Castello di Schönbrunn

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Coordinate: 48°06′36″N 16°10′48″E / 48.11°N 16.18°E48.11; 16.18

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Castello di Schönbrunn
(EN) Palace and Gardens of Schönbrunn
Schloss Schoenbrunn DSC01996.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il castello di Schönbrunn (Schloß Schönbrunn in tedesco) si trova a Vienna ed è stato la sede della casa imperiale d'Asburgo dal 1730 al 1918. Una volta si trovava in campagna, ma ormai è stato inglobato dalla città e ora si trova a Hietzing, nella periferia ovest di Vienna.

Il nome di Schönbrunn gli venne dato dall'imperatore Mattia che, durante una battuta di caccia in quest'area, vi scoprì una fonte di acqua limpidissima da cui il nome di schön brunn ("bella fonte") ed è attorno a questa fonte, secondo la tradizione, che si sarebbe costituito poi il castello intero.

Oltre alla bellezza dei luoghi, il complesso del palazzo è noto per ospitare uno degli zoo più antichi al mondo.

Dal 1992 il castello è amministrato dall'azienda Schloss Schönbrunn Kultur- und BetriebsgesmbH[1].

Esso fu preso a modello dall'architetto veneziano Matteo Alberti per la progettazione del palazzo di caccia di Bensberg, eretto nel 1711 per il principe elettore del Palatinato, Giovanni Guglielmo, detto Jan Wellem.

Dal 1996 il palazzo ed il giardino sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di Schönbrunn

Prima della costruzione del castello[modifica | modifica wikitesto]

La residenza di caccia che sorgeva prima della costruzione dell'attuale castello in un'incisione del 1672

L'area corrispondente all'attuale castello viene per la prima volta menzionata nel 1311 col nome di Khattermühle, e qui sorgevano molti mulini. Dal 1312 l'area passò ad un monastero e successivamente venne acquisita nel 1548 dal sindaco di Vienna, Hermann Bayr, che decise di erigervi una propria residenza di campagna col nome di Katterburg o Gatterburg presso un mulino.

L'8 ottobre 1569 l'imperatore Massimiliano II acquisì l'intera proprietà di modo da utilizzarla come propria riserva di caccia. Egli colse anche l'occasione in una parte separata della grande proprietà per installarvi un primitivo zoo con uccelli esotici e i primi pavoni che approdarono a Vienna. Il mulino che era presente, venne abbattuto negli anni successivi e venne costruito al suo posto un piccolo casotto da caccia con annesse dipendenze.

Morto Massimiliano II (1576), il suo successore Rodolfo II si preoccupò solo di manutenere la proprietà che divenne riserva di caccia per il suo erede, l'imperatore Mattia. Proprio a quest'ultimo si rifà la tradizione che vuole che nel 1612 fosse stata scoperta, durante una battuta di caccia, una sorgente ("bella fonte"; in tedesco "schöner Brunnen") che dette poi il nome a tutto il comprensorio[1].

Ferdinando II e sua moglie Eleonora Gonzaga continuaro ad utilizzare il complesso come riserva di caccia fino alla morte dello stesso Ferdinando II[1], quando la sua consorte scelse di risiedere qui negli anni della sua vedovanza, tra il 1638 ed il 1643, dotando l'area anche di un castelletto[1], di un meleto e di un'orangerie. È in questo periodo che per la prima volta si ha traccia ufficiale del nome Schönbrunn[1].

La struttura venne danneggiata nel 1683 nel corso dell'attacco dei Turchi a Vienna, a tal punto che la struttura risultò inagibile. Fu Eleonora Gonzaga-Nevers, vedova di Ferdinando III che chiese di restaurare l'area, ma morì nel 1687, poco dopo l'inizio dei lavori.

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto definitivo del castello approvato nel 1696

Fu proprio a partire dal 1687 che il successore al trono Leopoldo I predispose l'edificazione di una nuova residenza per il figlio Giuseppe I.

Nel 1688 l'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta il "progetto Schönbrunn I" che nelle intenzioni del progettista avrebbe dovuto oscurare la Reggia di Versailles in Francia. Tale progetto ottenne lo scopo di presentare al sovrano il proprio talento e contemporaneamente di rinverdire l'attenzione del sovrano per l'opera. Nel 1689 Fischer ottenne la nomina di precettore d'architettura dell'erede al trono[2].

La fase attuativa, i cui lavori iniziarono nel 1696, si concretizzò tuttavia in un progetto meno ambizioso[1] che si basava in gran parte sulle strutture già esistenti, I lavori si bloccarono più volte a causa delle guerre di successione in Austria e nel 1705 ancora il castello non aveva preso una forma definitiva. Con la morte di Leopoldo, Schönbrunn diventò la residenza vedovile di sua moglie: Guglielmina Amalia[2].

Vennero chiamati molti intagliatori per costituire le basi del castello che venne fondato con la tipica "pietra dell'Imperatore", una dura pietra gialla, assai adatta a questo particolare scopo.

Residenza estiva della famiglia imperiale: l'epoca d'oro di Maria Teresa[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Schönbrunn come appariva sotto il regno di Maria Teresa in un dipinto del 1758 eseguito dal Canaletto. La struttura ha da allora mantenuto questo stile.

Fu l'imperatore Carlo VI a riprendere vivo interesse per il castello di Schönbrunn, intendendolo destinare a residenza estiva della famiglia imperiale, uso al quale rimase destinato sino al crollo della monarchia asburgica nel 1918. Egli però morì prima di riuscire a dare inizio ai nuovi lavori di ampliamento della struttura, che tra il 1743 ed il 1749 vennero portati avanti da sua figlia Maria Teresa d'Austria, che si avvalse della perizia dell'architetto Nicolò Pacassi per cambiare radicalmente l'assetto del piccolo palazzotto di caccia. Alcuni progetti alternativi oggi perduti vennero realizzati anche da Johann Michael Rottmayr.

All'epoca di Maria Teresa risale anche la maggior parte degli interni, che andarono proprio a fornire le basi per la crescita e lo sviluppo del rococò austriaco di cui oggi rappresentano ad ogni modo uno degli esempi più rilevanti.

Al fianco della residenza venne inoltre aperto dal 1747 il teatro di corte che ospitò tra l'altro rappresentazioni di Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart con conduttori gli stessi compositori.

Attorno al 1765 Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg, rappresentante del primo neoclassicismo, apportò gli ultimi cambiamenti alla struttura voluti da Maria Teresa dopo la morte del marito Francesco Stefano di Lorena. A partire dal 1772 Hetzendorf von Hohenberg lavorò alla costruzione della Gloriette in fondo al giardino, una loggia arcata costruita sulla collina al centro della veduta centrale del parco del castello.

Nel 1780 si conclusero i lavori, poco prima della morte di Maria Teresa, da questo momento il castello non sarà più abitato fino ai primi dell'Ottocento[2].

Tra XIX e XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello tra il 1890 e il 1900

Tra il 1805 ed il 1809, Napoleone Bonaparte prese residenza al castello di Schönbrunn.

A partire dal 1817 e per successivi due anni, si hanno alcuni interventi architettonici che dettero l'attuale aspetto al castello.

Nel 1830 vi nacque l'imperatore Francesco Giuseppe ed egli qui morì nel 1916, mentre nel 1918 l'imperatore Carlo I firmò la propria abdicazione che pose fine alla secolare monarchia austriaca.

Al termine della proprietà imperiale della struttura, parte di essa divenne una scuola per quasi 350 bambini, molti dei quali erano orfani di guerra o le loro famiglie non erano in grado di sostenere le spese di pagamento di un precettore.

Durante la guerra, nel 1945, la Gloriette ed il palazzo vennero danneggiati dalle bombe degli alleati. Il castello divenne quindi quartier generale locale delle truppe russe e poi inglesi, il che consentì nello stesso tempo un rapido restauro dei danni causati dal conflitto. Nel 1948 parte del castello divenne già accessibile ed aperta al pubblico.

Il castello oggi[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il castello di Schönbrunn conta 1.441 stanze di diversa grandezza; molte di queste sono destinate ad usi governativi, ma 190 sono aperte oggi al pubblico in forma di museo, con una stima annuale di 1,5 milioni di turisti approssimativi. il parco e le strutture annesse al grande palazzo contano invece circa 5,2 milioni di turisti all'anno (il numero dei turisti del giardino è maggiore perché per entrarvi non bisogna pagare il biglietto).

Il parco[modifica | modifica wikitesto]

Schoenbrunn giardini.jpg
La Gloriette

Il castello di Schönbrunn ed il suo parco sono elementi inscindibili l'uno dall'altro. Il parco, ampio e variegato, si presenta in stile barocco alla francese e venne progettato da Jean-Nicolas Jadot ed Adrian von Steckhoven sotto la direzione di Maria Teresa imperatrice. Un primo progetto del parco venne stilato dallo stesso Fischer von Erlach, ma questo decadde entro breve in quanto il progetto mal si accomodava alla grande area da riempire ed alle molteplici possibilità artistiche che si presentavano.

Il progetto venne attuato dal 1695 su progetto di Jean-Nicolas Jadot (già allievo di Le Notre, giardiniere del Re di Francia a Versailles), e venne costruito in anticipo sulla struttura stessa del palazzo per dar tempo alle piante di crescere ed il cantiere fu in attività sino al 1699. Tale progetto comprendeva probabilmente due soli parterres laterali al grande viale che ancora oggi attraversa il parco.

Con Maria Teresa, i cambiamenti al palazzo si riflessero anche sul giardino e già dal 1750, i due parterres laterali vennero allargati sino alle dimensioni attuali. La trasformazione del progetto venne anche fortemente voluta dall'imperatore Francesco Stefano il quale, tra il 1752 ed il 1753, vi fece erigere tra gli altri uno zoo, oltre ad un prezioso giardino botanico. Egli si servì dell'olandese Adrian van Steckhoven e del suo assistente Richard van der Schot per la costruzione del nuovo giardino. Nel 1755 venne terminata la costruzione dell'Orangerie.

Come si è già accennato, fu poi Maria Teresa a commissionare la costruzione della Gloriette in fondo al giardino, sette anni dopo la morte del marito e nel medesimo tempo venne anche costruita la grande fontana di Nettuno che ancora oggi troneggia in fondo al viale centrale del grande parco.

All'epoca neoclassica, sempre nel XVIII secolo, risalgono invece la fontana dell'Obelisco (1777) e la rovina (1778) di chiaro gusto d'epoca.

Fu l'imperatore Giuseppe II a disporre l'accesso al pubblico ai giardini imperiali, con grande dispiacere dell'aristocrazia che si trovava a dover passeggiare nei giardini con la popolazione comune, anche se il palazzo divenne un'importante luogo di aggregazione per la popolazione viennese.

Dalla fine della monarchia anche il palazzo è amministrato dalle dipendenze dello stato.

Il Grande Parterre[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Parterre (1900 c.)

L'area al centro del giardino forma il Grande Parterre, che venne realizzato attorno al 1780.

Questa parte del giardino venne realizzata come una grande spianata di prato con delle aiuole con fiori coloratissimi, affiancate sui lati da una lunga fila di alberi con 32 grandi statue, in gran parte progettate da Johann Christian Wilhelm Beyer e sono ispirate alla storia greca e romana con divinita o personaggi famosi dell'età antica.

La fontana di Nettuno[modifica | modifica wikitesto]

La fontana di Nettuno

Ai piedi della collina della Gloriette, in fondo al Grande Parterre ed al viale che conduce attraverso di esso, si trova la fontana di Nettuno (Neptunbrunnen), che chiude lo stesso parterre e che consente una visuale più armonica nell'elevarsi della collina retrostante.

La fontana venne eretta in soli quattro anni, poco prima della morte di Maria Teresa, e rappresenta Nettuno che governa le acque, attorniato da altre divinita marine tipiche della tradizione classica.

Le rovine romane[modifica | modifica wikitesto]

Le rovine romane

Nel 1778, in linea con gli orientamenti del neoclassicismo e su ispirazione del Piranesi, venne eretto un complesso di finte rovine romane che rappresentavano le terme di Tito e Vespasiano, anche se in un primo momento ottennero il più caratteristico nome di "Rovine di Cartagine".

L'area consiste in una un'area ad anfiteatro che copre una fontana di forma rettangolare che aumenta ancora di più l'impressione di trovarsi catapultati in una vera struttura di epoca romana. Al centro della fontana si trova un gruppo di statue creato dal Beyer che rappresentano le divinità della Moldava e dell'Elba, poste su un isolotto artificiale.

Sullo sfondo si coglie d'infilata un grande viale sul quale si trova una statua di Ercole. Si sa dai progetti che qui probabilmente era stata progettata una cascata che però non venne mai realizzata per l'eccessivo flusso di acqua richiesto e per le troppe spese di esecuzione.

Il legame con l'Impero Romano non solo conveniva al gusto dell'epoca, ma segnava anche un'autorità superiore trasmessasi dai romani agli Asburgo attraverso il Sacro Romano Impero che questi ultimi reggevano quasi ininterrottamente dall'epoca rinascimentale.

La fontana dell'Obelisco[modifica | modifica wikitesto]

La fontana dell'Obelisco

La fontana dell'Obelisco, di chiara ispirazione neoclassica, venne progettata e conclusa nel 1777 come ricorda un'iscrizione alla sua base.

Essa è costituita da una grotta artificiale che si eleva dalla vasca d'acqua sottostante ed è popolata di divinità fluviali. Alla sommità della grotta si trova invece un obelisco sostenuto da quattro tartarughe dorate. L'obelisco era considerato simbolo di assoluta stabilità e nell'antico Egitto simboleggiava le pure qualità del Faraone e l'espressione della continuità della casata regnante. I geroglifici incisi sulla struttura sono inni a glorificazione della famiglia regnante anche se all'epoca essi non erano ancora stati decifrati e si può perciò pensare ad una copiatura.

La Bella Fonte[modifica | modifica wikitesto]

La Bella Fonte

È questa una delle fontane più suggestive e cariche di storia di tutto il parco del castello viennese. Come da tradizione, fu questa la fonte scoperta dall'imperatore Mattia che diede il via poi alla costruzione stabile di una primitiva residenza di caccia che fu la base per la costruzione dell'attuale palazzo imperiale.

L'antica struttura posta a protezione della fonte, venne rimpiazzata nel 1771 dalla costruzione di una nuova fontana al coperto su progetto di Isidore Canevale. Essa ha la forma di un padiglione che culmina in un'abside finestrato ove si trova una statua rappresentante la divinità della Ninfa Egeria dalla cui cornucopia sgorga l'acqua della fonte antica. La statua venne eseguita da Wilhelm Beyer e venne posta in loco nel 1780. Le mura sono coperte da decorazioni a stucco rappresentanti delle piante lacustri e giuncheti a rilievo.

La voliera[modifica | modifica wikitesto]

La voliera

La voliera venne costruita attorno al 1750. Essa è costituita da una struttura di grandi dimensioni, con una conclusione tipicamente barocca ed un tetto in rame che termina con una piccola lanterna. All'ariosa struttura di rete circolare, vennero aggiunte quattro nicchie di mattoni di modo da servire da riparo notturno per gli uccelli della voliera stessa.

Il sistema di vialetti che conduce alla struttura, venne invece realizzato attorno al 1760 quando si svilupparono dei percorsi radianti tutto attorno alla voliera. I viali sono delimitati con una siepe squadrata.

La serra delle palme[modifica | modifica wikitesto]

La serra delle palme

Altra attrazione di rilievo nel parco del palazzo è la serra delle palme o la "Casa delle palme". Essa venne costruita per volere dell'imperatore Francesco Giuseppe I nel 1880 su commissione all'architetto Franz Xaver Segenschmid di modo da accomodare la grande collezione della famiglia imperiale di piante esotiche che veniva aperta periodicamente ma che doveva necessariamente stare in una serra per protezione. La struttura venne terminata nel 1883 con un'altezza 25 metri ed una larghezza di 28, facendo di essa una delle più imponenti serre d'Europa. Attualmente essa accoglie circa 4500 specie di piante differenti, di cui solo una parte sono impiantate direttamente nel terreno, mentre le altre si trovano in vasi che possono essere trasportati all'esterno durante i periodi estivi.

La casa del tramonto[modifica | modifica wikitesto]

La casa del tramonto

La struttura della cosiddetta "Casa del Tramonto" venne realizzata nel 1904 riprendendo lo stile antico del castello. Essa venne eseguita come una grande orangerie su progetto di Alfons Custodis per volere di Francesco Giuseppe I di modo da ospitare nuove essenze floreali e piante giunte dall'Australia e dal Sud Africa, oltre che dal Nord America.

Il labirinto[modifica | modifica wikitesto]

Il Labirinto classico.
Il Labirinto Nuovo.

All'interno del giardino sono presenti anche due labirinti: il Labirinto classico, fatto di siepi e fedele ricostruzione di quello originale, andato distrutto, e il Labirinto Nuovo, contenente una serie di attrazioni a tema.

Il Labirinto classico, costruito in origine fra il 1698 e il 1740, consisteva di quattro sezioni di diversa forma con un padiglione centrale rialzato dal quale si poteva osservare tutto il tracciato del labirinto. Nel XIX secolo il labirinto fu gradualmente abbandonato finché, nel 1892, fu abbattuto anche l'ultimo pezzo di siepe. Nell 1998 è stato realizzato un nuovo labirinto, dalla superficie complessiva di 1.715 m², cercando di ricostruirlo il più fedelmente simile all'originale. Recentemente è stata costruita una piattaforma dalla quale si può osservare il labirinto dall'alto.

Il Labirinto Nuovo si estende su una superficie di 2700 m², edi invita i visitatori a cimentarsi in vari giochi: giochi tattili, enigmi matematici, percorsi. Contiene un caleidoscopio] gigante che permette di osservarsi da tutte le prospettive. Al termine del percorso ci si dovrebbe ritrovare al centro del labirinto[3].

Altri piccoli giardini[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono molte altre aree verdi all'interno del parco del castello, di cui rilevanti sono il Kronprinzengarten o il Giardino Giapponese che ospitano essenze arboree esotiche o provenienti da altre parti d'Europa che hanno contribuito nel tempo a rendere questi giardini degli interessanti luoghi di studio per la botanica internazionale.

La gestione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 il castello è amministrato dall'azienda Schloss Schönbrunn Kultur- und BetriebsgesmbH, impresa di diritto privato, appositamente fondata[1]. Obiettivo dell'azienda quello di amministrare il sito in ottica turistica e culturale[1]. Le spese di conservazione, ordinarie e straordinarie, devono essere sostenute in autonomia senza ricorrere ad aiuti statali[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Sito istituzionale/Introduzione
  2. ^ a b c Sito istituzionale/La storia della costruzione I - XVII secolo.
  3. ^ Parco del castello di Schönbrunn. Labirinto, Castello di Schönbrunn. URL consultato il 7 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]