Campionato del Mondo Sport Prototipi

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Il Campionato del Mondo Sport Prototipi, in inglese World Sportscar Championship (WSC) era una serie a livello mondiale organizzata dalla FIA dal 1953 al 1992, nella quale gareggiavano automobili biposto dotate di impianto d'illuminazione. Il nome di questa categoria è stato sovente cambiato nel corso degli anni: nato come Campionato Mondiale Vetture Sport, è conosciuto anche come Campionato Mondiale Marche o Campionato Mondiale Endurance.

L'Alfa Romeo 33 TT 12 campione del mondo Sport Prototipi nel 1975, del Museo storico Alfa Romeo di Arese, guidata da Arturo Merzario

Il Campionato del Mondo Sport Prototipi è stato a suo tempo, assieme al Campionato del Mondo di Formula 1, uno dei due principali campionati mondiali dell'automobilismo su circuito.

Indice

Caratteristiche[modifica]

Originariamente in questa serie gareggiavano due categorie distinte di autovetture:

  • GT (vetture derivate da automobili stradali costruite in serie più o meno limitate e generalmente dotate di carrozzeria chiusa)
  • Sport (vetture appositamente progettate e costruite per le gare, molto spesso dotate di carrozzeria aperta)

a loro volta suddivise in classi in base alla cilindrata del motore.

Dalla prima edizione del 1953, fu uno dei maggiori campionati dell'automobilismo di cui il campionato del mondo di Formula 1 rappresentava una versione per monoposto in gare sprint su circuito.
Piloti ufficiali quali Ascari, Bandini, Castellotti, Collins, Fangio, de Filippis, Moss, Musso, Rodríguez e Taruffi correvano indistintamente nel mondiale di Formula Uno e nel mondiale sport. Accanto a loro potevano correre piloti non professionisti (gentlemen-driver). Questo permetteva ai piloti più dotati di mettersi in luce agli occhi del pubblico e delle case ufficiali.

Il campionato mondiale sport ha avuto il merito di far conoscere l'automobilismo ad una generazione che aveva appena vissuto le fatiche della seconda guerra mondiale; ebbe il merito di accendere la passione degli italiani che potevano ammirare le auto dalle strade, ancora approssimative, della propria città le creazioni della tecnologia e del genio creativo umano.

Il successo di questo tipo di competizioni, in cui le grandi e piccole case automobilistiche potevano "presentare" i propri potenti e resistenti modelli agli spettatori che affollavano i bordi delle strade fu messo in crisi dalla pericolosità che ne rappresentava al tempo stesso parte del fascino. A seguito di una serie incidenti mortali che coinvolsero anche il pubblico (tra di essi vi fu la tragedia di Guidizzolo alla Mille Miglia del 1957, che decretò la fine della famosa maratona italiana), furono vietate le grandi corse su strada, a beneficio di quelle in circuito.
Con il passare degli anni le corse sono diventate sempre meno un banco prova per le auto e sempre più importanti dal punto di vista del marketing dell'industria automobilistica. Per canalizzare l'attenzione del pubblico e separare con maggior decisione la Formula 1 dalle altre categorie, il campionato per auto "sport e GT" fu indirizzato esclusivamente verso gare di durata relegandolo all'attenzione solo degli appassionati più curiosi. Viceversa la Formula 1 assunse, grazie alla formula delle gare sprint (brevi) e alla forte espansione della televisione che ne assicurò la diffusione di massa, il ruolo di categoria automobilistica per eccellenza.

Corse più importanti[modifica]

Tra tutte, le seguenti corse sono considerate le più importanti di quelle entrate a far parte della serie nel corso degli anni:

Marche automobilistiche partecipanti[modifica]

Dal 1953 al 1961[modifica]

Durante i primi anni, si svolgeva su sei prove e il punteggio era assegnato ai primi sei classificati. Corse rinomate come Mille Miglia, Carrera Panamericana e Targa Florio facevano parte del calendario, accanto alle restanti 24 ore di Le Mans e 12 ore di Sebring. Le grandi case automobilistiche come Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Ferrari, Jaguar, Mercedes-Benz, Porsche e Aston Martin gareggiavano insieme a numerosi marchi di produzione più limitata, se non artigianali, ma non meno importanti nella storia dell'automobile.

Dal 1962 al 1965[modifica]

Nel 1962 il calendario è stato allargato a corse di più modesta entità, mentre la FIA ha tentato di indirizzare l'interesse della serie sulle automobili di Gran Turismo, senza però successo. In quegli anni si confrontarono per la supremazia in pista le vetture di Maranello e gli statunitensi della Shelby-American con le loro AC Cobra, in quella che i giornalisti definirono la guerra Cobra-Ferrari.

Dal 1966 al 1981[modifica]

A partire dal 1966 le classi di maggior potenza e più competitive erano: la S (vetture sport di 5 litri di cilindrata) e la P (prototipi, la cui cilindrata fu limitata a 3 litri a partire dal 1968). Automobili come Ferrari 330 P3, 330 P4 e 512 S, Ford GT40, Lola T70, Chaparral, Alfa Romeo 33, Porsche 906, 908 e 917 e Shelby Cobra combattevano per supremazia sui circuiti classici come Sebring, Nürburgring, Spa-Francorchamps, Monza, Targa Florio e Le Mans, stagioni che ora vengono considerate come gli anni d'oro delle corse per automobili sport. Risale a questi anni la rivalità sportiva passata agli annali come la guerra Ferrari-Ford.

Nel 1972 i summenzionati gruppi S e P furono fusi dalla FIA, dando vita a una categoria di vetture con motori limitati a 3 litri e peso minimo incrementato a 650 kg e denominate Sport Prototipi (una decisione che alcuni cinici ritengono sia stata presa per avvantaggiare i francesi della Matra a scapito di Porsche e Ferrari) e i costruttori persero gradualmente interesse.

In seguito a una riclassificazione delle vetture da gara, dal 1976 al 1981 il campionato del mondo marche era aperto alle automobili di produzione speciale del Gruppo 5 e alle granturismo di Gruppo 4; durante questo periodo la Porsche 935 dominò la scena internazionale delle gare di durata.

Nel 1976 e 1977, le vetture prototipo (ora classificate nel Gruppo 6) disputarono un proprio campionato mondiale, il World Championship for Sports Cars, che si incrociava con il mondiale marche alla 24 Ore di Le Mans: questa segregazione dei prototipi non favorì l'interesse delle case costruttrici per questa categoria e nel 1978, a seguito di un impoverimento delle griglie di partenza, il "mondiale" fu declassato a "europeo" (European Sports Car Championship), che però durò solo quell'anno[1]. Si decise allora che dal 1979 le vetture di Gruppo 6 avrebbero potuto partecipare alle gare del Mondiale Marche, ma non avrebbero ottenuto punti per i loro costruttori[2].

Dal 1982 al 1992[modifica]

Nel 1982 la FIA nel tentativo di fermare l'escalation nello sviluppo dei motori della categoria GT, introdusse una nuova formula specifica denominata Gruppo C, il cui regolamento tecnico prevedeva sport prototipi chiusi con limitazioni nel consumo di combustibile (la teoria è che limitando il consumo di carburante, le prestazioni del motore possono essere tenute sotto controllo e livellate).

Questo cambiamento non fu ben accolto dalle squadre private, mentre le case automobilistiche aderirono sempre più numerose negli anni seguenti. Secondo le nuove regole, per i motori normalmente aspirati era teoricamente possibile competere contro i motori turbocompressi che avevano dominato la serie negli anni settanta e nell'inizio degli ottanta. In più, la maggior parte delle corse venivano disputate su distanze di 500 o 1000 chilometri, solitamente superando le 3 e le 6 ore rispettivamente, in tal modo era possibile dare risalto alla funzione "di resistenza" nella competizione. Anche alle vetture GT di Gruppo B era consentito partecipare alle gare, ma la loro presenza fu sporadica e alla fine sparirono dalla serie e le Gruppo C divennero le uniche protagoniste del campionato.

Porsche fu il primo costruttore a sposare la serie, con la 956, ma presto parecchie altre marche scesero in campo, comprese Jaguar, Mercedes-Benz, Nissan, Toyota, Mazda ed Aston Martin. Mentre i costi aumentavano, venne creata la categoria C2 (originalmente chiamata C Junior) riservata alle squadre private ed ai piccoli costruttori, con più restrittivi limiti al consumo di combustibile. In questa categoria minore, la maggior parte delle automobili erano spinte da motori BMW o Cosworth.

La formula del Gruppo C aveva riportato i costruttori di nuovo in pista, anche se la categoria era un successo, con folle normali di 50.000 o più, 350.000 alla 24 ore di Le Mans, la FIA varò delle nuove regole introdotte nel 1991 su ordine del vice presidente Bernie Ecclestone: macchine da 750 kg e dotate di motori aspirati 3.500cm³ conformi ai motori da Formula 1, spesso gli stessi. Nonostante la potenza fosse generalmente inferiore alla maggior parte delle automobili del Gruppo C degli anni 80 (intorno ai 650 CV rispetto a 750 CV e oltre), questo tipo di automobili sono considerate le più veloci vetture sport di sempre, grazie alla massiccia ricerca effettuata nel campo dell'aerodinamica.

Tuttavia queste nuove regole entrarono in vigore completamente a partire dalla stagione 1992, a causa del tempo necessario per rinnovare il parco vetture, in quanto non tutte le squadre aderirono immediatamente schierando nuovi telai.

Questa nuova generazione di sport prototipi che sulla carta avrebbero dovuto portare ad una riduzione dei costi per i team e livellare le prestazioni delle vetture, portò in realtà ad un massiccio aumento dei costi di gestione, dato che le squadre di vertice svilupparono dei prototipi capaci di stabilire tempi in prova tali da qualificarli intorno a metà griglia di un corrispondente Gran Premio di Formula 1, malgrado un peso superiore di 200 kg e una potenza leggermente minore, poiché, sebbene i motori fossero simili, le versioni per i prototipi erano depoenziate per poter resistere ad una gara di durata.

In breve costruttori abbandonarono la serie, rendendosi conto che i costi di un programma sportivo per far gareggiare un prototipo erano notevolmemte lievitati: oramai oltre ad aver costruito motori adatti alla F1 (mentre prima derivavano da unità di serie anche se opportunamente rivisti), dovevano investire ingenti risorse di denaro anche nello sviluppo della veste aerodinamica dei prototipi. L'esiguo numero di iscrizioni in vista della stagione 1993, indusse la FIA a sopprimere definitivamente il campionato.

Dal 1993 in poi[modifica]

Nel 1994 il titolo di campionato mondiale sportprototipi sarebbe ritornato, questa volta nelle mani dell'IMSA per essere usato nella propria serie GT. Il nome venne associato alla categoria superiore dei prototipi fino al 1998, anno in cui la serie si è conclusa. Nel 2012, a 20 anni di distanza dall'ultimo campionato mondiale per vetture sport gestito dalla FIA, quest'ultima in collaborazione con l'Automobile Club de l'Ouest organizzerà un nuovo Campionato del Mondo Endurance FIA, in inglese FIA World Endurance Championship (WEC) basato sull'Intercontinental Le Mans Cup che va a sostituire[3].

Albo d'Oro[modifica]

Anno Titolo Costruttore campione
(1953 - 1984)
Squadra campione
(1985 - 1992)
Pilota/i Campione/i
(1981 - 1992)
1953 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1954 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1955 Campionato Mondiale Vetture Sport Germania Mercedes-Benz - -
1956 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1957 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1958 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1959 Campionato Mondiale Vetture Sport Regno Unito Aston Martin - -
1960 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1961 Campionato Mondiale Vetture Sport Italia Ferrari - -
1962 Campionato Internazionale Gran Turismo Italia Ferrari (GT+2.0)
Germania Porsche (GT2.0)
Italia Fiat-Abarth (GT1.0)
- -
1963 Campionato Internazionale Gran Turismo Italia Ferrari (P)
Italia Ferrari (GT+2.0)
Germania Porsche (GT2.0)
Italia Fiat-Abarth (GT1.0)
- -
1964 Campionato Internazionale Gran Turismo Germania Porsche (P)
Italia Ferrari (GT+2.0)
Germania Porsche (GT2.0)
ItaliaAbarth-Simca(GT1.0)
- -
1965 Campionato Internazionale Gran Turismo Italia Ferrari (P)
Stati Uniti Shelby (GT+2.0)
Germania Porsche (GT2.0)
Italia Abarth-Simca (GT1.3)
- -
1966 Campionato Internazionale Sport Prototipi Stati Uniti Ford (P+2.0)
Germania Porsche (P2.0)
Stati Uniti Ford (S+2.0)
Germania Porsche (S2.0)
Italia Abarth (S1.3)
- -
1967 Campionato Internazionale Sport Prototipi Italia Ferrari (P+2.0)
Germania Porsche (P2.0)
Stati Uniti Ford (S+2.0)
Germania Porsche (S2.0)
Italia Abarth (S1.3)
- -
1968 Campionato Internazionale Marche Stati Uniti Ford (S & P)
Germania Porsche (GT)
- -
1969 Campionato Internazionale Marche Germania Porsche (S & P)
Germania Porsche (GT)
- -
1970 Campionato Internazionale Marche Germania Porsche (S & P)
Germania Porsche (GT)
- -
1971 Campionato Internazionale Marche Germania Porsche (S & P)
Germania Porsche (GT)
- -
1972 Campionato Mondiale Marche Italia Ferrari (S)
Germania Porsche (GT)
- -
1973 Campionato Mondiale Marche Francia Matra (S)
Germania Porsche (GT)
- -
1974 Campionato Mondiale Marche Francia Matra (S)
Germania Porsche (GT)
- -
1975 Campionato Mondiale Marche Italia Alfa Romeo (S)
Germania Porsche (GT)
- -
1976 Campionato del Mondo Sport Prototipi Germania Porsche - -
1976 Campionato Mondiale Marche Germania Porsche - -
1977 Campionato del Mondo Sport Prototipi Italia Alfa Romeo - -
1977 Campionato Mondiale Marche Germania Porsche (+2.0)
Germania BMW (2.0)
- -
1978 Campionato Mondiale Marche Germania Porsche - -
1979 Campionato Mondiale Marche Germania Porsche - -
1980 Campionato Mondiale Marche Italia Lancia - -
1981 Campionato Mondiale Endurance Italia Lancia - Stati Uniti Bob Garretson
1982 Campionato Mondiale Endurance Germania Porsche - Belgio Jacky Ickx
1983 Campionato Mondiale Endurance Germania Porsche (C)
Regno Unito Alba - Italia Giannini (C Jnr)
Germania Porsche (B)
- Belgio Jacky Ickx
1984 Campionato Mondiale Endurance Germania Porsche (C)
Regno Unito Alba - Italia Giannini (C Jnr)
Germania BMW (B)
- Germania Stefan Bellof
1985 Campionato Mondiale Endurance - Germania Rothmans Porsche (C) Regno Unito Derek Bell (pilota) (C)
Germania Hans-Joachim Stuck (C)
Regno Unito Spice Engineering (C2) Regno Unito Gordon Spice (C2)
Regno Unito Ray Bellm (C2)
1986 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Svizzera Brun Motorsport (C) Regno Unito Derek Bell (pilota) (C)
Regno Unito Ecurie Ecosse (C2) Regno Unito Gordon Spice (C2)
Regno Unito Ray Bellm (C2)
1987 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Regno Unito Silk Cut Jaguar (C) Brasile Raul Boesel (C)
Regno Unito Spice Engineering (C2) Regno Unito Gordon Spice (C2)
Spagna Fermin Velez (C2)
1988 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Regno Unito Silk Cut Jaguar (C) Regno Unito Martin Brundle (C)
Regno Unito Spice Engineering (C2) Regno Unito Gordon Spice (C2)
Regno Unito Ray Bellm (C2)
1989 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Germania Team Sauber Mercedes (C) Francia Jean-Louis Schlesser (C)
Regno Unito Chamberlain Engineering (C2) Regno Unito Nick Adams (C2)
Spagna Fermin Velz
1990 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Germania Team Sauber Mercedes Francia Jean-Louis Schlesser
Italia Mauro Baldi
1991 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Regno Unito Silk Cut Jaguar Italia Teo Fabi
1992 Campionato del Mondo Sport Prototipi - Francia Peugeot Talbot Sport (C1) Regno Unito Derek Warwick (C1)
Francia Yannick Dalmas (C1)
Regno Unito Chamberlain Engineering (Cup) Francia Ferdinand de Lesseps (Cup)

Note[modifica]

  1. ^ János L. Wimpffen, Time and Two Seats, 1999, Pag. 1183
  2. ^ János L. Wimpffen, Time and Two Seats, 1999, Pag. 1143
  3. ^ 2012 FIA World Endurance Championship. Fédération Internationale de l'Automobile www.fia.com, 3 giugno 2011. URL consultato in data 22 ottobre 2011.

Collegamenti esterni[modifica]

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