Luca Cordero di Montezemolo

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Luca Cordero di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo (Bologna, 31 agosto 1947) è un dirigente d'azienda italiano.

Presidente della Ferrari S.p.A. (dal 1991) di cui è stato anche Amministratore Delegato (fino a settembre 2006), presidente della FIAT S.p.A. (dal 2004), della Fiera Internazionale di Bologna, della Luiss (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali) e di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori); Consigliere di Amministrazione del quotidiano La Stampa, del Gruppo francese PPR SA (Pinault/Printemps Redoute), Tod's, Indesit Company, Campari, ex presidente della Maserati (dal 1997 al 2005). Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell'Assonime. È membro dell'International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale, con cui nel 2003 ha acquisito Poltrona Frau SpA, azienda di arredamento di cui è anche Consigliere di Amministrazione, e, nel 2004, Ballantyne, marchio internazionale di cashmere, cui si sono poi aggiunti i marchi Cappellini, Thonet e Gufram.

Ha ricoperto in passato gli incarichi di presidente della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) e degli Industriali della Provincia di Modena, consigliere di amministrazione di Unicredit Banca d'Impresa, TF1, amministratore delegato della RCS Video, della Cinzano International e della Itedi.

È stato presidente di Confindustria dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008.

È presidente di Telethon dal 20 Giugno 2009, anche la nomina del Consiglio di Amministrazione è del 7 luglio dello stesso anno.

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di Massimo Cordero dei marchesi di Montezemolo (1920-2009) e di Clotilde Neri (1922), nipote del neurologo Vincenzo Neri[1], Luca di Montezemolo appartiene ad un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia[2], della quale è altro illustre rappresentante il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

[modifica] Gli studi e la passione per lo sport

In età adolescenziale entra al Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia, senza però terminare il triennio, concluderà gli studi al liceo Istituto Massimiliano Massimo di Roma. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971, e successivamente frequenta alcune classi in Diritto Internazionale alla Columbia University di New York. Stando all'ufficio del Registrar della Columbia University e contrariamente a quanto erroneamente diffuso sul web, non fu mai iscritto all'università, né, di conseguenza, ha conseguito un Master presso la Columbia University Law School. Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.

In coppia con l'amico Cristiano Rattazzi, corre diverse gare sui circuiti italiani a bordo di una Fiat 500 Giannini color corallo. Inoltre vien registrata una sua partecipazione alla Marathon de la Route al Nürburgring nell'agosto del 1969, a bordo di una FIAT 125 S di serie. L'avventura nei rally internazionali lo vede a fianco di Pino Ceccato, oltre del già citato Cristiano Rattazzi, alla guida di FIAT 124 S e 125 S; messosi in luce, fu chiamato da Cesare Fiorio per correre con la Lancia ufficiale in coppia con Daniele Audetto. Il primo rally corso dai due è il Rally d'Italia a Sanremo a bordo di una Fulvia 1600 HF; seguirono quello dell'isola d'Elba, quello dei 999 minuti e il Rally del Medio Adriatico.

[modifica] La prima esperienza in Ferrari

Il rapporto con Enzo Ferrari iniziò allorché, ospite in una trasmissione radiofonica, il giovane Luca difese un duro attacco, volto al "Drake", da parte di un radioascoltatore sui rischi, a sua detta inutili, di uno sport quale l'automobilismo.

Nel 1973 entra in Ferrari come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra Corse. Sotto la sua gestione la Ferrari torna a dominare le gare di Formula 1 vincendo il campionato mondiale costruttori per tre anni di seguito, dal 1975 al 1977, e due campionati mondiali piloti con Niki Lauda negli anni 1975 e 1977, mancando di poco quello del 1976. Era da undici anni che la Ferrari non si aggiudicava questi trofei.

[modifica] Le esperienze internazionali

Lascia la Ferrari nel 1977 e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT. Ricoprirà questo incarico fino al 1981. In seguito grazie ad altre connessioni, viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.

Tra il 1984 e il 1986 a Ginevra tramite influenti amicizie diventa Amministratore Delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra Challenge. Grazie all'attività velistica Montezemolo ha il merito di rilanciare l'immagine della Cinzano, tuttavia questo merito è vanificato da una sbagliata scelta imprenditoriale del giovane Luca, infatti non viene prodotta abbastanza merce per soddisfare il consistente aumento della domanda, per questo la Cinzano beneficerà solo marginalmente della grande popolarità ottenuta.[3] A proposito del passaggio alla Cinzano, Cesare Romiti dichiererà al giornale La Repubblica nel 1985 "Abbiamo pescato, in Fiat, un paio di persone che pretendevano danaro per presentare qualcuno all'Avvocato. Uno dei due l’abbiamo mandato in galera, l'altro alla Cinzano" e Montezemolo ammise "È vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi".[4]. Per questa piccola tangente non verra' mai questionato.

[modifica] Italia '90

Tramite alte conoscenze e agganci politici dal 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di Direttore Generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio di Italia '90. Negli anni seguenti la sua gestione dell'organizzazione del mondiale è stata oggetto di innumerevoli discussioni e critiche. Gli appalti di Italia '90 sono stati definiti "un immondezzaio di sprechi e inefficienza". Incredibile ammanco di soldi fatti pagare ai contribuenti italiani, ignari dei conti fatti da Luca.[5][6] È lunga la lista delle opere inutili, volute da Luca e finanziate con denaro pubblico: stazioni ferroviarie, terminali di aeroporti abbandonati, stadi mal costruiti, alberghi finanziati e mai completati, sale stampa demolite dopo una sola partita. Tutti soldi finiti chissà dove e che Luca non ha mai restituito.[7] Per questa gestione Montezemolo aveva solo di poco schivato addebiti.[6] Molte le polemiche, tra spese pubbliche centuplicate e operai morti nei cantieri. Tra i molti sprechi: spese ingenti per opere mai iniziate o per opere iniziate e mai completate.[8] Nei cortei a Montezemolo venne gridato "assassino", addebitandogli la responsabilità degli operai morti nei cantieri.[8] La sua gestione di Italia '90 viene ricordata quando egli attacca la Casta politica e invoca tagli allo stato sociale. In questi anni Luca dirà che il problema è totalmente della classe politica, respingendo ogni responsabilità per tutti i soldi da lui usati inutilmente.[6]

Al termine dei Mondiali assume la carica di Vicepresidente esecutivo della Juventus, ma l'esperienza è fallimentare: nonostante venga speso molto denaro per una campagna acquisti faraonica (su tutti l'acquisto di Roberto Baggio), la squadra si classifica al 7° posto e resta esclusa dalle competizioni internazionali, fatto che non si verificava da 27 anni.

Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di Amministratore Delegato della RCS Video, sotto la sua gestione la RCS acquisisce il 3,6% della Carolco Pictures e in seguito aumenta fino al 12%.[9]

In seguito diventerà membro del Consiglio di Amministrazione di TF1, il più importante canale televisivo francese.

[modifica] Il ritorno alla Ferrari

Torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente, ruolo che ricopre tutt'ora, e di Amministratore Delegato (incarico che ricoprirà fino al 2006). Ingaggia Jean Todt e sotto la sua guida la Ferrari, dopo 22 anni, nel 2000 torna a vincere il Campionato di Formula 1 con Michael Schumacher. Il successo si ripete anche gli anni successivi: dal 2001 al 2004 la Ferrari conquista il titolo Piloti e Costruttori in Formula 1.

Oltre alle vittorie arrivano anche risultati importanti nella gestione imprenditoriale: l'azienda di Maranello raggiunge nel 2001 un fatturato superiore a un miliardo di euro.

Nel 2007 la società ha chiuso il 2007 con un fatturato di 1.668 milioni di euro, con una crescita del 15,3% rispetto all'anno precedente. Inoltre la Scuderia Ferrari ha conquistato, nel 2007, per la quindicesima volta il Titolo Mondiale Piloti e quello Costruttori di Formula 1.Nel 2008 vince per la sedicesima volta il Titolo Costruttori.

[modifica] Altre esperienze imprenditoriali

Tra il 1997 e il 2005 Luca Cordero di Montezemolo assume il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Maserati S.p.A; per sei anni, fino al giugno 2002, è Presidente degli Industriali della Provincia di Modena e a maggio del 2004 viene nominato Presidente del Gruppo Fiat. Con Diego della Valle dà vita al fondo finanziario imprenditoriale Charme, con il quale acquisisce Poltrona Frau e Cassina nel 2003 e Ballantyne nel 2004. Entra nel consiglio d'amministrazione di Tod's e fino a luglio 2004 è Presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali.

[modifica] L'uomo dell'anno

Nel 2001 il prestigioso mensile USA 'Automobile Magazine' consegna il premio 'Man of the Year 2001' al presidente della Ferrari. L'anno successivo sarà la volta della rivista inglese "Autocar": il settimanale automobilistico più antico al mondo nomina Montezemolo "Uomo dell'Anno". Sempre nel 2002 l'avvocato riceve un altro importante riconoscimento, il premio "Leonardo", creato nel 1993 dall'Istituto per il commercio estero e da Confindustria per premiare gli imprenditori e le aziende che, con i loro successi, contribuiscono ad affermare nel mondo l'immagine del Paese.

[modifica] Alla Presidenza di Confindustria

Il 25 maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria nomina, con il 98,5% dei voti, Montezemolo Presidente. L'avvocato guida per quattro anni, fino al 25 maggio 2008, l'associazione degli industriali cercando di promuovere il made in Italy nel mondo.

[modifica] I riconoscimenti

Cavaliere dell'Ordine al merito del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere dell'Ordine al merito del lavoro

Commendatore della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria

Commendatore della Legion d'onore


Nel luglio 2005 è stato insignito del titolo di Chevalier della Légion d'Honneur dal Presidente della Repubblica Francese. Nel dicembre del 2008 ha ricevuto dalle mani del Presidente francese Sarkozy l'onorificenza di Commandeur della Légion d'Honneur. È stato citato dal "Financial Times" tra i cinquanta migliori manager del mondo nel 2003, nel 2004 e nel 2005. Gli sono state conferite cinque lauree Honoris Causa: in Ingegneria Meccanica dall'Università degli Studi di Modena, in Gestione Integrata d'Impresa dalla Fondazione CUOA di Vicenza, in Ingegneria Gestionale dall'Università degli Studi di Genova, in Ingegneria del Design industriale dal Politecnico di Milano e, infine, in Fisica dei Materiali della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste.

[modifica] Altre note biografiche

Da anni si discute di un suo possibile ingresso in politica, tuttavia nel 2003 la sua elezione a presidente di Confindustria smentisce una possibile scesa in campo; al termine del mandato presidenziale si fanno sempre più insistenti le voci di un suo possibile ingresso in politica.

Dopo essere stato marito di Sandra Monteleoni, dalla quale ha avuto il figlio Matteo, è stato il compagno di Barbara Parodi Delfino e poi dell'attrice Edwige Fenech; attualmente è sposato con Ludovica Andreoni dalla quale ha avuto due figlie.

Nel gennaio 2005 Giovanni Paolo II riceve in Vaticano una delegazione di 95 persone tra piloti, meccanici, operai e dirigenti, capeggiata da Montezemolo. Nel dicembre 2005 Luca Cordero di Montezemolo incontra Benedetto XVI portando in dono un assegno di 950 mila euro ricavato dalla vendita della quattrocentesima "Enzo", appositamente costruita per essere bandita in un'asta di beneficenza. [10] [11]

[modifica] Note

  1. ^ Pianoro e i nobili Lambertini
  2. ^ http://armorial-register.com/arms-it/marquis-montezemolo-cordero-arms.html Notizie sulla famiglia Cordero di Montezemolo
  3. ^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
  4. ^ www.megachip.info. URL consultato il 2008-09-19.
  5. ^ Daniele Luttazzi Decameron puntata 3, Novembre 2007
  6. ^ a b c "In soccorso degli speculatori" da www.aginform.org. URL consultato il 2008-09-19.
  7. ^ "Quindici miliardi inutili: sparirà la stazione più assurda" da www.spreconi.it. URL consultato il 2008-09-19.
  8. ^ a b MONTEZEMOLO NON DA' IL BIS Repubblica — 04 ottobre 1991, pagina 17, sezione: AFFARI & FINANZA, di ANTONIO DIPOLLINA
  9. ^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 2008-09-19.
  10. ^ Il Papa incontra Montezemolo
  11. ^ Il Papa incontra Montezemolo

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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