Luca Cordero di Montezemolo

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Luca Cordero di Montezemolo

Luca Cordero di Montezemolo (Bologna, 31 agosto 1947) è un dirigente d'azienda e politico italiano.

Presidente della Ferrari S.p.A. dal 1991 al 2014 di cui è stato anche amministratore delegato (fino a settembre 2006), fondatore della società Nuovo Trasporto Viaggiatori e, dall'ottobre 2012, vicepresidente della Unicredit. È stato presidente di Confindustria dal 25 maggio 2004 al 13 marzo del 2008. Svolge, e ha svolto, altri ruoli principali in grandi società italiane ed estere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primogenito dei tre figli di Massimo Cordero (Rosignano Marittimo, 23 dicembre 1920 - Roma, 14 maggio 2009) e di Clotilde Neri (Bologna, 26 agosto 1922),[1] Luca di Montezemolo appartiene a un'antica famiglia piemontese per generazioni al servizio di Casa Savoia,[2] della quale sono rappresentanti il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, vittima alle Fosse Ardeatine e il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, figlio del precedente.

Gli studi e le attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

In età adolescenziale entra al Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia, senza però terminare il triennio, concludendo invece gli studi al liceo Istituto Massimiliano Massimo di Roma. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli studi di Roma "La Sapienza" nel 1971 e successivamente frequenta alcuni corsi di Diritto Internazionale alla Columbia University di New York.

Inizia la sua carriera lavorando presso lo studio legale Chiomenti di Roma e lo studio Bergreen & Bergreen di New York.

In coppia con l'amico Cristiano Rattazzi, corre diverse gare sui circuiti italiani a bordo di una Fiat 500 Giannini. Inoltre viene registrata una sua partecipazione alla Marathon de la Route al Nürburgring nell'agosto del 1969, a bordo di una FIAT 125 S di serie. L'avventura nei rally internazionali lo vede a fianco di Pino Ceccato, oltre che del già citato Cristiano Rattazzi, alla guida di FIAT 124 S e 125 S; viene chiamato da Cesare Fiorio per correre con la Lancia ufficiale, in coppia con Daniele Audetto. Il primo rally corso dai due è il Rally d'Italia del 1971, a bordo di una Fulvia 1600 HF; seguono quello dell'isola d'Elba, quello dei 999 minuti e il Rally del Medio Adriatico.

La prima esperienza in Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 entra in Ferrari come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della Squadra Corse. Sotto la sua gestione la Ferrari vince il Campionato mondiale costruttori di Formula 1 per tre anni di seguito, dal 1975 al 1977, e due campionati mondiali piloti con Niki Lauda nel 1975 e 1977.

Le esperienze internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lascia la Ferrari nel 1977 e diventa responsabile delle relazioni esterne alla FIAT e presidente della Sisport FIAT[3]. Ricoprirà questo incarico fino al 1981. In seguito, viene nominato Amministratore Delegato della Itedi, holding che controlla il quotidiano La Stampa e le altre attività del Gruppo FIAT nel settore editoriale.

Tra il 1984 e il 1986 è Amministratore Delegato della Cinzano International, società dell'Istituto Finanziario Industriale (IFI), ed è il responsabile dell'organizzazione della partecipazione all'America's Cup di vela con l'imbarcazione Azzurra.

Italia '90[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1986 al 1990 Montezemolo assume l'incarico di direttore generale del comitato organizzatore della Coppa del Mondo di Calcio Italia '90. Al termine dei Mondiali, assume la carica di vicepresidente esecutivo della Juventus. Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di amministratore delegato della RCS Video. Sotto la sua gestione la RCS acquisisce quote della Carolco Pictures[4]. In seguito Montezemolo diventerà membro del Consiglio di Amministrazione di TF1, canale televisivo francese.

Il ritorno alla Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Montezemolo durante la visita a Torino di Giorgio Napolitano, nella sede de La Stampa, con John Elkann e il direttore Giulio Anselmi, 25 ottobre 2006

Torna alla Ferrari nel 1991 in qualità di Presidente (ruolo che ricoprirà fino al 2014) e di Amministratore Delegato (incarico che ricoprirà fino al 2006). Ingaggia Jean Todt e, sotto la guida del francese, la Ferrari, dopo 21 anni, nel 2000 torna a vincere il Campionato di Formula 1 con Michael Schumacher. Il successo si ripete anche negli anni successivi: dal 2001 al 2004 la Ferrari conquista il titolo Piloti e Costruttori in Formula 1. Nel 2007 la Scuderia Ferrari conquista, per la quindicesima volta, il Titolo Mondiale Piloti e quello Costruttori di Formula 1, nel 2008 vince per la sedicesima volta il Titolo Costruttori.

Il 13 ottobre 2014 ha lasciato la Presidenza della Ferrari a conclusione del festeggiamento dei 60 anni di Ferrari in America.[5] La presidenza è stata assunta dall'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne.

Altre note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Da anni si discute di un suo possibile ingresso in politica. Tuttavia nel 2003 la sua elezione a presidente di Confindustria smentisce una possibile discesa in campo; al termine del mandato presidenziale, si fanno sempre più insistenti le voci di un suo possibile ingresso in politica.

Dopo essere stato marito di Sandra Monteleoni (matrimonio dichiarato nullo), dalla quale ha avuto il figlio Matteo nato il 7 aprile 1977, è stato il compagno di Barbara Parodi Delfino, dalla quale ha avuto la figlia Clementina, nata il 5 marzo 1981, e poi dell'attrice Edwige Fenech; è sposato dal 7 luglio 2000 con Ludovica Andreoni, dalla quale ha avuto tre figli: Guia, nata il 23 aprile 2001, Maria, nata il 30 gennaio 2003, e Lupo, nato a Roma il 29 luglio 2010[6].

Nell'anno 2009 è stato il quarto manager italiano per stipendio.[7] Nel 2012, con 5.534.000 €, è il terzo manager più pagato.[8]

Attività professionali[modifica | modifica wikitesto]

Montezemolo nel 2007

Fa parte del Consiglio Direttivo e della Giunta dell'Assonime. È membro dell'International Advisory Board di Citi Inc.. Ha fondato Charme, fondo finanziario imprenditoriale, con cui nel 2003 ha acquisito Poltrona Frau SpA, azienda di arredamento di cui è anche consigliere di amministrazione, e, nel 2004, Ballantyne, marchio internazionale di cashmere, cui si sono poi aggiunti i marchi Cappellini, Thonet e Gufram.

Altre esperienze imprenditoriali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1993 al 2005 è vice presidente onorario del Bologna calcio. Tra il 1997 e il 2005 Luca Cordero di Montezemolo assume anche il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di Maserati S.p.A; per sei anni, fino al giugno 2002, è Presidente degli Industriali della Provincia di Modena e a maggio del 2004 viene nominato Presidente del Gruppo Fiat. Con Diego Della Valle dà vita al fondo finanziario imprenditoriale Charme, con il quale acquisisce Poltrona Frau e Cassina nel 2003 e Ballantyne nel 2004. Entra nel consiglio d'amministrazione di Tod's e fino a luglio 2004 è Presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali. Nel maggio del 2004 l'Assemblea di Confindustria lo nomina Presidente. Guida per quattro anni, fino al 2008, l'associazione degli industriali. Il 21 febbraio 2011 ha rifiutato la presidenza del comitato per Roma olimpica.[12]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Dal dicembre 2012 con il suo movimento politico, Italia Futura, entra a far parte della coalizione politica centrista Con Monti per l'Italia. Tale coalizione ha come leader nonché "candidato premier" Mario Monti.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 maggio 2012 Montezemolo è stato condannato dal Tribunale di Napoli a un anno di reclusione (con pena sospesa) per abuso edilizio commesso presso la propria villa ad Anacapri. Nell'ambito dello stesso processo è stato assolto dall'accusa di falso ideologico.[13][14]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»
— 2 giugno 1988[15]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«È presidente e amministratore delegato delle società Ferrari e Maserati, gruppo automobilistico con circa 2300 dipendenti e un fatturato che nel 1997 ha superato i mille miliardi, di cui oltre 700 dall'export. Entrato nell'azienda di Modena nel 1973 come assistente di Enzo Ferrari, diventa direttore della gestione sportiva che sotto la sua guida si aggiudicava due titoli mondiali. Dopo una parentesi nel gruppo Fiat, nella multinazionale Cinzano e alla direzione della organizzazione del Campionato del Mondo di calcio 1990, rientrava nel 1991 in Ferrari. In questi anni l'azienda ha completamente rinnovato la gamma dei modelli apprezzati in tutto il mondo ed è tornata ai massimi vertici della Formula Uno.»
— 1998[16]
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 22 ottobre 2002[17]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
— 14 luglio 2005
Ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'Onore
Commendatore della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion d'onore
— dicembre 2008

Il 14 luglio 2005 è stato nominato chevalier della Légion d'Honneur, su proposta del Presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac. In seguito, è stato promosso officier e, nel dicembre del 2008, commandeur, delle cui insegne (la cravate) è stato insignito direttamente dal Presidente francese Nicolas Sarkozy in una cerimonia all'Eliseo a Parigi. È stato citato dal "Financial Times" tra i cinquanta migliori manager del mondo nel 2003, nel 2004 e nel 2005. Gli sono state conferite quattro lauree honoris causa: in Ingegneria Meccanica dall'Università degli Studi di Modena, in Gestione Integrata d'Impresa dalla Fondazione CUOA di Vicenza, in Ingegneria Gestionale dall'Università degli Studi di Genova, in Ingegneria del Design industriale dal Politecnico di Milano. Gli è stato conferito, inoltre, un dottorato honoris causa in Fisica dei Materiali della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste.[18]

Nel 2001 il mensile statunitense 'Automobile Magazine' consegna il premio 'Man of the Year 2001' al presidente della Ferrari. L'anno successivo la rivista inglese "Autocar" lo nomina "Uomo dell'Anno". Sempre nel 2002, riceve il premio "Leonardo" dall'Istituto per il commercio estero e da Confindustria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 1 pag. 1528 e Pianoro e i nobili Lambertini
  2. ^ http://armorial-register.com/arms-it/marquis-montezemolo-cordero-arms.html Notizie sulla famiglia Cordero di Montezemolo
  3. ^ Luca Cordero di Montezemolo, Prefazione, in S. Savella, Soffri ma sogni. Le disfide di Pietro Mennea da Barletta, Stilo, Bari 2013, pp. 9-11.
  4. ^ Info sul sito di "Repubblica". URL consultato il 19 settembre 2008.
  5. ^ Montezemolo lascia Ferrari, AD di Fiat Sergio Marchionne nuovo Presidente. URL consultato il 10 settembre 2014.
  6. ^ Andrea Borella "Annuario della Nobiltà Italiana" Edizione XXXI Teglio (SO) 2010 S.A.G.I. Casa Editrice vol. 1 pag. 1528
  7. ^ Stipendi d'oro, mappa dei manager più pagati del 2009 su /finanza.it.msn.com
  8. ^ I dieci manager Italiani più pagati del 2012
  9. ^ Nasce Italia Futura "pensatoio" di Montezemolo
  10. ^ La politica può attendere, Luca di Montezemolo prima farà il banchiere - Il Fatto Quotidiano
  11. ^ Montezemolo "scende" da Italo e dice: 'Non mi candido a niente'. Lascia anche il vice Cannatelli - Virgilio, 24 ottobre 2012
  12. ^ Montezemolo: "No alla presidenza" Pescante: "Accetto con entusiasmo" - Roma - Repubblica.it
  13. ^ Abusi edilizi a Capri, un anno di condanna per Montezemolo
  14. ^ Un anno di reclusione per il presidente della Ferrari con pena sospesa
  15. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  16. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  17. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  18. ^ Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - notizie dalla Giunta

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente di Confindustria Successore
Antonio D'Amato 2004 - 2008 Emma Marcegaglia

Controllo di autorità VIAF: 48579242 LCCN: n2001110420 SBN: IT\ICCU\UBOV\497940