posti. La versione 2+2, con passo allungato, fu realizzata nel 1966. Il 15 marzo 1961 la versione coupé (nel linguaggio Jaguar "Fixed Head Coupé" o "FHC") fu presentata al Salone dell'automobile di Ginevra, mentre la roadster (altresì detta "Open Two Seater" o "OTS") fu lanciata ad aprile dello stesso anno al Salone dell'automobile di New York. Questa versione aperta fu introdotta per andare incontro ai gusti del mercato statunitense. Il modello fu costruito in tre differenti serie, indicate come Series 1, Series 2 e Series 3. Furono presentate anche versioni speciali in un limitatissimo numero di esemplari: la versione Low Drag Coupé, un solo esemplare prodotto, e la Lightweight E-Type. Quest'ultima versione doveva essere di 18 esemplari ma se ne realizzarono solo 12, dei quali uno andò distrutto e almeno due trasformati in decappottabile. Queste vetture speciali sono molto ricercate dai collezionisti per la loro estrema rarità.

Le diverse serie della E-Type[modifica | modifica wikitesto]

Jaguar E-Type Coupé Serie I
Jaguar E-type Coupé Serie II
Jaguar E-Type Roadster Serie III con Hardtop

Series I (1961-1968)[modifica | modifica wikitesto]

La Series 1 fu introdotta nel marzo del 1961. Abbandonava il classico telaio a longheroni e traverse della precedente serie XK per una più moderna soluzione monoscocca con telaietto anteriore supplementare. Montava un motore Jaguar da 3.800 cm³ derivato da quello della XK150, alimentato da tre carburatori SU HD8 e con una potenza di 265 CV, abbinato ad un cambio meccanico a quattro marce MOSS, con prima non sincronizzata. Nel 1965 fu immesso sull'auto un motore da 4.200 cm³. Al retrotreno fu adottata una sospensione a ruote indipendenti al posto del tradizionale schema a ponte rigido. La Series 1 può essere riconosciuta dai alcuni particolari:

  • la presa d'aria anteriore, la bocca, è di dimensioni ridotte (ma leggermente più grande sulla versione da 4,2 litri);
  • le luci di segnalazione sono sopra i paraurti;
  • il terminale di scarico doppio è sotto la targa posteriore;
  • i fari anteriori sono dotati di copertura in vetro.

I primi esemplari, realizzati tra il 1961 ed il 1962, furono definiti flat floor perché avevano il pianale piatto in corrispondenza dell'appoggio dei piedi, limitando un po' lo spazio a disposizione. Successivamente il fondo fu modificato. Le auto che montavano il motore da 3,8 litri avevano i sedili di forma arrotondata e il cruscotto era in alluminio. Le vetture che invece montavano il 4,2 avevano sedili più confortevoli e il cruscotto ricoperto di finta pelle. Inoltre era presente, sul bagagliaio, la scritta Jaguar 4.2 E Type mentre nelle vetture dotate del 3,8 L questa era semplicemente Jaguar. Infine sulla 4,2 L il cambio, prodotto interamente dalla Jaguar, era completamente sincronizzato.

Negli anni 1967 e 1968 fu realizzata la prima evoluzione, definita Series 1 1/2. Queste vetture erano simili alle E-type Series 1 tranne che per l'assenza della protezione in vetro della fanaleria anteriore e, nell'abitacolo, l'eliminazione dei braccioli alle portiere (con le maniglie di apertura incassate nel pannello di rivestimento per motivi di sicurezza), un coperchio per il vano portaoggetti della plancia (in precedenza completamente aperto) e per i differenti interruttori dei servizi, ora a bilanciere. Dal punto di vista meccanico si differenziavano per l'adozione di due carburatori Zenith-Stromberg al posto dei tre carburatori SU. Nel 1966 fece la sua comparsa la versione 2+2 del coupé mentre la versione scoperta rimase una due posti.

Series 2 (1969-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Le modifiche principali introdotte con questa serie furono: impianto frenante più potente, paraurti ingranditi e, per i veicoli esportati negli USA, una riduzione della potenza.Furono aggiunti ripetitori per le frecce di dimensioni generose e posteriormente furono adottati i fanalini della Lotus Elan S2.

Series 3 (1971-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Sulle vetture di questa serie fu introdotto il nuovo motore V12 della Jaguar da 5.300 cm³. L'impianto frenante fu ancora potenziato e divenne di serie il servosterzo. Fu adottato un impianto di scarico con quattro terminali posteriori.

Le versioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Una E Type S1 Light Weight da competizione
Vista posteriore

Della E-Type furono realizzate due versioni speciali: la Low Drag Coupé e la Lightweight E-Type. La Low Drag Coupé nacque dal tentativo della Jaguar di realizzare una vettura che, nello spirito, si avvicinasse alla vettura da corsa D-type da cui, per caratteristiche ed elementi stilistici, la E-type era derivata. Per sperimentare questo concetto fu realizzata una sola vettura, progettata fin dall'inizio come coupé, poiché l'esperto di aerodinamica Malcolm Sayer aveva capito che con una vettura coperta era più semplice realizzare un veicolo leggero e aerodinamico in confronto alle vetture scoperte con le quali la Jaguar gareggiava in quel periodo. A differenza della E-Type di serie, la carrozzeria fu realizzata usando l'alluminio, leggerissimo ma costoso e difficile da lavorare. Il telaio rimase in acciaio. La vettura montava una versione migliorata del motore da 3,8 L. Sui cilindri di questo motore vennero montate teste speciali, sperimentate sulle Jaguar che avevano partecipato alle gare di Le Mans. La vettura fu completata nell'estate del 1962 ma solo dopo alcuni anni fu venduta al pilota Dick Protheroe, che la utilizzò in molte gare. La vettura fu poi venduta e passò nelle mani di molti collezionisti di entrambe le sponde dell' Atlantico. Si pensa che oggi faccia parte della collezione privata dell'attuale visconte Comdray.

Della Lightweight E-Type furono realizzati una dozzina di esemplari dei diciotto previsti originariamente. Questa vettura era un'evoluzione della Low Drag Coupé. Anche su questa vettura l'alluminio fu ampiamente usato nella carrozzeria e per altre componenti. Questa vettura però nasceva come decappottabile e nello spirito rimaneva più vicina alla D-Type della E-Type: una vettura da gran turismo, più che da competizione. Su questa vettura fu montato un motore da 3,8 L migliorato che forniva 300 hp (224 kW) contro i 265 hp (198 kW) della versione di serie. Su almeno una vettura fu montato un sistema di iniezione del carburante sviluppato dalla Lucas. La vettura partecipò a diverse gare, ma non portò alla Casa i risultati delle altre vetture.

Significativo il pensiero di Enzo Ferrari: "L'auto più bella mai costruita"[1].

Nel 2014, in occasione del concorso di bellezza di Pebble Beach, la Jaguar annunciò che i sei esemplari che non furono prodotti negli anni '60 verranno costruiti entro il 2015. Totalmente uguali rispetto ai modelli originali, la loro unica differenza stava nel peso, di 114 kg inferiore.[2]

Veicoli derivati[modifica | modifica wikitesto]

Ispirandosi nel design alla versione Roadster della E-Type, nel 2011 l'azienda britannica Eagle realizzò la Speedster.

La E-Type nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Classic Car Review 1964, articolo di Sean Curtis
  2. ^ Jaguar Lightweight E-Type. URL consultato il 14 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]