Jaguar Mark X
| Jaguar Mark X | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Costruttore | |
| Tipo principale | Berlina |
| Produzione | dal 1961 al 1970 |
| Sostituisce la | Jaguar Mark IX |
| Sostituita da | Jaguar XJ |
| Esemplari prodotti | 24.282 |
| Altre caratteristiche | |
| Dimensioni e massa | |
| Lunghezza | 5.144 mm |
| Larghezza | 1.930 mm |
| Passo | 3.050 mm |
| Massa | 1.791 kg |
| Altro | |
| Stessa famiglia | Daimler DS 420 |
La Mark X (poi denominata 420 G) è una berlina di lusso prodotta dalla Jaguar dal 1961 al 1970.
Indice |
La nascita [modifica]
Nella seconda metà degli anni cinquanta la Jaguar, forte del successo delle sportive XK e dei trionfi nelle competizioni, aveva l'esigenza di pensare ad una berlina di grandi dimensioni in grado di sostituire le obsolete ammiraglie in produzione (giunte all'evoluzione Mark IX). Venne così avviata la progettazione della Mark X, una vettura, nonostante il nome "in progressione", completamente nuova. Caratterizzata da soluzioni tecniche moderne, come la scocca portante, le sospensioni a 4 ruote indipendenti e i freni a disco su tutte le ruote (quelli posteriori "entrobordo", ovvero all'uscita del differenziale per migliorare la distribuzione dei pesi), la nuova nata presentava anche una linea totalmente nuova, che avrebbe in seguito ispirato anche quella della successiva XJ. La trazione era ovviamente posteriore, mentre erano disponibili 2 tipi di trasmissioni: manuale a 4 rapporti (un obsoleto cambio Moss) o automatico a 3.
L'abitacolo presentava finiture d'altissimo livello, con un'elegante plancia in noce massello, degna opera d'un ebanista, rivestimenti in pelle pregiata e inserti in radica su pannelli porta e montanti interni. Al momento del debutto la Mark X era equipaggiata con il classico 6 cilindri in linea bialbero della serie XK, nella variante di 3.781 cm³. Alimentato da 3 carburatori SU, il propulsore della Mark X erogava 265 cv (SAE), sufficienti a spingere l'imponente (era lunga ben 5.10 mm) e pesante (1.791kg con cambio manuale) berlina a 195 km/h.
Nonostante la linea filante che dissimulava bene le dimensioni, il comportamento stradale di alto livello e le finiture prestigiose, la Mark X ottenne un successo inferiore alle aspettative, forse per via di un certo squilibrio estetico dovuto alle carreggiate posteriori strette dove le ruote sembravano sparire nei panciuti archi passaruota, conferendo alla coda un aspetto un po' goffo.
L'evoluzione [modifica]
Nel 1964, per migliorare le prestazioni e l'elasticità del motore, la cilindrata venne incrementata a 4235 cm³. La potenza passò a 265cv e la coppia massima da 36 Kgm a 39,2. La vecchia trasmissione manuale Moss a 4 marce ( di cui soltanto le prime tre sincronizzate) venne abbandonata in favore di una nuovo cambio, sempre a 4 marce ( completamente sincronizzate) ma con overdrive, di produzione Jaguar. Rimaneva disponibile, ovviamente, l'automatico a 3 rapporti. La velocità di punta della versione manuale era di 198 km/h. Con l'occasione venne migliorato anche l'impianto frenante con l'adozione del servofreno.
La 420 G [modifica]
Nel 1966, dopo un leggerissimo restyling esterno che riguardò la calandra con maglia ridisegnata, nuovo profilo cromato sulla fiancata e gli interni con modifiche alla plancia e ulteriore miglioramento delle finiture, l'ammiraglia del giaguaro cambiò nome in 420 G, dove la G, che significava Great, distinguendola dalla più piccola 420, derivata dalla S-Type. Le versioni per il mercato USA, con cambio automatico di serie, avevano una potenza ridotta a 255 CV e lo sterzo dotato di servocomando idraulico.
La produzione cessò nel 1970, quando le successive XJ erano in produzione già da due anni.
La produzione [modifica]
In totale son stati prodotti 24.282 esemplari di Mark X e 420 G, così suddivisi:
- Mark X 3.8: 13.382 esemplari
- Mark X 4.2: 5.137 esemplari
- 420 G: 5.763 esemplari
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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