Lancia Flavia

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Lancia Flavia
LanciaFlaviaSerie1WP.jpg
Lancia Flavia 1ª serie
Descrizione generale
Costruttore Italia  Lancia
Tipo principale Berlina
Altre versioni Coupé
Convertibile
Produzione dal 1960 al 1970
Sostituita da Lancia 2000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.570 mm
Larghezza 1.600 mm
Altezza 1.500 mm
Massa 1.210 kg
Altro
Progetto Antonio Fessia
Stile Piero Castagnero
Note dati relativi alla
versione berlina

La Lancia Flavia è un'automobile prodotta, in varie versioni, negli stabilimenti della casa torinese, tra il 1960 e il 1970.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

La Flavia rappresenta, per il marchio fondato da Vincenzo Lancia, l'inizio di un secondo periodo di grande innovazione e creatività produttiva dopo la stasi progettuale conseguente all'uscita dall'azienda degli eredi del fondatore, Gianni, Anna Maria, Eleonora Lancia (1955).

Evoluzione (1958-59) della linea della carrozzeria dei "prototipi" di pre-serie della Lancia Flavia berlina.

Il progetto è dell'ing. Antonio Fessia, uno dei maggiori progettisti italiani, che si era dimesso dalla direzione dell'ufficio progetti della Fiat a causa delle sue divergenti idee rispetto alla dirigenza aziendale. Non appena la Lancia viene acquistata dal finanziere Carlo Pesenti, questi offre a Fessia la direzione tecnica del marchio e, congiuntamente, l'opportunità di mettere in pratica le sue convinzioni circa la costruzione di automobili a trazione anteriore, convinzioni che risalgono a un precedente progetto di auto con motore a quattro cilindri contrapposti di 1100 cm³, montato anteriormente a sbalzo in posizione longitudinale, con trazione sulle ruote anteriori: la CEMSA Caproni F.11 di Fessia che, presentata al salone dell'automobile di Parigi nel 1947, può essere considerata, dal punto di vista delle soluzioni tecniche adottate, progenitrice della Flavia (pur se la produzione in serie non ebbe luogo, a causa del fallimento della Caproni). Fessia si mette al lavoro con l'obiettivo di costruire un'auto totalmente nuova ed all'altezza delle tradizioni della casa.

Lancia Flavia berlina[modifica | modifica sorgente]

È l'inizio novembre 1960 quando al salone dell'automobile di Torino viene presentata la "Flavia", un'auto innovativa nella produzione italiana che dividerà gli esperti del settore e li farà discutere per mesi.

Il capiente bagagliaio della Lancia Flavia berlina I serie

Lunedì 19 dicembre 1960 la nuova Lancia viene presentata al Presidente del Consiglio On. Amintore Fanfani ed alla stampa specializzata, all'autodromo di Vallelunga, per brevi test.

La carrozzeria, opera di Piero Castagnero, ha una linea poco convenzionale, muso importante con fari sdoppiati, grandi superfici vetrate ed un abitacolo con soluzioni raffinate. I sedili, rivestiti del classico "panno-Lancia" ed imbottiti di moderna gommapiuma, ospitano sei persone e l'unico schienale anteriore può essere ribaltato sino a formare un piano unico con i due sedili. Lo specchietto con portabollo, il portacenere con accendino incorporato, le plafoniere automatiche, le luci di sicurezza alle portiere, la predisposizione per il montaggio delle cinture di sicurezza e la plancia fitta di strumenti e comandi, le conferiscono un'immagine di solida ricchezza.

La parte più pregiata, come spesso accade, è però sotto il vestito. Innanzitutto la magnifica trazione anteriore che, attraverso innovativi doppi giunti omocinetici, riceve il moto da un quadricilindrico contrapposto, il primo motore boxer Lancia, per il quale non si è fatta economia di costose leghe metalliche. Il propulsore, poi, è ancorato per la prima volta ad un telaio ausiliario ribassato rispetto al telaio dell'auto con tasselli elastici per ridurre le vibrazioni. L'impianto frenante, a doppio circuito idraulico, è dotato di dischi sulle quattro ruote. Sono peculiarità tecniche che mai si erano viste prima in Italia e non solo per un'auto di serie.

Il successo commerciale arrise subito alla neonata Flavia e neppure i tempi di consegna che nel 1961 raggiungevano i quattro mesi scoraggiavano i potenziali acquirenti, dato che alla Lancia avevano assicurato che con l'entrata in funzione del nuovo stabilimento di Chivasso i ritmi produttivi,dato che la produzione iniziale per tutto il 1961 nello stabilimento di via Monginevro a Torino, non superavano le quaranta unità al giorno, sarebbero notevolmente aumentati. Comincerà infatti a produrre alcune componenti della Flavia solo nel luglio del 1962 per diventare completamente operativa nel giugno 1963.

Sembra una rivoluzione definitiva, ma è solo l'inizio. Le novità Lancia seguono a ripetizione, raggiungendo standard tecnici e costruttivi sempre più elevati. Dalla Coupé di Pininfarina alla Sport di Zagato ed alla Convertibile di Vignale (disegnata da Giovanni Michelotti), è un succedersi continuo di nuove soluzioni e motorizzazioni.

La prima motorizzazione di soli 1500 cm³ da 78 cv cuna, sottodimensionata rispetto alla mole e alle notevoli doti stradali della Flavia, venne presto affiancata da un propulsore di 1800 cm³ da 92 cv cuna, poi arricchito nel 1965 dall'impianto di iniezione meccanica Kugelfischer (per la prima volta su un'auto di serie italiana) che innalzò la potenza a 102 cv cuna.

Infine, il motore viene portato a 2000 cm³, ottenendo 115 cv nella versione a carburatori, 124 cv Din (140 CV Sae) nella versione ad iniezione meccanica Kugelfischer del 1969 e 126 cv Din nella versione ad iniezione elettronica Bosch nel 1971: una potenza specifica tra le più elevate per l'epoca che vedeva i propulsori della concorrenza esprimere mediamente potenze di 50 cv/litro.

Lancia Flavia II^ serie del 1968

La versione berlina ha, come da tradizione Lancia, una linea volta ad esprimere una sobria eleganza, seppure nella prima serie proprio il suo design, per alcuni aspetti, aveva suscitato qualche critica. Nel 1967 la berlina subì un profondo restyling che la modernizzò e la avvicinò al design della "Fulvia", la sorella più piccola di casa Lancia.

L'ultimo forte ritocco estetico, sia interno sia esterno, la Flavia lo ebbe nel 1970 quando la Lancia, già di proprietà Fiat, dopo che la più importante Flaminia era uscita dal listino, doveva farla diventare l'ammiraglia del marchio; per questo motivo oltre al design anche il nome Flavia fu sostituito con il solo "2000" che era appunto la sola cilindrata con cui rimase in listino fino al 1975 (in attesa dell'arrivo della Lancia Gamma che ne erediterà il ruolo nel segmento superiore dal 1976): questa versione, la 2000ie è la più veloce delle berlina derivate Flavia, tanto che nella prova di Autocar Inglese di maggio 1972 la vettura tocca i 187 km/h effettivi entro il regime massimo consentito e accelera nello 0–100 km/h in 10,3 secondi

Se le prime Flavia berlina ebbero qualche critica dal punto vista estetico e prestazionale, va detto che al contrario erano assolutamente apprezzate per la qualità costruttiva, i materiali impiegati, le doti stradali in ogni condizione, l'affidabilità e soprattutto il grande comfort di marcia che ne fecero una delle più apprezzate stradiste della sua era, senza mai essere tuttavia una best seller a causa di un prezzo di listino sempre elevato: anche quando uscì di produzione, infatti, l'ultima evoluzione della Flavia, cioè la 2000, era la più costosa berlina della sua categoria, più delle apprezzate Mercedes-Benz e Citroen DS di pari cilindrata.

Esemplari prodotti:

  • Flavia 1500 1960/67 - 31600 esemplari
  • Flavia 1800 1963/66 - 9556 esemplari
  • Flavia 1800 iniezione 1965/66 - 143 esemplari
  • Flavia seconda serie 1500 1967/70 - 2349 esemplari
  • Flavia seconda serie 1800 1967/70 -( 5943 esemplari cambio al volante)(7167 esemplari cambio a cloche)

Lancia Flavia coupé e attività sportiva[modifica | modifica sorgente]

Versione Anni di produzione
Flavia dal 1960 al 1967
Flavia 1.8 dal 1963 al 1967
Flavia 1.8 Iniezione dal 1965 al 1967
Flavia 2ª serie dal 1967 al 1970
Flavia 2ª serie 1.8 dal 1967 al 1970
Flavia 2ª serie 1.8 Iniezione dal 1967 al 1970
Flavia 2000 dal 1969 al 1971
Flavia 2000 iniezione dal 1969 al 1971
Flavia 2000 LX dal 1969 al 1971
Flavia 2000 LX iniezione dal 1969 al 1971
Flavia Coupé Pininfarina dal 1962 al 1964
Flavia Coupé Pininfarina 1.8 dal 1963 al 1968
Flavia Coupé Pininfarina 1.8 i. dal 1965 al 1968
Flavia Sport dal 1962 al 1964
Flavia Sport Zagato 1.8 dal 1963 al 1967
Flavia Sport Zagato 1.8 iniez. dal 1965 al 1967
Flavia Convertibile Vignale dal 1962 al 1964
Flavia Convertibile Vignale 1.8 dal 1963 al 1967
Flavia Convertib. Vignale 1.8 i. dal 1965 al 1967
Flavia Coupé 2000 dal 1969 al 1971
Flavia Coupé 2000 iniezione dal 1970 al 1971

Se la berlina poteva essere criticata per il design, la versione coupé (opera, come per molti coupé Lancia, di Pininfarina e presentata al Salone di Torino 1961[1]) è da considerarsi un riuscito esempio di design, nella sua categoria ed epoca.

La Flavia Coupé di Pininfarina del 1964

Dallo stile tipicamente italiano a 3 volumi con padiglione spiovente con linea bassa e filante, il coupé Flavia pur prendendo il ruolo lasciato dalla Aurelia B20 coupé aveva forti similitudini con la più grossa Ferrari 250 GT sempre di Pininfarina ed era un perfetto esempio di fusione tra eleganza e sportività senza eccessi con marcata personalità. La meccanica era strettamente derivata dalla berlina, quindi di avanguardia per l'epoca con alcune differenziazioni di potenza: ad esempio la prima versione 1500 cm³ montava 2 carburatori doppio corpo verticali Solex in luogo del singolo carburatore doppio corpo Weber montato sulla berlina che le consentivano 90cv anziché i 78cv e una coppia motrice a regime più elevata, che le consentiva una velocità massima di 170 km/h. Anche il pianale derivava da quello della berlina, rispetto al quale era accorciato di 17 cm[2].

La Lancia Flavia Sport Zagato

La commercializzazione iniziò solo nel luglio 1962, per cessare nel 1964 dopo 3.725 esemplari prodotti. Di questa versione erano criticate la carburazione, difficile da mettere a punto, e la coppia, espressa ad alti regimi: a tal fine la Casa torinese introdusse la cosiddetta variante 1005, con motore portato a 1727 cm³[3].

Al Salone di Francoforte 1963 fu presentata la Flavia Coupé 1800: il motore portato a 1,8 litri erogava 92cv e spingeva la vettura a 173 km/h. Due anni dopo toccò alla versione ad iniezione del "1800" (102cv, 180 km/h), oltre ad un leggero restyling degli interni. La 1800 a carburatori fu prodotta in 13.418 esemplari, mentre la sorella ad iniezione in 2.150[4].

Al Salone dell'automobile di Ginevra 1969 la coupé Lancia fu presentata in una nuova versione, dalle linee più squadrate e con un abitacolo nuovo. Nuovo anche il motore, maggiorato a 2 litri (115cv, 186 km/h). A sei mesi di distanza seguì la 2000i, con iniezione meccanica Kugelfischer (124cv, 190 km/h), prodotta in soli 705 esemplari (contro i 3.458 della "2000" a carburatori)[4].

La velocità e le prestazioni nel corso degli anni migliorarono sino ai quasi 200 km/h della versione 2000HF del 1971, ultima evoluzione delle coupé Flavia dopo un profondo restyling che ne modernizzò molto la linea nel 1969. Non fu mai una sportiva purosangue ma piuttosto una veloce granturismo da lunghe trasferte, apprezzata per il suo particolare piacere di guida che il mix tra motore boxer e baricentro ribassato le davano. Purtuttavia la Flavia fu la prima Lancia utilizzata dalla neonata Squadra Corse HF di Cesare Fiorio, interna alla Lancia, nelle competizioni ufficiali fino all'arrivo della più agile Fulvia. Questa piccola parentesi però diede alla Flavia (che in versione HF da gara raggiungeva i 160cv) anche qualche soddisfazione sportiva come la vittoria al Rally di Sanremo.

Una Lancia Flavia coupé del '64 è riuscita a portare a termine tre durissime gare di lunga durata: la Pechino-Parigi nel 1997, il Giro del mondo in 80 giorni nel 2000[5] e l'Inca trail (25 mila km, Rio-Lima-Ushuaya-Rio) nel 2001. Preparata da Ezio Feliciani e pilotata da Roberto Chiodi, la Flavia è stata donata al museo Bonfanti[6].

Lancia Flavia Sport e Cabriolet[modifica | modifica sorgente]

La Flavia Convertibile Vignale di Michelotti nel 1964

La coupé Pininfarina non fu comunque l'unica derivata di nicchia della famiglia Flavia: come sempre in Lancia, altri carrozzieri ebbero la possibilità di realizzare loro varianti, fu così che Zagato realizzò per la Lancia la versione Sport, presentata come prototipo al Salone di Ginevra 1962 e in versione definitiva al Salone di Torino dello stesso anno[7] assolutamente anticonvenzionale, aerodinamica e completamente in alluminio: questa era la Flavia più veloce, tanto che la versione 1800 iniezione toccava i 188 km/h[8]. Complessivamente fu costruita in 629 esemplari (98 "1500", 512 "1800" e 3 prototipi), cui vanno aggiunti 4 esemplari da competizione alleggeriti e potenziati sino a 130 cv impiegati dalla Squadra Corse in gare su pista e nei rally (nel 1965 vinse la Coupe des Alpes con l'equipaggio René Trautmann/Claudine Buchet[8]).

Altra variante della Flavia fu la Convertibile di Vignale, una cabriolet a quattro posti derivata dalla berlina e disegnata da Giovanni Michelotti, presentata in contemporanea alla Sport di Zagato. La linea riprendeva quella della quattro porte con alcune modifiche; oltre alla capote in tela si poteva avere in optional un hardtop. La meccanica riprendeva quella della coupé nelle sue varie evoluzioni. Uscì di produzione nel 1967 dopo 1601 esemplari prodotti (724 "1500", 834 "1800" e 43 "1800 iniezione")[9].

Dati tecnici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quattroruote Passione Auto n°1 - Lancia le ammiraglie dall'Aurelia alla Thesis, Editoriale Domus, Rozzano (MI), 2002, pag. 94
  2. ^ Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 95
  3. ^ Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 96
  4. ^ a b Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 97
  5. ^ Articolo del Corriere della Sera
  6. ^ Articolo di Quattroruote
  7. ^ Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 98
  8. ^ a b Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 99
  9. ^ Quattroruote Passione Auto n°1, pag. 100)

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