Alex Zanardi

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Alex Zanardi
Alessandro Zanardi 2007 Curitiba.jpg
Zanardi nel 2007
Dati biografici
Nome Alessandro Zanardi
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Automobilismo
Dati agonistici
Categoria Formula 1, CART, WTCC, Campionato italiano superturismo
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1991-1994, 1999
Scuderie Jordan, Minardi, Lotus, Williams
Miglior risultato finale 19° (1999)
GP disputati 44 (41 partenze)
Punti ottenuti 1
Paraciclismo Cycling (road) pictogram (Paralympics).svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Palmarès
 Giochi paralimpici
Oro Londra 2012 Cronometro
Oro Londra 2012 Strada
Argento Londra 2012 Staffetta
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali su strada
Oro Baie-Comeau 2013 Cronometro
Oro Baie-Comeau 2013 Strada
Oro Baie-Comeau 2013 Staffetta
Argento Roskilde 2011 Cronometro
 

Alessandro "Alex" Zanardi (Bologna, 23 ottobre 1966) è un pilota automobilistico, ciclista su strada e conduttore televisivo italiano.

Nell'automobilismo si è laureato campione CART nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato due medaglie d'oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012, e tre titoli ai campionati mondiali di Baie-Comeau 2013.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Esordi[modifica | modifica sorgente]

Gli anni nei kart[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Anna e Dino Zanardi, Alex è nato il 23 ottobre 1966 a Bologna. Cresciuto a Castel Maggiore sviluppò fin da bambino la passione per i motori. La famiglia, però, inizialmente si oppose soprattutto a causa della morte della sorella maggiore Cristina in un incidente stradale nel 1979.[1] A quattordici anni costruì il suo primo kart, ma potendo contare solamente sull'assistenza del padre e su un mezzo scarsamente competitivo i risultati tardarono ad arrivare.[1] Il suo debutto avvenne a Vado in una gara sponsorizzata dalla Pubblica assistenza. Nel 1982 si iscrisse al campionato nazionale, categoria 100cc, e a fine anno concluse terzo in classifica generale. Negli anni seguenti prese parte a diversi eventi sia a livello nazionale che internazionale affinando il suo stile di guida.[1]

Nel 1985 riuscì a conquistare il titolo italiano e ad imporsi al Gran Premio di Hong Kong, risultato che ripeté nel 1988. Si affermò inoltre come campione europeo nella categoria 135cc. Proprio in quell'anno fu protagonista di un episodio singolare in una gara a Göteborg: protagonista di un lungo duello con Massimiliano Orsini all'ultimo giro venne speronato da quest'ultimo, causandone il ritiro.[1] Nel tentativo di portare comunque al termine la gara decise di spingere il kart fino al traguardo, ma venne fermato dal padre di Orsini.[1] Questo episodio permise a Michael Schumacher, fino a quel momento in terza posizione, di laurearsi campione europeo nella categoria 100cc.

Le formule minori[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 esordì nella F3 italiana, con una Dallara-Alfa Romeo del team di Coperchini. Durante questa stagione ebbe, però, alcune difficoltà ad adattarsi al nuovo tipo di vetture e non andò oltre un quinto posto.[1] L'anno seguente con una Ralt-Toyota ottenne le prime soddisfazioni, come la pole position nella gara inaugurale di Vallelunga, conclusa poi al secondo posto, ma per via delle fragilità del motore nipponico e anche a causa del passaggio da parte della scuderia ad una benzina senza piombo[1] per la prima vittoria dovette attendere il 1990. Lo stesso anno conobbe anche la futura moglie Daniela che in breve tempo sarebbe divenuta la sua compagna di vita.[1] Con il passaggio al team RC Motorsport riuscì ad imporsi in due appuntamenti e sfiorò il titolo italiano, giungendo secondo a tre punti da Roberto Colciago. Partì inoltre in pole position al Gran Premio di Monaco di Formula 3 e vinse la Coppa Europa in prova unica a Le Mans (dopo la squalifica di Schumacher).

Nel 1991 decise quindi di passare in Formula 3000, categoria nel quale aveva già debuttato a fine 1989 in una gara, guidando per il team "Il Barone Rampante", al volante di una Reynard. Nonostante diversi interrogativi antecedenti l'inizio della stagione, che in particolare riguardavano il fatto che pilota e scuderia fossero praticamente esordienti,[1] vinse la gara d'esordio a Vallelunga, ripetendosi un paio di mesi dopo al Mugello. Nonostante le otto partenze in prima fila su dieci gare (tra cui le pole position di Pau, Mugello, Pergusa e Brands Hatch) non riuscì a conquistare il titolo, che andò a Christian Fittipaldi, in particolare a causa di problemi di affidabilità che colpirono Zanardi durante la stagione.[1] Venne comunque premiato da Autosprint alla cerimonia dei "Caschi d'oro" come miglior pilota italiano dell'anno ed ebbe modo di testare per la prima volta una vettura di Formula 1, guidando una Footwork Arrows.[1]

Il debutto in Formula 1 (1991-1992)[modifica | modifica sorgente]

1991

Lo stesso anno Eddie Jordan, manager dell'omonima squadra di Formula 1, decise di sostituire Roberto Moreno, che non rientrava nei piani della scuderia,[1] con Zanardi per le ultime tre gare stagionali. Ottenne, dunque, un nono posto all'esordio al Gran Premio di Spagna. Dopo un ritiro per la rottura del cambio a Suzuka mentre si trovava in ottava posizione, replicò il risultato della gara d'esordio in Australia in una corsa interrotta dopo pochi giri a causa della pioggia.

1992

Nonostante i buoni risultati ottenuti e il desiderio da parte di Eddie Jordan di confermarlo per la stagione successiva, il team irlandese versava in una situazione finanziaria precaria e necessitava di ingenti sponsor di cui il pilota italiano non disponeva.[1] Fu quindi costretto a cercare un'altra scuderia e firmò un contratto con Ken Tyrrell per correre la prima gara stagionale con la sua squadra, ma il maggior introito economico garantito da Andrea De Cesaris fece sì che il bolognese si ritrovasse senza un volante.[1] Flavio Briatore decise, però, di assumerlo come collaudatore e terza guida per la Benetton, affidandogli il compito di svolgere test sul sistema di sospensioni attive che il team stava sviluppando.[1]

A metà stagione, poi, Giancarlo Minardi gli diede l'occasione di disputare tre corse in sostituzione di Christian Fittipaldi, infortunatosi durante le prove del Gran Premio di Francia. La scarsa confidenza con la monoposto della Minardi e la mancanza assoluta di test, però, non favorirono il pilota bolognese nell'ottenere buoni risultati;[1] dopo aver mancato la qualificazione in Gran Bretagna, in Germania fu costretto al ritiro nel corso del primo giro per la rottura del cambio. L'ultima gara stagionale fu, per lui, il Gran Premio d'Ungheria, in cui mancò nuovamente la qualificazione, dopodiché ritorno alla Benetton per proseguire i test.

Gli anni alla Lotus (1993-1994)[modifica | modifica sorgente]

1993
Zanardi alla Lotus, qui costretto al ritiro nel Gran Premio di Gran Bretagna 1993.

L'anno seguente venne ingaggiato dalla Lotus come seconda guida dopo Johnny Herbert dopo che in una simulazione di gara a Le Castellet aveva realizzato tempi più veloci di Michael Schumacher, attirando le attenzioni del team inglese.[1] Zanardi ottenne poi il primo punto mondiale piazzandosi in sesta posizione al Gran Premio del Brasile, in cui era pure rimasto vittima di un infortunio durante la corsa, guidando per gli ultimi venti giri con una mano sola.[1] A Imola si rese, invece, protagonista di una lunga rimonta fino al quinto posto, ma durante un duello con JJ Lehto per la quarta posizione, ingannato da una frenata anticipata del rivale finlandese,[1] andò in testacoda perdendo la possibilità di ottenere un buon piazzamento. Seguirono un altro ritiro in Spagna, mentre occupava la sesta posizione, e un settimo posto a Monaco. A questo punto della stagione, però, la Lotus decise di evolvere ulteriormente il suo sistema di sospensioni attive, ma questo causò frequenti problemi di affidabilità, tanto che il pilota bolognese venne spesso costretto al ritiro.[1]

A un incidente fuori dai circuiti, in cui venne investito mentre si trovava in bicicletta a Bologna, se ne sommò un altro durante le prove del Gran Premio del Belgio. Un guasto alle sospensioni fece sì che il pilota si schiantasse a oltre 240 km orari contro le barriere del Raidillon, costringendolo a concludere anticipatamente la stagione. Per la notevole forza che si scaricò sulla sua schiena Zanardi divenne immediatamente più alto di tre centimetri.[2] Uscì comunque dall'incidente senza gravi lesioni, nonostante avesse perso conoscenza durante lo scontro.[1] Nonostante poi si fosse ripreso abbastanza in fretta dall'urto, la Lotus decise di sostituirlo con Pedro Lamy in virtù, soprattutto, della dote finanziaria portata dal portoghese, ritrovandosi quindi senza un volante per la stagione successiva.[1]

1994

Perso il posto nel 1994 a vantaggio di Lamy, ma mantenne comunque il posto da collaudatore nel team inglese. Il portoghese fu, però, vittima di un incidente durante una sessione di test a Silverstone in cui si ruppe entrambe le gambe. Promosso nuovamente a pilota titolare si ritrovò, però, ad utilizzare una monoposto lenta e non aggiornata, oltre che scarsamende affidabile. Tutto ciò impedì nel corso della stagione a Zanardi di collezionare punti iridati. Inoltre la crisi economica della Lotus spinse il team a rimpiazzarlo in alcune gare con il belga Philippe Adams, dotato di una dote di sponsor abbastanza ingente.[1] Ciò non fu comunque sufficiente per le casse della scuderia che, a fine anno, abbandonò la Formula 1, lasciando Zanardi senza un volante.

L'approdo nella CART[modifica | modifica sorgente]

Zanardi in gara nella CART a Vancouver

Rimasto senza un contratto per il 1995, Zanardi non prese parte ad alcun evento sportivo, se si eccettua la partecipazione alla Porsche Supercup ad Imola. Rick Gorne, direttore commerciale della Reynard, che conosceva il pilota bolognese già dai tempi in cui correva in Formula 3000 decise, però, di contattarlo al fine di farlo esordire nella Champ Car, ma i suoi tentativi furono infruttuosi.[1] Entro la fine della stagione disputò poi due ulteriori corse nella categoria GT3 ottenendo discreti risultati.[1] Chip Ganassi era, però, alla ricerca di un secondo pilota da affiancare a Jimmy Vasser per la stagione 1996 di Champ Car e Gorne decise di portare nuovamente Zanardi negli Stati Uniti per una sessione di test, ottenendo buoni parziali.[1]

Nell'ottobre del 1995 firmò quindi il contratto con Ganassi valido per i tre anni seguenti. Zanardi si ambientò velocemente alla serie ottenendo la pole position alla seconda gara e tre vittorie nella seconda parte della stagione che gli assicurarono il terzo posto nel campionato. Inoltre vinse il titolo di Rookie of the Year anche grazie alla vittoria a Laguna Seca dove sorpassò in modo spettacolare alla curva Cavatappi (o Corkscrew), durante l'ultimo giro, il più esperto Bryan Herta, che fino a quel momento era rimasto in testa.[1] Durante questa esperienza, poi, il suo ingegnere di pista Morris Nunn lo aveva soprannominato Pineapple, per la sua insistenza nell'analizzare l'assetto dell'auto per cercare correzioni di comportamento del mezzo.[1] Nel 1997 e nel 1998 conquistò due volte il titolo dominando le stagioni e divenendo un idolo delle folle d'Oltreoceano grazie alle sue vittorie spettacolari ed alle sue esultanze dopo ogni successo, i "Donuts".

Ritorno in Formula 1 (1999)[modifica | modifica sorgente]

Alex Zanardi a Laguna Seca nel 1998

Nel luglio del 1998 Zanardi prese poi contatti con Frank Williams per partecipare al Campionato mondiale di Formula 1 1999, dopo che il suo nome era stato avvicinato anche alla Ferrari.[1] L'italiano firmò dunque un contratto triennale con il team inglese.[1] Durante i test, però, mostrò difficoltà sul giro singolo, mentre il suo passo gara era discreto.[1] Inoltre il pilota doveva adattarsi alle nuove vetture, completamente differenti sia da quelle a cui era abituato negli Stati Uniti che a quelle con cui aveva corso negli anni precedenti.[1]

Già dalla prima gara stagionale Ralf Schumacher, suo compagno di squadra, ottenne prestazioni migliori e giunse a podio, mentre l'italiano venne costretto al ritiro. Nonostante il sostegno da parte del suo team in questa fase iniziale del campionato le pressioni su di lui aumentarono via via, a fronte anche di risultati non eccellenti.[1] In Brasile, poi, ricevette pure una multa di cinquemila dollari per aver superato il limite di velocità nella corsia dei box.[1] Ad Imola, invece, sembrò poter conquistare il primo punto, ma scivolò sull'olio lasciato dal motore della vettura di Herbert, ritirandosi mentre occupava la sesta posizione. Il prosieguo della stagione, però, fu deludente e raramente Zanardi riuscì anche a concludere le gare, venendo spesso costretto al ritiro o a posizioni di rincalzo. Durante l'estate, poi, venne resa nota l'intesa tra Williams e BMW per la fornitura dei motori a partire dal 2000 e si diffuse la voce che il pilota italiano a fine stagione avrebbe abbandonato la scuderia.[1]

Zanardi in F1 durante il Gran Premio del Canada 1999

Nonostante ciò in Belgio ripeté il suo miglior risultato in qualifica dell'anno e sembrava avviarsi verso la conquista dei primi punti stagionali quando, negli ultimi giri, a causa di un errato calcolo della quantità di benzina da immettere nel pit stop, fu costretto a rallentare perdendo diverse posizioni.[1] A Monza ottenne la sua miglior qualifica in carriera piazzandosi quarto, ma la rottura del fondo piatto al terzo giro, mentre occupava la terza posizione, non gli permise di mantenere tempi sul giro veloci e terminò la gara settimo.[1] Ormai demoralizzato[1] Zanardi non ottenne più alcun risultato di rilievo terminando la stagione a zero punti. Pilota e squadra rescissero quindi il contratto, pare per circa quattro milioni di dollari,[1] e l'italiano si ritrovò senza un volante per l'anno seguente.

Il ritorno nella CART e il grave incidente[modifica | modifica sorgente]

Uscito demotivato dall'esperienza in Formula 1 Zanardi si allontanò momentaneamente dal mondo dell'automobilismo.[1] Nel luglio del 2000 tornò, però, negli Stati Uniti per sostenere dei test con il team di Mo Nunn, suo ingegnere all'epoca dei titoli conquistati in Champ Car e ora proprietario di una scuderia,[1] che lo ingaggiò per la stagione 2001. Lo stesso anno prese parte al Rally di Monza, unica competizione a cui partecipò durante l'anno.[1]

Fin dall'inizio del campionato, però, si evidenziarono diversi problemi, tra cui le difficoltà di Zanardi a trovare un buon assetto per le qualifiche e l'inesperienza del team.[1] Inoltre errori di strategia della squadra o inconvenienti tecnici gli impedirono più volte di salire sul podio,[1] tanto che il suo miglior risultato fu un quarto posto a Toronto. La squadra, però, stava acquisendo fiducia a causa dei progressi della monoposto e Zanardi si presentò all'appuntamento europeo del Lausitzring motivato.[1] Le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato.[3] Nonostante partisse ventiduesimo riuscì a recuperare posizione su posizione, portandosi al primo posto. A tredici giri dalla fine, dopo aver compiuto la sua ultima sosta, uscendo dai box, dopo aver tolto il limitatore di giri, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita)[4] che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungeva ad alta velocità Alex Tagliani. L'impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all'altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda.

Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l'istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori, il destro al di sotto del ginocchio, il sinistro poco sotto,[5] e il pilota rischiò di morire dissanguato.[1] Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della CART, "tappò" le arterie femorali del pilota per tentare in qualche modo di fermare la massiccia emorragia. Dopo aver ricevuto l'estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica,[1] venne caricato sull'elicottero e condotto all'ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa tre giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio sinistro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi poté lasciare l'ospedale per cominciare il processo di riabilitazione.[1]

Il recupero e il rientro alle corse[modifica | modifica sorgente]

Alex Zanardi in una prova del WTCC 2008 a Brands Hatch

Nel giro di diversi mesi riuscì nuovamente a camminare e, nel dicembre dello stesso anno, si presentò alla premiazione dei Caschi d'oro promossa dalla rivista Autosprint, in cui si alzò in piedi dalla sedia a rotelle, suscitando una grande emozione tra i presenti.[1] Zanardi decise poi di riavvicinarsi al mondo delle corse. Scherzando sulla sua menomazione ha affermato che, se si dovesse rompere di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimetterlo in piedi, e che ora non rischia più di buscarsi un raffreddore camminando scalzo.[6]

Nel 2002 la CART diede al pilota la possibilità di far partire una gara della stagione a Toronto, Canada e nel 2003 Zanardi tornò nel circuito tedesco nel quale due anni prima fu vittima del terribile incidente, per ripercorrere simbolicamente i restanti 13 giri della gara del 2001 a bordo di una vettura appositamente modificata. I tempi registrati sul giro furono velocissimi e gli avrebbero permesso di partire dalla quinta posizione se il pilota fosse stato iscritto al campionato.

Grazie anche a questo fatto Zanardi tornò a correre e nel 2005 tornò alla vittoria aggiudicandosi a bordo di una BMW 320si WTCC del team Italy-Spain la seconda gara del Gran Premio di Germania il 28 agosto a Oschersleben, gara valida per il Mondiale Turismo, meglio conosciuto come WTCC. Il bolognese, sempre nello stesso anno, riuscì a conquistare il Campionato Italiano Superturismo. Nell'ottobre 2005 vinse la prima manche del Campionato Europeo Superturismo a Vallelunga, ma nella seconda corsa gli svedesi Bjork e Goransson dilagarono impedendogli di vincere il titolo. Nel 2006 partecipa ancora con la BMW al Campionato Italiano Superturismo e al WTCC, nel quale conquista la seconda vittoria in campo internazionale dall'incidente del Lausitzring nella gara 1 della tappa turca del WTCC a Istanbul. Nel 2009 si impone in gara-1 a Brno.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Jordan 191 9 Rit 9 0
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Minardi M192 NQ Rit NQ 0
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus 107B Rit 6 8 Rit 14 7 11 Rit Rit Rit Rit NP 1 20º
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus 107C/109 9 15 Rit Rit Rit 13 Rit 16 13 Rit 0
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Williams FW21 Rit Rit 11 8 Rit Rit Rit 11 Rit Rit Rit 8 7 Rit 10 Rit 0 19º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Paraciclismo[modifica | modifica sorgente]

Apprezzato sia come atleta sia come persona per l'atteggiamento positivo verso la vita e le sue avversità, dopo l'incidente del Lausitzring Zanardi ha iniziato a partecipare a varie manifestazioni per atleti disabili, e dopo il ritiro dalle corse automobilistiche ha intrapreso una nuova carriera sportiva nel paraciclismo, dove corre in handbike nella categoria H4.

Ha preso parte alla sua prima gara partecipando alla maratona di New York nel 2007, in cui ha colto un sorprendente 4º posto. Il 19 giugno 2010, ai campionati italiani di ciclismo su strada di Treviso, ha conquistato la maglia tricolore[7]. Ai campionati mondiali del 2011 a Roskilde, in Danimarca, ha vinto la medaglia d'argento nella prova a cronometro[8], ed ha ottenuto un 5º posto nella prova in linea[9]. Il 6 novembre 2011 ha vinto la maratona newyorkese, stabilendo nell'occasione anche il nuovo record della categoria handbike[10][11]. Il 18 marzo 2012 ha vinto la maratona di Roma, timbrando pure stavolta il record del percorso.

Nell'estate 2012 si presenta al via dei XIV Giochi paralimpici estivi di Londra, con ambizioni di medaglia sia a cronometro che su strada. Il 5 settembre conquista l'oro nella gara contro il tempo svoltasi sul circuito di Brands Hatch[12]. Nella stessa pista, il 7 settembre ottiene il suo secondo titolo paralimpico, stavolta nella prova su strada[13]. Il giorno dopo riesce ad ottenere la sua terza medaglia, questa volta d'argento, nella staffetta a squadre mista H1-4, assieme a Francesca Fenocchio e Vittorio Podestà[14]. Al termine della Paralimpiade, viene scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi[15]. Il 4 ottobre seguente, in virtù dei risultati conseguiti a Londra, viene eletto "Atleta del mese" da un sondaggio online del Comitato Paralimpico Internazionale[16].

L'anno successivo, Zanardi si conferma ai massimi livelli della sua categoria. In Canada, nello spazio di pochi giorni, dapprima vince la Coppa del Mondo[17], e ai successivi campionati mondiali di Baie-Comeau inanella tre medaglie d'oro, confermandosi dopo la Paralimpiade nelle prove a cronometro[17] e su strada[18], e trionfando stavolta anche nella staffetta mista assieme a Vittorio Podestà e Luca Mazzone[19].

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 debutta come conduttore televisivo, conducendo su Rai 3 il programma di divulgazione scientifica E se domani, sulla scienza e le nuove tecnologie[20][21]. Il programma ottiene buoni riscontri per via del carattere di semplicità del linguaggio divulgativo sollecitato dal conduttore che, non essendo addentro alla materia, svolge più il ruolo di "curioso" che non di "conoscitore"[22].

Dal 2012 conduce il programma di divulgazione sportiva Sfide, sempre su Rai 3[23].

Altre informazioni[modifica | modifica sorgente]

  • La carriera di Alessandro Zanardi, stando a quanto riportato nella sua biografia, è stata costellata da diversi soprannomi. All'epoca dei kart, gli è stato attribuito il soprannome il Parigino per la sua guida estremamente pulita ed efficace nel risparmiare le gomme. Durante gli anni in cui ha lavorato per il team Lotus come collaudatore e come pilota, gli addetti del team lo hanno soprannominato Alice.
  • Alex è molto amico di Claudio Costa, lo storico medico che cura i piloti del Motomondiale con la sua clinica mobile. La prima volta che il dottor Costa vide Alex sul suo letto di ospedale dopo l'incidente del Lausitzring disse: "Questo uomo tornerà a fare tutto quello che faceva prima, camminare, guidare, sciare e soprattutto portare in spalla suo figlio". Oggi Alex guida normalmente, tiene in spalla suo figlio, gareggia e, grazie ad alcuni sci speciali, riesce anche a sciare.
  • Alex è sposato con Daniela, ed è padre di Niccolò.
  • In collaborazione con l'amico Dino Chiesa della Chiesa Corse ha dato vita a una linea di go-kart che porta il suo nome: Zanardi Kart.
  • Alex, nel fine settimana dal 24 al 26 novembre 2006, è tornato in pista a Valencia al volante di una BMW Sauber. Per entrare nell'abitacolo si è fatto preparare protesi speciali con numero di scarpa 36. Intervistato sull'evento, Alex ha dichiarato che la BMW sta facendo provare una F1 a un portatore di handicap, ringrazia tutti e soprattutto sulla possibilità di tornare a correre in F1 ha espresso il suo parere negativo per un intero campionato.
  • Insieme a Reinhold Messner è stato testimonial della cerimonia di apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006. Celebre l'inizio del suo intervento: "Mi chiamo Alex Zanardi e sono un pilota".
  • Ha collaborato come voce narrante nella serie a cartoni animati Roary the racing car trasmessa nel 2008 da Rai Gulp e poi da Rai Yoyo. Il suo compenso è stato interamente devoluto in beneficenza.
  • Ha doppiato il personaggio di Guido nel film d'animazione Cars - Motori ruggenti del 2006 e Cars 2 del 2011 parlando esclusivamente in dialetto bolognese nella versione italica, e in lingua italiana nelle altre versioni.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 5 giugno 2013. Di iniziativa del Presidente della Repubblica[24]
Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 28 maggio 2003. Di iniziativa del Presidente della Repubblica[24]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Casco d'Oro Speciale della rivista Autosprint nel 1996, 2001, 2008, 2011 e 2012
  • Casco d'Oro Cart della rivista Autosprint nel 1997 e 1998
  • Premio Sport e Solidarietà dell'AVIS nel 2002
  • Medaglia d'Oro al Valore Atletico nel 2005
  • Laureus World Comeback of the Year nel 2005
  • Casco d'Oro Turismo della rivista Autosprint nel 2005
  • Premio Città di Mestre nel 2006
  • Giro d'onore della Federazione Ciclistica Italiana nel 2012[25]
  • Ape d'Oro del Comune di Castel Maggiore nel 2013[26]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw (EN) Alessandro Zanardi - Biography, f1rejects.com. URL consultato l'11 settembre 2012.
  2. ^ Niente di Personale - Intervista ad Alex Zanardi, La7, 16 febbraio 2009. URL consultato il 15 settembre 2010.
  3. ^ Cesare Maria Mannucci, L'obiettivo ora sono le Olimpiadi in Autosprint, nº 37, 13 settembre 2011, p. 41.
  4. ^ Intervista al David Letterman Show, al minuto 6:41
  5. ^ Articolo della CNN del 15 settembre 2001
  6. ^ Intervista al David Letterman Show, al minuto 5:48
  7. ^ Alex Zanardi campione italiano Handbike! in suipedali.it, 21 giugno 2010. URL consultato il 7 novembre 2011.
  8. ^ (EN) 2011 UCI Para-Cycling Road World Championship – Official Results Men's H4 Time Trial, uci.ch, 8 settembre 2011. URL consultato il 7 aprile 2012.
  9. ^ Zanardi medaglia d'argento ai Mondiali di Handbike in omnicorse.it, 12 settembre 2011. URL consultato il 7 novembre 2011.
  10. ^ Super Zanardi a New York: sua la maratona in handbike in sport.sky.it, 6 novembre 2011. URL consultato il 7 novembre 2011.
  11. ^ Alessandro Mossini, Zanardi trionfa a New York, record nella maratona handbike in corrieredibologna.corriere.it, 7 novembre 2011. URL consultato il 7 novembre 2011.
  12. ^ Silvia Galimberti, Handbike, Zanardi d'oro! in gazzetta.it, 5 settembre 2012. URL consultato il 5 settembre 2012.
  13. ^ Silvia Galimberti, Zanardi, è uno strepitoso bis in gazzetta.it, 7 settembre 2012. URL consultato il 7 settembre 2012.
  14. ^ Silvia Galimberti, Zanardi ancora a medaglia in gazzetta.it, 8 settembre 2012. URL consultato il 9 settembre 2012.
  15. ^ Zanardi portabandiera in it.eurosport.yahoo.com, 8 settembre 2012. URL consultato il 9 settembre 2012.
  16. ^ (EN) Alex Zanardi - Male Athlete of the Month August-September 2012 in paralympic.org, 4 ottobre 2012. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  17. ^ a b Claudio Arrigoni, Zanardi oro in Canada nella crono in gazzetta.it, 30 agosto 2013.
  18. ^ Claudio Arrigoni, Zanardi, fantastica doppietta. In Canada è oro pure su strada in gazzetta.it, 1º settembre 2013.
  19. ^ Claudio Arrigoni, Record azzurro, 7 titoli, 13 medaglie. Protagonisti Zanardi e Mazzone in gazzetta.it, 2 settembre 2013.
  20. ^ Andrea Di Quarto, Alex Zanardi racconta il mondo che cambia in «E se domani» su Raitre in TV Sorrisi e Canzoni, Mondadori, 29 ottobre 2010. URL consultato il 16-11-2010.
  21. ^ Raitre - E se domani. URL consultato il 16-11-2010.
  22. ^ Puntata di TV Talk del 06/11/2010.
  23. ^ Sfide torna su Rai 3, conduce Zanardi in televisionando.it, 21 settembre 2012.
  24. ^ a b Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Alessandro Zanardi
  25. ^ SCALETTA PREMIATI GIRO D’ONORE 2012 in Ciclonews.it. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  26. ^ Gli appuntamenti di lunedì 17: il violino del Titanic, Zanardi a Castel Maggiore in bologna.repubblica.it, 17 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alex Zanardi; Gianluca Gasparini, ...però, Zanardi da Castel Maggiore!, Milano, Baldini Castoldi Dalai Editore, 2003, ISBN 88-8490-329-7.
  • Claudio Marcello Costa; Alex Zanardi, Alex guarda il cielo, Milano, Fucina Editore, 2006, ISBN 88-88269-15-0.

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