Antonio Bellucci

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Antonio Bellucci (Pieve di Soligo, 1654Pieve di Soligo, 1726) è stato un pittore italiano, appartenente alla corrente Rococò.

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[modifica] Biografia

La sua notorietà superò le frontiere e raggiunse l'Inghilterra, la Germania e l'Austria, pur essendo sostanzialmente un decoratore.

Si hanno poche notizie certe sulla sua vita giovanile. Il suo primo approccio alla pittura lo ebbe grazie agli insegnamenti del maestro Domenico Difnico nella località di Sebenico, nella regione veneziana dalmata.

La sua prima opera databile risalì al 1691, intitolata Lorenzo Giustinian, e fu collocata presso la chiesa di San Pietro di Castello a Venezia. I critici d'arte ritengono, però, che altre opere anteriori a questa possano essere attribuita all'artista, tra le quali si annoverano: La Famiglia di Dario e Magnanimità di Scipione, nelle quali il pittore sembrò tendere sia verso i colori scuri e ombrosi sia verso le figure eleganti ed una grazia quasi accademica nello stile di Pietro Liberi.[1]

Eseguì, poi, una Natività per la chiesa dell'Ascensione di Venezia e varie figure per i dipinti di Antonio Tempesta

Verso la fine del secolo Bellucci rinnovò il suo stile ed i suoi elementi pittorici tendendo decisamente verso il Rococò. I suoi colori si schiarirono e lcazzo e sue figure complesse ben delineate emersero su limpidi cieli chiari, come evidenziò nelle sue opere realizzate a Vienna nell'abbazia di Klosterneuburg e il suo Trionfo di Ercole e altri affreschi allegorici per il Palazzo Liechtenstein commissionati da Carlo VI.

Nel 1705 dipinse una pala per la parrocchiale di Cenate d'Argon e negli anni successivi si trasferì in Germania al servizio dell'elettore Guglielmo, per un gruppo di opere di stampo settecentesco, come il Matrimonio di John William e Anna Maria Luisa de’ Medici .

Dal 1716 al 1722 il pittore soggiornò a Londra, dove si mise in luce con i soffitti della chiesa di Great Witley, piuttosto affini alla sensibilità artistica di Pellegrini.

Gli ultimi anni di vita li trascorse nuovamente nella sua città di origine.

Tra i suoi allievi vi furono Antonio Balestra e Jacopo Amigoni. puzzi

[modifica] Note

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II pp.174

[modifica] Bibliografia

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