Gran Premio del Belgio 1982

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Belgio Gran Premio del Belgio 1982
362º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 5 di 16 del Campionato 1982
Circuit zolder.png
Data 9 maggio 1982
Nome ufficiale XL Grote Prijs van Belgie
Circuito Zolder
Percorso 4,262 km
Distanza 70 giri, 298,34 km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Francia Alain Prost Gran Bretagna John Watson
Renault in 1'15"701 McLaren-Ford Cosworth in 1'20"214
(nel giro 67)
Podio
1. Gran Bretagna John Watson
McLaren-Ford Cosworth
2. Finlandia Keke Rosberg
Williams-Ford Cosworth
3. Stati Uniti Eddie Cheever
Ligier-Matra

Il Gran Premio del Belgio 1982 è stata la quinta prova della stagione 1982 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 9 maggio 1982 sul Circuito di Zolder. La gara è stata vinta dal britannico John Watson su McLaren-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del terzo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il finlandese Keke Rosberg su Williams-Ford Cosworth e lo statunitense Eddie Cheever su Ligier-Matra. Per quest'ultimo pilota si trattò del primo podio nel mondiale di F1.

Al sabato, nel corso delle qualifiche, perì, a seguito di un incidente, il pilota canadese della Ferrari Gilles Villeneuve.

Vigilia[modifica | modifica sorgente]

Il caso del gran premio di Imola[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno nel mondiale, dopo il boicottaggio della gara di Imola, consentì alla Williams di far esordire la FW08.

Il precedente gran premio, corso a Imola, era stato boicottato dalla maggior parte delle scuderie britanniche, in protesta contro la decisione del Tribunale della FIA di squalificare Nelson Piquet (della Brabham) e Keke Rosberg (della Williams), giunti rispettivamente, primo e secondo, nel Gran Premio del Brasile. La sentenza, inappellabile, ribadì che il peso minimo delle monoposto non poteva scendere sotto i 580 kg, e che i rabbocchi effettuati al termine della gara non potevano essere considerati come regolari. Venne così riscritta la classifica della gara, con la vittoria che venne assegnata ad Alain Prost.[1]

Il 29 aprile, in una riunione della FIA a Casablanca, il presidente della FISA, Jean-Marie Balestre (che venne confermato nella sua carica),[2] ribadì la volontà di far rispettare la sentenza del Tribunale della FIA e di mantenere la validità del Patto della Concordia. La riunione attribuì comunque, a dei gruppi di di studio, il compito di effettuare delle proposte di modifica del regolamento della Formula 1, da presentarsi entro il 1º settembre.[3]Su questo punto Balestre aveva subito le critiche delle grandi case costruttrici (tra cui BMW, Renault Alfa Romeo e Ferrari), che avevano inviato una dura nota di protesta contro la volontà di Balestre di modificare il regolamento tecnico già per il 1983, limitando l'uso dei motori sovralimentati, scelta che avrebbe violato il patto.[4]

Per tentare di riportare le scuderie, legate alla FOCA, all'interno del mondiale, si trattò lungamente a Casablanca. I costruttori, legati a questa associazione, chiedevano che cadesse l'obbligo di rispettare il peso minimo, di 580 kg, per tutta la corsa. La FIA, dal suo canto, confermò che chi non si era presentato alla gara di Imola avrebbe dovuto pagare un'ammenda di 20.000 dollari per monoposto.[5]La volontà degli sponsor spingeva affinché le scuderie della FOCA tornassero nel mondiale, tanto che Williams e McLaren avevano già predisposto vetture che non violassero la regola del peso minimo, ed erano così pronte alla gara belga. La BMW, inoltre, inviò un ultimatum alla Brabham, al fine di costringerla a montare nuovamente il suo motore turbo, in luogo del Ford Cosworth DFV.[6] Solo il 4 maggio vi fu l'ufficializzazione della partecipazione di tutte le scuderie alla gara di Zolder. Le vetture, precedentemente sottopeso, vennero opportunamente zavorrate, ancche se vi fu il timore che tali monoposto venissero fatte rientrare nel regolamento sul peso solo in gara, stante la difficoltà di pesare le vetture durante le qualifiche.[7]Bernie Ecclestone, patron della Brabham e capo della FOCA, minacciò di portare la decisione del Tribunale della FIA presso un giudice ordinario di Losanna.[8]

La polemica Villeneuve-Pironi[modifica | modifica sorgente]

A Imola, anche la gara produsse, al suo termine, forti polemiche. I due giunti al primo e secondo posto, al termine di una lunga battaglia, Didier Pironi e Gilles Villeneuve, entrambi piloti della Ferrari, furono protagonisti di un duro contrasto. Il canadese, infatti, accusò il francese di una guida scorretta negli ultimi giri del gran premio, quando, secondo lui, le due vetture avrebbero dovuto mantenere le posizioni acquisite.[9]La situazione tra i due piloti non si era affatto tranquillizzata nel periodo intercorso fra la gara di Imola e quella di Zolder.[10]

Aspetti tecnici[modifica | modifica sorgente]

La Brabham ripresentò la BT50 a motore BMW, mentre la Williams fece esordire il modello FW08. Da questa gara la scuderia tedesca ATS abbandonò le coperture Avon, passando alle Goodyear.

Aspetti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Come già annunciato prima della gara di Imola,[11] la Williams rimpiazzò Mario Andretti (impegnato nelle corse nordamericane) con Derek Daly, che lasciava così la Theodore a Jan Lammers (a Imola sarebbe toccato a Geoff Lees).[11] Il belga mancava in F1 dalla prima parte della stagione 1981, disputata all'ATS. Alla Williams venne anche avvicinato Michele Alboreto.[10]

La March iscrisse una terza vettura per lo spagnolo Emilio de Villota. L'ultima volta in cui più di due vetture di uno stesso costruttore affrontavano le qualifiche di un gran premio era stato il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest 1980, con 4 Williams presenti, due ufficiali e due private, mentre l'ultima volta che una stessa scuderia aveva portato tre vetture era capitato al Gran Premio d'Italia 1980 al Team Lotus. La vettura era sostenuta dallo sponsor LBT, azienda produttrice di lubrificanti sintetici, ed era gommata Pirelli, come le altre due vetture della March, non dalla Avon, come inizialmente annunciato.[12][13]

Marc Surer, ristabilitosi dopo l'infortunio patito durante i test di inizio stagione in Sudafrica, ritornò alla Arrows. Anche queste due novità erano state già annunciate per la gara sanmarinese.[11] A causa dell'alto numero di vetture iscritte furono necessarie le prequalifiche, in cui vennero coinvolte cinque monoposto: le March di Raul Boesel ed Emilio de Villota, le due Toleman e l'Osella di Riccardo Paletti.[14]

Prequalifiche[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Non si prequalificarono Emilio de Villota, penalizzato da un guasto tecnico e Riccardo Paletti.[15]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Nella sessione di prequalifica[16] si è avuta questa situazione:

Pos Pilota Costruttore Tempo Status
18 Brasile Raul Boesel Regno Unito March-Ford Cosworth PQ
35 Regno Unito Derek Warwick Regno Unito Toleman-Hart PQ
36 Italia Teo Fabi Regno Unito Toleman-Hart PQ
NPQ 32 Italia Riccardo Paletti Italia Osella-Ford Cosworth 1'21"784 NPQ
NPQ 19 Spagna Emilio de Villota Regno Unito March-Ford Cosworth 1'22"879 NPQ

Qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Nella prima giornata di prove la classifica venne dominata dalle due Renault: René Arnoux fece segnare 1'15"90, precedendo Alain Prost, staccato di 6 centesimi. Al terzo posto si classificò un'altra vettura col motore turbo, la Brabham di Nelson Piquet, posizionata davanti alla prima vettura con motore aspirato, la Tyrrell di Michele Alboreto.[17]

Per evitare che le vetture continuassero a correre sotto il peso minimo, ne vennero controllate quattro: la Tyrrell di Brian Henton venne trovata non regolare e i suoi tempi vennero cancellati.[8]

Nella giornata del sabato proseguì il duello tra i due piloti della casa francese, con Alain Prost che fu capace di beffare René Arnoux, e conquistare così la sua quarta pole position nel mondiale. Il tempo fatto segnare da Prost era di circa sei secondi e mezzo più basso di quanto fatto registrare in qualifica da Carlos Reutemann nell'edizione 1981.[18]

L'incidente mortale di Gilles Villeneuve[modifica | modifica sorgente]

Un busto eretto a Fiorano Modenese in onore di Gilles Villeneuve. Il pilota scomparve a seguito di un incidente nel corso delle prove del GP.

Alle 13:52, a otto minuti dalla fine delle prove, il pilota canadese Gilles Villeneuve tornò nuovamente in pista al fine di migliorare il suo tempo: il ferrarista era ottavo. Dopo un primo tentativo, il ferrarista proseguì per un secondo giro veloce quando, all'altezza della curva Terlamenbocht, si trovò davanti il tedesco Jochen Mass della March: Villeneuve tentò di passarlo all'esterno ma, in quel momento, la March di Mass si spostò anch'essa nella stessa direzione, col pilota tedesco convinto di lasciare l'interno della pista al canadese.

La Ferrari urtò la ruota posteriore di Mass e decollò, atterrando prima col musetto sull'erba e poi iniziando a roteare: l'avantreno della monoposto si disintegrò e Villeneuve venne sbalzato fuori dell'abitacolo, ricadendo a terra diversi metri dopo, anche sbattendo col collo su un paletto di sostegno delle reti di protezione, poste all'esterno della curva.

I soccorsi furono immediati, tanto che si tentò di rianimare il pilota sul posto, ma senza esito; caricato sull'ambulanza, venne portato prima all'infermeria del circuito, poi venne trasferito all'ospedale Saint Raphael di Lovanio, dove venne tenuto in vita artificialmente. Il pilota aveva subito danni alla prima vertebra cervicale e i medici, molto scettici sulla sua sopravvivenza, annunciarono la sua probabile paralisi totale. Alle 21 la moglie Johanna acconsentì a staccare la macchina che teneva in vita il marito. La morte di Gilles Villeneuve sopraggiunse alle ore 21.12. La Ferrari lasciò all'altro pilota Didier Pironi la scelta di partecipare o meno alla gara, ma il francese decise di ritirarsi.[19][20]Villeneuve, che aveva 32 anni, aveva esordito nel mondiale del Gran Premio di Gran Bretagna 1977 con una McLaren, per poi passare, dal Gran Premio del Canada dello stesso anno alla Ferrari. Il canadese aveva corso 67 gran premi, ottenendo 6 vittorie, due pole position, 8 giri veloci e 13 podi. Aveva anche ottenuto una vittoria non titolata. Fu il primo incidente mortale in F1 da quello di Ronnie Peterson, avvenuto nel corso del Gran Premio d'Italia 1978.

Il 12 maggio si tennero a Berthierville, luogo ove Villeneuve era cresciuto, i funerali del pilota canadese. Alle esequie parteciparono migliaia di persone, tra cui alcune autorità come il primo ministro Pierre Trudeau ed esponenti dello sport canadese come l'hockeista Guy Lafleur. Tra gli esponenti della F1 presero parte alla cerimonia Jody Scheckter e Jackie Stewart. Anche il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini inviò una corona di fiori. La salma venne portata poi al Cimitero dell'est di Montréal e successivamente cremata.[21]La Scuderia Ferrari decise di intitolare a Villeneuve la via d'accesso al Circuito di Fiorano,[22] mentre il comune di Montréal gli dedicò il Circuito cittadino che ospitava la Formula 1.[23]Durante il successivo Gran Premio di Monaco i piloti chiesero alla Federazione di omaggiare il pilota canadese non assegnando più il numero 27 a nessuno.[24]

Un'indagine della FISA concluse che l'incidente era dovuto a un errore di guida di Villeneuve, scagionando così interamente Jochen Mass.[25]


Al posto dei due piloti della Ferrari la direzione di gara ammise al via i primi due non qualificati, lo stesso Mass e Mauro Baldi.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

I risultati delle qualifiche[26] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 15 Francia Alain Prost Francia Renault 1'15"701 1
2 16 Francia René Arnoux Francia Renault 1'15"730 2
3 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Cosworth 1'15"847 3
4 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'16"048 4
5 3 Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'16"308 5
6 28 Francia Didier Pironi Italia Ferrari 1'16"505 NP[27]
7 22 Italia Andrea De Cesaris Italia Alfa Romeo 1'16"575 6
8 27 Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari 1'16"616 NP[27]
9 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'16"944 7
10 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 1'17"124 8
11 2 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Brabham-BMW 1'17"126 9
12 7 Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'17"144 10
13 11 Italia Elio De Angelis Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'17"762 11
14 9 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-Ford Cosworth 1'17"879 12
15 5 Irlanda Derek Daly Regno Unito Williams-Ford Cosworth 1'18"194 13
16 25 Stati Uniti Eddie Cheever Francia Ligier-Matra 1'18"301 14
17 23 Italia Bruno Giacomelli Italia Alfa Romeo 1'18"371 15
18 31 Francia Jean-Pierre Jarier Italia Osella-Ford Cosworth 1'18"403 16
19 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 1'18"565 17
20 10 Cile Eliseo Salazar Germania ATS-Ford Cosworth 1'18"967 18
21 35 Regno Unito Derek Warwick Regno Unito Toleman-Hart 1'18"985 19
22 4 Regno Unito Brian Henton Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'19"150 20
23 36 Italia Teo Fabi Regno Unito Toleman-Hart 1'19"300 21
24 29 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'19"584 22
25 20 Brasile Chico Serra Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 1'19"598 23
26 18 Brasile Raul Boesel Regno Unito March-Ford Cosworth 1'19"621 24
NQ 17 Germania Jochen Mass Regno Unito March-Ford Cosworth 1'19"777 25[27]
NQ 30 Italia Mauro Baldi Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'19"815 26[27]
NQ 14 Colombia Roberto Guerrero Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 1'20"116 NQ
NQ 33 Paesi Bassi Jan Lammers Flag of Hong Kong (1959-1997).svg Theodore-Ford Cosworth 1'20"584 NQ

Gara[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Il comando della gara venne conquistato da René Arnoux, mentre Alain Prost veniva sopravanzato anche da Keke Rosberg; seguivano poi Niki Lauda, Andrea de Cesaris, Michele Alboreto e le due Brabham. Al via vi fu una toccata tra Bruno Giacomelli e Eliseo Salazar, speronato a sua volta da Manfred Winkelhock: Giacomelli e Salazar furono costretti al ritiro. Si fermarono sulla griglia Nigel Mansell e Derek Warwick, che però furono capaci di ripartire, con la spinta dei meccanici.

La gloria per le Renault durò poco: al terzo giro Lauda prese la terza posizione a Prost, mentre al giro 4 Arnoux fu costretto a una sosta ai box per un problema col turbo: si trovò così a condurre Keke Rosberg, per la prima volta nella sua carriera nel mondiale. A seguire il finnico vi era ora Lauda, poi de Cesaris, che aveva anch'egli passato Prost. La gara di quest'ultimo proseguì negativamente, tanto che venne passato, nei giri successivi, anche da Riccardo Patrese e John Watson, che era autore di una bella rimonta. Al quindicesimo giro Prost dette addio alla zona dei punti, passato da Alboreto.

Al giro 29 Alboreto fu costretto al ritiro per un guasto al motore. Al trentesimo giro Andrea de Cesaris passò Lauda, ponendosi al secondo posto mentre, un giro dopo, Watson conquistò il quarto posizionamento in classifica, superando Patrese. Ora la classifica, dietro a Keke Rosberg, vedeva così de Cesaris, Lauda, Watson, Patrese, Derek Daly e le due Ligier. Dopo le Ligier vi era Nelson Piquet e un sorprendente Jochen Mass, partito dall'ultima fila.

Al 34º passaggio terminò la gara anche per Andrea de Cesaris, che fu fermato da un guasto al cambio. Tre giri dopo si ritirò anche Jean-Pierre Jarier che, dopo un pit stop, non attese il via libera dei meccanici, che stavano ancora operando coi martinetti sugli pneumatici, e distrusse l'alettone posteriore.

Al giro 47 Watson passò il compagno di scuderia Lauda, mentre dalle retrovie si faceva largo Elio De Angelis, che aveva effettuato un cambio gomme nei primi giri della gara e poi aveva compiuto una forte rimonta. Al giro 52 anche Patrese, mentre era quarto, si ritirò per incidente. Entrò in zona punti Laffite che, però, due giri dopo, precipitò in classifica. Ora sesto era De Angelis.

Al giro 61 si ritirano sia Daly (mentre era quarto) sia Mass (che era ottavo). Scalava così sesto Chico Serra con la Fittipaldi, che però veniva passato un giro dopo da Nelson Piquet.

John Watson rimontava su Rosberg, in difficoltà per via dell'usura dei suoi pneumatici. A 2 giri dalla fine Rosberg commise un errore alla curva Bolderberghaars Peldbocht, finì sul cordolo e venne superato da Watson, che andò a vincere davanti allo stesso Rosberg, poi Lauda, Cheever, De Angelis e Piquet. Per il nordirlandese si trattava del terzo successo iridato. Lauda venne successivamente squalificato per un'irregolarità tecnica sulla sua McLaren: terzo, per la prima volta sul podio, venne così classificato Eddie Cheever. Chico Serra scalò sesto, conquistando l'ultimo punto iridato per la Fittipaldi, mentre la BMW conquistò i suoi primi punti come motorista.[28]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

I risultati del gran premio[29] furono i seguenti:

Pos No Piloti Team Giri Tempo/Ritiro Pos.Griglia Punti
1 7 Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 70 1h35'41"995 10 9
2 6 Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Cosworth 70 + 7"268 3 6
3 25 Stati Uniti Eddie Cheever Francia Ligier-Matra 69 + 1 giro 14 4
4 11 Italia Elio de Angelis Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 68 + 2 giri 11 3
5 1 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW 67 + 3 giri 8 2
6 20 Brasile Chico Serra Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 67 + 3 giri 23 1
7 29 Svizzera Marc Surer Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 66 + 4 giri 22  
8 18 Brasile Raul Boesel Regno Unito March-Ford Cosworth 66 + 4 giri 24  
9 26 Francia Jacques Laffite Regno Unito Ligier-Matra 66 + 4 giri 17  
SQ 8 Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 70 Squalificato[28] 4  
Rit 5 Irlanda Derek Daly Regno Unito Williams-Ford Cosworth 60 Testacoda 13  
Rit 17 Germania Jochen Mass Regno Unito March-Ford Cosworth 60 Motore 25  
Rit 15 Francia Alain Prost Francia Renault 59 Testacoda 1  
Rit 2 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Brabham-BMW 52 Testacoda 9  
Rit 30 Italia Mauro Baldi Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 51 Motore 26  
Rit 31 Francia Jean-Pierre Jarier Italia Osella-Ford Cosworth 37 Alettone rotto 14  
Rit 22 Italia Andrea de Cesaris Italia Alfa Romeo 34 Cambio 6  
Rit 4 Regno Unito Brian Henton Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 33 Motore 20  
Rit 3 Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 29 Motore 5  
Rit 35 Regno Unito Derek Warwick Regno Unito Toleman-Hart 29 Trasmissione 19  
Rit 36 Italia Teo Fabi Regno Unito Toleman-Hart 13 Freni 21  
Rit 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 9 Frizione 7  
Rit 16 Francia René Arnoux Francia Renault 7 Turbo 2  
Rit 9 Germania Manfred Winkelhock Germania ATS-Ford Cosworth 0 Frizione 12  
Rit 23 Italia Bruno Giacomelli Italia Alfa Romeo 0 Collisione 15  
Rit 10 Cile Eliseo Salazar Germania ATS-Ford Cosworth 0 Collisione 18  
NP 28 Francia Didier Pironi Italia Ferrari   Ritirato per lutto  
NP 27 Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari   Incidente mortale  
NQ 14 Colombia Roberto Guerrero Regno Unito Ensign-Ford Cosworth    
NQ 33 Paesi Bassi Jan Lammers Flag of Hong Kong (1959-1997).svg Theodore-Ford Cosworth    
NPQ 32 Italia Riccardo Paletti Italia Osella-Ford Cosworth    
NPQ 19 Spagna Emilio de Villota Regno Unito March-Ford Cosworth        

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Decisioni della giuria[modifica | modifica sorgente]

Al termine della gara la McLaren di Niki Lauda venne trovata sotto il peso minimo consentito di 580 kg. Inizialmente venne pesata a 574 kg, poi 578. Un meccanico della scuderia venne anche trovato dai commissari mentre stava posizionando una lastra di piombo sotto la vettura, al fine di farla rientrare nel peso minimo. I commissari decisero anche di prelevare un campione di carburante dalle vetture dei primi sei classificati, per controllare che fossero di tipo commerciale.[28]

La squalifica di Lauda venne confermata dal Tribunale d'Appello della FIA solo il 28 settembre, dopo il termine del campionato.[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Come i giudici hanno scoperto gli inganni in La Stampa, 21 aprile 1982, p. 17.
  2. ^ Balestre promosso dalla FISA in Stampa Sera, 3 maggio 1982, p. 21.
  3. ^ Cristiano Chiavegato, Ferrari e Renault sconfiggono Balestre in La Stampa, 30 aprile 1982, p. 25.
  4. ^ Le case minacciano di lasciare le gare in La Stampa, 24 aprile 1982, p. 21.
  5. ^ Non c'è pace in F1 in La Stampa, 1º maggio 1982, p. 20.
  6. ^ Formula 1, si spacca il fronte Foca in La Stampa, 4 maggio 1982, p. 25.
  7. ^ Carlo Ricono, Nuovo "trucco" della Foca per il G.P. del Belgio di F.1? in La Stampa, 5 maggio 1982, p. 21.
  8. ^ a b Cristiano Chiavegato, Gli inglesi barano ancora sul peso in La Stampa, 8 maggio 1982, p. 21.
  9. ^ Cristiano Chiavegato, Villeneuve furibondo: "Pironi è un bandito" in Stampa Sera, 26 aprile 1982, p. 20.
  10. ^ a b Cristiano Chiavegato, F1, Villeneuve a Zolder per vendicarsi di Pironi in La Stampa, 7 maggio 1982, p. 29.
  11. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Solo in dieci al via in La Stampa, 24 aprile 1982, p. 21.
  12. ^ (ES) Villota inscrito en el G.P. de San Marino in El Mundo Deportivo, 1 aprile 1982, p. 30. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  13. ^ (ES) Villota probó su "LBT-March" de F-1 in El Mundo Deportivo, 16 aprile 1982, p. 32. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  14. ^ (ES) G.P. de Belgica: Villota en precalificaciones in El Mundo Deportivo, 7 maggio 1982, p. 35. URL consultato il 2 dicembre 2013.
  15. ^ (ES) GP de Belgica: Los "Renault", por delante in El Mundo Deportivo, 8 maggio 1982, p. 36. URL consultato il 2 dicembre 2013.
  16. ^ Risultati delle prequalifiche
  17. ^ Record di Arnoux-Prost freddi Villeneuve-Pironi in La Stampa, 8 maggio 1982, p. 21.
  18. ^ (ES) Los "Renault" conservaron la primera linea in El Mundo Deportivo, 9 maggio 1982, p. 35. URL consultato il 2 dicembre 2013.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Canadese, cuore italiano ,addio! in Stampa Sera, 10 maggio 1982, p. 1-2.
  20. ^ Cristiano Chiavegato, Lacrime nel box Ferrari, poi il ritiro in Stampa Sera, 10 maggio 1982, p. 13.
  21. ^ Christian Tortora, Jacques vorrebbe la Ferrari di Gilles in La Stampa, 13 maggio 1982, p. 25.
  22. ^ Pironi a Montecarlo, poi si vedrà in La Stampa, 14 maggio 1982, p. 21.
  23. ^ Reutemann alla Ferrari "Grazie, non corro più" in Stampa Sera, 15 maggio 1982, p. 20.
  24. ^ Il numero di Gilles mai più in F.1 in Stampa Sera, 24 maggio 1982, p. 14.
  25. ^ Cristiano Chiavegato, Villeneuve, un errore di guida in La Stampa, 29 maggio 1982, p. 21.
  26. ^ Risultati delle qualifiche
  27. ^ a b c d Gilles Villeneuve perì nel corso delle prove; la Scuderia Ferrari ritirò per la gara anche la vettura di Didier Pironi; vennero così a scalare in griglia tutti gli altri piloti. Jochen Mass e Mauro Baldi, primi non due qualificati vennero ammessi al via.
  28. ^ a b c Niki Lauda, giunto terzo, venne squalificato in quanto la sua McLaren venne trovata, a fine gara, al di sotto del peso minimo. Watson vince, Lauda (3°) squalificato in Stampa Sera, 10 maggio 1982, p. 13.
  29. ^ Risultati del gran premio
  30. ^ (ES) Confirmada la descalificación de Lauda en el G.P. de Belgica (PDF) in El Mundo Deportivo, 29 settembre 1982, p. 38. URL consultato il 29 giugno 2014.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1982
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Edizione precedente:
1981
Gran Premio del Belgio
Edizione successiva:
1983
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