Riccardo Patrese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Riccardo Patrese
RiccardoPatrese.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174 cm
Peso 67 kg
Automobilismo Automobilismo
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1977-1993
Scuderie Shadow, Arrows, Brabham, Alfa Romeo, Williams, Benetton
Miglior risultato finale 2° (1992)
GP disputati 257 (256 partenze)
GP vinti 6
Podi 37
Punti ottenuti 281
Pole position 8
Giri veloci 13
 

Riccardo Patrese (Padova, 17 aprile 1954) è un ex pilota automobilistico italiano.

Dopo aver ottenuto vari successi nelle formula minori, nel 1977 ha debuttato in Formula 1 con la scuderia Shadow. Nel corso della sua carriera è riuscito a vincere sei gare ed è stato a lungo il pilota con il maggior numero di presenze nelle gare di Formula 1: nella sua carriera ha disputato 256 Gran Premi, che hanno rappresentato il record di partecipazioni fino alla stagione 2008, quando il suo primato è stato battuto da Rubens Barrichello nel Gran Premio di Spagna.

Negli anni in cui correva nella massima serie ha preso anche parte al Campionato del Mondo Sport Prototipi, in cui ha anche vinto alcune gare.

Dotato di una guida molto aggressiva,[1] era considerato da vari piloti molto arrogante e non era molto amato all'interno del Circus,[1] in particolar modo venne spesso attaccato, dall'inglese James Hunt.[2]

Indice

Carriera [modifica]

Kart [modifica]

Riccardo Patrese inizia a correre con i kart a undici anni, nel 1965, e continua costantemente fino al 1974[3].

Nel 1972 conquista il Campionato italiano nella classe 100 e si piazza quarto al Mondiale di Kalmar in Svezia. Vince il Pilota d'oro karting[3].

Vince il Campionato europeo a squadre, nel 1973, con Pietro Necchi, Gabriele Gorini e Eddie Cheever e ottiene il nono posto al Mondiale di Nivelles in Belgio. Gli viene assegnata la Medaglia d'Argento al Valore Atletico del Comitato Olimpico Nazionale Italiano[3].

Nel 1974 bissa il successo dell'anno precedente all'Europeo, con Pietro Necchi, Gabriele Gorini e Eddie Cheever. Vince il Campionato del Mondo sul Circuito di Estoril in Portogallo, al volante di un kart Birel-Komet, battendo Eddie Cheever[4]. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano gli assegna la Medaglia d'oro al valore atletico[3].

Formula Italia [modifica]

Nel 1975 gareggia in Formula Italia con la Scuderia Nettuno[5].

Debutta in marzo alla gara di Magione dove ottiene il dodicedimo posto. In aprile non gareggia a Imola ed è secondo a Casale, settimo a Varano e terzo a Vallelunga in maggio, in giugno arriva sesto a Magione, vince la sua prima gara in monoposto a Vallelunga ed è secondo a Magione. In luglio è terzo a Casale e vince la gara del Mugello. Tra agosto e settembre si piazza quarto a a Misano, terzo a Varano e Monza e centra la terza vittoria stagionale a Imola. Nell'ultima gara a Magione si piazza al quarto posto[5].

Con trentanove ottenuti durante la stagione si classifica secondo in Campionato dietro Bruno Giacomelli[5].

Formula 3 [modifica]

Nel 1976 Patrese gareggia nel Campionato europeo di Formula 3 con le Chevron B34-Toyota del Trivellato Racing Team[6].

Debutta con un secondo e un terzo posto alle gare del Nürburgring, la prima valida anche per il Campionato tedesco, e vince a Zandvoort. Arriva secondo a Mantorp Park, si ritira all'Avus e non si qualifica per la finale del Gran Premio di Monaco al di fuori del Campionato. Vince a Pergusa, arriva secondo nella gara di Casale valida anche per il Campionato italiano, e vince il prestigioso Gran Premio della Lotteria di Monza. Si piazza al terzo posto a Croix-en-Ternois e all'Österreichring e vince a Kassel-Calden. Segna la pole position a Knutstorp e si ritira in gara, arriva terzo al traguardo a Imola e Monza, prova valide anche per il Campionato italiano e secondo a Vallelunga partendo dalla pole. A Magione, ultima gara stagionale, segna la pole position e vince la gara centrando il quinto successo dell'anno[6].

Vince il Titolo europeo e quello italiano[6].

Formula 2 [modifica]

Dal 1977 al 1979 Patrese guida le monoposto di Formula 2 in Campionati diversi[7][8].

1977 [modifica]

Nel 1977 pilota le Chevron-BMW del Trivellato Racing Team[7].

Inizia la stagione agonistica al volante della Chevron B35-BMW con cui ottiene il sesto posto a Silverstone, il quinto a Thruxton, il terzo all'Hockenheimring e segna la pole position al Nürburgring ma si ritira in gara per incidente. Arriva quarto al traguardo a Vallelunga con la nuova B40-BMW, terzo a Pau, secondo al Mugello partendo dalla pole, secondo a Rouen e Nogaro dove segna il giro veloce. A Pergusa sigla un altro giro veloce ma non viene classificato come anche a Misano. Ottiene il sesto posto a Estoril e si ritira a Donington[7].

A fine stagione vince il Campionato italiano ed è quarto in quello europeo a pari punti di Bruno Giacomelli[7].

Vince anche il Gran Premio JAF[7] e il Gran Premio di Macao, partendo dalla pole position[8].

1978 [modifica]

Nel 1978 partecipa solo a pochi eventi di Formula 2[7].

Partecipa con una Chevron B42-Hart alla gara del Nürburgring dove si ritira, al Gran Premio JAF arrivando terzo e con una B42-Ford[7] vince per la seconda volta il Gran Premio di Macao[8].

1979 [modifica]

Nel 1979 partecipa al Gran Premio di Macao con la March 792-Ford del Marlboro Team Harper fa segnare la pole position e arriva secondo al traguardo battuto per un secondo dal britannico Geoff Lees[8]. .

Formula 1 [modifica]

Shadow (1977) [modifica]

Patrese alla guida di una Shadow a Monza nel 1977
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1977.

Riccardo Patrese ebbe quindi modo di debuttare in Formula 1 al Gran Premio di Monaco del 1977 alla guida della Shadow DN8, vista la decisione della squadra inglese di licenziare Renzo Zorzi per mancanza di risultati. La scelta ricadde sul padovano per l'intercessione di Franco Ambrosio che voleva un pilota italiano nel team e Alan Rees decise di puntare su di lui.[9] Lo stesso Patrese, negli anni seguenti, sottolineò come Rees fu fondamentale per la sua crescita come pilota.[9] Dopo alcuni piazzamenti e qualche ritiro, conquistò il primo punto iridato grazie al sesto posto nel Gran Premio del Giappone, sul Circuito del Fuji, ultima gara dell'anno. Conclude la stagione al ventesimo posto in classifica.

Arrows (1978-1981) [modifica]

Dal 1978 passò alla Arrows team britannico fondato, tra gli altri, da Alan Rees e Jackie Oliver provenienti anche loro dalla Shadow.

1978 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1978.
La Arrows A1B ai box di Imola nel 1979

Inizia la stagione 1978 con la FA1 motorizzata Ford Cosworth DFV. Alla seconda gara disputata, il Gran Premio del Sudafrica, sfiora la vittoria quando, a pochi giri dalla fine, viene fermato dalla rottura del motore mentre era al comando della corsa. Ottiene un punto a Long Beach e uno a Montecarlo e sale per la prima volta sul podio grazie al secondo posto in Svezia, battuto dal Campione del Mondo in carica Niki Lauda su Brabham BT46/B/C dotata di un estrattore nel diffusore utile per aumentare l'effetto suolo.

Al Gran Premio d'Italia a Monza viene coinvolto, con altri dieci piloti, nell'incidente che costò la vita a Ronnie Peterson. Accusato, anche dai colleghi, di aver provocato l'incidente con una manovra azzardata gli viene impedito di partecipare alla gara successiva negli Stati Uniti.

Patrese e Restelli, starter della gara, vengono rinviati a giudizio nel 1981, con l'accusa che chiede la condanna a 8 mesi, con la condizionale, per Patrese per omicidio colposo, mentre per Gianni Restelli viene chiesta l'assoluzione per non aver commesso il fatto.[10]Nonostante le testimonianze non favorevoli di James Hunt e Arturo Merzario nei confronti di Patrese, vengono entrambi assolti.[11]

All'ultima gara stagionale ottiene un quarto posto guidando la nuova A1 con il solito motore Ford Cosworth DFV. Chiude il Campionato al dodicesimo posto con undici punti.

1979 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1979.
La Arrows A2 utilizzata nella seconda parte del 1979

Viene confermato dalla squadra anche per il 1979. Ottiene due punti al Gran Premio del Belgio a Zolder con la A1B, poi sostituita durante la stagione dalla rivoluzionaria ma deludente A2, entrambe con il Ford Cosworth DFV. Con due soli punti raccolti si piazza diciannovesimo nella classifica piloti.

1980 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1980.

Nel 1980 con la Arrows A3 dotata di motore Ford Cosworth DFV conquista il sesto posto a Interlagos e il secondo a Long Beach dietro Nelson Piquet. Sono però gli unici risultati utili della stagione conclusa al nono posto.

1981 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1981.

Ancora con la scuderia inglese nel 1981 pilota nuovamente la A3. Al Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest centra la prima pole position in carriera ma è costretto al ritiro in gara. Si classifica terzo a Jacarepaguà e secondo a Imola e poi colleziona otto ritiri e alcuni piazzamenti fuori dalla zona punti. Conclude la stagione all'undicesimo posto.

Brabham (1982-1983) [modifica]

Nel biennio 1982-1983 Patrese è pilota ufficiale della squadra britannica Brabham.

La prima esperienza al volante di una Brabham avviene nel 1981 in occasione di una manifestazione all'Aeroporto di Treviso-Istrana. Il programma prevede una serie di sfide di accelerazione tra monoposto di Formula 1 e un aereo F-104 dell'Aeronautica Militare in diverse configurazioni di carico. Partecipano alla sfida Patrese e Piquet con la Brabham BT49-C, Gilles Villeneuve con la Ferrari 126 CK e Bruno Giacomelli con l'Alfa Romeo 179. Patrese non ha confidenza con la vettura, avendo corso nella stagione 1981 con la Arrows, e si trova a sfidare l'F-104 nella cofigurazione più leggera risultando l'unico pilota sconfitto[12].

1982 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1982.
La Brabham BT50 pilotata da Patrese al Gran Premio d'Olanda del 1982

Partecipa al Mondiale del 1982 con la Brabham dove trova come compagno il Campione del mondo in carica Nelson Piquet[13].

Debutta in gara al Gran Premio del Sudafrica con la nuova BT50-BMW ma si ritira par promblemi al motore. In Brasile, dove è costetto al ritiro per problemi fisici, pilota la BT49D-Ford. Al Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest ottiene il terzo posto al volante della BT49C-Ford e non partecipa al Gran Premio di San Marino. Porta nuovamente in gara la BT50-BMW per il Gran Premio del Belgio dove si ritira per incidente[13].

Al Gran Premio di Monaco sul circuito cittadino di Monte Carlo ottiene il secondo tempo in qualifica con la BT49D-Ford e parte dalla prima fila affiancato alla Renault di René Arnoux. Non parte bene e viene sorpassato prima da Bruno Giacomelli e poi da Alain Prost. Nel corso della gara riesce comunque a mantenersi nelle prime posizioni e alla sessantanovesima tornata fa segnare il giro veloce. A pochi giri dalla fine inizia a piovere e molti piloti sono costretti al ritiro per incidenti o uscite di pista. Anche Patrese va in testacoda, si spegne la macchina, viene spinto dai commissari e riesce a ripartire, guida con prudenza ed è l'unico pilota a portare a termine tutti i settantasei giri previsti risultando il vincitore. Riccardo si rende conto solo al momento della premiazione di aver vinto il suo primo Gran Premio[13] [14][15].

Si ritira per incidente al Gran Premi degli Stati Uniti-Est e sale sul secondo grandino del podio in Canada, in entrambi i casi con la BT49D-Ford. Nei successivi Gran Premi utilizzerà definitivamente la BT50-BMW. Arriva quindicesimo al traguardo in Olanda, si ritira in Gran Bretagna per incidente, in Francia, dove segna il giro veloce, e Germania per problemi al motore e in Austria ancora per incidente. Ottiene il quinto posto al Gran Premio di Svizzera ed è costretto al ritiro per problemi alla frizione a Monza e Las Vegas[13].

Conclude la stagione con ventuno punti e il decimo posto, davanti a Piquet undicesimo[13].

1983 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1983.

Nel 1983 pilota ancora le Brabham al fianco del brasiliano Piquet[16].

Inizia la stagione con la Brabham BT52 motorizzata BMW Turbo. Al debutto in Brasile si ritira per problemi allo scarico e arriva decimo al Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest attardato da problemi al motore. È costretto al ritiro per il surriscaldamento del motore in Francia, per incidente a San Marino dove ottiene il giro veloce, per problemi elettrici a Monaco, per la rottura del motore in Belgio, per noie ai freni negli Stati Uniti e al cambio in Canada[16].

Al Gran Premio di Gran Bretagna porta in gara la BT52B-BMW ma si ritira per problemi alla turbina. In Germania all'Hockenheimring conquista un terzo posto dietro la Ferrari di René Arnoux e l'Alfa di Andrea De Cesaris. In Austria si ritira nuovamente per problemi al motore poi arriva nono in Olanda. Al Gran Premio d'Italia a Monza centra la pole position ma dopo due giri si deve ritirare. Parte dalla prima fila al Gran Premio d'Europa che conclude in settima posizione. Nell'ultima prova della stagione, il Gran Premio del Sudafrica sul Circuito di Kyalami, parte dalla seconda fila e vince la gara davanti a De Cesaris e Piquet[16].

Chiude la stagione al nono posto mentre il compagno di squadra Piquet vince il suo secondo titolo iridato[16].

Alfa Romeo (1984-1985) [modifica]

Nel 1984 e 1985 corre con le Alfa Romeo ufficiali gestite dall'Euroracing di Giampaolo Pavanello e sponsorizzate dal Gruppo Benetton. In entrambe le stagioni ha come compagno di squadra lo statunitense Eddie Cheever.

1984 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1984.

Nel 1984 gareggia con la 184T dotata del motore 1.5 Turbo V8 ma fin dalla seconda gara il team è dilaniato da polemiche interne tra il reparto motori e l'Euroracing a causa della scarsa affidabilità che porterà al licenziamanto dell'ingegnere Carlo Chiti.[17]. Dopo il ritiro nella prima gara a causa di una foratura nel Gran Premio del Brasile si piazza al quarto posto in Sudafrica a due giri dal vincitore Niki Lauda su McLaren. Nelle successive undici gare è costretto al ritiro nove volte e nelle altre due non ottiene punti. Sale sul terzo gradino del podio a Monza con un giro di distacco da Lauda con l'imbattibile McLaren MP4/2 e Michele Alboreto su Ferrari 126 C4. Negli ultimi due Gran Premi ottiene il sesto e l'ottavo posto. Con otto punti conquistati è tredicesimo nella classifica piloti.

Patrese durante una sessione di prove con l'Alfa Romeo 185T nel 1985.
1985 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1985.

Nel 1985 debutta la nuova 185T, motorizzata come l'anno precedente con il 1.5 Turbo V8, che nei test invernali aveva dato ottimi risultati portando un buon entusiasmo all'interno del team.[17][18] La vettura nonostante un discreto telaio non rispetta le aspettative ed è afflitta da continui problemi al motore.[19] Nelle prime otto gare Patrese ottiene tre piazzamenti fuori dalla zona punti e cinque ritiri. Dal Gran Premio di Germania il team decide di tornare alla vettura dell'anno precedente m, a a parte il nono posto al Gran Premio d'Europa, Patrese rimedia solo ritiri. Prima del termine della stagione firma un contratto con la Brabham mentre alla fine del campionato non ottiene punti per la prima volta in carriera. A fine anno cita in Tribunale l'Euroracing chiedendo settecento milioni di lire al team per inadempienza al contratto.[20]

Brabham (1986-1987) [modifica]

Per le stagioni 1986 e 1987 si accasa nuovamente con la Brabham.

1986 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1986.
La Brabham BT54 guidata da Patrese nel 1986

Le prospettive in vista della stagione 1986 sembravano positive.[21] Ha come compagno di squadra Elio de Angelis con cui non aveva un buon rapporto,[22] ma nei pochi mesi mesi in cui lavorarono insieme si creò una sincera amicizia.[23] Patrese, con la BT55 motorizzata BMW, nei primi quattro Gran Premi stagionali riesce a raccogliere un solo punto a Imola a causa della scarsa competitività della sua vettura e la stagione fu ulteriormente segnata dalla morte di de Angelis a causa di un incidente avvenuto durante una sessione di test sul circuito Paul Ricard. Nei Gran Premi successivi arriva solo un sesto posto a Detroit; a causa degli scarsi risultati conseguiti, la Brabham decide di utilizzare BT54 dell'anno precedente dal Gran Premio di Gran Bretagna, ma Patrese colleziona sette ritiri e un tredicesimo posto in Messico, chiudendo la stagione al diciassettesimo posto.

1987 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1987.

Nel 1987 guida la Brabham BT56 con propulsore BMW ed è affiancato da Andrea De Cesaris. La prima parte della stagione è al livello di quella precedente e Patrese conquista punti solo alla nona gara stagione in Ungheria con un quinto posto. Al Gran Premio del Messico arriva terzo dietro le Williams di Nigel Mansell e Nelson Piquet ma, dopo l'undicesimo posto a Suzuka, decide di abbandonare la squadra inglese per passare già dal Gran Premio d'Australia, l'ultimo della stagione, alla Williams.

Williams (1987-1992) [modifica]

Dalla fine del 1987 al 1992 corre per la Williams squadra inglese con cui ottiene le maggiori soddisfazioni della carriera.

1987 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1987.

Dopo aver abbandonato anticipatamente la Brabham a causa della scarsa competitività delle sue vetture, debutta con la FW11-Honda all'ultimo Gran Premio della stagione in Australia per sostituire Nigel Mansell fermo a causa dei postumi di un incidente nelle prove libere del Gran Premio del Giappone. Ottiene il settimo posto in qualifica e il nono in gara.

1988 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1988.

Nel 1988 guida la Williams FW12-Judd ed ha come compagno di squadra il britannico Nigel Mansell. Il motore è poco competitivo e poco affidabile ed entrambi i piloti si ritirano con molta frequenza. Gli unici risultati utili per Patrese sono il quarto posto ad Adelaide, il quinto a Jerez, e i sesti posti a Montecarlo, Budapest e Suzuka. Con otto punti è undicesimo nella classifica piloti.

1989 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1989.
La Williams FW12C guidata da Patrese nel 1989

All'inizio della stagione 1990 utilizza la Williams FW12C spinta dal dieci cilindri Renault RS01. Suo compagno di squadra è il belga Thierry Boutsen che sostituisce Nigel Mansell passato alla Ferrari. Al Gran Premio del Brasile si qualifica secondo in prova e segna il giro veloce in gara ma è costretto al ritiro a dieci giri dalla fine per problemi all'alternatore. A Imola ottiene la seconda fila in qualifica mentre in gara si ritira al ventunesimo giro per problemi al motore. Riesce a portare a termine la prima gara stagionale a Monaco chiudendo al quindicesimo posto con quattro giri di ritardo dal vincitore Ayrton Senna con la McLaren MP4/5. Nei quattro successivi Gran Premi va sempre a podio: secondo in Messico, Stati Uniti e Canada, terzo in Francia. Nella parte centrale del campionato alterna piazzamenti a punti e ritiri conquistando la pole position all'Hungaroring dove poi ha problemi meccanici. Al Gran Premio del Giappone debutta la nuova FW13-Renault e Patrese conquista la piazza d'onore dietro ad Alessandro Nannini con la Benetton e il gradino basso del podio al Gran Premio d'Australia. Grazie ai quaranta punti conquistati si classifica terzo nel Campionato piloti.

1990 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1990.

Per il 1990 Patrese, affiancato sempre da Boutsen, guida la Williams FW13-Renault utilizzata anche negli ultimi Gran Premi del 1989. Si piazza al nono posto a Phoenix, tredicesimo a Interlagos e, dopo essere partito dalla seconda fila, vince il Gran Premio di San Marino a Imola. Guadagna ancora punti ad Hockenheim e Budapest dove parte dalla prima fila e segna il giro veloce in gara. Dopo il ritiro in Belgio va costantemente a punti e ottiene il giro veloce nelle gare in Portogallo, Spagna e Giappone. Conclude la stagione con ventitré punti e il settimo posto in classifica.

1991 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1991.

Nel 1991 Patrese guida la nuova Williams FW14-Renault e ritrova come compagno di squadra il britannico Nigel Mansell rientrato in Williams dopo due anni alla Ferrari[24].

Patrese al volante della Williams FW14 al Gran Premio di Monaco

Patrese ottiene il terzo posto in qualifica al Gran Premio degli Stati Uniti ma è costretto al ritiro in corsa per un problema al cambio. Al Gran Premio del Brasile parte in prima fila affiancato ad Ayrton Senna e nello stesso ordine concludono la gara. Si ritira a San Marino per problemi elettrici e a Monaco per un'uscita di pista. Conquista la pole position al Gran Premio del Canada e arriva terzo in gara[25][26].

Centra la seconda pole consecutiva all'Autodromo Hermanos Rodríguez, in occasione del Gran Premio del Messico e vince la prima gara della stagione davanti al compagno Mansell[25][26].

Alla corsa successiva in Francia ottiene la terza pole position di fila e giunge quarto al traguardo. A Silverstone, dove vince Mansell, si ritira dopo una collisione con Gerhard Berger su McLaren. È secondo al Gran Premio di Germania, in cui sigla anche il giro veloce, terzo in Ungheria, quinto in Belgio e si ritira per problemi al cambio in Italia dopo essere partito dalla seconda fila[25][26].

Al Gran Premio del Portogallo sul Circuito di Estoril conquista la quarta pole e vince la seconda gara stagionale battendo Ayrton Senna e il ferrarista Jean Alesi[25][26].

A Montmeló fa segnare il giro veloce e arriva terzo al traguardo come anche in Giappone. Si piazza quinto al Gran Premio d'Australia interrotto a causa di un temporale che rende impraticabile il Circuito di Adelaide[25][26].

Conclude il 1991, la sua migliore stagione[27], con cinquantatré punti iridati e il terzo posto nella classifica piloti dopo Ayrton Senna con la McLaren e il compagno di squadra Nigel Mansell[26].

1992 [modifica]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1992.
La FW14B guidata da Patrese al Gran Premio di Monaco

Nel 1992 la FW14B-Renault è la vettura migliore del lotto, grazie soprattutto allo sviluppo delle sospensioni attive,[28] ma la Williams preferisce affidarsi a Mansell per puntare al titolo mondiale[29] assicurando al britannico la precedenza nelle modifiche sulla vettura e sull'uso del muletto relegando Patrese al ruolo di seconda guida.[30]

Patrese è secondo dietro Mansell in Sudafrica, Messico e Brasile, dove segna il giro veloce, poi si ritira per un testacoda in Spagna. Durante le prove del Gran Premio di San Marino perde il controllo della monoposto a causa dell'afflosciamento di uno pneumatico e si schianta contro un muretto riportando un colpo di frusta e varie contusioni,[31] ma riesce ad ottenere il secondo tempo in qualifica, il giro veloce in gara e il secondo posto dietro il compagno di scuderia. Parte dalla prima fila e arriva terzo al traguardo a Monaco, è secondo in prova in Canada, ma in gara è costretto al ritiro per problemi al cambio. Al Gran Premio di Francia parte in prima fila affiancato a Mansell, conquista la testa della corsa sorpassando in partenza il britannico ma a metà gara è costretto, per ordine della squadra, a cedergli la posizione chiudendo la corsa al secondo posto.[32] In Gran Bretagna parte di nuovo in prima fila con Mansell e nello stesso ordine arrivano al traguardo; in Germania è ancora in prima fila con il compagno, segna il giro veloce e arriva ottavo ritardato da un testacoda. Al Gran Premio d'Ungheria centra la pole position battendo Mansell e Senna, tiene la testa corsa in partenza ma dopo cinquantacinque giri rompe il motore e si ritira. Si piazza al terzo posto al Gran Premio del Belgio a Spa vinto dal Michael Schumacher su Benetton-Ford, quinto in Italia rallentato da problemi alle sospensioni attive e dal cambio bloccato in quarta marcia quando è in testa alla gara[33], si ritira per un incidente con Berger in Portogallo dove era partito in prima fila. Al Gran Premio del Giappone le Williams partono in prima fila con Mansell in pole e Patrese secondo. I due piloti mantengono le posizioni fino al trentaseiesimo giro quando il britannico rallenta, si fa sorpassare dal compagno e inizia a tallonarlo ma dopo pochi giri si ritira per la rottura del motore. Patrese va a vincere il suo primo Gran Premio stagionale davanti a Berger con la McLaren-Honda e Martin Brundle con la Benetton-Ford. Centra così la sesta ed ultima vittoria in carriera. In Australia parte dalla terza posizione ma si ritira al cinquantesimo giro, quando è al comando della corsa, per la rottura del motore.

La Williams vince il Campionato costruttori con Mansell primo nel Campionato piloti e Patrese secondo. A fine stagione il pilota padovano abbandonano la scuderia bitannica per passare alla Benetton.

Benetton (1993) [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1993.

Nel 1993 passa alla scuderia anglo-trevigiana Benetton ed ha come compagno il giovane tedesco Michael Schumacher. A Patrese è affidato il ruolo di secondo pilota[29] ed ha il compito di portare l'esperienza tecnica accumulata nei suoi anni in Williams.[29] Superate alcune difficoltà iniziali nella messa a punto della vettura[34] i due piloti, dopo i test invernali, si dichiararono molto soddisfatti della macchina.[35]

Per i primi due Gran Premi utilizza la B193A-Ford; si ritira in seguito ad una uscita di strada in Sudafrica e per un problema alle sospensioni in Brasile. Al Gran Premio d'Europa a Donington porta in gara la B193B-Ford e guadagna i primi due punti grazie al quinto posto. Si ritira a Imola, arriva quarto a Montmeló, si ritira a Montecarlo e Montréal e si piazza decimo a Magny Cours. Nei cinque Gran Premi successivi ottiene sempre risultati positivi: a Silverstone sale sul podio dietro Prost e Michael Schumacher, a Hockenheim è quinto, a Budapest secondo dietro Damon Hill, sesto a Spa, quinto a Monza. Negli ultimi tre Gran Premi non ottiene punti: in Portogallo arriva sedicesimo ritardato da un incidente, si ritira in Giappone per un altro incidente, e giunge ottavo in Australia con due giri di ritardo per un problema tecnico.

Con venti punti raccolti è quinto nella sua ultima stagione nella massima serie automobilistica. Nel mese di agosto aveva infatti annunciato il ritiro dalla Formula 1 a fine stagione.[36]

Il ritiro [modifica]

Patrese si ritira dalla Formula 1 nel 1993 a trentanove anni dopo diciassette stagioni e 256 Gran Premi disputati, record superato solo da Rubens Barrichello quindici anni dopo. Nella sua lunga carriera ha vinto sei Gran Premi, conquistato otto pole position e segnato tredici giri veloci ottenendo duecentoottantuno punti iridati.

Nel 2002 partecipa ad un test collettivo pre-stagionale con la Williams

Il 9 settembre 2008 Riccardo Patrese, all'età di 54 anni, torna a guidare una monoposto di F1 disputando a Jerez un test con la Honda F1.

Risultati completi in Formula 1 [modifica]

1977 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Shadow DN8 9 Rit Rit Rit 10 13 Rit 10 6 1 20º
1978 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Punti Pos.
Arrows FA1 e A1 10 Rit 6 6 Rit Rit 2 8 Rit 9 Rit Rit Rit 4 11 12º
1979 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Arrows A1B e A2 NP 9 11 Rit 10 5 Rit 14 Rit Rit Rit Rit 13 Rit 2 20º
1980 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
Arrows A3 Rit 6 Rit 2 Rit 8 9 9 9 14 Rit Rit Rit Rit 7
1981 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Canada.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
Arrows A3 Rit 3 7 2 Rit Rit Rit 14 10 Rit Rit Rit Rit Rit 11 11 10º
1982 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
Brabham BT50 e BT49 Rit Rit 3 Rit 1 Rit 2 15 Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit 21 10º
1983 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
Brabham BT52 Rit 10 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 3 Rit 9 Rit 7 1 13
1984 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg Punti Pos.
Alfa Romeo 184T Rit 4 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 Rit 3 6 8 8 13º
1985 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Portugal.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Alfa Romeo 184T e 185T Rit Rit Rit Rit 10 Rit 11 9 Rit Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit 0
1986 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Mexico.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Brabham BT55 Rit Rit 6 Rit 8 Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 13 Rit 2 17º
1987 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Mexico.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Brabham
Williams[37]
BT56
FW11B
Rit 9 Rit Rit 9 Rit Rit Rit 5 Rit Rit Rit 13 3 11 9 6 13º
1988 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW12 Rit 13 6 Rit Rit Rit Rit 8 Rit 6 Rit 7 Rit 5 6 4 8 11º
1989 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW12C e FW13 Rit Rit 15 2 2 2 3 Rit 4 Rit Rit 4 Rit 5 2 3 40
1990 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW13B 9 13 1 Rit Rit 9 6 Rit 5 4 Rit 5 7 5 4 6 23
1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW14 Rit 2 Rit Rit 3 1 5 Rit 2 3 5 Rit 1 3 3 5 53
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW14B 2 2 2 Rit 2 3 Rit 2 2 8 Rit 3 5 Rit 1 Rit 56
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton B193A e B193B Rit Rit 5 Rit 4 Rit Rit 10 3 5 2 6 5 16 Rit 8 20
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Endurance [modifica]

BMW (1978) [modifica]

Nel 1978 Patrese viene iscritto dal team BMW Italia Osella alla 6 Ore di Silverstone per pilotare una 320i con Giorgio Francia e Umberto Grano ma non prende il via dlla gara[38][39].

Lancia (1979-1985) [modifica]

Dal 1979 a 1985 Patrese è uno dei piloti ufficiali Lancia per il Campionato del Mondo Sport Prototipi.

1979 [modifica]

Nel 1979 entra a far parte della Lancia Corse squadra ufficiale della casa automobilistica torinese. La prima parte della stagione viene dedicata allo sviluppo della Beta Montecarlo Turbo. Riccardo Patrese, con Walter Rohrl, porta la vettura al debutto alla 1000 km di Silverstone ma è costretto al ritiro mentre alla 1000 km del Nürburgring la stessa coppia ottiene l'ottavo posto delle Gr 5. Alla Sei Ore di Pergusa Patrese e Facetti partono dalla pole position e arrivano secondi assoluti e primi nelle Gr 5. Nuovamente con Rohrl ottiene il terzo posto di categoria alla Sei Ore di Brands Hatch.

1980 [modifica]

L'anno successivo, il 1980, sempre al volante della Beta Montecarlo Turbo ufficiale della Lancia Corse, prende parte a sette delle undici prove del Campionato del Mondo Sport Prototipi. Alla Sei Ore di Brands Hatch con Walter Rohrl centra la prima vittoria assoluta sia per lui che per la vettura. Bissa il successo alla Sei Ore del Mugello, in coppia con Eddie Cheever e dopo due piazzamenti e un ritiro vince nuovamente alla Sei Ore di Watkins Glen con Hans Heyer. Alla Sei Ore di Vallelunga è terzo assoluto e primo nelle Gr 5 con Eddie Cheever. A fine stagione Patrese grazie ai 94 punti ottenuti è il migliore pilota dell'anno.

1981 [modifica]

Dal 1981 le Lancia Beta Montecarlo Turbo vengono gestite dalla Martini Racing. Nelle prime cinque gare disputate con diversi equipaggi Patrese ottiene due piazzamenti e tre ritiri. Vince alla Sei Ore di Watkins Glen con Michele Alboreto.

1982 [modifica]

Nel 1982 la Beta Montecarlo viene sostituita dalla nuova LC1 gestita sempre dal Martini Racing. Alla 1000 km di Monza, prima gara stagionale, centra la pole ma in gara è costretto al ritiro. Vince la 1000 km di Silverstone con Alboreto e la 1000 km del Nürburgring con Alboreto e Fabi. Dopo il quarto tempo in qualifica si ritira alla 24 Ore di Le Mans. È primo nelle Gr 5 con Teo Fabi alla 1000 km di Spa, si ritira dopo aver ottenuto la pole alla 1000 km Mugello e sempre con Fabi vince nelle Gr5 alla Sei Ore di Fuji e nelle Gr6 alla 1000 km Brands Hatch. Chiude la stagione al secondo posto della Classifica piloti.

1983- 1985 [modifica]

Dal 1983 al 1985 gareggia con la Lancia LC2 gestita ancora dalla Martini Racing. In questo triennio però non riesce a ottenere grandi soddisfazioni. Nel 1983 sale solo due volte sul podio con Alessandro Nannini; l'anno seguente centra la pole position alla 1000 km di Silverstone, alla 1000 km Imola e vince alla 1000 km Kyalami con Alessandro Nannini; nel 1985 ottiene la pole alla 1000 km Mugello, alla 1000 km Monza, alla 1000 km Silverstone, alla 1000 km Spa dove con Bob Wollek e Mauro Baldi centra l'ultima vittoria in carriera nel Campionato del Mondo Sport Prototipi.

Nissan (1997) [modifica]

Dopo alcuni anni lontano dalle corse nel 1997 torna a gareggiare con le Sport Prototipo. Partecipa alla 24 Ore di Le Mans con Eric van de Poele e Aguri Suzuki alla guida della Nissan R390 GT1 del Tom Walkinshaw Racing ma si ritira.

Altre competizioni [modifica]

Nella sua lunga carriera, oltre che con le monoposto e le sport-prototipo, Patrese ha gareggiato numerosi altri tipi di competizioni.

Giro d'Italia [modifica]

Patrese ha preso parte a quattro edizioni del Giro automobilistico d'Italia.

Alla prima partecipazione, nel 1978, pilota una Fiat Ritmo 75 TC con Sodano e Renato Pozzetto e riescono ad ottenere il quarto posto assoluto e il primo di categoria.

Nel 1979 si alterna alla guida di una Lancia Beta Montecarlo Turbo con Markku Alén e Ilkka Kivimaki ma vengono squalificati. L'anno successivo, il 1980, con la stessa vettura e lo stesso equipaggio riesce ad ottenere la vittoria finale.

Vince nuovamente la gara nel 1988 quando guida una Alfa 75 Turbo IMSA con Miki Biasion e Tiziano Siviero.

Campionato Production Car [modifica]

Nel 1980 partecipa alla gara di Imola del Campionato Production Car con una BMW M1 piazzandosi al nono posto

Campionati Turismo [modifica]

Nel 1987 vince la 500 Km di Monza, valida per il Campionato del mondo turismo, con una BMW M3 del Team CiBiEmme in coppia con Johnny Cecotto ma vengono squalificati per irregolarità tecniche come le altre M3 in gara[40]. Partecipa, sempre con Ceccotto su BMW M3, alla gara di Imola del Campionato Europeo Turismo dove parte dalla pole position ma è costretto al ritiro in gara.

Con l'Alfa 75 Turbo prende parte al Campionato italiano superturismo del 1988. Dopo i secondi posti a Vallelunga e Mugello sigla la pole a Magione e vince la gara. Si ritira a Monza ed è diciottesimo a Imola.

Nel 1995 partecipa al campionato Super Tourenwagen Cup tedesco con la Ford Mondeo del Team Schübel ma non ottiene grandi risultati, conseguendo a fine anno solo cinque punti e decidendo dunque di abbandonare la categoria.

Grand Prix masters [modifica]

Nel 2005 partecipa al Grand Prix Masters, una gara riservata a ex-piloti di F1, arrivando 3º alle spalle di Nigel Mansell ed Emerson Fittipaldi e seguito da Andrea De Cesaris. Nel 2006 ritorna nei due appuntamenti del Grand Prix Masters concludendo 10º nel GP del Qatar e 6º nel circuito di Silverstone. Malgrado Patrese avesse confermato la sua presenza anche per il 2007 l'evento motoristico GP Masters era stato sospeso in attesa di un ritorno nel 2009 con il nome di F1 Masters.

Commentatore TV [modifica]

Conclusa la carriera da pilota di F1 ancora al top Riccardo Patrese stipula un contratto biennale con la RAI come commentatore dei di Gran Premi. Nel 1995 rinnova il contratto con la RAI.

Il pilota italiano nel 2007 ha sciolto il contratto con la RAI potendo così commentare anche i Gran Premi di F1 su Sky.

Riconoscimenti [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ a b (EN) Drivers: Riccardo Patrese. URL consultato in data 11-07-2010.
  2. ^ Casamassima, op. cit., pag. 704.
  3. ^ a b c d Karting: 1965-1974, The Riccardo Patrese Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  4. ^ 1974 World Karting Campionship, Karting Magazine, dicembre 1974. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  5. ^ a b c Formula Italia: 1975, The Riccardo Patrese Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  6. ^ a b c Formula 3: 1976, The Riccardo Patrese Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  7. ^ a b c d e f g Formula 2: 1977-1978, The Riccardo Patrese Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  8. ^ a b c d Formula Pacific & Atlantic: 1977-1979, The Riccardo Patrese Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  9. ^ a b Cesare Maria Mannucci, Quelle incredibili "quasi" vittorie, Autosprint, 21 gennaio 2003, p. 37.
  10. ^ Marzio Fabbri, Patrese: l'accusa ha chiesto 8 mesi al processo per la morte di Peterson, La Stampa, 29-10-1981, p. 9. URL consultato in data 22-8-2012.
  11. ^ Gianni Piva, Assoluzione per Patrese, L'Unità, 29-10-1981, p. 17. URL consultato in data 21-8-2012.
  12. ^ SFIDE La storia di due "duelli" inconsueti avvenuti a 50 anni di distanza l'uno dall'altro, Libero.it. URL consultato in data 6 aprile 2013.
  13. ^ a b c d e Stats F1 - 1982, Stats F1.com. URL consultato in data 6 aprile 2013.
  14. ^ Monaco, 70 edizioni di pathos: storie e personaggi, curva per curva, 23 maggio 2011. URL consultato in data 23 maggio 2011.
  15. ^ F1 - GP Monaco 1982: alla roulette vince Patrese, F1 Passion.it. URL consultato in data 7 aprile 2013.
  16. ^ a b c d Stats F1 - 1983, Stats F1.com. URL consultato in data 7 aprile 2013.
  17. ^ a b Carlo Marincovich, Rinata per correre, La Repubblica, 25 01 1985, p. 29.
  18. ^ 900 cavalli per l'Alfa, La Repubblica, 17 03 1985, p. 27.
  19. ^ Carlo Marincovich, Alfa, quando arrivi?, La Repubblica, 20 06 1985, p. 33.
  20. ^ Patrese ha citato l'Euroracing: vuole 700 milioni, La Repubblica, 07 12 1985, p. 45.
  21. ^ (EN) Constructors: Brabham (Motor Racing Developments Ltd.). URL consultato in data 15-07-2010.
  22. ^ Pino Allievi. Patrese: la storia di un uomo. URL consultato in data 16-07-2010.
  23. ^ Patrese R.. URL consultato in data 16-07-2010.
  24. ^ Nigel Mansell-Il Leone d'Inghilterra - Settima parte, Passione a 300 all'ora.it. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  25. ^ a b c d e (EN) 1991 - PATRESE RICCARDO, The Official F1 Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  26. ^ a b c d e f (EN) Stagione 1991, Stats F1.com. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  27. ^ Resurrezione di una Superstar, Autocar & Motor, 31 Luglio 1991. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  28. ^ Turrini, op. cit., pag. 23.
  29. ^ a b c Patrese, ecco la Benetton, La Repubblica, 04 09 1992, p. 40.
  30. ^ Patrese si rassegna 'Nella Williams sono il numero 2', La Repubblica, 17 05 1992, p. 25.
  31. ^ Patrese contro un muro, La Repubblica, 09 05 1992, p. 24.
  32. ^ Turrini, op. cit., pag. 107.
  33. ^ Riccardo cuor di sfortuna, Corriere della Sera, 14 settembre 1992. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  34. ^ Prost, la paura dell'ultimo giorno, La Repubblica, 30 01 1993, p. 39.
  35. ^ Carlo Marincovich, Non è la Ferrari, però..., La Repubblica, 02 03 1993, p. 29.
  36. ^ Niente Renault per Benetton 'Impossibile servire tre team', La Repubblica, 20 08 1993, p. 36.
  37. ^ Con la Williams nel GP d'Australia.
  38. ^ (EN) WORLD MANUFACTURES SIX HOURS 1978, Racing Sports Cars. URL consultato in data 4 aprile 2013.
  39. ^ (EN) Silverstone Six Hours 1978 - BMW Italia Osella-320i Gr 5, Racing Sports Cars, 14.5.1978. URL consultato in data 4 aprile 2013.
  40. ^ (EN) 500 km di Monza, Touringcar Racing. URL consultato in data 30 marzo 2013.
  41. ^ a b c Karting, Riccardo Patrese Official Website. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  42. ^ Riccardo Patrese, AMOVA. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  43. ^ 7-14 dicembre 1976 (AS #49), Autosprint. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  44. ^ Assoluto Di Velocità 1953-2003, Digilander.libero.it. URL consultato in data 5 aprile 2013.
  45. ^ VOLLEY MASCHILE - I CAPITANO FEI VINCE IL PREMIO FAIR PLAY, Dot Volley, 15 luglio 2011. URL consultato in data 5 aprile 2013.

Bibliografia [modifica]

  • Refini Maurizio, Patrese 200 volte, VIA!, Editrice NIS, 1991.
  • Leo Turrini, F.1 '92. L'anno di Mansell, Milano, Vallardi&Associati, 1992. ISBN 88-85202-30-6
  • Tom Roberts, Bryn Williams, F1 93 Il Campionato mondiale di Formula 1 nelle foto a colori più spettacolari, Milano, Vallardi&Associati, 1993. ISBN 88-85202-27-6
  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996. ISBN 88-8219-394-2

Altri progetti [modifica]

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]


Controllo di autorità VIAF: 170611381