Giovanni Giorgio I di Sassonia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni Giorgio I
Giovanni Giorgio I
Giovanni Giorgio I in un ritratto di Franz Luycx
Elettore di Sassonia
In carica 23 giugno 1611 – 8 ottobre 1656
Predecessore Cristiano II
Successore Giovanni Giorgio II
Nascita Dresda, 5 marzo 1585
Morte 8 ottobre 1656
Casa reale Casata di Wettin
Padre Cristiano I
Madre Sofia di Brandeburgo
Coniugi Sibilla Elisabetta di Württemberg
Maddalena Sibilla di Prussia
Figli Sofia Eleonora, Langravina d'Assia-Darmstadt
Maria Elisabetta, Duchessa di Holstein-Gottorp
Giovanni Giorgio II, Elettore di Sassonia
Augusto, Duca di Sassonia-Weissenfels
Cristiano, Duca di Sassonia-Merseburg
Maddalena Sibilla, Duchessa di Sassonia-Altenburg
Maurizio, Duca di Sassonia-Zeitz
Religione luteranesimo

Giovanni Giorgio I (5 marzo 1585Dresda, 8 ottobre 1656) fu principe elettore di Sassonia dal 1611 al 1656.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio secondogenito dell'elettore Cristiano I e di sua moglie Sofia di Brandeburgo, succedette a suo fratello Cristiano II nella carica dell'elettorato nel 1611, dopo la morte di costui.

La posizione geografica della Sassonia quanto il suo ruolo importante all'interno degli stati imperiali protestanti davano al suo elettore un ruolo di protagonista durante il periodo della guerra dei trent'anni. All'inizio del suo incarico, tuttavia, Giovanni Giorgio I assunse una posizione alquanto distaccata nei confronti del conflitto che lacerava il Sacro Romano Impero. La sua fedeltà alla religione protestante era indiscussa, tuttavia egli non aveva intenzione di rafforzare l'influenza e il potere politico del Brandeburgo né tantomeno del Palatinato; fu così che l'elettore di Sassonia si preparò a cambiare politica e a favorire la casata degli Asburgo e la fazione cattolica.

Spinto da queste motivazione nel 1619 favorì l'elezione di Ferdinando II d'Asburgo arciduca di Stiria al trono imperiale. Il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero assicurò il suo appoggio all'elettore di Sassonia nella sua nuova campagna in Boemia e questi rispettò la sua parte dell'accordo aiutando l'imperatore a scacciare dalla Boemia l'elettore palatino del Reno, Federico V, e occupando la Slesia e la Lusazia.

Quando fu ovvia l'intenzione dell'imperatore di sradicare il protestantesimo dal Sacro Romano Impero, la fedeltà di Giovanni Giorgio cominciò a traballare. Le cose peggiorarono quando l'imperatore promulgò nel 1629 l' editto di restituzione. Nonostante tutto l'elettore sassone rimase restio a spezzare la sua alleanza con l'imperatore. La sua indecisione fu manifesta quando nel 1631 dopo aver organizzato una assemblea dei principi protestanti a Lipsia si accontentò di manifestare una formale protesta contro l'editto senza andare oltre, nonostante i fervidi appelli del predicatore protestante Matthias Hoe von Hohenegg.

Nel frattempo il sovrano svedese Gustavo II Adolfo di Svezia era giunto in Germania. L'elettore di Sassonia non gli concesse il passaggio sull' Elba nel Wittenberg, impedendogli di impossessarsi di Magdeburgo. Tuttavia la riluttanza di Giovanni Giorgio a unirsi ai principi protestanti ebbe termine quando le armate imperiali, alla guida di Giovanni Tserclaes conte di Tilly, iniziarono a saccheggiare le terre di Sassonia, inducendolo a stringere nel settembre del 1631 una alleanza con il re svedese. Fu così che le truppe sassoni parteciparono a fianco degli Svedesi alla battaglia di Breitenfeld, nella quale vennero messe in rotta dagli imperiali costringendo lo stesso elettore alla fuga.

Dopo questa sconfitta Giovanni Giorgio tentò la rivincita invadendo la Boemia ed occupando Praga, ma subito dopo cercò di trattare la pace e le sue truppe offirono poca resistenza al condottiero Wallenstein che ricacciò i sassoni nei loro confini. Alla morte del sovrano svedese a Lützen nel 1632 l'elettore si rifiutò nuovamente di unirsi ai principi luterani sotto la guida della corona svedese.

Nel maggio 1635 egli trattò la tregua e la cessazione della guerra civile all'interno dell'impero con la pace di Praga tra l'imperatore e i principi luterani. Venne ricompensato dall'imperatore per i suoi sforzi e per la sua lealtà con l'acquisizione della Lusazia e dell'arcivescovato di Brandeburgo per suo figlio Augusto. Subito dopo la firma del trattato Giovanni Giorgio dichiarò guerra alla Svezia ma venne battuto a Wittstock nel 1636 e fu costretto a firmare una pace con gli svedesi che lo indussero a cedere Lipsia. Dopo la pace di Vestfalia la Sassonia mantenne quanto ottenuto con la pace di Praga e nel 1656 Giovanni Giorgio I morì, lasciando l'elettorato a Giovanni Giorgio II di Sassonia.

Matrimoni e figli[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Giorgio si sposò due volte. La prima con la principessa Sibilla Elisabetta, figlia di Federico I di Württemberg, che morì di parto. La seconda volta con Maddalena Sibilla di Hohenzollern, figlia di Alberto Federico di Prussia, dalla quale ebbe i seguenti figli che raggiunsero l'età adulta:

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Giorgio lasciò ai tre figli cadetti una parte dei territori, da cui le tre linee di Sassonia-Weissenfels, Sassonia-Merseburg e Sassonia-Zeitz. I domini di tutti e tre questi ducati ricaddero alla linea elettorale per estinzione oppure per rinuncia, rispettivamente nel 1746, nel 1738 e nel 1715.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Elettore di Sassonia Successore Coat of arms of Saxony.svg
Cristiano II 1611-1656 Giovanni Giorgio II

Controllo di autorità VIAF: 37254372 LCCN: n86030452