Aston Martin DB4

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Aston Martin DB4
Aston Martin DB4 2.jpg
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Aston Martin
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1958 al 1963
Sostituisce la Aston Martin DB2/4
Sostituita da Aston Martin DB5
Esemplari prodotti 1.210
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.496 mm
Larghezza 1.676 mm
Altezza 1.334 mm
Passo 2.489 mm
Aston Martin DB4 Series 1 rear.JPG

La DB4 è un'autovettura coupé prodotta dalla casa britannica Aston Martin dal 1958 al 1963.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

La progettazione della DB4 incominciò nel 1956 ad opera del direttore generale John Wyer, del progettista Harold Beach e dell'ingegnere Tadek Marek. La versione definitiva venne presentata nel 1958 con una carrozzeria superleggera sviluppata dalla Carrozzeria Touring. Tale carrozzeria prevedeva lamine di alluminio saldate su di un telaio tubolare. La vettura era dotata di un motore di 3670 cm³ erogante 240 cv a 5500 giri/min. Questo propulsore permise alla DB4 di essere la prima vettura di serie rimanere al di sotto dei trenta secondi nella prova di accelerazione fino a 100 miglia orarie e successiva frenata.[1]

Versioni speciali[modifica | modifica sorgente]

Aston martin DB4 GT Bertone Jet[modifica | modifica sorgente]

Nel 1961, presso il salone automobilistico di Ginevra, Giorgetto Giugiaro presentò una one-off della Aston Martin DB4, denominata Bertone Jet. Meccanicamente identica alla versione originale, mostrava però un nuovo design della carrozzeria.[2]

Attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

Aston Martin DB4 GT[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aston Martin DB4 GT.

Un anno dopo il lancio della DB4, venne proposta per le competizioni la versione GT presso il salone automobilistico di Londra del 1959. Tra gli obbiettivi della casa britannica, che fornì la vettura anche a team privati, vi era quello di ostacolare le vetture della Ferrari. Rispetto alla versione stradale, questa vettura è stata notevolmente alleggerita. Tra le soluzioni adottate per ottenere questa riduzione di peso, gli ingegneri fissarono i pannelli della carrozzeria realizzati in magnesio e alluminio su di un telaio tubolare. Per migliorare il raffreddamento del propulsore, vennero introdotte nuove prese d'aria. Tale motore fu progettato da Tadek Marek, il quale costruì il primo propulsore in lega da 3670 cc a sei cilindri che erogava 240 cv grazie all'impiego di tre carburatori Weber.[3]

Aston Martin DB4 GT Lightweight[modifica | modifica sorgente]

Nonostante gli sforzi, la DB4 GT era troppo pesante per poter competere con la Ferrari 250 SWB, motivo per cui venne proposta la realizzazione del modello GT Lighteight. Tale versione della DB4 GT era stata ulteriormente alleggerita tramite l'aggiunta di ulteriori componenti realizzati in lega e la realizzazione di vari fori nei punti non vitali della carrozzeria. Nonostante questo, non si ebbero miglioramenti eclatanti.[4]

Aston Martin DB4 GT Zagato[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aston Martin DB4 GT Zagato.

Tentando nuovamente di contrastare le vetture del cavallino rampante, la casa britannica si rivolse alla Zagato per la creazione di un modello della DB4 GT ancora più prestazionale rispetto alla Lightweight. La realizzazione del nuovo modello venne affidata a Ercole Spada, il quale sostituiva Elio Zagato che era rimasto ferito in un incidente. Il propulsore venne potenziato fino a 314 cv, mentre il cambio fu sostituito con una versione realizzata in magnesio. La nuova DB4 venne ufficialmente presentata al pubblico nel 1961 e, nonostante fosse riuscita ad ottenere numerosi piazzamenti e vittorie, nessuno dei 19 modelli Zagato riuscì a fermare né le Ferrari né le Jaguar.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Aston Martin DB4 Vantage. URL consultato il 19 maggio 2013.
  2. ^ Aston Martin DB4 GT Bertone Jet. URL consultato il 18 maggio 2013.
  3. ^ Aston Martin DB4 GT. URL consultato il 15 maggio 2013.
  4. ^ Aston Martin DB4 GT Lightweight. URL consultato il 16 maggio 2013.
  5. ^ Aston Martin DB4 GT Zagato. URL consultato il 17 maggio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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