Campionato mondiale di Formula 1 1989

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Campionato mondiale di Formula 1 1989
Edizione n. 40 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 26 marzo
Termine 5 novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Alain Prost
su McLaren MP4/5
Costruttori McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1989 del Campionato mondiale di Formula 1 è stata la quarantesima nella storia della categoria ad assegnare il Titolo Piloti e la trentaduesima ad assegnare quello Costruttori; il primo fu vinto dal francese Alain Prost, campione del mondo per la terza volta in carriera, mentre il secondo fu conquistato dalla McLaren.

Cambiamenti rispetto al 1988[modifica | modifica sorgente]

Cambiamenti regolamentari[modifica | modifica sorgente]

  • Il cambiamento più importante riguardò i motori: come già annunciato al termine della stagione 1986, i propulsori turbo furono banditi e tutti i concorrenti dovettero competere con motori aspirati, la cui cilindrata massima era fissata in 3500 cm³.
  • Le prequalifiche, rese necessarie dall'alto numero di concorrenti iscritti al mondiale (39), furono spostate ad una sessione di un'ora il venerdì mattina, dalle otto alle nove; dei tredici piloti partecipanti alle prequalifiche, solo i quattro più veloci avevano accesso alle qualifiche vere e proprie. Questo primo scoglio era riservato, per la prima parte della stagione, ai piloti le cui scuderie avevano fatto il loro esordio in Formula 1 (Brabham, Onyx e, per la seconda vettura, Rial, AGS, Coloni e Scuderia Italia) o avevano fatto segnare i risultati peggiori nella seconda metà del 1988 (Zakspeed, Osella ed EuroBrun). Da metà stagione in poi, questi team sarebbero stati sostituiti con quelli che avessero fatto segnare i risultati peggiori nella prima parte del campionato.
  • Furono eliminati i limiti di consumo, imposti ai motori turbo nelle annate precedenti.

Novità tecniche[modifica | modifica sorgente]

  • Il divieto di utilizzare i motori turbo portò ad un grande sviluppo di quelli aspirati; in particolare, Honda e Renault introdussero degli inediti motori V10, mai utilizzati prima per il timore delle vibrazioni e delle sollecitazioni cui erano sottoposti. Questa soluzione era stata introdotta per via del minor spazio disponibile per il motore a causa dell'arretramento degli abitacoli previsto dal nuovo regolamento, in modo da trovare una via di mezzo tra i vantaggi dimensionali del V8 e la maggiore potenza dei V12.
  • La Ferrari introdusse, nell'innovativo modello 640 progettato da John Barnard, il primo cambio semi-automatico nella storia della Formula 1, grazie al quale l'innesto delle marce, che avveniva attraverso due levette poste dietro al volante, era molto più rapido rispetto a quello di un cambio tradizionale.

Scuderie[modifica | modifica sorgente]

  • La Brabham, dopo aver saltato la stagione 1988 in seguito al passaggio di proprietà da Bernie Ecclestone ad un imprenditore svizzero, tornò a schierare le proprie vetture; fece il suo ingresso in Formula 1 anche una nuova scuderia, la Onyx, fondata da Mike Earle e sostenuta economicamente dall'imprenditore belga Jean Pierre Van Rossem. Invece non fu consentita l'iscrizione alla nuova scuderia FIRST GP, gestita da Lamberto Leoni e presente nel campionato di F3000, che avrebbe corso con motori Judd e Gabriele Tarquini al volante.

Motori[modifica | modifica sorgente]

  • La Honda smise di fornire i propri motori alla Lotus, concentrandosi esclusivamente sulla McLaren. La casa giapponese progettò un inedito V10.
  • La Renault tornò in Formula 1 come fornitrice di motori, progettando un nuovo V10 in esclusiva per la Williams.
  • La Judd, perse Williams e Ligier, fornì in esclusiva alla March il nuovo V8 EV, mentre Lotus, EuroBrun e Brabham furono equipaggiate con il modello CV della stagione precedente.
  • La Ligier, l'Osella e la Arrows passarono ai motori Cosworth.
  • Fecero il loro ingresso in Formula 1 due nuovi fornitori di motori, la Lamborghini, che progettò un V12 in esclusiva per la Lola-Larrousse, e la Yamaha, che fornì un V8 alla Zakspeed, che aveva abbandonato l'idea di realizzare un propulsore in proprio.

Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pneumatici[modifica | modifica sorgente]

Piloti e team[modifica | modifica sorgente]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme N. Piloti GP Test Driver
Regno Unito Honda Marlboro McLaren McLaren MP4/5 Honda RA109A 3.5 V10 G 1 Brasile Ayrton Senna Tutti Italia Emanuele Pirro
2 Francia Alain Prost Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 017B
018
Ford DFR 3.5 V8 G 3 Regno Unito Jonathan Palmer Tutti n/a
4 Italia Michele Alboreto 1-6
Francia Jean Alesi 7-10, 12, 14-16
Regno Unito Johnny Herbert 11, 13
Regno Unito Canon Williams Team Williams FW12C
FW13
Renault RS1 3.5 V10 G 5 Belgio Thierry Boutsen Tutti Regno Unito Mark Blundell
6 Italia Riccardo Patrese Tutti
Regno Unito Motor Racing Developments Brabham BT58 Judd EV 3.5 V8 P 7 Regno Unito Martin Brundle Tutti n/a
8 Italia Stefano Modena Tutti
Regno Unito Arrows Grand Prix International Arrows A11 Ford DFR 3.5 V8 G 9 Regno Unito Derek Warwick 1-6, 8-16 n/a
Regno Unito Martin Donnelly 7
10 Stati Uniti Eddie Cheever Tutti
Regno Unito Camel Team Lotus Lotus 101 Judd CV 3.5 V8 G 11 Brasile Nelson Piquet Tutti Regno Unito Martin Donnelly
12 Giappone Satoru Nakajima Tutti
Regno Unito Leyton House March Racing Team March 881
CG891
Judd EV 3.5 V8 G 15 Brasile Maurício Gugelmin Tutti Italia Bruno Giacomelli
16 Italia Ivan Capelli Tutti
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/M Ford DFR 3.5 V8 P 17 Italia Nicola Larini Tutti n/a
18 Italia Piercarlo Ghinzani Tutti
Regno Unito Benetton Formula Ltd Benetton B188
B189
Ford DFR 3.5 V8
Ford HBA4 3.5 V8
G 19 Italia Alessandro Nannini Tutti Regno Unito Johnny Dumfries
Regno Unito Johnny Herbert

Australia Gary Brabham

20 Regno Unito Johnny Herbert 1-6
Italia Emanuele Pirro 7-16
Italia BMS Scuderia Italia Dallara F189 Ford DFR 3.5 V8 P 21 Italia Alex Caffi Tutti n/a
22 Italia Andrea de Cesaris Tutti
Italia Minardi Team SpA Minardi M188B
M189
Ford DFR 3.5 V8 P 23 Italia Pierluigi Martini 1-14, 16 Italia Paolo Barilla
Italia Paolo Barilla 15
24 Spagna Luis Perez Sala Tutti
Francia Ligier Loto Ligier JS33 Ford DFR 3.5 V8 G 25 Francia René Arnoux Tutti n/a
26 Francia Olivier Grouillard Tutti
Italia Scuderia Ferrari SpA SEFAC Ferrari 640 Ferrari 035/5 3.5 V12 G 27 Regno Unito Nigel Mansell Tutti Brasile Roberto Moreno
Italia Gianni Morbidelli
Finlandia JJ Lehto
28 Austria Gerhard Berger 1-2, 4-16
Francia Larrousse Calmels
Francia Equipe Larrousse
Lola LC88B
LC89
Lamborghini 3512 3.5 V12 G 29 Francia Yannick Dalmas 1-6 n/a
Francia Éric Bernard 7-8
Italia Michele Alboreto 9-16
30 Francia Philippe Alliot Tutti
Italia Coloni SpA Coloni FC188B
C3
Ford DFR 3.5 V8 G 31 Brasile Roberto Moreno Tutti n/a
32 Francia Pierre-Henri Raphanel 1-10
Italia Enrico Bertaggia 11-16
Italia EuroBrun Racing EuroBrun ER188B
ER189
Judd CV 3.5 V8 P 33 Svizzera Gregor Foitek 1-11 n/a
Argentina Oscar Larrauri 12-16
Germania West Zakspeed Racing Zakspeed 891 Yamaha OX88 3.5 V8 P 34 Germania Bernd Schneider Tutti n/a
35 Giappone Aguri Suzuki Tutti
Regno Unito Moneytron Onyx Formula One Onyx ORE-1 Ford DFR 3.5 V8 G 36 Svezia Stefan Johansson Tutti n/a
37 Belgio Bertrand Gachot 1-12
Finlandia JJ Lehto 13-16
Germania Rial Racing Rial ARC2 Ford DFR 3.5 V8 G 38 Germania Christian Danner 1-13 n/a
Svizzera Gregor Foitek 14
Belgio Bertrand Gachot 15-16
39 Germania Volker Weidler 1-10
Francia Pierre-Henri Raphanel 11-16
Francia Automobiles Gonfaronaise Sportive AGS JH23B
JH24
Ford DFR 3.5 V8 G 40 Francia Philippe Streiff 1 n/a
Italia Gabriele Tarquini 2-16
41 Germania Joachim Winkelhock 1-7
Francia Yannick Dalmas 8-16

Riassunto della stagione[modifica | modifica sorgente]

La McLaren, che era stata dominatrice assoluta della stagione precedente (nella quale aveva vinto quindici delle sedici gare in programma), era ancora la favorita per la vittoria del mondiale. Gli avversari principali, Ferrari e Williams non sembravano in grado di tenere il passo del team inglese; in particolare la Ferrari aveva avuto diversi problemi, nei test invernali, con l'innovativa 640 progettata da John Barnard[1]. La stagione si aprì immediatamente con un dramma: durante dei test svoltisi poco prima del Gran Premio inaugurale in Brasile, Philippe Streiff ebbe un grave incidente al volante della sua AGS, in seguito al quale riportò danni alla colonna vertebrale, rimanendo paralizzato dalla vita in giù.

Il primo Gran Premio dell'anno riservò immediatamente una sorpresa: Senna dominò le qualifiche, ma fu costretto immediatamente al ritiro in seguito ad un incidente con Berger; rimasero quindi a contendersi la vittoria Patrese, Mansell e Prost. Alla fine la spuntò a sorpresa il pilota della Ferrari, il cui cambio semiautomatico resse fino al termine della gara. Secondo giunse Prost, mentre Gugelmin approfittò dei diversi ritiri davanti a lui per conquistare il suo unico podio in carriera. Chiusero in zona punti il sorprendente debuttante Herbert, Warwick e Nannini[1].

Nel Gran Premio di San Marino, ad Imola, le McLaren dominarono invece la scena, con Senna e Prost che monopolizzarono la prima fila dello schieramento, infliggendo pesanti distacchi agli avversari. Tuttavia, in questa occasione la rivalità tra i due esplose in maniera definitiva: la sospensione della gara in seguito al violento incidente di Berger al Tamburello (nel quale l'austriaco riportò delle ustioni alle mani) provocò l'organizzazione di una seconda procedura di partenza; Prost scattò meglio del compagno di squadra, portandosi in testa, ma Senna lo passò poche curve dopo, non rispettando un accordo preso prima del via secondo il quale il pilota che fosse stato al comando all'entrata dalla curva Tosa lo avrebbe mantenuto almeno fino all'uscita dalla curva stessa[2]. A questo punto Senna si involò in prima posizione, con Prost incapace di avvicinarglisi; a fine gara i due si scambiarono accuse reciproche, con Prost che arrivò a minacciare la squadra di non correre il seguente Gran Premio se il brasiliano non si fosse scusato[2]. Sul podio chiuse Nannini, che sfruttò i ritiri di Patrese e Mansell per problemi tecnici; conquistarono punti anche Boutsen, Warwick e Palmer[3].

Al Gran Premio di Monaco Senna dominò qualifiche e corsa, infliggendo un distacco di un secondo al compagno di squadra sul giro singolo[4] e guidando la gara dall'inizio alla fine, nonostante fosse rallentato da problemi al cambio[2]. Prost si dovette accontentare di un altro secondo posto, il terzo consecutivo dall'inizio della stagione; terzo giunse il sorprendente Modena, alla guida di una Brabham particolarmente a suo agio sullo stretto circuito cittadino. Chiusero la zona punti Caffi, Alboreto e Brundle, mentre Mansell sull'unica Ferrari (Berger era assente per via delle ferite riportate nel Gran Premio precedente) si ritirò per problemi tecnici ed i piloti della Williams furono rallentati da diversi inconvenienti[5].

Anche in Messico, dove Berger fece il suo ritorno appena un mese dopo il suo incidente di Imola, Senna conquistò la prima posizione, mentre Prost non riuscì a fare meglio del quinto posto; secondo e terzo giunsero Patrese e Alboreto, mentre Tarquini conquistò il primo punto in carriera al volante della sua AGS. Entrambi i piloti della Ferrari furono ancora una volta costretti al ritiro per problemi al cambio[6]. Il Gran Premio degli Stati Uniti, disputato sull'inedito circuito cittadino di Phoenix, fu caratterizzato da un caldo torrido e da un numero impressionante di ritiri, tanto a fine gara furono classificati solo nove piloti, dei quali solamente sei avevano effettivamente tagliato il traguardo[7]. Senna dominò ancora una volta la gara dopo essere partito dalla pole position, ma si dovette ritirare poco dopo la metà gara per problemi elettrici[8], lasciando così a Prost la prima vittoria stagionale; secondo chiuse Patrese, davanti a Cheever, Danner, Herbert e Boutsen[7].

Il Gran Premio del Canada vide ancora un dominio della McLaren nelle qualifiche, con Prost capace per la prima volta di battere il compagno di squadra, aggiudicandosi la pole position; la gara fu però caratterizzata da mutevoli condizioni meteorologiche, che la resero particolarmente movimentata. Prost si dovette ritirare dopo appena due giri per un problema alla sospensione della sua McLaren, mentre Senna scivolò indietro dopo aver montato le gomme da asciutto. Il brasiliano rimontò rapidamente dopo aver rimontato pneumatici da bagnato, ma fu tradito dal motore della sua McLaren a tre tornate dal termine; ne approfittò Boutsen, che conquistò la prima vittoria in carriera davanti al compagno di squadra Patrese e a de Cesaris. Chiusero in zona punti Piquet (reduce da un inizio di stagione disastroso a causa della scarsa competitività della Lotus 101), Arnoux e Caffi[9].

Sia in Francia che nel Gran Premio di Gran Bretagna Senna fu costretto al ritiro per problemi tecnici, mentre Prost concluse entrambe le gare in prima posizione, guadagnando un grande margine in campionato; a Le Castellet il francese concluse davanti a Mansell (al traguardo per la prima volta dal Gran Premio inaugurale), Patrese, Alesi (all'esordio in Formula 1 con la Tyrrell, in sostituzione di Alboreto), Johansson (che portò alla Onyx i primi punti della sua storia) e Grouillard[10], mentre a Silverstone Prost precedette sul traguardo Mansell, Nannini, Piquet e le due Minardi di Martini e Sala[11].

Grazie ai risultati ottenuti nella prima parte di stagione, a partire dal Gran Premio di Germania la Brabham e Alex Caffi della Scuderia Italia non dovettero più affrontare le prequalifiche; al loro posto furono costretti a prendere parte a questa sessione le due Lola-Larrousse e Moreno sulla seconda Coloni. Ci furono poi degli importanti cambiamenti nell'organico della Lotus, i cui risultati erano stati largamente al di sotto delle aspettative; il team manager Peter Warr rassegnò le dimissioni e al suo posto la famiglia Chapman scelse Tony Rudd[12]. Il Gran Premio di Germania vide ancora una volta il dominio delle due McLaren-Honda, sia in prova che in gara; questa volta Senna non ebbe problemi meccanici e vinse la gara superando un Prost in crisi col cambio negli ultimi giri, riducendo così il distacco in campionato a diciassette punti. Terzo giunse Mansell, al terzo podio consecutivo; chiusero in zona punti Patrese, Piquet e Warwick[13].

In Ungheria, per la prima volta, la McLaren non conquistò la pole position: Patrese riuscì infatti a battere Senna, la cui McLaren non si adattava alla perfezione al tortuoso tracciato magiaro, precedendo il brasiliano di tre decimi. La sorpresa delle qualifiche furono però le prestazioni sempre migliori delle gomme Pirelli, che permisero a Caffi di portare la sua Dallara della Scuderia Italia addirittura al terzo posto in griglia di partenza; gli pneumatici italiani diedero la possibilità anche a Modena e a Martini di entrare tra i primi dieci. In gara, Patrese mantenne la testa della corsa nelle prime fasi, dovendo però gradualmente rallentare per un problema ad un radiatore, che lo costrinse al ritiro al 54º giro. Rimasero quindi a disputarsi la vittoria Senna e Mansell, quest'ultimo partito in dodicesima posizione; il pilota della Ferrari riuscì a passare il brasiliano al 58º passaggio, approfittando di un'incertezza del rivale in un doppiaggio. Mansell portò quindi alla Ferrari la seconda vittoria stagionale, mentre Senna con il secondo posto ridusse ulteriormente il distacco in classifica mondiale da Prost, solo quarto; terzo era infatti giunto Boutsen. Le gomme della Pirelli non si dimostrarono efficaci in gara e Caffi dovette accontentarsi di un settimo posto, preceduto anche da Cheever e Piquet[14].

Nel Gran Premio del Belgio la situazione tornò quella solita, con Senna e Prost nettamente davanti a tutti in qualifica e in lotta tra loro per la vittoria; la gara, caratterizzata da una forte pioggia, fu dominata da Senna, che si portò così a undici lunghezze dal compagno di squadra, secondo al traguardo davanti a Mansell, Boutsen, Nannini e Warwick[15]. Quello belga fu un Gran Premio disastroso per la Lotus, che per la prima volta in trentun'anni di storia vedeva entrambi i propri piloti non qualificati per la gara[12]. In Italia la sorte girò nuovamente le spalle a Senna che, dopo aver dominato la corsa dalla pole position, si ritirò a nove tornate dal termine per un problema al motore, cedendo la vittoria a Prost, che riportava così il proprio vantaggio in campionato a venti punti. Berger, per la prima volta al traguardo, conquistò il secondo posto, precedendo le due Williams di Boutsen e Patrese, la Tyrrell di Alesi e la Brabham di Brundle[16].

La situazione di Senna nella lotta per il Mondiale si fece ancora più difficile nel rocambolesco Gran Premio del Portogallo; il brasiliano, partito dalla pole position, fu superato immediatamente da Berger, perdendo poi anche la seconda posizione a favore di Mansell nel corso dell'ottavo giro. Il pilota inglese superò poi anche il compagno di squadra, ma al cambio gomme mancò la frenata, innestando poi la retromarcia per mettersi nella giusta posizione. Facendo in questo modo Mansell violò il regolamento e al pilota inglese fu esposta la bandiera nera; il pilota inglese, però non vide o non volle vedere né le segnalazioni della direzione gara né quelle che i meccanici della Ferrari gli esponevano dal muretto, continuando imperterrito nella sua corsa. Al 49º passaggio l'inglese tentò un attacco improbabile a Senna e i due vennero a contatto, dovendosi ritirare; il mancato rispetto della bandiera nera costò a Mansell una squalifica per la gara successiva. Berger ottenne invece senza problemi la terza vittoria stagionale per la Ferrari, mentre Prost, grazie al secondo posto, era sempre più vicino alla conquista del terzo titolo mondiale in carriera; terzo giunse Johansson, che portò alla Onyx l'unico podio della sua storia. Chiusero la zona punti Nannini, Martini (rimasto in testa per alcuni giri) e Palmer[17].

A questo punto per vincere il mondiale Senna era praticamente costretto a vincere le ultime tre gare in programma; ci riuscì in Spagna, dove dominò la gara dalla partenza alla bandiera a scacchi, precedendo sul traguardo Berger e Prost. In qualifica le gomme della Pirelli si dimostrarono ancora una volta superiori alle rivali Goodyear, tanto da permettere a Martini di conquistare un ottimo quarto posto in griglia alla guida della sua Minardi; in gara, però le coperture italiane non furono all'altezza delle aspettative e Martini si ritirò per un'uscita di pista. A conquistare punti furono quindi Alesi, Patrese e Alliot, che portò il primo punto stagionale alla Lola-Larrousse[18].

Lo scontro per il titolo iridato piloti giunse al punto di maggiore tensione al Gran Premio del Giappone: Senna, partito dalla pole position, fu sopravanzato da Prost al via; il francese guadagnò un margine di circa cinque secondi, ma poi il suo rivale cominciò a recuperare terreno, portandoglisi in scia. Al 46º giro Senna tentò un attacco alla chicane triangolo, ma Prost chiuse la traiettoria e i due finirono per agganciarsi, terminando la propria corsa nella via di fuga. Prost, sicuro di aver conquistato il Titolo mondiale, scese dalla vettura, mentre Senna rimase al volante e, con l'aiuto dei commissari, riuscì a ripartire. La sua vettura aveva il musetto danneggiato e il brasiliano dovette tornare ai box per sostituirlo; quando rientrò in pista si trovava alle spalle di Alessandro Nannini, ma rimontò furiosamente e al 50º passaggio lo sopravanzò, conquistando la vittoria. Subito dopo la gara, però, Senna fu squalificato per avere tratto vantaggio dalla spinta dei commissari, rientrando in pista attraverso la via di fuga della chicane anziché percorrendo la medesima[19]; Alain Prost diventò così matematicamente campione del mondo per la terza volta in carriera. La vittoria in gara fu assegnata ad Alessandro Nannini, che colse così la sua prima affermazione in Formula 1; l'italiano precedette sul traguardo Patrese, Boutsen, Piquet, Brundle e Warwick[20].

La McLaren fece ricorso contro la decisione dei commissari di squalificare Senna, ma questo fu rifiutato; il pilota brasiliano accusò la FIA di aver manipolato l'esito del campionato[21]. Rivoltasi al tribunale di Appello, la scuderia inglese non riuscì a migliorare la situazione del proprio pilota, che anzi fu accusato, nella sentenza del 30 ottobre 1989, di "minacciare la sicurezza degli altri piloti in pista", chiamando in causa anche altri episodi controversi in cui il pilota brasiliano era stato coinvolto nelle ultime due stagioni[22]. Iniziò uno strascico di polemiche tra Senna e il presidente della FISA Jean-Marie Balestre che si sarebbe trascinato per tutto l'inverno, con il pilota brasiliano che a dicembre fu multato di 100.000 dollari e subì anche il ritiro della superlicenza per un certo periodo[22].

L'ultimo Gran Premio della stagione, che si disputò il 5 novembre sul Circuito di Adelaide, si svolse quindi in un'atmosfera estremamente tesa; Senna e Prost dominarono come consueto le qualifiche, con il sorprendente Martini che sfruttò la superiorità delle gomme Pirelli da qualifica per portare la sua Minardi al terzo posto sulla griglia di partenza. La gara si svolse sotto una pioggia torrenziale, tanto che fu presa in considerazione l'idea di annullarla; dopo una prima partenza abortita a causa di una collisione multipla, Prost si rifiutò di prendere parte al secondo via, ritornando in albergo. Senna mantenne la testa della corsa fino a quando non tamponò violentemente la Brabham di Brundle, a lui invisibile per via della nube d'acqua che sollevava; lo stessa cosa successe a Piquet, che andò a finire contro l'Osella di Ghinzani. Boutsen fu abile nel non commettere neanche un errore e vinse davanti a Nannini e al compagno di squadra Patrese; completarono la zona punti Nakajima, autore anche del giro più veloce, Pirro e Martini[21].

Il campionato piloti si chiuse quindi con Alain Prost Campione del Mondo per la terza volta in carriera; il francese, all'ultimo anno in McLaren (per la stagione successiva sarebbe passato alla Ferrari), conquistò in tutto 81 punti, che si ridussero a 76 per via della regola degli scarti, e quattro vittorie. Secondo giunse il suo compagno di squadra Ayrton Senna, che ottenne 60 punti e sei vittorie; la McLaren - Honda vinse nettamente il Campionato Costruttori, con 64 lunghezze di vantaggio sulla seconda classificata, la Williams - Renault. Riccardo Patrese conquistò il terzo posto in campionato con 40 punti, davanti a Mansell con 38, Boutsen con 37, Nannini con 32 e Berger con 21; solo ottavo Nelson Piquet, in una stagione estremamente deludente per sé e per la Lotus, solo sesta nel campionato costruttori. Rispetto al 1988 ottennero risultati peggiori Arrows e March; in particolare quest'ultima, nonostante qualche buona prestazione in qualifica, fece segnare solo quattro punti.

Risultati e classifiche[modifica | modifica sorgente]

Calendario gare[modifica | modifica sorgente]

N Gara Data Luogo Pole position Giro veloce Pilota vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Brasile 26 marzo Jacarepaguá Brasile Ayrton Senna Italia Riccardo Patrese Regno Unito Nigel Mansell Ferrari Resoconto
2 San Marino Gran Premio di San Marino 23 aprile Imola Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
3 Monaco Gran Premio di Monaco 7 maggio Monaco Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
4 Messico Gran Premio del Messico 28 maggio Hermanos Rodríguez Brasile Ayrton Senna Regno Unito Nigel Mansell Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
5 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti 4 giugno Phoenix Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
6 Canada Gran Premio del Canada 18 giugno Circuit Gilles Villeneuve Francia Alain Prost Regno Unito Jonathan Palmer Belgio Thierry Boutsen Williams - Renault Resoconto
7 Francia Gran Premio di Francia 9 luglio Paul Ricard Francia Alain Prost Brasile Maurício Gugelmin Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
8 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 16 luglio Silverstone Brasile Ayrton Senna Regno Unito Nigel Mansell Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
9 Germania Gran Premio di Germania 30 luglio Hockenheimring Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
10 Ungheria Gran Premio d'Ungheria 13 agosto Hungaroring Italia Riccardo Patrese Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Nigel Mansell Ferrari Resoconto
11 Belgio Gran Premio del Belgio 27 agosto Spa-Francorchamps Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
12 Italia Gran Premio d'Italia 10 settembre Monza Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Francia Alain Prost McLaren - Honda Resoconto
13 Portogallo Gran Premio del Portogallo 24 settembre Estoril Brasile Ayrton Senna Austria Gerhard Berger Austria Gerhard Berger Ferrari Resoconto
14 Spagna Gran Premio di Spagna 1º ottobre Jerez Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
15 Giappone Gran Premio del Giappone 22 ottobre Suzuka Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Italia Alessandro Nannini Benetton - Ford Resoconto
16 Australia Gran Premio d'Australia 5 novembre Adelaide Brasile Ayrton Senna Giappone Satoru Nakajima Belgio Thierry Boutsen Williams - Renault Resoconto

Classifica Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Francia Alain Prost 2 2 2 5 1 Rit 1 1 2 4 2 1 2 3 Rit Rit 76 (81)
2 Brasile Ayrton Senna 11 1 1 1 Rit 7 * Rit Rit 1 2 1 Rit Rit 1 SQ Rit 60
3 Italia Riccardo Patrese 15 * Rit 15 2 2 2 3 Rit 4 Rit Rit 4 Rit 5 2 3 40
4 Regno Unito Nigel Mansell 1 Rit Rit Rit Rit SQ 2 2 3 1 3 Rit SQ ES Rit Rit 38
5 Belgio Thierry Boutsen Rit 4 10 Rit 6 1 Rit 10 Rit 3 4 3 Rit Rit 3 1 37
6 Italia Alessandro Nannini 6 3 8 4 Rit SQ Rit 3 Rit Rit 5 Rit 4 Rit 1 2 32
7 Austria Gerhard Berger Rit Rit INF Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 2 1 2 Rit Rit 21
8 Brasile Nelson Piquet Rit Rit Rit 11 Rit 4 8 4 5 6 NQ Rit Rit 8 4 Rit 12
9 Francia Jean Alesi 4 Rit 10 9 5 4 Rit Rit 8
10 Regno Unito Derek Warwick 5 5 Rit Rit Rit Rit 9 6 10 6 Rit Rit 9 6 Rit 7
11 Stati Uniti Eddie Cheever Rit 9 7 7 3 Rit 7 NQ 12 * 5 Rit NQ Rit Rit 8 Rit 6
12 Svezia Stefan Johansson NPQ NPQ NPQ Rit Rit SQ 5 NPQ Rit Rit 8 NPQ 3 NPQ NPQ NPQ 6
13 Italia Michele Alboreto 10 NQ 5 3 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 11 NPQ NQ NPQ 6
14 Regno Unito Johnny Herbert 4 11 14 15 5 NQ Rit NQ 5
15 Italia Pierluigi Martini Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 9 Rit 9 7 5 Rit 6 5
16 Brasile Maurício Gugelmin 3 Rit Rit NQ Rit Rit NC Rit Rit Rit 7 Rit 10 Rit 7 Rit 4
17 Italia Andrea De Cesaris 13 * 10 13 Rit 8 * 3 NQ Rit 7 Rit 11 Rit Rit 7 10 Rit 4
18 Italia Stefano Modena Rit Rit 3 10 Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit NQ 14 Rit Rit 8 4
19 Italia Alex Caffi NPQ 7 4 13 Rit 6 Rit NPQ Rit 7 Rit 11 * Rit Rit 9 Rit 4
20 Regno Unito Martin Brundle Rit Rit 6 9 Rit NPQ NPQ Rit 8 12 Rit 6 8 Rit 5 Rit 4
21 Giappone Satoru Nakajima 8 NC NQ Rit Rit NQ Rit 8 Rit Rit NQ 10 * 7 Rit Rit 4 3
22 Germania Ovest Christian Danner 14 * NQ NQ 12 4 8 NQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 3
23 Italia Emanuele Pirro 9 11 Rit 8 10 Rit Rit Rit Rit 5 2
24 Francia René Arnoux NQ NQ 12 14 NQ 5 Rit NQ 11 NQ Rit 9 13 NQ NQ Rit 2
25 Regno Unito Jonathan Palmer 7 6 9 Rit 9 * Rit 10 Rit Rit 13 14 Rit 6 10 Rit NQ 2
26 Francia Olivier Grouillard 9 SQ Rit 8 NQ NQ 6 7 Rit NQ 13 Rit NQ Rit Rit Rit 1
27 Italia Gabriele Tarquini 8 Rit 6 7 * Rit Rit NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 1
28 Spagna Luis Perez-Sala Rit Rit Rit NQ Rit Rit NQ 6 NQ Rit 15 8 12 Rit Rit NQ 1
29 Francia Philippe Alliot 12 Rit Rit NC Rit Rit Rit Rit Rit NPQ 16 * Rit 9 6 Rit Rit 1
- Italia Ivan Capelli Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 0
- Francia Éric Bernard 11 Rit 0
- Belgio Bertrand Gachot NPQ NPQ NPQ NPQ 13 * 12 NQ Rit Rit Rit NQ NQ 0
- Italia Nicola Larini SQ 12 * NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit Rit Rit 0
- Regno Unito Martin Donnelly 12 0
- Brasile Roberto Moreno NQ NQ Rit NQ NQ Rit NQ Rit NPQ NPQ NPQ SQ Rit NPQ NPQ NPQ 0
- Italia Piercarlo Ghinzani NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ Rit NPQ Rit 0
- Germania Ovest Bernd Schneider Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ Rit Rit 0
- Finlandia JJ Lehto NPQ Rit NPQ NPQ 0
- Francia Yannick Dalmas NQ Rit NQ NQ NQ NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Francia Pierre-Henri Raphanel NPQ NPQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0
- Italia Paolo Barilla Rit 0
- Svizzera Gregor Foitek NQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NQ 0
- Germania Ovest Volker Weidler NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ SQ NQ 0
- Giappone Aguri Suzuki NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Germania Ovest Joachim Winkelhock NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Argentina Oscar Larrauri NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Italia Enrico Bertaggia NPQ 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.


  • Nel conteggio punti per il Campionato Piloti valgono solo i migliori 11 risultati. Nella colonna Punti sono indicati i punti effettivamente validi per il Campionato, tra parentesi i punti totali conquistati.

Classifica Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos. Costruttore Vettura Motore Gomme Punti Vittorie Podi Poles
1 Regno Unito McLaren-Honda MP4/5 Honda RA109E G 141 10 18 15
2 Regno Unito Williams-Renault FW12C
FW13
Renault RS1 G 77 2 11 1
3 Italia Ferrari 640 Ferrari 035/5 G 59 3 9
4 Regno Unito Benetton-Ford B188
B189
Ford DFR
Ford HBA1
G 39 1 4
5 Regno Unito Tyrrell-Ford 017B
018
Ford DFR G 16 1
6 Regno Unito Lotus-Judd 101 Judd CV G 15
7 Regno Unito Arrows-Ford A11 Ford DFR G 13 1
8 Italia Dallara-Ford F189 Ford DFR P 8 1
9 Regno Unito Brabham-Judd BT58 Judd CV P 8 1
10 Italia Minardi-Ford M188B
M189
Ford DFR P 6
11 Regno Unito Onyx-Ford ORE-1 Ford DFR G 6 1
12 Regno Unito March-Judd 881
CG891
Judd EV G 4 1
13 Francia Ligier-Ford JS33 Ford DFR G 3
14 Germania Rial-Ford ARC2 Ford DFR G 3
15 Francia AGS-Ford JH23B
JH24
Ford DFR G 1
16 Regno Unito Lola-Lamborghini LC88B
LC89
Lamborghini 3512 G 1
17 Italia EuroBrun-Judd ER188B
ER189
Judd CV P
18 Italia Osella-Ford FA1/M Ford DFR P
19 Germania Zakspeed-Yamaha 891 Yamaha OX88 P
20 Italia Coloni-Ford FC188B
C3
Ford DFR P

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Grand Prix Results: Brazilian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  2. ^ a b c Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.75
  3. ^ (EN) Grand Prix Results: San Marino GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  4. ^ Gran Premio di Monaco - 7 maggio 1989, Gpupdate.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results: Monaco GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results: Mexican GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  7. ^ a b (EN) Grand Prix Results: United States GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  8. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p. 403, ISBN 88-7911-025-X.
  9. ^ (EN) Grand Prix Results: Canadian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results: French GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results: British GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  12. ^ a b (EN) Bottoming out: Team Lotus hits rock bottom, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  13. ^ (EN) Grand Prix Results: German GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results: Hungarian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  16. ^ (EN) Grand Prix Results: Italian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  17. ^ (EN) Grand Prix Results: Portuguese GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  18. ^ (EN) Grand Prix Results: Spanish GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  19. ^ Autosprint n°43/89, pp. 9-13
  20. ^ (EN) Grand Prix Results: Japanese GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  21. ^ a b (EN) Grand Prix Results: Australian GP, 1989, Grandprix.com. URL consultato l'8 novembre 2009.
  22. ^ a b Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.80

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 393-406, ISBN 88-7911-025-X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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