Érik Comas
| Éric Comas | ||||||||||||||||
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| Dati biografici | ||||||||||||||||
| Nome | Éric Gilbert Comas | |||||||||||||||
| Paese | ||||||||||||||||
| Automobilismo |
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| Dati agonistici | ||||||||||||||||
| Categoria | Formula 3000, Formula 1 | |||||||||||||||
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Érik Gilbert Comas (Romans-sur-Isère, 28 settembre 1963) è un ex pilota automobilistico francese di Formula 1.
Indice |
[modifica] Carriera
Dopo aver vinto un campionato di Formula 3000 nel 1990, fu ingaggiato dalla Ligier con cui rimase per un paio d'anni. Poi passò alla Larrousse con cui corse dal 1993 al 1994, conquistando di tanto in tanto qualche punto.
Fu famoso per aver rischiato di provocare una carneficina al Gran Premio di San Marino 1994, già funestato da tanti incidenti. Fermo ai box da tre giri per riparare alcune noie tecniche, ripartì senza sapere che la corsa era stata bloccata per l'incidente mortale di Ayrton Senna. Nessuno, ne il suo team, ne soprattutto i commissari lo fermarono, lui non poteva sapere dato che era rimasto nell'abitacolo in attesa di riprendere la gara. Giunto al Tamburello ad altissima velocità trovò la pista completamente occupata, ma riuscì in extremis a frenare evitando di investire i commissari ed i mezzi di emergenza presenti in gran numero sul posto. Dopo questo episodio Erik rimase molto sconvolto e deluso anche perché venne sanzionato dalla federazione. Inoltre vide Senna e le condizioni del suo casco, e ciò lo turbò moltissimo.[1] Dopo questo incidente evitato, Comas fu immediatamente squalificato dalla manifestazione. La decisione della direzione di gara fu tuttavia ininfluente, perché Comas, viste le terribili conseguenze dell'incidente di Senna (che due anni prima tra l'altro lo aveva soccorso dopo uno spettacolare incidente in Belgio), aveva già deciso di sua iniziativa di non prendere il secondo via. Tra l'altro Comas era intenzionato a lasciare la Formula 1 subito dopo il week-end imolese, per poi essere convinto da Gerard Larrousse a continuare fino alla fine della stagione.
Comas chiuse il 1994 con il Gran Premio del Giappone e nel successivo Gran Premio di Australia lasciò la sua vettura al pilota svizzero Jean-Denis Deletraz.
Da allora Comas disputò solo competizioni con vetture a ruote coperte, specializzandosi in particolare nelle gare Gran Turismo nipponiche dove divenne ufficiale Nissan.
Costretto a ridurre la sua attività per problemi di salute, Erik Comas ora segue il figlio Anthony impegnato nelle formule addestrative europee.
Nel 2010 e nel 2011, tuttavia, ha vinto su Tesla Roadster il Rallye Monte Carlo des Véhicules à Énergie Alternative relativamente alla categoria riservata ai veicoli elettrici[2].
[modifica] Risultati in Formula 1
| 1991 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ligier | JS35 | NQ | Rit | 10 | 10 | 8 | NQ | 11 | NQ | Rit | 10 | Rit | 11 | 11 | Rit | Rit | 18 | 0 |
| 1992 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ligier | JS37 | 7 | 9 | Rit | Rit | 9 | 10 | 6 | 5 | 8 | 6 | Rit | NP | Rit | Rit | Rit | Rit | 4 | 11º |
| 1993 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Larrousse | LH93 | Rit | 10 | 9 | Rit | 9 | Rit | 8 | 16 | Rit | Rit | Rit | Rit | 6 | 11 | Rit | 12 | 1 | 20º |
| 1994 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Larrousse | LH94 | 9 | 6 | Rit | 10 | Rit | Rit | Rit | Rit | 6 | 8 | Rit | 8 | Rit | Rit | 9 | 2 | 23º |
| Legenda | 1º posto | 2º posto | 3º posto | A punti | Senza punti | Grassetto=Pole position Corsivo=Giro più veloce |
| Solo prove/Terzo pilota | Non qualificato | Ritirato/Non class. | Squalificato | Non partito |
[modifica] Note
- ^ Carlo Canzano. «Un pauroso weekend di dolore». La Gazzetta dello Sport, 01 05 2004, p. 56.
- ^ (FR) Rallye Monte Carlo des Énergies Nouvelles et Électrique, in ACM.mc. URL consultato in data 12-10-2011.
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