Zodiaco

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Lo zodiaco rappresentato in un mosaico del VI secolo nella sinagoga di Beit Alfa, oggi in Israele

Lo zodiaco (dal greco ζῳδιακός, "zōdiakos", parola a sua volta composta da ζώον, zòon, "essere vivente" e "òdos", "percorso") è una fascia della volta celeste che si estende all'incirca per 8° da entrambi i lati dell'eclittica (il percorso apparente del Sole nel suo moto annuo) e comprendente anche i percorsi apparenti della luna e dei pianeti. Le stelle dello zodiaco sono state raggruppate in costellazioni, alle quali da tempo immemorabile sono stati assegnati nomi di esseri viventi, reali o fantastici.

Suddivisioni dello zodiaco[modifica | modifica sorgente]

Le stelle della fascia zodiacale erano utilizzate dagli astronomi mesopotamici come punti di riferimento per registrare la posizione del sole, della luna e dei pianeti[1]. A questo scopo nel MUL.APIN vengono elencate diciassette stelle/costellazioni poste nel "sentiero della luna".

Nel V secolo (o poco prima) col perfezionarsi degli strumenti di osservazione i babilonesi preferirono dividere lo zodiaco in dodici segmenti di 30° ciascuno, assegnando convenzionalmente ad ognuno il nome di una costellazione.

In epoca seleucide, infine, ogni segmento venne suddiviso in dodicesimi di 2,5 ° ognuno, che successivamente i greci chiamarono dodekatemoria (cioè appunto dodici parti), nome tuttora utilizzato.

I babilonesi denominarono ancora convenzionalmente questi dodicesimi secondo le dodici costellazioni, creando dodici "microzodiaci", che in questo caso non avevano più nulla a che fare con la loro posizione astronomica vera. Il primo dodicesimo era indicato con lo stesso nome del segno zodiacale di cui faceva parte, seguivano gli altri dodicesimi contrassegnati con i segni zodiacali successivi. Ad esempio il primo dodicesimo del segno del Leone era contrassegnato ancora con il Leone. Ad esso faceva seguito la Vergine del Leone e così via.

In Egitto, invece, ogni segmento era diviso in tre parti, dette decani, perché hanno un'ampiezza di dieci gradi.

Le due intersezioni dello zodiaco col piano equatoriale cosmico, dette "punto gamma" e "punto omega" corrispondono agli equinozi e le loro date furono spesso utilizzate come capodanno sin dall'antichità.

Il punto gamma è considerato tuttora il punto iniziale dello zodiaco ed è chiamato anche "primo punto d'Ariete", perché questo nome fu stabilito quando l'equinozio di primavera coincideva con l'ingresso del sole nella costellazione dell'Ariete.

Le suddivisioni dello zodiaco sono dette costellazioni in astronomia e segni zodiacali in astrologia. I segni dello zodiaco utilizzati in occidente sono quelli descritti dall'astronomo e astrologo alessandrino Tolomeo nel II secolo d.C.

Oltre ai segni zodiacali dell'astrologia occidentale ce ne sono altri, definiti nell'astrologia vedica e nell'astrologia cinese, in cui lo zodiaco viene suddiviso in 27/28 case.

Astronomia[modifica | modifica sorgente]

Lo zodiaco è una regione della volta celeste utile da individuare per le sue implicazioni pratiche: tutti i pianeti e la maggior parte degli altri corpi celesti del sistema solare sono visibili solo nella regione dello zodiaco. Un osservatore che vedesse un oggetto molto luminoso al di fuori della regione zodiacale sa che non può trattarsi di un pianeta. Gli osservatori vicini ai poli terrestri non possono osservare facilmente i pianeti perché lo zodiaco è troppo vicino all'orizzonte.

L'astronomia moderna ha dimostrato che le costellazioni sono raggruppamenti casuali di stelle, privi di significato naturale e composte da stelle non vicine nello spazio tridimensionale, anzi in alcuni casi separate da enormi distanze, nonostante appaiano vicine nella nostra percezione bidimensionale dello spazio.

Le costellazioni introdotte dagli antichi astronomi/astrologi (tutte, non solo quelle deIlo zodiaco) sono state definite con precisione nel 1930 dall'Unione Astronomica Internazionale in modo che ogni punto della volta celeste appartenga ad una e una sola costellazione. I confini sono disegnati con segmenti rettilinei, seguendo linee di ascensione retta e declinazione valide per l'epoca B1875,0, cioè secondo la posizione della volta celeste nel 1875 (tale posizione varia a causa della precessione degli equinozi).

In astronomia lo zodiaco comprende anche l'Ofiuco, costellazione effettivamente presente nella fascia zodiacale, ma trascurata in passato per ridurre a dodici il numero dei segni zodiacali. L'eclittica passa molto vicina all'estremità nordoccidentale della Balena, perciò alcuni pianeti e la Luna possono transitarvi brevemente. La Balena, tuttavia, non può essere considerata una costellazione zodiacale.

Astrologia[modifica | modifica sorgente]

Nell'astrologia occidentale, lo zodiaco è suddiviso in dodici parti uguali, di 30° di ampiezza ciascuna, dette segni zodiacali. I segni zodiacali ricevono il nome da dodici costellazioni situate lungo l'eclittica, ma per il resto queste ultime sono del tutto ignorate dall'astrologia occidentale tradizionale. Infatti:

  • l'astrologia occidentale prende in considerazione solo le componenti mobili del cielo, ossia sole, luna e pianeti.
  • Anticamente il periodo del primo segno zodiacale, l'Ariete, iniziava quando il sole transitava per il punto in cui il piano dell'eclittica interseca il piano equatoriale terrestre, al momento cioè dell'equinozio di primavera. Tale punto è detto vernale o anche primo punto d'Ariete o punto gamma, e vede l'eclittica entrare nell'emisfero boreale della Terra.
  • Anche oggi il periodo del primo segno zodiacale, l'Ariete, inizia il giorno dell'equinozio di primavera, il 21 marzo, ma il sole è ancora nella costellazione dei Pesci, dove rimane fino a metà aprile. A causa, infatti, della precessione degli equinozi, le costellazioni sono sempre meno sovrapposte alle omonime suddivisioni dello zodiaco. Essendo la precessione un fenomeno ciclico, la corrispondenza approssimativa tra segni e costellazioni si ripresenta ogni 25.800 anni circa.

Nell'astrologia occidentale tradizionale, detta "tropica", si fa riferimento alla posizione del punto gamma valida all'epoca del primo ampio manuale astrologico, il Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, in modo che le previsioni restino ancorate al ciclo delle stagioni.[2] In altre tradizioni astrologiche, come quella indiana, detta "siderale", si fa invece riferimento alla posizione attuale del punto vernale: le previsioni, in questo caso, sono ancorate alla posizione reale delle costellazioni zodiacali.[3]

Differenza di date del percorso del Sole tra zodiaco astronomico e astrologico[modifica | modifica sorgente]

La tabella seguente mostra le differenze del percorso del sole, visto dalla terra, nello zodiaco astronomico, che coincide con le costellazioni reali, e nello zodiaco astrologico, esclusivamente basato su calcoli matematici. Le date riportate sono calcolate sul meridiano di Greenwich e sono solo indicative, in quanto il passaggio da un segno all'altro non solo non cade alla mezzanotte, ma di anno in anno varia di circa 6 ore (18 ore nei 12 mesi successivi al 29 febbraio negli anni bisestili). Per un'analisi più precisa vanno consultate le effemeridi.[4]

Segno Simbolo Date astrologiche Date astronomiche
(J2000)
Tropicale Siderale
Ariete ariete
Ariete
21 marzo20 aprile 14 aprile14 maggio 19 aprile13 maggio
Toro toro
Toro
21 aprile20 maggio 15 maggio14 giugno 14 maggio19 giugno
Gemelli gemelli
Gemelli
21 maggio21 giugno 15 giugno16 luglio 20 giugno20 luglio
Cancro granchio
Cancro
22 giugno22 luglio 17 luglio16 agosto 21 luglio9 agosto
Leone leone
Leone
23 luglio23 agosto 17 agosto16 settembre 10 agosto15 settembre
Vergine giovane donna
Vergine
24 agosto22 settembre 17 settembre17 ottobre 16 settembre30 ottobre
Bilancia bilancia
Bilancia
23 settembre22 ottobre 18 ottobre16 novembre 31 ottobre22 novembre
Scorpione scorpione
Scorpione
23 ottobre22 novembre 17 novembre15 dicembre 23 novembre29 novembre
Ofiuco serpentario
Ofiuco
    30 novembre17 dicembre
Sagittario arciere
Sagittario
23 novembre21 dicembre 16 dicembre14 gennaio 18 dicembre18 gennaio
Capricorno mostro marino
Capricorno
22 dicembre20 gennaio 15 gennaio12 febbraio 19 gennaio15 febbraio
Aquario portatore d'acqua
Aquario
21 gennaio19 febbraio 13 febbraio14 marzo 16 febbraio11 marzo
Pesci pesci
Pesci
20 febbraio20 marzo 15 marzo13 aprile 12 marzo18 aprile

Le date "tropicali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'equinozio di primavera) sono usate nell'astrologia occidentale; le date "siderali" (che dividono lo zodiaco a partire dall'allineamento del sole con il punto della sfera celeste detto d'Ariete o gamma, e non risentono direttamente della precessione degli equinozi citata prima) sono usate in altre tradizioni astrologiche.

I segni dello zodiaco come calendario stagionale[modifica | modifica sorgente]

Molti simboli (animali) attribuiti alle costellazioni zodiacali, ancora oggi in uso, sono di origine sumerica[5].

I simboli più antichi come Toro, Scorpione, Leone e Aquario indicavano i quadranti del cielo corrispondenti agli equinozi e ai solstizi, com'erano localizzati nell'Età del Toro (IV-III millennio a.C.). Con la precessione degli equinozi la funzione passò alle costellazioni successive, cioè rispettivamente ad Ariete, Bilancia, Cancro e Pesci. Toro e Ariete corrispondono all'equinozio di primavera, quando le greggi ricominciano a figliare. La Bilancia corrisponde all'equilibrio tra notte e giorno nell'equinozio d'autunno; il declino del potere del sole è ricordato dallo Scorpione, simbolo di oscurità. Il Leone, simbolo del fuoco, rappresenta il caldo estivo, mentre il Cancro (=gambero), che procede indietreggiando, rappresenta la ritirata del sole dal suo punto più settentrionale nel solstizio d'estate. L'Aquario, infine, portatore d'acqua corrisponde alla stagione piovosa; i Pesci simboleggiano il ritorno della vita e il nuovo inizio dell'agricoltura.

Iconologia dello zodiaco[modifica | modifica sorgente]

Il mondo giudeo-cristiano ereditò dalla tradizione antica anche l'uso dello zodiaco. Pur essendo ideologicamente contrari all'astrologia, l'ebraismo e il cristianesimo si appropriarono del repertorio di immagini fornito dallo zodiaco, conservandone e replicandone le rappresentazioni soprattutto in funzione calendariale, e finalizzandole, in particolare, ad illustrare la sequenza stagionale dei lavori agricoli.

In questo modo la rappresentazione dello zodiaco non uscì mai completamente dal sistema di segni cristiano, e anzi compare in cattedrali, chiese e monasteri medioevali[6].

Alla fine del Medioevo l'intreccio tra le conoscenze provenienti dal mondo islamico e il risorgere della cultura antica consentì all'astrologia di rifiorire vigorosamente, e al repertorio delle immagini zodiacali di recuperare complessità e raffinatezza, e di uscire dai limiti dell'uso in edifici religiosi per entrare anche nella decorazione degli edifici civili, sia pubblici che signorili[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "The ancient zodiac, however, began as a mathematical standard for calculating positions of celestial bodies", Francesca Rochberg, Babylonian Astral Science in the Hellenistic World: Reception and Transmission, Center for Advanced Study, Ludwig Maximilians Universität, München, Report 4/2010, p. 6. qui
  2. ^ Rosanna Zerilli, Astrologia di Horus, Edizioni Mediterranee, 1997, pp. 27-28, ISBN 88-272-0483-0.
  3. ^ Rosanna Zerilli, Astrologia di Horus, Edizioni Mediterranee, 1997, p. 28, ISBN 88-272-0483-0.
  4. ^ Effemeridi di Astrodienst
  5. ^ Rene Labat, Florence Malbran-Labat, Manuel d'epigraphie akkadienne. Signes, Syllabaire, ideogrammes, VI edizione.
  6. ^ Si pensi al mosaico della Cattedrale di Otranto, agli affreschi dell'aula gotica del monastero dei Santi Quattro coronati a Roma, a san Miniato al Monte a Firenze. Ma a Roma nel Settecento sono ancora i segni zodiacali a segnare il passaggio mensile del sole lungo la linea della meridiana di Santa Maria degli Angeli, e nella novecentesca chiesa di Santa Maria Liberatrice, a Testaccio, sono mosaici raffiguranti la sequenza dei segni dello zodiaco a guidare i passi di chi entra, dal portale all'altare.
  7. ^ Si veda in Italica, la scheda Rinascimento - Arte e astrologia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Verderame, The Primeval Zodiac: Its Social, Religious, and Mythological Background", in J.A. Rubiño-Martín et al., Cosmology Across Cultures, ASP Conference Series 409, San Francisco, 2009, pp. 151-156.

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