Campionato mondiale di Formula 1 1981

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Campionato mondiale di Formula 1 1981
Edizione n. 32 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 15 marzo
Termine 17 ottobre
Prove 15
Titoli in palio
Piloti Nelson Piquet
su Brabham BT49-Ford Cosworth
Costruttori Williams-Ford Cosworth
su Williams FW07-Ford Cosworth
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso
Nelson Piquet si aggiudicò il primo dei suoi tre titoli dopo un lungo duello con Carlos Reutemann.

La stagione 1981 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 32º ad assegnare il Campionato Piloti e la 24º ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 15 marzo e terminata il 17 ottobre, dopo 15 gare, una in più della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la prima volta a Nelson Piquet e il titolo costruttori per la seconda volta, tra l'altro consecutiva, alla Williams-Ford Cosworth.

Indice

La pre-stagione [modifica]

Il calendario [modifica]

Nell'aprile 1980 la FISA aveva diramato un primo calendario con 15 prove, riconfermando tutte le gare previste per il 1980, tranne la tappa a Las Vegas, che non era stata però disputata. L'inizio era posto l'8 gennaio in Argentina, e la fine con la gara di Watkins Glen il 3 ottobre.[1][2]

Una seconda versione del calendario venne presentata nell'ottobre 1980: prevedeva sempre 15 gare, con esordio il 25 gennaio, con il Gran Premio d'Argentina, e il termine il 4 ottobre, con una gara a Watkins Glen. La gara del Brasile veniva portata a marzo, mentre il Gran Premio del Sudafrica rimaneva in dubbio.[3] A seguito dell'incertezza che gravava sul campionato la FISA chiese agli organizzatori del Gran Premio d'Argentina di far slittare la loro gara al 22 febbraio.[4] Il 19 dicembre venne così redatto un nuovo calendario, che prevedeva la prima prova il 22 febbraio in Argentina, e che escludeva il Gran Premio del Brasile e quello d'Austria, che non avevano dei circuiti considerati adeguati. Vi erano inoltre dei problemi con la data del Gran Premio del Canada, per la contemporaneità con la finale del campionato canadese di baseball. Venne inserito, solo come prova di riserva, il Gran Premio di San Marino, per il 3 maggio.[5]Il 13 gennaio venne nuovamente cambiata la data del Gran Premio d'Argentina, posticipato al 26 aprile.[6]

La riunione dei costruttori a Modena del 19 gennaio congelò di fatto il calendario, a causa delle diatribe che si erano verificate tra FOCA e FISA; venne decisa però l'effettuazione di due gare in Italia, con l'entrata ufficiale in calendario del GP di San Marino, a Imola, per il 3 maggio.[7] La nuova bozza elaborata dai costruttori prevedeva ora l'esordio il 15 marzo a Long Beach, lo spostamento al 10 ottobre del Gran Premio del Sudafrica, e la soppressione della trasferta a Watkins Glen.[8]

La FISA rese noto il 30 gennaio, un ennesimo calendario, in cui non era ancora inserito il GP di S. Marino, mentre veniva escluso d'autorità il GP del Sudafrica, ma reinserito il gran premio al Glen.[9]La validità del GP di S. Marino venne confermata dalla FISA il 6 febbraio.[10]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Stati Uniti Toyota United States Grand Prix West[11] GP degli USA-Ovest Circuito di Long Beach Long Beach 15 marzo 14:00
2 Brasile Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Jacarepagua Rio de Janeiro 29 marzo 13:00
3 Argentina Gran Premio de la Republica Argentina GP d'Argentina Autódromo Municipal Ciudad de Buenos Aires Buenos Aires 12 aprile
4 San Marino Gran Premio di San Marino GP di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 3 maggio
5 Belgio Grote Prijs van Belgie GP del Belgio Circuito Terlaemen di Zolder Zolder 17 maggio
6 Monaco Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Montecarlo 31 maggio
7 Spagna Gran Premio de España GP di Spagna Circuito Permanente del Jarama Madrid 21 giugno
8 Francia Grand Prix de France GP di Francia Circuito di Digione-Prenois Digione 5 luglio
9 Regno Unito Marlboro British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Silverstone Silverstone 18 luglio
10 Germania Großer Preis von Deutschland GP di Germania Hockenheimring Hockenheim 2 agosto
11 Austria Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 16 agosto
12 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 30 agosto
13 Italia Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 13 settembre
14 Canada Grand Prix Labatt du Canada GP del Canada Circuit de l'île Notre-Dame Montréal 27 settembre
15 Flag of Las Vegas, Nevada.svg Caesar's Palace Grand Prix GP di Las Vegas Circuito del Caesars Palace Las Vegas 17 ottobre

Accordi e fornitori [modifica]

La casa francese Matra rientrò nel mondiale come fornitrice dei motori alla Ligier, sulla base dell'accordo firmato tra la scuderia e la Talbot.[12]La Matra, che mancava dalla stagione 1978, aveva già fornito i suoi propulsori alla Ligier tra il 1976 e il 1978, ottenendo anche una vittoria, nel Gran Premio di Svezia 1978, con Jacques Laffite al volante.

La situazione dei propulsori per le altre scuderie invece non mutò. Tranne Ferrari, Alfa Romeo e Renault, che costruivano in proprio i motori, tutti le scuderie esistenti utilizzarono i Ford Cosworth DFV, anche se la Brabham testò durante l'inverno anche un motore BMW.[13]L'unica novità fu l'esordio per la casa britannica Brian Hart Ltd. che fornì di un motore turbo la scuderia Toleman, esordiente a sua volta.

La Goodyear, fornitrice degli pneumatici per tutte le scuderie (ad eccezione di Ferrari e Renault) decise, in seguito alle incertezze sul campionato, di abbandonare il mondiale.[14] La casa statunitense aveva esordito nel 1964 e da quel momento era stata sempre presente. La sua concorrente, la Michelin, divenne così l'unica fornitrice di gomme, almeno per i primi tre gran premi, in attesa del ritorno della Pirelli e dell'arrivo della Avon.[15]

L'azienda italiana produttrice di elettrodomestici Candy abbandonò la sponsorizzazione della Tyrrell e passò a sostenere la neoentrante Toleman.

Piloti e scuderie [modifica]

Scuderie [modifica]

Derek Warwick a Imola con la scuderia britannica Toleman. Il team, dopo aver dominato la F2 nel 1980, entrò in F1 nel 1981 con pneumatici Pirelli.

Due scuderie ritornarono nel campionato mondiale: la March, che aveva già partecipato al campionato mondiale di F1 tra il 1970 e il 1978 (conquistando anche 3 vittorie e 5 pole position), e la Theodore Racing: la scuderia di Hong Kong aveva esordito nel 1977 con una Ensign privata, per poi passare a costruire una monoposto nel 1978, alternandola all'uso di una Wolf. La Theodore era poi rientrata nel 1980, acquistando la Shadow, ma ritirandosi dopo il Gran Premio di Francia.

La stagione vide l'esordio della scuderia britannica Toleman, proveniente dalla Formula 2, ove si era aggiudicata nel 1980 i primi due posti nella classifica piloti, con Brian Henton e Derek Warwick.

Nel 1980 venne comunicato che il 70% delle azioni della Ligier era stato acquistato dalla Talbot .[16]La casa francese aveva, già nel corso della prima parte del 1980, annunciato la sua volontà di entrare nella massima formula.[17]La situazione divenne però intricata quando, nel dicembre 1980, la Talbot venne integrata all'interno del gruppo Peugeot; la casa francese infatti si riservò la decisione se proseguire o meno nell'impegno in F1. Il 14 gennaio 1981 vi fu l'accordo definitivo tra Guy Ligier e la Peugeot: il 50% delle azioni rimaneva a Ligier, il 49% passava alla Peugeot e l'1% veniva ceduto alla Matra, la nuova fornitrice dei motori.[12] La Talbot, col nome di Talbot-Lago, aveva già preso parte a due edizioni del campionato mondiale di F1, nel 1950 e 1951. In 13 gran premi iridati la casa francese aveva ottenuto come miglior piazzamento due terzi posti.

Anche la McLaren cambiò assetto azionario. Grazie alla spinta dello sponsor Philip Morris e del suo dirigente John Hogan, la scuderia britannica si fuse con il Project Four, team di Formula 2, guidato da Ron Dennis.[18]

Vi furono delle difficoltà per l'Ensign che venne anche posta in liquidazione nel dicembre 1980.[19]La scuderia però venne acquistata da un socio del patron Mo Nunn e poté continuare a competere.[20]

In questa stagione non si presentò al via nessuna scuderia "privata", ossia utilizzante vetture acquistate da qualche costruttore.

Piloti [modifica]

Mario Andretti, abbandonò la Lotus, con la quale aveva vinto il titolo 1978, per approdare in Alfa Romeo.

La Williams confermò la coppia di piloti (Alan Jones-Carlos Reutemann),[21] con la quale si era aggiudicata la Coppa Costruttori 1980. Anche la Brabham confermò la coppia di piloti dell'anno precedente ma, nella prima gara, il Gp del Sudafrica, prova non valida per il mondiale, il team inglese schierò nuovamente Ricardo Zunino, pilota argentino che aveva corso con la scuderia di Bernie Ecclestone i primi sette gran premi della stagione precedente, al posto Héctor Rebaque, colpito da epatite virale.[22]

La stessa Ligier confermò inizialmente la sua coppia di piloti[23] ma, il giorno dopo il Gran Premio d'Italia 1980, Didier Pironi annunciò il suo passaggio in Ferrari, ove sostituì Jody Scheckter, che si era ritirato dalle competizioni.[24] La casa francese completò così la coppia piloti affiancando a Jacques Laffite l'altro transalpino Jean-Pierre Jabouille, che ruppe l'accordo con la Renault e passò all'altra scuderia francese, la Ligier. Per questa scuderia si fecero anche i nomi di altri due piloti francesi come Jean-Pierre Jarier e Alain Prost, ma venne a lei avvicinato anche Scheckter, che però non recedette dal suo intento di abbandonare le competizioni.[25]La Renault decise per Alain Prost, che nel 1980 aveva fatto il suo esordio in F1 con la McLaren.[14]Per il gran premio di Long Beach però la Ligier schierò Jean-Pierre Jarier, visto il perdurare dell'indisponibilità di Jabouille.[26]

Eddie Cheever, dopo una stagione all'Osella, passò in Tyrrell.[27] La casa torinese offrì così un volante a Beppe Gabbiani, che aveva tentato, senza successo, di qualificarsi a due gran premi nella parte finale della stagione 1978, con una Surtees. In questa stagione l'Osella decise di schierare due vetture, e affidò l'altra monoposto all'argentino esordiente Miguel Ángel Guerra.[28]La Tyrrell rivoluzionò la sua coppia di piloti: oltre a Cheever, ingaggiò Kevin Cogan, pilota statunitense che si non si era qualificato, con una Williams del team RAM, nel Gran Premio del Canada 1980. La rientrante Theodore Racing iscrisse Patrick Tambay, già impiegato dalla scuderia nel 1977.

Slim Borgudd, già batterista per diversi lavori degli ABBA, divenne pilota dell'ATS dal GP di Imola.

Il 30 gennaio Emerson Fittipaldi, pilota brasiliano, campione del mondo nelle stagioni 1972 e 1974, con 145 gran premi iridati disputati, 14 vittorie, 6 pole position, 6 giri veloci e 35 podi, annunciò il suo ritiro dalla Formula 1. Fittipaldi rimase come direttore sportivo della scuderia omonima.[29] La scuderia affiancò al confermato Keke Rosberg l'esordiente brasiliano Chico Serra. La rientrante March si affidò a Derek Daly, impegnato nel 1980 con la Tyrrell, e al cileno, anche lui all'esordio nel mondiale, Eliseo Salazar.[30] Salazar fu l'unico pilota dal suo Paese a prendere parte a un mondiale di F1.

L'Arrows, dopo alcuni tentennamenti, confermò Riccardo Patrese, e iscrisse, sull'altra vettura, il riminese Siegfried Stohr, reduce da una ottima stagione in F2. Mario Andretti abbandonò la Lotus per approdare in Alfa Romeo, da cui partì Andrea de Cesaris, che passò alla McLaren. Ensign e ATS si scambiarono i piloti: Jan Lammers tornò alla scuderia tedesca mentre Marc Surer passò all'Ensign. Quest'ultima, inizialmente, aveva fatto firmare il pilota colombiano Ricardo Londoño, che però era sprovvisto di licenza per correre in F1. Nella sua analoga situazione si trovavano anche Kevin Cogan, Siegfried Stohr, Eliseo Salazar e Miguel Ángel Guerra. Questi piloti però presero parte regolarmente al campionato dalla gara di Long Beach, anche se Jean-Marie Balestre, capo della FISA, minacciò di prendere severi provvedimenti.[15] La Lotus, infine, affiancò a Elio de Angelis il britannico Nigel Mansell, già impegnato in alcune prove della stagione 1980.

Dal Gran Premio del Brasile alla Tyrrell l'argentino Ricardo Zunino sostituì Kevin Cogan. Zunino, che aveva corso la prima parte della stagione 1980 con la Brabham, sempre col team di Bernie Ecclestone aveva disputato il GP del Sudafrica, prova non valida per il campionato, corsa a febbraio.[31] La Ligier rimise al volante il titolare Jean-Pierre Jabouille al posto del suo sostituto, Jean-Pierre Jarier. La casa francese però fece testare nelle libere tutti e tre i suoi piloti (compreso l'altro titolare Jacques Laffite). Jarier si comportò meglio del rientrante Jabouille e venne così confermato per il gran premio.[32]L'Ensign fece provare il colombiano Ricardo Londoño:[33] la FISA vietò però al pilota di correre le qualifiche, per l'assenza della Superlicenza.[34]Al suo posto il team britannico proseguì a far correre Marc Surer. La presenza del colombiano, che sarebbe stato il primo pilota della sua Nazione a correre nel mondiale di F1, era stata contestata dagli altri piloti, a causa della sua scarsa esperienza.[32]

La FISA rese noto, ad aprile, l'elenco dei piloti dotati di Superlicenza, quindi ammessi a correre in F1. Erano 86, provenienti da 18 nazioni.[35]

Dal Gran Premio d'Argentina Jean-Pierre Jabouille tornò titolare alla Ligier.

Tabella riassuntiva [modifica]

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1981.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
Regno Unito Albilad Williams Racing Team Williams FW07C Cosworth DFV V8 3.0 M


G

1 Australia Alan Jones
2 Argentina Carlos Reutemann
Regno Unito Team Tyrrell Tyrrell 010
011
Cosworth DFV V8 3.0 M


A

3 Stati Uniti Eddie Cheever
4 Stati Uniti Kevin Cogan
Brasile Ricardo Zunino
Italia Michele Alboreto
Regno Unito Parmalat Racing Team Brabham BT49C Cosworth DFV V8 3.0 M


G

5 Brasile Nelson Piquet
6 Messico Héctor Rebaque
Regno Unito Marlboro McLaren International McLaren M29F
MP4/1
Cosworth DFV V8 3.0 M 7 Regno Unito John Watson
8 Italia Andrea de Cesaris
Germania ATS Wheels ATS D4
D5
Cosworth DFV V8 3.0 M


A

9/10 Paesi Bassi Jan Lammers
Svezia Slim Borgudd
Regno Unito Essex Lotus Team /
Regno Unito John Player Team Lotus
Lotus 81B
88
87
Cosworth DFV V8 3.0 M


G

11 Regno Unito Nigel Mansell
12 Italia Elio de Angelis
Regno Unito Ensign Racing Ensign MN180B Cosworth DFV V8 3.0 M


A

14 Svizzera Marc Surer
Colombia Ricardo Londoño
Cile Eliseo Salazar
Francia Equipe Renault ELF Renault RE20B
RE30
Renault M 15 Francia Alain Prost
16 Francia René Arnoux
Regno Unito March Grand Prix Team March 811 Cosworth DFV V8 3.0 M


A

17/18 Irlanda Derek Daly
Cile Eliseo Salazar
18 Svezia Stefan Johansson
Brasile Fittipaldi Automotive Fittipaldi F8C Cosworth DFV V8 3.0 M


A
P

20 Finlandia Keke Rosberg
21 Brasile Chico Serra
Italia Marlboro Team Alfa Romeo Alfa Romeo 179C
179D
Alfa Romeo M 22 Stati Uniti Mario Andretti
23 ItaliaBruno Giacomelli
24 ItaliaMauro Baldi
Francia Equipe Talbot Ligier Ligier JS17 Matra M 25 Francia Jean-Pierre Jarier
Francia Jean-Pierre Jabouille
Francia Patrick Tambay
26 Francia Jacques Laffite
Italia Scuderia Ferrari SEFAC SpA Ferrari 126CK Ferrari M 27 Canada Gilles Villeneuve
28 Francia Didier Pironi
Regno Unito Arrows Racing Team Arrows A3 Cosworth DFV V8 3.0 M


P

29 Italia Riccardo Patrese
30 Italia Siegfried Stohr
Canada Jacques Villeneuve Sr.
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/B Cosworth DFV V8 3.0 M 31/32 Argentina Miguel Ángel Guerra
Italia Beppe Gabbiani
Italia Piercarlo Ghinzani
32 Italia Giorgio Francia
Francia Jean-Pierre Jarier
Regno Unito Theodore Racing Theodore Racing TY01 Cosworth DFV V8 3.0 M


A

33 Francia Patrick Tambay
Svizzera Marc Surer
34 Regno Unito Geoff Lees
Regno Unito Candy Toleman Motorsport Toleman TG181 Hart P 35 Regno Unito Brian Henton
36 Regno Unito Derek Warwick
Spagna Equipo Banco Occidental Williams FW07 Cosworth DFV V8 3.0 M 37 Spagna Emilio de Villota

Circuiti e gare [modifica]

Nella solita alternanza tra autodromi il Gran Premio di Francia si spostò nuovamente sul Circuito di Digione-Prenois, mentre il Gran Premio di Gran Bretagna tornò a Silverstone. Anche il Gran Premio d'Italia cambiò pista, ritornando alla classica sede di Monza. Il Circuito di Imola non uscì però dal calendario, ma ospitò la prima edizione del Gran Premio di San Marino. L'Italia si trovò così a ospitare due gran premi iridati nello stesso anno, come era già accaduto nel 1957 quando, assieme al gran premio nazionale, era stato aggiunto al calendario mondiale anche il Gran Premio di Pescara.

Il Gran Premio del Brasile abbandonò San Paolo e il tracciato di Interlagos per approdare, come già fatto nel 1978, a Rio de Janeiro, sul Circuito di Jacarepaguá.

Il Race Promoters' Trophy, premio per il gran premio meglio organizzato della stagione, andò al Gran Premio di Las Vegas. Era la seconda volta che il premio veniva attribuito a una gara statunitense, dopo che nel 1976 tale riconoscimento era stato vinto dal GP di Long Beach.

Modifiche al regolamento [modifica]

Regolamento tecnico [modifica]

La controversa Lotus 88. Per aggirare il divieto di applicare le "minigonne" sulle vetture Colin Chapman escogitò una vettura a doppio telaio che però venne giudicata non regolamentare.

Il peso minimo delle vetture venne portato da 585 kg a 595 kg; erano state bandite le "minigonne": solo le ruote potevano toccare terra, mentre il resto del telaio doveva stare almeno 6 cm al di sopra del manto stradale. Furono inoltre rese obbligatorie le sospensioni, al fine di evitare che le vetture avessero un assetto rigido.

Venne mantenuta la possibilità di far montare sulle vetture dei motori sovralimentati, mentre le dimensioni della vettura vennero stabiliti in 140 cm per la larghezza della struttura fra due assi, mentre quella massima, stabilita all'esterno delle gomme, scendeva a 215 cm. Gli pneumatici posteriori vennero ridotti in dimensione e presentavano limiti, definiti in pollici, di 23 in diametro e 18 in larghezza, contro le precedenti misure di 26 e 21. Ciò avrebbe dovuto ridurre la velocità di percorrenza in curva delle monoposto. Da questa stagione nessuna vettura poteva avere a disposizione più di 8 pneumatici per turno di qualificazione.[36] Lo sbalzo anteriore della monoposto era di 120 cm e quello posteriore di 80.[37]

Oltre alla riduzione del diametro delle gomme vennero inoltre introdotte delle misure per garantire una maggiore sicurezza del pilota. Venne stabilito infatti di migliorare la protezione anteriore delle vetture, mentre si decise per il 1981 l'introduzione di strutture deformabili.[38]

Regolamento sportivo [modifica]

Venne mantenuto il sistema di attribuzione dei punti (9 al primo, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto) ma venne modificato il sistema degli scarti. Rispetto alle stagioni precedenti in cui il campionato era diviso in due "gironi" di gare con l'obbligo di scartare un certo numero di risultati di ciascun girone, ora i piloti potevano contare i migliori undici risultati sui 15 gran premi della stagione, indipendentemente dal momento del campionato in cui fossero stati ottenuti.[38]

Riassunto della stagione [modifica]

La guerra FISA-FOCA e l'annullamento del Gran Premio del Sudafrica [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra FISA-FOCA e Gran Premio del Sudafrica 1981.

Dopo le polemiche dell'anno precedente, che avevano portato anche alla invalidazione del Gran Premio di Spagna, i rapporti tra la Federazione Internazionale Sport Automobilistico (FISA) e la Formula One Constructors Association (FOCA) rimasero molto tesi. La FISA decise, nell'ottobre 1980, di ribadire le scelte tecniche che avevano scatenato le proteste della FOCA, tra cui la controversa abolizione delle "minigonne", dispositivo aerodinamico che favoriva le vetture con motore Ford Cosworth DFV rispetto a quelle dotate di motore turbocompresso. Venne deciso di portare il peso massimo delle monoposto a 585 kg, vennero indicate norme per la maggior protezione del pilota, vennero modificate le misure degli pneumatici (con larghezza 18 pollici e diametro 26), e venne decisa la concessione di due "set" di gomme da qualifica a ogni pilota. La FISA ribadì poi il suo consenso all'uso di motori turbo almeno fino al 1986.[3]

L'assemblea della FISA stabilì anche che un Paese che avesse ospitato gare irregolari sarebbero stato privato della licenza per ogni tipo di competizione automobilistica, e le scuderie e i piloti che avessero partecipato a tali gare sarebbero stati sospesi. Questa decisa veniva presa per cercare di scoraggiare il tentativo della FOCA di organizzare un campionato alternativo a quello della FISA.[3] La FOCA, inoltre, decise di citare in giudizio a Parigi la FISA per la sua decisione di vietare le "minigonne",[39] mentre Ecclestone, patron della FOCA, minacciò le scuderie motorizzate dalla Cosworth di bloccare la fornitura di propulsori a quei team che non avessero preso parte al suo campionato alternativo.[40]

Questa situazione di stallo preoccupava gli sponsor della Formula 1 che minacciarono, come nel 1980, di bloccare i loro pagamenti qualore non si fosse giunti a un accordo tra le parti.[41] Il 15 novembre 1980 venne posto come limite per l'iscrizione al campionato mondiale di F1,[42] ma già il 31 ottobre Bernie Ecclestone annunciò ufficialmente la creazione di un campionato alternativo, denominato The World Professional Drivers Championship, gestito dalla The World Federation of Motor Sport (WFMS). Il campionato, con un montepremi di 10 milioni di dollari, di cui uno destinato al pilota campione, prevedeva 15 gare da disputarsi in 12 nazioni differenti. Aveva avuto l'adesione, per il momento, di 12 scuderie, con almeno 23 vetture garantite. I team che avevano accettato l'invito erano Arrows, Brabham, Ensign, Fittipaldi, Ligier, Lotus, McLaren, RAM, Tyrrell e Williams, a cui si aggiunse anche l'ATS. Il regolamento tecnico era simile a quello della Formula 1, mantenendo però le "minigonne", e prevedendo una limitazione della potenza dei motori e una riduzione del volume degli pneumatici.[43] A seguito dell'annuncio Balestre, presidente della FISA, decise di cancellare la riunione programmata con Ecclestone pochi giorni dopo mentre Jody Scheckter, presidente della Grand Prix Drivers' Association, consigliò ai piloti di non aderire alla nuova federazione e rimanere nell'ambito della FISA.[44]

Rimasero fedeli al campionato FISA le scuderie legate ai grandi costruttori automobilistici, dotate di motore turbo, o comunque interessate a questo tipo di propulsore come Alfa Romeo, Ferrari, Renault e la Talbot, che aveva acquistato la Ligier, perciò strappandola al campionato annunciato da Ecclestone. Al campionato FISA, anche per la pressione degli sponsor, s'iscrisse inoltre l'Osella, che disponeva di un motore Ford Cosworth,[45] e la neoentrante scuderia britannica Toleman.[46]

Il 20 novembre la FISA propose una mediazione in sei punti che prevedeva l'abbandono delle azioni legali nei confronti della FOCA, la costituzione di una nuova commissione per la F1, la conferma della stabilità degli attuali regolamenti tecnici per 5 stagioni, il congelamento per due anni dell'articolo del regolamento generale della FIA che consentiva alla FISA di modificare il regolamento tecnico per ragioni di sicurezza, l'accettazione della nomina di un rappresentante dei costruttori negli organi principali della FISA e l'impegno ad annunciare entro il 30 ottobre 1982 il regolamento tecnico per il 1985.[47] La FOCA rispose chiedendo di vedere riammesse le sue scuderie al campionato, concedendo l'abolizione delle minigonne dopo sei mesi.[48] Balestre rifiutò la proposta ma concesse tempo alle iscrizioni al campionato fino al 31 dicembre 1980.[49]

Il 27 novembre la FOCA annunciò di non voler gareggiare nel campionato WFMS, in quanto i contratti con gli organizzatori sarebbero stati firmati dalla FOCA stessa e non dalla nuova organizzazione. In tale modo la FOCA voleva garantirsi la possibilità di far correre le vetture nel campionato FISA ma con il regolamento in vigore al momento della firma degli accordi con gli organizzatori, che prevedeva ancora le "minigonne".[50]Intanto la Goodyear, ai primi di dicembre, annunciò di voler abbandonare la Formula 1 a causa della grave incertezza che gravava sul campionato.[14]

Successivamente Bernie Ecclestone ribadì la volontà delle scuderie legate alla FOCA di partecipare al GP del Sudafrica, previsto per il 7 febbraio, anche se tale prova non fosse stata valida per il campionato mondiale della FISA.[51]Il 19 gennaio vi fu una riunione di molti rappresentati di scuderia, sia legati alla FOCA che alla FISA, che si tenne a Modena, presso la vecchia sede della Scuderia Ferrari. I costruttori si accordarono per evitare una scissione del campionato. Si decise anche di creare una commissione ristretta che elaborasse una soluzione globale sui regolementi, valida per 4 anni, da proporre alla FISA.[7]Il 30 gennaio si tenne una tavola rotonda a Montecarlo tra la FISA e i costruttori. Jean-Marie Balestre, presidente della FISA, non firmò il pacchetto di proposte dei costruttori, e decise prima di sottoporlo all'analisi di altri dirigenti della Federazione. La Federazione decise così di costituire una commissione ristretta per lo studio di queste proposte. La FOCA, intanto, minacciò di adire le vie legali qualora il Gran Premio del Sudafrica non si fosse svolto regolarmente.[9]

La FISA respinse quanto proposto dai costruttori: per la federazione la richiesta di modificare alcuni contratti chiusi dalla FOCA con alcuni organizzatori di gran premio avrebbe sottoposto la federazione stessa a possibili azioni legali, in base a una decisione del Tribunale di Londra del 17 dicembre 1980, che stabiliva che non potevano essere alterati gli accordi già presi dalla FOCA. La FISA, in pratica, voleva che la FOCA interrompesse ogni possibile azione legale, prima di controfirmare l'accordo trovato a Modena.[52]

La diatriba non fermò però il Gran Premio del Sudafrica, a cui comunque non parteciparono le scuderie più vicine alla FISA come Ferrari, Renault, Alfa Romeo, Osella e Ligier.[22]La FOCA minacciò, in assenza di accordo della FISA, di presentarsi alla seconda gara stagionale, prevista a Long Beach, con vetture ancora dotate di "minigonne".[53]

Nasce il Patto della Concordia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patto della Concordia.

Il 12 febbraio Ecclestone e Balestre comunicarono via telex ai costruttori come l'accordo fosse vicino.[54]Il 17 febbraio venne rotto, in parte, il fronte delle scuderie vicine alle posizioni della FISA. La Renault e la Ligier affermarono di voler partecipare alla seconda gara stagionale, quella di Long Beach.[55]

Il 4 marzo venne indetta una conferenza stampa a Parigi da parte della FISA, che però saltò per il mancato raggiungimento dell'accordo finale in merito alla composizione della commissione sulla Formula 1, ad alcuni particolari economici e all'assegnazione del Gran Premio di San Marino per quattro stagioni alla pista di Imola.[56]Il giorno seguente venne comunicata la nascita del Patto della Concordia (o "Convenzione della Concordia"), che avrebbe regolato la Formula 1 negli anni a venire, e che tutt'ora è la base fondante del campionato mondiale. La FISA veniva riconosciuta come l'ente intitolato a determinare il regolamento tecnico della categoria, mentra alla FOCA veniva garantita l'organizzazione finanziaria del campionato.[57]

Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest 1981.

Il ferrarista Gilles Villeneuve fece una bella partenza tanto da portarsi subito al comando ma, arrivato alla staccata del Queens Hairpin, scelse male il tempo e andò largo. Riccardo Patrese e le due Williams di Carlos Reutemann e Alan Jones passarono davanti. Villeneuve fu comunque capace di rientrare sul tracciato in quarta posizione, davanti al compagno di scuderia Didier Pironi.

Nel corso della prima parte di gara Patrese guidava su Reutemann con un margine di circa un secondo, mentre Jones era a tre secondi dall'argentino. Nel corso del quarto giro Villeneuve perse due posizioni, venendo scavalcato da Didier Pironi e da Nelson Piquet, a sua volta sorpassato dal francese della Ferrari.

Al giro 17 Piquet ripassò Pironi mentre Villeneuve si ritirò per un guasto alla trasmissione. Al giro 25 Carlos Reutemann prese il comando davanti a Patrese, che un giro dopo tornò ai box a causa di un malfunzionamento del sistema di alimentazione. Rientrato in gara, si ritirò dopo poco: un piccolo pezzo di plastica era caduto nel filtro della benzina, non consentendo un corretto pescaggio del carburante.

Il ritiro di Patrese lasciò Reutemann davanti con tre secondi di vantaggio sul suo compagno di scuderia Jones, che però iniziò subito a limitare lo svantaggio di mezzo secondo a giro. Al giro 32, al momento del doppiaggio di Marc Surer, Reutemann andò largo alla esse prima di Linden Avenue, tanto che Alan Jones passò al comando. In 12 giri, il campione del mondo portò a 10 secondi il margine su Reutemann. Nello stesso tempo l'argentino fu comunque capace di ampliare il margine sul terzo, Nelson Piquet, a 36 secondi. Nello stesso giro Jacques Laffite aveva preso la sesta piazza ad Andretti.

Alla tornata numero 41 Jacques Laffite, cercando di passare Cheever, colpì il retro della Tyrrell, rompendo così il musetto della sua Ligier e danneggiando il cambio sulla vettura dello statunitense. Laffite dovette compiere quasi un intero giro prima di rientrare ai box.

Il ritiro di Laffite non interruppe la battaglia che coinvolgeva Didier Pironi, Eddie Cheever e Mario Andretti per la quarta piazza. Andretti passò Cheever al giro 44, poi al giro 54 anche Pironi, dopo un lungo assalto. Pironi scontava un guaio all'alimentazione tanto che anche Cheever fu capace di passarlo poche tornate dopo. Nel sorpasso tuttavia il pilota della Tyrrell danneggiò ulteriormente il cambio non potendo così più utilizzare la seconda marcia, molto usata sul tracciato californiano.

La gara terminò con la doppietta Williams, con il campione del mondo Alan Jones (era dal 1977 che il campione del mondo in carica non si imponeva nella prima gara della stagione segunte), davanti a Carlos Reutemann, seguiti da Nelson Piquet; quarto giunse Mario Andretti, quinto Eddie Cheever mentre col sesto posto Patrick Tambay, al ritorno in Formula 1 dopo un anno, portò i primi punti iridati alla Theodore Racing.

Gran Premio del Brasile [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1981.

L'arrivo della pioggia spinse quasi tutti i piloti a montare gomme da bagnato. Solo Nelson Piquet, Didier Pironi e Siegfried Stohr optarono per gomme slick. Alla partenza Piquet, che aveva ignorato le richieste della Brabham di montare gomme da bagnato, fece pattinare la vettura, venendo passato dalle due Williams. L'errore del brasiliano rallentò Gilles Villeneuve, che venne tamponato da Mario Andretti: la Ferrari, a sua volta, andò a colpire la Renault di René Arnoux. Venne coinvolto anche Chico Serra. Solo Villeneuve fu capace di proseguire la gara.

Carlos Reutemann prese la testa della corsa, seguito da Alan Jones, a sua volta seguito da tre piloti italiani: Riccardo Patrese, Bruno Giacomelli ed Elio de Angelis. La scelta delle gomme lisce penalizzò Piquet, che scese nelle retrovie. Al giro 4 de Angelis passò Giacomelli, mentre al giro 10 Villeneuve fu costretto ai box per cambiare il musetto a causa di un alettone, piegato nell'incidente al via.

Dopo due giri Bruno Giacomelli fu costretto ai box per un malfunzionamento di una bobina. La classifica restava cristallizzata nelle prime tre posizioni poi, dopo de Angelis, si trovavano Keke Rosberg, John Watson e Marc Surer.

Al quattordicesimo giro Watson prese una posizione a Rosberg che, nel giro di poche tornate, scese ancora in classifica, passato anche da Jean-Pierre Jarier e Surer. L'elvetico della Ensign fu autore di una bella gara, che lo portò a passare sia Jarier (al giro 28), che Watson al giro 35 (autore di un'uscita di pista che gli fece perdere diverse posizioni). Un giro dopo Surer fece segnare il giro più veloce della gara, il primo e unico per lui e per la sua scuderia.

Al giro 49 Surer passò anche de Angelis e s'installò al quarto posto, resistendo poi al ritorno di de Angelis, Jarier e Laffite. Intanto, negli ultimi giri, dal box della Williams, venne esposto a Reutemann un cartello che gli chiedeva di lasciare passare Jones: l'argentino però lo ignorò. Al giro 60 Laffite conquistò il sesto posto su Jarier.

La gara venne interrotta al giro 62, un giro prima della conclusione prevista, per il raggiungimento delle due ore di gara. Per Carlos Reutemann fu l'undicesima vittoria nel mondiale. Jones chiuse secondo, terzo Riccardo Patrese e quarto Marc Surer. Per l'Ensign fu il miglior risultato in F1.

Risultati [modifica]

Risultati dei gran premi [modifica]

Gara Gran Premio Data Circuito Pole GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Stati Uniti Gran Premio degli USA-Ovest 15 marzo Long Beach Italia Riccardo Patrese Australia Alan Jones Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile 29 marzo Jacarepaguà Brasile Nelson Piquet Svizzera Marc Surer Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Williams-Ford Cosworth Resoconto
3 Argentina Gran Premio d'Argentina 12 aprile Buenos Aires Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-Ford Cosworth Resoconto
4 San Marino Gran Premio di San Marino 3 maggio Imola Canada Gilles Villeneuve Canada Gilles Villeneuve Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-Ford Cosworth Resoconto
5 Belgio Gran Premio del Belgio 17 maggio Zolder Argentina Carlos Reutemann Argentina Carlos Reutemann Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Williams-Ford Cosworth Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco 31 maggio Montecarlo Brasile Nelson Piquet Australia Alan Jones Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari Resoconto
7 Spagna Gran Premio di Spagna 21 giugno Jarama Francia Jacques Laffite Australia Alan Jones Canada Gilles Villeneuve Italia Ferrari Resoconto
8 Francia Gran Premio di Francia 5 luglio Digione Francia René Arnoux Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
9 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 19 luglio Silverstone Francia René Arnoux Francia René Arnoux Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren- Ford Cosworth Resoconto
10 Germania Gran Premio di Germania 2 agosto Hockenheim Francia Alain Prost Australia Alan Jones Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-Ford Cosworth Resoconto
11 Austria Gran Premio d'Austria 16 agosto Österreichring Francia René Arnoux Francia Jacques Laffite Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra Resoconto
12 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda 30 agosto Zandvoort Francia Alain Prost Australia Alan Jones Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia 13 settembre Monza Francia René Arnoux Argentina Carlos Reutemann Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
14 Canada Gran Premio del Canada 27 settembre Montreal Brasile Nelson Piquet Regno Unito John Watson Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra Resoconto
15 Flag of Las Vegas, Nevada.svg Gran Premio di Las Vegas 17 ottobre Las Vegas Argentina Carlos Reutemann Francia Didier Pironi Australia Alan Jones Regno Unito Williams-Ford Cosworth Resoconto

Classifiche [modifica]

Classifica Piloti [modifica]

Pos Pilota USW
Stati Uniti
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
BEL
Belgio
MON
Monaco
ESP
Spagna
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
NED
Paesi Bassi
ITA
Italia
CAN
Canada
LVS
Stati Uniti
Punti
1 Brasile Nelson Piquet 3 12 1 1 Rit Rit Rit 3 Rit 1 3 2 6 5 5 50
2 Argentina Carlos Reutemann 2 1 2 3 1 Rit 4 10 2 Rit 5 Rit 3 10 8 49
3 Australia Alan Jones 1 2 4 12 Rit 2 7 17 Rit 11 4 3 2 Rit 1 46
4 Francia Jacques Laffite Rit 6 Rit Rit 2 3 2 Rit 3 3 1 Rit Rit 1 6 44
5 Francia Alain Prost Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 1 Rit 2 Rit 1 1 Rit 2 43
6 Regno Unito John Watson Rit 8 Rit 10 7 Rit 3 2 1 6 6 Rit Rit 2 7 27
7 Canada Gilles Villeneuve Rit Rit Rit 7 4 1 1 Rit Rit 10 Rit Rit Rit 3 SQ 25
8 Italia Elio de Angelis Rit 5 6 WD 5 Rit 5 6 SQ 7 7 5 4 6 Rit 14
9 Francia René Arnoux 8 Rit 5 8 NQ Rit 9 4 9 13 2 Rit Rit Rit Rit 11
10 Messico Hector Rebaque Rit Rit Rit 4 Rit NQ Rit 9 5 4 Rit 4 Rit Rit Rit 11
11 Italia Riccardo Patrese Rit 3 7 2 Rit Rit Rit 14 10 Rit Rit Rit Rit Rit 11 10
12 Stati Uniti Eddie Cheever 5 NC Rit Rit 6 5 NC 13 4 5 NQ Rit Rit 12 Rit 10
13 Francia Didier Pironi Rit Rit Rit 5 8 4 15 5 Rit Rit 9 Rit 5 Rit 9 9
14 Regno Unito Nigel Mansell Rit 11 Rit WD 3 Rit 6 7 NQ Rit Rit Rit Rit Rit 4 8
15 Italia Bruno Giacomelli Rit NC 10 Rit 9 Rit 10 15 Rit 15 Rit Rit 8 4 3 7
16 Svizzera Marc Surer Rit 4 Rit 9 11 6 12 11 14 Rit 8 NQ 9 Rit 4
17 Stati Uniti Mario Andretti 4 Rit 8 Rit 10 Rit 8 8 Rit 9 Rit Rit Rit 7 Rit 3
18 Italia Andrea de Cesaris Rit Rit 11 6 Rit Rit Rit 11 Rit Rit 8 NP 7 Rit 12 1
19 Francia Patrick Tambay 6 10 Rit 11 NQ 7 13 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 1
20 Svezia Slim Borgudd 13 NQ NQ NQ NQ 6 Rit Rit 10 Rit Rit NQ 1
21 Cile Eliseo Salazar NQ NQ NQ Rit NQ NQ 14 Rit NQ NC Rit 6 Rit Rit NC 1
22 Francia Jean-Pierre Jarier Rit 7 8 8 10 Rit 9 Rit Rit 0
23 Italia Siegfried Stohr NQ Rit 9 NQ Rit Rit Rit NQ Rit 12 Rit 7 NQ 0
24 Irlanda Derek Daly NQ NQ NQ NQ NQ NQ 16 Rit 7 Rit 11 Rit Rit 8 NQ 0
25 Brasile Chico Serra 7 Rit Rit NQ Rit NQ 11 NP NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0
26 Finlandia Keke Rosberg Rit 9 Rit Rit Rit NQ 12 Rit Rit NQ NQ NQ NQ 10 0
27 Italia Michele Alboreto Rit 12 Rit NQ 16 Rit NQ Rit 9 Rit 11 13 0
28 Regno Unito Brian Henton NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 10 NQ NQ 0
29 Paesi Bassi Jan Lammers Rit NQ 12 Rit 0
30 Italia Piercarlo Ghinzani 13 NQ 0
31 Argentina Ricardo Zunino 13 13 0
Italia Beppe Gabbiani Rit NQ NQ Rit Rit NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0
Francia Jean-Pierre Jabouille NQ NC Rit NQ Rit 0
Regno Unito Derek Warwick NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ Rit 0
Argentina Miguel Ángel Guerra NQ NQ NQ Rit 0
Canada Jacques Villeneuve Sr. NQ NQ 0
Stati Uniti Kevin Cogan NQ 0
Colombia Ricardo Londoño DNP 0
Italia Giorgio Francia NQ 0
Pos Pilota USW
Stati Uniti
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
BEL
Belgio
MON
Monaco
ESP
Spagna
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
NED
Paesi Bassi
ITA
Italia
CAN
Canada
LVS
Stati Uniti
Punti
Colore Risultati
Oro Vincitore
Argento 2º posto
Bronzo 3º posto
Verde Finita, a punti
Blu Finita, senza punti
Finita, non classificato (NC)
Viola Non finita (Rit)
Rosso Non qualificato (NQ)
Non pre-qualificato (NPQ)
Nero Squalificato (SQ)
Bianco Non partito (NP)
Celeste Disputa solo le prove (SP)
Iscritto alle prove libere - Terzo pilota (TP)
- dal 2003 al 2006
Vuoto Non prende parte alle prove (NPR)
Iscritto ma non presente, non arrivato (NA)
Ritirato prima dell'evento (WD)
Infortunato (INF)
Escluso (ES)
Gara cancellata (C)

Classifica Costruttori [modifica]

Pos. Costruttore Motore USW
Stati Uniti
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
BEL
Belgio
MON
Monaco
ESP
Spagna
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
NED
Paesi Bassi
ITA
Italia
CAN
Canada
LVS
Stati Uniti
Punti Vittorie Pole GPV
1 Regno Unito Williams Ford-Cosworth 15 15 9 4 9 6 3 - 6 - 5 4 10 - 9 95 4 2 7
2 Regno Unito Brabham Ford-Cosworth 4 - 9 12 - - - 4 2 12 4 9 1 2 2 61 3 4 1
3 Francia Renault Renault - - 6 - - - - 12 - 6 6 9 9 - - 54 3 6 2
4 Francia Ligier Matra - 1 - - 6 4 6 - 4 4 9 - - 9 1 44 2 1 1
5 Italia Ferrari Ferrari - - - 2 3 12 9 2 - - - - 2 4 - 34 2 1 2
6 Regno Unito McLaren Ford-Cosworth - - - 1 - - 4 6 9 1 1 - - 6 - 28 1 0 1
7 Regno Unito Lotus Ford-Cosworth - 2 1 - 6 - 3 1 - - - 2 3 1 3 22 0 0 0
8 Regno Unito Arrows Ford-Cosworth - 4 - 6 - - - - - - - - - - - 10 0 1 0
9 Italia Alfa Romeo Alfa Romeo 3 - - - - - - - - - - - - 3 4 10 0 0 0
10 Regno Unito Tyrrell Ford-Cosworth 2 - - - 1 2 - - 3 2 - - - - - 10 0 0 0
11 Regno Unito Ensign Ford-Cosworth - 3 - - - 1 - - - - - 1 - - - 5 0 0 1
12 Regno Unito Theodore Ford-Cosworth 1 - - - - - - - - - - - - - - 1 0 0 0
13 Germania ATS Ford-Cosworth - - - - - - - - 1 - - - - - - 1 0 0 0
Pos. Costruttore Motore USW
Stati Uniti
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
BEL
Belgio
MON
Monaco
ESP
Spagna
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
GER
Germania
AUT
Austria
NED
Paesi Bassi
ITA
Italia
CAN
Canada
LVS
Stati Uniti
Punti Vittorie Pole GPV

Sistema di punteggio [modifica]

Tutte le vetture marcano punti. Non sono previsti scarti.

Gara non valida per il Mondiale [modifica]

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Sudafrica Gran Premio del Sud Africa 7 febbraio Kyalami Brasile Nelson Piquet Argentina Carlos Reutemann Argentina Carlos Reutemann Regno Unito Williams-Ford Cosworth Resoconto


Note [modifica]

  1. ^ (ES) Calendario de G. P. para 1981, El Mundo Deportivo, 20 aprile 1980, p. 25. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
  2. ^ (ES) Xavier Ventura, Prohibidas las "aventuras", El Mundo Deportivo, 20 aprile 1980, p. 25. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
  3. ^ a b c Ecclestone battuto-minigonne vietate, La Stampa, 8 ottobre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  4. ^ Formula 1 a febbraio?, La Stampa, 11 dicembre 1980, p. 25. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  5. ^ (ES) La F.I.S.A. demandara alla F.O.C.A., El Mundo Deportivo, 20 dicembre 1980, p. 39. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  6. ^ F.1, Argentina rinvio in aprile, La Stampa, 14 gennaio 1981, p. 17. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  7. ^ a b Cristiano Chiavegato, Pace fatta in Formula 1, La Stampa, 20 gennaio 1981, p. 19. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  8. ^ Quindici gare nel mondiale, La Stampa, 21 gennaio 1981, p. 19. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  9. ^ a b Cristiano Chiavegato, Balestre e i costruttori ancora nulla di deciso, La Stampa, 31 gennaio 1981, p. 21. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  10. ^ (ES) El G.P. de San Marino, puntable para el mundial, El Mundo Deportivo, 7 febbraio 1981, p. 27. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  11. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach.
  12. ^ a b (ES) Hubo acuerdo entra "Peugeot" y Ligier, El Mundo Deportivo, 15 gennaio 1981, p. 31. URL consultato in data 7 marzo 2013.
  13. ^ Cristiano Chiavegato, Renault, Ligier-Talbot y Lotus, en el Paul Ricard, La Stampa, 11 dicembre 1980, p. 26. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  14. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Michelin al posto di Goodyear?, La Stampa, 6 dicembre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  15. ^ a b Cristiano Chiavegato, "La F.1 è un covo di banditi", La Stampa, 12 marzo 1981, p. 25. URL consultato in data 28 marzo 2013.
  16. ^ (ES) Xavier Ventura, "Talbot" compra la escuderia "Ligier", El Mundo Deportivo, 25 giugno 1980, p. 24. URL consultato in data 22 gennaio 2013.
  17. ^ (ES) "Talbot" creara su proprio motor, El Mundo Deportivo, 26 aprile 1980, p. 32. URL consultato in data 15 dicembre 2012.
  18. ^ (EN) Alan Henry, Motor Racing: Jaguar land Crocodile's brother, guardian.co.uk, 25 febbraio 2003, p. 31. URL consultato in data 9 aprile 2007.
  19. ^ (ES) Rumores, El Mundo Deportivo, 20 dicembre 1980, p. 28. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  20. ^ (ES) "Ensing" podría continuar, El Mundo Deportivo, 15 gennaio 1981, p. 28. URL consultato in data 9 aprile 2013.
  21. ^ (ES) Reutemann renovo con "Williams", El Mundo Deportivo, 13 agosto 1980, p. 20. URL consultato in data 31 gennaio 2013.
  22. ^ a b Ercole Colombo, Neppure i piloti ci credono, La Stampa, 5 febbraio 1981, p. 30. URL consultato in data 5 marzo 2013.
  23. ^ Cristiano Chiavegato, Ligier riconferma Pironi e Laffite, Stampa Sera, 14 luglio 1980, p. 10. URL consultato in data 25 gennaio 2013.
  24. ^ Cristiano Chiavegato, Ferrari: Pironi mi ha entusiasmato, La Stampa, 16 settembre 1980, p. 25. URL consultato in data 14 febbraio 2013.
  25. ^ Cristiano Chiavegato, Scheckter continua a correre-Patrese resta senza contratto, Stampa Sera, 26 settembre 1980, p. 27. URL consultato in data 15 febbraio 2013.
  26. ^ (ES) Xavier Ventura, Los "Movimientos" de pilotos, El Mundo Deportivo, 13 marzo 1981, p. 25. URL consultato in data 30 marzo 2013.
  27. ^ Tyrrell prende Cheever: "Mi ricorda Stewart", La Stampa, 30 ottobre 1980, p. 25. URL consultato in data 28 febbraio 2013.
  28. ^ Cristiano Chiavegato, Gabbiani, muscoli e cervello, Stampa Sera, 31 dicembre 1980, p. 25. URL consultato in data 28 febbraio 2013.
  29. ^ Fittipaldi lascia dopo 145 gare di F.1, La Stampa, 31 gennaio 1981, p. 21. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  30. ^ (ES) Noticiario de la F-1, El Mundo Deportivo, 30 gennaio 1981, p. 30. URL consultato in data 7 marzo 2013.
  31. ^ In pista i parenti dei piloti celebri, Stampa Sera, 16 marzo 1981, p. 19. URL consultato in data 10 aprile 2013.
  32. ^ a b (ES) Xavier Ventura, Brasil, segunda cita del Mundial "F-1", El Mundo Deportivo, 27 marzo 1981, p. 34. URL consultato in data 11 aprile 2013.
  33. ^ (EN) Ricardo Londono-Bridge. f1rejects.com. URL consultato in data 11 aprile 2013.
  34. ^ La Fisa ha vietato a Londono la F.1, La Stampa, 28 marzo 1981, p. 21. URL consultato in data 10 aprile 2013.
  35. ^ In F.1 corrono 16 italiani, La Stampa, 11 aprile 1981, p. 21. URL consultato in data 27 aprile 2013.
  36. ^ Ercole Colombo, Più piccoli ora i pneumatici, La Stampa, 15 marzo 1981, p. 25. URL consultato in data 3 aprile 2013.
  37. ^ Come sono cambiate le vetture, La Stampa, 15 marzo 1981, p. 25. URL consultato in data 3 aprile 2013.
  38. ^ a b Cristiano Chiavegato, Volto nuovo, vecchie polemiche, La Stampa, 15 marzo 1981, p. 25. URL consultato in data 3 aprile 2013.
  39. ^ La Foca cita la Fia in tribunale a Parigi, La Stampa, 15 ottobre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  40. ^ Pironi in pista a Fiorano sotto l'occhio di Ferrari, La Stampa, 15 ottobre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  41. ^ Cristiano Chiavegato, Un gran premio nel centro di New York, La Stampa, 18 ottobre 1980, p. 20. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  42. ^ Cristiano Chiavegato, "Vogliono soltanto abolire il turbo", La Stampa, 31 ottobre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  43. ^ Cristiano Chiavegato, Ecco il mondiale pirata di Formula 1, La Stampa, 1° novembre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  44. ^ Balestre: "Con Ecclestone rotti i ponti", La Stampa, 2 novembre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  45. ^ Cristiano Chiavegato, L'Osella parteciperà al mondiale Fisa, La Stampa, 11 novembre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  46. ^ Cristiano Chiavegato, Toleman e Pirelli entrano in Formula 1, La Stampa, 12 novembre 1980, p. 23. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  47. ^ Cristiano Chiavegato, Balestre lancia a Ecclestone un ultimatum per la F.1, La Stampa, 21 novembre 1980, p. 23. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  48. ^ Cristiano Chiavegato, Balestre, pugno da k.o., Stampa Sera, 22 novembre 1980, p. 31. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  49. ^ Cristiano Chiavegato, La Formula 1 nel buio, La Stampa, 23 novembre 1980, p. 27. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  50. ^ Cristiano Chiavegato, Nuova manovra della Foca per tenersi le "minigonne", La Stampa, 29 novembre 1980, p. 21. URL consultato in data 1° marzo 2013.
  51. ^ Cristiano Chiavegato, Un incontro decisivo Ecclestone da Ferrari, La Stampa, 14 gennaio 1981, p. 17. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  52. ^ Cristiano Chiavegato, Ancora un ostacolo per la pace in F1, La Stampa, 4 febbraio 1981, p. 21. URL consultato in data 5 marzo 2013.
  53. ^ Ercole Colombo, In F.1 ancora polemiche, La Stampa, 6 febbraio 1981, p. 21. URL consultato in data 5 marzo 2013.
  54. ^ Formula 1 pace vicina, La Stampa, 13 febbraio 1981, p. 29. URL consultato in data 27 marzo 2013.
  55. ^ (ES) Reunion Fisa-Constructores, El Mundo Deportivo, 18 febbraio 1981, p. 30. URL consultato in data 28 marzo 2013.
  56. ^ Cristiano Chiavegato, Balestre "nega" la pace, La Stampa, 5 marzo 1981, p. 21. URL consultato in data 27 marzo 2013.
  57. ^ Cristiano Chiavegato, La Formula 1 non è più spaccata in due, La Stampa, 6 marzo 1981, p. 21. URL consultato in data 27 marzo 2013.

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