Campionato mondiale di Formula 1 1998

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Campionato mondiale di Formula 1 1998
Edizione n. 49 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 8 marzo
Termine 1º novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Mika Häkkinen
su McLaren MP4/13
Costruttori McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1998 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 49ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto per la prima volta dal finlandese Mika Häkkinen, e la 41ª ad assegnare il Campionato Costruttori, andato al team inglese McLaren. È iniziata l'8 marzo ed è terminata il 1º novembre, dopo 16 gare, una in meno rispetto alla stagione precedente.

L'annata fu caratterizzata dal duello per la conquista del titolo tra Häkkinen e Schumacher, conclusosi solamente all'ultima gara. Nonostante un inizio stagione favorevole al team inglese, la Ferrari riuscì a recuperare il gap durante l'estate e a contendere fino alla fine il titolo.

Sul piano tecnico il 1998 rappresentò l'addio alla massima categoria automobilistica della casa produttrice di pneumatici Goodyear, che lasciò, per il 1999, il monopolio alla Bridgestone.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Presentazione vetture[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Telaio Data lancio Luogo lancio
Ferrari F300 7 gennaio[1] Maranello, Italia[1]
Stewart-Ford SF02 13 gennaio[2] Danton, Regno Unito[2]
Benetton B198 15 gennaio[3] Londra, Gran Bretagna[3]
Jordan 198 19 gennaio[4] Royal Albert Hall, Londra, Gran Bretagna[4]
Prost-Peugeot AP01 20 gennaio[5] Circuito di Catalogna, Spagna[5]
Sauber-Petronas C17 21 gennaio[6] Castello di Schonbrunn, Vienna, Austria[6]
Tyrrell-Ford 026 21 gennaio[7] Londra, Gran Bretagna[7]
Williams FW20 28 gennaio[8] Circuito di Silverstone, Gran Bretagna[8]
McLaren-Mercedes MP4-13 5 febbraio[9] Woking, Gran Bretagna[9]
Arrows A19 17 febbraio[10] Leafield, Gran Bretagna[10]
Minardi-Ford M198 23 febbraio[11] Bologna, Italia[11]

Piloti e costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme Pilota GP Collaudatori
Regno Unito Winfield Williams Williams FW20 Mecachrome GC37-01 G 1 Canada Jacques Villeneuve Tutti Colombia Juan Pablo Montoya
Brasile Max Wilson
2 Germania Heinz-Harald Frentzen Tutti
Italia Scuderia Ferrari Marlboro Ferrari F300 Ferrari 047 G 3 Germania Michael Schumacher Tutti Italia Luca Badoer
4 Regno Unito Eddie Irvine Tutti
Italia Mild Seven Benetton Playlife Benetton B198 Playlife GC37-01 B 5 Italia Giancarlo Fisichella Tutti non assegnato
6 Austria Alexander Wurz Tutti
Regno Unito West McLaren Mercedes McLaren MP4-13 Mercedes FO110G B 7 Regno Unito David Coulthard Tutti Brasile Ricardo Zonta
Germania Nick Heidfeld
8 Finlandia Mika Häkkinen Tutti
Irlanda Benson & Hedges Jordan Jordan 198 Mugen-Honda MF-301 HC G 9 Regno Unito Damon Hill Tutti Spagna Pedro de la Rosa
10 Germania Ralf Schumacher Tutti
Francia Gauloises Prost Peugeot Prost AP01 Peugeot A16 B 11 Francia Olivier Panis Tutti Francia Stéphane Sarrazin
12 Italia Jarno Trulli Tutti
Svizzera Red Bull Sauber Petronas Sauber C17 Petronas SPE01D G 14 Francia Jean Alesi Tutti Germania Jörg Müller
15 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Regno Unito Danka Zepter Arrows Arrows A19 Arrows T2-F1 B 16 Brasile Pedro Diniz Tutti Francia Emmanuel Collard
Sudafrica Stephen Watson
17 Finlandia Mika Salo Tutti
Regno Unito HSBC Stewart Ford Stewart SF02 Ford VJ Zetec-R B 18 Brasile Rubens Barrichello Tutti Paesi Bassi Jos Verstappen
19 Danimarca Jan Magnussen 1-7
Paesi Bassi Jos Verstappen 8-16
Regno Unito PIAA Tyrrell Tyrrell 026 Ford JD Zetec-R G 20 Brasile Ricardo Rosset Tutti Italia Andrea Montermini
21 Giappone Toranosuke Takagi Tutti
Italia Fondmetal Minardi Team SpA Minardi M198 Ford JD Zetec-R B 22 Giappone Shinji Nakano Tutti Francia Laurent Redon
23 Argentina Esteban Tuero Tutti

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Il debuttante Toranosuke Takagi a bordo della sua Tyrrell durante il Gran Premio di Spagna 1998.

Per il 1998 sia Williams che Ferrari, McLaren e Stewart confermarono i propri piloti.

La Benetton, invece, cambiò totalmente l'organico della scuderia: Berger decise di ritirarsi, mentre Jean Alesi passò alla Sauber, a fianco del confermato Herbert, non senza riservare critiche al suo vecchio team.[12] A sostituirli arrivarono Giancarlo Fisichella dalla Jordan, con cui la trattativa era già stata conclusa in estate,[13] e il terzo pilota Alexander Wurz.

La Jordan, al posto di Fisichella ingaggiò Damon Hill, licenziato dalla Arrows,[14] offrendogli un contratto biennale da 10 milioni di dollari[15] e mantenne invece Ralf Schumacher. Dal canto suo la squadra di Tom Walkinshaw ingaggiò il finlandese Mika Salo e lo affiancò a Pedro Diniz, riconfermato dal team.

Il posto lasciato libero da Salo in Tyrrell venne occupato da Ricardo Rosset, mentre il secondo sedile venne riservato al giapponese Toranosuke Takagi.

Altri cambiamenti riguardarono la Prost che decise di puntare su Jarno Trulli al posto di Shinji Nakano, il quale si trasferì alla Minardi insieme al debuttante Esteban Tuero.

Circuiti[modifica | modifica wikitesto]

Per ciò che riguarda i circuiti scomparve dal calendario il Gran Premio d'Europa, disputato nel 1997, sul circuito spagnolo di Jerez de la Frontera, che non venne sostituito.

Regolamenti[modifica | modifica wikitesto]

Per ciò che concerne i regolamenti le modifiche rispetto alla stagione precedente risultarono molto importanti. Vennero introdotte due principali innovazioni: venne ristretta la larghezza dell'auto di venti centimetri, portando le vetture ad essere molto strette e, per rallentare ulteriormente in curva le vetture, furono aboliti gli pneumatici slick e introdotte gomme con scanalature (tre nelle coperture anteriori e quattro nelle posteriori) [16]. Inoltre, le gomme anteriori furono allargate di un pio di centimetri. Sia Goodyear, sia Bridgestone si adattarono ai nuovi regolamenti sulle gomme e parteciparono al mondiale. La FIA impose poi crash-test più severi e un irrobustimento dei telai di circa dieci centimetri.[17]

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 1998.

Le qualifiche del primo Gran Premio della stagione furono dominate dalle McLaren di Mika Häkkinen e David Coulthard, seguiti da Schumacher su Ferrari. Al via le posizioni rimasero invariate, ma al sesto passaggio il tedesco fu costretto al ritiro per l'esplosione del motore. I piloti McLaren procedettero quindi verso la vittoria. Al 36º passaggio, però, Häkkinen rientrò ai box senza preavviso.[18] Rientrato in pista alle spalle del suo compagno di squadra, questi prima del traguardo gli cedette la prima posizione in virtù di un accordo interno al team che aveva deciso di assegnare la vittoria a chi fosse scattato in testa alla partenza.[18] Dietro di loro giunsero Frentzen, Irvine, Villeneuve ed Herbert.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1998.

Il week-end brasiliano iniziò con un ricorso presentato da cinque team contro la McLaren per ciò che riguarda l'utilizzo di un freno supplementare, dichiarato poi illegale dai commissari.[19] Le qualifiche furono comunque dominate dal team inglese. Alla partenza il poleman Häkkinen e il suo compagno di squadra Coulthard scattarono al comando, mentre Schumacher partì male e perse alcune posizioni, recuperandole nel corso dei primi giri. Grazie ai pit-stop, inoltre, il tedesco sopravanzò Frentzen, installandosi in terza posizione. Frentzen perse poi un'altra posizione, sempre a causa delle soste ai box. Nelle posizioni di testa non si ebbe più alcun cambiamento, con la vittoria di Häkkinen, seguito dal compagno di squadra, Schumacher, Wurz, Frentzen e Fisichella.

Il finlandese della McLaren guidava quindi la classifica piloti con venti punti, seguito a otto lunghezze di distanza da Coulthard.

Gran Premio d'Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Argentina 1998.

Il terzo evento stagionale si disputò in Argentina e vide la prima vittoria stagionale della Ferrari, favorita anche dalle condizioni climatiche.[19] La casa di Maranello presentò anche varie modifiche alla vettura (in particolare a motore, retrotreno e radiatori)[19] e la Goodyear aumentò la larghezza delle gomme anteriori.[19] Questi cambiamenti permisero a Schumacher di qualificarsi in prima fila alle spalle di Coulthard.[19] Alla partenza, però, il pilota tedesco fu superato da Häkkinen, il quale riuscì a mantenere la seconda posizione per un solo giro, venendo ri-passato dal rivale. Successivamente Schumacher si toccò con Coulthard, il quale finì in testacoda e, alla fine, non andò oltre la sesta piazza. Dietro al pilota tedesco e ad Häkkinen giunsero Irvine, Alex Wurz, Alesi, nonostante durante la sosta ai box avesse perso, per un contatto con un cavo, un'appendice aerodinamica,[20] e Coulthard.

Dopo questa gara, caratterizzata anche da alcuni incidenti, che costrinsero al ritiro tra gli altri Johnny Herbert, tamponato da Damon Hill, e il campione del mondo Jacques Villeneuve, eliminato da Coulthard, Häkkinen guidava la classifica piloti con dodici punti di vantaggio su Schumacher e tredici sul compagno di squadra.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1998.

A Imola, nelle qualifiche del sabato, prevalse nuovamente Coulthard, che riuscì, insieme al compagno Häkkinen, ad occupare tutta la prima fila dello schieramento. Al via le due McLaren e Schumacher presero la testa del gruppo, mentre Villeneuve riuscì a sopravanzare Irvine. Contemporaneamente vi furono vari tamponamenti, il più importante dei quali ad opera del pilota della Stewart Jan Magnussen, che costrinse al ritiro il suo compagno di squadra. A fine Gran Premio, poi, i vertici del team presero contatti con il collaudatore della Benetton Jos Verstappen nel tentativo di cercare un accordo per sostituire il pilota danese, accusato anche di non riuscire a sviluppare adeguatamente la vettura.[21] Intanto, in gara, Häkkinen fu costretto al ritiro per il surriscaldamento della trasmissione, che mandò in tilt l'elettronica.[22] Dopo la prima sosta ai box, poi, Villeneuve perse la terza posizione a causa dell'apertura dello sportello del serbatoio, cosa che lo costrinse a rientrare nuovamente nella pit-lane.[22] Le posizioni rimasero poi invariate fino all'arrivo, nonostante un problema al cambio avuto da Coulthard, analogo a quello del compagno di squadra. Lo scozzese riuscì comunque a mantenere la prima piazza e a vincere la corsa.

Al termine di questo Gran Premio Häkkinen rimaneva in testa alla classifica piloti, seppur con un vantaggio ridotto a tre punti nei confronti del vincitore della gara. Schumacher era invece staccato di sei lunghezze.

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Damon Hill al GP di Spagna
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 1998.

Come a Imola, anche al Gran Premio di Spagna la McLaren occupava tutta la prima fila, precedendo Schumacher e Giancarlo Fisichella. Al via Häkkinen riuscì a mantenere la prima posizione, seguito dal compagno di squadra, Irvine, Fisichella e Schumacher. Il tedesco, grazie ai pit stop, riuscì poi a ritornare in terza piazza, ma gli venne comminato uno stop&go per aver superato il limite di velocità nei box.[23] Intanto il suo compagno di squadra venne toccato da Fisichella ed entrambi i piloti furono costretti al ritiro. Al romano, che aveva causato l'incidente, fu anche notificata una multa.[23] Le posizioni rimasero quindi immutate con le McLaren nelle prime due posizioni, seguite da Schumacher, Wurz della Benetton, Barrichello, che portava al debutto il nuovo motore Ford P4,[24] e Villeneuve.

Dopo questo Gran Premio Häkkinen rafforzava la sua leadership nel campionato piloti, salendo a quota 36 punti. Coulthard e Schumacher seguivano a 29 e 24 lunghezze.

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 1998.

Come nelle precedenti gare, anche al Gran Premio di Monaco le McLaren conquistarono durante le qualifiche la prima fila, seguite da Fisichella e Schumacher. Al via non vi furono sorpassi e le posizioni rimasero quindi invariate. Al decimo passaggio, Eddie Irvine tentò di superare Frentzen, che era andato largo in una curva, ma i due piloti si toccarono e il tedesco della Williams fu costretto al ritiro, mentre il nordirlandese poté continuare. Pochi giri più tardi esplose il motore di Coulthard, costringendolo al primo ritiro stagionale e lasciando quindi la seconda piazza al romano Fisichella. Attorno al trentesimo giro iniziarono le soste per i piloti che occupavano le prime posizioni e Schumacher fu tra i primi a fermarsi. Rientrato dietro Wurz tentò più volte di superarlo, ma alla fine, a causa di una collisione, si ritrovò con un tirante della sospensione posteriore danneggiato e dovette rientrare ai box, uscendone tre giri dopo.[25] Häkkinen centrò quindi la sua quarta vittoria stagionale, rafforzando ulteriormente la leadership sugli inseguitori. Il più vicino di questi (Coulthard) si trovava, infatti, a diciassette lunghezze di distacco.

In questa corsa ottennero i primi punti stagionali i piloti della Arrows Mika Salo e Pedro Diniz.

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Il podio del GP del Canada
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 1998.

Per il Gran Premio del Canada la Williams decise di fare debuttare la FW20 a passo allungato nel tentativo di migliorare le prestazioni.[26] Nonostante ciò le qualifiche furono dominate nuovamente dalla McLaren, con Coulthard davanti al compagno di squadra. Al via, però, Ralf Schumacher rimase fermo, mentre Wurz tamponò Hill, che a sua volta colpì Alesi. Venne quindi ordinato un secondo via, ma stavolta Häkkinen non riuscì a partire, mentre nelle retrovie Ralf Schumacher finì in testacoda e coinvolse nell'incidente Jarno Trulli, il quale finì per colpire Alesi. Fece la sua entrata in pista la safety-car, ma dopo essere rientrata ai box, poco dopo fu nuovamente costretta ad uscirvi nuovamente a causa del terriccio portato in pista da Diniz. A seguito di ciò Coulthard ebbe problemi all'acceleratore che lo costrinsero a cedere a Schumacher la prima posizione. Un incidente di Salo, poi, fece sì che la vettura di sicurezza facesse la sua terza entrata in pista. La Ferrari decise quindi di anticipare la sosta del pilota tedesco, ma all'uscita della pit-lane, questi tamponò Frentzen, causandone il ritiro, e l'episodio causò al tedesco uno stop&go. Il comando della corsa passò quindi a Fisichella, ma Schumacher, grazie ad una serie di giri veloci,[27] riuscì a riportarsi al comando e vincere, iniziando la sua rimonta nei confronti di Häkkinen. Al terzo posto giunse invece Irvine, seguito da Wurz, Barrichello e Magnussen, che conquistò il suo unico punto in carriera.

Grazie a questa vittoria Schumacher scavalcò Coulthard e si portò secondo a dodici punti di distanza dal leader del mondiale Häkkinen, mentre la Ferrari inseguiva a ventidue lunghezze nel campionato costruttori.

Eddie Irvine, secondo classificato al Gran Premio di Francia. Con questo suo piazzamento permise alla Ferrari di realizzare una doppietta che mancava dal 1990.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 1998.

Il Gran Premio di Francia segnò il ritorno come pilota ufficiale di Jos Verstappen al volante della Stewart al posto di Jan Magnussen. Il pilota danese, che aveva ricevuto dal team inglese un ultimatum,[28] non avendo soddisfatto i vertici della scuderia venne quindi sostituito. Sul piano tecnico, invece, la Ferrari portò diverse novità, tra cui nuovi alettoni anteriori e posteriori e un ripartitore di frenata.[29] Anche la Peugeot presentò un nuovo motore, che rispetto al precedente si differenziava per una maggior potenza.[29] Nonostante ciò le qualifiche furono dominate da Häkkinen, seguito da Schumacher, Coulthard e Irvine. Al via, anche a causa di alcuni problemi con la trasmissione dovuto ad una doppia partenza,[30] il finlandese della McLaren venne passato dai piloti Ferrari e si dovette accodare ad Irvine. Al pit-stop Coulthard, invece, ebbe problemi con la pompa del rifornimento e fu costretto, nella seconda sosta, a rientrare due volte. Il pilota scozzese fu quindi costretto a effettuare una rimonta, conclusa con la conquista del sesto posto finale. Intanto nelle prime posizioni Irvine riuscì a mantenersi davanti ad Häkkinen, concludendo secondo dietro al compagno di squadra. La Ferrari, quindi, riuscì a realizzare la prima doppietta dal Gran Premio del Messico 1990. Giunsero inoltre a punti Wurz (quarto) e Villeneuve (quinto). Con questo successo (il secondo consecutivo) Schumacher si portò a sei punti dal rivale finlandese, mentre nei costruttori la casa di Maranello era a undici punti di distacco dalla McLaren.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 1998.
David Coulthard costretto al ritiro al GP di Gran Bretagna

Il Gran Premio di Gran Bretagna vide il terzo successo consecutivo di Michael Schumacher e della Ferrari. Nonostante ciò le qualifiche avevano visto il dominio di Häkkinen, che aveva conquistato ancora una volta la pole. Al via l'altro ferrarista Irvine ebbe un problema con il sistema antistallo,[31] che gli causò una partenza lenta e la perdita di varie posizioni. Intanto Alesi riuscì a scattare bene e a guadagnare la quarta posizione, mentre anche Coulthard superò Villeneuve portandosi terzo, alle spalle di Schumacher. Grazie anche ad una buona strategia[31] Häkkinen guadagnò diversi secondi sul rivale tedesco, mentre Coulthard si ritirò per un testacoda. Varie uscite di pista, causate dall'asfalto bagnato,[31] fecero sì che entrasse la safety car, la quale contribuì a ricompattare il gruppo e ad annullare il vantaggio del finlandese della McLaren. Dopo il rientro della vettura di sicurezza Häkkinen compì un'uscita di pista e perse il comando della corsa, che passò a Schumacher. Il tedesco, però, compì un sorpasso in regime di bandiere gialle e a tre passaggi dal termine gli venne comminato uno stop&go. La Ferrari decise quindi di far rientrare il proprio pilota all'ultimo giro, ottenendo la vittoria, transitando però per la pit lane. Quest'episodio fu il primo nella storia della Formula 1.[31] Tramite questo successo Schumacher si portò a due punti da Häkkinen, mentre nel campionato costruttori la Ferrari era a sole tre lunghezze di distacco dalla McLaren.

Gran Premio d'Austria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Austria 1998.

La pioggia nelle qualifiche fece sì che, per la prima volta dall'inizio stagione, non ci fosse una McLaren in pole position. Questa fu conquistata da Fisichella, affiancato da Alesi, mentre dietro di loro si piazzarono Häkkinen e Schumacher. Al via il finlandese e il tedesco riuscirono ad andare al comando, ma nelle posizioni più arretrate vari incidenti, tra cui quelli di Takagi e Diniz, provocarono l'entrata della safety car. Al rientro della vettura di sicurezza Schumacher tentò più volte di superare Häkkinen, ma finì fuori pista danneggiando l'ala anteriore e fu quindi costretto ad una sosta ai box, rientrando sedicesimo. Intanto Fisichella ebbe dei problemi con il bocchettone della benzina, che si era bloccato,[32] e al suo rientro in pista si trovò appaiato ad Alesi, con cui ebbe un incidente subito dopo. Schumacher, intanto, riuscì a rimontare fino alla quarta posizione e, nel finale di gara, Irvine gli cedette la terza piazza. Al termine di questo Gran Premio il tedesco si ritrovava a otto punti di distacco dal suo rivale finlandese, mentre la Ferrari era ora a dodici lunghezze di distanza dalla McLaren.

Gran Premio di Germania[modifica | modifica wikitesto]

La Williams FW20. Con questa vettura il campione del mondo uscente Jacques Villeneuve non andò oltre due terzi posti e la quinta posizione in campionato.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 1998.

Per l'appuntamento in terra tedesca la Ferrari presentò, seguendo quanto fatto dalle altre scuderie,[33] una vettura a passo lungo. I risultati ottenuti durante alcuni test a Monza erano infatti buoni,[33] ma a Hockenheim i tempi sul giro furono deludenti, sicché il team italiano decise di utilizzare la vettura tradizionale. Nel tentativo di migliorare le prestazioni in qualifica venne pure utilizzato un alettone nuovo, mai collaudato prima,[33] senza però avere rilevanti vantaggi, infatti Irvine e Schumacher si qualificarono rispettivamente sesto e nono. Durante le prove libere, inoltre, il pilota della Tyrrell Ricardo Rosset ebbe un incidente e distrusse la propria vettura riportando una commozione cerebrale.[33] Le qualifiche vennero, ancora una volta, dominate dalle McLaren di Häkkinen e Coulthard. Al via i due piloti riuscirono a mantenere le proprie posizioni, seguiti da Ralf Schumacher, il quale girava sui loro stessi tempi in quanto più scarico di carburante.[34] Dopo le soste ai box i due piloti McLaren rimasero primo e secondo, ma Häkkinen cominciò a rallentare a causa di una perdita d'olio,[34] venendo raggiunto dal compagno di squadra e da Villeneuve. Il pilota canadese fu successivamente costretto a rallentare per problemi alla trasmissione[34] e dovette accontentarsi della terza piazza. La McLaren realizzò quindi una doppietta e Häkkinen portò a sedici punti di vantaggio nei confronti di Schumacher, giunto quinto.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 1998.

Durante le qualifiche del Gran Premio d'Ungheria i due piloti McLaren occuparono nuovamente la prima fila, seguiti da Schumacher e Hill. Al via le prime tre posizioni rimasero invariate, mentre Hill fu superato da Irvine. Per circa metà gara, però, non vi furono più sorpassi e solo con la seconda sosta di Schumacher le cose cambiarono; la Ferrari, infatti, decise di variare la propria strategia da due a tre soste e il tedesco riuscì a compiere vari giri record e a guadagnare i secondi necessari per rimanere davanti alle due McLaren. Inoltre sia Coulthard che Häkkinen avevano problemi di gomme.[35] La vettura del finlandese, inoltre, perdeva anche olio e aveva un guasto ad una ruota[35] e il pilota non riuscì ad andare oltre un sesto posto. Schumacher vinse quindi la corsa precedendo Coulthard e Villeneuve, che completarono il podio. In classifica piloti il tedesco ridusse a sette i punti di svantaggio, mentre nei costruttori la McLaren conduceva con ventitré lunghezze sulla casa di Maranello.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Un modellino della Prost AP01. L'unico punto per il team Prost Grand Prix venne ottenuto da Jarno Trulli al Gran Premio del Belgio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 1998.

Häkkinen, durante le prove, ottenne nuovamente il miglior tempo e partì in pole position, affiancato dal compagno di squadra. La domenica la gara si svolse sotto la pioggia e al via Coulthard, nel tentativo di resistere ad un attacco di Irvine, andò in testacoda provocando un incidente in cui rimasero coinvolte sedici vetture. La pista venne poi pulita e fu ordinata una seconda partenza, alla quale però non presero parte Salo, Panis e Rosset perché le loro scuderie non avevano due vetture di riserva[36] e Barrichello, ferito al gomito sinistro.[36] Allo spegnimento del semaforo Michael Schumacher tentò di superare Häkkinen, il quale, nel tentativo di mantenere la prima posizione, perse il controllo della vettura e fu colpito da Herbert. Qualche curva dopo si toccarono Wurz e Coulthard, con l'austriaco costretto al ritiro e lo scozzese che, invece, riuscì a continuare. Entrò quindi in pista la safety car, con Hill in testa alla corsa seguito dalle due Ferrari. Al rientro della vettura di sicurezza Schumacher prese il comando e cominciò a guadagnare parecchi secondi sugli inseguitori, fino a quando, al ventiseiesimo giro, non si ritrovò davanti Coulthard. Lo scozzese, che doveva essere doppiato, venne colpito dalla Ferrari del tedesco, il quale perse una ruota e fu costretto al ritiro. Rientrato nella pitlane, Schumacher si diresse verso i box McLaren e una volta trovato Coulthard lo accusò di aver frenato apposta per cercare l'incidente e tentò di aggredirlo,[37] ma venne trattenuto da Jean Todt e Stefano Domenicali e ricondotto al paddock della Ferrari. Intanto in pista Hill vinse la corsa davanti al compagno di squadra, facendo segnare quindi la prima e unica doppietta del team Jordan, e ad Alesi.

Nelle classifiche piloti e costruttori i punteggi rimasero invariati visto che né i piloti Ferrari né quelli McLaren avevano ottenuto punti.

Villeneuve al Gran Premio d'Italia

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 1998.

Su un circuito che pareva sfavorevole alla casa di Maranello[38] Schumacher conquistò la prima pole position dell'anno davanti a Villeneuve e Häkkinen. Al via, però, le due McLaren presero il comando, seguite da Irvine, Villeneuve e Schumacher. Nel corso dei primi passaggi il tedesco della Ferrari riuscì a sopravanzare il canadese della Williams e il compagno di squadra portandosi in terza posizione. Intanto Häkkinen, che aveva problemi di gomme,[38] perse terreno e dovette cedere la prima piazza al compagno di squadra, il quale, però, al sedicesimo passaggio fu costretto al ritiro per la rottura del propulsore. Questo ritiro provocò anche, a causa della nube di fumo bianco sprigionatasi dal motore,,[38] un errore di Häkkinen che fu superato da Schumacher. Dopo la prima serie di pit-stop il finlandese era più veloce del tedesco, ma, a causa di alcuni problemi ai freni,[38] andò in testacoda e arretrò fino in quarta posizione, venendo superato da Irvine e Ralf Schumacher. A punti giunsero anche Alesi e Hill, reduce da una lunga rimonta.

La Ferrari realizzò quindi la seconda doppietta della stagione e Schumacher raggiunse Häkkinen in classifica piloti a quota ottanta punti.

Gran Premio del Lussemburgo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Lussemburgo 1998.

Le qualifiche videro per la prima volta nella stagione una prima fila tutta Ferrari, con Schumacher davanti al compagno di squadra. Al via Irvine scattò meglio e si portò in testa, ma lasciò nel corso del primo giro la prima piazza al tedesco. Il nord irlandese doveva, infatti, coprire le spalle a Schumacher,[39] ma nel corso del tredicesimo passaggio venne superato da Häkkinen, il quale riuscì a guadagnare anche alcuni secondi sul leader della gara. Dopo il primo pit-stop, poi, il finlandese riuscì a passare Schumacher e, anche dopo la seconda sosta, mantenne la prima posizione.

Con questa vittoria Häkkinen guadagnò quattro punti sul rivale tedesco, mentre nel campionato costruttori alla McLaren bastava un solo punto per la conquista del titolo.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 1998.

Schumacher, costretto a vincere per conquistare il titolo e a sperare che Häkkinen non arrivi secondo, ottenne la terza pole position. Ricardo Rosset, poi, per la quinta volta nella stagione non si qualificò, stavolta a causa di problemi fisici.[40] Al via Trulli rimase fermo e fu quindi necessario ripetere l'operazione. Alla seconda partenza fu la vettura di Schumacher a non partire a causa di problemi alla frizione[40] e fu quindi retrocesso in fondo al gruppo. Al terzo via Häkkinen andò in testa, mentre il tedesco della Ferrari tentò di rimontare e dopo cinque giri si trovava in settima posizione, dietro alla Jordan di Hill. L'inglese, però, aiutato anche dalla potenza del proprio motore,[40] riuscì a tenere la sesta piazza e Schumacher lo passò dopo il primo pit-stop. Il tedesco recuperò poi fino alla terza posizione, ma al 38º passaggio l'esplosione della gomma posteriore destra, causata dai detriti lasciati da una precedente collisione tra Tuero e Takagi,[40] pose fino alla sua gara. Häkkinen vinse quindi la corsa e il suo primo titolo mondiale, mentre la McLaren conquistava il campionato costruttori.

Risultati e classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premi[modifica | modifica wikitesto]

Corsa Gran Premio Circuito Data Pole Position Giro più veloce Pilota vincitore Squadra vincitrice Resoconto
1 Australia Gran Premio d'Australia Melbourne 8 marzo Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos 29 marzo Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
3 Argentina Gran Premio d'Argentina Buenos Aires 12 aprile Regno Unito David Coulthard Austria Alexander Wurz Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
4 San Marino Gran Premio di San Marino Imola 26 aprile Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona 10 maggio Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco Montecarlo 24 maggio Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
7 Canada Gran Premio del Canada Montreal 7 giugno Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
8 Francia Gran Premio di Francia Magny-Cours 28 giugno Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
9 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone 12 luglio Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
10 Austria Gran Premio d'Austria A1-Ring 26 luglio Italia Giancarlo Fisichella Regno Unito David Coulthard Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheimring 2 agosto Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring 16 agosto Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps 30 agosto Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Regno Unito Damon Hill Irlanda Jordan-Mugen-Honda Resoconto
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza 13 settembre Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
15 Lussemburgo Gran Premio del Lussemburgo Nürburgring 27 settembre Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka 1º novembre Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto

Risultati qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
SPA
Spagna
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
LUS
Lussemburgo
GIA
Giappone
1 Canada Jacques Villeneuve 4 10 7 6 10 13 6 5 3 11 3 6 6 2 9 6
2 Germania Heinz-Harald Frentzen 6 3 6 8 13 5 7 8 6 7 10 7 9 12 7 5
3 Germania Michael Schumacher 3 4 2 3 3 4 3 2 2 4 9 3 4 1 1 1
4 Regno Unito Eddie Irvine 8 6 4 4 6 7 8 4 5 8 6 5 5 5 2 4
5 Italia Giancarlo Fisichella 7 7 10 10 4 3 4 9 10 1 7 8 7 11 4 10
6 Austria Alexander Wurz 11 5 8 5 5 6 11 10 11 17 7 9 11 7 8 9
7 Regno Unito David Coulthard 2 2 1 1 2 2 1 3 4 14 2 2 2 4 5 3
8 Finlandia Mika Häkkinen 1 1 3 2 1 1 2 1 1 3 1 1 1 3 3 2
9 Regno Unito Damon Hill 10 11 9 7 8 15 10 7 7 15 5 4 3 14 10 8
10 Germania Ralf Schumacher 9 8 5 9 11 16 5 6 21 9 4 10 8 6 6 7
11 Francia Olivier Panis 21 9 15 13 12 18 15 16 22 10 16 20 15 9 15 13
12 Italia Jarno Trulli 15 12 16 16 16 10 14 12 14 16 14 16 13 10 14 14
14 Francia Jean Alesi 12 15 11 12 14 11 9 11 8 2 11 11 10 8 11 12
15 Regno Unito Johnny Herbert 5 14 12 11 7 9 12 13 9 18 12 15 12 15 13 11
16 Brasile Pedro Diniz 20 22 18 18 15 12 19 17 12 18 12 13 16 20 17 18
17 Finlandia Mika Salo 16 20 17 14 17 8 17 19 13 6 17 13 18 16 16 15
18 Brasile Rubens Barrichello 14 13 14 17 9 14 13 14 16 5 13 14 14 13 12 16
19 Danimarca Jan Magnussen 18 16 22 20 18 17 20
19 Paesi Bassi Jos Verstappen 15 15 12 19 17 17 17 18 19
20 Brasile Ricardo Rosset 19 21 21 22 NQ NQ 22 18 20 22 NQ NQ 20 18 22 NQ
21 Giappone Toranosuke Takagi 13 17 13 15 21 20 16 20 17 20 15 18 19 19 19 17
22 Giappone Shinji Nakano 22 18 19 21 20 19 18 21 19 21 20 19 21 21 20 20
23 Argentina Esteban Tuero 17 19 20 19 19 21 21 22 18 19 21 21 22 22 21 21
Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
SPA
Spagna
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
LUS
Lussemburgo
GIA
Giappone

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti
1 Finlandia Mika Häkkinen 1 1 2 Rit 1 1 Rit 3 2 1 1 6 Rit 4 1 1 100
2 Germania Michael Schumacher Rit 3 1 2 3 10 1 1 1 3 5 1 Rit 1 2 Rit 86
3 Regno Unito David Coulthard 2 2 6 1 2 Rit Rit 6 Rit 2 2 2 7 Rit 3 3 56
4 Regno Unito Eddie Irvine 4 8 3 3 Rit 3 3 2 3 4 8 Rit Rit 2 4 2 47
5 Canada Jacques Villeneuve 5 7 Rit 4 6 5 10 4 7 6 3 3 Rit Rit 8 6 21
6 Regno Unito Damon Hill 8 SQ 8 10 * Rit 8 Rit Rit Rit 7 4 4 1 6 9 4 20
7 Germania Heinz-Harald Frentzen 3 5 9 5 8 Rit Rit 15 * Rit Rit 9 5 4 7 5 5 17
8 Austria Alexander Wurz 7 4 4 Rit 4 Rit 4 5 4 9 11 16 Rit Rit 7 9 17
9 Italia Giancarlo Fisichella Rit 6 7 Rit Rit 2 2 9 5 Rit 7 8 Rit 8 6 8 16
10 Germania Ralf Schumacher Rit Rit Rit 7 11 Rit Rit 16 6 5 6 9 2 3 Rit Rit 14
11 Francia Jean Alesi Rit 9 5 6 10 12 * Rit 7 Rit Rit 10 7 3 5 10 7 9
12 Brasile Rubens Barrichello Rit Rit 10 Rit 5 Rit 5 10 Rit Rit Rit Rit NP 10 11 Rit 4
13 Finlandia Mika Salo Rit Rit Rit 9 Rit 4 Rit 13 Rit Rit 14 Rit NP Rit 14 Rit 3
14 Brasile Pedro Paulo Diniz Rit Rit Rit Rit Rit 6 9 14 Rit Rit Rit 11 5 Rit Rit Rit 3
15 Regno Unito Johnny Herbert 6 11 * Rit Rit 7 7 Rit 8 Rit 8 Rit 10 Rit Rit Rit 10 1
16 Italia Jarno Trulli Rit Rit 11 Rit 9 Rit Rit Rit Rit 10 12 Rit 6 13 Rit 12 1
17 Danimarca Jan Magnussen Rit 10 Rit Rit 12 Rit 6 1
18 Giappone Shinji Nakano Rit Rit 13 Rit 14 9 7 17 * 8 11 Rit 15 8 Rit 15 Rit 0
19 Argentina Esteban Tuero Rit Rit Rit 8 11 Rit Rit Rit Rit Rit 16 Rit Rit 11 NC Rit 0
20 Brasile Ricardo Rosset Rit Rit 14 Rit NQ NQ 8 Rit Rit 12 NQ NQ NP 12 Rit NQ 0
21 Giappone Toranosuke Takagi Rit Rit 12 Rit 13 11 Rit Rit 9 Rit 13 14 Rit 9 16 Rit 0
22 Francia Olivier Panis 9 Rit 15 * 11 * 16 Rit Rit 11 Rit Rit 15 12 NP Rit 12 11 0
23 Paesi Bassi Jos Verstappen 12 Rit Rit Rit 13 Rit Rit 13 Rit 0
Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
SPA
Spagna
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
LUS
Lussemburgo
GIA
Giappone
Punti
1 Regno Unito McLaren-Mercedes Coulthard 2 2 6 1 2 Rit Rit 6 Rit 2 2 2 7 Rit 3 3 156
Häkkinen 1 1 2 Rit 1 1 Rit 3 2 1 1 6 Rit 5 1 1
2 Italia Ferrari M. Schumacher Rit 3 1 2 3 10 1 1 1 3 5 1 Rit 1 2 Rit 133
Irvine 4 8 3 3 Rit 3 3 2 3 4 8 Rit Rit 2 4 2
3 Regno Unito Williams-Mecachrome Villeneuve 5 7 Rit 4 6 5 10 4 7 6 3 3 Rit Rit 8 6 38
Frentzen 3 5 9 5 8 Rit Rit 15 Rit Rit 9 5 4 7 5 5
4 Irlanda Jordan-Mugen-Honda Hill 8 SQ 8 10 Rit 8 Rit Rit Rit 7 4 4 1 6 9 4 34
R. Schumacher Rit Rit Rit 7 11 Rit Rit 16 6 5 6 9 2 3 Rit Rit
5 Italia Benetton-Mecachrome Fisichella Rit 6 7 Rit Rit 2 2 9 5 Rit 7 8 Rit 8 6 8 33
Wurz 7 4 4 Rit 4 Rit 4 5 4 9 11 16 Rit Rit 7 9
6 Svizzera Sauber-Petronas Alesi Rit 9 5 6 10 12 Rit 7 Rit Rit 10 7 3 5 10 7 10
Herbert 6 11 Rit Rit 7 7 Rit 8 Rit 8 Rit 10 Rit Rit Rit 10
7 Regno Unito Arrows Salo Rit Rit Rit 9 Rit 4 Rit 13 Rit Rit 14 Rit NP Rit 14 Rit 6
Diniz Rit Rit Rit Rit Rit 6 9 14 Rit Rit Rit 11 5 Rit Rit Rit
8 Regno Unito Stewart-Ford Barrichello Rit Rit 10 Rit 5 Rit 5 10 Rit Rit Rit Rit NP 10 11 Rit 5
Magnussen Rit 10 Rit Rit 12 Rit 6
Verstappen 12 Rit Rit Rit 13 Rit Rit 13 Rit
9 Francia Prost-Peugeot Panis 9 Rit 15 11 16 Rit Rit 11 Rit Rit 15 12 NP Rit 12 11 1
Trulli Rit Rit 11 Rit 9 Rit Rit Rit Rit 10 12 Rit 6 13 Rit 12
10 Italia Minardi-Ford Nakano Rit Rit 13 Rit 14 9 7 17 8 11 Rit 15 8 Rit 15 Rit 0
Tuero Rit Rit Rit 8 15 Rit Rit Rit Rit Rit 16 Rit Rit 11 NC Rit
11 Regno Unito Tyrrell-Ford Rosset Rit Rit 14 Rit NQ NQ 8 Rit Rit 12 NQ NQ NP 12 Rit NQ 0
Takagi Rit Rit 12 Rit 13 11 Rit Rit 9 Rit 13 14 Rit 9 16 Rit
Pos Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
ARG
Argentina
SMR
San Marino
SPA
Spagna
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
GBR
Regno Unito
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
LUS
Lussemburgo
GIA
Giappone
Punti
Colore Risultati
Oro Vincitore
Argento 2º posto
Bronzo 3º posto
Verde Finita, a punti
Blu Finita, senza punti
Finita, non classificato (NC)
Viola Non finita (Rit)
Rosso Non qualificato (NQ)
Non pre-qualificato (NPQ)
Nero Squalificato (SQ)
Bianco Non partito (NP)
Celeste Disputa solo le prove (SP)
Iscritto alle prove libere - Terzo pilota (TP)
- dal 2003 al 2006
Vuoto Non prende parte alle prove (NPR)
Iscritto ma non presente, non arrivato (NA)
Ritirato prima dell'evento (WD)
Infortunato (INF)
Escluso (ES)
Gara cancellata (C)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pino Allievi, Candido Cannavò, Ferrari, mondiale annunciato in Gazzetta dello sport, 08 gennaio 1998, p. 19.
  2. ^ a b Arrivano Stewart e Benetton in Gazzetta dello sport, 12 gennaio 1998, p. 32.
  3. ^ a b Pino Allievi, Giorgio Piola, Benetton, tre motivi per vincere in Gazzetta dello sport, 16 gennaio 1998, p. 21.
  4. ^ a b Giancarlo Gavalotti, Ralf minaccia il fratello Michael in Gazzetta dello sport, 20 gennaio 1998, p. 23.
  5. ^ a b E a Barcellona debutta la Prost in Gazzetta dello sport, 20 gennaio 1998, p. 23.
  6. ^ a b Pino Allievi, Il nuovo Alesi riparte da Sauber in Gazzetta dello sport, 22 gennaio 1998, p. 21.
  7. ^ a b Giancarlo Gavalotti, La Tyrrell dell'addio fra gaffes, problemi di piloti e nuovi padroni in Gazzetta dello sport, 18 febbraio 1998, p. 24.
  8. ^ a b Pino Allievi, Giorgio Piola, Williams, una freccia mondiale in Gazzetta dello sport, 29 gennaio 1998, p. 22.
  9. ^ a b Pino Allievi, Giorgio Piola, La McLaren torna a ruggire in Gazzetta dello sport, 06 febbraio 1998, p. 24.
  10. ^ a b La Arrows imita il Cavallino. Motore e telaio fatti in casa in Gazzetta dello sport, 18 febbraio 1998, p. 24.
  11. ^ a b Raffaele Dalla Vite, Minardi si affida a Brunner per fare il salto di qualità in Gazzetta dello sport, 24 febbraio 1998, p. 26.
  12. ^ Pino Allievi, Il nuovo Alesi riparte da Sauber in Gazzetta dello Sport, 22 gennaio 1998, p. 21.
  13. ^ Andrea Cremonesi, Benetton punta su Fisichella in Gazzetta dello Sport, 23 luglio 1997, p. 17.
  14. ^ Giancarlo Galavotti, Hill compleanno amaro: via dalla Arrows in Gazzetta dello Sport, 18 settembre 1997, p. 25.
  15. ^ Andrea Cremonesi, Hill sposa Jordan con un sogno: "Rivincere il mondiale" in Gazzetta dello Sport, 20 settembre 1997, p. 21.
  16. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.86.
  17. ^ Giorgio Piola, Motori spenti un mese, da dicembre in pista le novità in Gazzetta dello sport, 30 ottobre 1997, p. 23.
  18. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.179.
  19. ^ a b c d e Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.87.
  20. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.20.
  21. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.21.
  22. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.185.
  23. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.187.
  24. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.22.
  25. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.189.
  26. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.90.
  27. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.191.
  28. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.25.
  29. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.91.
  30. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.193.
  31. ^ a b c d Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.195.
  32. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.197.
  33. ^ a b c d Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.92.
  34. ^ a b c Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.199.
  35. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.201.
  36. ^ a b Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.203.
  37. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.82.
  38. ^ a b c d Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.205.
  39. ^ Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.207.
  40. ^ a b c d Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, p.209.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Boccafogli, Paolo D'Alessio, Bryn Williams, F1 '98. La prima volta di Häkkinen, SEP, 1998, ISBN 88-87110-03-4.
  • Jean-François Galeron, Formula 1 98. The Grand Prix Season: Teams, Drivers, Circuits, Statistics, Queen Anne Press, 1998, ISBN 1-85291-593-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1 Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1