Circuit de la Sarthe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 47°56′15.7″N 0°13′32.2″E / 47.937694°N 0.225611°E47.937694; 0.225611

Circuit des 24 Heures
Tracciato di Circuit des 24 Heures
Ubicazione
Stato Francia Francia
Località Le Mans
Dati generali
Inaugurazione 1923
Lunghezza 13 629 m
Categorie
Campionato del Mondo Endurance FIA

Il circuit de la Sarthe, situato in prossimità della città di Le Mans nel dipartimento della Sarthe in Francia, è un tracciato non permanente sul quale si disputa la gara di durata più importante e famosa del mondo: la 24 Ore di Le Mans.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dal 2007 la lunghezza totale è di 13,629 km, e ciò lo porta a essere uno dei tracciati più lunghi del mondo. La particolarità del circuito è di utilizzare sia alcune porzioni di strade dipartimentali (la D338 e la D139) aperte alla circolazione dei veicoli, che una parte del circuito Bugatti. Le parti più celebri del tracciato sono le curve Dunlop, Esse de la Foret, Tertre Rouge, Mulsanne, Indianapolis, Arnage e Porsche e soprattutto il rettilineo delle Hunaudières.

Modifiche[modifica | modifica sorgente]

Il tracciato ha subito varie modifiche nel corso degli anni, più o meno nette, per adeguarsi allo sviluppo tecnologico delle vetture e soprattutto ai criteri di sicurezza sempre più rigorosi. Già dalla fine degli anni '60 vennero ridotti i tratti più veloci e pericolosi con l'inserimento di chicane, addolcimenti e rallentamenti.

I cambiamenti più significativi sono stati:

  • 1968, creazione della prima chicane Ford prima del traguardo
  • 1972, abbandono della sezione della D139 di Maison Blanche, sostituita da un percorso più interno con le curve Porsche e il raddoppio della chicane Ford
  • 1987, riduzione della lunghezza della curva Dunlop con l'introduzione di una chicane
  • 1990, inserimento di due chicane sul rettifilo delle Hunaudières
  • 2001, abbassamento del dosso di Mulsanne e rifacimento della Esse de la Foret
  • 2007, modifica della curva di Tertre Rouge, resa più veloce spostandola all'interno per aumentarne la via di fuga.

Differenti configurazioni[modifica | modifica sorgente]

Dalla sua creazione nel 1923, in seguito a continue modifiche, la lunghezza del circuito non smette di cambiare.

Anni di utilizzo Anno record Distanza record Media record Record sul giro in corsa Pilota-Vettura Record sul giro in prova Pilota-Vettura
Circuito N°1 di 17,262 km
1923-1928 1928 2 669,27 km
Bentley
111,219 km/h 8'07"
(127,604 km/h)
nel 1928
Henry Birkin
Bentley
Circuito N°2 di 16,340 km
1929-1931 1931 3 015,65 km
Alfa-Romeo
125,735 km/h 6'48"
(144,362 km/h)
nel 1930
Henry Birkin
Bentley
Circuitp N°3 di 13,492 km
1932-1955 1955 4 135,38 km
Jaguar D
172,308 km/h 4'06"6
(196,963 km/h)
nel 1955
Mike Hawthorn
Jaguar D
Circuito N°4 di 13,461 km
1956-1967 1967 5 232,90 km
Ford GT40 Mk IV
218,038 km/h 3'23"6
(238,014 km/h)
nel 1967
Mario Andretti e Dennis Hulme
Ford MK IV
3'24"04 (236,082 km/h)
nel 1967
Bruce McLaren
Ford MK IV
Circuito N°5 di 13,469 km
1968-1971 1971 5 335,31 km
Porsche 917K
222,304 km/h 3'18"4
(244,387 km/h)
nel 1971
Jackie Oliver
Porsche 917K
3'13"6
(250,457 km/h)
nel 1971
Jackie Oliver
Porsche 917
Circuito N°6 di 13,640 km
1972-1978 1978 5 044,53 km
Renault Alpine A442B
210,189 km/h 3'34"2
(229,24 km/h)
nel 1978
J.P.Jabouille
Renault Alpine A443
3'27"6
(236,531 km/h)
nel 1978
Jacky Ickx
Porsche 936
Circuito N°7 di 13,626 km
1979-1985 1985 5 088,51 km
Porsche 956
212,021 km/h 3'25"1
(239,169 km/h)
nel 1985
Jacky Ickx
Porsche 962
3'14"80 (251,815 km/h)
nel 1985
Hans Stuck
Porsche 962
Circuito N°8 di 13,528 km
1986 1986 4 972,73,51 km
Porsche 962 C
207,197 km/h 3'23"3
(239,551 km/h)
nel 1986
Klaus Ludwig
Porsche 956
3'15"99 (243,486 km/h)
nel 1986
Jochen Mass
Porsche 962 C
Circuito N°9 di 13,535 km
1987-1989 1988 5 332,79 km
Jaguar XJR-9
221,665 km/h 3'21"27
(242,093 km/h)
nel 1989
Alain Ferté
Jaguar XJR-9
3'15"04 (249,826 km/h)
nel 1989
J.L.Schlesser
Sauber Mercedes C9
Circuitp N°10 di 13,600 km
1990-1996 1993 5 100,00 km
Peugeot 905
213,358 km/h 3'27"47
(235,986 km/h)
nel 1993
Eddie Irvine
Toyota TS010
3'21"209 (243,329 km/h)
nel 1992
Philippe Alliot
Peugeot 905
Circuito N°11 di 13,605 km
1997-2001 2000 5 007,98 km
Audi R8
208,666 km/h 3'35"032
(227,771 km/h)
nel 1999
Ukyo Katayama
Toyota GT-One
3'29"930 (233,306 km/h)
nel 1999
Martin Brundle
Toyota GT-One
Circuito N°12 di 13,650 km
2002-2005 2004 5 169,97 km
Audi R8
215,415 km/h 3'33"483
(230,182 km/h)
nel 2002
Tom Kristensen
Audi R8
3'29"905 (234,106 km/h)
nel 2002
Rinaldo Capello
Audi R8
Circuito N°13 di 13,650 km
2006 2006 5 187,00 km
Audi R10 TDI
215,409 km/h 3'31"211
(232,658 km/h)
nel 2006
Tom Kristensen
Audi R10 TDI
3'30"466 (233,482 km/h)
nel 2006
Rinaldo Capello
Audi R10 TDI
Circuito N°14 di 13,629 km
2007-? 2010 5 410,713 km
Audi R15 TDI
225,228 km/h 3'19"074
(246,463 km/h)
nel 2010
Loïc Duval
Peugeot 908 HDi FAP
3'18"513 (247,160 km/h)
nel 2008
S.Sarrazin
Peugeot 908 HDi FAP
Anni di utilizzo Anno record Distanza record Media record Record sul giro in corsa Pilota-Vettura Record sul giro in prova Pilota-Vettura

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo di pubblico riscosso dal primo Gran Premio della storia dell'Automobilismo disputato proprio a Le Mans nel 1906, si pensò di istituire una corsa annuale, la 24 Ore di Le Mans da disputare in un circuito che raccordava alcune strade attorno alla città, il primo tracciato venne realizzato nel 1923.

È famoso soprattutto per il suo lungo rettilineo, un pezzo della RN138 (Route Nationale 138 - Strada nazionale 138), noto tra i locali come Ligne Droite des Hunaudières, o in italiano come Rettilineo di Mulsanne. Contrariamente a molte altre gare in cui la velocità nelle curve è più importante della velocità di punta, quest'ultima è stata un parametro critico per essere competitivi a Le Mans. Questo ha portato a sviluppare progetti speciali per la carrozzeria, come la "coda lunga" introdotta da Charles Deutsch e Robert Choulet. Anche la frenata alla fine del rettilineo è critica; il primo impiego dei freni a disco fu da parte di una Jaguar che correva a Le Mans. Per non parlare del consumo di carburante altro parametro fondamentale per essere vincenti, il sistema cut-off che taglia l'alimentazione del motore in frenata, utile nel parzializzare il consumo di benzina, è stato sviluppato proprio qui.

Il circuito è sempre stato sinonimo di grande affaticamento meccanico, dato dai lunghi rettifili in cui l'acceleratore è aperto al massimo per oltre il 70% del tempo sul giro, dai continui cambi marcia, alle inevitabili violente frenate. Il lunghissimo rettilineo delle Hunaudières, uno dei tratti più caratteristici in cui le vetture anno dopo anno sono riuscite a raggiungere velocità di punta sempre più elevate, se nel 1954 la Jaguar D arrivava a 278 km/h, nel 1971 la Porsche 917 viaggiava già a 362 km/h.

Durante gli anni settanta le velocità massime diminuirono, dopo che nuove regole ridussero le dimensioni e la potenza dei motori, mentre l'evoluzione dell'aerodinamica permise agli ingegneri di aumentare la velocità nelle curve e ridurre quella massima. Questa evoluzione venne favorita anche dai piloti, perché rendeva le auto più facili da guidare, divenendo meno violente in accelerazione e in frenata e richiedendo meno attenzione in rettilineo. Inoltre portava meno stress alle auto. Nell'arco di 24 ore questi sono benefici importanti.

Per la fine degli anni ottanta le auto più veloci raggiungevano nuovamente delle velocità massime notevoli. Nel 1988 una WM P88 spinta da un motore V6 Peugeot turbo e guidata da Roger Dorchy, raggiunse la velocità di 405 km/h durante la gara. Questa performance non viene generalmente considerata importante, perché si trattò di una mossa pubblicitaria da parte di una scuderia in cerca di sponsor: l'auto venne assettata per la velocità massima, con prese d'aria parzializzate. Ma l'anno successivo una Sauber C9 raggiunse una velocità di punta di 400 km/h durante le prove, e la FISA decise che erano diventate troppo pericolose. Due chicane vennero quindi aggiunte in tempo per la gara del 1990, allo scopo di abbassare le velocità massime. Verso la fine del rettilineo era presente un dosso detto di Mulsanne, sul quale nel 1999 la Mercedes-Benz CLR di Mark Webber decollò, ribaltandosi. Il dosso venne abbassato nell'inverno precedente alla gara del 2001, sempre nell'interesse della sicurezza. Anche se il dosso è ancora presente, è molto più basso di quanto non fosse in precedenza. Nei lunghi rettilinei immersi nei boschi si nota in modo rilevante la differenza di velocità tra le vetture prototipo più veloci e le meno esasperate Gran Turismo; i piloti devono prestare molta attenzione anche di notte nell'oscurità o peggio in caso di pioggia (molto frequente) per i rischi di aquaplaning. Sono diverse le tragedie verificatesi sul circuito e innumerevoli quelle sfiorate.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

sport Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport