Giovanni Guglielmo del Palatinato
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Giovanni Guglielmo II di Wittelsbach-Neuburg, conosciuto anche come Giovanni Guglielmo del Palatinato-Neuburg e detto Jan Wellem (Düsseldorf, 19 aprile 1658 – Düsseldorf, 8 giugno 1716), figlio di Filippo Guglielmo del Palatinato e di Elisabetta Amalia di Assia-Darmstadt fu Principe Elettore Palatino (1690-1716), Duca Palatino di Neuburg (1690-1716), Duca di Jülich e Berg (1679-1716), e Duca del Palatinato Superiore e di Cham (1707-1714). Il 2 settembre 1690 successe al padre come principe elettore.
Indice |
Biografia [modifica]
Divenuto principe elettore Giovanni Guglielmo risiedette per il resto della propria vita nella città natale di Düsseldorf, preferendola ad Heidelberg, che aveva largamente distrutto nella sua forma originaria.
Nel 1678 sposò Maria Anna Giuseppina d'Asburgo (1654 – 1689), Arciduchessa d'Austria, figlia di Ferdinando III d'Asburgo e della sua terza moglie Eleonora Gonzaga-Nevers. Dal matrimonio nacquero due figli che tuttavia morirono entrambi il medesimo giorno della nascita (6 febbraio 1683 in Düsseldorf e 5 febbraio 1686 in Vienna).
Dopo la morte di Maria Anna Giuseppina, sposò Anna Maria Luisa de' Medici, figlia di Cosimo III de' Medici e della principessa Margherita Luisa d'Orléans. Dal secondo matrimonio non nacquero figli.
Con la Pace di Rijswijk (1697), che pose fine alla guerra di successione per il Palatinato, ottenne la restituzione dei territori del Palatinato occupati dalla Francia con la concessione che le misure francesi di conversione forzata al cattolicesimo non sarebbero state revocate (Clausola di Rijswijk), il che gli procurò nel Palatinato, specie presso i protestanti che costituivano la maggioranza religiosa dello stato, una scarsa popolarità, che invece ebbe in larga misura nel ducato di Jülich-Berg. Qui, grazie a sontuose costruzioni (ad es. il Castello di Bensberg), all'ampliamento del Castello di Düsseldorf e ad una dispendiosa vita di corte, procurò molti incarichi ad artisti ed artigiani di elevato livello, come ad esempio Jan Weenix, Eglon van der Neer, Rachel Ruysch e Adriaen van der Werff. Il castello di Schwetzingen divenne la sua residenza estiva. Nel 1708 rinnovò l'Ordine di Sant'Uberto.
A suo merito si ascrive soprattutto lo sviluppo dell'arte e della cultura. Nella residenza di Düsseldorf fondò la Pinacoteca con opere soprattutto di Rubens, che oggi costituiscono il nocciolo della Alte Pinakothek di Monaco. Il suo pittore fu Jean Frans van Douwen.
A Düsseldorf, sulla piazza del Rathaus (Marktplatz), si trova la sua statua equestre di Gabriel de Grupello[1].
Alla sua morte venne sepolto nella chiesa cittadina di S. Andrea.
Ascendenza [modifica]
Onorificenze [modifica]
| Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Uberto | |
| Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro | |
Note [modifica]
- ^ La leggenda vuole che tale monumento, che sta di fronte al municipio di Düsseldorf, fosse stato finanziato dai cittadini e che, dopo che il materiale era venuto a mancare all'artista prima che questi avesse terminato l'opera, siano intervenuti i cittadini completandolo con le loro posate d'argento.
Bibliografia [modifica]
- Arthur Kleinschmidt: Johann Wilhelm, Kurfürst von der Pfalz. In: Allgemeine Deutsche Biographie (ADB). Band 14, Duncker & Humblot, Leipzig 1881, S. 314–317.
- Max Braubach: Johann Wilhelm, Pfalzgraf von Neuburg. In: Neue Deutsche Biographie (NDB). Band 10, Duncker & Humblot, Berlin 1974, S. 516–518.
- Leo Mühlfahrt: Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg und die jülich-bergischen Landstände 1679–1716, Köln 1963.
- Otto Wirtz: Jan Wellem – Geliebter Verschwender. Erfurt 2004, ISBN 3-89702-665-1
Altri progetti [modifica]
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| Predecessore | Duca di Jülich e Berg | Successore |
|---|---|---|
| Filippo Guglielmo | 1679–1716 | Carlo Filippo |
| Predecessore | Duca del Palatinato-Neuburg | Successore |
|---|---|---|
| Filippo Guglielmo | 1679–1716 | Carlo Filippo |
| Predecessore | Elettore Palatino | Successore | |
|---|---|---|---|
| Filippo Guglielmo | 1690-1716 | Carlo III Filippo |
| Predecessore | Conte di Megen | Successore |
|---|---|---|
| Alessandro Ottone di Velen | 1697–1716 | Carlo Filippo |
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