Alfa Romeo 164

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Alfa Romeo 164
Alfa 164 fronte.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Alfa Romeo
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1987 al 1997
Sostituisce la Alfa Romeo 90
Sostituita da Alfa Romeo 166
Esemplari prodotti 268.757
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 4.560 a 4.670 mm
Larghezza 1.760 mm
Altezza 1.400 mm
Passo 2.660 mm
Massa da 1.200 a 1.510 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Arese
Stile Enrico Fumia
Pininfarina
Altre antenate Alfa 6
Stessa famiglia Fiat Croma
Lancia Thema
Saab 9000
Auto simili Audi 100 e A6
BMW Serie 5
Citroën XM
Mercedes-Benz Classe E
Peugeot 605
Renault 25 e Safrane
Saab 9000
Volvo 740
Posteriore 164.jpg

L'Alfa Romeo 164 è una vettura Alfa Romeo berlina prodotta dal 1987 al 1998 nello stabilimento di Arese, ideata come erede delle Alfa 6 e Alfetta quale ammiraglia della produzione della casa milanese. Il modello cedette il passo, dopo undici anni di produzione e 273.857 esemplari prodotti, all'Alfa 166.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni '70 l'Alfa Romeo lanciò i progetti 154 e 156, due nuove vetture a trazione posteriore fortemente sinergiche destinate a sostituire rispettivamente la Giulietta e l'Alfetta. La crisi in cui versava costrinse ben presto la casa italiana a rinunciare al progetto di un nuovo pianale autonomo in favore del pianale Fiat Tipo4, allora in gestazione per le future Lancia Thema e Fiat Croma: il progetto 154 fu abortito, mentre il progetto 156 venne in parte recuperato e riadattato per lo sviluppo di un'ammiraglia a trazione anteriore, la 164. Nel frattempo, per ovviare ai ritardi nello sviluppo, l'Alfa Romeo lanciò i progetti 162A e 162B, rispettivamente le future 90 e 75, riutilizzando per quanto possibile la meccanica dell'Alfetta e della Giulietta. L'acquisizione dell'Alfa Romeo da parte di FIAT fece temere che la nuova proprietà non volesse far uscire l'Alfa Romeo 164, visto che si sarebbe posta in diretta concorrenza con l'altra ammiraglia del gruppo, la Lancia Thema. Presentata nel 1987 al salone di Francoforte, è stata un modello fondamentale per l'Alfa Romeo.

Disegnata da Pininfarina, venne dunque sviluppata sullo stesso pianale utilizzato per Fiat Croma, Lancia Thema e Saab 9000[1]. A differenza di queste, che condividevano molti lamierati e il giro-porte, la 164 beneficiò di alcune modifiche alla scocca e alla sospensione anteriore e quindi presentava una caratterizzazione stilistica molto marcata, grazie al cofano più basso e spiovente e al giro porte differente. La linea a cuneo le permise di raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica cx di 0,30. Le dimensioni erano importanti ma non eccessive per la categoria (risultava una delle meno lunghe ma una delle più larghe del segmento) con i 456 cm di lunghezza (467 in versione Super) e 176 di larghezza.

Internamente presentava un abitacolo ampio e confortevole, caratterizzato da un design molto moderno quasi avanguardista, specie per quanto riguarda la consolle centrale che presentava ordinati decine di pulsanti e vari display digitali, oltre alle miriadi di tasti disposti nell'abitacolo. Anche il bagagliaio era molto ampio con i suoi 540 litri di capienza.

Come dotazioni era possibile avere anche sedili elettrici riscaldabili con memoria (sia anteriori che posteriori), climatizzatore completamente automatico, interni in pelle, specchietto fotocromatico, lavafari a scomparsa, sospensioni con taratura regolabile elettronicamente ecc. ed esteriormente delle appendici aerodinamiche dedicate come spoiler posteriore e minigonne.

Fu il primo modello di alta gamma della casa a trazione anteriore. I punti forti di questa ammiraglia oltre alla linea molto riuscita furono le elevate prestazioni e l'ottima tenuta di strada, abbinate ad una eccellente abitabilità e comfort.

Interni[modifica | modifica wikitesto]

Quadro strumenti

Gli interni sono caratterizzati da sedili che possono essere in pelle o in velluto, comodi, avvolgenti e anatomici, con regolazione livello altezza, regolazione schienale, movimento longitudinale della poltrona e supporto lombare su alcune versioni. Particolare dell'interno di questa ammiraglia è la consolle tipica centrale con innumerevoli tasti disposti razionalmente comprendente: controlli climatizzatore automatico, direzione e flusso dell'aria, fendinebbia posteriori e anteriori, luci di emergenza, apertura baule, apertura tappo carburante e regolazione sospensioni elettroniche su alcune versioni. Inoltre vi erano dei display digitali, più ampi e funzionali nelle versioni post 92. Al di sotto troviamo il vano porta radio ed il vano "fumo" (entrambi con apertura assistita) proseguendo abbiamo la leva del cambio a richiesta automatico su alcune versioni, e la consolle cristalli che comprende i tasti per i vetri anteriori e posteriori, tasto scorrimento continuo vetro anteriore sinistro, chiusura centralizzata, bloccaggio sicurezza bambini finestrini posteriori, apertura tettuccio elettrico (ove previsto).

Pannello comandi

Dopo i tasti elettrici vi è un piccolo vano portaoggetti, il portamonete e alla fine del canale centrale, vi un altro vano portaoggetti con sportellino e l'accendisigari posteriore illuminato. Posteriormente era prevista come optional la consolle per il comando delle regolazioni elettriche dei sedili posteriori. Davanti al passeggero abbiamo il vano portaoggetti molto ampio e dotato di luce di cortesia. Il quadro strumenti comprende: contagiri, tachimetro e contachilometri, una serie di spie che si estendono orizzontalmente per tutto il quadro e, al di sotto, indicatore voltaggio batteria (o turbo) pressione olio, temperatura acqua e livello benzina. Il volante è regolabile sia in altezza che in profondità. L'abitacolo interno è dotato di bracciolo anteriore e posteriore, 6 altoparlanti, e tendine parasole a scomparsa su alcune versioni. Gli interni sono disegnati e assemblati con cura e l'insonorizzazione dell'abitacolo e di prim'ordine.

Restyling[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei modelli più recenti dell'Alfa 164

Durante i dieci anni in cui la 164 restò in catalogo ci furono due principali restyling. Il primo avvenne nel 1990 e riguardò alcuni particolari interni, dai rivestimenti, ad alcuni dettagli come pulsanti del tunnel centrale fino alla nuova gestione del climatizzatore. Dal punto di vista tecnico vennero migliorate le sospensioni e l'assetto venne abbassato di 3 cm.

Verso la fine del 1992 ci fu il restyling più noto. Tale rivisitazione prevedeva due varianti, tra cui quella denominata "Super" che vedeva all'esterno più modifiche. Esteriormente si presentavano nuovi paraurti e paracolpi laterali contornati da listelli cromati, nuovi proiettori anteriori, riestyling della scudo anterirore, nuovi specchietti elettrici con la possibilità di ripiegamento dall'interno e nuovi cerchi ruota con misure fino a 16 pollici. Interiormente, fu ridisegnata la grafica della strumentazione, la consolle centrale inclusa la pulsantiera venne modificata, così anche il mobiletto centrale e relativi comandi. I pannelli porta anch'essi ristilizzati, si presentavano nuovi rivestimenti e nuovi accessori, in particolare per il mercato italiano l'adozione degli air-bags, già presenti nelle versioni esportate oltre oceano.

Motorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Propulsore V6 24v

Il propulsore base tra le motorizzazioni a benzina era il 2 litri Twin Spark bialbero, per chiudere con il 3.0 V6 12v da 192 CV comunemente chiamato "Busso" dal progettista che l'ha ideato, Giuseppe Busso. L'anno successivo alla presentazione fu presentato anche il 2.0 4c di derivazione Lancia, sovralimentato da turbina T3 con dispositivo overboost e raffreddato da intercooler. Nel 1990 il 3.0 12v fu portato a 200 CV e dedicato alla versione Quadrifoglio.

Nel 1991 ci fu un rilevante salto prestazionale e tecnologico con l'entrata in produzione dell'innovativo 2.0 V6 Turbo. Questo propulsore derivava dalla versione 3 litri atmosferica del V6 "Busso" - che già motorizzava la 164 3.0. Caratterizzato da testate e monoblocco in alluminio e completamente gestito elettronicamente, sovralimentato inizialmente da una turbina Mitsubishi/Piaggio TD05H dotata di dispositivo overboost e raffreddata da intercooler, lo stesso della Lancia Delta HF Evoluzione. La potenza era di 210 CV e grazie all'overboost - che consente un momentaneo innalzamento della pressione di sovralimentazione per far fronte a repentine richieste di potenza utile soprattutto alla richiesta di forti accelerazioni utili anche nei sorpassi - la coppia motrice veniva aumentata per diversi secondi a 30.6 kgm e con essa anche la potenza rispetto al valore dichiarato. Tali numeri consentivano una velocità massima di oltre 240 km/h, facendo della 164 V6 Turbo una delle berline più veloci dell'epoca, anche se ancor più di rilievo era l'accelerazione violenta (non tanto da ferma, in quanto soffriva di turbo lag e di scarsa trazione alla partenza, ma quella rilevabile in particolare nei regimi compresi tra i 4000 e 6250 giri) che permetteva a questa 164 di avere degli spunti che nemmeno auto di doppia cilindrata potevano eguagliare.Il mensile Quattroruote nel 1991 rilevò una velocità massima di 241,800; il 0/100 in 7,4 secondi e il chilometro da fermo in 27,60 secondi. AUTO del 03-91 rilevò una ripresa in V 80-120 km/h in 9.04 secondi. Quest'ultima prestazione risultava essere superlativa (per auto dotate di cambio manuale) per l'epoca: una BMW M5 3.8 nell'edizione 10-92 impiegò 10.01 secondi possedendo 340 cv contro gli "oltre 210" (stimati 230-240 in overboost per circa 30 secondi) dell'Alfa. Nel 1992 l'Alfa mise in produzione i nuovi 3.0 V6 24v inizialmente con potenza da 210 CV. Il V6 Turbo venne leggermente depotenziato sulla carta (per motivi di marketing) per non sovrapporsi in catalogo alle versioni 3 litri, anche se preservava comunque degli spunti prestazionali superiori all'aspirato, nonostante il turbocompressore fu sostituito con una "più piccolo" Garrett T25 che doveva consentire un confort di marcia superiore al momento dell'attivazione della turbina ed un inferiore turbo lag. In seguito la volontà dei vertici divenne quella di proseguire nella direzione dei motori aspirati in quanto la tassazione italiana dell'IVA (che gravava al 38% le auto superiori a 2 litri) venne unificata per tutte le cilindrate al 20%, inoltre i propulsori turbo compressi richiedono costi superiori di componentistica.

Nel 1993 arrivò l'evoluzione del 3.0 24v portato a 230 CV che consentiva una velocità massima di 245 km/h. Nello stesso anno arrivò anche la versione integrale.

Alfa Romeo 164 Q4

L'Alfa 164 era disponibile anche con due motori diesel che erano forniti dalla VM Motori, azienda italiana di Cento (FE). avevano entrambi una cilindrata di 2,5 litri e sviluppavano una potenza pari a 84Kw nella prima versione fino al 1992 (Euro1) e successivamente 92Kw nella versione post 92. Tali motori (Aventi la sigla Vm84A) erano impiegati all'epoca anche su altre auto, come Range Rover Classic, Crysler Voyager, Ford Scorpio, Jeep Cherokee e altre vetture; avevano la particolarità di avere la distribuzione a cascata di ingranaggi (invece che a cinghia o a catena, come gran parte dei motori realizzati in quel periodo), e le testate composte da 4 teste separabili (unico punto debole di queste motorizzazioni, perché le testatine potevano spostarsi o creparsi col calore). Malgrado qualche problema con le testate, questi motori sono stati e sono tra i più robusti e affidabili, tanto che non è difficile trovare in circolazione, tuttora, Alfa 164 TD con più di 400.000km. La percorrenza di questi motori arrivava anche a 600.000 km. Il motore VM permetteva all'Alfa 164 di arrivare a oltre 200km/h , e venne eletto il motore a gasolio più veloce del mondo quando venne presentato. Le Alfa 164 TD avevano lo stesso allestimento delle 164 Tspark benzina, nel cruscotto era presente pero, a differenza di queste ultime, l'indicazione pressione turbo. La 164 TD e stata l'auto anni 90 per eccellenza per i "macinatori di kilometri" (si consideri anche la tassazione che prevedeva il cosiddetto superbollo per auto a gasolio), assieme alla lancia Thema Turbo DS e la Fiat Croma TD

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 164 Twin Spark (1987)
Configurazione
Carrozzeria: Berlina Posizione motore: anteriore Trazione: anteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4.555 × 1.760 × 1.400 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.660 mm Carreggiate: anteriore 1.515 - posteriore 1.488 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 5 Bagagliaio: Serbatoio: 70 litri (riserva 9 litri)
Masse / in ordine di marcia: 1.200 kg / rimorchiabile: 1.300 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea, basamento e testata in lega leggera. Raffreddamento: ad acqua, a circolazione forzata; elettroventola Cilindrata: totale 1.962 cm³ cm³
Distribuzione: 2 alberi a camme in testa mossi da cinghia dentata Alimentazione: impianto d'iniezione elettronica Bosch Motronic ML 4.1
Prestazioni motore Potenza: 148 CV a 5800 giri/min / Coppia: 19 kgm a 3000 giri/min
Accensione: elettronica digitale; 2 candele per cilindro Impianto elettrico: Batteria: 12 V - 55 Ah. Candele: Lodge Silver 2 HL-E
Frizione: monodisco a secco Cambio: meccanico a 5 marce + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice / posteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice; a richiesta sospensione autolivellante
Freni anteriori: a disco autoventilante / posteriori: a disco
Pneumatici 195/60 VR 15 / Cerchi: 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: 210 km/h Accelerazione: 0-100 km/h: 9,2
Consumi a 90 km/h, 6,5 litri/100 km; a 120 km/h, 8,5 litri/100 km; ciclo urbano (simulato) 10,0 litri/100 km; media ECE 8,2 litri/100 km


Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 164 TB (1987)
Configurazione
Carrozzeria: Berlina Posizione motore: anteriore Trazione: anteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4.555 × 1.760 × 1.400 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.660 mm Carreggiate: anteriore 1.515 - posteriore 1.488 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 5 Bagagliaio: Serbatoio: 70 litri (riserva 9 litri)
Masse / in ordine di marcia: 1.250 kg / rimorchiabile: 1.300 kg
Meccanica
Tipo motore: 4 cilindri in linea, basamento e testata in lega leggera. Raffreddamento: ad acqua, a circolazione forzata; elettroventola comandata da termostato Cilindrata: totale 1.995 cm³ cm³
Distribuzione: 2 alberi a camme in testa mossi da cinghia dentata Alimentazione: impianto d'iniezione elettronica Bosch LE Jetronic; 1 turbocompressore
Prestazioni motore Potenza: 175 CV a 5250 giri/min / Coppia: 27 kgm a 2500 giri/min
Accensione: elettronica Impianto elettrico: Batteria: 12 V - 55 Ah. Candele: Lodge Silver 2 HL-E
Frizione: monodisco a secco Cambio: meccanico a 5 marce + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante
Sterzo a cremagliera
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice / posteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice; a richiesta sospensione autolivellante
Freni anteriori: a disco autoventilante / posteriori: a disco
Pneumatici 195/60 VR 15 / Cerchi: 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: 220 km/h Accelerazione: 0-100 km/h: 7,2
Consumi a 90 km/h, 6,3 litri/100 km; a 120 km/h, 8,2 litri/100 km; ciclo urbano (simulato) 9,9 litri/100 km; media ECE 8,1 litri/100 km


Caratteristiche tecniche - Alfa Romeo 164 3.0 V6 (1987)
Configurazione
Carrozzeria: Berlina Posizione motore: anteriore Trazione: anteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4.555 × 1.760 × 1.400 Diametro minimo sterzata:
Interasse: 2.660 mm Carreggiate: anteriore 1.515 - posteriore 1.488 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 5 Bagagliaio: Serbatoio: 70 litri (riserva 9 litri)
Masse / in ordine di marcia: 1.300 kg / rimorchiabile: 1.400 kg
Meccanica
Tipo motore: 6 cilindri a V di 60°, basamento e testata in lega leggera. Raffreddamento: ad acqua, a circolazione forzata; elettroventola comandata da termostato Cilindrata: totale 2.959 cm³ cm³
Distribuzione: 1 albero a camme in testa per bancata mosso da cinghia dentata Alimentazione: impianto d'iniezione elettronica Bosch Motronic ML 4.1
Prestazioni motore Potenza: 192 CV a 5600 giri/min / Coppia: 25 kgm a 3000 giri/min
Accensione: elettronica digitale Impianto elettrico: Batteria: 12 V - 60 Ah. Candele: Lodge Silver 2 HL-E
Frizione: monodisco a secco Cambio: meccanico a 5 marce + RM
Telaio
Corpo vettura Scocca metallica autoportante
Sterzo a cremagliera con servosterzo
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice / posteriori: a ruote indipendenti (schema MacPherson), molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice; a richiesta sospensione autolivellante
Freni anteriori: a disco autoventilante / posteriori: a disco
Pneumatici 195/60 VR 15 / Cerchi: 15"
Prestazioni dichiarate
Velocità: 230 km/h Accelerazione: 0-100 km/h: 7,7
Consumi a 90 km/h, 7,2 litri/100 km; a 120 km/h, 9,1 litri/100 km; ciclo urbano (simulato) 12,8 litri/100 km; media ECE 9,6 litri/100 km

Elenco modelli[modifica | modifica wikitesto]

Benzina[modifica | modifica wikitesto]

Modello Motore Cilindrata Potenza Coppia motrice 0–100 km/h, s Velocità Anni produzione
2.0 T.Spark 8v 4 cil. in linea 1962 cc 108 kW (148 CV) 187 N·m (138 ft.lbf) @ 4700 rpm 9.2 oltre 210 1987-1989
2.0 T.Spark 8v (cat) 4 cil. in linea 1962 cc 106 kW (144 CV) 187 N·m (138 ft.lbf) @ 4700 rpm 9.9 210 1990-1992
2.0 TS 8v 4 cil. in linea 1962 cc 106 kW (144 CV) 193 N·m (144 ft.lbf) @ 5000 rpm 9.9 210 1992-1995
2.0 TS Super 8v 4 cil. in linea 1995 cc 106 kW (146 CV) 187 N·m (138 ft.lbf) @ 5000 rpm 9.9 210 1992-1997
2.0 Turbo 8v 4 cil. in linea 1995 cc 129 kW (175 CV + overboost) 265 N·m (195 ft.lbf) @ 2500 rpm 7.2 oltre 220 1988-1991
2.0 V6 Turbo V6 1997 cc 154 kW (210 CV + overboost) 306 N·m (226 ft·lbf) @ 2750 rpm 7.2 oltre 240 1991-1992
3.0 V6 12v V6 2959 cc 141 kW (192 CV) 261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm 7.6 oltre 230 1987-1989
3.0 V6 12v (cat) V6 2959 cc 135 kW (184 CV) 261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm 8.1 230 1990-1992
2.0 V6 TB Super V6 1996 cc 150 kW (205 CV + overboost) 285 N·m (205 ft.lbf) @ 2750 rpm 8.0 237 1992-1997
3.0 V6 QV 12v V6 2959 cc 147 kW (200 CV) 274 N·m (202 ft.lbf) @ 4400 rpm 7.7 237 1990-1992
3.0 V6 24v Super V6 2959 cc 152 kW (210 CV) 266 N·m (196 ft.lbf) @ 5000 rpm 8.0 240 1992-1997
3.0 V6 24v QV V6 2959 cc 170 kW (232 CV) 276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm 7.0 245 1992-1993
3.0 V6 Q4 V6 2959 cc 170 kW (232 CV) 276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm 7.7 240 1993-1997

Diesel[modifica | modifica wikitesto]

Modello Motore Cilindrata Potenza Coppia motrice 0–100 km/h, s Velocità Anni produzione
2.5 Turbodiesel 4 cil. in linea 2499 cc 84 kW (117 CV) 260 N·m (191 ft.lbf) @ 2200 rpm 11.1 200 1987-1992
2.5 Turbodiesel 4 cil. in linea 2499 cc 92 kW (125 CV) 288 N·m (212 ft.lbf) @ 2000 rpm 10.8 202 1992-1997

164 Q4[modifica | modifica wikitesto]

L'abitacolo è caratterizzato dalla selleria rivestita di morbida pelle (come anche il volante) e con il divanetto posteriore sostituito da due poltroncine quasi indipendenti.

I sedili posteriori Recaro

La 164 Q4 monta il motore V6 24 valvole di 2959 (trazione integrale) con una potenza massima erogata pari a 231  CV a 6300 giri/min e una coppia massima di 280 N m (28,5 kgm) a 5000 giri/min. L'alimentazione (con accensione elettronica integrata) è ad iniezione elettronica multipoint Bosch Motronic M3.7.

Le sospensioni sono all'avantreno a ruote indipendenti, braccio trasversale con montante telescopico (schema MacPherson), molla elicoidale; sul retrotreno a ruote indipendenti, bracci trasversali e biella longitudinale, molla elicoidale; barre stabilizzatrici anteriore e posteriore, ammortizzatori idraulici a taratura programmabile dall'interno dell'abitacolo tramite un pulsante situato sul cruscotto. In posizione "Auto" gli ammortizzatori vengono tarati automaticamente in base al fondo stradale, premendo"Sport", le sospensioni diventano più rigide e si modifica l'assetto,per una guida sportiva.

Taratura sospensioni nella 164 QV 1ª serie

L'impianto frenante è dotato di 4 freni a disco (anteriori autoventilati) con ABS.

Il cambio è di derivazione sportiva a 6 rapporti Getrag con sesta marcia di potenza.

La trazione integrale permanente dispone di giunto viscoso centrale "Viscomatic", sviluppato in esclusiva dall'Alfa Romeo in collaborazione con la Steyr-Puch, e di differenziale posteriore di tipo Torsen.

Le prestazioni rilevate dal mensile Quattroruote parlavano di 240,459 km/h di velocità di punta e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi[2]; un altro mensile, Auto parlava invece di velocità massima di 237,650 km/h e uno 0–100 km/h in 6,9 secondi.

Nell'ottobre 1998, la "164 Q4" cessò di essere commercializzata, il suo prezzo in quel momento era di 81.650.000 lire.

La 164 ProCar[modifica | modifica wikitesto]

L'Alfa Romeo 164 ProCar

Nel 1988 venne presentata una versione con motore 3.5 V10. Una vettura "laboratorio" sviluppata con tecnologie all'avanguardia, per l'uso nelle competizioni. All'epoca della presentazione la vettura sviluppata per le competizioni, avrebbe potuto avere una produzione in piccola serie limitata.

Nacque così la 164 ProCar, un bolide con motore centrale da 620 CV capace di 340 km/h, capace di coprire i 400 metri con partenza da fermo in 9,7 secondi. Dotata di un telaio monoscocca in carbonio e di carrozzeria in kevlar, sospensioni anteriori e posteriori a doppi quadrilateri deformabili del tipo push rod (oggi ampiamente utilizzato in Formula 1) che ricalcava le linee della 164 di produzione. L'Alfa Romeo sviluppò questa vettura nel rispetto del regolamento Production Car e doveva essere destinata a gareggiare nel mai nato Campionato Production Car[3][4].

A causa della mancata nascita del Campionato Production Car quest'auto è stata prodotta in esemplare unico ed è attualmente custodita nel Museo Storico Alfa Romeo.

Alcune particolarità e primati[modifica | modifica wikitesto]

  • È stata la prima auto di produzione mondiale ad essere disegnata in Autocad
  • La 164 fu la Penultima Alfa Romeo insieme alla "155" venduta negli Stati Uniti direttamente dalla rete di vendita ufficiale prima della 8c Competizione.
  • Negli esemplari messi in vendita nel sud est asiatico - specificatamente nei mercati di Hong Kong, Malesia e Indonesia - fu ribattezzata 168 a causa del fatto che, nella tradizione cinese, il 4 (164) è un numero dai connotati negativi mentre l'8 (168) è esattamente il suo contrario[5].
  • La 164 al momento della commercializzazione vantò il primato di mettere in commercio il motore diesel più veloce del mondo.
  • Al momento del lancio aveva il coefficiente di penetrazione aerodinamica più efficace della sua categoria
  • All'arrivo sul mercato in Australia fu pregiata del titolo "Best car of the Year".
  • Il motore V6 turbo presentato con la 164 fu eletto miglior motore dell'anno.
  • La 164 Twin Spark di colore rosso fu l'ultima auto di Enzo Ferrari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La 164 sul sito di Pininfarina
  2. ^ La prova di Quattroruote novembre 1993 della versione Q4
  3. ^ Emilio Brambilla, Top Car: Alfa Romeo "164 Pro Car" da 600 CV - Sotto il vestito molto in Quattroruote, nº 397, novembre 1988, pp. da pag.98 a pag.105.
  4. ^ Alfa 164 PRO-CAR su Desmomelo.it
  5. ^ (EN) Alfa 164 e Alfa 168

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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