Alfa Romeo Arna

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Alfa Romeo Arna
AlfaRomeoArnaL 1985.jpg
Alfa Romeo Arna L versione 3 porte del 1985
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Alfa Romeo
Tipo principale Berlina
Produzione dal 1983 al 1987
Esemplari prodotti 53.047
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.000 mm
Larghezza 1.620 mm
Altezza 1.340 mm
Passo 2.416 mm
Massa 850 kg
Altro
Assemblaggio Pratola Serra, Avellino
Progetto Alfa Romeo-Nissan
Stessa famiglia Alfa Romeo Alfasud
Nissan Cherry
Nissan Pulsar
Auto simili Fiat Ritmo
Lancia Delta
Volkswagen Golf
Alfa Arna 4d.JPG
Vista posteriore della versione 5 porte

L'Alfa Romeo Arna (acronimo di Alfa Romeo Nissan Auto) è una berlina di segmento medio inferiore, costruita dalla casa milanese in collaborazione con la Nissan e prodotta dal 1983 al 1987.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni settanta, l'Alfa Romeo decide di proporre una vettura di classe medio-inferiore, al fine di inserirsi nel nuovo settore di mercato, sostanzialmente creato dalla Volkswagen Golf, cui il gruppo Fiat ha risposto contrapponendo, anche se in ritardo, i nuovi modelli Fiat Ritmo e Lancia Delta.

Vista l'impossibilità di creare un'automobile nuova in tempi brevi, la dirigenza decide di creare una joint venture con la giapponese Nissan, creando un apposito stabilimento dove verranno assemblate le scocche del modello Pulsar, fornite dalla Nissan, con le meccaniche derivate dall'Alfasud.

Una Nissan Pulsar (o Cherry) per il mercato britannico

L'accordo che costituisce la Alfa Romeo Nissan Automobili SpA, viene firmato a Tokyo, il 9 ottobre 1980, da Takashi Ishihara e da Ettore Massacesi, presidenti rispettivamente di Nissan e di Alfa Romeo (a quel tempo ancora proprietà dell'IRI).

La nuova unità produttiva viene costruita a Pratola Serra (AV) in tempi record, ma servirà ancora meno tempo per capire che questa operazione sarebbe stata ricordata come il più grave disastro industriale e commerciale nella storia dell'Alfa Romeo.

Dal punto di vista industriale, non appena si inizia concretamente l'assemblaggio dei prototipi, ci si accorge che le scocche Pulsar dovranno essere modificate per accogliere la meccanica Alfasud, il che comporterà un grave ritardo nella messa in vendita del modello, oltre ad un notevole aumento dei costi di produzione.

Dal punto di vista commerciale, è da registrare il (prevedibile) rifiuto degli "Alfisti" verso una linea di gusto orientale, ormai datata e distante anni luce dalle forme sportiveggianti ed aggressive che, sino ad allora, avevano contraddistinto le vetture del biscione. Il disegno della carrozzeria infatti richiama le più tradizionali forme delle vetture giapponesi, in particolare la stessa Cherry commercializzata in quegli stessi anni in Oriente con il marchio Nissan, esteticamente del tutto uguale alla Arna.

A salvare (minimamente) la situazione, la decisione presa di fronte ai ritardi del progetto e alla necessità di garantire produzione allo stabilimento di Pomigliano d'Arco, di realizzare una vettura con meccanica e pianale dell'"Alfasud": l'Alfa Romeo 33, che uscirà pochi mesi dopo.

La vettura[modifica | modifica sorgente]

L'Arna è stata costruita nelle versioni L (3 porte) ed SL (5 porte) dotate della motorizzazione Alfasud base, ovvero del boxer 1.2 da 63 CV. A queste, si affiancava la versione sportiva TI (3 porte) che, motorizzata con il più potente 1.3 da 86 CV, raggiungeva facilmente velocità superiori a 170 km/h.

Versione Anni di produzione
Arna L dal 1983 al 1987
Arna SL dal 1983 al 1987
Arna TI dal 1984 al 1987

Le prestazioni, confrontate ai concorrenti modelli dell'epoca, si posizionavano al vertice della categoria ed i lamierati, a struttura differenziata e trattati con metodo zincrometal, avevano in buona parte risolto gli annosi problemi di corrosione che avevano afflitto la precedente produzione Alfasud.

Tuttavia la vettura non incontrò il favore del pubblico e, dopo appena tre anni e mezzo di attività, la produzione venne definitivamente fermata nel 1987; prima decisione strategica della nuova dirigenza Fiat, divenuta proprietaria dell'Alfa Romeo in forza dell'accordo stipulato con Romano Prodi, allora presidente dell'IRI. Da quel momento il modello inferiore di gamma Alfa Romeo divenne la 33.

Anche a distanza di anni la poca appetibilità di questo modello risulta anche dal poco invidiabile premio raccolto di auto più brutta in un sondaggio lanciato da parte di un quotidiano nazionale sul suo sito[1].

La Nissan Cherry Europe GTI, non venduta in Italia, era identica all'Arna TI (ovviamente ad esclusione delle targhette identificative), ma aveva il motore Alfa Romeo 1.5 da 105 CV[2]

Dati tecnici[modifica | modifica sorgente]

L'Arna nei media[modifica | modifica sorgente]

« In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'Arna, / questa collaborazione fra l'Italia e il Giappone / che ha dato i suoi frutti e io li metto nel forno. »
(Elio e le Storie Tese, La Visione)
« Arna, e sei subito Alfista »
(Tag-line del prodotto al lancio commerciale)

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.2 63 dal debutto al 1984 Benzina 1186 46 Kw (63 Cv) 88 n.d n.d 156 12.1
1.2 68 dal 1985 al 1987 Benzina 1186 50 Kw (68 Cv) 90 n.d n.d 155 12.7
1.3 TI dal debutto al 1987 Benzina 1351 63 Kw (86 Cv) 118 n.d n.d 173 12.4

[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo su Autoblog
  2. ^ Sito targhenere.net
  3. ^ Dati Tecnici Alfa Romeo Arna

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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