Alfa Romeo Spider (Duetto)
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Costruttore: Alfa Romeo
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Altre caratteristiche
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L'Alfa Romeo Spider, comunemente conosciuta come Duetto, è una delle più note vetture della Casa milanese, prodotta dal 1966 al 1993.
Indice |
[modifica] La denominazione "Duetto"
Preliminarmente occorre precisare la nascita della popolare denominazione "Duetto". Non appena pronta per la commercializzazione, l'Alfa Romeo bandì un concorso, a scopo promozionale, per dare un nome alla "1600 Spider". Vinse il signor Guidobaldo Trionfi di Brescia che aveva proposto il nome "Duetto".
Tale appellativo venne affiancato in modo ufficiale alla versione "1600 Spider" della 1ª serie, costruita in 6.325 esemplari dal 1966 al 1968. In verità, la denominazione "Duetto" poté essere usata per poco più di un anno, a causa dell'omonimia con una merendina al cioccolato, prodotta all'epoca.
Per le successive versioni, la denominazione "Duetto" non fu più utilizzata ufficialmente, ma rimase talmente radicata nel linguaggio comune che tutte le spider Alfa Romeo, discendenti da quel primo modello, vengono normalmente (anche se impropriamente) identificate come "Duetto".
[modifica] La storia
[modifica] Il prototipo
Il disegno fu affidato alla Pininfarina che, al salone di Ginevra del 1961, propose il prototipo "Giulietta SS Pininfarina Spider". L'autovettura, una barchetta a due posti secchi approntata sul pianale della Giulietta SS 1300, suscitò grande interesse nel pubblico e nella stampa internazionale, ma la dirigenza Alfa Romeo la giudicò troppo innovativa e preferì tentare le deludenti esperienze della "Giulia Spider" e della "Giulia GTC", prima di avviare la produzione del nuovo modello, destinato a divenire il più longevo nella storia della casa milanese, con 28 anni ininterrotti di produzione.
[modifica] La 1ª serie - "Osso di seppia" (1966 - 1969)
La forma, come la casa si affrettò a precisare, richiama un osso di seppia, ovvero la celebre conchiglia del mollusco cefalopode, in virtù del frontale e dalla coda arrotondati, raccordati dalle fiancate convesse, con linea di cintura piuttosto bassa. La coda, rastremata trasversalmente e longitudinalmente, segue i dettami della più classica tipologia boat-tail. Per la meccanica venne adottato il nuovo autotelaio della "Giulia", accorciandone il passo a 2.250 mm.
Nel maggio 1966 tre esemplari furono imbarcati sulla nave Raffaello per la presentazione negli Stati Uniti. La Spider diventa una "star" del cinema con il celebre film Il laureato del 1967, con Anne Bancroft e Dustin Hoffman. Fu commercializzata inizialmente solo con il motore bialbero di cc 1600 (1570) che sviluppava 109 cv, nella versione USA le calotte in plexiglas furono sostituite da un faro che aveva la bordatura cromata.
Nel gennaio del 1968 alla 1600 fu affiancata la versione definita spider veloce e montava il motore della serie 1750 (1779 cc) che sviluppava 114 cv ma il peso della carrozzeria fu portato da 990 kg a 1040 kg. Nel giugno si affianca a questa produzione anche la più piccola spider junior che si distingueva esteticamente per l'assenza delle calotte ai fari anteriori, per i deflettori fissi e per una diversa posizione delle gemme laterali delle frecce. Il motore rilaliva alla cilindrata della giulietta 1290 cc e sviluppava 89 cv. Nel dicembre del 1968 la spider 1600 venne messa fuori produzione lasciando solo la spider veloce e la junior.
[modifica] La 2ª serie - "Coda tronca" (1969 - 1982)
Presentata nel 1969 al salone dell'automobile di Torino la seconda serie della Duetto si caratterizza per il "taglio della coda",in ossequio alle teorie aerodinamiche propugnate dal professor Kamm, per una maggiore spinta in avanti determinata dai vortici d'aria che distaccandosi in modo repentino, a causa della coda tronca, provocano una maggior spinta in avanti. Vennero modificati di conseguenza i paraurti, in acciaio inox e con profilo in gomma di protezione,e venne decisa anche la scomparsa delle calotte copri faro, pur rimanendo gli stessi privi della ghiera esterna, oltre ad un'inclinazione maggiore del parabrezza, con beneficio del design e dell'aerodinamicità. Venne modificata ampiamente anche la capotta in tela, con attacchi completamente interni alla scocca, per una maggiore impermeabilità e facilità d'uso. La lunghezza scese da 4.25 m e 4.12 m. Lo Spider Veloce 1750, erede di quello osso di seppia del 1968,aveva nuovi interni con una console centrale più legata alla moda delle auto sportive anni 70 e nuovi erano anche i contagiri e contakm contenuti in due palpebre anziché una come la precedente versione, maniglie a filo di carrozzeria agli sportelli definite aerodinamiche e venne affiancato nel 1971 dalla versione Spider Veloce 2000 con motore di 2000cc come le berlina e i Gt da 132 cv. Il 1750 esce di scena definitivamente nel 1972 sostituito dalla nuova gamma 2000.
Dal 1972 il listino vede il ritorno della motorizzazione di 1600cc (in opzione come sulle berline e i Gt), con le versioni Spider Junior 1.3 e 1.6, unificati nell'allestimento, con l'eccezione del volante in legno Hellebore fornito sul 1.6. Nel 1974, causa la crisi petrolifera, la versione 2000 perse qualche cv di potenza e da 132 aveva ora 128 cv, stessa sorte capitò al motore 1600 da 109 cv che venne rimpiazzato dalla versione montato sulla giulia berlina da 102 cv. Nel 1977 la versione 1.3/1.6 non è più disponibile in listino e fino al 1979 fu venduta solo la versione 2000. Ritornò il 1600 nel 1980 ma montato su carrozzeria unificata al 2000 ed è ancora quello della berlina da 102 cv. In questa edizione particolare furono presentati nuovi interni e l'abitacolo non era più considerato un 2+2 essendo sparita la panchina posteriore imbottita, e ritornò per l'occasione la cupoletta in plexiglas ai fari anteriori. Questa edizione rimase in produzione fino al 1982. In questa serie tutte le motorizzazioni sono alimentate da 2 carburatori doppio corpo orizzontali Dell'Orto, Weber o Solex, con l'eccezione della serie "America", creata per l'esportazione oltre oceano, con la sola motorizzazione di 2 litri alimentata da iniezione meccanica Spica; la serie America si caratterizza inoltre per i paraurti ad assorbimento, richiesti dalle norme di omologazione di quel paese, dalle luci di riferimento agli angoli vettura ed una specifica gamma colori, sia delle carrozzerie, sia degli interni con capotte coordinate.
Nel 1983 questa serie viene rimpiazzata da quella successiva: la cosiddetta "aerodinamica", che peraltro era destinata a non entrare a pieno di diritto nel cuore degli alfisti.
[modifica] La 3ª serie - "Aerodinamica" (1983 - 1989)
Un sostanzioso ritocco alla linea nel 1983 che vede l'adozione di nuovi paraurti avvolgenti, mentre la coda tronca è accentuata dallo spoiler nero sintetico. La modifica non è apprezzata, ma deriva comunque da un approfondito studio effettuato dalla Pinifarina nella galleria del vento, con vantaggi aerodimanici che però non giovarono all'estetica della ormai classica Duetto. L'interno della vettura resterà invariato sino a fine serie senza sostanziali modifiche. Nel 1986 viene immessa sul mercato una nuova versione della 2000 a carburatori denominata "Quadrifoglio Verde" con variazioni di carrozzeria quali paraurti anteriore e posteriore che inglobano fascioni aerodinamici marcati, di comune design con le bandelle sottoporta (minigonne), assenti sulle versioni "normali".
All'interno questa versione più grintosa nell'aspetto, propone un nuovo cruscotto con tutti gli elementi raccolti in un'unica ogiva e non più con i classici strumenti separati tra le "gobbe" davanti al guidatopre e altri strumwenti supplementari sulla plancia: questo schema rimarrà invariato, se non per i colori diversi, anche sulla successiva 4ª serie. Inoltre questa versione "sportiva" si presenta con sedili più avvolgenti e di colore grigio piombo con impunture rosse, così come rossa risultava essere la moquette sul pavimento. All'esterno vennero mantenute le appendici in gomma morbida già presenti sulla coda, mentre vennero aggiunti imponenti specchi retrovisori, a comando elettrico, di colore nero, detti dagli appassionati "candelabri" per la loro sporgenza. La "Quadrifoglio Verde" venne prodotta in soli 2500 esemplari ed in due soli colori: rosso alfa, grigio metallizzato . Questa serie terminò di esistere con l'avvento della quarta e ultima serie nel 1990, ed è l'ultima ad proporre il motore di 2000cc con i carburatori, soppiantati sulla successiva serie dall'iniezione elettronica.
[modifica] La 4ª serie - "Ultima" (1990 - 1993)
Nell'ultima serie del 1990 Pininfarina ritorna alle origini, eliminando le appendici che appesantiscono la linea; con la scomparsa dello spoiler il look è più snello e accattivante. I paraurti sono più incassati e dello stesso colore della carrozzeria, il marchio sullo scudetto anteriore viene rivisto, le minigonne laterali sono sostituite dai copri longheroni, gli specchietti retrovisori elettrici regolabili dall'interno e i gruppi ottici posteriori sono ridisegnati sullo stile dell'allora ammiraglia 164. Il motore nella versione 2000cc viene arricchito, oltre che dall'iniezione elettronica, anche del variatore di fase che agisce sull'albero di aspirazione variandone la fasatura, per aumentare ancora di più la coppia e la godibilità di questo inesauribile propulsore.
La selleria è in beige o nero con guarnizioni in materiale scamosciato, i sedili sono arretrati di qualche centimetro ed è adottato il servosterzo. La serie (18.456 esemplari) è venduta in tre versioni: 1600 a carburatori, e 2000 i.e. e 2000 i.e. catalizzata. vennero proposti colori comeil classico rosso alfa, il nero, il grigio metallizzato e il bianco, affiancati più tardi (1991) dal rosso proteo metallizzato e dal verde inglese. Tutti questi colori prevedevano l'interno beige, penalizzante con il bianco e il grigio. Nel 1992 venne proposto anche il giallo ginestra con interno nero, allestimento di interni che veniva offerto in opzione anche con il rosso. Venne offerta come opzional la possibilità di aver interni completamente in pelle rossa, in abbinamento con il nero o con il bianco. In alcuni mercati, non per l'Italia, vennero proposte anche versioni speciali a tiratura limitata, che però non conobbero molto successo.
[modifica] La produzione
| Versione | Serie | Anni di produzione | Esemplari |
|---|---|---|---|
| 1600 Spider "Duetto" | 1ª serie (osso di seppia) | dal 1966 al 1968 | 6.325 |
| 1750 Spider Veloce | 1ª serie (osso di seppia) | dal 1968 al 1969 | 4.685 |
| Spider 1300 Junior | 1ª serie (osso di seppia) | dal 1968 al 1969 | 2.681 |
| Spider 1300 Junior | 2ª serie (coda tronca) | dal 1969 al 1972 | 2.680 |
| Spider Veloce 1750 | 2ª serie (coda tronca) | dal 1969 al 1972 | 4.036 |
| Spider Veloce 2000 | 2ª serie (coda tronca) | dal 1971 al 1982 | 43.459 |
| Spider Junior 1.3 | 2ª serie (coda tronca) | dal 1972 al 1977 | 1.700 |
| Spider Junior 1.6 | 2ª serie (coda tronca) | dal 1972 al 1975 | 2.100 |
| Spider 1.6 | 2ª serie (coda tronca) | dal 1975 al 1982 | 3.598 |
| Spider 1.6 | 3ª serie (aerodinamica) | dal 1983 al 1990 | 35.834 |
| Spider 2.0 | 3ª serie (aerodinamica) | dal 1983 al 1990 | |
| Spider 2.0 Q.V. | 3ª serie (aerodinamica) | dal 1986 al 1989 | |
| Spider 1.6 | 4ª serie (ultima) | dal 1990 al 1993 | 2.951 |
| Spider 2.0 | 4ª serie (ultima) | dal 1990 al 1993 | 18.456 |
| Totale N.B.:Dati calcolati non ufficiali |
circa 124.000 | ||
[modifica] Dati tecnici
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Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 1600 Spider "Duetto" del 1966
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[modifica] Voci correlate
- Alfa Romeo Giulia
- Alfa Romeo Giulia GT
- Alfa Romeo Giulia GTA
- Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior
- Alfa Romeo Giulia Sprint GTC
- Alfa Romeo Gran Sport Quattroruote
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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