Campionato mondiale di Formula 1 1993

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Campionato mondiale di Formula 1 1993
Edizione n. 44 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 14 marzo
Termine 7 novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Alain Prost
su Williams FW15C
Costruttori Williams
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1993 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 44ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Alain Prost, e la 35ª ad assegnare il Campionato Costruttori, vinto dalla Williams. È iniziata il 14 marzo ed è terminata il 7 novembre, dopo 16 gare.

Piloti e Team[modifica | modifica sorgente]

Team Costruttore Telaio Motore Pneumatici No Pilota GP Test Driver
Regno Unito Canon Williams Renault Williams FW15C Renault RS5 3.5 V10 G 0 Regno Unito Damon Hill Tutti Svezia Kenny Bräck[1]
Regno Unito David Coulthard[1]
2 Francia Alain Prost Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 020C
021
Yamaha OX10A 3.5 V10 G 3 Giappone Ukyo Katayama Tutti n/a
4 Italia Andrea de Cesaris Tutti
Regno Unito Camel Benetton Ford Benetton B193
B193B
Ford HBA7 3.5 V8
Ford HBA8 3.5 V8
G 5 Germania Michael Schumacher Tutti Francia Paul Belmondo[1]
Regno Unito Perry McCarthy
Regno Unito Allan McNish[1]
Italia Andrea Montermini[1]
Italia Alessandro Zanardi[1]
6 Italia Riccardo Patrese Tutti
Regno Unito Marlboro McLaren Ford McLaren MP4/8 Ford HBE7 3.5 V8 G 7 Stati Uniti Michael Andretti 1-13 Paesi Bassi Jos Verstappen[1]
Finlandia Mika Häkkinen 14-16
8 Brasile Ayrton Senna Tutti
Regno Unito Footwork Mugen Honda Footwork FA13B
FA14
Mugen-Honda MF-351 HB 3.5 V10 G 9 Regno Unito Derek Warwick Tutti Paesi Bassi Jos Verstappen[1]
Australia David Brabham[1]
10 Giappone Aguri Suzuki Tutti
Regno Unito Team Lotus Lotus 107B Ford HBD6 3.5 V8 G 11 Italia Alessandro Zanardi 1-12 n/a
Portogallo Pedro Lamy 13-16
12 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Irlanda Sasol Jordan Jordan 193 Hart 1035 3.5 V10 G 14 Brasile Rubens Barrichello Tutti Italia Emanuele Naspetti[1]
15 Italia Ivan Capelli 1-2
Belgio Thierry Boutsen 3-12
Italia Marco Apicella 13
Italia Emanuele Naspetti 14
Regno Unito Eddie Irvine 15-16
Francia Larrousse F1 Larrousse LH93 Lamborghini 3512 3.5 V12 G 19 Francia Philippe Alliot 1-14 n/a
Giappone Toshio Suzuki 15-16
20 Francia Érik Comas Tutti
Italia Lola BMS Scuderia Italia Lola T93/30 Ferrari 040 3.5 V12 G 21 Italia Michele Alboreto Tutti n/a
22 Italia Luca Badoer Tutti
Italia Minardi Team Minardi M193 Ford HBC6 3.5 V8 G 23 Brasile Christian Fittipaldi 1-14 n/a
Francia Jean-Marc Gounon 15-16
24 Italia Fabrizio Barbazza 1-8
Italia Pierluigi Martini 9-16
Francia Ligier Gitanes Blondes Ligier JS39 Renault RS5 3.5 V10 G 25 Regno Unito Martin Brundle Tutti Francia Éric Bernard[1]
26 Regno Unito Mark Blundell Tutti
Italia Scuderia Ferrari SpA Ferrari F93A Ferrari 041 3.5 V12 G 27 Francia Jean Alesi Tutti Italia Nicola Larini[1]
Italia Gianni Morbidelli[1]
28 Austria Gerhard Berger Tutti
Svizzera Sauber Sauber C12 Sauber[2] 2175 3.5 V10 G 29 Austria Karl Wendlinger Tutti n/a
30 Finlandia J.J. Lehto Tutti

Gare Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Gran Premio del Sud Africa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Sudafrica 1993.

Al suo ritorno alle competizioni dopo un anno sabbatico, Prost ottiene subito la pole position con la Williams, nonostante il fatto che a 1700 metri di altitudine il motore Renault non possa far valere tutta la sua superiorità rispetto alla concorrenza; al suo fianco, vicinissimo, si qualifica il rivale di sempre Senna, che ha accettato di correre un altro anno con la McLaren, anche se per la prima parte della stagione il suo sarà di fatto un contratto "a gettone". Il brasiliano arriva al primo Gran Premio dopo aver provato solo una volta la McLaren pochi giorni prima dell'inizio del Mondiale, in un breve test a Silverstone.

A Kyalami Prost parte male, Senna invece prende il comando della gara alla partenza, seguito da Schumacher su Benetton e da Hill su Williams, che poche centinaia di metri più tardi finisce in testacoda (ripartirà dodicesimo e finirà definitivamente out al 18º giro speronato da Zanardi) e restituisce la terza posizione al compagno di squadra Prost; Senna allunga, ma al 4º giro la sospensione attiva della McLaren va in tilt e il brasiliano comincia a correre in difesa; Prost al 13º giro supera Schumacher e si mette a caccia del brasiliano, che attacca per la prima volta al 15º giro; il francese riuscirà a passare solo al 24º giro dopo una serie di belle lotte ruota a ruota; in quello stesso giro anche Schumacher passa il brasiliano, al primo tentativo a differenza del francese; ma i due rientrano subito ai box e Senna torna davanti al cambio gomme.

Il tedesco si rifà sotto al 40º giro ma con la sua manovra dice addio al podio: forza troppo la staccata, tocca il posteriore della McLaren, si gira e si ritira. In questo modo diventa terzo il suo compagno di squadra Patrese, che 7 giri dopo però esce di pista a sua volta e si ritira. Prost comanda la gara e l'acquazzone che arriva nella fase finale della gara non lo turba, visto che Senna pensa ad amministrare a distanza la sua seconda piazza. Ne fa le spese invece Warwick su Footwork che, al rientro dopo due anni, va in testacoda sbattendo sul muro mentre è in zona punti. Ottimo risultato per Blundell, terzo, che porta alla Ligier il podio, che le mancava da sette anni, dalla prima gara del 1986. Completano l'ordine di arrivo Fittipaldi quarto su Minardi e Lehto, quinto con la debuttante Sauber, in una gara che vede solo 5 vetture al traguardo. Quindi Berger, sebbene tradito dal motore Ferrari ad un giro dalla fine, viene comunque classificato sesto e prende un punto.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1993.

La March, che già in Sudafrica non era riuscita a partecipare, si ritira ufficialmente dal Mondiale; rimangono così 26 concorrenti. Per non far sì che vi siano 26 qualificati su 26 partecipanti, le squadre decidono di non ammettere alla corsa l'autore dell'ultimo tempo in prova: è Ivan Capelli a mancare la qualificazione; sarà questa la fine della sua carriera in Formula 1. Prima fila Williams, con Prost che scatta in testa e Hill che invece viene bruciato da Senna, anche se all'11º giro l'inglese si riprenderà la seconda piazza. Alla partenza spettacolare incidente tra Andretti e Berger, senza conseguenze per i piloti. Senna riceve anche uno stop-and-go per aver sorpassato in regime di bandiere gialle; dopodiché un improvviso acquazzone crea il caos sulla pista, con i piloti che si precipitano a cambiare le gomme, mentre Suzuki, Katayama e Fittipaldi vanno a sbattere.

Prost, interpretando male un messaggio radio della Williams, crede che il box sia occupato da Hill, così ritarda il cambio gomme; ma trova improvvisamente davanti a lui Fittipaldi fermo in mezzo alla pista e gli finisce contro. Entra la safety car per 7 giri mentre la pista viene sgombrata dai rottami delle auto incidentate; con la pista ancora bagnata Senna sorpassa la Williams di Hill al 42º giro e le posizioni resteranno invariate. Terzo Schumacher che supera Herbert all'ultimo giro dopo aver rimontato dal nono posto, posizione in cui era finito a causa di uno stop-and-go. 6º posto per Zanardi, che conquista così quello che rimarrà l'unico punto della sua carriera in Formula 1. Per la McLaren invece è la centesima vittoria nella competizione[3].

Gran Premio d'Europa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Europa 1993.

Il primo e ultimo Gran Premio disputato a Donington rimarrà nella storia come una delle più memorabili imprese di Ayrton Senna. La gara è bagnata, parte sotto la pioggia; alla partenza Prost e Hill mantengono le prime posizioni, mentre Schumacher chiude Senna all'esterno ed entrambi vengono superati da Wendlinger. Nel corso del primo passaggio, però il brasiliano si scatena: sopravanzato Schumacher già all'uscita della prima curva, nel resto del giro supera in sequenza Wendlinger all'esterno, Hill e Prost all'interno, conquistando la testa della corsa alla penultima curva del primo giro. Più indietro, Andretti e Wendlinger entrano in contatto e sono costretti al ritiro, mentre Barrichello risale addirittura in quarta posizione dietro al duo Williams.

Senna conquista immediatamente un grande vantaggio sugli inseguitori; la gara è poi un continuo susseguirsi di acquazzoni di pochi minuti ciascuno, che obbligano i piloti ad un gran numero di cambi gomme. Senna non si lascia sorprendere dalle mutevoli condizioni meteo e vince la seconda gara consecutiva davanti a Hill, Prost (addirittura doppiato dal brasiliano), Herbert (quarto per la seconda volta consecutiva), Patrese e Barbazza, al primo punto in carriera; Barrichello viene invece tradito dalla sua Jordan (guasto ai freni) a cinque giri dalla fine mentre si trovava in zona podio al 3º posto, posizione che cede così a Prost, che in precedenza aveva perso la seconda piazza in quanto rallentato dalle sette soste ai box, sopra la media degli altri piloti, e da un problema con la frizione nel ripartire da una sosta al box[3].

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1993.

Prost è in pole position anche a Imola, ma almeno nella prima parte di gara, anche se non piove più, il fondo è bagnato e i piloti partono con le rain; il francese scatta male e viene superato da Hill alla partenza (che prende il largo) e da Senna alla staccata della Tosa. Dopo sette giri Prost riesce in ogni caso a superare il brasiliano, prima che tutti si fermino a montare gomme da asciutto con la pista che si sta asciugando. I tre di testa rientrano nell'ordine: Hill, Senna, Prost, ma Alain supera in un colpo solo alla Tosa Ayrton e Damon. Senna passa Hill, che in seguito al 21º giro va dritto per un guaio ai freni.

Dodici tornate più tardi anche Andretti, risalito in quinta posizione, ha lo stesso problema, mentre al 40º passaggio Alesi, quinto grazie al ritiro dell'americano, deve abbandonare per problemi alla frizione. Anche Senna si ritira, al 43º giro per un guasto all'impianto idraulico, lasciando la seconda piazza a Schumacher. Prost nel frattempo va a vincere, nonostante problemi all'acceleratore nelle fasi finali di gara. Brundle porta al secondo podio stagionale la Ligier mentre Lehto si classifica quarto con la Sauber nonostante abbia rotto il motore a due giri dalla fine; Barbazza sesto per la seconda volta consecutiva con la Minardi[3].

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 1993.

A Barcellona succede un fatto insolito alla partenza, con il semaforo che da rosso diventa, anziché verde, giallo lampeggiante; il via è però regolare, con Hill che scavalca il poleman Prost; a seguire Senna, Schumacher, Patrese, Andretti e Alesi. Tuttavia all'11º giro il francese si riprende la prima posizione sull'inglese. Durante il 42º giro, quando Hill era ancora vicino a Prost, l'inglese rompe il motore e si ritira. Senna diventa secondo, ma un errore al box durante un cambio gomme gli fa arrivare negli scarichi Schumacher, terzo, che prova a raggiungere il brasiliano ma è costretto a desistere dopo una breve escursione nella sabbia causata dal doppiato Zanardi che mentre si trovava in sesta posizione rompe il motore davanti al tedesco. Primi punti per Andretti con l'altra McLaren, piazzatosi quinto. Per la prima ed ultima volta nella storia della F1, in questo Gran Premio sono saliti sul podio 3 dei più grandi piloti della storia della Formula 1: Prost, Senna e Schumacher[3].

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 1993.

Prost è in pole, con Schumacher al suo fianco, Senna terzo e Hill a completare la seconda fila. Al via le posizioni di testa rimangono invariate, ma il francese si muove con leggero anticipo rispetto al semaforo verde e riceve di conseguenza uno stop-and-go di 10 secondi per partenza anticipata; al momento però di ripartire dai box dopo aver scontato la penalità il motore gli si spegne e quando i meccanici Williams riescono finalmente a farlo ripartire, Alain rientra al 22º posto doppiato di un giro dal primo; riuscirà tuttavia a recuperare molte posizioni, nonostante a Monaco sia notoriamente molto difficile sorpassare, e chiuderà quarto. Con la penalità di Prost il comando della corsa lo prende quindi Schumacher, che aumenta il gap con Senna fino al 32º giro, quando di colpo perde tre secondi, prima di ritirarsi il giro successivo per un problema idraulico.

In testa va allora Senna, seguito da Hill e dal duo Ferrari, con Berger che dà vita ad un duello rusticano con il compagno di squadra Alesi riuscendo, dopo un contatto al 62º giro, a passarlo al 64º giro. L'austriaco non si accontenta e si mette alla caccia di Hill, che raggiunge al 71º giro, andandolo però a speronare al Loews. Chi ci rimette però è solo Berger, ritirandosi. Senna invece conduce la gara fino alla vittoria (nonostante il brivido di un cambio gomme "difettoso" che aveva portato Hill nelle sue vicinanze), la sua sesta a Monaco (quinta consecutiva). Il brasiliano si riporta così in testa al mondiale. Alesi porta alla Ferrari il primo podio stagionale dopo un avvio del Mondiale molto problematico. Quinto Fittipaldi ancora a punti con la Minardi, quarta e ultima volta stagionale per la scuderia di Faenza.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 1993.

Al via Hill sopravanza il compagno di squadra, portandosi al comando della corsa; alle sue spalle, Senna, qualificatosi ottavo, rimonta velocemente, superando Schumacher e Brundle alla partenza, Patrese nel corso del primo passaggio, Alesi il giro dopo in seguito ad un gran duello ruota a ruota, e anche l'altro ferrarista Berger nel corso della terza tornata, portandosi così in terza posizione. Al sesto giro, Prost supera il compagno di squadra, portandosi in testa; il francese precede Hill, Senna e Schumacher.

Senna si avvicina a Hill ma non ci sono cambiamenti di posizione fino alla sosta per il cambio gomme, durante la quale Hill viene attardato da alcuni problemi, scivolando in quarta posizione. Senna comincia a recuperare su Prost e Schumacher a sua volta sul brasiliano; si prospetta un finale di gara interessante, ma Senna, secondo, si ritira per un problema all'alternatore a sette giri dalla fine; Prost non ha invece nessun problema e va a vincere davanti a Schumacher, Hill, Berger, Brundle e Wendlinger, a punti per la prima volta in questa stagione.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 1993.

Al via l'ordine rimane pressoché invariato, a parte il sorpasso di Schumacher su Alesi, con Hill che si porta al comando davanti a Prost, Brundle, Blundell, Senna, Schumacher e Alesi. Al 21º giro, Blundell ha un'incomprensione con il doppiato De Cesaris, finendo contro le barriere; non ci sono altri cambiamenti fino alla prima serie di cambi gomme, nella quale Prost sopravanza Hill, prendendo la testa della corsa. Più dietro, Brundle è pressato da Senna e Schumacher, che lo passano dopo la seconda serie di pit stop; più tardi, approfittando del doppiaggio di Warwick, il tedesco ha la meglio anche sul pilota della McLaren, portandosi al terzo posto. Prost vince quindi davanti a Hill (che gli arriva incollato al traguardo), Schumacher, Senna, Brundle e Andretti.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 1993.

Al via Hill parte meglio del compagno di squadra e si porta al comando; scatta ancora meglio Senna, che dal quarto posto sulla griglia di partenza balza in seconda posizione. Il brasiliano non è però in grado di resistere a lungo alla Williams di Prost, che lo sopravanza nel corso del settimo giro dopo una lotta durata due giri; poco più tardi anche Schumacher ha la meglio sul pilota della McLaren, sorpassandolo molto più in fretta rispetto al francese. Prost comincia a rimontare su Hill, ma i distacchi vengono neutralizzati quando la safety car entra in pista per un incidente di Badoer alla curva Woodcote. La corsa riprende e Hill mantiene la testa, spingendo forte e realizzando il giro più veloce ma nel corso del 41º passaggio, il motore della vettura di Hill si rompe e l'inglese deve ritirarsi; Prost passa così al comando davanti a Schumacher e Senna. L'ordine rimane invariato fino all'ultima tornata, quando Senna, come già accaduto due anni prima, rimane senza benzina a poche curve dalla fine e si ferma lungo il tracciato; il brasiliano viene comunque classificato quinto (in quanto primo dei doppiati), alle spalle di Prost, Schumacher, Patrese e Herbert e davanti a Warwick, che porta il primo punto della stagione alla Footwork.

Gran Premio di Germania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 1993.

Al via Prost viene sopravanzato da Hill, Schumacher e Senna dopo uno scatto poco brillante; alla prima staccata però il francese arriva appaiato al brasiliano; i due vengono a contatto, Senna va in testacoda e riparte per ultimo. La Ligier di Brundle tenta di attaccare il pilota della Williams alla seconda chicane, ma va in testacoda e taglia la variante; anche Prost taglia la chicane, per evitare l'incidente, e così pure fa Suzuki dietro di loro. Tutti e tre i piloti vengono penalizzati con uno stop-and-go; Prost criticherà questa decisione a fine gara. Prima di doversi fermare, il francese supera Schumacher e Hill, portandosi in testa alla gara dopo poche tornate; quando rientra è sesto, alle spalle anche di Blundell, Patrese e Brundle. Il francese recupera nuovamente fino alla seconda posizione, ma lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra è troppo grande per essere colmato. Nel frattempo, Senna ha rimontato fino alla quinta piazza. A una tornata e mezzo dal termine Hill si ritira per lo scoppio della gomma posteriore sinistra; Prost vince così davanti a Schumacher, Blundell, Senna, Patrese e Berger, autore di una gara d'attacco.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 1993.

Al via del giro di ricognizione la vettura di Prost rimane ferma sulla griglia e il francese è costretto a partire dall'ultima posizione. Alla partenza Schumacher nel tentativo di passare Hill va troppo all'esterno e viene superato da Senna, Berger e dal compagno di squadra Patrese. Hill quindi prende il comando della corsa davanti a Senna, Berger, Patrese, Schumacher e Alesi. L'inglese conquista subito un grande vantaggio sugli inseguitori, mentre Schumacher, tentando di recuperare, compie invece un testacoda al quarto giro che lo fa andare fuori pista e riparte decimo. Nel corso della diciottesima tornata Senna, ancora secondo, si ritira per un problema all'acceleratore; Schumacher, autore di una grande rimonta, si ritrova secondo dopo aver passato il compagno di squadra al 19º giro, ma si ritirerà 6 tornate più tardi a causa di un guasto al motore.

Prost nel frattempo, che aveva rimontato fino alla quarta posizione, al 21º giro deve tornare ai box per sostituire l'alettone posteriore, rientrando in pista con sette giri di ritardo. Hill comanda in solitario, Patrese amministra la seconda piazza, mentre Berger conquista il podio superando Warwick, Brundle e Martini che rimangono a lottare per il quarto posto; alla fine l'italiano esce di pista, mentre gli altri due concludono nell'ordine. Hill conquista così la prima vittoria in carriera davanti a Patrese, Berger, Warwick, Brundle e Wendlinger; per Patrese si tratta dell'ultimo podio in carriera, mentre per Warwick è l'ultimo arrivo in zona punti.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 1993.

Al via Prost mantiene la testa della corsa, mentre Senna compie un ottimo scatto e si porta in seconda posizione, sopravanzando Hill. Alle sue spalle, Schumacher ha dei problemi con il launch control della sua Benetton, così come il compagno di squadra Patrese; il tedesco però perde meno tempo dell'italiano e alla prima curva si trova decimo; nel corso del secondo giro Hill, sfruttando la cavalleria del V10 Renault, passa Senna alla salita verso il Radillon. Schumacher recupera fino alla quarta piazza e durante il primo cambio gomme passa Senna. Prost e Hill in testa fanno un po' di tira e molla, ma il francese durante il secondo cambio-gomme ha un contrattempo e viene passato dal compagno di squadra, rientrando in pista davanti a Schumacher, che lo passa due giri più tardi. Senna invece, 4°, arriva al traguardo staccato e solitario con una McLaren in preda a vibrazioni fastidiose. L'ordine rimane invariato e Hill ottiene la seconda vittoria consecutiva davanti a Schumacher, Prost, Senna, Herbert (che porta alla Lotus gli ultimi punti della sua storia) e Patrese; a quattro gare dalla conclusione del campionato, la Williams conquista matematicamente il titolo costruttori.

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 1993.

Al via Prost mantiene la testa della corsa; alle sue spalle parte bene Alesi che sopravanza Hill, il quale ingaggia un duello con Senna per la terza piazza; alla prima chicane la McLaren tocca la Williams e la macchina del brasiliano si alza da terra, ricadendo pesantemente; entrambi ripartono diverse posizioni più indietro. Nella seconda metà della griglia alcune vetture si scontrano tra loro; si ritirano Suzuki, Warwick, Barrichello, Apicella e Lehto, mentre Alliot e Fittipaldi devono tornare ai box per riparare le proprie vetture. Mentre Prost conduce la gara, al 2º giro alla Variante Ascari Schumacher passa Alesi e conquista la seconda piazza; Alesi perderà anche la terza posizione al 10º giro, quando Hill in rimonta (aveva già passato Brundle, Herbert e Berger) lo supera. La rimonta invece non riesce a Senna che al nono giro, nel tentativo di recuperare, finisce lungo per noie ai freni e tampona Brundle: ritiro per tutti e due.

Alla ventunesima tornata sulla Benetton di Schumacher si rompe il motore; Hill recupera lo svantaggio nei confronti del compagno di squadra, finendo per raggiungerlo nell'ultima fase di gara. A pochi chilometri dal termine Prost si ritira, tradito dal motore della sua Williams, e deve così rimandare la conquista matematica del titolo; Hill conquista così la terza vittoria consecutiva davanti ad Alesi e Andretti, per la prima volta sul podio nella sua ultima gara in Formula 1, prima di essere appiedato dalla McLaren. Gli altri piloti a punti sono Wendlinger, Patrese e Comas.

Gran Premio di Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Portogallo 1993.

Il venerdì Alain Prost annuncia il ritiro dalle corse a fine stagione. Sulla McLaren che fu di Andretti debutta il finlandese Mika Häkkinen, qualificandosi a sorpresa davanti al compagno Senna. Al giro di formazione la vettura di Hill non si avvia; il pilota inglese è costretto a schierarsi in ultima posizione. Al via Alesi azzarda una traiettoria esterna e prende il comando, seguito da Häkkinen, Senna, Prost (superato in partenza anche dal duo McLaren oltre che dal ferrarista), Schumacher e Berger. Senna sorpassa Häkkinen a metà del primo giro e si mette all'inseguimento di Alesi, ma al 19º giro si ritira con il motore rotto, dicendo addio alla seconda piazza; al 20º giro Alesi e Häkkinen vanno a cambiare le gomme, Schumacher invece si ferma più tardi, e sbuca davanti al duo dopo la sosta.

I piloti Williams invece sono gli ultimi a tornare ai box, con Hill in grande rimonta; Prost invece non riesce a rientrare davanti a Schumacher. Al termine della serie di pit stop Schumacher passa al comando davanti a Prost, Alesi, Häkkinen e Hill. Al 33º giro Häkkinen, in scia ad Alesi, si ritira per un incidente e tre tornate dopo toccherà a Berger, autore di una pericolosa carambola lungo il rettifilo. Schumacher, Prost e Hill non si fermeranno più ai box e il tedesco manterrà il comando fino alla fine (prima vittoria stagionale) nonostante gli attacchi di Prost, a cui basta il secondo posto per conquistare matematicamente il quarto titolo mondiale in carriera. Hill conclude terzo sopravanzando Alesi grazie alla seconda sosta ai box per cambiare le gomme del francese della Ferrari; la zona punti è chiusa da Wendlinger e Brundle.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 1993.

In Giappone debuttano Jean-Marc Gounon con la Minardi, Toshio Suzuki con la Larrousse ed Eddie Irvine con la Jordan, mentre la Lola Scuderia Italia si ritira dal campionato. Al via Senna prende la testa della corsa, davanti a Prost, Häkkinen, Berger, Irvine, Schumacher e Hill; questi ultimi hanno nel giro di qualche tornata la meglio sull'irlandese della Jordan; si mettono in coda a Berger e nel frattempo Hill al 10º giro passa Schumacher, che al 12º giro (a causa di un'improvvisa frenata a ruote bloccate dell'inglese chiuso dall'austriaco) arriva "lungo", tocca il posteriore della Williams e si ritira a causa di una sospensione rotta. Prost passa in testa ai pit stop, ma presto comincia a piovere e la pista si inumidisce; Senna, più a suo agio del rivale, riprende il comando passando Prost alla curva "cucchiaio", poco prima che entrambi si fermino ai box per montare le rain. Anche Hill si ferma, tra l'altro vittima anche di una foratura, ma i meccanici Williams compiono l'errore di rimandarlo in pista con altre slick.

Hill è costretto a rifermarsi ma poi comincia a rimontare, arrivando alla quarta posizione davanti a Irvine, che per stare incollato all'inglese riesce a sdoppiarsi da Senna che lo aveva appena passato: nel dopo-gara vi sarà un diverbio fra il brasiliano e il nordirlandese. Hill mantiene tuttavia il quarto posto, poi la pioggia cessa e i piloti rimontano gomme da asciutto ma Berger rimane attardato, visto che i meccanici Ferrari compiono l'errore di rimandarlo in pista con le rain. Senna, con una McLaren per la prima volta in stagione capace di sfidare le Williams in quanto a prestazioni assolute, gestisce la corsa restando in testa fino al termine, precedendo sul traguardo Prost, Häkkinen, Hill, Barrichello e Irvine, a punti al debutto grazie ad un sorpasso al 49º giro al veterano Warwick che nella circostanza finisce fuori e si ritira.

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 1993.

Per la prima volta la pole position non è di un pilota della Williams, ma di Ayrton Senna. La procedura di partenza deve essere ripetuta tre volte, perché nei primi due tentativi le vetture di Katayama e Irvine rimangono ferme sulla griglia. Al via Senna mantiene il comando davanti a Prost, Hill, Schumacher, Berger, Brundle, Häkkinen e Alesi. Häkkinen passa subito nelle fasi iniziali Brundle, che sarà sorpassato anche da Alesi. Berger accusa un problema ai freni e viene passato prima da Häkkinen al 13º giro e poi da Alesi al 19°, tornata in cui il motore Ford lascia a piedi Schumacher. Al 27º giro invece si ritira Häkkinen per un problema ad una ruota. Senna intanto controlla la gara, anche se in difficoltà col motore Ford che tende a spegnersi sotto i 7000 giri, e precede i due rivali della Williams fino alla conclusione.

Sul finire della gara Hill va in testacoda nel tentativo di superare Prost, ma finisce ugualmente terzo dietro al francese, dato il grande vantaggio sul quarto; chiudono la zona punti Alesi, Berger (che durante la gara ha accusato dei problemi ai freni, poi risolti) e Brundle. Vincendo per la quinta volta nella stagione, Senna conquista il secondo posto nel Mondiale ai danni di Hill; è l'ultima gara con la McLaren e l'ultima vittoria per il brasiliano in Formula 1, nel giorno dell'ultimo gran premio in carriera del suo grande rivale Alain Prost, che gli lascia per il 1994 la Williams (sulla quale Senna troverà la morte a Imola); i due si stringono la mano sul podio.

Classifica piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Francia Alain Prost 1 Rit 3 1 1 4 1 1 1 1 12 3 12 2 2 2 99
2 Brasile Ayrton Senna 2 1 1 Rit 2 1 18 * 4 5 * 4 Rit 4 Rit Rit 1 1 73
3 Regno Unito Damon Hill Rit 2 2 Rit Rit 2 3 2 Rit 15 * 1 1 1 3 4 3 69
4 Germania Michael Schumacher Rit 3 Rit 2 3 Rit 2 3 2 2 Rit 2 Rit 1 Rit Rit 52
5 Italia Riccardo Patrese Rit Rit 5 Rit 4 Rit Rit 10 3 5 2 6 5 16 * Rit 8 * 20
6 Francia Jean Alesi Rit 8 Rit Rit Rit 3 Rit Rit 9 7 Rit Rit 2 4 Rit 4 16
7 Regno Unito Martin Brundle Rit Rit Rit 3 Rit 6 5 5 14 * 8 5 7 Rit 6 9 * 6 13
8 Austria Gerhard Berger 6 * Rit Rit Rit 6 14 * 4 14 Rit 6 3 10 * Rit Rit Rit 5 12
9 Regno Unito Johnny Herbert Rit 4 4 8 * Rit Rit 10 Rit 4 10 Rit 5 Rit Rit 11 Rit 11
10 Regno Unito Mark Blundell 3 5 Rit Rit 7 Rit Rit Rit 7 3 7 11 * Rit Rit 7 9 10
11 Stati Uniti Michael Andretti Rit Rit Rit Rit 5 8 14 6 Rit Rit Rit 8 3 7
12 Austria Karl Wendlinger Rit Rit Rit Rit Rit 13 6 Rit Rit 9 6 Rit 4 5 Rit 15 * 7
13 Finlandia JJ Lehto 5 Rit Rit 4 * Rit Rit 7 Rit 8 Rit Rit 9 Rit 7 8 Rit 5
14 Brasile Christian Fittipaldi 4 Rit 7 Rit 8 5 9 8 12 * 11 Rit Rit 8 * 9 5
15 Finlandia Mika Häkkinen Rit 3 Rit 4
16 Regno Unito Derek Warwick 7 * 9 Rit Rit 13 Rit 16 13 6 17 4 Rit Rit 15 * 14 * 10 4
17 Francia Philippe Alliot Rit 7 Rit 5 Rit 12 Rit 9 11 12 8 12 9 10 2
18 Brasile Rubens Barrichello Rit Rit 10 * Rit 12 9 Rit 7 10 Rit Rit Rit Rit 13 5 11 2
19 Italia Fabrizio Barbazza Rit Rit 6 6 Rit 11 Rit Rit 2
20 Italia Alex Zanardi Rit 6 8 Rit 14 * 7 11 Rit Rit Rit Rit NP 1
21 Francia Érik Comas Rit 10 9 Rit 9 Rit 8 16 * Rit Rit Rit Rit 6 11 Rit 12 1
22 Regno Unito Eddie Irvine 6 Rit 1
- Italia Pierluigi Martini Rit 14 Rit Rit 7 * 8 10 Rit 0
- Giappone Aguri Suzuki Rit Rit Rit 9 10 Rit 13 12 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 0
- Italia Luca Badoer Rit 12 NQ 7 Rit NQ 15 Rit Rit Rit Rit 13 10 14 0
- Belgio Thierry Boutsen Rit Rit 11 Rit 12 11 Rit 13 9 Rit 0
- Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit Rit SQ 10 Rit 15 NC Rit 11 Rit 13 * 12 Rit 13 0
- Giappone Ukyo Katayama Rit Rit Rit Rit Rit Rit 17 Rit 13 Rit 10 15 14 Rit Rit Rit 0
- Italia Michele Alboreto Rit 11 11 NQ NQ Rit NQ NQ NQ 16 Rit 14 Rit Rit 0
- Portogallo Pedro Lamy 11 Rit 13 * Rit 0
- Giappone Toshio Suzuki 12 14 0
- Francia Jean-Marc Gounon Rit Rit 0
- Italia Ivan Capelli Rit NQ 0
- Italia Marco Apicella Rit 0
- Italia Emanuele Naspetti Rit 0
Pos. Pilota Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos Scuderia Punti
1 Williams - Renault 168
2 McLaren - Ford 84
3 Benetton - Ford 72
4 Ferrari 28
5 Ligier - Renault 23
6 Lotus - Ford 12
7 Sauber[2] 12
8 Minardi - Ford 7
9 Footwork - Mugen-Honda 4
10 Jordan - Hart 3
10 Larrousse - Lamborghini 3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Formula 1 - Test driver 1993. URL consultato il 18 agosto 2007.
  2. ^ a b Il motore della Sauber è un Ilmor rimarchiato Sauber.
  3. ^ a b c d Brazilian GP, 1993 Race Report - GP Encyclopedia - F1 History on Grandprix.com

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Formula 1 Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1