Jaguar XK

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Jaguar XK
Jaguar X100 front 20080313.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Jaguar
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1996
Sostituisce la Jaguar XJ-S
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.760 mm
Larghezza 1.829 mm
Altezza 1.296-1.306 mm
Passo 2.590 mm
Massa da 1.690 a 1.825 kg
Altro
Assemblaggio Coventry, Inghilterra
Stessa famiglia Aston Martin DB7
Auto simili Maserati Coupé
Maserati Granturismo
Porsche 996
Porsche 997
Note dati della prima serie
Jaguar X100 rear 20080313.jpg

La Jaguar XK è un'autovettura sportiva prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar a partire dal 1996.

Prima serie[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le perplessità iniziali la XJ-S, col tempo, era maturata, acquisendo quel fascino da grande classico che da nuova non aveva e gli aggiornamenti apportati nel corso degli anni avevano migliorato anche la qualità costruttiva e le prestazioni. Dopo vent'anni di produzione, la Jaguar decise di presentare al Salone dell'Automobile di Ginevra del 1996 la XK8 sua diretta erede.

Si trattava di una coupé 2+2 che, dal punto di vista tecnico, utilizzava un telaio derivato da quello della berlina XJ Serie X300, opportunamente accorciato nel passo. Lo schema era classico, con trazione posteriore, avantreno e retrotreno a quadrilateri, 4 freni a disco autoventilati con ABS e sterzo a cremagliera con servoassistenza ad azione variabile.

Debuttavano su questo modello (da cui l'8 nella sigla identificativa), invece, il motore V8 di 4 litri ed il cambio automatico sequenziale a 5 rapporti. Con una cilindrata di 3996 cm³ il nuovo propulsore, tutto in alluminio, sviluppava grazie alla sofisticata gestione elettronica (che controllava l'alimentazione a iniezione, la fasatura variabile e la lunghezza dei condotti d'aspirazione, pure di tipo variabile) una potenza massima di 284 CV.

Tipicamente Jaguar lo stile degli interni, con rivestimenti in pelle e plancia rivestita in legno di noce (allestimento Classic) o d'acero (allestimento Sport). La vettura era disponibile in due allestimenti: Classic (con cerchi da 18" impostazione più votata al comfort) e Sport (con sedili avvolgenti e cerchi da 19"). Entrambe disponevano di una dotazione completa di tutti i gadget di sicurezza (airbag, fari allo xeno, controllo della trazione) e comfort (aria condizionata).

Nel 1997 debuttò anche la XK8 Convertible, ovvero la variante cabriolet.

La versione XKR Convertible (2004-2006)

Nel 1998 venne lanciata la XKR (sempre nelle due versioni, coupé e cabriolet), mossa dalla versione sovralimentata con compressori volumetrici Eaton (a 0,8 bar) e intercooler. La potenza, di 364 CV, era trasmessa alle ruote motrici posteriori attraverso un cambio automatico a 5 rapporti prodotto dalla Mercedes-Benz. Le nuove versioni, riconoscibili per la mascherina anteriore a nido d'ape e le griglie sul cofano motore, avevano un allestimento equivalente a quello delle Sport (sospensioni elettroniche), ma potevano essere ordinate anche con cerchi da 20". Nello stesso anno venne creata la XK180, un prototipo in versione roadster realizzato sulla base della XKR. Costruito per commemorare i 50 anni dei modelli XK, il modello era dotato di un propulsore V8 4.2 da 450 CV e con coppia di 605 Nm. Esso veniva gestito da un cambio automatico a cinque rapporti e garantiva una velocità massima di 290 km/h, con accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. L'impianto frenante era costituito da freni a disco forniti dalla Brembo, mentre le sospensioni erano analoghe a quelle della XKR.[1]

Nel 2002 la cilindrata del motore crebbe a 4196 cm³. La versione aspirata beneficiò più del miglioramento della coppia massima che della potenza (che passò da 284 a 294 CV), mentre la versione sovralimentata ottenne anche una sostanziosa iniezione di potenza (da 364 a 397 CV). Nuovo anche il cambio, ora a 6 marce costruito dalla ZF. Alla fine del 2003, per il "Model Year 2004", le XK subirono alcuni leggeri ritocchi estetici (mascherina anteriore ampliata, nuovi scudi paracolpi, 4 terminali di scarico per la XKR) e agli interni (rivestimenti). Nel 2006, dopo oltre 70.000 esemplari prodotti, venne rimpiazzata da una nuova generazione.

Serie speciali[modifica | modifica sorgente]

La versione speciale Black Edition (2005)

Alcune serie speciali di coupé e cabrio sono state prodotte in quantità limitate per sottolineare eventi importanti nella storia della casa automobilistica. Il primo è stato, nel 2001, il modello Silverstone (100 esemplari per il mercato europeo, 250 per quello statunitense, per un totale mondiale di 600). Caratterizzata da un rivestimento color platino, un pacchetto ad alte prestazioni (stesso motore della XKR standard, con trasmissioni migliorate e cerchi da 20 pollici), gli interni di questa vettura sono prodotti su richiesta e scelta del cliente.

Nel 2002, la XKR 100 è stata prodotta con vernice color antracite, ruote modulari da 20", impianto frenante Brembo, mentre gli interni erano nuovamente su ordine del cliente: 30 esemplari della versione coupé e 270 cabrio sono stati venduti sul mercato nordamericano.

Nel 2004 è stata la volta della XKR Portfolio con 200 esemplari, 100 in Jupiter red (rosso Giove) e 100 in Coronado blue, per gli Stati Uniti. Caratteristici erano i cerchi in lega da 20 pollici e gli interni nei colori scelti dall'acquirente.

Nel 2005 una versione speciale ha anticipato la "final edition Victory" del 2006; si trattava della Black Edition, come evidenziato dal nome totalmente nera sia all'esterno che negli interni. Vantava un pacchetto sportivo con cerchi BBS scomponibili da 20" "Montreal", impianto frenante completo Brembo con dischi forati e pinze rosse, ed un leggero assetto ribassato; all'interno era presente l'alluminium pack, un impianto stereo della Alpine Electronics premium, il telefono di bordo e degli inserti in radica di acero scura.

Da segnalare inoltre la XKR-S che montava soluzioni analoghe a quest'ultima versione ma aveva nel pacchetto cerchi specifici, finiture interne in carbonio, cuciture di colore a contrasto con la pelle degli interni e fari posteriori leggermente oscurati. A dispetto della sigla, le prestazioni del motore 4.2 litri restano invariate.

Seconda serie[modifica | modifica sorgente]

La XK Coupé seconda serie

Al Salone dell'automobile di Francoforte del 2005, Jaguar presentò una versione nuova della XK coupé, senza più l'8. La versione cabriolet, invece, venne presentata al Salone di Detroit del 2006.

Disegnata da Ian Callum (autore anche di alcune Aston Martin), utilizza la carrozzeria in alluminio come la XJ per risparmiare peso.

Le motorizzazioni al lancio sono composte da un 3.5 V8 da 256 CV che rappresenta la versione di ingresso, poi c'è un 4.2 litri V8 da 298 CV e infine lo stesso motore potenziato a 416 CV equipaggia la versione R. Nel 2009 le precedenti motorizzazioni vengono sostituite da unità più performanti e più adatte al blasone del marchio. Viene introdotto un 5.0 litri V8 che nella versione aspirata (ora entry-level in gamma) eroga 385 CV e in quella sovralimentata 510 CV, quest'ultima in particolare equipaggia la versione R.

Jaguar XKR-S[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 al Salone dell'automobile di Ginevra è stata presentata la Jaguar XKR-S in versione coupé, con lo stesso motore della XKR, ma ancora più sportiva nel telaio e nell'estetica. È una versione speciale che guadagna lo scettro di vettura più potente mai prodotta dal marchio del Giaguaro. Il 5.0 litri V8 sovralimentato è stato infatti portato a 550 CV e 680 Nm di coppia massima, sufficienti a toccare i 300 km/h di velocità massima, passando da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi. La nuova punta di diamante della gamma XK è riconoscibile per la nuova veste aerodinamica con appendici fisse di grandi dimensioni e prese d’aria aggiuntive, ma introduce anche il nuovo taglio dei fari anteriori che ha successivamente debuttato sull’intera gamma della XK restyling. Anche l’assetto è completamente rivisto grazie alla riprogrammazione del sistema Adaptive Dynamics, per esaltare piacere di guida e maneggevolezza della potente coupé inglese. Il cambio è un automatico a sei rapporti. Al Salone dell'automobile di Los Angeles del 2011 viene presentata la versione a tetto aperto della XKR-S, ovvero la XKR-S Convertible: dotata dello stesso motore della XKR-S Coupé, come la sorella a tetto chiuso anche questa vettura garantisce prestazioni di alto livello, raggiungendo la velocità di 300 km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 4,4 secondi. La capote, rivestita di materiali fonoassorbenti, si apre e si ripiega in 18 secondi ed è stata testata alle massime velocità.

Restyling 2011[modifica | modifica sorgente]

Al Salone dell'automobile di New York del 2011 è stato presentato il restyling della Jaguar XK, un leggero maquillage che lievemente intacca e ringiovanisce l’aspetto estetico della coupé sportiva e della derivata cabriolet di lusso (Jaguar XK Convertible). Le novità sono molto leggere, molto discrete: la nuova Jaguar XK restyling può essere riconosciuta attraverso i gruppi ottici anteriori (introdotti con la XKR-S presentata a Ginevra 2011), che ora hanno una forma ancora più morbida e che contengono una serie di LED per l’illuminazione diurna, e la nuova fascia paraurti anteriore-inferiore, attraverso i gruppi ottici posteriori, che ora sono stati dotati di una nuova morfologia grazie all’introduzione di LED, e il portellone posteriore, leggermente rivisto, attraverso la feritoia che si trova appena successivamente il passaruota anteriore (che, da sportiva in posizione verticale, è divenuta elegante in posizione orizzontale). All’interno dell’abitacolo della nuova Jaguar XK, la casa automobilistica ha introdotto nuovi rivestimenti, una nuova tipologia di illuminazione dello spazio abitativo (soffusa, di colore blu), una nuova tipologia di sedili sportivi (optional) ed alcuni nuovi comandi. La nuova Jaguar XK restyling, inoltre, può essere scelta con inediti cerchi in lega sportivi (con misure comprese tra 18 e 20 pollici) e con inedite colorazioni.

Versioni speciali[modifica | modifica sorgente]

Jaguar XKR Black Pack[modifica | modifica sorgente]

Jaguar XKR Black Pack
La Sbarro Jaclyn

Al Salone dell'automobile di Ginevra del 2010 la Jaguar ha presentato il pacchetto di miglioramento estetico Black Pack per la XKR di seconda generazione. Il pacchetto comprende 3 nuove colorazioni (Ultimate Black, Polaris White e Salsa Red), decalcomanie XKR sulle fiancate, cerchi in lega da 20" Kalimnos in nero lucido, pinze dei freni rosse, griglie anteriori e prese d’aria laterali nero lucide, spoiler posteriore più largo e interni in pelle in tinta charcoal abbinati a rivestimenti in alluminio o legno[2].

Jaguar XKR-S GT[modifica | modifica sorgente]

Poco prima dell'inizio del salone automobilistico di New York del 2013, la Jaguar ha presentato una versione speciale della XKR limitata a 30 modelli e denominata XKR-S GT. Essa mantiene il propulsore V8 5,0 litri con compresso volumetrico da 550 CV e la trasmissione automatica a sei marce della XKR-S, mentre la carrozzeria presenta alcuni elementi di diversa conformazione che richiamano il mondo delle competizioni automobilistiche. Di questo fanno parte uno splitter frontale in fibra di carbonio che sporge di 60 millimetri davanti al nuovo paraurti, piccoli flap laterali in carbonio, passaruota maggiorati per migliorare il flusso dell’aria, impianti di raffreddamento aggiuntivi, nuovi sfoghi d'aria sul cofano motore, un diffusore posteriore in fibra di carbonio e un’ala posteriore che genera 145 kg di carico aerodinamico. Migliorata l'accelerazione da 0 a 100 km/h, che passa da 4,2 a 3,9 secondi.

Oltre alle aggiunte aerodinamiche, la vettura offre anche modifiche meccaniche quali nuovi bracci di sospensione anteriore e posteriore, montanti, cuscinetti delle ruote, freni a disco carboceramici, ammortizzatori regolabili irrigiditi, cerchi in lega da 20' in pneumatici Pirelli Corsa e un design del telaio posteriore ispirato alla nuova XKR.[3]

Sbarro Jacliyn[modifica | modifica sorgente]

Impiegando come base la Jaguar XK di seconda generazione, il designer svizzero Franco Sbarro ha realizzato la Jacliyn per un acquirente statunitense residente in Svizzera. Traendo la propria denominazione dalla figlia di quest'ultimo, la vettura è stata rielaborata in configurazione roadster e ha subito una rielaborazione anche del design. L'originale propulsore britannico è stato sostituito con un Ford V8 Supercharged dalla potenza di 400 CV gestito da un cambio automatico. La carrozzeria era realizzata in poliestere.[4]

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
(cm³)
Potenza Coppia Massima
(Nm)
Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
Coupé 3.5 V8 aut. 2006-2008 Benzina 3555 188 kW (256 CV) 335 269 7.6 243 8.5
Coupé 4.2 V8 aut. 2006-2008 Benzina 4196 219 kW (298 CV) 420 269 6.2 250 8.8
Coupé R 4.2 V8 aut. 2006-2008 Benzina 4196 306 kW (416 CV) 560 294 5.2 250 8.1
Coupé 5.0 V8 aut. dal 2009 Benzina 4999 283 kW (385 CV) 515 264 5.5 250 8.9
Coupé R 5.0 V8 S/C aut. dal 2009 Benzina 4999 375 kW (510 CV) 625 292 4.8 250 8.1
Coupé R-S 5.0 V8 S/C aut. dal 2011 Benzina 4999 404 kW (550 CV) 680 292 4.4 300 8.1

La XK nelle competizioni[modifica | modifica sorgente]

Jaguar XKR GT2 del team britannico Rocketsports Racing, Inc

Nel 2000 il team SCAR realizzò una versione da competizione della XKR per partecipare all'Australian Nations Cup Championship. Guidata prima da Mark Trenoweth (proprietario del team) e poi da Bob Thorn, la vettura era alimentata da un propulsore V8 4.4 da 420 CV di potenza abbinato ad un cambio manuale Tramac a 5 velocità. Dotata di freni a disco Harrop e ammortizzatori Proflex, aveva una velocità massima di 280 km/h.

Nel 2002 una XK8 venne preparata dal team AJL Racing per competere nel FIA GT3 Championships. Oltre all'aggiornamento dell'aerodinamica con l'inserimento di nuovi componenti come body kit e spoiler posteriore e l'implementazione di tutti i sistemi di sicurezza prescritti dal regolamento FIA, la vettura venne equipaggiata con un propulsore V8 4.0 da 450 CV di potenza.

Nel 2010, il team britannico Rocketsports Racing, Inc, di proprietà del pilota e imprenditore Paul Gentilozzi, decise di iscrivere alla ALMS e alla 24 Ore di Le Mans una versione GT2 della Jaguar XKR di seconda serie[5]. L'intera carrozzeria della vettura è stata realizzata in alluminio, mentre il propulsore è un V8 da 5000 cm³ erogante 550 CV a 7000 giri accoppiato secondo lo schema transaxle ad un cambio sequenziale Hewland. Gli pneumatici sono stati forniti dalla Yokohama[6].

La XK nei media[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Drive Flashback: Jaguar XK 180. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  2. ^ Jaguar XKR: Black Pack, Speed Pack e Special Edition
  3. ^ Umberto Sanna, SupercarTeam.it, 26 marzo 2013, http://www.supercarteam.com/jaguar-xkr-s-gt-ufficiale/ . URL consultato il 26 marzo 2013.
  4. ^ Sbarro Jaclyn, 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  5. ^ Arriva la Jaguar XKR GT2 per l'A.L.M.S di Rocketsports Racing
  6. ^ Jaguar XKR GT2: 2010 nella ALMS
  7. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=6697&PHPSESSID=c18ff1...&width=1280 IGCD: Jaguar XKR Convertible Mk.I
  8. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=1871&PHPSESSID=c18ff1...&width=1024 IGCD: Jaguar XK Mk.II
  9. ^ 1998 Jaguar XKR Mk.I [X100]. URL consultato il 12 dicembre 2012.
  10. ^ 1998 Jaguar XKR Mk.I [X100]. URL consultato il 14 dicembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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