Eddie Irvine

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Eddie Irvine
Eddie Irvine - Ferrari portrait.jpg
Dati biografici
Nome Edmund Irvine, Jr.
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Ritirato 2002
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1993-2002
Scuderie Jordan, Ferrari, Jaguar
Miglior risultato finale 2º (1999)
GP disputati 148 (147 partenze)
GP vinti 4
Podi 26
Punti ottenuti 191
Pole position 0
Giri veloci 1
Pilota col maggior numero di vittorie a non essere mai partito in pole (record condiviso con Bruce McLaren)
 

Edmund "Eddie" Irvine, Jr. (Newtownards, 10 novembre 1965), è un ex pilota automobilistico britannico.

Proveniente dall'Irlanda del Nord, dopo aver gareggiato per vari anni nelle categorie minori dell'automobilismo, vincendo il titolo di Formula Ford britannica nel 1987, riuscì a partecipare a dieci campionati di Formula 1, dal 1993 al 2002. Il suo debutto avvenne con la Jordan, scuderia con cui corse fino al 1995. Nel 1996 venne assunto dalla Ferrari e ottenne i suoi migliori risultati: quattro gare vinte e un secondo posto finale nella classifica piloti del Campionato di Formula 1 del 1999. Passato alla Jaguar Racing nel 2000, chiuse la carriera nella massima serie con il team inglese due stagioni più tardi.

Terminata l'esperienza in Formula 1 si ritirò dal mondo delle corse, dedicandosi alla gestione di varie società di sua proprietà.

Irvine è, insieme a Bruce McLaren, il pilota ad aver ottenuto più vittorie nella massima serie senza aver mai realizzato una pole position.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Irvine cominciò a gareggiare con vetture da corsa nel 1983, incoraggiato dal padre;[2] infatti il nord irlandese era inizialmente interessato alle moto, ma i genitori le ritenevano troppo pericolose e così venne spinto a cimentarsi nella Formula Ford.[2] Dopo aver partecipato ad alcune gare, nel 1984 vinse la sua prima corsa a Brands Hatch, occasione in cui si aggiudicò anche il premio come miglior pilota.[2] Nel 1987 ottenne un contratto con il team Van Diemen e in quell'anno riuscì a vincere il titolo di categoria, il Formula Ford Festival e il RAC Formula Ford.

A fine stagione partecipò, durante l'inverno, a un test organizzato dalla Marlboro in cui il vincitore avrebbe ottenuto un posto in F3 inglese; Irvine realizzò il miglior tempo e si garantì la partecipazione al campionato della suddetta serie automobilistica.[3] Durante questa stagione non conquistò alcun successo e concluse il campionato al quinto posto. Partecipò anche al Gran Premio di Macao, facente parte del calendario del campionato di Formula 3, riuscendo a partire dalla pole position, senza però vincere la gara.

Grazie alla Marlboro poté inoltre prendere parte, l'anno seguente, al campionato di Formula 3000 con il team Pacific Racing.[3] Affiancato da JJ Lehto, ritenuto allora giovane promessa dell'automobilismo,[3] riuscì a concludere al nono posto precedendo il compagno di squadra, tredicesimo.

Nel 1990 firmò un contratto per correre in Formula 3000 con la scuderia Jordan. Durante la stagione conquistò una vittoria in Germania e concluse il campionato al terzo posto, ottenendo risultati migliori dei suoi compagni di squadra Heinz-Harald Frentzen ed Emanuele Naspetti. A fine anno prese parte nuovamente al Gran Premio di Macao e alla F3 Fuji Cup, concludendo sul podio entrambe le gare.

Il termine della stagione coincise, però, con la fine del rapporto con la scuderia irlandese ed Irvine si trasferì in Giappone per gareggiare in Formula Nippon. Nel frattempo partecipò anche alla 24 Ore di Le Mans 1992 guidando una Toyota e terminando al 9º posto. Nei primi anni in Formula Nippon i risultati non furono molto brillanti con un settimo e un ottavo posto in classifica piloti e due vittorie complessive, mentre nel 1993 riuscì a concludere il campionato al secondo posto, a pari punti con Kazuyoshi Hoshino. Durante questi anni Irvine raramente si allenava e passava gran parte del tempo nelle discoteche.[3] Partecipò poi alla 24 Ore di Le Mans come pilota ufficiale Toyota, guidando una Toyota TS010, e giungendo quarto.

I buoni risultati e l'aiuto di uno sponsor[3] aiutarono quindi il nord irlandese a debuttare in Formula 1 nel team di Eddie Jordan, con cui aveva già gareggiato alcuni anni prima, che gli concesse di disputare le ultime due gare della stagione in corso.

La Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni in Jordan (1993-1995)[modifica | modifica wikitesto]

1993

Irvine debuttò in Formula 1 nel Gran Premio del Giappone 1993, penultima gara della stagione, alla guida di una Jordan, cogliendo punti già alla prima corsa, con un sesto posto dopo essere partito dall'ottava piazza. Inoltre nel finale di gara si sdoppiò da Ayrton Senna, leader della corsa, e lo ostacolò provocando una sua reazione negativa.[4] Nel dopo gara, infatti, a seguito anche di alcune dichiarazioni del nordirlandese,[5] il brasiliano andò nei box Jordan e gli sferrò un pugno.[6] Nel successivo appuntamento mondiale non riuscì a giungere al traguardo, in quanto fu costretto al ritiro dopo dieci giri per incidente.

1994

Nel 1994 fu confermato in Jordan. Al Gran Premio del Brasile innescò un incidente multiplo e la federazione lo multò per 10.000 dollari e lo squalificò per una gara.[7] Presentò quindi un appello alla FIA e gli venne revocata la multa ma, anche a causa del comportamento del pilota, la squalifica venne prolungata a tre gare.[8] Al suo ritorno andò subito a punti con un sesto posto, ma la parte centrale della stagione fu deludente e senza risultati, con cinque ritiri consecutivi e una settima piazza come miglior risultato. Inoltre al Gran Premio d'Italia si rese protagonista di un incidente al via che eliminò tre vetture e fu sospeso con la condizionale.[9] Nelle ultime gare Irvine riuscì a conquistare cinque punti, concludendo la stagione al sedicesimo posto.

Sempre nel 1994 prese parte alla 24 Ore di Le Mans insieme allo statunitense Jeff Krosnoff e all'italiano Mauro Martini. I tre piloti avevano condotto la corsa fino a novanta minuti dalla fine quando, rallentati da problemi al cambio, furono costretti a concludere al 2º posto assoluto.[10]

1995
Eddie Irvine a Silverstone

Il nord irlandese corse con la medesima scuderia anche nel 1995. Dopo un ritiro per problemi al cambio alla gara d'esordio, al Gran Premio d'Argentina Irvine riuscì a qualificarsi al quarto posto, ma al via causò un incidente che coinvolse varie vetture e fu necessaria una seconda partenza.[11] Fu poi costretto al ritiro dopo sei giri per una perdita d'olio. Ottenne quindi il quinto posto al Gran Premio di Spagna e, dopo un ritiro a Monaco, giunse terzo al Gran Premio del Canada, preceduto da Jean Alesi su Ferrari e dal compagno di scuderia Rubens Barrichello, salendo quindi sul podio per la prima volta in carriera. Suscitò quindi l'interesse della Ferrari che lo affiancò, per la stagione successiva al campione del mondo in carica, Michael Schumacher, non potendo ingaggiare né Coulthard, ceduto alla McLaren, né un italiano, in quanto Montezemolo voleva evitare un confronto diretto con il tedesco.[12][13] La casa di Maranello versò quindi alla Jordan tre milioni di dollari per liberare il pilota, visto che gli era stato già rinnovato il contratto per la stagione successiva.[13] Al Gran Premio del Belgio Irvine fu protagonista di un grave incidente ai box, in quanto la sua vettura prese fuoco durante il rifornimento, ma riuscì ad uscirne senza gravi lesioni. Nel finale della stagione il pilota ottenne altri quattro punti che gli permisero di terminare la stagione al dodicesimo posto.

Gli anni in Ferrari (1996-1999)[modifica | modifica wikitesto]

1996

Approdato alla Ferrari, nonostante avesse provato poco la macchina durante l'inverno,[14][15] Irvine ottenne al debutto un terzo posto. Dopo questo risultato giunse settimo in Brasile e si piazzò successivamente quinto in Argentina. Al Gran Premio d'Europa, mentre lottava al centro del gruppo e lamentava problemi di sovrasterzo e sottosterzo,[16] fu protagonista di un incidente con Olivier Panis che ne causò il ritiro. Nelle gare seguenti ottenne solo un quarto posto ad Imola e per otto volte consecutive fu costretto al ritiro, sia per errori propri che, in particolar modo, per problemi al cambio. Questa striscia negativa venne interrotta solamente al penultimo Gran Premio, in Portogallo, con un quinto posto. Irvine concluse quindi il campionato al decimo posto, con undici punti conquistati. Anni dopo descrisse la Ferrari F310 come una delle peggiori vetture da lui guidate in carriera.[17]

1997
Michael Schumacher, compagno di squadra e primo pilota in Ferrari nel periodo di permanenza di Irvine nel team italiano.

La prima gara del 1997 vide subito Irvine protagonista di un incidente: al Gran Premio d'Australia, dopo una buona partenza dalla terza fila,[18] speronò la Williams di Jacques Villeneuve alla prima curva, causandone il ritiro. L'episodio causò varie polemiche, soprattutto da parte del canadese, che si sarebbero trascinate fino a fine stagione.[19] Dopo un sedicesimo posto in Brasile, dovuto anche ad un incidente al via e a difficoltà di guida della vettura,[20] riuscì a concludere al secondo posto il Gran Premio d'Argentina, dopo essere partito settimo, a pochi decimi da Villeneuve, che non era in perfette condizioni fisiche ed era afflitto da problemi ai freni.[21] Nei successivi due appuntamenti mondiali ottenne due terzi posti, ma questa serie di risultati fu interrotta al Gran Premio di Spagna, gara in cui si attirò pure le critiche di Panis e Alesi per averli ostacolati durante il doppiaggio.[22] Nel successivo Gran Premio, in Canada, il ferrarista fu coinvolto in un incidente al via. Dopo un altro terzo posto in Francia, Irvine fu protagonista di una serie di gare che lo videro o ritirato oppure fuori dalla zona punti. Durante l'estate, comunque, gli venne rinnovato il contratto che lo legava alla scuderia di Maranello.[23] La serie negativa di risultati ebbe fine soltanto al Gran Premio del Giappone, che il nord irlandese concluse al terzo posto dopo essersi lasciato superare da Schumacher nelle prime fasi di gara, mentre si trovava in testa.[24] Dopo un quinto posto nella gara conclusiva della stagione concluse settimo in classifica piloti con ventiquattro punti.

1998

Dopo numerose prove invernali,[25] si arrivò al primo Gran Premio della stagione. L'inizio del campionato fu però deludente per Irvine, che non andò oltre un quarto posto in Australia e un ottavo in Brasile, quest'ultimo dovuto anche ad un'influenza che aveva debilitato il pilota per tutto il fine settimana.[26] Dopo questi risultati riuscì ad arrivare sei volte a podio su sette gare, con solo un ritiro dovuto ad un incidente con Fisichella, che suscitò molte polemiche.[27] Durante queste gare Irvine realizzò, al Gran Premio di Francia, la prima doppietta con Michael Schumacher e la prima della Ferrari dopo otto anni.[28] In seguito in Austria ottenne un quarto posto, facendosi superare dal compagno di squadra negli ultimi giri,[29] e pochi giorni dopo gli venne rinnovato il contratto per l'anno successivo.[29] Dopo tre gare senza risultati realizzò con Schumacher la seconda doppietta della stagione, concludendo alle spalle del compagno di squadra il Gran Premio d'Italia, ma al successivo appuntamento mondiale non andò oltre la quarta piazza, rendendosi anche protagonista di un errore che favorì la rimonta del pilota McLaren Mika Häkkinen.[30] Concluse poi secondo l'ultima gara della stagione terminando il campionato quarto con quarantasette punti ottenuti.

1999
Irvine impegnato nel Gran Premio del Canada del 1999.

Il 1999 si aprì per Irvine con la prima vittoria in carriera in Formula 1: al Gran Premio d'Australia arrivò primo davanti a Frentzen e Ralf Schumacher, favorito anche dai ritiri delle due McLaren e da vari guasti avuti dal compagno di squadra che non andò oltre l'ottavo posto. Seguirono due gare avare di soddisfazioni, in quanto al Gran Premio del Brasile chiuse al quinto posto, anche a causa di un problema al serbatoio dell'aria delle valvole pneumatiche,[31] e ad Imola un guasto al motore però ne causò il ritiro mentre occupava la terza posizione.[32] Due settimane dopo, a Monaco, ottenne un secondo posto, contribuendo a realizzare una doppietta con il compagno di squadra. Dopo una quarta piazza al Gran Premio di Spagna, complice una brutta partenza e un circuito sfavorevole alla Ferrari,[33][34] Irvine ottenne il terzo posto al Gran Premio del Canada facendo segnare, per la prima e unica volta in carriera, il giro più veloce. Durante l'appuntamento mondiale in Gran Bretagna a metà luglio Schumacher subì un incidente che compromise la sua stagione, in quanto si era fratturato la gamba destra. Il nordirlandese divenne quindi il primo pilota della scuderia e gli venne affiancato Mika Salo.[35] Nelle due gare seguenti Irvine ottenne due vittorie, anche grazie al compagno di squadra che si fece superare al Gran Premio di Germania consegnandogli la prima posizione, e fu quindi in grado di portarsi in testa alla classifica del campionato piloti.[36] Mika Häkkinen riuscì, però, a recuperare tutto lo svantaggio accumulato e i due si ritrovarono con il medesimo punteggio al Gran Premio d'Europa. Durante la corsa disputatasi al Nurburgring Irvine concluse settimo a causa di un errore ai box, in quanto i meccanici Ferrari non riuscivano a trovare uno pneumatico e il pilota perse venti secondi.[37] Negli ultimi due Gran Premi ritornò in pista Michael Schumacher, che dichiarò di voler aiutare il compagno di squadra a conquistare il titolo.[38] Al Gran Premio di Malesia, infatti, il tedesco diede un contributo determinante alla vittoria del nordirlandese, ma, dopo la gara, la Ferrari venne squalificata per deflettori non conformi al regolamento.[39] Il team di Maranello ricorse poi in appello e gli furono restituiti i punti conquistati. Si arrivò quindi all'ultimo Gran Premio, con Irvine in vantaggio di quattro punti. Schumacher conquistò la pole position, ma, alla partenza, venne superato da Häkkinen, che non lasciò più il comando della gara, mentre Irvine, partito quinto, non andò oltre un terzo posto, concludendo così secondo nel mondiale, a due punti dal rivale finlandese. La Ferrari riuscì comunque a conquistare il titolo costruttori.

Alcuni anni dopo, però, rivelò che la sua squadra aveva interrotto lo sviluppo della vettura dopo l'infortunio di Schumacher e che i collaudi che venivano effettuati erano in realtà inutili e servivano solo per dimostrare che il team voleva aiutarlo a conquistare il titolo mondiale, ma la scuderia era, in realtà, già concentrata sulla stagione successiva.[17]

Il periodo in Jaguar (2000-2002)[modifica | modifica wikitesto]

La Jaguar R1 che Irvine utilizzò nel 2000.
2000

Nel 2000 passò alla Jaguar, per contrasti con la Ferrari riguardanti il ruolo di prima guida,[40] ma, nonostante l'elevato budget a disposizione della scuderia,[41] non ottenne buoni risultati. Dopo due ritiri nei primi due appuntamenti mondiali, Irvine concluse settimo al Gran Premio di San Marino e ottenne i primi punti al Gran Premio di Monaco, con un quarto posto, nonostante non potesse bere a causa di un malfunzionamento dell'impianto che attraverso una cannuccia fornisce l'acqua ai piloti durante le gare.[42] Nelle corse successive non fece registrare risultati di rilievo e fu costretto pure a saltare il Gran Premio d'Austria a causa di crampi allo stomaco.[42] Il nordirlandese riuscì poi a conquistare un sesto posto al Gran Premio della Malesia e chiuse la stagione tredicesimo con quattro punti.

2001

Anche nel 2001 Irvine non ottenne risultati di rilievo. La vettura, la Jaguar R2, definita da Irvine come la peggior vettura che avesse mai guidato,[17] raramente gli consentì di finire le gare e collezionò, a fine anno, undici ritiri su diciassette gare. Dopo sei gare fuori dalla zona punti con un settimo posto come miglior risultato, il pilota riuscì ad ottenere il terzo posto al Gran Premio di Monaco. Alla fine di questa gara si segnalò anche per aver espresso varie critiche a Rubens Barrichello, suo successore in Ferrari, riguardo al comportamento di quest'ultimo all'interno della scuderia.[43] Durante la parte centrale della stagione, poi, non ottenne alcun punto, ma fu protagonista, al Gran Premio del Belgio di un incidente insieme al brasiliano Luciano Burti, che cercava di superarlo alla curva Blanchimont. Burti si schiantò a oltre trecento chilometri orari contro le barriere di protezione e, una volta ripresosi, accusò duramente Irvine, ritenendolo responsabile dell'accaduto.[44] Al Gran Premio degli Stati Uniti, infine, conquistò un quinto posto e chiuse il campionato dodicesimo con sei punti ottenuti.

2002
Eddie Irvine al Gran Premio degli Stati Uniti 2002 su Jaguar

La nuova stagione cominciò con la conquista di un quarto posto al Gran Premio d'Australia, favorito anche da un incidente al via che coinvolse varie vetture e da alcuni ritiri nelle fasi seguenti della gara. Nelle gare seguenti non ottenne alcun risultato rilevante, segnalandosi solamente per una discussione con Barrichello per averlo ostacolato in un doppiaggio durante il Gran Premio di San Marino.[45] Al Gran Premio di Spagna, poi, il nord irlandese venne retrocesso all'ultimo posto dopo le qualifiche perché la sua vettura utilizzava benzina irregolare.[46] Durante la parte centrale di stagione, poi, non ottenne nessun risultato, venendo anzi costretto a sei ritiri consecutivi. Al Gran Premio del Belgio Irvine riuscì ad interrompere questa serie negativa, cogliendo un sesto posto, mentre al successivo appuntamento mondiale concluse la corsa al terzo posto, dopo essere partito quinto. Nelle ultime due gare, poi, non ottenne risultati rilevanti e concluse la stagione al nono posto con otto punti.

Il 2002 fu caratterizzato anche da vari contrasti con Bobby Rahal, che occupava un ruolo di primo piano all'interno della scuderia, ritenuto responsabile dal pilota di essere il fautore della scarsa competitività della vettura e di aver fatto su di lui affermazioni false.[47] Rahal venne poi licenziato durante il corso della stagione.

Fallita la trattativa per il passaggio in Jordan per il 2003, in quanto il team irlandese voleva da Irvine cinque milioni di dollari per farlo gareggiare,[48] decise di ritirarsi dal mondo delle corse.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Jordan 193 6 Rit 1 20º
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Jordan 194 Rit ES ES ES 6 Rit Rit Rit Rit Rit 13 Rit 7 4 5 Rit 6 16º
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Jordan 195 Rit Rit 8 5 Rit 3 9 Rit 9 Rit Rit Rit 10 6 11 4 Rit 10 12º
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F310 3 7 5 Rit 4 7 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 11 10º
1997 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
Ferrari F310B Rit 16 2 3 3 12 Rit 3 Rit Rit 9 10 8 Rit Rit 3 5 24
1998 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F300 4 8 3 3 Rit 3 3 2 3 4 8 Rit Rit 2 4 2 47
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F399 1 5 Rit 2 4 3 6 2 1 1 3 4 6 7 1 3 74
2000 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
Jaguar R1 Rit Rit 7 13 11 Rit 4 13 13 INF 8 8 10 Rit 7 8 6 4 13º
2001 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Jaguar R2 11 Rit Rit Rit Rit 7 3 Rit 7 Rit 9 Rit Rit Rit Rit 5 Rit 6 12º
2002 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Jaguar R3 4 Rit 7 Rit Rit Rit 9 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 3 10 9 8
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Casco[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della carriera e durante la sua permanenza in Formula Ford il casco di Irvine era completamente bianco,[49] dopodiché ne adottò uno molto simile a quello di Ayrton Senna.[50] Il nordirlandese dichiarò infatti di essere stato un tifoso del pilota brasiliano e che il suo casco rappresentava un omaggio.[50]

Successivamente,già dal periodo trascorso in Formula Nippon, il suo casco presentava strisce orizzontali di colore verde ed arancione, alternate. Sulla parte superiore del casco era presente un anello di colore arancione. Al suo approdo in Ferrari nel 1996, l'anello divenne rosso, con al centro lo stemma del Cavallino Rampante.Sempre dal 1996, sul retro comparve un trifoglio bianco, al centro di un cerchio di colore verde, ed era forse questa la parte più caratteristica del casco di Eddie in Ferrari. Al suo passaggio in Jaguar Racing nel 2000 il casco cambiò radicalmente: basicalmente di colore nero, ai lati presentava due teste di giaguaro stilizzate e sulla parte superiore l'anello divenne maculato, in omaggio al tipico manto del giaguaro.In più, due linee, una arancione ed una verde, partivano all'altezza del mento, sotto la visiera, e giungevano fino al retro del casco, dove partivano i due colli dei giaguari presenti sui lati.

Si vede l'attaccamento di Eddie verso la sua patria nella scelta dei colori del casco; il verde e l'arancione, anche se a dosi diverse, sono sempre stati presenti sui suoi caschi ancor prima di arrivare in F1. Eddie spiegò che il verde era un omaggio alla Repubblica d'Irlanda e l'arancione un omaggio all'Ulster, ovvero l'Irlanda del Nord; Eddie infatti dichiarò che non si sentiva più appartenente ad una parte piuttosto che all'altra, ma che si sentiva semplicemente Irlandese, senza distinzioni.

Dopo la Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Una recente apparizione di Irvine al Festival della velocità di Goodwood

Ritiratosi dalla Formula 1 nel 2002, Eddie Irvine abbandonò il mondo delle corse, dedicandosi invece a quello economico, essendo proprietario di varie società, tra cui una di software.[17] L'ex pilota possiede anche un centro sportivo e una squadra di calcio.[17]

Nel 2004 è anche apparso nel film Un principe tutto mio, dove ha interpretato se stesso;[51] nelle sequenze iniziali del film accetta la sfida del suo amico, il Principe Edward di Danimarca, a gareggiare con le rispettive auto e, alla fine di un lungo testa a testa, in vista del traguardo rallenta e lascia vincere l'avversario.

Ha inoltre partecipato a un torneo di poker trasmesso su Sky con altri piloti di Formula 1 nel 2008.[52]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Eddie Irvine, nato a Newtonards, in Irlanda del Nord, da Edmund senior e Kathleen, trascorse la sua infanzia nel piccolo villaggio di Conlig.[2] Compì gli studi al liceo Regent House Grammar School, senza mai eccellere particolarmente nei risultati.[2] Ha anche una sorella, Sonia.[53]

Pilota atipico nel panorama della Formula 1 moderna,[54] era noto per i suoi flirt con varie donne,[55] tra cui quello con Pamela Anderson.[17] Ha anche una figlia di nome Zoe, avuta durante la sua permanenza in Giappone dalla sua fidanzata dell'epoca.[3] Al contrario poi di molti altri piloti ha vissuto per anni tra Milano, soprattutto nel periodo in cui correva in Ferrari,[56] e Londra.[57]

Nel 2004 ha avuto alcuni guai giudiziari per non essersi presentato davanti ai giudici inglesi per la seconda volta consecutiva dopo che era stato fermato alla guida di uno scooter per aver superato il limite di velocità di oltre trenta chilometri orari.[58]

L'ex pilota nel 2009 è stato protagonista di una rissa in una discoteca del milanese con il figlio del Sindaco di Milano Letizia Moratti, a seguito del quale è stato denunciato per lesioni gravi; il nord irlandese, a sua volta, ha presentato una denuncia per lesioni e minacce aggravate.[59] Il 9 gennaio 2014 sia Eddie Irvine che Gabriele Moratti vengono condannati a sei mesi.[60] Il magistrato Marco Formentin ha anche disposto la trasmissione degli atti alla procura milanese perché valuti l'ipotesi di falsa testimonianza a carico di una serie di testi ascoltati nel dibattimento, testi citati dalla parte di Moratti.[61]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • British Club Driver of the Year della rivista Autosport nel 1987
  • British Competition Driver of the Year della rivista Autosport nel 1999
  • Mike Hawthorn Memorial Trophy nel 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mapelli, pag. 91.
  2. ^ a b c d e Giancarlo Galavotti, Irvine, una storia irlandese. in La Gazzetta dello sport, 4 agosto 1999, p. 16.
  3. ^ a b c d e f Andrea Cremonesi, Una favola moderna. in La Gazzetta dello sport, 27 luglio 1999, p. 17.
  4. ^ Pugno a Irvine, Senna sospeso per due GP: correrà lo stesso. in La Repubblica, 10 dicembre 1993, p. 32. URL consultato l'11 febbraio 2010.
  5. ^ Cristiano Chiavegato, E poi Senna fa a pugni Tira un bel diretto a Irvine e definisce idiota Damon Hill in La Stampa, 25 ottobre 1993, p. 11.
  6. ^ Roberts, pag.40.
  7. ^ Carlo Marincovich, No al reclamo anti-Benetton. Irvine multato e sospeso. in repubblica.it, 28 marzo 1994. URL consultato il 22 febbraio 2009.
  8. ^ Irvine squalificato per 3 Gran Premi. in Corriere della sera, 7 aprile 1994, p. 41. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  9. ^ Carlo Marincovich, Circuito nuovo stessa velocità. in La Repubblica, 12 settembre 1994, p. 6. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  10. ^ Un italiano a Le Mans, Baldi e Porsche vincenti. in La Repubblica, 20 giugno 1994, p. 40. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  11. ^ Williams e McMaster, pag. 7.
  12. ^ Enrico Mapelli, I dati della Formula 1, Nada, 2000.
  13. ^ a b Alessandro Tommasi, Irvine arriva, Alesi continua. in La Repubblica, 27 settembre 1995, p. 46. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  14. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, pag. 7.
  15. ^ Carlo Marincovich, La sorpresa sul podio. in La Repubblica, 11 marzo 1996, p. 47. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  16. ^ I momenti del brivido in Quattroruote speciale, 1997, p. 11.
  17. ^ a b c d e f Vincenzo Borgomeo, Irvine:"La Ferrari era un bidone, ma Schumacher vinceva le gare". in Repubblica.it, 12 giugno 2009. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  18. ^ Boccafogli, Williams e D'Alessio, pag. 146.
  19. ^ Alessandro Tommasi, Quanta rabbia Jacques 'Irvine, pericoloso idiota'. in La Repubblica, 26 ottobre 1997, p. 3. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  20. ^ Boccafogli, Williams e D'Alessio, pag. 148.
  21. ^ Boccafogli, Williams e D'Alessio, pag. 150.
  22. ^ Gianni Pivà, Attacco allo scorretto Irvine: 'La Ferrari gioca sporco'. in La Repubblica, 26 maggio 1997, p. 46. URL consultato il 15 febbraio 2010.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Brin Williams, Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Vallardi&Associati, 1996, ISBN 88-86869-02-9.
  • (EN) Adam Cooper, Eddie Irvine: The Luck of the Irish, Patrick Stephens, 1996, ISBN 1-85260-560-X.
  • Roberto Boccafogli; Bryn Williams, F1 1997, SEP Editrice, 1997, ISBN 88-87110-01-8.
  • Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Hakkinen, SEP Editrice, 1998, ISBN 88-87110-03-4.
  • Enrico Mapelli, I dati della Formula 1, Giorgio Nada Editore, 1999, ISBN 88-7911-217-1.
  • Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 2000. Campioni del mondo!, Cernusco sul Naviglio, SEP Editrice, 2000, ISBN 88-87110-22-0.

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