Ferrari 126 CK

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Ferrari 126 CK
Ferrari 126 CK.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Ferrari
Categoria Formula 1
Squadra Scuderia Ferrari
Progettata da Mauro Forghieri
Sostituisce Ferrari 312 T5
Sostituita da Ferrari 126 C2
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio tubolare con pannelli di alluminio rivettati
Motore Ferrari tipo 021, 6 cilindri a V turbo, 1500 cc, 570 cv
Trasmissione trazione posteriore, frizione multidisco, cambio trasversale in blocco col differenziale a 5 rapporti+retromarcia
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4.468 mm
Larghezza 2.110 mm
Altezza 1.025 mm
Passo 2.718 mm
Peso 611 kg
Altro
Carburante Agip
Pneumatici Michelin
Risultati sportivi
Debutto Gran Premio d'Argentina 1981
Piloti Didier Pironi
Gilles Villeneuve
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
2

La Ferrari 126 CK fu la vettura della Scuderia Ferrari che corse la Stagione di Formula 1 1981. Progettata da Mauro Forghieri, il suo nome deriva dal fatto che era dotata di un motore a V di 120° con 6 cilindri che impiegava un sistema di turbine KKK[1], mentre la C sta per Competizione[2].

Fu portata in gara da Gilles Villeneuve e dal neo-acquisto Didier Pironi, che aveva sostituito Jody Scheckter, ritiratosi dalle competizioni dopo la deludente stagione 1980.

Arriva il turbo[modifica | modifica wikitesto]

Già durante la stagione 1980, rivelatasi incolore, a Maranello si decise di creare una vettura totalmente diversa dalle ormai obsolete 312 T. Innanzitutto, si decise di non utilizzare più l'ingombrante motore boxer 12 cilindri aspirato, che mal si conciliava con le esigenze aerodinamiche delle wing cars allora dominanti e con gli pneumatici Michelin. Stabilito questo punto di rottura, si puntò sul turbo (introdotto in Formula 1 dalla Renault nel 1977), con una configurazione di 6 cilindri a V.

Il telaio, invece, era il classico Ferrari tubolare in alluminio, con alcune modifiche nella parte posteriore, in quanto il turbo era molto meno ingombrante dell'aspirato.

Dal punto di vista aerodinamico, la 126 C era anch'essa una wing car, con un ulteriore espediente: allo scopo di liberare spazio nelle fiancate per far defluire meglio l'aria del sottoscocca e massimizzare l'effetto suolo, la Ferrari aveva progettato il motore con il sistema di sovralimentazione incluso tra le due bancate, allargate a 120°, accettando così un lieve innalzamento del baricentro. Questo la distingueva dalla Renault, che aveva la V di 90° e i turbo che ingombravano le fiancate all'esterno delle bancate.[2]. L'aerodinamica si rivelò comunque meno efficiente rispetto alla concorrenza.

Vista laterale

La progettazione della vettura era già iniziata a fine della stagione precedente: durante le prove del Gran Premio d'Italia disputato quell'anno infatti venne usato questo modello, che si rivelò molto più veloce della T5 (Gilles Villeneuve compì un giro veloce di 1'35"75), ma meno affidabile.

Per la sovralimentazione vennero inizialmente sviluppati sia il classico turbocompressore Kühnle, Kopp & Kausch (denominazione 126 CK) che il Comprex (denominazione 126 CX), un compressore meccanico "ad onda di pressione" della Brown Boveri che, essendo collegato all'albero motore, annullava il ritardo di risposta (inglese: turbo-lag) tipico del turbo. Tali prove proseguirono per tutto l'inverno e la primavera prima del campionato, ma dopo le prime due gare del Mondiale la scelta cadde definitivamente sul più affidabile turbocompressore KKK[2], in quanto la forte inerzia del pesante tamburo del Comprex (concepito per uso stradale), sottoposto alle repentine accelerazioni del propulsore da competizione, tendeva a spezzare la cinghia di gomma che lo metteva in movimento, e il ridotto budget della Ferrari non permetteva di coprire anche i costi di sviluppo del sistema in chiave agonistica[3]. Il propulsore disponeva di una cilindrata di poco meno di 1500 cc e sviluppava una potenza di 570 cavalli, capaci di spingere la monoposto a una velocità di punta di 320 km/h.

La stagione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1981 fu segnata dalle difficoltà incontrate dalla Ferrari nel mettere a punto il motore turbocompresso, che con le sue rotture causò diversi ritiri. In aggiunta il telaio, ancora di tipo tubolare e quindi poco rigido (ereditato dalla antecedente 312 T5), sostanzialmente vanificò la maggior potenza fornita dal motore turbo; ciò spiega come mai i successi maggiori arrivarono su circuiti lenti. Tale lezione fu ben metabolizzata dalla Ferrari, che l'anno successivo assunse il telaista inglese Harvey Postlethwaite per porre rimedio al problema.

A metà stagione Villeneuve riuscì a vincere due GP, a Monaco, dopo avere avuto ragione di Alan Jones, e in Spagna, a Jarama (in quest'ultimo caso resistendo per oltre 50 giri agli assalti di 5 vetture più veloci della sua). Proprio per il fatto di essere riuscito a difendersi dagli attacchi di vetture più performanti, si può dire che la vittoria in Spagna sia stata una delle più spettacolari della carriera di Gilles Villeneuve. Il canadese compì poi un'altra grande impresa al GP di casa, terminando terzo nonostante un danno all'alettone anteriore che, essendo rimasto piegato dopo un contatto con un'altra vettura, ostruì la visuale del pilota per diversi giri. La visibilità, tra l'altro, era già precaria per via della pioggia battente. Molto più difficile si rivelò la stagione per il compagno di squadra Didier Pironi, che colse solamente qualche piazzamento a punti.

A fine stagione la Ferrari fu quinta in classifica costruttori.

Scheda tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Gilles Villeneuve al GP d'Italia sulla 126 CK
  • Lunghezza: 4,468 m
  • Larghezza: 2,110 m
  • Altezza: 1,025 m
  • Peso: 611 kg
  • Carreggiata anteriore: 1,700 m
  • Carreggiata posteriore: 1,685 m
  • Passo: 2,718 m
  • Trazione: posteriore
  • Frizione: multidisco
  • Cambio: trasversale tipo 025, 5 marce e retromarcia, in blocco col differenziale
  • Freni: a disco Brembo pinze in alluminio
  • Motore: tipo 021 V6 di 120°, cilindrata 1.496,43 cc
  • Alimentazione: iniezione indiretta Lucas, sovralimentazione con un turbocompressore KKK o Comprex
  • Potenza: circa 570 CV a 11000 giri/minuto
  • Gomme: Michelin

Esemplari costruiti[modifica | modifica wikitesto]

Furono costruiti 6 esemplari [4]

  • 126 C/047. Prima vettura laboratorio che usava sostanzialmente il telaio della 312 T5 con aerodinamica rivista
  • 126 C/049 (poi CK/049B). Usata da Villeneuve nelle prove del Gran Premio d'Italia 1980, poi in 6 gare da Pironi nel 1981
  • 126 CK/050 5 gare con Pironi, 4 con Villeneuve che la distrusse nelle prove del Gran Premio del Canada 1981.
  • 126 CK/051 6 gare con Villeneuve e 2 con Pironi.
  • 126 CK/052 6 gare con Villeneuve e 2 con Pironi. Oggi conservata nella Galleria Ferrari a Modena, è l'esemplare con cui Villeneuve vinse due gran premi.
  • 126 CK/053 disputò solo una gara con Villeneuve, usata come vettura di riserva, fu distrutta da Villeneuve nelle prove del Gran Premio d'Italia 1981

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.f1passion.it/2012/06/f1-ferrari-126-c2-bella-e-maledetta/ F1Passion.it: Ferrari F126 C2 Bella e maledetta
  2. ^ a b c Paolo D'Alessio, Ferrari 126C, Loano (SV), Meri Kits.
  3. ^ Mauro Forghieri e Daniele Buzzonetti. LA FERRARI SECONDO FORGHIERI. DAL 1947 A OGGI. Giorgio Nada Editore (2012)
  4. ^ Ferrari Grand Prix Cars entered in the Formula 1 World Championship - www.barchetta.cc

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo D'Alessio, Ferrari 126C, Loano (SV), Meri Kits.

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