Campionato mondiale di Formula 1 1983

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Campionato mondiale di Formula 1 1983
Edizione n. 34 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 13 marzo
Termine 15 ottobre
Prove 15
Titoli in palio
Piloti Nelson Piquet
su Brabham BT52
Costruttori Scuderia Ferrari
su Ferrari 126 C3
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1983 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 34º ad assegnare il Campionato Piloti e la 26º ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 13 marzo e terminata il 15 ottobre, dopo 15 gare, una in meno della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Nelson Piquet e il titolo costruttori per l'ottava volta alla Ferrari.

Nella stagione venne disputato l'ultimo gran premio della storia non valido per il mondiale: la Race of Champions.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 1982 venne presentato il progetto di calendario per la stagione 1983. Il Gran Premio del Brasile diveniva la prima gara stagionale, dopo che si era deciso di posticipare al 29 ottobre il Gran Premio del Sudafrica.[1]Il Gran Premio di Francia veniva spostato ad aprile, dalla sua tradizionale data estiva, mentre il Gran Premio di Monaco veniva anteposto a quello del Gran Premio del Belgio. Il Gran Premio di Svizzera scambiava il posizionamento con la gara in Olanda, che veniva inserita a fine agosto, dopo le gare di Gran Bretagna, Germania e Austria. Era prevista una gara a New York, a settembre, prima di una a Las Vegas.[2]

Successivamente vennero cancellati il GP di Svizzera, ma con la possibilità che nella stessa data, e sempre a Digione, si potesse tenere un Gran Premio d'Europa,[3] il GP di New York, e quello di Las Vegas. Solo a fine giugno venne inserito in calendario il Gran Premio d'Europa, da tenersi però sul Circuito di Brands Hatch, il 25 settembre; venne anche anticipata al 15 ottobre, vista l'assenza della gara di Las Vegas del 9 ottobre, la gara del Sudafrica, prevista inizialmente per il 29.[4]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Brasile Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Jacarepagua Rio de Janeiro 13 marzo 13:30
2 Stati Uniti Toyota United States Grand Prix West[5] GP degli USA-Ovest Circuito di Long Beach Long Beach 27 marzo 13:30
3 Francia Grand Prix de France GP di Francia Circuito Paul Ricard Le Castellet 17 aprile
4 San Marino Gran Premio di San Marino GP di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 1 maggio
5 Monaco Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Montecarlo 15 maggio
6 Belgio Grand Prix de Belgique GP del Belgio Circuito di Spa-Francorchamps Spa 22 maggio
7 Stati Uniti United States Grand Prix East[6] GP degli USA-Est Circuito di Detroit Detroit 5 giugno
8 Canada Grand Prix Labatt du Canada GP del Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 12 giugno
9 Regno Unito Marlboro British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Silverstone Silverstone 16 luglio
10 Germania Großer Preis von Deutschland GP di Germania Hockenheimring Hockenheim 7 agosto
11 Austria Holiday Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 14 agosto
12 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 28 agosto
13 Italia Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 11 settembre
14 Europa John Player Grand Prix of Europe GP d'Europa Circuito di Brands Hatch Brands Hatch 25 settembre
15 Sudafrica Southern Sun Hotels South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Kyalami 15 ottobre

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

La Honda tornò in Formula 1 per motorizzare la neo entrante Spirit (qui nella foto) e la Williams.

La grande competitività dimostrata negli anni dai motori turbo spinse molti costruttori a cercare una fornitura di questo tipo di propulsori, al fine di sostituire i tradizionali Ford Cosworth DFV, che ancora equipaggiavano la maggior parte delle scuderie.

La Techniques d'Avant Garde, società lussemburghese di proprietà dell'uomo d'affari Mansour Ojjeh, annunciò la realizzazione di un nuovo propulsore turbo, in collaborazione con la Porsche, utilizzato, per la stagione 1983, dalla McLaren.[7] La Renault, dal suo canto, rese noto, che dal 1983, avrebbe fornito i suoi motori turbo anche alla Lotus. Per la prima volta la casa francese diventava fornitrice per un altro costruttore. La Lotus aveva compiuto dei colloqui anche con la Toyota.[8][9]Anche la BMW, che già supportava la Brabham, decise di ampliare la sua fornitura di motori turbo alla scuderia tedesca ATS.[10]

La Matra uscì definitivamente dalla Formula 1, non rifornendo più il motore alla Ligier. La Matra aveva esordito nel 1968 come motorista, abbandonando la categoria, e rientrandovi, a più riprese. In 114 GP aveva ottenuto 3 vittorie, 4 pole position e 5 giri veloci. La Ligier cercò di appoggiarsi anch'essa alla Renault, ma dovette ripiegare sul Ford Cosworth.[11]

L'Osella, da questa stagione, ottenne la fornitura di motori V12, aspirati non turbo, da parte dell'Alfa Romeo, anche se per le prime gare, fino a quella di Imola, il costruttore italiano proseguì a impiegare solo il Ford Cosworth.[12]

In merito alla fornitura degli pneumatici la Brabham abbandonò le Goodyear per passare alle Michelin, mentre la Lotus scelse le Pirelli, in luogo anch'essa delle coperture statunitensi. L'Arrows seguì il percorso inverso, utilizzando le Goodyear. Anche l'Osella cambiò fornitore, abbandonando la Pirelli e scegliendo la Michelin.

Piloti e scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima del termine della stagione 1982 l'Alfa Romeo mise in dubbio la prosecuzione del suo impegno in F1, almeno come costruttore, per la stagione seguente. La casa italiana era infatti propensa solo a rifornire i propri motori, a scuderie quali Ligier, Tyrrell o Williams.[13] La casa italiana rimase nel campionato ma affidò la gestione sportiva a una scuderia privata, l'Euroracing, che si impegnava a partecipare ai campionati 1983 e 1984, con un'opzione per la fornitura di motori anche per la stagione 1985. L'Euroracing, guidata da Giampaolo Pavanello, aveva iniziato la sua carriera motoristica nel 1975, e aveva conquistato a più riprese i titoli europei in Formula 3.[14]

Chi non si iscrisse più al campionato fu la scuderia brasiliana Fittipaldi Automotive, che abbandonò il mondiale dopo 8 stagioni. Dopo l'esordio, nel Gran Premio d'Argentina 1975 come Copersucar, dal nome dello sponsor, utilizzò, dal 1980, la denominazione Fittipaldi. Corse in totale 103 gran premi,conquistando tre podi.[15]

La RAM, scuderia inglese che aveva partecipato al campionato tra il 1976 e il 1980, utilizzando telai costruiti dalla March, dalla Brabham e dalla Williams, e che dal 1981 aveva stretto un rapporto di collaborazione proprio con la March, decise di costruire, per la prima volta, una propria monoposto. La vettura venne denominata RAM-March.[16]

La Theodore Racing e l'Ensign giunsero a una sorta di fusione. La Theodore aveva già utilizzato un telaio dell'Ensign nel 1977.[17]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

L'Osella presentò al via, come piloti, Corrado Fabi e Piercarlo Ghinzani.

Prima del Gran Premio d'Italia 1982 la Scuderia Ferrari annunciò che René Arnoux, pilota della Renault, avrebbe fatto coppia con Patrick Tambay per la stagione 1983. La scuderia italiana si riservò di fare correre una terza vettura, nel caso in cui Didier Pironi, infortunatosi nel corso delle prove del Gran Premio di Germania, avesse potuto tornare a competere. Inoltre venne prospettato anche l'ingaggio di un pilota di riserva, al fine di coprire eventuali indisponibilità dei piloti titolari. La casa italiana, infine, svelò come la sua volontà di ingaggiare Michele Alboreto era stata bloccata dal contratto che legava il pilota milanese alla Tyrrell.[18] Al posto di Arnoux la Renault ingaggiava Eddie Cheever, pilota statunitense della Ligier.[19]

Anche l'altro pilota della Ligier, il francese Jacques Laffite, passava ad altra scuderia, la Williams. Laffite abbandonava la Ligier dopo 7 stagioni e 108 gran premi, che per l'epoca rappresentava il record di gare corse in F1 per un pilota con uno stesso costruttore. La Ligier li sostituì con Jean-Pierre Jarier, proveniente dall'Osella,[20] e Raul Boesel, ex della March.

La Tyrrell ingaggiò, al posto di Brian Henton, il giovane statunitense Danny Sullivan, con esperienza in Indycar e CanAm.[21] L'ATS iscrisse una sola vettura al campionato: ciò liberò Eliseo Salazar che trovò il volante della March, da questa stagione ribattezzata RAM-March.[22]

L'Alfa Romeo sostituì Bruno Giacomelli con Mauro Baldi, proveniente dall'Arrows.[23]Giacomelli trovò un volante alla Toleman, dove prese il posto di Teo Fabi.[24]

L'Arrows iscrisse il campione del mondo 1980, l'australiano Alan Jones.[24]Per la prima gara stagionale, in Brasile, Jones non era in condizioni fisiche adeguate, essendosi fratturato una gamba, cadendo da cavallo; venne perciò sostituito da Chico Serra, ex pilota della Fittipaldi.[25]

L'Osella aveva, in un primo momento, iscritto Corrado Fabi, fratello di Teo, all'esordio nel mondiale, e Beppe Gabbiani, al ritorno nel mondiale dopo due stagioni.[24]Prima dell'inizio della stagione però la scuderia piemontese lo sostituì con Piercarlo Ghinzani, già impiegato nel 1981.[12]

La Theodore Racing, fusa con l'Ensing, confermò uno dei piloti di quest'ultima, Roberto Guerrero, e fece esordire nel mondiale Johnny Cecotto. Il venezuelano, che era stato vicino all'impiego, nel 1982, da parte della Fittipaldi e dell'Osella, proveniva dal motociclismo, ove aveva vinto il motomondiale nel 1975, nella classe 350.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1983.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
Regno Unito TAG Williams Williams FW08C Honda RA163E
Ford - Cosworth DFV
G 1 Finlandia Keke Rosberg
2 Francia Jacques Laffite
42 Regno Unito Jonathan Palmer
Regno Unito Benetton Tyrrell Team Tyrrell 011-012 Ford- Cosworth DFV G 3 Italia Michele Alboreto
4 Stati Uniti Danny Sullivan
Regno Unito Fila Sport Brabham BT52 BMW M12/M13 M 5 Brasile Nelson Piquet
6 Italia Riccardo Patrese
Regno Unito Marlboro McLaren International McLaren MP4/1B Ford - Cosworth DFV
TAG Porsche P01
M 7 Regno Unito John Watson
8 Austria Niki Lauda
Germania Team ATS ATS D6 BMW M12/M13 G 9 Germania Manfred Winkelhock
Regno Unito John Player Team Lotus Lotus 91
92
93T
94T
Ford- Cosworth DFV
Renault-Gordini EF1
P 11 Italia Elio De Angelis
12 Regno Unito Nigel Mansell
Francia Equipe Renault Elf Renault RE30C
RE40
Renault-Gordini EF1 M 15 Francia Alain Prost
16 Stati Uniti Eddie Cheever
Regno Unito RAM Automotive Team March RAM 01 Ford - Cosworth DFV P 17 Cile Eliseo Salazar
18 Francia Jean-Louis Schlesser
Canada Jacques Villeneuve Sr.
Regno Unito Kenny Acheson
Italia Marlboro Team Alfa Romeo Alfa Romeo 183T Alfa Romeo M 22 Italia Andrea De Cesaris
23 Italia Mauro Baldi
Francia Equipe Ligier Gitanes Ligier JS21 Ford-Cosworth DFV M 25 Francia Jean-Pierre Jarier
26 Brasile Raul Boesel
Italia Scuderia Ferrari SEFAC Ferrari 126C2B
126C3
Ferrari 126T G 27 Francia Patrick Tambay
28 Francia René Arnoux
Regno Unito Arrows Racing Team Arrows A6 Ford- Cosworth DFV G 29 Svizzera Marc Surer
30 Brasile Chico Serra
Australia Alan Jones
Belgio Thierry Boutsen
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/D
FA1/E
Ford- Cosworth DFV
Alfa Romeo 1260
M 31 Italia Corrado Fabi
32 Italia Piercarlo Ghinzani
Regno Unito Theodore Racing Theodore MN183 Ford- Cosworth DFV G 33 Colombia Roberto Guerrero
34 Venezuela Johnny Cecotto
Regno Unito Candy Toleman Motorsport Toleman TG183 Hart 415T P 35 Regno Unito Derek Warwick
36 Italia Bruno Giacomelli
Regno Unito Spirit Racing Spirit 201 Honda RA163E G 40 Svezia Stefan Johansson

Circuiti e gare[modifica | modifica wikitesto]

Uscì dal calendario, dopo due stagioni, e dopo esservi inizialmente stato inserito, il Circuito del Caesars Palace a Las Vegas, pur in presenza di un accordo tra gli organizzatori e la NBC per la trasmissione della gara sia per il 1983 che per il 1984.[26] Saltò anche, dopo l'edizione 1982, il Gran Premio di Svizzera, corso sul tracciato francese di Digione. L'Automobile Club de Suisse rinunciò alla sua organizzazione.[3]Nel calendario venne inserito anche un gran premio da disputarsi a New York, su un tracciato ricavato attorno al Meadow Lake, posto nel Flushing Meadows Park.[27]A giugno però le autorità newyorchesi dichiararono l'impossibilità di dar vita al progetto, per la stagione 1983, e rimandarono le speranze alla stagione seguente.[28]A seguito di questi forfait, i gran premi scendevano così, dai programmati 17, a solo 14.

Il rinnovato circuito belga di Spa diventò sede del gran premio nazionale, al posto del tracciato di Zolder.

Anche a causa delle pressioni degli sponsor, che ritenevano questo un numero troppo basso di gare, il 27 giugno la FISA decise di inserire, per il 25 settembre, il Gran Premio d'Europa, da tenersi sul tracciato britannico di Brands Hatch, che aveva già ospitato la Race of Champions, gara non valida per il mondiale, ad aprile. Brands Hatch così si trovò ad ospitare due gare di F1 nella stessa annata, cosa che non capitava dal 1976; inoltre, per la prima volta nella storia, il Regno Unito ospitava due gare valide per il mondiale nello stesso anno.[29]

Il Gran Premio di Gran Bretagna, nella solita alternanza tra i due tracciati, era stato già programmato, al Circuito di Silverstone.

Per la prima volta il Gran Premio d'Europa veniva così disputato come gara a se stante, e non era solo una denominazione onorifica, attribuita di anno in anno a uno dei gran premi disputati sul continente. L'ultimo gran premio che aveva potuto effigiarsi del nome era stato il Gran Premio di Gran Bretagna 1977, disputatosi a Silverstone.

Il circuito di Long Beach venne nuovamente modificato e, rispetto alle alterazioni del 1982, in maniera molto più profonda. Il tratto dopo il via rimase inalterato ma, dopo la curva 5, si abbandonò il tratto sull' Ocean Boulevard, girando su Pine Avenue, passando sotto lo Hyatt Hotel e il Convention Center seguendo poi la Seaside Way, parallela all' Ocean Boulevard, e riprendendo il vecchio tracciato dopo la curva 9. La curva 12 venne modificata per permettere una migliore entrata nei nuovi box, ora posti sulla Bridgestone Bend. Sempre su questo punto, da questa edizione, veniva dato sia il via che la bandiera a scacchi (l'arrivo era prima posto sull'Ocean Boulevard). Ciò consentiva di evitare i forti saliscendi che caratterizzavano la vecchia versione del tracciato. La lunghezza di questa conformazione era di 3.275 metri.[30][31]Questa nuova versione però veniva considerata più pericolosa della precedente, per la sua più alta velocità.[32]

Solo a febbraio venne confermato il Circuito di Spa-Francorchamps quale sede del Gran Premio del Belgio, al posto del tracciato di Zolder. Spa aveva già ospitato il gran premio tra il 1950 e il 1970, su un tracciato da oltre 14 chilometri, prima di essere sostituito da Nivelles, in due occasioni, e da Zolder. Ora la gara veniva disputata su un tracciato accorciato a 6,949 km.[33]

Nel corso del 1982 era stata avanzata l'ipotesi di disputare un gran premio in Unione Sovietica, tanto che Bernie Ecclestone si recò, a fine giugno, a Mosca per incontrare i massimi dirigenti della Federazione Motoristica sovietica. Il tracciato sarebbe stato disegnato nei viali attorno all'università.[34][35]La gara però non fu nemmeno inserita nella bozza di calendario, pubblicata nel novembre 1982.[2]

Il Race Promoters' Trophy, premio per il gran premio meglio organizzato in stagione, venne vinto dal Gran Premio d'Italia, corso a Monza: era il terzo successo (e per ora ultimo) per la manifestazione italiana, dopo i successi del 1979 e 1980 (edizione questa disputata a Imola).

Modifiche al regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Regolamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

In una riunione della Federazione Internazionale Sport Automobilistico del 13 ottobre 1982 venne decisa una forte modifica del regolamento tecnico che vietava ora il fondo piatto e le minigonne, portava a 540 kg. il peso minimo delle monoposto, vietava la trazione integrale e la presenza di vetture con oltre 4 ruote, introduceva nuove prescrizioni per la sicurezza del pilota, poneva un limite alla portata del serbatoio a 250 kg. e autorizzava il rifornimento in corsa. Queste decisioni, appoggiate anche dai piloti, avrebbero costretto le case a modificare le vetture già progettate per la stagione 1983 e, di fatto, superava il Patto della Concordia che aveva congelato il regolamento tecnico fino al 31 dicembre 1984.[36] Dopo una riunione, tenuta a Modena, il 23 ottobre le case costruttrici decisero di elaborare un pacchetto di controproposte, che sarebbe stato esaminato dalla Commissione Formula 1 il 3 novembre.[37]

In questa riunione venne trovato l'accordo tra federazione e scuderie. Per dare maggior tempo a quest'ultime di modificare le monoposto, al fine di rispettare i nuovi canoni tecnici, si decise di iniziare la stagione il 13 marzo col Gran Premio del Brasile, e di spostare ad ottobre la gara del Sudafrica. In cambio dell'accettazione della norma che aboliva le "minigonne", la FISA accettò di non modificare il regolamento sui motori almeno fino al termine della stagione 1985.[1]

Gare Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

N.ro Gara Data Circuito Pole GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Brasile 13 marzo Jacarepaguá Finlandia Keke Rosberg Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
2 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest 27 marzo Long Beach Francia Patrick Tambay Austria Niki Lauda Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
3 Francia Gran Premio di Francia 17 aprile Le Castellet Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
4 San Marino Gran Premio di San Marino 1º maggio Imola Francia René Arnoux Italia Riccardo Patrese Francia Patrick Tambay Italia Ferrari Resoconto
5 Monaco Gran Premio di Monaco 15 maggio Montecarlo Francia Alain Prost Brasile Nelson Piquet Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Resoconto
6 Belgio Gran Premio del Belgio 22 maggio Spa-Francorchamps Francia Alain Prost Italia Andrea De Cesaris Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
7 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Est 5 giugno Detroit Francia René Arnoux Regno Unito John Watson Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada 12 giugno Montreal Francia René Arnoux Francia Patrick Tambay Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
9 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 16 luglio Silverstone Francia René Arnoux Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
10 Germania Gran Premio di Germania 7 agosto Hockenheimring Francia Patrick Tambay Francia René Arnoux Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
11 Austria Gran Premio d'Austria 14 agosto Österreichring Francia Patrick Tambay Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
12 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda 28 agosto Zandvoort Brasile Nelson Piquet Francia René Arnoux Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia 11 settembre Monza Italia Riccardo Patrese Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
14 Unione europea Gran Premio d'Europa 25 settembre Brands Hatch Italia Elio De Angelis Regno Unito Nigel Mansell Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
15 Flag of South Africa 1928-1994.svgGran Premio del Sud Africa 15 ottobre Kyalami Francia Patrick Tambay Brasile Nelson Piquet Italia Riccardo Patrese Regno Unito Brabham-BMW Resoconto

Gara non valide per il Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Regno Unito Race of Champions 10 aprile Brands Hatch Finlandia Keke Rosberg Francia René Arnoux Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Resoconto

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione si aprì in Brasile con una mezza sorpresa. Le previsioni davano favoriti i motori motori turbo, almeno nelle prove. Invece fu il campione del mondo 1982, Keke Rosberg, ad ottenere la pole, con una Williams ancora motorizzata Cosworth. In gara sarà Nelson Piquet e la sua Brabham-BMW a vincere, anche facilmente. Secondo Rosberg, ma squalificato per una irregolarità commessa ai box (ripartenza a spinta dopo un principio di incendio). Secondo il regolamento dell'epoca, poi cambiato nel 1984, la federazione decise di non assegnare il secondo posto.

Il tracciato cittadino di Long Beach in California, si addice maggiormente alle capacità dei motori ad alimentazione atmosferica; Rosberg è nuovamente in pole, ma durante la corsa non poté nulla sulle due McLaren di John Watson e Niki Lauda. Partiti rispettivamente 22º e 23º (per problemi alle gomme) saranno autori di una rimonta eccezionale, stabilendo il record ancora imbattuto di partenza più arretrata per un vincitore di gran premio.

Sul veloce circuito Paul Ricard riprendono il loro dominio i motori turbo. Vince Alain Prost con la nuova vettura, secondo Nelson Piquet, che si porta al primo posto nella classifica del campionato. Ad Imola vince la Ferrari con Tambay dopo che Patrese esce di pista a pochi giri dalla fine, quando era saldamente in testa.

La Renault 40 utilizzata nella stagione da Alain Prost

A Monaco, secondo circuito cittadino dopo Long Beach, le vetture aspirate tornano a vincere, anche se le McLaren nemmeno si qualificano (all'epoca a Montecarlo partivano solo 20 vetture), sempre per problemi di gomme. La gara sarà decisa ancora dalla scelta degli pneumatici: la pista umida consiglia quasi tutti i piloti a scegliere gomme da bagnato mentre Rosberg, favorito dal partire in un punto "protetto" dalle piante arrischiò la scelta delle slick. Questa scelta, assieme, alla grande capacità di controllo della vettura, consentiranno al finlandese di ottenere una bella vittoria.

In Belgio seconda vittoria di Prost, che passa in testa al campionato. Da segnalare l'ottima prova di De Cesaris (per molti giri in testa) che otterrà anche il giro più veloce con una Alfa Romeo sempre più competitiva.

A Detroit, altro circuito urbano, i Cosworth tornano a farsi onore. Dopo Watson a Long Beach e Rosberg a Monaco, tocca al pilota italiano Michele Alboreto (già vittorioso l'anno precedente a Las Vegas) che s'impone con la Tyrrell, grazie al ritiro di Arnoux in testa a lungo alla gara.

L'estate fu caratterizzata dal duello tutto francese che oppose Prost al suo ex-coéquipier René Arnoux, risorto dopo un difficile inizio di stagione. Arnoux s'impose in Canada, Prost gli rispose vincendo a Silverstone, Arnoux fece suo il Gran Premio di Germania, Prost quello d'Austria, con Arnoux capace di imporsi pure in Olanda. In campionato, Prost conduceva con 51 punti, seguito da Arnoux con 43 e Piquet a 37.

Nel finale di stagione il dominio dei piloti francesi (tre nei primi 4 in classifica) viene rotto dal ritorno a prestazioni elevate di Piquet, e della sua Brabham-BMW che riuscì a fare proprio per la seconda volta, il titolo mondiale.

In Olanda Prost e Piquet si eliminarono in un tentativo di sorpasso del primo sul Brasiliano in testa alla corsa, ma a Monza Piquet vinse nettamente. In classifica ora Prost (ritiratosi) ha 51p, Arnoux 49 e Piquet 46. Nel Gran Premio d'Europa a Brands Hatch, Piquet vinse di nuovo, davanti proprio a Prost. Arnoux terminò fuori dalla zona punti, abbandonando quasi definitivamente la sua possibilità di giocarsi il titolo nell'ultimo gran premio, quello di Kyalami. Con 8 punti da recuperare su Prost, e con Piquet secondo, l'impresa era quasi impossibile.

A Kyalami, le speranze di Arnoux andarono in fumo rapidamente, come il suo motore, nei primi giri Piquet assunse il controllo della gara, seguito dal suo compagno Patrese. Per Prost, rimasto nelle retrovie, vi era solo da sperare in qualche problema meccanico del sudamericano. Sarà invece il suo motore Renault a tradirlo. Piquet a questo punto può gestire la gara, gli bastava un quarto posto e chiude terzo (superato anche da De Cesaris), lasciando la vittoria al suo coéqupier Riccardo Patrese.

Il finale di stagione sarà pero caratterizzato dalle polemiche sulle regolarità della benzina della Brabham, ma la federazione riterrà il numero di ottani di queste dentro le tolleranze ammesse dal regolamento.

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti
1 Brasile Nelson Piquet 1 Rit 2 Rit 2 4 4 Rit 2 13 * 3 Rit 1 1 3 59
2 Francia Alain Prost 7 11 1 2 3 1 8 5 1 4 1 Rit Rit 2 Rit 57
3 Francia René Arnoux 10 3 7 3 Rit Rit Rit 1 5 1 2 1 2 9 Rit 49
4 Francia Patrick Tambay 5 Rit 4 1 4 2 Rit 3 3 Rit Rit 2 4 Rit Rit 40
5 Finlandia Keke Rosberg SQ Rit 5 4 1 5 2 4 11 10 8 Rit 11 Rit 5 27
6 Regno Unito John Watson Rit 1 Rit 5 NQ Rit 3 6 9 5 9 3 Rit Rit SQ 22
7 Stati Uniti Eddie Cheever Rit 13 * 3 Rit Rit 3 Rit 2 Rit Rit 4 Rit 3 10 6 22
8 Italia Andrea De Cesaris NQ Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 8 2 Rit Rit Rit 4 2 15
9 Italia Riccardo Patrese Rit 10 * Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 3 Rit 9 Rit 7 1 13
10 Austria Niki Lauda 3 2 Rit Rit NQ Rit 13 * Rit 6 SQ 6 Rit Rit Rit 11 * 12
11 Francia Jacques Laffite 4 4 6 7 Rit 6 5 Rit 12 6 Rit Rit NQ NQ Rit 11
12 Italia Michele Alboreto Rit 9 8 Rit Rit 14 1 8 13 Rit Rit 6 Rit Rit Rit 10
13 Regno Unito Nigel Mansell 12 12 Rit 12 * Rit Rit 6 Rit 4 Rit 5 Rit 8 3 NC 10
14 Regno Unito Derek Warwick 8 Rit Rit Rit Rit 7 Rit Rit Rit Rit Rit 4 6 5 4 9
15 Svizzera Marc Surer 6 5 10 6 Rit 11 11 Rit 17 7 Rit 8 10 Rit 8 4
16 Italia Mauro Baldi Rit Rit Rit 10 * 6 Rit 12 10 7 Rit Rit 5 Rit Rit Rit 3
17 Stati Uniti Danny Sullivan 11 8 Rit Rit 5 12 Rit SQ 14 12 Rit Rit Rit Rit 7 2
18 Italia Elio De Angelis SQ Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit 2
19 Italia Bruno Giacomelli Rit Rit 13 * Rit NQ 8 9 Rit Rit Rit Rit 13 * 7 6 Rit 1
20 Venezuela Johnny Cecotto 13 6 11 Rit NPQ 10 Rit Rit NQ 11 NQ NQ 12 1
- Belgio Thierry Boutsen Rit 7 7 15 9 13 14 * Rit 11 9 0
- Francia Jean-Pierre Jarier Rit Rit 9 Rit Rit Rit Rit Rit 10 8 7 Rit 9 Rit 10 0
- Brasile Chico Serra 9 Rit 8 7 0
- Brasile Raul Boesel Rit 7 Rit 9 Rit 13 10 Rit Rit Rit NQ 10 NQ 15 NC 0
- Svezia Stefan Johansson Rit Rit 12 7 Rit 14 0
- Germania Ovest Manfred Winkelhock 15 Rit Rit 11 Rit Rit Rit 9 Rit NQ Rit Rit Rit 8 Rit 0
- Italia Corrado Fabi Rit NQ Rit Rit NQ Rit Rit Rit NQ NQ 10 11 * Rit NQ Rit 0
- Italia Piercarlo Ghinzani NQ NQ NQ NQ NQ NQ Rit NQ Rit Rit 11 NQ Rit Rit Rit 0
- Colombia Roberto Guerrero NC Rit Rit Rit NPQ Rit NC Rit 16 Rit Rit 12 13 12 0
- Regno Unito Kenny Acheson NQ NQ NQ NQ NQ NQ 12 0
- Regno Unito Jonathan Palmer 13 0
- Cile Eliseo Salazar 14 Rit NQ NQ NQ NQ 0
- Australia Alan Jones Rit 0
- Francia Jean-Louis Schlesser NQ 0
- Canada Jacques Villeneuve Sr. NQ 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Al vincitore vanno 9 punti, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. Vengono contati gli 11 migliori risultati.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Motore BRA Brasile USW Stati Uniti FRA Francia SMR San Marino MON Monaco BEL Belgio USE Stati Uniti CAN Canada GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria HOL Paesi Bassi ITA Italia EUR Unione europea SAF Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Vittorie Pole GPV
1 Italia Ferrari Ferrari 2 4 3 13 3 6 - 13 6 9 6 15 9 - - 89 4 8 3
2 Francia Renault Renault - - 13 6 4 13 - 8 9 3 12 - 4 6 1 79 4 3 3
3 Regno Unito Brabham BMW 9 - 6 - 6 3 3 - 6 4 4 - 9 9 13 72 4 2 5
4 Regno Unito Williams Ford 3 3 3 3 9 3 8 3 - 1 - - - - 36 1 1 0
5 Regno Unito McLaren Ford 4 15 - 2 - - 4 1 1 2 1 4 34 1 0 2
6 Italia Alfa Romeo Alfa Romeo - - - - 1 - - - - 6 - 2 - 3 6 18 0 0 1
7 Regno Unito Tyrrell Ford - - - - 2 - 9 - - - - 1 - - - 12 1 0 0
8 Regno Unito Lotus Renault - - - - - - - 3 - 2 - 2 4 - 11 0 1 1
9 Regno Unito Toleman Hart - - - - - - - - - - - 3 1 3 3 10 0 0 0
10 Regno Unito Arrows Ford 1 2 - 1 - - - - - - - - - - - 4 0 0 0
11 Regno Unito Williams Honda 2 2 0 0 0
12 Regno Unito Theodore Ford - 1 - - - - - - - - - - - - - 1 0 0 0
13 Regno Unito Lotus Ford - - - - - - 1 - 1 0 0 0
14 Italia Osella Ford - - - - - - - - 0 0 0 0
15 Regno Unito McLaren TAG - - - - 0 0 0 0
16 Regno Unito Spirit Honda - - - - - - - 0 0 0 0
17 Italia Osella Alfa Romeo - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
18 Regno Unito RAM March Ford - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
19 Francia Ligier Ford - - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
20 Germania ATS BMW - - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
Pos. Costruttore Motore BRA Brasile USW Stati Uniti FRA Francia SMR San Marino MON Monaco BEL Belgio USE Stati Uniti CAN Canada GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria HOL Paesi Bassi ITA Italia EUR Unione europea SAF Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Vittorie Pole GPV

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Per la classifica costruttori contano tutti i risultati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ora nella Formula 1 sono tutti d'accordo in La Stampa, 4 novembre 1982, p. 21.
  2. ^ a b Fra Fisa e costruttori vince la F.1 in La Stampa, 5 novembre 1982, p. 29.
  3. ^ a b (ES) En breve (PDF) in El Mundo Deportivo, 5 aprile 1983, p. 25. URL consultato il 3 agosto 2014.
  4. ^ (ES) El G.P de Europa en Brands Hatch (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 giugno 1983, p. 33. URL consultato il 13 agosto 2014.
  5. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach.
  6. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est era noto anche come Detroit Grand Prix.
  7. ^ Cristiano Chiavegato, Forse Cheever con la Renault in La Stampa, 11 settembre 1982, p. 21.
  8. ^ Motore turbo per tutti? in La Stampa, 13 agosto 1982, p. 17.
  9. ^ (ES) "Lotus" montara motores "Renault" in El Mundo Deportivo, 12 agosto 1982, p. 26. URL consultato il 1º aprile 2014.
  10. ^ (ES) F-1: "ATS" utilizara motores "BMW" (PDF) in El Mundo Deportivo, 11 dicembre 1982, p. 30. URL consultato il 4 agosto 2014.
  11. ^ (ES) Sorpresa:¡Ligier montarà motores Renault! in El Mundo Deportivo, 16 settembre 1982, p. 33. URL consultato il 20 giugno 2014.
  12. ^ a b Cristiano Chiavegato, Un po' di Ferrari e Alfa per questa Osella di F.1 in La Stampa, 1 marzo 1983, p. 21.
  13. ^ Cristiano Chiavegato, F1 in coro: Alfa, resta! in Stampa Sera, 23 settembre 1982, p. 23.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, L'Alfa Romeo rimane in F.1 ma con una scuderia privata in La Stampa, 20 ottobre 1982, p. 19.
  15. ^ (ES) Fittipaldi disuelve su escuderia (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 gennaio 1983, p. 27. URL consultato il 29 luglio 2014.
  16. ^ (EN) CONSTRUCTORS: RAM AUTOMOTIVE, grandprix.com. URL consultato il 29 luglio 2014.
  17. ^ (EN) CONSTRUCTORS: THEODORE RACING, grandprix.com. URL consultato il 30 luglio 2014.
  18. ^ Cristiano Chiavegato, Arnoux con Ferrari, per l'84 prenotato Alboreto in La Stampa, 9 settembre 1982, p. 18.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Tra i "grandi" spunta Alboreto in Stampa Sera, 24 settembre 1982, p. 18.
  20. ^ (ES) La F-1 siempre es noticia (PDF) in El Mundo Deportivo, 31 ottobre 1982, p. 35. URL consultato il 30 giugno 2014.
  21. ^ (ES) Danny Sullivan pilotara el segundo "Tyrrell" (PDF) in El Mundo Deportivo, 15 febbraio 1983, p. 33. URL consultato il 30 giugno 2014.
  22. ^ (ES) Salazar correra con "March" (PDF) in El Mundo Deportivo, 18 dicembre 1982, p. 33. URL consultato il 3 luglio 2014.
  23. ^ I quadri Euroracing in La Stampa, 11 novembre 1982, p. 23.
  24. ^ a b c (ES) F-1: ventinueve pilotos en pos de un titulo (PDF) in El Mundo Deportivo, 2 marzo 1983, p. 32. URL consultato il 29 luglio 2014.
  25. ^ (ES) Los desheredados del "circo" (PDF) in El Mundo Deportivo, 9 marzo 1983, p. 20. URL consultato il 30 luglio 2014.
  26. ^ La tv salva le corse Usa in Stampa Sera, 27 settembre 1982, p. 19.
  27. ^ (ES) La F1, amenazada de colapso financiero (PDF) in El Mundo Deportivo, 1 aprile 1983, p. 31. URL consultato il 9 agosto 2014.
  28. ^ (ES) Un "sponsor" acusa "Tyrrell" de estafa (PDF) in El Mundo Deportivo, 9 giugno 1983, p. 28. URL consultato il 9 agosto 2014.
  29. ^ (ES) El G.P. de Europa en Brands Hatch (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 giugno 1983, p. 33. URL consultato il 29 agosto 2014.
  30. ^ LONG BEACH, gdecarli.it. URL consultato il 9 settembre 2014.
  31. ^ Cristiano Chiavegato, "Sono il Lauda dei vecchi tempi" in La Stampa, 24 marzo 1983, p. 25.
  32. ^ Cristiano Chiavegato, Long Beach, la F.1 rischia in La Stampa, 25 marzo 1983, p. 25.
  33. ^ (ES) Confirmado: el GP Belgica de F-1 en Spa (PDF) in El Mundo Deportivo, 11 febbraio 1983, p. 37. URL consultato il 3 agosto 2014.
  34. ^ Pronta una gara a Mosca in La Stampa, 30 giugno 1982, p. 25.
  35. ^ Affermano a Mosca sì al Gran Premio in La Stampa, 14 ottobre 1982, p. 19.
  36. ^ Cristiano Chiavegato, In F.1 è ancora guerra in La Stampa, 14 ottobre 1982, p. 23.
  37. ^ F.1, controproposte delle case in La Stampa, 24 ottobre 1982, p. 23.

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