Aquaplaning

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Il segnale italiano di pericolo che avverte della possibilità di perdita d'aderenza sul successivo tratto di strada

L'aquaplaning ("slittamento sull'acqua") è un fenomeno di galleggiamento di un veicolo in movimento su uno strato d'acqua esteso su una strada.

Definizione e conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione grafica dell'aquaplaning

Più precisamente si verifica quando l'acqua, tipicamente di origine piovana, tra le ruote e il manto stradale è in quantità tale da non permettere più il contatto di queste due superfici.

Non essendo più a contatto ruota e strada, non esiste più attrito tra le due superfici, quindi non si è più in grado di far rallentare o cambiare direzione al veicolo che resta solo soggetto alle regole della fisica, conservando la quantità di moto e la direzione che aveva al momento dell'innesco del fenomeno dell'aquaplaning.

L'aquaplaning può essere parziale, quando coinvolge solo alcune delle ruote di un veicolo, generando specialmente in curva problemi di sottosterzo o sovrasterzo.

Cause e soluzioni[modifica | modifica wikitesto]

Strada con abbondante strato d'acqua

Il fenomeno aquaplaning è provocato da diversi fattori:

  • dalla eccessiva velocità del veicolo
  • dalla proporzione tra la massa e la superficie di aderenza dello stesso
  • dallo strato d'acqua presente sul manto stradale
  • dalle condizioni d'usura e tipo degli pneumatici usati
  • dall'efficienza delle sospensioni

I rimedi principali sono:

  • moderazione della velocità in condizioni di pioggia o di bagnato
  • pneumatici adeguati, dotati di particolari scolpiture sui battistrada appositamente studiati per far defluire, comprimendola, la maggiore quantità d'acqua che si viene a trovare tra la ruota e l'asfalto.
  • asfalti "drenanti", rivestono il manto stradale per impedire che si formino zone in cui l'acqua ristagna

Una soluzione impiegata nel mondo aeronautico è quella di calcolare la velocità di inizio del fenomeno dell`aquaplaning (è una formula empirica ma funzionante). Si deve moltiplicare il numero 9 (numero fisso) per la radice quadrata di PSI. Il risultato è in kts (nodi), non in km/h. Esempio: i miei pneumatici sono gonfiati a 100 PSI. Dovrò calcolare la radice quadrata di 100, in questo caso 10 e moltiplicarlo per il numero fisso 9. Risultato: 90 kts. Quindi, a 90 kts, circa 167 km/h, il mio aeromobile comincerà a "galleggiare". Da notare che si tratta di una formula empirica dove mancano molti fattori, quali massa, condizione degli pneumatici, ecc. ecc. Quando la quantità d'acqua è eccessiva o quando l'eccessiva usura degli pneumatici ne ha ridotto la capacità di scaricare via l'acqua sottostante o lo pneumatico è particolarmente largo come impronta a terra rispetto alla massa del veicolo, viene a ridursi la tenuta di strada, problema che fa dell'aquaplaning un grave pericolo per la sicurezza stradale.

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