Alfa Romeo Giulia GT

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Alfa Romeo Giulia GT
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Alfa Romeo 1750 GT Veloce (USA Version)
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1963 al 1976
Sostituisce la Alfa Romeo Giulietta Sprint
Sostituita da Alfa Romeo Alfetta GT
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.080 mm
Larghezza 1.580 mm
Altezza 1.310 mm
Passo 2.350 mm
Massa 950 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Giorgetto Giugiaro
per Bertone
Stessa famiglia Alfa Romeo Giulia
Auto simili Fiat 124 Sport Coupé
Ford Capri
Lancia Fulvia Coupé
Opel Manta
Renault 15 e 17
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Le Giulia Granturismo - da cui GT - (da principio denominate Giulia Sprint GT) erano la versione coupé della berlina Alfa Romeo Giulia.

La produzione iniziò nel 1963, fu il primo modello coupé (la berlina, Giulia TI, era già in produzione presso tale stabilimento) costruito nell'appena terminato stabilimento Alfa ad Arese, la produzione terminerà solo nel 1976.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La carrozzeria, opera di Giorgetto Giugiaro per conto della Bertone[1], andava a coprire il pianale, con passo accorciato da 251 a 235cm, della Giulia Berlina. Sostituendo la Giulietta Sprint,da cui derivano i due volumi e mezzo, mantenne invariata anche la classica collocazione motore e cambio anteriore, con trazione posteriore.

Il design era di una filante ed elegante coupé sportiva 2+2. Il curioso scalino anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1971 era dovuto ad un ripensamento tra l'approvazione del disegno e la messa in produzione dell'auto. Originariamente, infatti, doveva essere una presa d'aria poi abolita per contenere i costi. Ne ha definito una importante e riconoscibile caratteristica stilistica. Divenne una delle vetture più ambite del periodo.

Furono prodotte in tutto diverse versioni nelle varie serie, che si possono classificare in: Sprint GT, GT Junior, GT Veloce e GTC "(Gran Turismo Cabriolet)".

Sprint GT e GTC[modifica | modifica wikitesto]

L'Alfa Romeo Giulia GTC

Nel 1963 venne presentata la Giulia Sprint GT (serie 105.02), mossa dal quattro cilindri in alluminio con distribuzione bialbero di 1570cm³ (serie AR00502) derivato dalla berlina Ti e potenziato a 106cv grazie all'adozione di due carburatori. La meccanica è la stessa della berlina, ma i freni sono a disco su tutte le ruote. Le prime 22000 berline 1600 Ti costruite, infatti, hanno freni a tamburo e, solo dal 1963, a disco Dunlop come la "GT".

Gli interni, invece, sono specifici con nuovi sedili, pannelli porta e cruscotto con strumenti circolari. La leva del cambio (a 5 rapporti) è a cloche, solo optional sulla berlina. Nel 1965 la carrozzeria Touring di Milano propose all'Alfa Romeo un'elegante trasformazione cabriolet, denominata "Giulia Sprint GTC", che mantiene la configurazione 2+2 e ricalca la sagoma della "GT" fino alla linea di cintura. I problemi di tenuta all'acqua, le difficoltà aziendali della Touring e, soprattutto, il lancio della spider Duetto, limitarono la diffusione della GTC a un migliaio di esemplari.

Sprint GT Veloce[modifica | modifica wikitesto]

La Giulia Sprint GT Veloce

Nel 1965 apparve la Giulia Sprint GT Veloce (serie 105.36), versione più prestigiosa potenziata e migliorata della Giulia Sprint GT. Questa versione è riconoscibile anteriormente dai 3 profili cromati sulla calandra anteriore nera a nido d'ape, dagli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifoglio verde posti sui montanti posteriori e dalla Scritta "Veloce" a lato del faro posteriore destro. È caratterizzata da finiture interne più curate (plancia rivestita in finto legno, rivestimenti più pregiati) e da sedili anteriori avvolgenti. Mossa dal nuovo motore serie 00536 un motore bialbero 1570cc dotato di due carburatori doppio corpo lievemente potenziato (109cv), che nonostante l'apparentemente modesto incremento della potenza, grazie a una migliore erogazione della coppia, garantiva prestazioni notevolmente superiori alla Giulia Sprint GT e Quattroruote nella sua prova su strada riscontrò una velocità massima di 187 km/h e un tempo di accelerazione sul chilometro con partenza da fermo pari a 31" e 4/10, valori che ponevano la Giulia Sprint GT Veloce al vertice della categoria e quasi alla pari con sportive titolate di maggiore cilindrata.

GT Junior[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior.
La GT 1600 Junior "unificato" del 1975

Nel 1966, accanto alle versioni Sprint GT con motore di 1,6 litri, entrò in listino una versione di cilindrata ridotta a 1290 cm³, motore serie 00530, dotato di 89cv, denominata Giulia GT 1300 Junior (serie 105.30). La Junior aveva un allestimento ridotto: pavimento in gomma, assenza di servofreno, plancia in plastica priva di consolle centrale, borchie copriruota semplificate, sedili meno profilati. Riconosciuta come Prima Serie.

Nel 1969 le Junior (che persero il nome Giulia per chiamarsi semplicemente GT 1300 Junior) pur mantenendo lo "scalino" vennero dotate di servofreno e di una nuova plancia (simile a quella della GT 1750 Veloce). Questa versione è conosciuta come Seconda Serie.

Nel 1971 le GT Junior adottarono il frontale ristilizzato e privo di scalino, e i parafanghi posteriori con profilo più alto, uniformandosi nella scocca alla 1750 GT Veloce e alla GT 2000 Veloce. L'uniformazione, tuttavia, non fu totale perché le Junior avevano fari singoli (anziché doppi) e una diversa mascherina. Col restyling, comunque, la gamma "Junior" guadagnò un motore: accanto al 1300 da 89cv era infatti disponibile il 1600 da 109cv (quello 00536 che fu della 1600 Veloce), ora divenuto solo Junior. Infatti la sigla "Veloce" ha sempre caratterizzato i modelli più potenti dal 1968 fu riservato alla 1750 e successivamente anche alla 2000. Questa versione è riconosciuta come la Terza Serie.

Nel 1973 tutte le GT subirono l'unificazione estetica con la versione GT 2000 Veloce introdotta nel 1971. anche le GT 1300 Junior e le GT 1600 Junior adottarono la stessa mascherina cromata a quattro fari, una plancia e interni e sedili pressoché uguali a quelli della GT 2000 Veloce, differenziandosi quasi esclusivamente per i fanali posteriori più piccoli. Questa versione è conosciuta come Quarta serie oppure Unificato.

GT Veloce[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 le Giulia Sprint lasciarono il posto alla nuova versione, ridenominata GT Veloce (senza il nome Giulia). Rispetto ai modelli precedenti, oltre alla cilindrata maggiorata da 1570 a 1779 cm³ (114cv), la nuova nata aveva la parte anteriore completamente ridisegnata: niente più scalino, ma frontale "liscio" con mascherina nera a singolo baffo cromato, dotata di 4 fari circolari, i fari posteriori erano specifici del modello con il catadiottro rifrangente posto orizzontalmente al centro del faro. Caratteristica distintiva del modello gli stemmi rotondi smaltati raffiguranti il Quadrifogli Dorato sui montanti posteriori. Anche gli interni presentavano una nuova plancia con nuovi strumenti, inediti sedili profilati (con poggiatesta anteriori estraibili), tunnel centrale dotato di strumentazione. Alcuni ritocchi nel 1969, caratterizzarono la Seconda Serie della 1750 GT Veloce, tra questi i fanalini anteriori integrati nel frontale, nuovi paraurti, diverse coppe ruota, fanali posteriori uguali alle altre GT e diversi sedili e pannelli. Il nuovo motore 00548 garantisce prestazioni notevolmente migliorate, sia in accelerazione e che in ripresa, leggermente aumentata anche la velocità massima (dichiarata ora oltre 190 km/h). La 1750 GT Veloce prima serie è la versione da cui vennero ricavate le GTA-M che per anni dominarono nelle competizioni

L'Alfa Romeo 2000 GTV

Nel 1971, la 1750 GT Veloce venne sostituita dalla 2000 Gran Turismo veloce. L'aumento di cilindrata da 1779 a 1962 cm³ (150 cv SAE), fu accompagnato da numerosi aggiornamenti estetici: nuova mascherina anteriore cromata; luci posteriori maggiorate comprendenti le luci retromarcia; e agli interni: nuova strumentazione ed inedita consolle centrale raggruppata in stile 'quadrifoglio' davanti al volante; nuovi sedili anteriori e nuovi rivestimenti). Le innovazioni meccaniche riguardavano la dotazione al propulsore di due carburatori sportivi doppio corpo (indifferentemente Solex ovvero Dell'Orto), ed alla trasmissione del differenziale Torsen autobloccante al 25% (accessorio di cui solo alcuni esemplari però ne erano dotati). Tra gli optional erano disponibili l'aria condizionata, i cerchi in lega di magnesio tipo "Millerighe" prodotti dalla Campagnolo o dalla Cromodora, la vernice metallizzata ed i vetri atermici. Il peso complessivo rimase nel limite 1020 kg. L'incremento delle prestazioni portò la velocità massima dichiarata ad oltre 195 km/h. L'incertezza del dato era causata dalla derivazione sportiva del motore in versione GTam, privo di limitatore di giri e suscettibile di variazione della velocità massima in funzione dei rapporti adottati al cambio. L'accelerazione media riscontrata sui modelli non elaborati era di 7,2 secondi (un secondo meno della variante berlina) per raggiungere i 100 km/h (l'originale verifica fu fatta sul parametro delle 60 miglia orarie), e il tempo di 12 secondi e 6 decimi per percorrere, con partenza da fermo, la distanza di 400 metri (ovvero il 1/4 di miglio tipico dei test statunitensi). Queste rilevazioni furono effettuate dal mensile U.S. "Hot Rod" nel mese di ottobre 1980. La rivista definì la 2000 Gran Turismo veloce Alfa Romeo "the only european car able to be called 'muscle car'". La stretta parentela con le 1750 GTAm, portò molte GTv ad essere modificate ed impiegate per l'uso in pista, specialmente nei raduni storici, riducendo così notevolmente il parco vetture originali a disposizione dei collezionisti. Le 2000 Gran Turismo veloce, nel "Classic Alfa Romeo 2013", hanno concluso, in configurazione stradale, al primo e secondo posto della classifica assoluta, davanti alle versioni competizione 1750 GTAm da cui pur derivano, così come documentato dalla rivista italiana Autocapital del novembre 2013. Un particolare estetico che distingue le 2000 GT Veloce è lo scudetto presente sul montante posteriore della vettura: è l'unica ad avere raffigurato un biscione verde smaltato al posto dei convenzionali quadrifoglio verde oppure oro. Non esistono testi o motivazioni attendibili di tale singolarità. La 2000 GT veloce coupé fu prodotto fino 1976 in quasi 38.000 esemplari di cui 6.337 venduti negli Stati Uniti, e 5.451 allestiti con guida a destra.

Le eredi[modifica | modifica wikitesto]

Le GT Veloce Coupé furono sostituite per qualche anno dalla Alfa Romeo Alfetta GT. A metà degli anni '90 il Gruppo Fiat ripropose una versione coupé denominata "GTV", con la corrispondente versione "Spider", che condividono il pianale e la meccanica, come era stato scelto per la "Giulia GT" e il "Duetto".

I modelli della produzione di serie[modifica | modifica wikitesto]

Denominazione Anni di produzione Note
Giulia Sprint GT 1600 dal 1963 al 1966 (scalino)
Giulia Sprint GT Veloce 1600 dal 1965 al 1968 (scalino)
Giulia GTC 1600 dal 1965 al 1966 (scalino)
Giulia Sprint GTA 1600 dal 1965 al 1969 (scalino)
Giulia GT 1300 Junior dal 1966 al 1970 (scalino)
1750 GT Veloce dal 1967 al 1969
GTA 1300 Junior dal 1968 al 1975
1750 GT Veloce (2ª serie) dal 1969 al 1972
GT 1300 Junior dal 1970 al 1974
2000 GTV dal 1971 al 1975 (Torsen)
GT 1600 Junior dal 1972 al 1974
GT 1300 Junior dal 1974 al 1975 (unificato)
GT 1600 Junior dal 1974 al 1975 (unificato)

I modelli "scalino"[modifica | modifica wikitesto]

MHV Alfa-Romeo GT 1300 Junior 01.jpg 1969-Alfa-Romeo-GTV-1750-Red-Front-Angle-st.jpg
Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior "scalino" Alfa Romeo 1750 GT Veloce 2ª serie, senza "scalino"

Con la definizione "scalino" si intende la fessurazione e il piano trapezoidale, posti tra la parte anteriore del cofano motore e la calandra.

Tale dislivello è dovuto al fatto che la direzione aziendale, poco prima delle fasi di assemblaggio della produzione di serie del primo modello "Sprint GT", decise di eliminare la vistosa presa d'aria sul centro del cofano, prevista nel progetto originale.

Nel frattempo, però erano già state stampate le calandre e si optò per lasciare la feritoia fino all'esaurimento delle calandre costruite. Il successivo gradimento del pubblico sconsigliò di porre rimedio al difetto che divenne la caratteristica fondamentale di quel modello e dei seguenti, fino al 1969.

Modelli da competizione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alfa Romeo Giulia GTA.

Questa coupé molto prestazionale ed agile venne ampiamente utilizzata nelle competizioni su pista e nei rally. Se nei rally non ha ottenuto grandi risultati, penalizzata principalmente dalla trazione posteriore, fu una vettura estremamente vincente in pista e generalmente sull'asfalto. Per le competizioni furono approntate, con svariate modalità, delle versioni derivate: alcune prodotte direttamente dall'Autodelta, il reparto corse della casa milanese, altre allestite con kit forniti dalla casa a privati e scuderie, altre inoltre venivano preparate da numerose officine private che elaboravano le GT e le GTA, dove "A" sta per "alleggerita". Nel 1965 l'Autodelta preparò le prime "Giulia GT" per poterle impiegare nelle competizioni, dando vita alla Alfa Romeo Giulia GTA. nelle competizioni vennero comunque impiegate tutte le versioni della "GT" anche perché tutte competitive nelle rispettive categorie. L'ultima e più prestazionale versione da competizione fu la 1750 GTAm, dotata di motore maggiorato portato a 2.000 cm³ di cilindrata. Quest'ultima versione è stata votata nel 2010 in occasione del "Centenario" della Casa del Biscione (1910-2010) da una giuria composta da giornalisti e appassionati la più affascinante "Alfa Romeo" mai prodotta.

Possessori famosi[modifica | modifica wikitesto]

Il cantautore e compositore Luigi Tenco possedette un esemplare della Giulia Sprint GT Veloce 1600 "scalino"[2]. Il regista Pier Paolo Pasolini possedette una 2000 GT Veloce, con la quale venne investito mortalmente dal suo assassino[3].

La Giulia GT nei media[modifica | modifica wikitesto]

Una Gt 2000 veloce, di colore rosso, compare all'inizio del film del 1991 Double Impact - Vendetta finale: nel prologo della storia, ambientato nel 1966, tre killer della mafia cinese inseguono le loro vittime per le strade di Hong Kong a bordo di un esemplare in ottime condizioni, dovendo questo essere - ai fini della sceneggiatura - un'auto nuova. Una Gt 2000 veloce, di colore oro metallizzato, è l'auto guidata dal personaggio di Roberto, e poi nella scena finale, in Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^  corriere.it Quando Giugiaro disegnava le Alfa. URL consultato in data 3 settembre 2014.
  2. ^ edicola031019
  3. ^ Pasolini e le sue Alfa Romeo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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