Campionato mondiale di Formula 1 1999

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Campionato mondiale di Formula 1 1999
Edizione n. 50 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 7 marzo
Termine 31 ottobre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Mika Häkkinen
su McLaren MP4/14
Costruttori Scuderia Ferrari
su Ferrari F399
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1999 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 50ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto per la seconda volta dal finlandese Mika Häkkinen, e la 42ª ad assegnare il Campionato Costruttori, andato, dopo sedici anni, alla Scuderia Ferrari. È iniziata il 7 marzo ed è terminata il 31 ottobre, dopo 16 gare, come nella stagione precedente.

L'annata viene ricordata per l'incidente occorso a Michael Schumacher al Gran Premio di Gran Bretagna, durante il quale il tedesco si ruppe una gamba e non poté lottare per il titolo. Häkkinen vinse quindi il titolo all'ultima gara dopo un lungo duello con l'altro ferrarista Irvine per due punti.

Piloti e costruttori[modifica | modifica sorgente]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme Piloti GP Test driver
Regno Unito West McLaren Mercedes McLaren MP4/14 Mercedes FO110H 3.0 V10 B 1 Finlandia Mika Häkkinen Tutti Germania Nick Heidfeld
2 Regno Unito David Coulthard Tutti
Italia Scuderia Ferrari Marlboro Ferrari F399 Ferrari 048 3.0 V10 B 3 Germania Michael Schumacher 1-8, 15-16 Italia Luca Badoer
Finlandia Mika Salo
Finlandia Mika Salo 9-14
4 Regno Unito Eddie Irvine Tutti
Regno Unito Winfield Williams Williams FW21 Supertec FB01 3.0 V10 B 5 Italia Alessandro Zanardi Tutti Brasile Bruno Junqueira
6 Germania Ralf Schumacher Tutti
Irlanda Benson and Hedges Jordan Jordan 199 Mugen-Honda MF-301 HD 3.0 V10 B 7 Regno Unito Damon Hill Tutti Rep. Ceca Tomáš Enge
Giappone Shinji Nakano
8 Germania Heinz-Harald Frentzen Tutti
Italia Mild Seven Benetton Playlife Benetton B199 Playlife FB01 3.0 V10 B 9 Italia Giancarlo Fisichella Tutti Francia Laurent Rédon
10 Austria Alexander Wurz Tutti
Svizzera Red Bull Sauber Petronas Sauber C18 Petronas SPE-03A 3.0 V10 B 11 Francia Jean Alesi Tutti non assegnato
12 Brasile Pedro Diniz Tutti
Regno Unito Repsol Arrows Arrows A20 Arrows T2-F1 3.0 V10 B 14 Spagna Pedro de la Rosa Tutti Sudafrica Stephen Watson
15 Giappone Toranosuke Takagi Tutti
Regno Unito HSBC Stewart Ford Stewart SF3 Ford CR-1 3.0 V10 B 16 Brasile Rubens Barrichello Tutti Brasile Luciano Burti
17 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Francia Gauloises Prost Peugeot Prost AP02 Peugeot A18 3.0 V10 B 18 Francia Olivier Panis Tutti Francia Stéphane Sarrazin
19 Italia Jarno Trulli Tutti
Italia Fondmetal Minardi Team SpA Minardi M01 Ford VJM1 Zetec-R 3.0 V10
Ford VJM2 Zetec-R 3.0 V10
B 20 Italia Luca Badoer 1, 3-16 Argentina Gastón Mazzacane
Francia Stéphane Sarrazin 2
21 Spagna Marc Gené Tutti
Regno Unito British American Racing BAR 01 Supertec FB01 3.0 V10 B 22 Canada Jacques Villeneuve Tutti Francia Patrick Lemarié
23 Brasile Ricardo Zonta 1-2, 6-16
Finlandia Mika Salo 3-5

Piloti[modifica | modifica sorgente]

Durante la stagione[modifica | modifica sorgente]

Fine stagione[modifica | modifica sorgente]

Scuderie[modifica | modifica sorgente]

Circuiti[modifica | modifica sorgente]

Regolamento[modifica | modifica sorgente]

Per la stagione 1999 la FIA applicò poche modifiche al regolamento, cercando di ridurre le prestazioni delle monoposto e aumentare la sicurezza.[1] Pur confermando le misure riguardanti gli pneumatici venne introdotta una quarta scanalatura all'anteriore, uniformando queste con le gomme posteriori e furono potenziate le misure per rendere più efficienti i crash test.[1] Fu infine studiato ed introdotto un sedile estraibile.[1]

Gare Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Gran Premi[modifica | modifica sorgente]

Gara Gran Premio Pole Position Giro più veloce Pilota vincitore Squadra vincitrice Resoconto
1 Australia Gran Premio d'Australia Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Regno Unito Eddie Irvine Italia Ferrari Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
3 San Marino Gran Premio di San Marino Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
4 Monaco Gran Premio di Monaco Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
6 Canada Gran Premio del Canada Germania Michael Schumacher Regno Unito Eddie Irvine Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
7 Francia Gran Premio di Francia Brasile Rubens Barrichello Regno Unito David Coulthard Germania Heinz-Harald Frentzen Irlanda Jordan-Mugen-Honda Resoconto
8 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
9 Austria Gran Premio d'Austria Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito Eddie Irvine Italia Ferrari Resoconto
10 Germania Gran Premio di Germania Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito Eddie Irvine Italia Ferrari Resoconto
11 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
12 Belgio Gran Premio del Belgio Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia Finlandia Mika Häkkinen Germania Ralf Schumacher Germania Heinz-Harald Frentzen Irlanda Jordan-Mugen-Honda Resoconto
14 Europa Gran Premio d'Europa Germania Heinz-Harald Frentzen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito Johnny Herbert Regno Unito Stewart-Ford Resoconto
15 Malesia Gran Premio della Malesia Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Regno Unito Eddie Irvine Italia Ferrari Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto

Riassunto della stagione[modifica | modifica sorgente]

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 1999.

La Ferrari ha vinto il primo gran premio della stagione 1999 (non accadeva da dieci anni che la casa del cavallino rampante non vinceva la gara di apertura del mondiale). Ma non è stato Michael Schumacher a salire sul gradino più alto del podio, bensì il nord-irlandese Eddie Irvine, che dopo 82 gran premi, ha potuto festeggiare la sua prima vittoria in Formula 1.

La gara australiana, sin dalle prove, sembrava dovesse essere come nel 1998 un monologo delle due McLaren-Mercedes di Häkkinen e Coulthard, ma problemi elettronici alla trasmissione hanno costretto al ritiro entrambi i piloti e dal 21. giro la gara è passata nelle mani della seconda guida della Ferrari.

La gara di Michael Schumacher è stata compromessa da problemi al cambio sin dal giro di ricognizione, che hanno costretto il tedesco a partire dal fondo dello schieramento (una strana coincidenza che il mondiale '99 cominci come era finito quello del '98). Schumacher ha dovuto correre sempre in rimonta, fino a quando una gomma tagliata e l'ala anteriore piegata hanno costretto il tedesco ad una sosta imprevista; a pochi giri dal termine altra sosta per la sostituzione del volante (problemi elettronici). La Ferrari numero 3 ha concluso (unica doppiata) all'ultimo posto, ma era difficile fare meglio dopo tutte le disavventure successe.

Con il doppio ritiro delle due frecce d'argento della McLaren ed i problemi di Schumacher, sono venuti alla ribalta gli outsider. Primi fra tutti Heinz-Harald Frentzen, ottimo secondo con la Jordan, e Rubens Barrichello con la Stewart. Il tedesco della Jordan è arrivato a poco più di un secondo dalla Ferrari di Irvine, favorito nel finale di gara da un incomprensibile ostruzionismo del debuttante doppiato Zonta, che ha ostacolato il pilota della Ferrari per alcuni giri, nonostante le bandiere blu esposte. Il brasiliano della Stewart è stato protagonista fin dalle prove (ottimo quarto). Sulla griglia il suo motore Ford (come quello del compagno di squadra Herbert) è andato a fuoco, e Rubens è stato costretto a partire dai box con il muletto. La sua rimonta è stata entusiasmante (favorita anche dall'intervento della safety car per l'incidente a Jacques Villeneuve), ma proprio quando l'auto-staffetta è rientrata il brasiliano ha compiuto un sorpasso che gli è costato uno stop-and-go. Il suo quinto posto finale avrebbe potuto essere un terzo.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1999.

Il campione del mondo in carica Mika Häkkinen è tornato alla vittoria nel secondo gran premio della stagione, anche se la McLaren-Mercedes ha ancora qualche problema di affidabilità. Il finlandese ha ottenuto il massimo (pole-vittoria-giro più veloce) grazie anche alla strategia della squadra di ritardare la sosta di due giri rispetto alla Ferrari di Michael Schumacher.

Häkkinen prende il comando sin dal via, mentre al suo fianco il compagno di squadra David Coulthard ha avuto problemi di frizione, restando bloccato sulla griglia. Alle spalle dello scozzese Michael Schumacher e Fisichella evitano per miracolo la collisione. Rubens Barrichello (splendido protagonista sulla pista di casa, sia in prova che in gara, fino a quando il motore della sua Stewart non l'ha costretto al ritiro) ha avuto la gioia di comandare la gara quando la McLaren di Häkkinen dopo pochi giri ha avuto un problema all'elettronica del cambio, anche se il brasiliano è stato avvantaggiato dalla sua strategia basata su due pit-stop. Dopo il ritiro di Barrichello è stata la Ferrari di Schumacher a prendere la leadership, inseguito da Häkkinen, che ha ritrovato improvvisamente l'uso del cambio. Nel momento del pit-stop di Schumacher, Häkkinen riprende il comando della gara, per non lasciarlo più fino alla bandiera a scacchi, dove ha preceduto la Ferrari di 5". Poca fortuna per il vincitore di Melbourne, Eddie Irvine, che ha concluso solo quinto, a causa di una seconda sosta non prevista; il nord-irlandese comunque si presenterà ad Imola ancora al comando della classifica, per la gioia dei tifosi italiani. Da segnalare l'ennesimo podio di Frentzen. Il tedesco della Jordan ha nuovamente surclassato l'ex-campione del mondo Damon Hill.

Entusiasmanti le rimonte di Alesi (Sauber) e Villeneuve (BAR). Il francese meritava di arrivare a punti solo per aver fatto vedere una serie di sorpassi incredibili, dopo un testa-coda iniziale che l'ha retrocesso in fondo al gruppo. Il canadese è stato invece costretto a partire dal fondo della griglia per una irregolarità della benzina, ma è stato capace di risalire fino al settimo posto prima del ritiro. Brutto colpo per il team di Pollock, protagonista negativo nelle prove di sabato mattina per l'incidente al brasiliano Zonta, feritosi ad un piede. Brivido anche per il francese Sarrazin (sostituto di Badoer alla Minardi) che ha sbattuto al 31º giro ad oltre 200 km/h. Per fortuna solo tanta paura.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1999.

Dopo 16 anni la Ferrari torna a vincere sul circuito di Imola grazie a Michael Schumacher e ad una perfetta strategia di gara del team. Le McLaren-Mercedes fanno ancora paura (in prova per la terza volta consecutiva davanti a tutti in prima fila) e Mika Häkkinen l'ha dimostrato fino al 17. giro, accumulando un vantaggio che sembrava incolmabile. Ma il finlandese è andato a sbattere contro il muretto ritirandosi. È stato costretto al ritiro a pochi giri dal termine Eddie Irvine (terzo fino a quel momento) per un guasto al motore. Ottimo il terzo posto di Rubens Barrichello e della sua Stewart. A punti ancora una volta il team Jordan, con Damon Hill. Il campione del mondo 1996 raccoglie i primi punti di questa stagione, dopo due ritiri nei gran premi precedenti. Sfortunato Jacques Villeneuve che in qualifica era riuscito a mettere la sua BAR dietro alle due McLaren e alle due Ferrari. Il cambio della sua vettura l'ha piantato proprio sulla griglia di partenza e sono stati bravissimi tutti gli altri ad evitarlo.

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 1999.

La Ferrari ha dominato il GP di Monaco con una storica doppietta. Michael Schumacher ha vinto il suo secondo gran premio consecutivo di questa stagione precedendo sul traguardo il compagno di squadra Eddie Irvive. Il tedesco ha compiuto il suo capolavoro con una partenza incredibile (dopo che Mika Häkkinen, sabato, gli aveva strappato la pole-position) e guadagnando un vantaggio sempre maggiore giro dopo giro. Per il campione del mondo in carica non c'è stato niente da fare, penalizzato anche da una strategia di gara che prevedeva un pit-stop ritardato, al contrario della Ferrari di Schumacher, che aveva previsto, invece, un rifornimento a metà gara. La supremazia delle due rosse monoposto di Maranello è stato evidente fin dalla prima giornata di prove, ed è proseguita per tutto il week-end monegasco, rovinata solo dalla perdita della pole-position (qualche critica di troppo a Mika Häkkinen, che nel suo giro lanciato a caccia della pole, non avrebbe rispettato una bandiera gialla esposta alla curva del Tabaccaio che segnalava la Jordan di Damon Hill ferma). Il gran premio ha visto anche altri protagonisti positivi (Frentzen, Barrichello, Fisichella, Trulli, Alesi), non tutti premiati dal risultato finale, come spesso accade nel Principato. Ancora a punti Giancarlo Fisichella (quinto grazie all'uscita di pista di Barrichello a sette giri dalla fine); Jarno Trulli e Alex Zanardi hanno concluso fuori dalla zona punti, mentre Luca Badoer è stato costretto al ritiro per noie al cambio della sua Minardi. Michael Schumacher guida ora la classifica del Campionato Piloti con 26 punti, davanti al suo compagno di squadra Irvine (18 punti) e la Ferrari ha 24 punti di vantaggio sulla McLaren nel Campionato Costruttori.

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 1999.

Le due McLaren-Mercedes hanno dominato il Gran Premio di Spagna. Con la vittoria di Barcellona il campione del mondo in carica Mika Häkkinen riduce a solo sei punti il distacco da Michael Schumacher, che in terra catalana ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio, alle spalle anche della seconda McLaren di Coulthard. Sin dal via si è capito che sarebbe stata una corsa difficile per le due Ferrari, ed inoltre Eddie Irvine (in prima fila con il secondo tempo) ha contribuito con una pessima partenza ad agevolare la fuga delle due frecce d'argento. Michael Schumacher è rimasto bloccato dal compagno di squadra al via ed è stato Jacques Villeneuve ad approfittarne. Fino al momento del primo pit-stop la BAR del canadese è rimasta davanti alla Ferrari del tedesco. Solo al primo rifornimento i meccanici di Maranello hanno permesso a Schumacher di superare Villeneuve, che alla seconda sosta è stato costretto al ritiro per la rottura del cambio. Splendido il sesto posto di Jarno Trulli, autore anche di un'ottima partenza. A fine gara, dopo le verifiche tecniche la Stewart di Barrichello è stata tolta di classifica per irregolarità al pattino del fondo scocca.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 1999.

In Canada si assiste ad una gara pazza, con ben cinque ingressi della safety car; il primo avviene subito dopo la partenza, a causa di Trulli che, finito nella via di fuga, travolge Alesi e Barrichello: tutti e tre i piloti si ritirano. Michael Schumacher, partito dalla pole position, conduce agevolmente la gara davanti ad Häkkinen, Irvine, coulthard e Fisichella; altre due interruzioni della gara al quinto e al sedicesimo giro per le uscite di pista di Zonta ed Hill non disturbano la corsa del pilota tedesco.

Tuttavia, al ventinovesimo giro, il ferrarista sale troppo sul cordolo della chicane 14, lo stesso punto in cui avevano sbattuto anche Zonta e Hill, e non può evitare il contatto con il muro, terminando così la sua gara. Häkkinen prende il comando, seguito da Irvine, Coulthard e Fisichella; in seguito ad un'ennesima interruzione, causata dall'incidente di Villeneuve, sempre alla curva 14, il pilota scozzese cerca di sorpassare il ferrarista, finendo per speronarlo; entrambi perdono diverse posizioni. Al secondo posto si trova quindi Fisichella, che viene però superato da Frentzen; proprio il tedesco della Jordan si schianta, a quattro giri dalla fine, per la rottura del freno posteriore.

Entra di nuovo la safety car, congelando le posizioni: alle spalle di Häkkinen e Fisichella si piazzano Irvine, capace di una bella rimonta dopo l'incidente con Coulthard, Ralf Schumacher, Herbert e Diniz, che coglie i primi punti con la Sauber.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 1999.

La pioggia è stata la protagonista del GP di Francia che ha portato in trionfo Heinz-Harald Frentzen e la Jordan-Mugen. Le prove del sabato, disturbate dal maltempo, avevano già messo in evidenza gli outsider, con il brasiliano Rubens Barrichello e la Stewart in pole-position, davanti ad Alesi e Panis, mentre i top team, McLaren e Ferrari, hanno pagato la loro errata strategia. Grande protagonista del GP è stato sicuramente Mika Häkkinen, che partito 14º è risalito fino alla testa della corsa, compiendo un gran numero di sorpassi. Il finlandese è stato in testa alla corsa, fino al momento della sua seconda sosta, che ha favorito il ritorno di Frentzen (un solo pit-stop). Da incorniciare anche la gara di Rubens Barrichello, autore della pole-position, che ha condotto il GP per molti giri. Solo i due pit-stop hanno tolto al brasiliano la possibilità di finire primo o secondo. Per quanto riguarda la Ferrari, Schumacher è stato anche in testa per alcuni giri, ma la disastrosa qualifica (6° Michael e addirittura 17° Irvine) e problemi meccanici hanno impedito al tedesco di arrivare oltre il quinto posto (grazie a Irvine, che ha rinunciato al sorpasso negli ultimi giri). Da dimenticare anche la gara di Eddie Irvine che ha superato indenne l'errore di una interminabile sosta (i meccanici non si aspettavano il suo rientro) solo grazie all'ingresso della Safety-car che ha neutralizzato per alcuni giri la gara sotto il diluvio.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 1999.

Un drammatico Gran Premio d'Inghilterra. La corsa inizia ed è subito fermata dalla bandiera rossa a causa di due monoposto ferme sulla griglia di partenza e quando Schumacher, partito male dalla prima fila (era quarto in quel momento) nel tentativo di recuperare sul compagno di team Irvine e sulle due McLaren esce dritto alla curva Stowe, colpendo le gomme di protezione (probabilmente un guasto all'impianto idraulico dei freni posteriori). Schumacher riporta la frattura di tibia e perone della gamba destra. Häkkinen è nettamente al comando dopo il suo primo pit-stop. Dopo pochi giri però la ruota posteriore sinistra si è stacca dal mozzo (sembra per un difetto di quest'ultimo) e ne causa il ritiro. La McLaren vince comunque con David Coulthard che, sulla pista di casa, torna alla vittoria, grazie anche ad alcuni errori di strategia di Irvine. Da notare le prestazioni di Ralf Schumacher (terzo al traguardo) e delle due Jordan di Frentzen e Hill che concludono alle spalle della Williams. Per otto o dieci settimane Michael Schumacher dovrà rinunciare ad essere presente in pista. La Ferrari ha intanto annunciato la sua sostituzione con Mika Salo dal prossimo GP d'Austria.

Gran Premio d'Austria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Austria 1999.

Per sostituire l'infortunato Michael Schumacher, la Ferrari convoca il finlandese Mika Salo. Tuttavia, le qualifiche sono dominate dalle McLaren, con Häkkinen e Coulthard che conquistano la prima fila, rifilando ben un secondo ad Irvine terzo. La doppietta sembra un facile obiettivo per le "frecce d'argento", che al via mantengono la testa della corsa. Alle loro spalle, dopo poche curve, Salo tampona Herbert, compromettendo la sua gara e quella del pilota inglese, ma è Coulthard che fa il colpo grosso: tentando di sorpassare il compagno di squadra, lo colpisce, mandandolo in testacoda ed in fondo al gruppo.

Lo scozzese sembra in grado di riparare almeno in parte al proprio errore, aumentando il proprio vantaggio ai danni degli inseguitori; tuttavia, dopo la seconda sosta Irvine riesce a portarsi davanti al pilota della McLaren, che non riuscirà più a superarlo. Dopo Irvine e Coulthard si piazza Häkkinen; a punti vanno anche Frentzen, Wurz e Diniz, mentre Salo non riesce a fare meglio del nono posto.

Gran Premio di Germania[modifica | modifica sorgente]

La McLaren di Mika Häkkinen dopo l'impatto avuto al Gran Premio di Germania.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 1999.

Come in Austria, ad Hockenheim la McLaren sembra in grado di dominare, con Häkkinen che conquista la pole position davanti al sorprendente Frentzen, al compagno di squadra Coulthard e a Salo; Irvine è solo quinto e staccato di ben otto decimi dalla prima posizione. Alla partenza, Salo scatta bene e si piazza alle spalle di Häkkinen; dietro di lui, Coulthard, Barrichello (che si ritirerà già al sesto giro), Frentzen e Irvine. Al decimo giro, il pilota scozzese della Mclaren rompe l'alettone anteriore nel tentativo di superare Salo, condizionando così la propria gara. Al 24º giro, Häkkinen si ferma per il pit stop; un problema al bocchettone lo attarda molto e lo fa rientrare in pista al quarto posto, dietro a Salo, Irvine e Frentzen.

Appena due giri dopo, un altro colpo di scena scuote la gara: la gomma posteriore sinistra della vettura di Häkkinen si sgonfia, facendolo uscire violentemente di pista e causandone il ritiro; nello stesso momento, Salo lascia passare il compagno di squadra in testa alla corsa. La gara si conclude quindi con una doppietta della Ferrari, seguite dal regolarissimo Frentzen, da Ralf Schumacher, da Coulthard e da Panis. Nella classifica generale, Irvine passa in testa con 52 punti, otto in più di Häkkinen; al terzo posto, Frentzen supera a quota 35 Michael Schumacher, fermo a 32, mentre Coulthard rimane quinto con 30 punti.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 1999.

Dopo due gare disastrose, per Häkkinen diventa fondamentale ottenere il primo posto in Ungheria. Il finlandese ottiene l'ennesima pole position della stagione, davanti ad Irvine, staccato di meno di due decimi, a Coulthard e alla sorpresa Fisichella. Salo, è solo diciassettesimo dopo delle qualifiche disastrose. Alla partenza, i primi due mantengono le posizioni, mentre Coulthard viene passato da Fisichella e Frentzen.

Mentre Häkkinen si invola, la gara è animata dal duello tra Irvine e Coulthard per la seconda posizione: dopo essersi liberato di Frentzen e Fisichella (quest'ultimo poi costretto al ritiro da problemi meccanici), lo scozzese comincia a tallonare il ferrarista. Dopo la seconda sosta, Coulthard riesce nel suo intento grazie ad un fuoripista di Irvine, causato probabilmente da problemi al differenziale; l'irlandese mantiene il terzo posto, rimanendo così in testa al campionato con due punti su Häkkinen. Alle sue spalle terminano Frentzen, Barrichello e Damon Hill.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 1999.

Sul circuito di Spa, le McLaren mostrano subito una netta superiorità, monopolizzando la prima fila dello schieramento. Alle loro spalle, staccate di un secondo, si trovano le due Jordan di Frentzen e Hill; solo sesto il leader del campionato Irvine, alla guida di una Ferrari in difficoltà, addirittura nono il compagno di squadra Salo. Alla partenza, però, c'è un colpo di scena: Häkkinen si muove in anticipo dalla sua pole position, trovandosi costretto a bloccarsi e perdendo così l'attimo buono della partenza.

Il finlandese tenta inutilmente di resistere, alla prima curva, all'attacco del compagno di squadra Coulthard: lo scozzese passa e la corsa per il primo posto termina in pratica qui. Dietro le due frecce d'argento, Frentzen amministra facilmente la propria corsa, terminando al terzo posto; alle sue spalle si piazza Irvine, aiutato dal compagno Salo a tenere dietro l'arrembante Ralf Schumacher. Sesto è infine Damon Hill, che raccoglie gli ultimi punti della carriera. Da segnalare anche il quindicesimo posto di Jacques Villeneuve, che vede per la prima volta in questa stagione la bandiera a scacchi dopo essersi reso protagonista di un terribile incidente il giorno prima. In classifica generale, Häkkinen supera Irvine di un punto, 60 a 59; dietro, si avvicinano Coulthard, a quota 46 e Frentzen, a 40.

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica sorgente]

La Williams FW21. Al Gran Premio d'Italia Ralf Schumacher ottenne con questa vettura il miglior piazzamento di tutta la stagione con un secondo posto.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 1999.

Anche a Monza la Ferrari è in grandi difficoltà: Salo ed Irvine sono rispettivamente sesto ed ottavo sulla griglia di partenza, staccati di oltre un secondo dal solito Häkkinen in pole position. Il finlandese si invola sin dalla partenza e controlla agevolmente la gara su Frentzen, secondo; al ventinovesimo giro, però, quando ha un vantaggio di quasi mezzo minuto sul tedesco della Jordan, compie un banale errore di scalata delle marce alla Prima Variante, si insabbia e si deve ritirare, mettendosi poi a piangere in mondovisione.

Frentzen coglie così la seconda vittoria stagionale, entrando in lizza per la vittoria del campionato; al secondo posto si piazza Ralf Schumacher, autore anche del giro più veloce, seguito da Salo, dall'ottimo Barrichello e da Coulthard. Sesto è Irvine che appaia Häkkinen in testa alla classifica piloti con 60 punti; alle loro spalle, sperano ancora Frentzen a quota 50 e Coulthard a 48.

Gran Premio d'Europa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Europa 1999.

Dalla pole position parte stavolta il fresco vincitore di Monza Frentzen, seguito dalle McLaren di Coulthard e Häkkinen; quarto posto per Ralf Schumacher, mentre Irvine e Salo, in crisi nera, non fanno meglio del nono e dodicesimo posto. La prima partenza viene annullata a causa della vettura di Gené ferma sulla griglia di partenza; poche curve dopo il secondo via, Diniz, urtato da Wurz, decolla e si ribalta: il roll bar della sua Sauber si disintegra, facendo temere il peggio, ma fortunatamente il pilota brasiliano rimane illeso. Entra in pista la safety car; quando la vettura di sicurezza si fa da parte, dietro a Frentzen si trovano le due McLaren di Häkkinen e Coulthard, Ralf Schumacher, Fisichella, Panis ed Irvine.

Inizia a piovere: Frentzen si costruisce un buon vantaggio, Ralf Schumacher supera Coulthard e Irvine risale al quinto posto. Al ventesimo giro, la pioggia comincia a farsi più intensa e alcuni piloti, tra cui Häkkinen, decidono di montare gomme da bagnato, trovandosi poi costretti a rimettere gomme da asciutto pochi passaggi dopo e precipitando così in fondo alla classifica. Irvine, invece, opta per gomme da asciutto, prevedendo, a ragione, che la pista si asciugherà presto: tuttavia, al box Ferrari, nel quale Salo è appena rientrato con l'alettone danneggiato, regna il caos. Non si trova più la gomma posteriore destra: la sosta del pilota Ferrari dura quasi mezzo minuto. Intanto, in testa alla corsa si danno battaglia Frentzen, Ralf Schumacher e Coulthard: quando il tedesco della Williams si ferma al 28º giro per rifornire, lo scozzese della McLaren si avvicina al pilota della Jordan, senza però riuscire a passarlo quando i due si fermano insieme al pit stop al 32º giro.

Frentzen si ritira però subito per un guasto elettrico; Coulthard si trova così primo davanti a Ralf Schumacher, Barrichello, Fisichella, Herbert e Villeneuve. Lo scozzese della McLaren esce però di pista sei giri dopo, mentre Herbert, fermandosi ai box mentre ricomincia a piovere, monta gomme da asciutto; Ralf Schumacher conduce agevolmente la gara fino al 44º giro, quando si ferma per il secondo rifornimento. Fisichella passa al primo posto, ma tre giri più tardi esce di pista, insabbiandosi. Sembra fatta per Ralf Schumacher, che ha un buon vantaggio su Herbert secondo, ma il tedesco della Williams fora una gomma ed è costretto a fermarsi di nuovo; Herbert, che fermandosi di nuovo al 47º giro aveva rimesso gomme da asciutto, si trova così al comando con un comodo vantaggio su Trulli e Barrichello, che danno vita ad un intenso duello.

Alle loro spalle, il sorprendente Badoer, che fermandosi solo una volta è risalito fino al quarto posto, è costretto al ritiro al 54º giro per un guasto al cambio; torna quindi in quarta posizione Ralf Schumacher. Dietro di lui, Villeneuve occupa il quinto posto, seguito da Gené, Irvine ed Häkkinen. Il finlandese rimonta sul ferrarista, lo costringe all'errore e lo supera, andando a caccia del pilota spagnolo della Minardi. Villeneuve si ritira per problemi al cambio; a due giri dalla fine, Häkkinen riesce a passare Gené, assicurandosi il quinto posto e due punti. Alla Minardi è comunque festa per il primo punto conquistato dal '95; festa anche nel box Stewart per il primo posto di Herbert ed il terzo di Barrichello ed in quello Prost per la seconda piazza di Trulli. In classifica generale, Häkkinen stacca di due punti Irvine, 62 a 60; Frentzen e Coulthard perdono una grande occasione per diminuire i loro distacchi dalla vetta.

Gran Premio della Malesia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio della Malesia 1999.

La prima edizione del Gran Premio della Malesia segna il ritorno alla guida di Michael Schumacher dopo sei gare di assenza e soprattutto il ritorno alla competitività della Ferrari: le rosse dominano infatti le qualifiche, occupando tutta la prima fila e relegando in terza e quarta posizione Coulthard e Häkkinen. Seguono le due Stewart di Herbert e dell'ormai ferrarista Barrichello. Al via, le due Ferrari scattano al comando; dopo pochi giri, Schumacher lascia passare il compagno cercando poi di rallentare le due McLaren; Coulthard riesce a passarlo, mentre Häkkinen rimane bloccato dietro al tedesco.

Al 14º giro, però, Coulthard è costretto al ritiro da un guasto all'acceleratore; Irvine può così gestire comodamente la sua corsa, andando a vincere. Schumacher continua a tenere dietro Häkkinen, che nel finale fatica parecchio a passare Herbert. Il pilota inglese chiude al quarto posto, davanti al compagno Barrichello; il sesto posto toglie invece a Frentzen le ultime possibilità matematiche di lottare per il titolo iridato. Dopo la gara, le due Ferrari vengono squalificate a causa di un deflettore non conforme alle norme; in questo modo Häkkinen sarebbe campione, ma la scuderia italiana ricorre in appello e riesce a dimostrare la propria innocenza, vedendosi restituita la doppietta. Ad una gara dalla fine, dunque, Irvine si trova in testa al campionato con 70 punti, contro i 66 di Häkkinen.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 1999.

Come nel 1998, il mondiale si decide all'ultima gara in calendario sul circuito di Suzuka, in Giappone. I pronostici sono a favore di Eddie Irvine, che si presenta sulla sua pista preferita con quattro punti di vantaggio sul rivale Häkkinen. Tuttavia, già dalle prove del venerdì le cose sembrano mettersi male per il ferrarista, che è protagonista di un brutto incidente ed in qualifica non va oltre il quinto posto. In pole position c'è però il suo compagno di squadra, che tenendo dietro Häkkinen potrebbe regalargli la vittoria iridata. Allo spegnersi dei semafori, però, i piani della Ferrari e di Irvine vanno in fumo: il pilota della McLaren scatta meglio di Schumacher e si invola.

A poco serve la bella partenza di Irvine, che supera Coulthard e Frentzen, issandosi al quarto posto dietro anche a Panis. Se il Mondiale Piloti sembra ormai deciso, rimane da definire la situazione in quello Costruttori, che vede la Ferrari in vantaggio sulla McLaren per 118 a 114. Anche qui la situazione sembra pendere a favore della McLaren, perché Coulthard al rifornimento passa Irvine, issandosi al terzo posto; tuttavia, il pilota della McLaren compie un errore in una curva veloce del circuito al 34º giro, compromettendo definitivamente la sua gara. Häkkinen vince gara e titolo Piloti; alle sue spalle terminano nell'ordine Schumacher ed Irvine, dando alla Ferrari la vittoria nel Mondiale Costruttori dopo sedici anni di attesa, con 128 punti contro i 124 della McLaren.

Dietro, la Jordan (Frentzen quarto in gara e terzo in campionato con 54 punti) ottiene il suo miglior piazzamento di sempre in classifica Costruttori, con 61 punti. Quarta e quinta sono Stewart e Williams, con 36 e 35 punti; sesta la deludente Benetton, che raccoglie appena 16 punti. Seguono Prost a quota 9, Sauber a 5 e Minardi ed Arrows appaiate a 1. La BAR conclude il suo primo campionato senza punti, nonostante la presenza dell'ex Campione del Mondo Jacques Villeneuve.

Classifica Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti
1 Finlandia Mika Häkkinen Rit 1 Rit 3 1 1 2 Rit 3 Rit 1 2 Rit 5 3 1 76
2 Regno Unito Eddie Irvine 1 5 Rit 2 4 3 6 2 1 1 3 4 6 7 1 3 74
3 Germania Heinz-Harald Frentzen 2 3 * Rit 4 Rit 11 * 1 4 4 3 4 3 1 Rit 6 4 54
4 Regno Unito David Coulthard Rit Rit 2 Rit 2 7 Rit 1 2 5 2 1 5 Rit Rit Rit 48
5 Germania Michael Schumacher 8 2 1 1 3 Rit 5 NP 2 2 44
6 Germania Ralf Schumacher 3 4 Rit Rit 5 4 4 3 Rit 4 9 5 2 4 Rit 5 35
7 Brasile Rubens Barrichello 5 Rit 3 9 * SQ Rit 3 8 Rit Rit 5 10 4 3 5 8 21
8 Regno Unito Johnny Herbert NP Rit 10 * Rit Rit 5 Rit 12 14 11 * 11 Rit Rit 1 4 7 15
9 Italia Giancarlo Fisichella 4 Rit 5 5 9 2 Rit 7 12 * Rit Rit 11 Rit Rit 11 14 * 13
10 Finlandia Mika Salo 7 Rit 8 9 2 12 7 3 Rit 10
11 Italia Jarno Trulli Rit Rit Rit 7 6 Rit 7 9 7 Rit 8 12 Rit 2 Rit Rit 7
12 Regno Unito Damon Hill Rit Rit 4 Rit 7 Rit Rit 5 8 Rit 6 6 10 Rit Rit Rit 7
13 Austria Alexander Wurz Rit 7 Rit 6 10 Rit Rit 10 5 7 7 14 Rit Rit 8 10 3
14 Brasile Pedro Diniz Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit 6 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 3
15 Francia Olivier Panis Rit 6 Rit Rit Rit 9 8 13 10 6 10 13 11 * 9 Rit Rit 2
16 Francia Jean Alesi Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 14 Rit 8 16 * 9 9 Rit 7 6 2
17 Spagna Pedro de la Rosa 6 Rit Rit Rit 11 Rit 11 Rit Rit Rit 15 Rit Rit Rit Rit 13 1
18 Spagna Marc Gené Rit 9 9 Rit Rit 8 Rit 15 11 9 17 16 Rit 6 9 Rit 1
19 Italia Alex Zanardi Rit Rit 11 * 8 Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit 8 7 Rit 10 Rit 0
20 Giappone Toranosuke Takagi 7 8 Rit Rit 12 Rit SQ 16 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 0
21 Canada Jacques Villeneuve Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 15 8 10 * Rit 9 0
22 Brasile Ricardo Zonta Rit NP Rit 9 Rit 15 * Rit 13 Rit Rit 8 Rit 12 0
23 Italia Luca Badoer Rit 8 Rit Rit 10 10 Rit 13 10 14 Rit Rit Rit Rit Rit 0
NC Francia Stéphane Sarrazin Rit 0
Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
MON
Monaco
SPA
Spagna
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
EUR
Unione europea
MAL
Malesia
GIA
Giappone
Punti
1 Italia Ferrari M. Schumacher 8 2 1 1 3 Rit 5 NP 2 2 128
Irvine 1 5 Rit 2 4 3 6 2 1 1 3 4 6 7 1 3
Salo 9 2 12 7 3 Rit
2 Regno Unito McLaren-Mercedes Häkkinen Rit 1 Rit 3 1 1 2 Rit 3 Rit 1 2 Rit 5 3 1 124
Coulthard Rit Rit 2 Rit 2 7 Rit 1 2 5 2 1 5 Rit Rit Rit
3 Irlanda Jordan-Mugen-Honda Hill Rit Rit 4 Rit 7 Rit Rit 5 8 Rit 6 6 10 Rit Rit Rit 61
Frentzen 2 3 Rit 4 Rit 11 1 4 4 3 4 3 1 Rit 6 4
4 Regno Unito Stewart-Ford Barrichello 5 Rit 3 9 SQ Rit 3 8 Rit Rit 5 10 4 3 5 8 36
Herbert NP Rit 10 Rit Rit 5 Rit 12 14 11 11 Rit Rit 1 4 7
5 Regno Unito Williams-Supertec Zanardi Rit Rit 11 8 Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit 8 7 Rit 10 Rit 35
R. Schumacher 3 4 Rit Rit 5 4 4 3 Rit 4 9 5 2 4 Rit 5
6 Italia Benetton-Playlife Fisichella 4 Rit 5 5 9 2 Rit 7 12 Rit Rit 11 Rit Rit 11 14 16
Wurz Rit 7 Rit 6 10 Rit Rit 10 5 7 7 14 Rit Rit 8 10
7 Francia Prost-Peugeot Panis Rit 6 Rit Rit Rit 9 8 13 10 6 10 13 11 9 Rit Rit 9
Trulli Rit Rit Rit 7 6 Rit 7 9 7 Rit 8 12 Rit 2 Rit Rit
8 Svizzera Sauber-Petronas Alesi Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 14 Rit 8 16 9 9 Rit 7 6 5
Diniz Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit 6 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11
9 Regno Unito Arrows de la Rosa 6 Rit Rit Rit 11 Rit 11 Rit Rit Rit 15 Rit Rit Rit Rit 13 1
Takagi 7 8 Rit Rit 12 Rit SQ 16 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit
10 Italia Minardi-Ford Badoer Rit 8 Rit Rit 10 10 Rit 13 10 14 Rit Rit Rit Rit Rit 1
Gené Rit 9 9 Rit Rit 8 Rit 15 11 9 17 16 Rit 6 9 Rit
Sarrazin Rit
11 Regno Unito BAR-Supertec Villeneuve Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 15 8 10 Rit 9 0
Zonta Rit NP Rit 9 Rit 15 Rit 13 Rit Rit 8 Rit 12
Salo 7 Rit 8
Pos Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
MON
Monaco
SPA
Spagna
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
EUR
Unione europea
MAL
Malesia
GIA
Giappone
Punti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Piola, op. cit., pag. 20.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Piola, Formula 1 1999. Analisi tecnica, Giorgio Nada Editore, 1999, ISBN 88-7911-218-X.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Formula 1 Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1