Benetton B186

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Benetton B186
Gerhard Berger 1986 Detroit.jpg
Gerhard Berger a Detroit nel 1986
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Benetton Formula
Categoria Formula 1
Progettata da Rory Byrne
Sostituita da Benetton B187
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Motore BMW M12/13 1.5 L4Turbo
Trasmissione Benetton/Hewland 5/6 marce manuali
Dimensioni e pesi
Passo 2743 mm
Peso 548 kg
Altro
Carburante Wintershall
Pneumatici Pirelli
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio del Brasile 1986
Piloti 19. Teo Fabi
20. Gerhard Berger
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
16 1 2 3

La Benetton B186 è stata una monoposto di Formula 1 costruita dal team Benetton Formula per la stagione 1986. È stata la prima vettura realizzata dalla casa italo-britannica dopo l'acquisto del team Toleman nell'ottobre 1985.

L'auto si dimostrò competitiva conquistando due pole-position, 3 giri veloci e la vittoria al Gran Premio del Messico con Gerhard Berger.

Contesto[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni '80 la famiglia Benetton decise di accostare il proprio marchio ad uno sport che fosse giovane e dinamico, e la scelta ricadde sulla Formula 1. Nel 1983 il gruppo italiano divenne lo sponsor principale della Tyrrell e l'anno successivo sottoscrisse un accordo per sponsorizzare la scuderia Euroracing, ossia la squadra corse Alfa Romeo che versava in condizioni economiche disastrose. Ma nonostante gli ingenti investimenti di Luciano Benetton, il team italiano non progredì nei risultati, anzi ci fu un calo prestazionale che portò al termine della sponsorizzazione con la fine del biennio '84-'85. Dato l'Alfa Romeo non migliorava, Benetton valutò interessante sponsorizzare una squadra in ascesa, così venne stipulato un contratto col giovane team Toleman che si mise in luce nel 1984 con Ayrton Senna alla guida. Infatti la squadra inglese portò alcune novità, perché oltre al già citato Senna, emerse anche il nuovo motore Hart a quattro cilindri e l'estro dell'allora giovane progettista sudafricano Rory Byrne. Così nel 1985 la Toleman poté contare sulle finanze italiane, ma l'anno successivo la scuderia venne rilevata interamente dal gruppo trevigiano, che divenne scuderia; e la sua prima autovettura fu la B186 che è stata anche la prima auto del team ad ottenere una vittoria, un traguardo che la Toleman sfiorò più di una volta ma che non riuscì mai a conseguire.

Progetto[modifica | modifica sorgente]

La B186 venne progettata da Rory Byrne seguendo i principi ispiratori che lo portarono a disegnare la Toleman TG185 del 1985, ma nonostante alcune somiglianze si tratta di un progetto completamente nuovo. Questa linea concettuale lo accompagnerà anche per i seguenti progetti realizzati per il team italo-britannico.

Il primo passo dell'azienda italiana fu quello di concludere un contratto per la fornitura dei motori. Sin dal suo esordio la Toleman aveva utilizzato i motori Hart, ma il team manager Peter Collins approfittò dei fondi a sua disposizione per cercare propulsori più prestanti. La scelta ricadde sul BMW M12/13 che a quell'epoca era considerato il motore più potente assieme al Renault EF15, e potevano arrivare ad erogare anche 1200-1300 cavalli nelle versioni da qualifica. La Benetton aveva a disposizione una versione canonica dell'M12/13, mentre la Brabham che aveva un rapporto privilegiato col costruttore bavarese, utilizzava un'unità progettata ad hoc che per il suo telaio. Tuttavia questo fu un vanataggio perché Gordon Murray costruì una macchina troppo esasperata per la Brabham, e il suo motore doveva essere installato in posizione inclinata, creandogli grossi problemi di funzionamento. La versione utilizzata dalla Benetton era installata in posizione verticale, e in diverse occasioni arrivò alla rottura ma le consentì anche di ottenere ottimi risultati.

Essendo l'M12/13 un motore a quattro cilindri, Rory Byrne non dovette modificare troppo il layout meccanico, perché anche il motore Hart aveva questa architettura, ma differentemente dal vecchio motore il BMW era capace di circa 150 cavalli di potenza in più oltre ad una coppia motrice più alta, perciò il lavoro maggiore doveva essere fatto per rinforzare il telaio. Per garantire i giusti valori di rigidezza torsionale e flessionale, il tecnico sudafricano valutò di costruire la scocca seguendo il concetto del telaio nudo, dunque non separato dalla carrozzeria come avveniva con gli altri costruttori. Questa tecnica venne introdotta da Gustav Brunner sulla AGS nel 1983 e Byrne la riprese già nell'85 sulla Toleman TG185, potendo sfruttare un telaio molto più rigido di quelli tradizionali. La Benetton è stata l'unica scuderia che ha sempre utilizzato questa tecnica costruttiva su tutti i suoi modelli. La scocca era in fibra di carbonio, ed uno dei grattacapi più grossi dei progettisti fu il disegno dell'abitacolo. Questo perché i piloti del team erano molto diversi dal punto di vista fisico, infatti Teo Fabi era abbastanza minuto mentre Gerhard Berger decisamente più alto, e per garantigli un posto di guida confortevole bisognò rinunciare ad un abitacolo più stretto e corto che avrebbe dato dei benefici aerodinamici.

Vittorie[modifica | modifica sorgente]

Risultati completi[modifica | modifica sorgente]

Legenda: (I risultati in grassetto indicano la Pole Position; quelli in corsivo indicano i giri più veloci in gara.)

Anno Scuderia Motore Gomme Piloti 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Punti CC
1986 Benetton Formula Ltd BMW M12/13 1.5 L4Turbo P BRA ESP SMR MON BEL CAN DET FRA GBR GER HUN AUT ITA POR MEX AUS 19 6^
Teo Fabi 10 5 Ret Ret 7 Ret Ret Ret Ret Ret Ret Ret Ret 8 Ret 10
Gerhard Berger 6 6 3 Ret 10 Ret Ret Ret Ret 10 Ret 7 5 Ret 1 Ret

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