Damon Hill

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Damon Hill
Damon Hill juillet 1995.jpg
Dati biografici
Nome Damon Graham Devereux Hill
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Altezza 182 cm
Peso 78 kg
Automobilismo Automobilismo
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Ritirato 1999
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1992-1999
Scuderie Brabham, Williams, Arrows, Jordan
Mondiali vinti 1 (1996)
GP disputati 122 (115 partenze)
GP vinti 22
Podi 42
Punti ottenuti 360
Pole position 20
Giri veloci 19
Statistiche aggiornate al Gran Premio del Giappone 1999

Damon Graham Devereux Hill (Londra, 17 settembre 1960) è un ex pilota automobilistico britannico, vincitore di 22 Gran Premi di Formula 1 e campione del mondo nel 1996.

Figlio d'arte, anche suo padre Graham Hill è stato campione del mondo di Formula Uno. Dopo aver iniziato la sua carriera nel motociclismo, vincendo anche un'importante gara a Brands Hatch nel 1985, Hill passò poi all'automobilismo, facendo una lunga gavetta nelle formule minori e debuttando in Formula 1 a trentadue anni, nel 1992. La sua permanenza nella massima serie è stata contrassegnata nelle stagioni 1994, 1995 e 1996 da continui duelli con il tedesco Michael Schumacher, i quali hanno successivamente dato luogo a controversie legate al comportamento dell'uno o dell'altro pilota. Ritiratosi nel 1999 Hill è rimasto nell'ambiente delle corse seppur non come pilota e dal 2006 è presidente del Club dei piloti britannici. Nel 2012 è stato commentatore delle gare di F1 per Sky Sport F1.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Hill nacque a Hampstead, Londra, il 17 settembre 1960 da Graham e Bette Hill. Graham Hill era un pilota di Formula 1 campionato del mondo nel 1962 e nel 1968 ed è diventato un personaggio molto noto nel Regno Unito. La carriera di Graham Hill ha fornito una vita confortevole a Damon tanto che nel 1975 la famiglia viveva in una casa di campagna di 25 stanze in Hertfordshire e Damon ha frequentato la Haberdashers' Aske's Boys' School.[1] La morte del padre in un incidente aereo nel 1975 lasciò il quindicenne Hill, la madre e le sorelle Samantha e Brigitte in circostanze economiche drasticamente ridotte tanto che fu costretto anche a lavorare come operaio e corriere per pagarsi le partecipazioni alle corse.

Hill è sposato con Susan Georgie (nata il 29 aprile 1961) e la coppia ha quattro figli: Oliver (nato il 4 marzo 1989), Joshua (nato il 9 gennaio 1991), Tabitha (nata il 19 Luglio 1995) e Rosie (nata il 1º febbraio 1998). Oliver è nato con la sindrome di Down e Hill e Georgie sono entrambi patroni della Associazione Sindrome di Down.

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Motociclismo[modifica | modifica sorgente]

Damon Hill ha iniziò la sua carriera nel mondo del motociclismo usando un casco con la stesso semplice design di colori di suo padre, argento e nero che inspirati a quelli del London Rowing Club del quale Graham Hill faceva parte nei primi anni 1950. Hill non fu un talento precocissimo ed anzi iniziò la sua carriera nel mondo dei motori relativamente tardi. Inizialmente tentò la carta del motociclismo e nel 1983 vinse il Gran Premio del circuito di Brands Hatch per la classe 350. Damon corse in moto dal 1979 al 1984, ottenendo con la Yamaha TZ 350 un totale di 40 vittorie. Sua madre, che era preoccupata per i pericoli delle corse in moto, lo persuase a tentare la carriera agonistica con le macchine.

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Il casco nero di Hill usato durante la sua carriera

Nell'agosto 1984 vinse la sua prima gara in automobile, a Brands Hatch, con una Formula Ford 1600. L'anno successivo passò definitivamente dalle due alle quattro ruote, correndo in Formula Ford per il team Van Diemen, con il quale raggiunse risultati positivi senza però sfondare: quinto nel Campionato Townsend Thoresen e terzo nel Campionato Esso, con un totale di sei vittorie.

Nel 1986 passò alla Formula 3 inglese, correndo con il team Murray Taylor Racing, finendo nono in classifica con un secondo posto. Nel 1987, col Team Cellnet Ricoh, vinse due gare, arrivando due volte secondo e due terzo, riuscendo a mettere a segno due pole position e due giri più veloci in gara e giungendo quinto nel Campionato. Con lo stesso team arrivò terzo nel 1988 con due vittorie, due secondi posti, quattro terzi, due pole position, un giro più veloce in gara. Inoltre arrivò secondo nel prestigioso Gran Premio di Macao.

Sempre nel 1988 partecipò a due gare in Formula 3000 con il Team GA Motorsport (ritirato a Zolder, ottavo a Digione). Nel 1989 corse una gara nel Campionato Britannico di Formula 3000 ad Oulton Park, finendo terzo; corse una gara nel BTCC, a Donington Park, finendo quarto al volante di una Ford Sierra RS500; partecipò alla 24 ore di Le Mans del 1989 a la Sarthe con la Porsche 962 del Team Richard Lloyd Racing alternandosi alla guida con Steven Andskär e David Hobbs ma dovette ritirarsi dopo 228 giri.

A luglio 1989 venne chiamato dal Team Footwork Formula per correre nelle sei gare conclusive del Campionato Internazionale di Formula 3000. Riuscì a qualificare la macchina (una Mooncraft-Mugen) in tutte e sei le gare, mentre nella prima parte del campionato la Footwork non era mai riuscita ad entrare nella griglia di partenza. Comunque la poca competitività dell'auto non gli permise altro che un misero quattordicesimo posto al Gran Premio di Spa.

Nel 1990 Damon passò al Team MiddleBridge F.3000, per correre il Campionato Internazionale con una Lola-Cosworth T90/50. Mise a segno tre pole position e due giri più veloci. Il miglior risultato, però, fu solo un secondo posto a Brands Hatch.

Nel 1991 sempre con lo stesso team, ma con una Reynard/Cosworth 91D, Damon ottenne come migliori risultati un terzo posto a Nogaro e due quarti a Vallelunga e Le Mans. Con le credenziali di pilota veloce sul giro singolo, ma non concreto (in Formula 3000 non otterrà mai una vittoria), nel corso del 1991 venne assunto come collaudatore dal team Williams-Renault di Formula 1.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Il debutto alla Brabham[modifica | modifica sorgente]

Collaudatore della Williams nel 1991, ha debuttato in Formula 1 nel Gran Premio di Gran Bretagna al volante di una Brabham-Judd. Hill prese il posto di Giovanna Amati per il Gran Premio di San Marino, senza ottenere grossi risultati utili. Hill non riuscì a qualificarsi per una gara nei suoi primi cinque tentativi. Nonostante il mezzo, si qualifica comunque al primo tentativo, nel gran premio di Silverstone, partendo ventiseiesimo e finendo sedicesimo. Riesce anche a correre il GP di Ungheria, finendo undicesimo, dopo essere partito dalla venticinquesima posizione, la gara fu comunque ricordata per la conquista del titolo mondiale da parte di Nigel Mansell sulla Williams FW14 collaudata proprio da Hill. Quel Gran Premio segna anche l'ultima presenza del glorioso team inglese in Formula 1.

Gli anni in Williams[modifica | modifica sorgente]

1993
La Williams FW15C gudata da Hill nel 1993

Grazie alle qualità e alla padronanza del mezzo dimostrata come test driver, Damon venne "promosso" da Frank Williams e Patrick Head a seconda guida del team Williams-Renault al posto del campione del mondo in carica Nigel Mansell per partecipare al Campionato mondiale di Formula Uno. Non potendo correre con il numero 1, riservato al campione del mondo in carica, il primo anno corse con il numero 0. Suo compagno fu il francese Alain Prost appena rientrato nelle corse dopo un anno sabbatico.

Correndo con la Williams-Renault FW15C dotata di sospensioni attive, considerata una delle migliori monoposto di F1 di sempre,[2] la stagione di Hill non iniziò benissimo: al suo debutto in Sudafrica sul Circuito di Kyalami finì in testacoda al primo giro e dovette ritirarsi al sedicesimo. La gara dopo, in Brasile, Hill giunse secondo dietro alla McLaren di Ayrton Senna conquistando il suo primo podio in Formula 1. Hill continuò ad impressionare e conquistò la sua prima pole position al Gran Premio di Francia dove solo un ordine di scuderia lo congelò al secondo posto dietro Prost. Hill sfiorò il suo primo successo nei gran premi di Gran Bretagna e Germania dove dovette ritirarsi per problemi alla vettura e successivamente vinse il suo primo Gran Premio nel circuito di Hungaroring, in Ungheria il 15 agosto. Durante la seconda parte della stagione ottenne altre 2 vittorie, in Italia a Monza e in Belgio tentando una forsennata rimonta in classifica ai danni di Prost che vinse comunque il campionato. Alla fine del campionato fu terzo con 69 punti dietro solo al compagno Alain Prost e alla McLaren-Ford di Ayrton Senna.

Capitan Zero[modifica | modifica sorgente]

La Williams-Renault con il numero 0

Nel 1993, ad Hill fu assegnato il numero 0, in quanto la Williams stessa l'anno precedente aveva vinto il Campionato costruttori e Nigel Mansell, che vinse quel Mondiale, decise di ritirarsi dalla F.1 (e solo al campione uscente spettava un numero 1 da affiggere sulla propria scocca). Anche nel 1994 Damon Hill continuò a correre con il numero 0, in quanto il detentore del titolo, Alain Prost, come Mansell l'anno precedente, decise di ritirarsi dopo la vittoria.

Questi rimangono tuttora gli unici casi di numero 0 in Formula 1, ad eccezione del pilota sudafricano Jody Scheckter che lo portò nel 1973 sulla McLaren in occasione dei Gran Premi di Canada e Stati Uniti.

1994

L'anno successivo, il 1994, ebbe come compagno di team Ayrton Senna, che sembrava destinato a stravincere con la nuova Williams FW16. La nuova macchina era però estremamente pericolosa e difficile da guidare tanto che Senna morì tragicamente in un incidente nel Gran Premio di San Marino a causa della rottura del piantone dello sterzo; dopo la sua scomparsa Frank Williams ripose tutte le sue speranze sull'inglese mentre sulla seconda macchina si alternarono David Coulthard e Nigel Mansell. La situazione era tanto difficile quanto imbarazzante: dopo quattro round Michael Schumacher sulla Benetton-Ford aveva 40 punti e Hill solo 7 e durante il corso di tutta la stagione il distacco tra i due rimase di una trentina di punti. Le settimane successive videro accadere più cose nelle aule dei tribunali che in pista: a Silverstone vinto da Hill, Schumacher superò Hill nel giro di ricognizione, non scontò (su consiglio del team) una penalità comminatagli e venne squalificato.[3] Il mancato rispetto della bandiera nera venne punito con ulteriori due gare di squalifica. Al Gran Premio del Belgio il pilota tedesco vinse ancora, ma l'eccessivo consumo del fondo in legno, introdotto a partire da Hockenheim, portò ad una nuova squalifica e la vittoria fu assegnata a Damon Hill.

Schumacher saltò i due Gran Premi successivi per i fatti del Gran Premio di Gran Bretagna in Italia e Portogallo (vinti entrambi dalla Williams di Hill) e quando tornò in pista, a Jerez, il suo vantaggio si era ridotto ad un punto sul rivale Hill che approfittando delle squalifiche, si era portato a ridosso del tedesco. Hill vinse nel Gran Premio del Giappone, corso in condizioni di bagnato intenso, e i due rivali si presentarono alla gara finale divisi da un solo punto. Schumacher dominò la prima parte del Gran Premio di Australia davanti ad Hill, fino a quando, al 35º giro, il tedesco uscì di pista ed andò a sbattere contro un muretto, danneggiando irrimediabilmente la sospensione destra. Nello stesso momento sopraggiungeva Damon Hill, che alla curva successiva lo attaccò, proprio mentre il tedesco stava sterzando per curvare: ne derivò un contatto che causò il ritiro di entrambi. Tra diverse polemiche il mondiale si chiuse con Schumacher campione con 92 punti e Hill secondo a 91, la Williams vinse comunque il suo terzo Mondiale Costruttori consecutivo. A fine stagione Hill venne nominato dalla BBC personaggio dell'anno.[4]

1995
Hill al volante della Williams-Renault, Montreal 1995

Nel 1995 Mansell passò alla McLaren e David Coulthard guidò la seconda Williams-Renault per tutta la stagione. Hill iniziò la stagione con molta voglia di rivincita saltando subito in testa alla classifica con le 2 vittorie in Argentina e San Marino, ma dopo un inizio entusiasmante iniziò una serie di errori e di sfortune che lo relegarono quasi sempre dietro a alla Benetton di Michael Schumacher (in Spagna il tedesco si riprese la testa della classifica che non avrebbe più ceduto sino alla fine) che dominò la stagione e a cui regalò il mondiale con largo anticipo con una Benetton comunque di gran lunga inferiore rispetto alla Williams. Due furono gli episodi decisivi dell'anno: in Belgio, sotto un diluvio, Schumacher che era in testa con gomme da asciutto ottenne una vittoria clamorosa respingendo più volte gli attacchi di Hill (con gomme da bagnato) forzando anche l'inglese ad andare fuori strada, mentre al Nürburgring un incidente di Hill, scivolato su un cordolo, regalò praticamente il mondiale a Schumacher già ad Aida. Nonostante una stagione negativa al Gran Premio di Ungheria riuscì a dominare la gara completando un Grand Chelem (pole position, vittoria, giro più veloce e sempre in testa alla gara) e nell'ultimo Gran Premio in Australia, a mondiale già assegnato, Hill riscattò un periodo buio costellato di errori e critiche vincendo meritatamente dopo una corsa condotta in maniera impeccabile. Il mondiale fu vinto ancora da Schumacher con 102 punti contro i 69 di Hill giunto secondo.

Il 1995 fu comunque una stagione difficile dal punto di vista psicologico; più di una volta Hill manifestò fragilità nel gestire la sua rivalità con Schumacher come testimoniano i due incidenti causati da Hill contro Schumacher in Gran Bretagna e a Monza. I principali motivi di questa situazione possono essere rintracciati in gran parte nelle forti critiche che da più parti venivano lanciate a Hill per i suoi errori. Al pari, quando Hill vinceva, ciò non veniva visto come merito del pilota ma come merito della super Williams rispetto a una concorrenza inferiore.

1996

Nel 1996 il rivale di sempre Schumacher approdò alla Ferrari in cerca di risultati e i pronostici erano tutti favorevoli alla nuova Williams-Renault disegnata da Adrian Newey.[5] Hill poté godere della sua miglior stagione mantenendo alle spalle il compagno di squadra Jacques Villeneuve dalla prima fino all'ultima gara, esordiente ma capace di cogliere dei successi rilevanti con la Williams, Hill dominò la stagione con 8 vittorie (Australia, Brasile, Argentina, San Marino, Canada, Francia, Germania e Giappone), 10 podi e 97 punti, diciannove in più di Villeneuve, ed il solo rammarico di non esser riuscito a vincere il Gran Premio di casa. Hill inoltre eguagliò il record di partire dalla prima fila in tutte e 16 le gare della stagione di Ayrton Senna nel 1989 e di Alain Prost nel 1993. Anche a causa delle difficoltà di Schumacher Villeneuve, che era alla sua stagione del debutto in Formula 1, contese il titolo a Hill fino all'ultima gara a Suzuka. Hill sorpassò Villeneuve alla partenza e rimase in testa fino alla fine andando a vincere la gara davanti alla Ferrari di Michael Schumacher.

La Williams del 1996 era tecnicamente superiore agli altri team e finalmente Damon coronò il sogno di diventare campione del mondo di Formula 1 come suo padre Graham Hill. A fine anno Hill fu comunque licenziato da Frank Williams che decise di sostituirlo con Heinz-Harald Frentzen. Hill è diventato il quarto pilota in nove anni a vincere il Campionato mondiale piloti di Formula 1 per la Williams, e non guidare per la squadra la stagione successiva, seguendo le orme di Nelson Piquet, Nigel Mansell e Alain Prost. Hill lasciò il team Williams F1 come secondo pilota di maggior successo della squadra in termini di vittorie, con 21, secondo solo a Nigel Mansell.[6] A fine anno Hill venne nominato dalla BBC personaggio dell'anno per la seconda volta.

L'arrivo in Arrows[modifica | modifica sorgente]

Hill alla guida della sua Arrows nel 1997

Nonostante la conquista del titolo, Hill non rinnovò il contratto con la Williams e fu licenziato. Come campione del mondo in carica, Hill ottenne offerte per guidare per McLaren, Benetton e Ferrari. La McLaren-Mercedes, tuttavia, a parere di Hill, non soddisfò finanziariamente il suo status di campione del mondo. Per la stagione successiva Hill si accasò al team Arrows-Yamaha, senza cogliere però grandi risultati a causa della scarsa competitività della macchina, eccetto il Gran Premio d'Ungheria, in cui si era sempre trovato a suo agio con 2 vittorie e 2 secondi posti. Nell'edizione di quell'anno Hill, partito straordinariamente in seconda fila col terzo tempo, rimase in testa fino all'ultimo giro, quando un guasto alla vettura (problema idraulico e al cambio) lo costrinse a cedere il primo posto all'ex-compagno di squadra Jacques Villeneuve sulla Williams, ma portando ugualmente un podio inaspettato all'Arrows frutto principalmente della superiorità durante il weekend di gara dei suoi pneumatici Bridgestone contro i concorrenti Goodyear. Ad ogni modo il secondo posto fu un risultato molto importante per la Arrows (e il miglior risultato nella storia della scuderia) in quella stagione, anche se una vittoria sarebbe stata clamorosa e sensazionale.

Gli ultimi anni in F1 con la Jordan[modifica | modifica sorgente]

Damon Hill alla guida della Jordan-Mugen Honda al Gran Premio di Spagna 1998
1998

Nel 1998 venne ingaggiato dalla Jordan-Mugen Honda al fianco di Ralf Schumacher, alla quale dopo un inizio particolarmente difficile (tra cui una squalifica in Brasile). Hill e Schumacher ebbero modo di scontrarsi nuovamente in pista in Canada quando Hill in seconda posizione tagliò la strada più volte alla Ferrari di Schumacher per difendere la sua posizione, prima di ritirarsi per problemi alla vettura. Dopo la gara Schumacher accusò Hill di guida pericolosa. Nel Gran Premio del Belgio Hill portò il primo successo in Formula 1 dopo una gara segnata da numerosi incidenti e clamorosi ritiri per via della pesante pioggia, ma nonostante tutto ciò in entrambe le partenze andò molto bene e per tutta la gara è sempre stato nelle prime posizioni. Oltre al primo successo, il GP del Belgio segnò anche la prima doppietta per il team Jordan, con la vittoria appunto di Damon Hill e il secondo posto di Ralf Schumacher. Hill era in testa alla gara, con il compagno di squadra Schumacher che stava riducendo lo svantaggio velocemente, fino a quando Hill suggerì a Eddie Jordan di dire a Schumacher di tenere la posizione, invece di rischiare di perdere una doppietta. Jordan seguì il suggerimento di Hill, e ordinò a Schumacher di non sorpassare.[7] Sempre nello stesso anno, grazie ad un quarto posto al Gran Premio del Giappone, permise alla Jordan di classificarsi al quarto posto nel campionato costruttori ai danni della Benetton mentre Hill fu sesto.

1999

Hill rimase alla Jordan anche nel 1999, ma ottenne scarsi risultati; alla fine della stagione, ormai demotivato, abbandonò le corse. Secondo alcune voci Hill inizialmente volle ritirarsi già dopo la gara di Magny-Cours tanto che la Jordan aveva già contattato Jos Verstappen per sostituirlo, ma fu persuaso da Eddie Jordan e Mike Gascoyne a finire la stagione. Il suo miglior risultato dell'anno fu un quarto posto a San Marino con la possibilità di andare a podio se avesse sorpassato la Stewart di Rubens Barrichello distante solamente qualche secondo. La nuova Jordan-Mugen Honda nonostante tutto si rivelò estremamente competitiva tanto che il suo compagno di squadra Heinz-Harald Frentzen fu capace di vincere due gare e di rimanere in lotta per il campionato con la McLaren di Mika Häkkinen fino a due gare dalla fine. Hill e Frentzen aiutarono la Jordan ad ottenere la loro miglior stagione di sempre chiusa al terzo posto, alla sua ultima gara in Formula 1 in Giappone il 31 ottobre, Hill si ritirò dopo essere finito in testacoda.

Dopo la Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad avere la passione per i motori Damon ha anche la passione per la musica e in particolar modo per la chitarra. Da ricordare i concerti alla fine di ogni GP di Gran Bretagna nei quali Damon era componente fisso. Damon ha dimostrato le sue qualità musicali anche a livello "professionistico" lavorando come chitarrista di eccezione nell'album Euphoria dei Def Leppard. Per l'occasione ha detto il cantante della storica band, Joe Elliott: «Ci era capitato due o tre volte di incontrarlo in qualche festa e ogni volta ci raccontava di come era bravo con la chitarra. Lo abbiamo messo alla prova, e abbiamo dovuto dargli ragione. Suonerà perfino un assolo in un pezzo». Il pezzo nel quale Damon suona l'assolo finale è Demolition Man, prima canzone dell'album. Damon Hill era anche un amico stretto del grande artista e cantante George Harrison (ex Beatles). Hill ha anche formato la sua band, The Conrods, che fu attiva tra il 1999 e il 2003 suonando cover di famose canzoni di The Rolling Stones, The Beatles e The Kinks.

Il 28 aprile 2006 Damon Hill è stato eletto presidente del British Racing Drivers' Club, associazione che gestisce il circuito di Silverstone e l'organizzazione del Gran Premio di Gran Bretagna di F1, succedendo a Jackie Stewart. Hill è apparso più volte nel programma televisivo automobilistico Top Gear.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Hill ha disputato 115 gran premi (su 122 apparizioni), cogliendo 22 vittorie (21 Williams-Renault, 1 Jordan-Mugen Honda), 20 pole position, 19 giri più veloci in gara e 5 Grand Chelem. È partito per 47 volte in prima fila, e ha ottenuto 56 piazzamenti nei primi 6 di cui 42 a podio, per un totale di 360 punti complessivi.[8]

Vittorie[modifica | modifica sorgente]

La Williams FW18 Campione del Mondo nel 1996 di Hill
Hill in azione sulla Jordan 199
  • 1993: Ungheria, Belgio, Italia
  • 1994: Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Italia, Portogallo, Giappone
  • 1995: Argentina, San Marino, Ungheria, Australia
  • 1996: Australia, Brasile, Argentina, San Marino, Canada, Francia, Germania, Giappone
  • 1998: Belgio

Pole Position[modifica | modifica sorgente]

  • 1993: Francia, Portogallo
  • 1994: Francia, Gran Bretagna
  • 1995: Brasile, Monaco, Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Australia
  • 1996: Brasile, Argentina, Europa, Spagna, Canada, Gran Bretagna, Germania, Italia, Portogallo

Giri più veloci[modifica | modifica sorgente]

  • 1993: Gran Bretagna, Italia, Portogallo, Australia
  • 1994: San Marino, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Italia, Giappone
  • 1995: Spagna, Gran Bretagna, Ungheria, Australia
  • 1996: Brasile, Europa, San Marino, Germania, Ungheria

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Brabham BT60B NQ NQ NQ NQ NQ 16 NQ 11 0
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW15C Rit 2 2 Rit Rit 2 3 2 Rit 15 1 1 1 3 4 3 69
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW16 2 Rit 6 Rit 1 2 2 1 8 2 1 1 1 2 1 Rit 91
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW17 Rit 1 1 4 2 Rit 2 Rit Rit 1 2 Rit 3 Rit 3 Rit 1 69
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Williams FW18 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 97
1997 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
Arrows A18 NP Rit Rit Rit Rit Rit 9 12 6 8 2 13 Rit 7 8 11 Rit 7 12º
1998 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Jordan 198 8 SQ 8 10 Rit 8 Rit Rit Rit 7 4 4 1 6 9 4 20
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Jordan 199 Rit Rit 4 Rit 7 Rit Rit 5 8 Rit 6 6 10 Rit Rit Rit 7 12º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 31 dicembre 1996[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ HILL, Damon Graham Devereux. URL consultato il 13 agosto 2008.
  2. ^ Williams FW15C: la macchina più avanzata mai costruita. URL consultato il 13 agosto 2008.
  3. ^ Christopher Hilton, Michael Schumacher: The whole story, Haynes, 2006, pp.118-120. ISBN 1-84425-008-3.
  4. ^ Roll call of past winners. URL consultato il 13 agosto 2008.
  5. ^ Review of Year 1996. URL consultato il 13 agosto 2008.
  6. ^ F1 statistics – Williams – wins. URL consultato il 13 agosto 2008.
  7. ^ Formula 1 Belgium 1998-Jordan team orders. URL consultato il 13 agosto 2008.
  8. ^ Official Formula 1 Website. Archive: Results for 1992–1999 seasons. URL consultato il 13 agosto 2008.
  9. ^ London Gazette: no. 54625. p. 11. 31 dicembre 1996.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Alan Henry, Damon Hill: from zero to hero, Patrick Stephens Limited, 1994. ISBN 1-85260-484-0.
  • (EN) David Tremayne, John Townsend, Damon Hill. World Champion, Orion Publishing Co., 1997. ISBN 0-297-82262-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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