Jaguar XJ-S

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Jaguar XJ-S
1989 Jaguar XJS.JPG
Jaguar XJ-S del 1989
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Jaguar
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1975 al 1996
Sostituisce la Jaguar E-Type
Sostituita da Jaguar XK8
Altre caratteristiche
Altro
Stessa famiglia Jaguar XJ
1988.jaguar.xj-s.arp.jpg
Vista posteriore

La XJ-S, in seguito XJS, era una vettura coupé di fascia alta prodotta dalla Jaguar. Con questa vettura la casa inglese sostituì nel settembre 1975 la celeberrima E-Type (nota anche come XK-E e XK-F), presente in listino dal 1961.

La XJ-S era basata sulla meccanica della berlina XJ. Venne sviluppata come XK-F ma, dal punto di vista delle caratteristiche, era completamente diversa dalla vettura che andava a sostituire. La XJ-S non riuscì mai a replicare l'immagine sportiva che la E-Type aveva nonostante si rivelasse una vettura da gran turismo ottima e molto più aerodinamica di quest'ultima. Rimase in produzione dal 1976 al 1996 quando venne a sua volta sostituita dalla XK8.

Storia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

1976[modifica | modifica wikitesto]

La prima XJ-S venne presentata nel 1975 ma entrò effettivamente in produzione nel 1976. Il motore utilizzato era il V12 da 5,3 litri prodotto dalla stessa Jaguar. Inizialmente era possibile montare sulla vettura il cambio manuale o il cambio automatico. In seguito il cambio manuale venne eliminato e tutte le vetture montavano la sola trasmissione automatica.

Per quanto riguarda le prestazioni la vettura raggiungeva i 100 km/h in 6,9 secondi mentre la velocità massima era di 240 km\h. La XJ-S venne utilizzata anche nelle competizioni. Il team Group 44 realizzò una vettura da competizione che partecipò al campionato Trans Am, vincendo nel 1977 il campionato costruttori.

Il lancio di questa nuova auto coincise però con la grande crisi petrolifera degli anni settanta che rendeva assai ristretto il mercato per una vettura da 5,3 litri di cilindrata. Inoltre la XJ-S si attirò anche delle critiche per le sue linee ed in particolare per gli speroni volanti realizzati sotto i finestrini.

La Jaguar vide una possibilità di promozione nella serie televisiva Il ritorno del santo (The return of the Saint) nella quale il protagonista, Simon Templar interpretato da Ian Ogilvy possedeva una XJ-S. La targa di questa vettura era, non a caso, 'ST1. La Corgi realizzò un modellino della vettura che divenne molto popolare.

Per rispondere a coloro che non vedevano nella XJ-S il successore della E-Type venne realizzata da Pininfarina una vettura sportiva da esposizione che ne utilizzava la meccanica. Questa vettura non entrò mai in produzione.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 la XJ-S ricevette il nuovo motore V12 HE (High Efficiency) ad alta efficienza per migliorare i consumi della vettura. La nuova XJ-S HE, come venne denominata, era la più veloce vettura a trasmissione automatica del mondo con i suoi 249 km/h. Nel 1982 la vettura arrivò ai primi due posti nella gara Turismo di Silverstone.

Nello stesso anno uscì una versione dotata del nuovo motore AJ6 sei cilindri in linea bialbero 24 valvole da 3,6 litri e venne presentata la versione Targa due posti, la XJ-SC. Quest'ultima entrò in produzione nel 1985 e dopo tre anni venne sostituita da una versione convertibile, sempre biposto, realizzata in collaborazione con la carrozzeria Karmann.

Nel 1988 e nel 1989 la Jaguar per celebrare le vittorie a Le Mans presentò delle versioni speciali della XJ-S. Queste vetture uscivano di fabbrica già dotate di un kit per la carrozzeria e con cerchioni in lega leggera. Le prestazioni vennero, di poco, migliorate. Queste vetture speciali erano dotate del motore da 5,3 litri V12.

1991-1996[modifica | modifica wikitesto]

Una versione cabriolet della XJS.

La vettura venne completamente rivista nel 1991. Anche la sua denominazione cambiò in XJS. Per la versione convertibile bisognò attendere ancora un anno. Esteticamente le modifiche principali apportate alla vettura erano date dai finestrini posteriori che vennero ingranditi. Vennero mantenuti gli speroni in quanto secondo il designer Geoff Lawson erano parte del carattere della vettura.

Il motore "AJ6" da 3,6 litri venne eliminato e sostituito con la versione portata alla cilindrata di 4 litri. Nel 1996 anche il motore da 5,3 litri scomparve per lasciare il posto al motore da 6 litri. Venne anche introdotta, quale vettura top della gamma, una versione 2+2 convertibile. La produzione della vettura cessò il 4 aprile del 1996 e fu sostituita dalla nuova XK.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982, Tom Walkishaw propose al membro della Jaguar John Egan la possibilità di preparare una XJ-S al campionato ETCC. L'idea, in funzione di garantire una buona visibilità mediatica alla vettura, piacque e la TWR iniziò la progettazione. Fu scelto proprio questo modello in quanto permetteva di montare pneumatici molto larghi ed era dotata di sospensioni indipendenti. Il propulsore V12 è stato potenziato fino a 400 cv, sono stati aggiunti sistemi di sicurezza come i roll-bar e le sospensioni sono state abbassate ed irrigidite. Le gomme da competizione sono state fornite dalla Dunlop. La vettura venne messa in gara per la prima volta a Monza con la coppia Walkishaw-Nicholson. Una serie di problemi minarono le prestazioni della vettura, la quale, una volta risolti, fu in grado di vincere, dopo 5 ritiri, 3 delle 4 gare finali, sfiorando il titolo. Nel 1983 le cose andarono meglio, con ben cinque vittorie, ma non bastarono per battere i rivali della BMW. Nel 1984 vennero schierate tre vetture equipaggiate con un nuovo propulsore V12 Cosworth, e questa volta, con sette vittorie, il campionato fu garantito.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jaguar XJ-S TWR Gruppo A. URL consultato il 16 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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