Jean Alesi

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Jean Alesi
Jeanalesi2011.jpg
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1, DTM, Speedcar Series, Le Mans Series, Indy 500
Ritirato 2013
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 9 luglio 1989
Stagioni 1989-2001
Scuderie Tyrrell, Ferrari, Benetton, Sauber, Prost, Jordan,
Miglior risultato finale 4° (1996; 1997)
GP disputati 202 (201 partenze)
GP vinti 1
Podi 32
Punti ottenuti 241
Pole position 2
Giri veloci 4
 

Jean Alesi (Avignone, 11 giugno 1964) è un pilota automobilistico francese.

Alesi è di origine italiana, in quanto figlio di italiani immigrati in Francia. Il papà Franco Alesi, carrozziere di Alcamo e la mamma Marcella, originaria di Riesi.

Dopo vari successi ottenuti nelle categorie minori è approdato in Formula 1 nel 1989, andando a punti al debutto con la Tyrrell. Dal 1991 al 1995 Alesi ha guidato la Ferrari, con la quale ha vinto un Gran Premio (l'unico della sua carriera). Alcuni giornalisti lo hanno accostato all'epoca delle gare a Gilles Villeneuve per lo stile di guida[1][2] paragone mai confermato dagli scarsi risultati, è ricordato principalmente come figura che ha avuto un certo rilievo tra i tifosi.[3]

Negli anni seguenti ha corso per Benetton, Sauber, Prost e Jordan, con la quale ha chiuso la carriera nella massima serie.

Dopo il ritiro dalla Formula 1, dal 2002 al 2006 Alesi ha disputato il campionato della serie DTM, cogliendo alcune vittorie e un quinto posto in classifica piloti come miglior risultato. A partire dal 2008 e fino al 2009, il pilota francese si è dedicato al campionato Speedcar Series, nel 2010 ha corso nel campionato LMS Le mans series con una Ferrari 360 del team AF Corse.

Nel 2012 ha corso la sua prima 500 Miglia di Indianapolis ed è diventato il più anziano pilota professionista ad aver disputato il rookie test per l'ammissione alla gara. Da alcuni anni svolge inoltre il ruolo di opinionista nella trasmissione televisiva italiana Pole Position.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un meccanico alcamese emigrato in Francia,[4] Alesi, cresciuto nell'officina del padre, si avvicinò sin da giovanissimo, assieme al fratello, al mondo dei motori, essendo appassionato di rally.[5] A 16 anni cominciò a gareggiare con i kart[4] e nel 1984 debuttò nel campionato di Formula Renault francese, dove rimase per due anni. Passato nel 1986 alla categoria di Formula 3, riuscì a terminare primo in classifica piloti nel 1987, guidando le vetture del team Oreca.[6] L'anno seguente il francese, pilotando sempre per la stessa scuderia che gli aveva permesso la vittoria in Formula 3, si trasferì in Formula 3000. Nella prima annata concluse il campionato al decimo posto giungendo due volte a podio, ma sorsero vari problemi interni alla squadra,[6] quindi per il 1989 Alesi si accordò con la Jordan, con la quale riuscì a vincere il titolo internazionale di categoria davanti al connazionale Erik Comas, e vincendo tre gare, a Pau, Birmingham e Spa-Francorchamps.

Lo stesso anno partecipò anche alla 24 Ore di Le Mans, in coppia con Dominic Dobson e Will Hoy, ma non riuscì a concludere la gara, venendo costretto al ritiro dopo la quarta ora per un incendio sviluppatosi sulla vettura.[7]

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Tyrrell[modifica | modifica sorgente]

1989
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1989.

Sempre nel 1989, Alesi fece il suo debutto in Formula 1 al Gran Premio di Francia, al volante della Tyrrell, sostituendo Michele Alboreto, licenziato per questioni di sponsor.[8] Alla prima gara, conquistò subito tre punti, concludendo la corsa al quarto posto, dopo aver occupato per alcuni tratti di gara anche la seconda posizione.[9] Al termine della corsa Ken Tyrrell, soddisfatto del risultato, offrì al pilota un contratto di diciotto mesi.[10] Nel prosieguo della stagione il francese riuscì ad arrivare tra i primi sei anche in Italia e Spagna e concluse il campionato in nona posizione con otto punti ottenuti.

1990
Il circuito di Phoenix, dove Alesi conquistò il suo primo podio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1990.

Nella stagione 1990 corse ancora per la Tyrrell, ottenendo alla prima gara stagionale (Gran Premio degli Stati Uniti a Phoenix), alla guida della 018, il suo primo podio: un secondo posto, dopo aver guidato la corsa per oltre 30 giri e aver a lungo conteso la vittoria ad Ayrton Senna. Dopo una settima piazza al Gran Premio del Brasile entrò in campo la nuova vettura: la Tyrrell 019. L'auto, che presentava soluzioni aerodinamiche innovative, primo fra tutti l'alettone ad ala di gabbiano,[11] aveva però problemi relativi alla potenza del motore, alquanto bassa.[12] Nonostante ciò, i primi risultati furono buoni con una sesta piazza ottenuta ad Imola e un podio a Monaco, favorito anche dalla conformazione del circuito,[13] ma il prosieguo della stagione fu abbastanza deludente con Alesi spesso relegato ai margini della zona punti. Il pilota chiuse la stagione nono, con tredici punti conquistati.

Ferrari[modifica | modifica sorgente]

1991
Alesi guida la 642 F1 al Gran Premio degli Stati Uniti
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1991.

Le sue prestazioni, in particolare quelle di inizio 1990, lo affermarono come pilota veloce e combattivo, tanto da attirare le attenzioni della Ferrari, che lo strappò alla concorrenza della Williams, con cui aveva già firmato un contratto[4] e per cui la casa di Maranello dovette pagare una penale di quattro milioni di dollari,[14] ingaggiandolo per la stagione 1991 come seconda guida di Alain Prost. Nonostante i buoni tempi realizzati nelle prove invernali[15] la vettura non permise ad Alesi di ottenere grandi prestazioni. Dopo un dodicesimo posto alla prima gara, dovuto ad un ritiro a pochi giri dalla fine, ottenne punti in Brasile con un sesto posto e al quarto appuntamento mondiale, a Monaco, conquistò la terza piazza; risultato che replicò anche ai Gran Premi di Germania e Portogallo. Giunse inoltre a tra i primi sei in Francia, Ungheria e Spagna (Gran Premio in cui venne anche penalizzato con uno stop&go per una dubbia scorrettezza al via)[16], ma collezionò anche nove ritiri nel corso della stagione, il più importante dei quali al Gran Premio del Belgio mentre si trovava in testa alla corsa,[17] che non gli permisero di andare oltre il settimo posto in classifica mondiale con 21 punti. A fine anno, il divorzio tra Prost e la Ferrari portò il francese a diventare pilota di punta della scuderia di Maranello.

1992
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1992.

Nel 1992 Alesi, ormai pilota di punta, venne affiancato da Ivan Capelli e, per le ultime gare, da Nicola Larini. La Ferrari F92 A, nuova vettura del team, si rivelò però ancora peggiore della precedente e non gli permise di ottenere risultati soddisfacenti. L'inizio stagione vide il francese costretto al ritiro nei primi due Gran Premi a causa di rotture del motore. Solo al terzo appuntamento mondiale riuscì a conquistare un quarto posto dietro ai piloti Williams e a Michael Schumacher. Il miglior piazzamento di tutta l'annata venne raggiunto alla gara seguente: il Gran Premio di Spagna. Partito ottavo, sotto la pioggia, Alesi si toccò prima con Berger, scivolando in fondo alla classifica, poi con Mika Häkkinen, andando in testacoda. Riuscì a rimontare varie posizioni fino a giungere terzo, sul podio. Alla gara seguente, disputatasi a Imola, fu, però, costretto al ritiro mentre lottava per la terza piazza, grazie ad una strategia senza pit-stop,[18] a causa di un contatto con Berger. Le gare successive furono caratterizzate da vari ritiri, intramezzate da un terzo posto in Canada. In Francia, poi, il pilota della Ferrari stava disputando una buona gara girando, con gomme da asciutto sotto la pioggia, sugli stessi tempi delle Williams, che montavano pneumatici da bagnato,[19] quando fu costretto ad abbandonare la corsa per la rottura del propulsore. Dopo un altro ritiro al Gran Premio di Gran Bretagna riuscì a conquistare una quinta piazza in Germania. Al Gran Premio del Belgio, poi, gli venne affidato il modello F92 A/T,[20] evoluzione della F92 A, nel tentativo di ottenere migliori prestazioni, ma dopo appena sette giri fu costretto al ritiro per un incidente. Il transalpino non ottenne risultati neppure a Monza, nonostante un terzo posto nelle qualifiche, e in Portogallo. Nelle ultime due gare riuscì a terminare due volte tra i primi sei, concludendo quindi la stagione al settimo posto con diciotto punti conquistati.

1993
La Ferrari F93 A di Alesi al Festival della velocità di Goodwood del 2008
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1993.

A partire dal 1993 Alesi venne affiancato in Ferrari dall'austriaco Gerhard Berger. I test invernali evidenziarono vari problemi e i piloti ottennero tempi molto lenti.[21] L'inizio stagione fu disastroso con quattro ritiri nelle prime cinque gare, dovuti in larga misura all'inaffidabilità delle sospensioni attive montate sulla F93 A,[22] e un ottavo posto al Gran Premio del Brasile, tanto che il pilota dichiarò di aver pensato di lasciare il team di Maranello, anche perché aveva il timore di essere un ripiego nell'attesa dell'arrivo in scuderia di Senna.[23] A Monaco, poi, riuscì a salire sul podio arrivando terzo. A luglio Alesi rinnovò per altri due anni il contratto con la Ferrari[24] e venne affidata a Jean Todt la direzione in pista del team. Nonostante ciò i successivi sei appuntamenti mondiali furono caratterizzati da ritiri e piazzamenti fuori dalla zona punti. In Ungheria il francese fu protagonista di un incidente durante la corsa con Christian Fittipaldi e riportò una contusione ad una gamba.[25] Successivamente ebbe uno scontro con il pilota brasiliano, nel quale si sfiorò la rissa.[25] Questa serie negativa venne interrotta al Gran Premio d'Italia, dove Alesi concluse secondo e alla gara seguente, in Portogallo, terminò quarto dopo aver condotto la gara per i primi 19 giri. Dopo un altro ritiro replicò la quarta piazza anche in Australia, ultimo appuntamento mondiale. Alesi concluse il campionato al sesto posto con sedici punti conquistati.

1994
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1994.

Nel 1994 la competitività della Ferrari ricominciò a migliorare. Al primo appuntamento mondiale Alesi giunse terzo, ma un infortunio alla schiena avuto durante alcuni test al Mugello lo costrinse a saltare i successivi due Gran Premi e fu sostituito dal collaudatore Nicola Larini.[26] Tornato per il Gran Premio di Monaco conquistò un quinto posto, risultato ottenuto anche a causa di un contatto con il pilota della Simtek David Brabham che gli fece perdere alcune posizioni, seguito da un quarto in Spagna e da un terzo in Canada, dovuto a problemi al cambio, che causarono la perdita della seconda posizione.[27] Dopo un ritiro alla gara di casa, causato da una collisione con Barrichello, Alesi ottenne un secondo posto in Gran Bretagna, anche grazie alla squalifica di Michael Schumacher. Le successive corse furono però contrassegnate da continui ritiri, il più importante dei quali a Monza. Il francese aveva infatti conquistato la sua prima pole position in carriera e si trovava in testa alla corsa, quando al pit stop, a causa di un guasto alla trasmissione, la sua vettura non ripartì. Questa serie negativa venne interrotta al Gran Premio del Giappone, penultimo appuntamento mondiale, con la conquista di un terzo posto, dopo un duello sotto la pioggia con Nigel Mansell, seguito da una sesta piazza conquistata in Australia. A fine stagione poté contare su ventiquattro punti conquistati e un quinto posto nella classifica piloti.

1995
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1995.
Jean Alesi durante il Gran Premio del Canada 1995.

Nel 1995 la Ferrari progredì ulteriormente e Alesi riuscì ad ottenere risultati abbastanza soddisfacenti: dopo un quinto posto al Gran Premio del Brasile giunse due volte secondo ai successivi appuntamenti mondiali (Argentina e Imola). Subì un ritiro per guasto nel Gran Premio di Spagna, mentre si trovava in seconda posizione, e anche al Gran Premio di Monaco perse la seconda piazza per via della resistenza di un doppiaggio che infine incappò in un testacoda proprio davanti al francese, causandone il ritiro. L'11 giugno il francese vinse la sua prima e unica gara al Gran Premio del Canada a Montreal, proprio il giorno in cui festeggiava il suo 31º compleanno, sfruttando anche un guasto avuto dalla Benetton di Michael Schumacher, per lunghi tratti in testa alla corsa e poi rallentato da un problema all'elettronica. Il giro successivo alla vittoria Alesi rimase senza benzina e venne riportato ai box dallo stesso Schumacher.[28] Questa vittoria interruppe la serie maggiore di gare consecutive senza successi per un pilota Ferrari (67 gare), record negativo battuto, poi, nel 2013 da Felipe Massa.[29] Dopo questo successo riuscì a salire sul podio al Gran Premio di Gran Bretagna, ma nelle successive quattro gare venne costretto al ritiro: in Germania e Ungheria (dopo questo appuntamento mondiale venne annunciato il passaggio in Benetton del pilota)[30] la rottura del motore lo costrinse ad abbandonare la corsa, in Belgio la sua partecipazione durò appena quattro giri e si fermò a causa della rottura della sospensione mentre era in prima posizione,[31] e, infine, al Gran Premio d'Italia fu costretto al ritiro a sette tornate dal termine, quando si trovava di nuovo in testa, per problemi alla ruota posteriore. Giunse, poi, quinto al Gran Premio del Portogallo, caratterizzato nel dopo-gara da un'accesa discussione con Jean Todt, scatenata al rifiuto del pilota di lasciar strada al compagno di squadra Berger, come ordinatogli, in quanto questi aveva meno punti in classifica piloti.[32] Al Gran Premio d'Europa Alesi riuscì ad andare in testa riuscendo a rimanere in pista con le gomme slick sul bagnato dei primi giri, ma venne superato a soli due giri dal termine da Michael Schumacher, anche a causa di un rallentamento causato da alcuni doppiati e del pericolo di rimanere senza benzina prima del termine del Gran Premio.[33] Nel Gran Premio del Pacifico fu 5º, mentre si rese protagonista di una grande prestazione nel Gran Premio del Giappone, con l'asfalto bagnato, effettuando una poderosa rimonta fermata però dall'ennesimo guasto mentre era in seconda posizione. Concluse la sua storia da pilota Ferrari con un ritiro per incidente nel Gran Premio d'Australia.

Benetton[modifica | modifica sorgente]

1996
Flavio Briatore, direttore generale del team Benetton durante la permanenza di Alesi nella scuderia anglo-italiana.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1996.

Nel 1996 passò insieme a Berger alla Benetton neo campione del mondo, per non essere secondo pilota in Ferrari.[34] Il suo nuovo team aveva, però, visto partire i suoi migliori ingegneri e tecnici, che avevano deciso di seguire il due volte campione del mondo Michael Schumacher alla Ferrari; tra gli uomini di spicco che abbandonarono la Benetton ci fu anche il capo progettista Rory Byrne che dopo aver progettato la B196, decise di prendersi un anno sabbatico. La monoposto, pur essendo discretamente riuscita, era comunque molto meno competitiva delle Williams di Hill e Villeneuve. Inoltre il campionato di Alesi avrebbe vissuto del duello a distanza con Schumacher,[35] caratterizzato, a partire da agosto, da una crescita del team di Maranello e da una perdita di competitività della Benetton, che non era stata in grado di apportare sviluppi significativi ed efficaci alla vettura.[36]

La stagione cominciò con un ritiro, a causa di un contatto con la Ferrari del nord irlandese Eddie Irvine, ma a questo risultato seguirono due podi. Al Gran Premio d'Europa, però, dopo aver sbagliato la partenza a causa di un nuovo sistema di blocco dell'impianto frenante,[37] nel tentativo di rimontare posizioni tamponò Mika Salo, ritirandosi. Venne quindi messo, insieme al compagno di squadra Berger, sotto accusa da Flavio Briatore, personalità di spicco del team.[37][38] Questo contribuì a creare un'atmosfera di tensione all'interno della scuderia. Dopo un sesto posto a Imola, al Gran Premio di Monaco, terminato da sole quattro vetture e sotto una pioggia battente, sfiorò la vittoria, ma fu costretto al ritiro a una quindicina di giri dal termine a causa della rottura di una sospensione. A questo risultato seguirono cinque gare concluse sul podio, intramezzate da un ritiro al Gran Premio di Gran Bretagna, mentre il pilota francese occupava la seconda posizione. Al Gran Premio d'Italia, poi, tramite una buona partenza dal sesto posto in griglia, riuscì a portarsi in testa alla corsa e, anche grazie al ritiro di Hill, mantenne la prima posizione fino al proprio pit-stop, quando venne sopravanzato dal ferrarista Schumacher, che aveva una migliore strategia di gara.[39] Alesi, dopo un quarto posto in Portogallo e un ritiro all'ultimo appuntamento mondiale, concluse comunque il campionato al quarto posto, essendo stato superato nelle ultime gare della stagione da Schumacher, con quarantasette punti conquistati. Questo piazzamento è stato il suo miglior risultato in carriera.

Gerhard Berger è stato compagno di squadra di Alesi per cinque stagioni. Il 1997 fu l'ultimo anno che vide i due piloti nello stesso team.
1997
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1997.

La stagione 1997 si aprì con un ultimatum lanciato da Briatore al pilota francese, nel quale il patron aveva affermato che per Alesi il 1997 sarebbe stato l'ultima occasione della sua carriera per ottenere risultati importanti.[40] Nei test invernali la vettura ottenne anche ottimi risultati[41][42], ma la realtà del campionato si dimostrò ben diversa. Inoltre Ross Brawn, direttore tecnico del team, raggiunse Schumacher, seguito anche da Rory Byrne e Nigel Stepney (ex capo meccanico), lasciando la Benetton senza gli uomini più preparati del reparto tecnico.

Nella prima gara della stagione il transalpino si ritirò per aver finito la benzina, nonostante fossero state esposti vari cartelli dai box. Questo episodio attirò, quindi, le critiche di Briatore, che lo accusò di aver sprecato un'occasione per arrivare sul podio.[43] Nelle successive quattro gare, poi, ottenne appena tre punti; a partire dal Gran Premio di Spagna Alesi diede mostra di alcune buone prestazioni con alcuni podi, che gli permisero di portarsi in terza posizione nella classifica piloti. A settembre venne annunciato il suo passaggio dalla Benetton alla Sauber, scuderia con cui si legò per i successivi due anni.[44] Appena una settimana prima Alesi aveva ottenuto la pole position al Gran Premio d'Italia, mandando in visibilio i tifosi italiani, nonostante non corresse più per la Ferrari,[45] e arrivando secondo in gara a causa di un errore del box della Benetton. Negli ultimi Gran Premi della stagione ottenne un'altra seconda posizione e un quinto posto, oltre a un ritiro e un piazzamento fuori dalla zona punti. Concluse quindi il campionato al quarto posto, anche grazie alla squalifica di Schumacher, con trentasei punti conquistati. Tuttavia, Alesi uscì fortemente ridimensionato dal confronto a distanza con il tedesco e la Ferrari, infatti all'alba del 1996 in molti, ancora, davano al pilota francese le credenziali di un futuro campione del mondo, ed il fatto di non essere riuscito a vincere nemmeno una gara, con una scuderia comunque accreditata, fece calare il suo prestigio ed i top team di fatto gli chiusero per sempre le porte.

Sauber[modifica | modifica sorgente]

1998
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1998.

Nel 1998 Jean Alesi si trasferì alla scuderia svizzera Sauber, team di media classifica, ben lontano dalle squadre blasonate con cui il pilota francese aveva corso fino all'anno precedente, la vettura montava i propulsori Ferrari del 1997 anche se evoluti dalla Petronas. Nonostante, poi, in molti ritenessero Alesi ormai avviato ad un rapido tramonto, il pilota di Avignone si dimostrò ancora altamente competitivo, portando la Sauber in posizioni che andavano oltre l'effettivo valore della vettura.[46] L'inizio della stagione 1998 vide due gare con Alesi fuori dalla zona punti, fermato in Australia dal motore e da una nona piazza in Brasile. Al Gran Premio d'Argentina, però, concluse al quinto posto, nonostante durante la prima sosta ai box la vettura avesse perso un'appendice aerodinamica a causa di un contatto con un cavo.[47] A Imola, poi, replicò il buon risultato giungendo sesto. A questi piazzamenti seguì una parte centrale di stagione che vide il francese spesso costretto al ritiro nonostante discrete prestazioni velocistiche: dopo un decimo posto in Spagna e uno sfortunato ritiro a Monaco a pochi giri dalla fine mentre occupava la quarta posizione (dovuto alla rottura della pompa dell'olio), in Canada venne per due volte tamponato al via (vista la doppia partenza) da Jarno Trulli su Prost e non riuscì nemmeno a compiere un giro. Al Gran Premio di Francia Alesi si ritrovò in sesta posizione ma a quattro giri dalla fine, venne tamponato da Heinz Harald Frentzen, dopo essere stato già precedentemente centrato da Fisichella; così si ritrovò alle prese con una Sauber danneggiata nell'aerodinamica e fu superato nei giri finali da Coulthard. In Inghilterra, sfruttando la sua abilità sulla pioggia, occupò saldamente la quarta posizione, finché non fu costretto al ritiro a sette tornate dal termine per noie al sistema idraulico. Al Gran Premio d'Austria, invece, riuscì a schierarsi in prima fila e stava conducendo una buona gara, fino a che un contatto con il poleman Fisichella lo costrinse al ritiro. Alesi ritornò a punti in un bagnatissimo Belgio, ottenendo un terzo posto e salendo sul podio, l'ultimo in carriera, alle spalle di Damon Hill e Ralf Schumacher. Arrivò a punti pure alla successiva prova, il Gran Premo d'Italia e terminò la stagione all'undicesimo posto in classifica piloti con nove punti conquistati, battendo nel confronto il compagno di squadra Johnny Herbert, che aveva ottenuto solo un sesto posto. In fin dei conti la stagione fu discreta, Alesi portò la Sauber al sesto posto nella classifica costruttori, fino ad allora il miglior risultato di sempre per la scuderia svizzera. Durante l'anno il casco di Alesi cambiò cromatura, con il fondo bianco che venne sostituito da un argento specchiato.

1999
Jean Alesi durante il Gran Premio del Canada del 1999.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1999.

Molto più deludente fu il 1999, in cui la nuova vettura risultò essere più inaffidabile della precedente ed anche meno veloce. Al primo Gran Premio della stagione fu costretto al ritiro senza aver compiuto nemmeno un giro per la rottura del cambio, mentre al Gran Premio del Brasile fu fermato da un problema analogo quando occupava la quinta posizione, dopo una lunga rimonta dall'iniziale 21º posto. Il primo risultato utile della stagione arrivò al terzo appuntamento mondiale con un sesto posto. Al Gran Premio del Canada si ripeté la stessa coincidenza verificatasi l'anno precedente, con Alesi che fu tamponato pochi metri dopo il via dalla Prost di Jarno Trulli. Questo episodio fece infuriare il francese che, nonostante l'ottimo rapporto tra i due, attaccò duramente l'italiano accusandolo di non comportarsi da pilota professionista.[48] A questo ritiro ne seguirono parecchi altri, nonostante alcune buone prestazioni in qualifica, tra cui una prima fila ottenuta al Gran Premio di Francia, anche grazie alle condizioni climatiche. Durante l'estate spuntò anche il nome del pilota come possibile sostituto di Eddie Irvine per la stagione 2000 alla guida della seconda Ferrari al fianco di Schumacher[49] e il tedesco si sarebbe detto felice di avere Alesi in squadra[50], ma alla fine questi firmò per la Prost Grand Prix, accusando anche i tecnici della Sauber di non aver sviluppato la vettura e non aver seguito i consigli dei piloti.[51] Poco prima della gara in Ungheria Alesi ebbe un incidente che gli procurò alcune contusioni alla gamba destra e rischiò di fargli saltare il Gran Premio, ma alla fine riuscì a prendervi parte.[52] Solo all'ultimo appuntamento mondiale, però, riuscì ad agguantare un sesto posto che gli permise di chiudere il campionato a quota due punti, in sedicesima posizione.

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

2000
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2000.
Alesi alla guida della sua Prost durante il Gran Premio del Belgio 2000.

Per il 2000 Alesi si trasferì alla Prost, con un contratto biennale e un ingaggio di 18 milioni di dollari.[53] Nonostante un elevato budget a disposizione del team[54] la vettura era totalmente inaffidabile ed estremamente lenta, la stagione fu ricca di delusioni: le prime tre gare furono caratterizzate da tre ritiri, inoltre durante le qualifiche del Gran Premio del Brasile Alesi fu colpito da un cartellone pubblicitario, causando quindi un incidente, da cui, fortunatamente, uscì illeso.[55] La prima corsa conclusa fu solamente la quarta, in Gran Bretagna, con un decimo posto, mentre a Monaco nonostante la scarsa competitività della vettura (la peggiore delle partecipanti al campionato di Formula 1 2000 con la Minardi) Alesi riuscì a qualificarsi settimo in griglia, ma in gara, una volta di più, fu costretto al ritiro. Il miglior risultato della stagione venne conquistato al Gran Premio d'Europa con una nona piazza. Nel prosieguo della stagione il pilota criticò più volte la vettura e, soprattutto, i motori Peugeot, tanto che al Gran Premio di Francia, durante il warm-up, i tecnici della casa transalpina scioperarono per cinque minuti.[56] Durante il Gran Premio di Germania, poi, ebbe un brutto incidente che rischiò di fargli saltare la trasferta in Ungheria,[57] ma fortunatamente riuscì a prendervi parte. Nelle ultime gare, comunque, Alesi non riuscì a piazzarsi tra i primi sei e concluse il campionato con zero punti, cosa che non gli era mai successa dall'inizio della carriera.

2001
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2001.
Jean Alesi alla guida della sua Prost AP04 al Gran Premio di Francia 2001.

Nonostante la stagione 2000 si fosse rivelata deludente anche nel 2001 Alesi decise di restare alla Prost. La nuova vettura, la AP04, equipaggiata dai motori Ferrari ribattezzati Acer per motivi di sponsorizzazione, fece registrare anche buone prestazioni durante i test.[58] La vettura si dimostrò fin dall'inizio nettamente più performante della precedente, pur restando una monoposto da centro gruppo; l'unico vero punto di forza fu una notevole affidabilità dovuta al motore, al cambio ed al gruppo elettrogeno interamente acquistati dalla casa di Maranello.

Al Gran Premio del Brasile, sfruttando la pioggia, Alesi riuscì a portarsi in zona punti, ma con il progressivo asciugarsi della pista, la vettura equipaggiata dagli pneumatici Michelin entrò in crisi di gomme e terminò la gara in ottava posizione; tuttavia quella fu la prima volta dopo più di un anno che Alesi si trovò a competere per entrare nei primi sei. Il transalpino dovette attendere il Gran Premio di Monaco per conquistare il primo punto della stagione con un sesto posto, anche se fino a pochi giri dalla fine si trovava ad occupare la quinta posizione, persa per una sosta supplementare ai box a causa di una foratura. Al successivo appuntamento mondiale in Canada Alesi giunse quinto, insidiando il quarto posto occupato da Kimi Räikkönen su Sauber. Dopo alcune gare fuori dalla zona punti riuscì, poi, a ottenere un sesto posto al Gran Premio di Germania; fu l'ultimo punto raccolto dalla Prost.

Alesi festeggia il quinto posto ottenuto al Gran Premio del Canada 2001, suo miglior risultato stagionale.

Infatti una settimana dopo abbandonò la scuderia e di fronte alle resistenze di Alain Prost (Alesi aveva con il team un contratto biennale), che non voleva perdere il suo pilota di punta, decise di rivelare il suo mancato pagamento dello stipendio, pur di liberarsi da ogni vincolo.[59] Dopo essere stato multato pesantemente e criticato da Prost,[60] Alesi si trasferì alla Jordan, che guidò a partire però dal Gran Premio d'Ungheria sostituendo l'appiedato Heinz Harald Frentzen. La casa irlandese gli propose un contratto a gettone per le ultime cinque gare della stagione, ma il francese sperava di poter strappare un contratto per l'anno successivo;[59] Ottenne, poi, l'ultimo punto in carriera, con una sesta piazza in Belgio, dove fu protagonista di un lungo duello con Barrichello e con Ralf Schumacher.[61]

Per il 2002, però, la Jordan annunciò a fine stagione l'intenzione di far debuttare il pilota giapponese Takuma Sato, il quale godeva dell'appoggio finanziario della Honda, fornitrice di motori al team irlandese.[59] Così nonostante alcune voci di interessamento del team Arrows per la stagione successiva, Alesi, che non intendeva accettare di correre per team poco competitivi,[59] annunciò il ritiro al Gran Premio degli Stati Uniti.

Alesi, concluse così a fine anno la sua carriera in Formula 1 con 201 Gran Premi disputati, una vittoria, trentadue podi e duecentoquarantuno punti ottenuti. Considerato uno tra i piloti più sfortunati della storia della Formula 1, egli stesso, consapevole di ciò, utilizzò negli anni in Sauber e Prost, come mascotte per il proprio merchandise, lo sfortunato personaggio della Looney Tunes Wile Coyote.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1989 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Tyrrell 018 4 Rit 10 9 5 4 Rit Rit 8
1990 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Tyrrell 018/019 2 7 6 2 Rit 7 Rit 8 11 Rit 8 Rit 8 Rit NP 8 13
1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Ferrari 642/2/643 12 6 Rit 3 Rit Rit 4 Rit 3 5 Rit Rit 3 4 Rit Rit 21
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Ferrari F92 A/F92 AT Rit Rit 4 3 Rit Rit 3 Rit Rit 5 Rit Rit Rit Rit 5 4 18
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Ferrari F93 A Rit 8 Rit Rit Rit 3 Rit Rit 9 7 Rit Rit 2 4 Rit 4 16
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Ferrari 412 T1/412 T1B 3 INF INF 5 4 3 Rit 2 Rit Rit Rit Rit Rit 10 3 6 24
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Ferrari 412 T2 5 2 2 Rit Rit 1 5 2 Rit Rit Rit Rit 5 2 5 Rit Rit 42
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Benetton B196 Rit 2 3 Rit 6 Rit 2 3 3 Rit 2 3 4 2 4 Rit 47
1997 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
Benetton B197 Rit 6 7 5 Rit 3 2 5 2 6 11 8 2 Rit 2 5 13 36
1998 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Sauber C17 Rit 9 5 6 10 12 Rit 7 Rit Rit 10 7 3 5 10 7 9 11º
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Sauber C18 Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 14 Rit 8 16 9 9 Rit 7 6 2 16º
2000 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
Prost AP03 Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit Rit 14 Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit 11 0 22º
2001 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Prost/Jordan[62] AP04/EJ11 9 9 8 9 10 10 6 5 15 12 11 6 10 6 8 7 Rit 5 15º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Dopo la F1[modifica | modifica sorgente]

Alesi impegnato nel DTM nel 2006.

Dopo il ritiro dalla Formula 1, Alesi collaborò con la McLaren Mercedes in qualità di collaudatore.[63] Contemporaneamente il transalpino prese parte al DTM (campionato tedesco turismo). Al debutto nella categoria ottenne un podio e alla terza gara, svoltasi a Donington, riuscì a conquistare la prima pole position e il primo successo della stagione. Dopo questa vittoria Alesi fu capace di ottenere un altro terzo posto e una quarta piazza che gli permisero di concludere il campionato piloti in quinta posizione.

Il 2003 iniziò per il pilota con un quarto posto. Dopo due gare senza risultati Alesi tornò a punti alla quarta gara e ottenne due quinti posti consecutivi. A Donington, poi, tornò a vincere e, grazie a un altro successo ottenuto ad Hockenheim, concluse il campionato in quinta posizione.

Dopo un 2004 senza vittorie e un 2005 con un successo nella gara inaugurale, nel 2006 si ritirò, accusando anche la sua scuderia di averlo trascurato.[64] A partire dal 2008 e fino al 2009, il pilota francese si dedicò al campionato Speedcar Series, dove sfiorò il titolo nel 2008 (vincendo 2 gare). Nel 2010 corse nell campionato LMS, guidando una Ferrari F430 del Team AF Corse, in coppia con Fisichella e Vilander, disputando anche la 24 ore di Le Mans. Dal 2011 divenne ambasciatore Lotus, con il compito di sviluppare il programma Type 125, riguardante una monoposto ispirata alle vetture di Formula 1. A settembre annunciò la sua partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis 2012, che ha segnato il suo debutto assoluto su ovale[65]. La prestazione, però, fu abbastanza deludente: già nelle qualifiche il motore Lotus della sua Dallara non si mostrò all'altezza e, dopo 10 giri di gara, fu invitato dai commissari a fermarsi in quanto non riusciva a mantenere un ritmo pari al 105% dei piloti di testa.[66]

Attualmente Alesi svolge il ruolo di opinionista alla trasmissione Pole Position su Rai Uno e, dal 2013, è ambasciatore della Pirelli[67]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Jean Alesi è sposato con la modella e attrice giapponese Kumiko Goto. In precedenza aveva avuto un matrimonio con Laurence, una ragazza francese, da cui aveva anche avuto una figlia, Charlotte.[68] Il pilota conobbe l'attuale moglie nel 1993 durante un viaggio per promuovere i suoi sponsor.[68] Da lei Alesi ha avuto tre figli: Helena, Giuliano e John.[69]

Attualmente la famiglia risiede a Ginevra.[69]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
«Meriti sportivi»
— [70]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nestore Morosini, Giancarlo Faletti, Carlo Gradini, Alesi, un pomeriggio da Villeneuve in corriere.it, 10 settembre 1994.
  2. ^ Roberts, op. cit., pag.160.
  3. ^ Vincenzo Borgomeo, Ferrari, sulle tracce dei campioni. Una corsa lunga sessant'anni in Repubblica, 24 agosto 2007, p. 32.
  4. ^ a b c Vittorio Zambardino, Nel paese dove i vecchi parlano di motori in Repubblica, 16 novembre 1990, p. 35.
  5. ^ Andrea Cremonesi, E ora Alesi s'inventa rallista! in Gazzetta dello sport, 11 novembre 1999, p. 24.
  6. ^ a b (EN) Driver: Jean Alesi. URL consultato il 14 giugno 2009.
  7. ^ 24 Heures 1989 - Circuit de 13.535 km. URL consultato il 16 giugno 2009.
  8. ^ A le Castellet Senna in testa in Repubblica, 08 luglio 1989, p. 34.
  9. ^ Casamassima, op. cit., pag. 525.
  10. ^ Jean Alesi's Biography. URL consultato il 23 giugno 2009.
  11. ^ Carlo Marincovich, Lamborghini, le idee dal futuro in Repubblica, 03 luglio 1990, p. 29.
  12. ^ Carlo Marincovich, Misteri dell'antidoping in Repubblica, 11 maggio 1990, p. 28.
  13. ^ Carlo Marincovich, Calendario a ostacoli in Repubblica, 31 luglio 1990, p. 31.
  14. ^ Carlo Marincovich, Finalmente è Alesi in Repubblica, 19 settembre 1990, p. 39.
  15. ^ Mapelli, op. cit., pag. 166.
  16. ^ Casamassima, op. cit., pag. 568.
  17. ^ Casamassima, op. cit., pag. 565.
  18. ^ Leo Turrini, op. cit., p. 70.
  19. ^ Leo Turrini, op. cit., p. 107.
  20. ^ Leo Turrini, op. cit., p. 155.
  21. ^ Cristiano Chiavegato, Cominciate in Portogallo le prove della nuova monoposto Ferrari, partenza in salita Berger e Alesi sono stati staccati di sei secondi dalla Williams di Prost. Tanti guai di gioventu', soprattutto difficile regolare le sospensioni attive FORMULA 1, 27 gennaio 1993. URL consultato il 3 maggio 2009.
  22. ^ Leonardo Acerbi, op. cit., pag.309.
  23. ^ Giancarlo Faletti, Alesi: "Sì, volevo lasciare la Ferrari", 27 aprile 1993. URL consultato il 3 maggio 2009.
  24. ^ Cristiano Chiavegato, In Francia dettano legge le Williams, Senna finalmente firma il contratto mentre anche per Maranello ci sono buone notizie Ferrari, è di Alesi il primo regalo per Todt Quinto tempo in prova: Benetton e McLaren sono più vicine, 04 luglio 1993. URL consultato il 16 maggio 2009.
  25. ^ a b ALESI Urto e rissa con Fittipaldi in lastampa.it, 17 agosto 1993. URL consultato il 16 maggio 2009.
  26. ^ Una Ferrari senza Alesi in repubblica.it, 06 aprile 1994, p. 28. URL consultato il 27 giugno 2008.
  27. ^ Cristiano Chiavegato, Alesi: che paura col cambio <Nel finale avevo solo la seconda marcia> in Lastampa.it, 13 giugno 1994. URL consultato il 18 maggio 2009.
  28. ^ Nestore Morosini, Alesi, compleanno indimenticabile in Corriere della Sera, 12 giugno 1995, p. 35.
  29. ^ Massa, dopo l'exploit, record negativo, auto.it. URL consultato il 24 marzo 2013.
  30. ^ Williams e McMaster, op. cit., pag. 23.
  31. ^ Casamassima, op. cit., pag. 634.
  32. ^ Williams e McMaster, op. cit., pag. 29.
  33. ^ Williams e McMaster, op. cit., pag. 31.
  34. ^ Alessandro Tommasi, Schumacher, affare Ferrari in repubblica.it, 28 luglio 1995. URL consultato il 27 giugno 2008.
  35. ^ (EN) Brad Spurgeon, Schumacher and Alesi Rev Their Engines, New York Times, 9 marzo 1996. URL consultato il 21 marzo 2013.
  36. ^ (FR) Benetton B196, statsf1.com. URL consultato il 14 settembre 2011.
  37. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 13.
  38. ^ "Alesi, basta errori" in repubblica.it, 03 maggio 1996. URL consultato il 24 aprile 2009.
  39. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 32.
  40. ^ Briatore ad Alesi:"Ultima chance" in repubblica.it, 07 gennaio 1997. URL consultato il 24 aprile 2009.
  41. ^ Luis Vasconcelos, Jerez: Alesi record sulla Benetton in gazzetta.it, 10 febbraio 1997. URL consultato il 24 aprile 2009.
  42. ^ Luis Vasconcelos, Berger scatenato strappa ad Alesi il primato di Jerez, 11 febbraio 1997.
  43. ^ Carlo Marincovich, Che sorpresa la McLaren, ma Schumacher insegue, 10 marzo 1997. URL consultato il 24 aprile 2009.
  44. ^ Roger Benoit, Alessandro Stefanini, Alesi va con Sauber e riscopre il motore Ferrari in gazzetta.it, 14 settembre 1997.
  45. ^ Carlo Grandini, Felicità Alesi: "Una pole tra i miei tifosi" in corriere.it, 07 settembre 1997.
  46. ^ Amaduzzi, Schittone, op. cit., Formula 1 Magic 98.
  47. ^ Boccafogli, D'Alessio e Williams, op. cit., pag. 20.
  48. ^ Alesi furioso con Trulli: "Basta, è un bambino" in La Repubblica, 14 giugno 1999, p. 46.
  49. ^ Pino Allievi, AAA pilota cercasi: 11 candidati per la seconda Ferrari in gazzetta.it, 1° giugno 1999. URL consultato il 2 maggio 2009.
  50. ^ Schumi, gradimento Alesi in lastampa.it, 07 giugno 1999. URL consultato il 2 maggio 2009.
  51. ^ Alesi infuriato sceglie Prost. Questa Sauber è un disastro in repubblica.it, 17 agosto 1999. URL consultato il 2 maggio 2009.
  52. ^ Alesi, che paura! Anche Fisichella va all'ospedale. in Lastampa.it, 15 agosto 1999. URL consultato il 2 maggio 2009.
  53. ^ Andrea Cremonesi, Alesi-Prost, matrimonio da 10 milioni di dollari in gazzetta.it. URL consultato il 28 giugno 2008.
  54. ^ D'Alessio e Williams, op. cit., pag. 149.
  55. ^ D'Alessio e Williams, op. cit., pag. 171.
  56. ^ D'Alessio e Williams, op. cit., pag. 185.
  57. ^ Alesi: allarme Ungheria. Ha dolori, forse non corre in gazzetta.it, 02 agosto 2000. URL consultato il 26 aprile 2009.
  58. ^ Luis Vasconcelos, Alesi:<<Andrò al massimo>> in gazzetta.it, 28 febbraio 2001. URL consultato il 26 aprile 2009.
  59. ^ a b c d Alberto Antonini, Madame et monsieur Jean dice adieu in Autosprint, nº 42, San Lazzaro di Savine, Conti Editore, ottobre 2001, p. 17.
  60. ^ Prost accusa Alesi: <<È un bambino>> in gazzetta.it, 11 agosto 2001. URL consultato il 26 aprile 2009.
  61. ^ Alesi, sono punti d'onore in Autosprint, 4 settembre 2001, p. 17.
  62. ^ Ha corso con la Prost fino al Gran Premio di Germania. Dalla gara successiva è passato alla Jordan
  63. ^ Carlo Laudisa, Michelin, operazione Alesi in gazzetta.it, 05 febbraio 2002.
  64. ^ I veleni di Alesi sul DTM in Autosprint, 22 agosto 2006, p. 36.
  65. ^ Alesi alla 500 Miglia di Indianapolis 2012, 422race.com
  66. ^ "La Indy 500 dura solo 10 giri per Jean Alesi", 27 maggio 2012. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  67. ^ (EN) Alguersuari and Di Grassi keep Pirelli test role, as Jean Alesi becomes Ambassador, 24 gennaio 2013. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  68. ^ a b Cristiano Chiavegato, Alla vigilia del G.P. d'Ungheria, l'annuncio del pilota francese e dell'attrice giapponese. Alesi ha una carica in più: diventa papa'. Spiegato il mistero della sparizione di Kumiko dai box Benetton, 09 agosto 1996. URL consultato il 23 giugno 2009.
  69. ^ a b Jean Alesi's biography. URL consultato il 23 giugno 2009.
  70. ^ jean alesi »Deluxeblog.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Milano, Vallardi&Associati, 1992, ISBN 88-85202-30-6.
  • Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93, Milano, Vallardi&Associati, 1993, ISBN 88-85202-27-6.
  • Bryn Williams, Colin McMaster, F1 '95. World championship photographic rewiew, Milano, Vallardi&associati, 1995, ISBN 88-85202-48-4 .
  • Bryn Williams, Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Milano, Vallardi&Associati, 1996, ISBN 88-86869-02-9.
  • Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Hakkinen, Milano, SEP, 1998, ISBN 88-87110-03-4.
  • Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 2000. Campioni del mondo!, Cernusco sul Naviglio, SEP, 2000, ISBN 88-87110-22-0.
  • Daniele Amaduzzi, Guido Schittone, F1 magic '98, L'artiere, 1998, ISBN 88-87569-02-9.
  • Enrico Mapelli, I dati della Formula 1, Giorgio Nada Editore, 1999, ISBN 88-7911-217-1.
  • (FR) Jean-François Galeron, Jean Alesi: 1983-1995, itinéraire d'un champion, Sirene, 1995, ISBN 2-84045-186-7.
  • (EN) Cristopher Hilton, Jean Alesi: Beating the Odds, Patrick Stephens Ltd, 1996, ISBN 1-85260-547-2.
  • (FR) Christopher Hilton, Jean-Pierre Lacour, Jean Alesi : L'attaquant, Solar, 2001, ISBN 2-263-02424-7.
  • (EN) Dominique Leroy, Luc Domenjoz, Jean Alesi, Red Missiles, Chronosports, 1996, ISBN 2-940125-09-0.
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  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.
  • Leonardo Acerbi, Tutto Ferrari, Mondadori, 2004, ISBN 88-04-51482-5.

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