Motore bialbero Alfa Romeo

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Motore bialbero Alfa Romeo
Alfa Romeo Alfetta2.jpg
Il bialbero Alfa Romeo installato su un'Alfa Romeo Alfetta
Descrizione
Costruttore Alfa Romeo
Progettista Giuseppe Busso
Tipo motore in linea
Numero di cilindri 4
Raffreddamento a liquido
Alimentazione benzina
Distribuzione 2 valvole per cilindro
Dimensioni
Cilindrata 1.3 L
1.6 L
1.7 L
1.8 L
2.0 L
Prestazioni
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Quello comunemente conosciuto come motore bialbero Alfa Romeo è stato il propulsore a 4 cilindri in linea prodotto dal 1954 al 1998 dall’Alfa Romeo. Montava un doppio albero a camme da cui derivò la sua denominazione comune. La testata ed il monoblocco erano in lega di alluminio, e furono prodotte versioni di cilindrata 1.3 litri (1290 cc e 1357 cc), 1.6 L (1570 cc), 1.7 L (1748 cc), 1.8 L (1779 cc, 1762 cc e 1773 cc) e 2.0 L (1962 cc e 1995 cc).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo motore bialbero fabbricato in serie dalla casa automobilistica milanese fu quello montato sulla Alfa Romeo 1900 nel 1950, mentre il primo con utilizzo della lega di alluminio e precursore di una lunga serie di successi è stato invece quello da 1290 cc (codice AR00530), montato su una versione della Giulietta nel 1954[1].

Le caratteristiche tecniche principali erano:

Queste soluzioni tecniche erano all’avanguardia per la metà degli anni cinquanta.

Queste caratteristiche, a parte qualche modifica minore, furono la base di tutti i modelli di motori prodotti per quarant'anni. Il modello da 1570 cc (codice AR00526) debuttò in occasione del lancio della Giulia, nel 1962: da questo propulsore in poi vennero adottate le valvole di scarico raffreddate al sodio, una soluzione tecnica molto innovativa per l'epoca. La versione da corsa di quest’ultima, insieme alla GTA, montava un bialbero a doppia accensione.

Il bialbero da 1779 cc fu commercializzato in occasione del debutto dell’Alfa Romeo 1750, nel 1968. Quello da 1962 cc fu invece montato sulla 2000. Anche per questi modelli, nella versione da competizione, furono montati la versione a doppia accensione con 4 valvole per cilindro.

Nel 1986 fu prodotta una versione sovralimentata di cilindrata 1779 cc installata sulla 75 e che erogava una potenza di 155 bhp. La versione da corsa, avente potenza di 300 bhp, partecipò nel Gruppo A del campionato riservato alle automobili da turismo modificate, e per celebrarne i discreti risultati ottenuti, alla fine dello stesso anno, venne prodotta (in 500 esemplari) la 75 Turbo Evoluzione, il cui 1.8 turbo aveva la cilindrata ridotta a 1762 cc (alesaggio ridotto a 79,6 mm) ma la stessa potenza della Turbo normale (155 CV).

Nel 1987 fu installato un bialbero con testata a doppia accensione (il famoso Twin Spark) e con l'angolo tra le valvole di aspirazione e scarico ridotto per migliorare la combustione. Il propulsore, che erogava una potenza di 148 bhp, era di tipo ad "iniezione" a fasatura variabile.

Gli ultimi bialbero, di cilindrata 1748 cc, 1773 cc e 1995 cc, sono stati montati sulle 155 fino al 1995 e (il solo 1995 cc) sulle 164 fino al 1998. Vennero sostituiti dai nuovi Twin Spark 16 valvole della stessa famiglia Alfa i Boxer con l'aggiunta del Twin Spark con testata 16 valvole

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il motore bialbero Alfa Romeo, alfaromeo75.it. URL consultato il 25 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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