Jean-Louis Schlesser

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Jean-Louis Schlesser
Jean-Louis Schlesser, 2013.JPG
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria 24 Ore di Le Mans
Campionato Mondiale Sportprototipi
Formula 1
Rally Dakar
Carriera
Carriera nella 24 Ore di Le Mans
Stagioni 1981-1984, 1986, 1989, 1991
Scuderie Rondeau
Sauber
Fitzpatrick Racing
Joest Racing
TWR Jaguar
Sauber-Mercedes
Miglior risultato finale 2o (1980 e 1989)
GP disputati 7
Pole position 1 (1991)
Carriera in Campionato del mondo sportprototipi
Stagioni 1981, 1991
Scuderie Rondeau, Sauber, TWR Jaguar, Sauber-Mercedes
Mondiali vinti 2
GP vinti 15
Carriera in Formula 1
Stagioni 1983, 1988
Scuderie RAM, Williams
GP disputati 2 (1 partenza)
 

Jean-Louis Schlesser (Nancy, 12 settembre 1948) è un pilota automobilistico francese, con esperienza sia nelle corse in circuito, sia nei rally raid, categoria nella quale si è da tempo specializzato, costituendo una propria squadra, la Schlesser Aventures, diventando così anche team manager e costruttore delle vetture con cui gareggia..

Vincitore in carriera, tra l'altro, di cinque Coppa del mondo rally raid (dal 1998 al 2002), due Rally Dakar (1999 e 2000) e due Campionati mondiali prototipi (1989 e 1990)[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nipote dello sfortunato pilota Jo Schlesser, Jean-Louis ha esperienze sia di competizioni in circuito, sia nelle gare di rally. È conosciuto per i suoi successi in vari tipi di campionati. Cresciuto in Marocco prima di ritornare in Francia per gli studi e completare il servizio militare. Cominciò la carriera agonistica in diversi eventi motoristici, compresa la Formula 3 francese con Alain Prost nel 1978. Nel 1981 partecipò al campionato europeo di Formula 3 e partecipò anche alla 24 Ore di Le Mans (sempre nel 1981) classificandosi secondo. Nel 1982 passò alla Formula 2. Nel 1983 iniziò l'avventura in Formula 1 nel Gran Premio di Francia, correndo per la RAM, mancando però la qualificazione[2].

Carriera in Formula 1 e nel Mondiale Sport Prototipi[modifica | modifica sorgente]

Nella metà degli anni 80 alternò il suo ruolo di collaudatore per la Williams alla partecipazione a corse con vetture da turismo, vincendo il campionato francese turismo nel 1985 con una TWR motorizzata Rover, e sempre con una TWR-Jaguar, partecipò al Campionato mondiale sportprototipi. Nel 1986 partecipò al campionato turismo inglese sulla Jaguar gestita dalla Tom Walkinshaw Racing, che lo impiegò anche sul prototipo Jaguar XJR-6 schierato nel Mondiale Endurance. Lasciata la squadra inglese, restò nelle gare di durata e si accordò con il team Sauber per alcune corse del 1987 per poi pilotare la Sauber C9-Mercedes per tutta la stagione 1988[2].

Nel Gran Premio d'Italia 1988 arrivò il debutto assoluto in una corsa di Formula 1 sostituendo Nigel Mansell, correndo con una Williams-Judd. La gara fu memorabile per l'incidente di Ayrton Senna con Schlesser alla prima chicane mentre mancavano 2 giri al termine della gara, regalando una doppietta Ferrari a Monza nemmeno un mese dopo la morte di Enzo Ferrari[2].

Nel 1988 passò al team Sauber-Mercedes a tempo pieno, vincendo la supercoppa tedesca e finendo il Campionato Mondiale Sportprototipi al secondo posto, prima di vincerlo nel 1989 e 1990 insieme al compagno di scuderia Mauro Baldi. Vinse pure la Classic Masters Race of Champions 1994[2].

Carriera nei rally raid[modifica | modifica sorgente]

Dopo una prima partecipazione nel 1984, Schlesser partecipò al Rally Dakar nel 1989. Dopo alcune partecipazioni a vuoto, vinse le edizioni 1999 e 2000[2].

Durante il periodo in cui partecipò a questa manifestazione non si distinse di certo per meriti di correttezza. Speronò con il suo buggy un altro pilota in pieno deserto mentre i due stavano lottando per la vetta della classifica, ebbe un comportamento scorretto nei confronti di Hiroshi Masuoka all'ultima tappa dell'edizione 2001, quando ormai si era giunti in Senegal, partendo a sorpresa prima di lui con il compagno di scuderia, lo spagnolo Josep Maria Servia, costringendo ad furioso inseguimento fuori pista da parte di Masuoka, che ne comportò il ritiro dello stesso pilota giapponese che un anno dopo avrebbe vinto comunque la manifestazione.[3]

Vinse il campionato mondiale Rally Cross Country dal 1998 al 2002.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Schlesser, col suo Buggy, alla Dakar 2006

Rally raid[modifica | modifica sorgente]

Schlesser, dopo essersi dedicato ai rally raid, è tra i piloti con il palmarès, più ricco, vanta infatti numerose vittorie, dal 1999 alla guida del Buggy Schlesser di sua costruzione, via via con motorizzazioni diverse.

Gare di durata[modifica | modifica sorgente]

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1983 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Pos.
RAM 01 NQ 0
1988 Scuderia Vettura Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Mexico.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Williams FW12 11 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Schlesser, ha interpretato se stesso in taxxi 2 di Luc Besson. Impegnato alla guida della sua Peugeot 306 durante un Rally, viene raggiunto e superato da Daniel ed il suo taxi bianco (Peugeot 406)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mondiale prototipi, www.italiaracing.net. URL consultato il 22 ottobre 2011.
  2. ^ a b c d e Jean-Louis Schlesser - Full Biography, www.f1rejects.com. URL consultato il 26 dicembre 2011.
  3. ^ Dakar, la prima volta donna, repubblica.it. URL consultato il 22 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]