Gran Premio del Belgio 1981

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Belgio Gran Premio del Belgio 1981
347º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 5 di 15 del Campionato 1981
Circuit zolder.png
Data 17 maggio 1981
Nome ufficiale XXXIX Grote Prijs van Belgie
Circuito Zolder
Percorso 4,262 km
Distanza 54[1] giri, 230,148 km
Clima Soleggiato poi piovoso
Note Gara interrotta per pioggia al 54º giro
Risultati
Pole position Giro più veloce
Argentina Carlos Reutemann Argentina Carlos Reutemann
Williams-Ford Cosworth in 1'22"28 Williams-Ford Cosworth in 1'23"30
(nel giro 37)
Podio
1. Argentina Carlos Reutemann
Williams-Ford Cosworth
2. Francia Jacques Laffite
Ligier-Matra
3. Regno Unito Nigel Mansell
Lotus-Ford Cosworth

Il Gran Premio del Belgio 1981 è stata la quinta prova della stagione 1981 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 17 maggio 1981 sul Circuito di Zolder. La gara è stata vinta dall'argentino Carlos Reutemann su Williams-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del dodicesimo, e ultimo, successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il francese Jacques Laffite su Ligier-Matra e il britannico Nigel Mansell su Lotus-Ford Cosworth. Per Mansell si trattò del primo podio in una gara iridata.

Il weekend di gara fu funestato dalla morte di un meccanico dell'Osella Giovanni Amadeo, travolto nella corsia dei box dalla vettura di Carlos Reutemann, durante le prove ufficiali. Ciò portò a una forte critica nei confronti della sicurezza del circuito; la gara ebbe anche una caotica partenza, ove un altro meccanico, questa volta dell'Arrows ebbe un serio incidente. Il gran premio venne interrotto per consentire di soccorrere il meccanico, su pressione degli stessi piloti. La corsa, una volta ripresa, venne nuovamente interrotta per l'arrivo della pioggia, e si concluse dopo soli 54 giri (dei 70 previsti).

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 maggio la federazione depennò definitivamente dal calendario mondiale il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est, che si sarebbe dovuto disputare il 4 ottobre a Watkins Glen. La cancellazione fu dovuta al mancato versamento degli organizzatori di quanto pattuito alle scuderie per l'edizione del 1980, circa 800.000 dollari. La Formula 1 non è mai più tornata su quel tracciato statunitense.[2]

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La Lotus riportò in pista la 81B, già utilizzata in alcune occasioni nella stagione 1980, vista la definita sanzione di illegalità nei confronti del modello 88. La Renault fece debuttare la RE30, affidata al solo René Arnoux, mentre l'ATS portò in pista la D5. Viste le decisioni prese dai commissari a Imola e dalla Federazione, in merito all'utilizzo dei correttori variabili d'assetto, ideati dalla Brabham, tutte le altre scuderie si adeguarono e progettarono meccanismi simili per le proprie monoposto.[3]

Al sabato Jean-Marie Balestre, presidente della Federazione Internazionale Sport Automobilistico annunciò l'accordo per legalizzare definitivamente il correttore d'altezza delle monoposto, montato dalla Brabham BT49C. Ciò dava il via libera anche a tutti i sistemi simili, già sperimentati da altri costruttori.[4]

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La Lotus rientrò nel mondiale, dopo l'assenza nel Gran Premio di San Marino, dovuta alla mancata disponibilità di una vettura competitiva.

I 32 iscritti rendevano necessarie le prequalifiche, procedura che non si teneva dal Gran Premio di Monaco 1979. Dieci vetture avrebbero dovuto sostenere tale sessione, che avrebbe previsto la eliminazione degli ultimi due tempi: le due Osella, le due ATS, le due Toleman, le due March, e le uniche Ensign e Theodore. L'assenza però di un'Osella, quella affidata all'infortunato Miguel Ángel Guerra ridusse il numero di iscritti a 31, solo un'unità in più di quanto ammesso alle qualifiche. Per tale ragione si decise di escludere la Theodore, unica scuderia né iscritta al gran premio da parte della FISA, né facente parte della FOCA, l'associazione dei costruttori. La scuderia di Hong Kong però aveva già marcato un punto iridato, per cui si decise di ammetterla alle prove, senza tenere prequalifiche.[5]

Successivamente l'Osella decise di sostituire l'infortunato Guerra con Giorgio Francia, che aveva già tentato, senza successo, di qualificarsi nel Gran Premio d'Italia 1977 con la Brabham; la FISA però negò la Superlicenza al pilota milanese; la scuderia piemontese lo sostituì con l'esordiente Piercarlo Ghinzani, pilota con una certa esperienza nel Campionato del Mondo Sport Prototipi.[3]

Ciò avrebbe riproposto 32 vetture pronte alle qualifiche, due oltre il tetto massimo previsto dal regolamento: all'ATS però Jan Lammers venne sostituito da Manfred Winkelhock, impegnato però, durante il weekend, in un'altra gara. Il numero 9 passò così a Slim Borgudd, l'altro conduttore dell'ATS. Con 31 vetture venne esclusa nuovamente la Theodore di Patrick Tambay, vista anche l'opposizione di Ferrari e Osella.[6]

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Al venerdì, dopo un quarto d'ora dall'inizio delle prove, la Williams di Carlos Reutemann travolse, nella corsia dei box, un meccanico dell'Osella, Giovanni Amadeo. Amadeo venne colpito a una gamba subito dopo essere sceso dal muretto delle segnalazioni: il meccanico venne lanciato in aria e finì tra la gomma posteriore della monoposto e il gradino del muretto. Venne trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Gand e, successivamente, a quello di Lovanio,[7] ove perì domenica sera, a causa delle pesanti ferite riportate.[8]

Il più veloce della sessione fu l'altro pilota della Williams, Alan Jones: il suo tempo migliore venne però cancellato in quanto la sua vettura venne trovata a meno di 6 centimetri dal suolo, limite minimo previsto dal regolamento. Jones poté proseguire le prove con l'utilizzo del muletto, che era invece regolare.[9] In cima ai tempi si trovò così proprio Reutemann, in 1'22"28, che precedette Nelson Piquet di ben nove decimi.[6]Piquet fu anche protagonista di uno spettacolare incidente, senza conseguenze fisiche per il pilota.[9]Terzo fu Didier Pironi (che pure ruppe il cambio)[9], che precedette Riccardo Patrese.

Nel corso delle prove la GPDA, il sindacato dei piloti, emise un comunicato in cui criticava la presenza in pista, per le qualifiche, di un numero così elevato di vetture, e chiedeva che solo 26 monoposto potessero parteciparvi. Ciò per l'affollamento di vetture e meccanici nei box.[10]La petizione dei piloti non venne raccolta dai commissari di pista.[4]

Al sabato l'arrivo della pioggia non consentì ai piloti di migliorare i tempi del giorno precedente. Carlos Reutemann conquistò così la sua quinta pole position iridata, davanti a Piquet. In questa sessione non partecipò una vettura della Toleman: inizialmente era stata annunciata la defezione di Brian Henton, poi vi fu il ritiro della vettura di Derek Warwick: ciò portò a 29 il numero di vetture impegnate nelle prove e consentì alla Theodore di schierare Patrick Tambay, quale trentesima monoposto presente.[6][4]

I piloti poterono montare gomme slick solo nell'ultimo quarto d'ora, tanto che Tambay sfiorò la qualificazione, prima di essere penalizzato, involontariamente, dalla presenza sul tracciato della Ferrari di Villeneuve, che lo costrinse a rallentare, nel suo giro migliore.[4] Non si qualificò nemmeno René Arnoux, che portava al debutto la Renault RE30, e che al venerdì aveva chiuso solo venticinquesimo.[11]

I meccanici minacciarono uno sciopero per il giorno del gran premio, per sensibilizzare l'ambiente della Formula 1 sulle scarse condizioni di sicurezza in cui si trovavano a operare.[12]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella sessione di qualifica[13] si è avuta questa situazione:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 2 Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Williams-Ford Cosworth 1'22"28 1
2 5 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-Ford Cosworth 1'23"13 2
3 28 Francia Didier Pironi Italia Ferrari 1'23"47 3
4 29 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'23"67 4
5 7 Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'23"73 5
6 1 Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth 1'23"82[14] 6
7 27 Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari 1'23"94 7
8 3 Stati Uniti Eddie Cheever Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'24"38 8
9 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 1'24"41 9
10 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'24"44 10
11 20 Finlandia Keke Rosberg Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 1'24"46 11
12 15 Francia Alain Prost Francia Renault 1'24"63 12
13 30 Italia Siegfried Stohr Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 1'24"66 13
14 11 Italia Elio de Angelis Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'24"96 14
15 14 Svizzera Marc Surer Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 1'25"19 15
16 25 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Ligier-Matra 1'25"28 16
17 23 Italia Bruno Giacomelli Italia Alfa Romeo 1'25"31 17
18 22 Stati Uniti Mario Andretti Italia Alfa Romeo 1'25"56 18
19 4 Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'25"91 19
20 21 Brasile Chico Serra Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 1'25"93 20
21 6 Messico Héctor Rebaque Regno Unito Brabham-Ford Cosworth 1'26"52 21
22 32 Italia Beppe Gabbiani Italia Osella-Ford Cosworth 1'26"69 22
23 8 Italia Andrea de Cesaris Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'26"95 23
24 31 Italia Piercarlo Ghinzani Italia Osella-Ford Cosworth 1'27"48 22
NQ 16 Francia René Arnoux Francia Renault 1'27"93 NQ
NQ 18 Cile Eliseo Salazar Regno Unito March-Ford Cosworth 1'28"38 NQ
NQ 9 Svezia Slim Borgudd Germania ATS-Ford Cosworth 1'29"98 NQ
NQ 33 Francia Patrick Tambay Flag of Hong Kong (1959-1997).svg Theodore-Ford Cosworth 1'32"47[15] NQ
NQ 35 Regno Unito Derek Warwick Regno Unito Toleman-Hart 1'35"97[16] NQ
NQ 36 Regno Unito Brian Henton Regno Unito Toleman-Hart 1'36"37 NQ
NQ 17 Irlanda Derek Daly Regno Unito March-Ford Cosworth senza tempo NQ

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Un comitato di meccanici decise di effettuare un breve blocco della corsa, prima del via, al fine di sensibilizzare il pubblico sulla scarsa sicurezza del loro ambiente di lavoro, a seguito dell'incidente che aveva coinvolto, al venerdì, un loro collega dell'Osella. I piloti decisero di sostenere la protesta dei meccanici, scesero dalle loro vetture e si posizionarono sulla linea di partenza, assieme agli stessi meccanici. Dopo circa cinque minuti i piloti iniziarono ad abbandonare il presidio per rientrare sulle monoposto, viste anche le minacce di squalifica giunte dalla FISA e le pressioni di molti team manager.[17]

Ciò però portò a una situazione di confusione, con molti piloti che iniziarono il loro giro di formazione mentre altri erano ancora attardati. Nelson Piquet, giunto al termine del giro, vedendo che la situazione era ancora caotica, decise di effettuare un secondo giro di allineamento: il brasiliano sbagliò anche la piazzola di sosta, rendendo necessario l'intervento dei meccanici per riposizionarlo nel punto corretto.

Questo ritardo nella partenza portò a dei problemi di surriscaldamento per alcune vetture: Carlos Reutemann, poleman della Williams, iniziò a sbracciarsi, costringendo Frank Williams ad intervenire sulla griglia di partenza per tranquillizzarlo. In seconda fila un problema analogo venne vissuto da Riccardo Patrese dell'Arrows, che fu costretto a spegnere il motore. Il pilota padovano era inoltre convinto che la procedura di partenza sarebbe stata ricominciata dall'inizio; lo starter, Derek Ongaro, invece accese il semaforo rosso, che indicava i dieci secondi alla partenza. Patrese decise allora di segnalare con le braccia allo starter e agli altri piloti che la sua vettura era spenta; le sue indicazioni però vennero intese come una richiesta di aiuto da parte dei propri meccanici per far ripartire la monoposto. Il capo dei meccanici dell'Arrows, Dave Luckett, entrò sulla griglia di partenza per riaccendere il motore della vettura, proprio nel momento in cui veniva dato il semaforo verde della partenza. La vettura di Patrese venne evitata da molte vetture provenienti dalle file successive, ma non dall'altra Arrows di Siegfried Stohr, che colpì alle gambe Luckett.

I soccorsi furono immediati, con anche l'entrata in pista dell'ambulanza. La gara però non venne fermata se non dopo due giri quando il pilota davanti al gruppo, Didier Pironi, giunto sulla linea di partenza, ove era rimasta l'Arrows di Stohr, rallentò vistosamente, (mentre Piquet in testa proseguiva solitario) fermando tutto il gruppo di piloti, e costringendo la direzione di corsa ad esporre la bandiera rossa.

Il meccanico venne elitrasportato all'ospedale di Lovanio, ove gli vennero riscontrate una doppia frattura composta alle gambe e una commozione cerebrale, senza essere in pericolo di vita.[18]

La gara riprese senza le due Arrows. Nella seconda partenza Didier Pironi scattò al comando seguito da Carlos Reutemann, Nelson Piquet, John Watson, Alan Jones, Gilles Villeneuve, Jacques Laffite e Keke Rosberg. Già nel corso del secondo passaggio Jones passò Watson mentre Laffite fece lo stesso con Villeneuve. Pironi era veloce grazie al suo turbo sul rettilineo ma lento nella parte mista. Di fatto si stava creando un trenino di vetture.

Reutemann tentò un attacco al giro 10, ma non trovando spazio, venne infilato da Nelson Piquet, e poco dopo anche da Alan Jones. Pironi scontava dei problemi ai freni che lo costrinsero a un'uscita di pista; ciò fu fatale a Watson che venne passato da Laffite.

Al giro 11 Alan Jones tentò un sorpasso su Piquet alla Bolderberg; la Brabham del brasiliano finì fuori pista dopo il contatto con la Williams. Il brasiliano, rientrato ai box a piedi, si lamentò fortemente per l'accaduto presso la Williams. Al giro 13 le difficoltà della Ferrari furono troppo evidenti e Pironi venne passato da Jones, Reutemann e Laffite. La classifica perciò vedeva in testa Alan Jones, seguito da Reutemann, Laffite, Pironi, Watson, Villeneuve (con la vettura danneggiata da un cordolo alle molle idropneumatiche, ciò che rendeva non modificabile l'assetto) e Nigel Mansell. L'inglese della Lotus passò prima Villeneuve poi Watson, inserendosi così in quinta posizione.

Dopo venti giri dal via Jones terminò la sua gara con una uscita di pista dovuta a un guasto al cambio. Nello stesso giro vi fu un testacoda per Didier Pironi: ciò fece salire terzo Mansell. Entrava inoltre in zona punti l'altra Lotus, di Elio de Angelis. La classifica restò abbastanza costante per diversi giri.

Al giro 47 Watson, per evitare un contatto col doppiato Marc Surer, ruppe il cambio, spiattellò le gomme, perdendo molte posizioni.

Iniziò a piovere con insistenza e, una volta superati i tre quarti di gara, col regolamento che vietava di cambiare gli pneumatici dopo tale termine, il direttore di gara decise di chiudere la gara, sventolando la bandiera a scacchi al 54º passaggio. Vinse Reutemann, (in quella che fu la sua ultima vittoria iridata), davanti a Jacques Laffite (che stava recuperando terreno) e Nigel Mansell, al suo primo podio ed ai suoi primi punti iridati.[19]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati del gran premio[20] furono i seguenti:

Pos No Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 2 Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Williams-Ford Cosworth 54 1h16'31"61 1 9
2 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 54 + 36"06 9 6
3 12 Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 54 + 43"69 10 4
4 27 Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari 54 + 47"64 7 3
5 11 Italia Elio de Angelis Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 54 + 49"20 14 2
6 3 Stati Uniti Eddie Cheever Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 54 + 52"51 8 1
7 7 Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 54 + 1'01"66 5
8 28 Francia Didier Pironi Italia Ferrari 54 + 1'32"04 3
9 23 Italia Bruno Giacomelli Italia Alfa Romeo 54 + 1'35"58 17
10 22 Stati Uniti Mario Andretti Italia Alfa Romeo 53 + 1 giro 18
11 14 Svizzera Marc Surer Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 52 + 2 giri 15
12 4 Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 52 + 2 giri 19
13 31 Italia Piercarlo Ghinzani Regno Unito Osella-Ford Cosworth 50 + 4 giri 24
Rit 6 Messico Héctor Rebaque Regno Unito Brabham-Ford Cosworth 39 Incidente 21
Rit 25 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Ligier-Matra 35 Trasmissione 16
Rit 21 Brasile Chico Serra Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 29 Motore 20
Rit 32 Italia Beppe Gabbiani Italia Osella-Ford Cosworth 22 Motore 22
Rit 1 Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth 19 Incidente 6
Rit 8 Italia Andrea de Cesaris Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 11 Cambio 23
Rit 5 Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-Ford Cosworth 10 Incidente 2
Rit 20 Finlandia Keke Rosberg Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 10 Cambio 11
Rit 15 Francia Alain Prost Francia Renault 2 Frizione 12
Rit 29 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 0 Collisione[21] 4
Rit 30 Italia Siegfried Stohr Regno Unito Arrows-Ford Cosworth 0 Collisione[21] 13
NQ 16 Francia René Arnoux Francia Renault
NQ 17 Cile Eliseo Salazar Regno Unito March-Ford Cosworth
NQ 9 Svezia Slim Borgudd Germania ATS-Ford Cosworth
NQ 33 Francia Patrick Tambay Flag of Hong Kong (1959-1997).svg Theodore-Ford Cosworth
NQ 36 Regno Unito Derek Warwick Regno Unito Toleman-Hart
NQ 35 Regno Unito Brian Henton Regno Unito Toleman-Hart
NQ 18 Irlanda Derek Daly Regno Unito March-Ford Cosworth
NA 10 Belgio Jan Lammers Germania ATS-Ford Cosworth

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Polemiche dopo la gara[modifica | modifica wikitesto]

Il vincitore Carlos Reutemann fu molto critico sulla gestione della sicurezza, e dedicò la vittoria al meccanico dell'Osella, da lui travolto al venerdì, nelle prove. L'argentino affermò anche la sua intenzione di smettere con lo competizioni in assenza di provvedimenti.[22] Siegfried Stohr, pilota dell'Arrows, e protagonista dell'incidente al via, accusò per l'accaduto lo starter.[23]

Gli organizzatori pubblicarono un comunicato in cui affermarono che la procedura di partenza era avvenuta applicando il regolamento del campionato. Aggiunsero che l'articolo 13/3 del codice sportivo stabiliva che:

« Se dopo essere tornati sullo schieramento di partenza, un motore si spegne e il pilota non può prendere il via, deve segnalare con le braccia e dopo che tutte le macchine sono partite, la sua vettura deve essere spinta ai boxes, da dove può poi partire. Dopo la luce verde, l'accesso nello schieramento ed in pista è proibito a chiunque, salvo al personale in servizio di sicurezza. In seguito all'incidente avvenuto alla partenza ed al pericolo derivante dalla presenza in pista di una persona ferita e di una macchina bloccata, la gara è stata fermata.[24] »

Gilles Villeneuve confermò che il vice direttore di corsa, Jo Coopmann, aveva assicurato ai piloti che la procedura di partenza sarebbe stata ripresa dall'inizio, al termine della protesta sulla linea di partenza.[25]Enzo Ferrari attaccò la gestione del gran premio affermando che si sarebbe unito alla protesta di piloti e meccanici se fosse stato presente sul tracciato. Accusò inoltre Bernie Ecclestone, capo della FOCA, e Colin Chapman di aver forzato lo starter a dare il via, pur in una situazione di grave caos in pista.[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corsa prevista su 70 giri. Interrotta dopo l'incidente al primo giro venne ripresa sulla distanza originaria. Venne poi definitivamente interrotta per l'arrivo della pioggia.
  2. ^ (ES) El GP de Watkins Glen excluido del Mundial de Fórmula 1 in El Mundo Deportivo, 8 maggio 1981, p. 38. URL consultato il 13 giugno 2013.
  3. ^ a b Cristiano Chiavegato, F.1, festival delle molle nel Gran Premio del Belgio in La Stampa, 15 maggio 1981, p. 29.
  4. ^ a b c d (ES) Belgica F-1, Reutemann y Piquet inamovibiles in El Mundo Deportivo, 16 maggio 1981, p. 23. URL consultato il 13 giugno 2013.
  5. ^ (ES) No hubo precalificaciones in El Mundo Deportivo, 15 maggio 1981, p. 29. URL consultato il 13 giugno 2013.
  6. ^ a b c Cristiano Chiavegato, F.1, si rivede la Williams ma la Ferrari ora migliora in La Stampa, 16 maggio 1981, p. 21.
  7. ^ Grave meccanico travolto nei box in La Stampa, 16 maggio 1981, p. 21.
  8. ^ Prima di morire ha donato i reni in La Stampa, 19 maggio 1981, p. 23.
  9. ^ a b c (ES) Belgica F-1: Reutemann ("Williams"), mejor tiempo in El Mundo Deportivo, 16 maggio 1981, p. 33. URL consultato il 13 giugno 2013.
  10. ^ (ES) Los pilotos protestan in El Mundo Deportivo, 16 maggio 1981, p. 33. URL consultato il 13 giugno 2013.
  11. ^ Cristiano Chiavegato, Tutti alla caccia di Reutemann in La Stampa, 17 maggio 1981, p. 27.
  12. ^ Meccanici in sciopero? in La Stampa, 17 maggio 1981, p. 27.
  13. ^ Risultati delle qualifiche
  14. ^ Alan Jones ottenne in prova un tempo migliore di quello di Carlos Reutemann, che però venne cancellato in quanto la sua Williams non venne trovata conforme al regolamento.
  15. ^ Patrick Tambay non poté partecipare alla prima giornata di prove ufficiali per l'eccessivo numero di vetture iscritte. A seguito del ritiro della Toleman di Derek Warwick prese parte alla sessione del sabato.
  16. ^ Derek Warwick partecipò solo alla sessione di prove ufficiali del venerdì.
  17. ^ Ercole Colombo, Minacciati di squalifiche e licenziamento i piloti solidali con gli uomini del team in Stampa Sera, 18 maggio 1981, p. 17.
  18. ^ Cristiano Chiavegato, Meccanico travolto mentre lavora sulla macchina di Patrese: è grave in Stampa Sera, 18 maggio 1981, p. 17.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Reutemann in fuga, Jones e Piquet fuori pista in Stampa Sera, 18 maggio 1981, p. 17.
  20. ^ Risultati del gran premio
  21. ^ a b Le due Arrows di Riccardo Patrese e Siegfried Stohr non presero il via dopo l'incidente alla prima partenza.
  22. ^ Ercole Colombo, "Se questa è la Formula 1 io smetterò" in Stampa Sera, 18 maggio 1981.
  23. ^ Ercole Colombo, Stohr: "Chi ha dato il via ha commesso un tentato omicidio" in Stampa Sera, 18 maggio 1981, p. 17.
  24. ^ "È stato tutto regolare" in La Stampa, 19 maggio 1981, p. 23.
  25. ^ Cristiano Chiavegato, Formula 1 sotto accusa dopo il dramma di Zolder in La Stampa, 19 maggio 1981, p. 23.
  26. ^ Cristiano Chiavegato, Ferrari attacca Balestre e Ecclestone in La Stampa, 21 maggio 1981, p. 23.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1981
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Edizione precedente:
1980
Gran Premio del Belgio
Edizione successiva:
1982
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