Campionato mondiale di Formula 1 1983

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Campionato mondiale di Formula 1 1983
Edizione n. 34 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 13 marzo
Termine 15 ottobre
Prove 15
Titoli in palio
Piloti Nelson Piquet
su Brabham BT52
Costruttori Scuderia Ferrari
su Ferrari 126 C3
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1983 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 34º ad assegnare il Campionato Piloti e la 26º ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 13 marzo e terminata il 15 ottobre, dopo 15 gare, una in meno della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la seconda volta a Nelson Piquet e il titolo costruttori per l'ottava volta alla Ferrari.

Nella stagione venne disputato l'ultimo gran premio della storia non valido per il mondiale: la Race of Champions.

La pre-stagione[modifica | modifica wikitesto]

Il calendario[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 1982 venne presentato il progetto di calendario per la stagione 1983. Il Gran Premio del Brasile diveniva la prima gara stagionale, dopo che si era deciso di posticipare al 29 ottobre il Gran Premio del Sudafrica.[1]Il Gran Premio di Francia veniva spostato ad aprile, dalla sua tradizionale data estiva, mentre il Gran Premio di Monaco veniva anteposto a quello del Gran Premio del Belgio. Il Gran Premio di Svizzera scambiava il posizionamento con la gara in Olanda, che veniva inserita a fine agosto, dopo le gare di Gran Bretagna, Germania e Austria. Era prevista una gara a New York, a settembre, prima di una a Las Vegas.[2]

Successivamente vennero cancellati il GP di Svizzera, ma con la possibilità che nella stessa data, e sempre a Digione, si potesse tenere un Gran Premio d'Europa,[3] il GP di New York, e quello di Las Vegas. Solo a fine giugno venne inserito in calendario il Gran Premio d'Europa, da tenersi però sul Circuito di Brands Hatch, il 25 settembre; venne anche anticipata al 15 ottobre, vista l'assenza della gara di Las Vegas del 9 ottobre, la gara del Sudafrica, prevista inizialmente per il 29.[4]

Gara Nome ufficiale del gran premio Gran Premio Circuito Sede Data Ora
1 Brasile Grande Prêmio do Brasil GP del Brasile Circuito di Jacarepagua Rio de Janeiro 13 marzo 13:30
2 Stati Uniti Toyota United States Grand Prix West[5] GP degli USA-Ovest Circuito di Long Beach Long Beach 27 marzo 13:30
3 Francia Grand Prix de France GP di Francia Circuito Paul Ricard Le Castellet 17 aprile 14:30
4 San Marino Gran Premio di San Marino GP di San Marino Autodromo Dino Ferrari Imola 1º maggio 14:30
5 Monaco Grand Prix Automobile de Monaco GP di Monaco Circuito di Montecarlo Montecarlo 15 maggio 15:30
6 Belgio Grand Prix de Belgique GP del Belgio Circuito di Spa-Francorchamps Spa 22 maggio
7 Stati Uniti United States Grand Prix East[6] GP degli USA-Est Circuito di Detroit Detroit 5 giugno
8 Canada Grand Prix Labatt du Canada GP del Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 12 giugno
9 Regno Unito Marlboro British Grand Prix GP di Gran Bretagna Circuito di Silverstone Silverstone 16 luglio
10 Germania Großer Preis von Deutschland GP di Germania Hockenheimring Hockenheim 7 agosto
11 Austria Holiday Großer Preis von Österreich GP d'Austria Österreichring Spielberg bei Knittelfeld 14 agosto
12 Paesi Bassi Grote Prijs van Nederland GP d'Olanda Zandvoort Park Zandvoort 28 agosto
13 Italia Gran Premio d'Italia GP d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 11 settembre
14 Europa John Player Grand Prix of Europe GP d'Europa Circuito di Brands Hatch Brands Hatch 25 settembre
15 Sudafrica Southern Sun Hotels South African Grand Prix GP del Sudafrica Circuito di Kyalami Kyalami 15 ottobre

Accordi e fornitori[modifica | modifica wikitesto]

La Honda tornò in Formula 1 per motorizzare la neo entrante Spirit (qui nella foto) e la Williams.

La grande competitività dimostrata negli anni dai motori turbo spinse molti costruttori a cercare una fornitura di questo tipo di propulsori, al fine di sostituire i tradizionali Ford Cosworth DFV, che ancora equipaggiavano la maggior parte delle scuderie.

La Techniques d'Avant Garde, società lussemburghese di proprietà dell'uomo d'affari Mansour Ojjeh, annunciò la realizzazione di un nuovo propulsore turbo, in collaborazione con la Porsche, utilizzato, per la stagione 1983, dalla McLaren.[7] La Renault, dal suo canto, rese noto, che dal 1983, avrebbe fornito i suoi motori turbo anche alla Lotus. Per la prima volta la casa francese diventava fornitrice per un altro costruttore. La Lotus aveva compiuto dei colloqui anche con la Toyota.[8][9]Anche la BMW, che già supportava la Brabham, decise di ampliare la sua fornitura di motori turbo alla scuderia tedesca ATS.[10]

La Tyrrell ottenne il sostegno della Benetton.

La Matra uscì definitivamente dalla Formula 1, non rifornendo più il motore alla Ligier. La Matra aveva esordito nel 1968 come motorista, abbandonando la categoria, e rientrandovi, a più riprese. In 114 GP aveva ottenuto 3 vittorie, 4 pole position e 5 giri veloci. La Ligier cercò di appoggiarsi anch'essa alla Renault, ma dovette ripiegare sul Ford Cosworth.[11]

L'Osella, da questa stagione, ottenne la fornitura di motori V12, aspirati non turbo, da parte dell'Alfa Romeo, anche se per le prime gare, fino a quella di Imola, il costruttore italiano proseguì a impiegare solo il Ford Cosworth.[12]

In merito alla fornitura degli pneumatici la Brabham abbandonò le Goodyear per passare alle Michelin, mentre la Lotus scelse le Pirelli, in luogo anch'essa delle coperture statunitensi. L'Arrows seguì il percorso inverso, utilizzando le Goodyear. Anche l'Osella cambiò fornitore, abbandonando la Pirelli e scegliendo la Michelin.

La Tyrrell ottenne la sponsorizzazione della casa italiana d'abbigliamento Benetton, con la scuderia che venne ribattezzata Benetton Tyrrell.[13]

Piloti e scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Scuderie[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima del termine della stagione 1982 l'Alfa Romeo mise in dubbio la prosecuzione del suo impegno in F1, almeno come costruttore, per la stagione seguente. La casa italiana era infatti propensa solo a rifornire i propri motori, a scuderie quali Ligier, Tyrrell o Williams.[14] La casa italiana rimase nel campionato ma affidò la gestione sportiva a una scuderia privata, l'Euroracing, che si impegnava a partecipare ai campionati 1983 e 1984, con un'opzione per la fornitura di motori anche per la stagione 1985. L'Euroracing, guidata da Giampaolo Pavanello, aveva iniziato la sua carriera motoristica nel 1975, e aveva conquistato a più riprese i titoli europei in Formula 3.[15]

Chi non si iscrisse più al campionato fu la scuderia brasiliana Fittipaldi Automotive, che abbandonò il mondiale dopo 8 stagioni. Dopo l'esordio, nel Gran Premio d'Argentina 1975 come Copersucar, dal nome dello sponsor, utilizzò, dal 1980, la denominazione Fittipaldi. Corse in totale 103 gran premi,conquistando tre podi.[16]

La RAM, scuderia inglese che aveva partecipato al campionato tra il 1976 e il 1980, utilizzando telai costruiti dalla March, dalla Brabham e dalla Williams, e che dal 1981 aveva stretto un rapporto di collaborazione proprio con la March, decise di costruire, per la prima volta, una propria monoposto. La vettura venne denominata RAM-March.[17]

La Theodore Racing e l'Ensign giunsero a una sorta di fusione. La Theodore aveva già utilizzato un telaio dell'Ensign nel 1977.[18]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

L'Osella presentò al via, come piloti, Corrado Fabi e Piercarlo Ghinzani.

Prima del Gran Premio d'Italia 1982 la Scuderia Ferrari annunciò che René Arnoux, pilota della Renault, avrebbe fatto coppia con Patrick Tambay per la stagione 1983. La scuderia italiana si riservò di fare correre una terza vettura, nel caso in cui Didier Pironi, infortunatosi nel corso delle prove del Gran Premio di Germania, avesse potuto tornare a competere. Inoltre venne prospettato anche l'ingaggio di un pilota di riserva, al fine di coprire eventuali indisponibilità dei piloti titolari. La casa italiana, infine, svelò come la sua volontà di ingaggiare Michele Alboreto era stata bloccata dal contratto che legava il pilota milanese alla Tyrrell.[19] Al posto di Arnoux la Renault ingaggiava Eddie Cheever, pilota statunitense della Ligier.[20]

Anche l'altro pilota della Ligier, il francese Jacques Laffite, passava ad altra scuderia, la Williams. Laffite abbandonava la Ligier dopo 7 stagioni e 108 gran premi, che per l'epoca rappresentava il record di gare corse in F1 per un pilota con uno stesso costruttore. La Ligier li sostituì con Jean-Pierre Jarier, proveniente dall'Osella,[21] e Raul Boesel, ex della March.

La Tyrrell ingaggiò, al posto di Brian Henton, il giovane statunitense Danny Sullivan, con esperienza in Indycar e CanAm.[22] L'ATS iscrisse una sola vettura al campionato: ciò liberò Eliseo Salazar che trovò il volante della March, da questa stagione ribattezzata RAM-March.[23]

L'Alfa Romeo sostituì Bruno Giacomelli con Mauro Baldi, proveniente dall'Arrows.[24]Giacomelli trovò un volante alla Toleman, dove prese il posto di Teo Fabi.[25]

L'Arrows iscrisse il campione del mondo 1980, l'australiano Alan Jones.[25]Per la prima gara stagionale, in Brasile, Jones non era in condizioni fisiche adeguate, essendosi fratturato una gamba, cadendo da cavallo; venne perciò sostituito da Chico Serra, ex pilota della Fittipaldi.[26]

L'Osella aveva, in un primo momento, iscritto Corrado Fabi, fratello di Teo, all'esordio nel mondiale, e Beppe Gabbiani, al ritorno nel mondiale dopo due stagioni.[25]Prima dell'inizio della stagione però la scuderia piemontese lo sostituì con Piercarlo Ghinzani, già impiegato nel 1981.[12]

La Theodore Racing, fusa con l'Ensing, confermò uno dei piloti di quest'ultima, Roberto Guerrero, e fece esordire nel mondiale Johnny Cecotto. Il venezuelano, che era stato vicino all'impiego, nel 1982, da parte della Fittipaldi e dell'Osella, proveniva dal motociclismo, ove aveva vinto il motomondiale nel 1975, nella classe 350.

Nel GP Usa Ovest Alan Jones riprese il suo volante all'Arrows, ove era stato sostituito da Chico Serra nella prima gara in Brasile, in quanto ancora convalescente per una caduta da cavallo. Jones, che aveva vinto il titolo nel 1980, rientrava nella massima formula dopo un anno di assenza. La sua ultima gara era stato il Gran Premio di Las Vegas 1981 (tra l'altro vinto dall'australiano), disputato con la Williams. Il contratto era a gettone, e avrebbe dovuto essere rinegoziato dopo la gara di Imola.[27]Dal GP di Francia, all'Arrows, Chico Serra subentrò nuovamente ad Alan Jones, che aveva disputato il GP di Long Beach e la Race of Champions. La RAM portò, per la prima volta nella stagione iridata, una seconda vettura, affidata al francese Jean-Louis Schlesser, all'esordio nel mondiale di F1, dopo aver presto parte anch'egli alla Race of Champions.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1983.

Team Costruttore Telai Motore Gomme No Piloti
Regno Unito TAG Williams Williams FW08C Honda RA163E
Ford - Cosworth DFV
G 1 Finlandia Keke Rosberg
2 Francia Jacques Laffite
42 Regno Unito Jonathan Palmer
Regno Unito Benetton Tyrrell Team Tyrrell 011-012 Ford- Cosworth DFV G 3 Italia Michele Alboreto
4 Stati Uniti Danny Sullivan
Regno Unito Fila Sport Brabham BT52 BMW M12/M13 M 5 Brasile Nelson Piquet
6 Italia Riccardo Patrese
Regno Unito Marlboro McLaren International McLaren MP4/1B Ford - Cosworth DFV
TAG Porsche P01
M 7 Regno Unito John Watson
8 Austria Niki Lauda
Germania Team ATS ATS D6 BMW M12/M13 G 9 Germania Manfred Winkelhock
Regno Unito John Player Team Lotus Lotus 91
92
93T
94T
Ford- Cosworth DFV
Renault-Gordini EF1
P 11 Italia Elio De Angelis
12 Regno Unito Nigel Mansell
Francia Equipe Renault Elf Renault RE30C
RE40
Renault-Gordini EF1 M 15 Francia Alain Prost
16 Stati Uniti Eddie Cheever
Regno Unito RAM Automotive Team March RAM 01 Ford - Cosworth DFV P 17 Cile Eliseo Salazar
18 Francia Jean-Louis Schlesser
Canada Jacques Villeneuve Sr.
Regno Unito Kenny Acheson
Italia Marlboro Team Alfa Romeo Alfa Romeo 183T Alfa Romeo M 22 Italia Andrea De Cesaris
23 Italia Mauro Baldi
Francia Equipe Ligier Gitanes Ligier JS21 Ford-Cosworth DFV M 25 Francia Jean-Pierre Jarier
26 Brasile Raul Boesel
Italia Scuderia Ferrari SEFAC Ferrari 126C2B
126C3
Ferrari 126T G 27 Francia Patrick Tambay
28 Francia René Arnoux
Regno Unito Arrows Racing Team Arrows A6 Ford- Cosworth DFV G 29 Svizzera Marc Surer
30 Brasile Chico Serra
Australia Alan Jones
Belgio Thierry Boutsen
Italia Osella Squadra Corse Osella FA1/D
FA1/E
Ford- Cosworth DFV
Alfa Romeo 1260
M 31 Italia Corrado Fabi
32 Italia Piercarlo Ghinzani
Regno Unito Theodore Racing Theodore MN183 Ford- Cosworth DFV G 33 Colombia Roberto Guerrero
34 Venezuela Johnny Cecotto
Regno Unito Candy Toleman Motorsport Toleman TG183 Hart 415T P 35 Regno Unito Derek Warwick
36 Italia Bruno Giacomelli
Regno Unito Spirit Racing Spirit 201 Honda RA163E G 40 Svezia Stefan Johansson

Circuiti e gare[modifica | modifica wikitesto]

Uscì dal calendario, dopo due stagioni, e dopo esservi inizialmente stato inserito, il Circuito del Caesars Palace a Las Vegas, pur in presenza di un accordo tra gli organizzatori e la NBC per la trasmissione della gara sia per il 1983 che per il 1984.[28] Saltò anche, dopo l'edizione 1982, il Gran Premio di Svizzera, corso sul tracciato francese di Digione. L'Automobile Club de Suisse rinunciò alla sua organizzazione.[3][29]Nel calendario venne inserito anche un gran premio da disputarsi a New York, su un tracciato ricavato attorno al Meadow Lake, posto nel Flushing Meadows Park.[30]A giugno però le autorità newyorchesi dichiararono l'impossibilità di dar vita al progetto, per la stagione 1983, e rimandarono le speranze alla stagione seguente.[31]A seguito di questi forfait, i gran premi scendevano così, dai programmati 17, a solo 14.

Il rinnovato circuito belga di Spa diventò sede del gran premio nazionale, al posto del tracciato di Zolder.

Anche a causa delle pressioni degli sponsor, che ritenevano questo un numero troppo basso di gare, il 27 giugno la FISA decise di inserire, per il 25 settembre, il Gran Premio d'Europa, da tenersi sul tracciato britannico di Brands Hatch, che aveva già ospitato la Race of Champions, gara non valida per il mondiale, ad aprile. Brands Hatch così si trovò ad ospitare due gare di F1 nella stessa annata, cosa che non capitava dal 1976; inoltre, per la prima volta nella storia, il Regno Unito ospitava due gare valide per il mondiale nello stesso anno.[32]

Il Gran Premio di Gran Bretagna, nella solita alternanza tra i due tracciati, era stato già programmato, al Circuito di Silverstone.

Per la prima volta il Gran Premio d'Europa veniva così disputato come gara a se stante, e non era solo una denominazione onorifica, attribuita di anno in anno a uno dei gran premi disputati sul continente. L'ultimo gran premio che aveva potuto effigiarsi del nome era stato il Gran Premio di Gran Bretagna 1977, disputatosi a Silverstone. Per ospitare la gara si era candidato anche il Circuito di Misano.[33]

Il circuito di Long Beach venne nuovamente modificato e, rispetto alle alterazioni del 1982, in maniera molto più profonda. Il tratto dopo il via rimase inalterato ma, dopo la curva 5, si abbandonò il tratto sull' Ocean Boulevard, girando su Pine Avenue, passando sotto lo Hyatt Hotel e il Convention Center seguendo poi la Seaside Way, parallela all' Ocean Boulevard, e riprendendo il vecchio tracciato dopo la curva 9. La curva 12 venne modificata per permettere una migliore entrata nei nuovi box, ora posti sulla Bridgestone Bend. Sempre su questo punto, da questa edizione, veniva dato sia il via che la bandiera a scacchi (l'arrivo era prima posto sull'Ocean Boulevard). Ciò consentiva di evitare i forti saliscendi che caratterizzavano la vecchia versione del tracciato. La lunghezza di questa conformazione era di 3.275 metri.[34][35]Questa nuova versione però veniva considerata più pericolosa della precedente, per la sua più alta velocità.[36]

Solo a febbraio venne confermato il Circuito di Spa-Francorchamps quale sede del Gran Premio del Belgio, al posto del tracciato di Zolder. Spa aveva già ospitato il gran premio tra il 1950 e il 1970, su un tracciato da oltre 14 chilometri, prima di essere sostituito da Nivelles, in due occasioni, e da Zolder. Ora la gara veniva disputata su un tracciato accorciato a 6,949 km.[37]

Nel corso del 1982 era stata avanzata l'ipotesi di disputare un gran premio in Unione Sovietica, tanto che Bernie Ecclestone si recò, a fine giugno, a Mosca per incontrare i massimi dirigenti della Federazione Motoristica sovietica. Il tracciato sarebbe stato disegnato nei viali attorno all'università.[38][39]La gara però non fu nemmeno inserita nella bozza di calendario, pubblicata nel novembre 1982.[2]

Il Race Promoters' Trophy, premio per il gran premio meglio organizzato in stagione, venne vinto dal Gran Premio d'Italia, corso a Monza: era il terzo successo (e per ora ultimo) per la manifestazione italiana, dopo i successi del 1979 e 1980 (edizione questa disputata a Imola).

Modifiche al regolamento[modifica | modifica wikitesto]

Regolamento tecnico[modifica | modifica wikitesto]

I meccanici della Ferrari impegnati in un pit stop. La pratica del rifornimento in gara divenne comune a quasi tutti i team.

In una riunione della Federazione Internazionale Sport Automobilistico del 13 ottobre 1982 venne decisa una forte modifica del regolamento tecnico che vietava ora il fondo piatto e le minigonne, portava a 540 kg. il peso minimo delle monoposto, vietava la trazione integrale e la presenza di vetture con oltre 4 ruote, introduceva nuove prescrizioni per la sicurezza del pilota, poneva un limite alla portata del serbatoio a 250 kg. e autorizzava il rifornimento in corsa. Queste decisioni, appoggiate anche dai piloti, avrebbero costretto le case a modificare le vetture già progettate per la stagione 1983 e, di fatto, superava il Patto della Concordia che aveva congelato il regolamento tecnico fino al 31 dicembre 1984.[40] Dopo una riunione, tenuta a Modena, il 23 ottobre le case costruttrici decisero di elaborare un pacchetto di controproposte, che sarebbe stato esaminato dalla Commissione Formula 1 il 3 novembre.[41]

In questa riunione venne trovato l'accordo tra federazione e scuderie. Per dare maggior tempo a quest'ultime di modificare le monoposto, al fine di rispettare i nuovi canoni tecnici, si decise di iniziare la stagione il 13 marzo col Gran Premio del Brasile, e di spostare ad ottobre la gara del Sudafrica. In cambio dell'accettazione della norma che aboliva le "minigonne", la FISA accettò di non modificare il regolamento sui motori almeno fino al termine della stagione 1985.[1]

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1983.
L'Alfa Romeo fece esordire nel Gran Premio del Brasile una vettura a motore turbo.

Il poleman Keke Rosberg si mantenne al comando, seguito da Alain Prost, e dalle due Brabham di Nelson Piquet e Riccardo Patrese. Il francese però, venne presto passato da entrambi, scalando così in quarta posizione. Sulla vettura di Patrese si ruppe subito il turbocompressore, tanto che il pilota padovano perse lentamente potenza.

Già al settimo giro Piquet s'impossessò del comando della gara, passando Rosberg. Nelle retrovie si fece largo John Watson: partito dalla sedicesima piazza, si trovò, già al termine del primo passaggio, in undicesima posizione. Superò poi Baldi, Cheever, e le due Ferrari, portandosi in quinta posizione, al giro 11. Il problema tecnico sulla Brabham di Patrese divenne ingovernabile, e il pilota si ritirò al ventesimo giro. Tre giri prima Watson aveva passato anche Prost, stabilendosi in terza posizione, dietro a Piquet e Rosberg. Al ventitreesimo passaggio Mauro Baldi, nel difendersi da un attacco di Lauda, per la sesta piazza, lasciò un varco, ove s'inserì Derek Warwick: la Toleman toccò l'Alfa Romeo, che fu costretta al ritiro.

Al giro 28 Rosberg passò ai box per il rifornimento di benzina: all'apertura però del bocchettone i gas provenienti dal serbatoio s'infiammarono immediatamente, a causa del calore sprigionato dal motore. Il finlandese riuscì a uscire indenne dall'abitacolo: la vettura però dovette essere rimessa in moto a spinta dai meccanici. Rosberg riuscì a ripartire, ma dopo aver perso un giro rispetto agli altri, e scendendo al nono posto. la classifica vedeva sempre al comando Piquet, seguito da Watson, Prost, Tambay, Lauda e Warwick.

Al giro 34 Niki Lauda sorpassò Patrick Tambay, mentre un giro dopo, il suo compagno di team Watson, terminò la sua gara, per la rottura del propulsore: Lauda così in due giri scalò in terza posizione. Al giro 40 nelson Piquet effettuò il rifornimento di carburante: l'operazione durò 16 secondi, e il brasiliano mantenne il comando del gran premio. Al quarantaduesimo passaggio l'austriaco ebbe la meglio anche su Prost. Nel frattempo Keke Rosberg recuperava posizioni, prima superando Derek Warwick, poi Tambay e Prost: al giro 46 il finlandese della Williams era nuovamente terzo. Entrava in zona punti anche Marc Surer, che aveva superato Warwick.

Al giro 51 Tambay passò Prost (per tutta la gara penalizzato da un guasto a un ammortizzatore) per la quarta posizione, mentre tre giri dopo, Rosberg passò anche Lauda per la seconda piazza. Al giro 56 Jacques Laffite, in rimonta, passò sia Surer che Prost, prendendosi il quinto posto. Il pilota della Williams, nella parte finale del gran premio, ebbe la meglio anche su Tambay (con gomme degradate), e colse il quarto posto.

Nelson Piquet vinse per l'ottava volta in carriera: era il primo successo per un pilota che aveva effettuato la tecnica del rifornimento in gara. Piquet fu ul primo pilota brasiliano ad imporsi nella gara nazionale dal 1975, ai tempi di Carlos Pace. Rosberg chiuse secondo, Lauda al terzo posto: le decisioni della giuria privarono poi il finlandese, come l'anno precedente, del risultato. Elio de Angelis venne squalificato per aver sostituito la vettura dopo le qualifiche con una vettura di diverso tipo. Keke Rosberg venne squalificato perché la vettura spinta ai box, durante un pit stop. Il secondo posto non venne riassegnato.

Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest 1983.
La Renault, nel Gran Premio di Long Beach, utilizzò per la prima volta il modello RE40.

Patrick Tambay mantenne il comando al via della gara; Keke Rosberg, partito dalla seconda fila, cercò subito di infilarsi dietro al duo francese della Ferrari: il finnico toccò anche la vettura di René Arnoux. Quest'ultimo scese in quarta posizione, preceduto, oltre che da Rosberg, anche da Jacques Laffite.

Dietro s'installarono le due Tyrrell e le due Renault. Rosberg fu autore di un testacoda nel corso del primo giro, nel tentativo di passare Tambay, ma poté proseguire, mantenendo la posizione. Sempre nel corso del primo giro Arnoux dovette cedere una posizione anche a Michele Alboreto.

Nel secondo giro Danny Sullivan, sesto, fu passato da Riccardo Patrese. Lo statunitense, il giro seguente, perse altre due posizioni, venendo sopravanzato dalle Renault. Alain Prost, penalizzato da un problema all'accensione, perse però diverse posizioni, fino a quando, al sedicesimo passaggio, si portò ai box per il cambio gomme. Anche Arnoux fu penalizzato dal decadimento degli pneumatici, e retrocesse in classifica.

Al giro 16 perciò la classifica, sempre guidata da Patrick Tambay, vedeva al secondo posto Keke Rosberg, seguito da Jacques Laffite, Michele Alboreto, Eddie Cheever, Riccardo Patrese, Jean-Pierre Jarier e René Arnoux. Anche l'altro pilota della Renault, Cheever, si recò al cambio gomme, ma trovò i meccanici ancora impegnati con Prost, e così fu costretto a proseguire la gara, ma ormai fuori dalla zona dei punti.

Le prime sei vetture erano racchiuse in uno spazio ridotto, con Rosberg che pressava Tambay, essendo a sua volta pressato da Laffite. Al ventiduesimo giro Jean-Pierre Jarier centrò la vettura di Alboreto, in un tentativo di sorpasso: il milanese fu costretto ai box con una sospensione danneggiata. Al ventiseiesimo giro Rosberg tentò l'attacco a Tambay, i due andarono a contatto, col francese che finì in testacoda, fermandosi in mezzo al tracciato. Rosberg riuscì a evitare la vettura di Tambay ma, giunto all'ultima chicane, si trovò sia la vettura di Jacques Laffite che quella di Jean-Pierre Jarier (che aveva passato Patrese) molto vicine. Prima collisero le due Williams, poi la vettura di Rosberg venne colpita da quella di Jarier, finendo a muro. Il finnico si ritirò subito, e poco dopo anche Jarier dovette abbandonare la gara con un alettone danneggiato.

La gara vedeva ora al comando Jacques Laffite, seguito da Riccardo Patrese, Marc Surer e il duo della McLaren Niki Lauda-John Watson, che pur essendo partiti dalla retrovie, avevano sfruttato i molti ritiri e i pit stop degli altri concorrenti per risalire la graduatoria.

Già al ventottesimo passaggio i due della McLaren passarono anche Surer, mentre cinque giri dopo Watson, al termine della Shoreline Drive, sorpassava Lauda, ponendosi in terza posizione. Dietro Johnny Cecotto aveva la meglio su Surer, posizionandosi quinto.

Al giro 44, sfruttando un errore di Patrese, sia Watson che Lauda, passarono davanti al padovano, e solo un giro dopo, con Laffite in crisi con gli pneumatici, si trovarono a condurre. Il francese della Ligier fu poi facile preda anche di Patrese al giro 52. Anche Cecotto perse alcune posizioni (sulla Theodore si era allentata la leva del cambio), a favore di Cheever, Arnoux e Surer.

René Arnoux, era risalito in zona punti, dopo essere sceso in classifica per un secondo cambio gomme, e si trovò a lottare con Cheever per la quinta piazza. I due si avvicinarono a Laffite al giro 67, e il ferrarista fu capace di passare entrambi e porsi in quarta posizione: anche Eddie Cheever passò Laffite. Un giro dopo però Cheever fu costretto al ritiro per un guasto al cambio. A tre giri dal termine la classifica mutò ancora per il ritiro di Patrese, che era terzo.

Nella parte finale della gara Niki Lauda soffrì di crampi e non fu capace di attaccare John Watson, che così vinse per la quinta e ultima volta nel mondiale. Nessuno è mai riuscito a vincere una gara valida per il mondiale di F1 partendo così arretrato come il nordirlandese, ventiduesimo. René Arnoux completò il podio. Johnny Cecotto chiuse sesto, primo pilota venezuelano a punti in una gara valida per il mondiale.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 1983.

Al via Alain Prost mantiene il comando del gran premio, seguito da Riccardo Patrese, Eddie Cheever, Nelson Piquet, le due Ferrari di René Arnoux e Patrick Tambay, poi Elio de Angelis Derek Warwick e Keke Rosberg. Già nel corso del secondo passaggio Tambay si scambiò di posizione con Arnoux.

Patrese perse, nei primi giri due posizioni, mentre risalì in classifica Rosberg, che prima superò Warwick quindi de Angelis, dopo un bel duello e, infine, anche Arnoux. Nei giri successivi de Angelis perse diverse posizioni, finendo lontano dalla zona dei punti. Al sesto giro abbandonò Nigel Mansell per dei dolori a un piede infortunatosi prima della gara, quando i meccanici della Lotus colpirono accidentalmente il pilota spostando la vettura.

Al giro 18 Cheever cedette la seconda piazza a Piquet mentre, un giro dopo, Riccardo Patrese, abbandonò la gara. Al ventiquattresimo giro René Arnoux perse la sesta posizione, passato da Jacques Laffitte. Il ferrarista, poco dopo, entrò ai box per il cambio gomme e il rabbocco del carburante, rientrando in classifica all'ottavo posto. Al giro 25 toccò il cambio gomme anche a Cheever: alla Renault però non fissarono bene una ruota, tanto che lo statunitense perse del tempo, rientrando solo quarto, dietro a Patrick Tambay. Quinto era ancora Rosberg, sempre seguito dall'altro pilota della Williams, Laffite.

Al ventottesimo giro fu il turno del cambio delle gomme per Rosberg, che rientrò ottavo, e, un giro dopo, anche il leader Alain Prost effettuò la sosta. Passò così a condurre Nelson Piquet. Il brasiliano comandò la gara fino al giro 31, quando anche lui fu richiamato al box per il cambio degli pneumatici. Ciò permise a Prost di ritornare a condurre. Un giro prima vi era stato il ritiro, per incidente, di Mauro Baldi, senza conseguenze fisiche per il pilota dell'Alfa Romeo.

La classifica vedeva, dietro a Prost e Piquet, Eddie Cheever, Patrick Tambay, Jacques Laffite e Keke Rosberg. I due della Williams si scambiarono le posizioni quando, poco dopo, anche Laffite andò al cambio gomme.

Negli ultimi giri Cheever s'avvicinò a Piquet, ma senza essere capace di superarlo. Alain Prost vinse così per la sesta volta nel mondiale di F1.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1983.

Sulla griglia di partenza Nelson Piquet rimase fermo e, dopo che furono sfilati tutti gli altri piloti, poté prendere la gara, con un minuto di ritardo, grazie all'aiuto dei commissari. In testa si portarono i due piloti della Ferrari, con René Arnoux davanti a Patrick Tambay, che aveva passato Riccardo Patrese. Quarto era Alain Prost, che precedeva Andrea De Cesaris, Manfred Winkelhock e Elio de Angelis.

Al terzo giro Patrese si portò al secondo posto, mentre più dietro, Mauro Baldi si pose al sesto posto, seguito nella rimonta da Keke Rosberg, settimo. Patrese completò la rincorsa, ponendosi al comando, al giro 5, grazie anche ai problemi di gomma di Arnoux. Nello stesso giro Rosberg passò Baldi, entrando in zona punti.

Patrick Tambay vinse il Gran Premio di Imola con la Ferrari numero 27.

Arnoux effettuò la sua sosta al giro 21, scendendo al quinto posto, mentre l'altro ferrarista attese il giro 32, mantenendo la piazza d'onore grazie al rapido intervento dei meccanici della sua scuderia. Al giro 33 anche Patrese effettuò il cambio gomme, ma perse oltre ventitre secondi, contro i 15 impiegati da Tambay. Il pilota della Brabham cedette così la prima posizione. Arnoux, nel frattempo, era risalito al terzo posto.

Nel corso della gara fu imponente la ricorsa di Piquet che, dopo essere transitato ultimo al primo giro, riuscì a scalare la classifica, ponendosi al quinto posto al giro 31. Il brasiliano fu poi costretto al ritiro per il cedimento del propulsore della sua vettura al giro 41.

Quattro giri dopo anche Andrea De Cesaris, quinto, fu costretto ad abbandonare il gran premio per un guasto allo spinterogeno. Rientrò così in zona punti Keke Rosberg, seguito da John Watson.

Al giro 55 Patrese si avvicinò a Patrick Tambay (che scontava anche problemi al motore), riuscendo a strappargli la prima posizione: poco dopo però, arrivato alla Variante Alta, uscì di pista. Tambay tornò in vetta della classifica, che mantenne fino alla barriera scacchi. Nell'approcciarsi allo stesso punto René Arnoux andò in testacoda, consentendo ad Alain Prost di ottenere il secondo posto. Mauro Baldi, mentre era sesto, a due giri dalla fine, abbandonò la gara per la rottura del motore della sua Alfa Romeo.

Gare Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

N.ro Gara Data Circuito Pole GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Brasile Gran Premio del Brasile 13 marzo Jacarepaguá Finlandia Keke Rosberg Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
2 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Ovest 27 marzo Long Beach Francia Patrick Tambay Austria Niki Lauda Regno Unito John Watson Regno Unito McLaren-Ford Resoconto
3 Francia Gran Premio di Francia 17 aprile Le Castellet Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
4 San Marino Gran Premio di San Marino 1º maggio Imola Francia René Arnoux Italia Riccardo Patrese Francia Patrick Tambay Italia Ferrari Resoconto
5 Monaco Gran Premio di Monaco 15 maggio Montecarlo Francia Alain Prost Brasile Nelson Piquet Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Resoconto
6 Belgio Gran Premio del Belgio 22 maggio Spa-Francorchamps Francia Alain Prost Italia Andrea De Cesaris Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
7 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti-Est 5 giugno Detroit Francia René Arnoux Regno Unito John Watson Italia Michele Alboreto Regno Unito Tyrrell-Ford Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada 12 giugno Montreal Francia René Arnoux Francia Patrick Tambay Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
9 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 16 luglio Silverstone Francia René Arnoux Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
10 Germania Gran Premio di Germania 7 agosto Hockenheimring Francia Patrick Tambay Francia René Arnoux Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
11 Austria Gran Premio d'Austria 14 agosto Österreichring Francia Patrick Tambay Francia Alain Prost Francia Alain Prost Francia Renault Resoconto
12 Paesi Bassi Gran Premio d'Olanda 28 agosto Zandvoort Brasile Nelson Piquet Francia René Arnoux Francia René Arnoux Italia Ferrari Resoconto
13 Italia Gran Premio d'Italia 11 settembre Monza Italia Riccardo Patrese Brasile Nelson Piquet Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
14 Unione europea Gran Premio d'Europa 25 settembre Brands Hatch Italia Elio De Angelis Regno Unito Nigel Mansell Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham-BMW Resoconto
15 Flag of South Africa 1928-1994.svgGran Premio del Sud Africa 15 ottobre Kyalami Francia Patrick Tambay Brasile Nelson Piquet Italia Riccardo Patrese Regno Unito Brabham-BMW Resoconto

Gara non valide per il Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Rnd Gran Premio Data Circuito Pole Position GPV Vincitore Costruttore Resoconto
1 Regno Unito Race of Champions 10 aprile Brands Hatch Finlandia Keke Rosberg Francia René Arnoux Finlandia Keke Rosberg Regno Unito Williams-Ford Resoconto

Classifica Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti
1 Brasile Nelson Piquet 1 Rit 2 Rit 2 4 4 Rit 2 13 * 3 Rit 1 1 3 59
2 Francia Alain Prost 7 11 1 2 3 1 8 5 1 4 1 Rit Rit 2 Rit 57
3 Francia René Arnoux 10 3 7 3 Rit Rit Rit 1 5 1 2 1 2 9 Rit 49
4 Francia Patrick Tambay 5 Rit 4 1 4 2 Rit 3 3 Rit Rit 2 4 Rit Rit 40
5 Finlandia Keke Rosberg SQ Rit 5 4 1 5 2 4 11 10 8 Rit 11 Rit 5 27
6 Regno Unito John Watson Rit 1 Rit 5 NQ Rit 3 6 9 5 9 3 Rit Rit SQ 22
7 Stati Uniti Eddie Cheever Rit 13 * 3 Rit Rit 3 Rit 2 Rit Rit 4 Rit 3 10 6 22
8 Italia Andrea De Cesaris NQ Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 8 2 Rit Rit Rit 4 2 15
9 Italia Riccardo Patrese Rit 10 * Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 3 Rit 9 Rit 7 1 13
10 Austria Niki Lauda 3 2 Rit Rit NQ Rit 13 * Rit 6 SQ 6 Rit Rit Rit 11 * 12
11 Francia Jacques Laffite 4 4 6 7 Rit 6 5 Rit 12 6 Rit Rit NQ NQ Rit 11
12 Italia Michele Alboreto Rit 9 8 Rit Rit 14 1 8 13 Rit Rit 6 Rit Rit Rit 10
13 Regno Unito Nigel Mansell 12 12 Rit 12 * Rit Rit 6 Rit 4 Rit 5 Rit 8 3 NC 10
14 Regno Unito Derek Warwick 8 Rit Rit Rit Rit 7 Rit Rit Rit Rit Rit 4 6 5 4 9
15 Svizzera Marc Surer 6 5 10 6 Rit 11 11 Rit 17 7 Rit 8 10 Rit 8 4
16 Italia Mauro Baldi Rit Rit Rit 10 * 6 Rit 12 10 7 Rit Rit 5 Rit Rit Rit 3
17 Stati Uniti Danny Sullivan 11 8 Rit Rit 5 12 Rit SQ 14 12 Rit Rit Rit Rit 7 2
18 Italia Elio De Angelis SQ Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit 2
19 Italia Bruno Giacomelli Rit Rit 13 * Rit NQ 8 9 Rit Rit Rit Rit 13 * 7 6 Rit 1
20 Venezuela Johnny Cecotto 13 6 11 Rit NPQ 10 Rit Rit NQ 11 NQ NQ 12 1
- Belgio Thierry Boutsen Rit 7 7 15 9 13 14 * Rit 11 9 0
- Francia Jean-Pierre Jarier Rit Rit 9 Rit Rit Rit Rit Rit 10 8 7 Rit 9 Rit 10 0
- Brasile Chico Serra 9 Rit 8 7 0
- Brasile Raul Boesel Rit 7 Rit 9 Rit 13 10 Rit Rit Rit NQ 10 NQ 15 NC 0
- Svezia Stefan Johansson Rit Rit 12 7 Rit 14 0
- Germania Ovest Manfred Winkelhock 15 Rit Rit 11 Rit Rit Rit 9 Rit NQ Rit Rit Rit 8 Rit 0
- Italia Corrado Fabi Rit NQ Rit Rit NQ Rit Rit Rit NQ NQ 10 11 * Rit NQ Rit 0
- Italia Piercarlo Ghinzani NQ NQ NQ NQ NQ NQ Rit NQ Rit Rit 11 NQ Rit Rit Rit 0
- Colombia Roberto Guerrero NC Rit Rit Rit NPQ Rit NC Rit 16 Rit Rit 12 13 12 0
- Regno Unito Kenny Acheson NQ NQ NQ NQ NQ NQ 12 0
- Regno Unito Jonathan Palmer 13 0
- Cile Eliseo Salazar 14 Rit NQ NQ NQ NQ 0
- Australia Alan Jones Rit 0
- Francia Jean-Louis Schlesser NQ 0
- Canada Jacques Villeneuve Sr. NQ 0
Pos. Pilota Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Al vincitore vanno 9 punti, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto. Vengono contati gli 11 migliori risultati.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Motore BRA Brasile USW Stati Uniti FRA Francia SMR San Marino MON Monaco BEL Belgio USE Stati Uniti CAN Canada GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria HOL Paesi Bassi ITA Italia EUR Unione europea SAF Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Vittorie Pole GPV
1 Italia Ferrari Ferrari 2 4 3 13 3 6 - 13 6 9 6 15 9 - - 89 4 8 3
2 Francia Renault Renault - - 13 6 4 13 - 8 9 3 12 - 4 6 1 79 4 3 3
3 Regno Unito Brabham BMW 9 - 6 - 6 3 3 - 6 4 4 - 9 9 13 72 4 2 5
4 Regno Unito Williams Ford 3 3 3 3 9 3 8 3 - 1 - - - - 36 1 1 0
5 Regno Unito McLaren Ford 4 15 - 2 - - 4 1 1 2 1 4 34 1 0 2
6 Italia Alfa Romeo Alfa Romeo - - - - 1 - - - - 6 - 2 - 3 6 18 0 0 1
7 Regno Unito Tyrrell Ford - - - - 2 - 9 - - - - 1 - - - 12 1 0 0
8 Regno Unito Lotus Renault - - - - - - - 3 - 2 - 2 4 - 11 0 1 1
9 Regno Unito Toleman Hart - - - - - - - - - - - 3 1 3 3 10 0 0 0
10 Regno Unito Arrows Ford 1 2 - 1 - - - - - - - - - - - 4 0 0 0
11 Regno Unito Williams Honda 2 2 0 0 0
12 Regno Unito Theodore Ford - 1 - - - - - - - - - - - - - 1 0 0 0
13 Regno Unito Lotus Ford - - - - - - 1 - 1 0 0 0
14 Italia Osella Ford - - - - - - - - 0 0 0 0
15 Regno Unito McLaren TAG - - - - 0 0 0 0
16 Regno Unito Spirit Honda - - - - - - - 0 0 0 0
17 Italia Osella Alfa Romeo - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
18 Regno Unito RAM March Ford - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
19 Francia Ligier Ford - - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
20 Germania ATS BMW - - - - - - - - - - - - - - - 0 0 0 0
Pos. Costruttore Motore BRA Brasile USW Stati Uniti FRA Francia SMR San Marino MON Monaco BEL Belgio USE Stati Uniti CAN Canada GBR Regno Unito GER Germania AUT Austria HOL Paesi Bassi ITA Italia EUR Unione europea SAF Flag of South Africa 1928-1994.svg Punti Vittorie Pole GPV

Sistema di punteggio[modifica | modifica wikitesto]

Per la classifica costruttori contano tutti i risultati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ora nella Formula 1 sono tutti d'accordo in La Stampa, 4 novembre 1982, p. 21.
  2. ^ a b Fra Fisa e costruttori vince la F.1 in La Stampa, 5 novembre 1982, p. 29.
  3. ^ a b (ES) En breve (PDF) in El Mundo Deportivo, 5 aprile 1983, p. 25. URL consultato il 3 agosto 2014.
  4. ^ (ES) El G.P de Europa en Brands Hatch (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 giugno 1983, p. 33. URL consultato il 13 agosto 2014.
  5. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Ovest era noto anche come Grand Prix of Long Beach.
  6. ^ Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est era noto anche come Detroit Grand Prix.
  7. ^ Cristiano Chiavegato, Forse Cheever con la Renault in La Stampa, 11 settembre 1982, p. 21.
  8. ^ Motore turbo per tutti? in La Stampa, 13 agosto 1982, p. 17.
  9. ^ (ES) "Lotus" montara motores "Renault" in El Mundo Deportivo, 12 agosto 1982, p. 26. URL consultato il 1º aprile 2014.
  10. ^ (ES) F-1: "ATS" utilizara motores "BMW" (PDF) in El Mundo Deportivo, 11 dicembre 1982, p. 30. URL consultato il 4 agosto 2014.
  11. ^ (ES) Sorpresa:¡Ligier montarà motores Renault! in El Mundo Deportivo, 16 settembre 1982, p. 33. URL consultato il 20 giugno 2014.
  12. ^ a b Cristiano Chiavegato, Un po' di Ferrari e Alfa per questa Osella di F.1 in La Stampa, 1º marzo 1983, p. 21.
  13. ^ Cristiano Chiavegato, Tyrrell:"Alboreto vincerà il titolo mondiale" in La Stampa, 15 gennaio 1983, p. 21.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, F1 in coro: Alfa, resta! in Stampa Sera, 23 settembre 1982, p. 23.
  15. ^ Cristiano Chiavegato, L'Alfa Romeo rimane in F.1 ma con una scuderia privata in La Stampa, 20 ottobre 1982, p. 19.
  16. ^ (ES) Fittipaldi disuelve su escuderia (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 gennaio 1983, p. 27. URL consultato il 29 luglio 2014.
  17. ^ (EN) CONSTRUCTORS: RAM AUTOMOTIVE, grandprix.com. URL consultato il 29 luglio 2014.
  18. ^ (EN) CONSTRUCTORS: THEODORE RACING, grandprix.com. URL consultato il 30 luglio 2014.
  19. ^ Cristiano Chiavegato, Arnoux con Ferrari, per l'84 prenotato Alboreto in La Stampa, 9 settembre 1982, p. 18.
  20. ^ Cristiano Chiavegato, Tra i "grandi" spunta Alboreto in Stampa Sera, 24 settembre 1982, p. 18.
  21. ^ (ES) La F-1 siempre es noticia (PDF) in El Mundo Deportivo, 31 ottobre 1982, p. 35. URL consultato il 30 giugno 2014.
  22. ^ (ES) Danny Sullivan pilotara el segundo "Tyrrell" (PDF) in El Mundo Deportivo, 15 febbraio 1983, p. 33. URL consultato il 30 giugno 2014.
  23. ^ (ES) Salazar correra con "March" (PDF) in El Mundo Deportivo, 18 dicembre 1982, p. 33. URL consultato il 3 luglio 2014.
  24. ^ I quadri Euroracing in La Stampa, 11 novembre 1982, p. 23.
  25. ^ a b c (ES) F-1: ventinueve pilotos en pos de un titulo (PDF) in El Mundo Deportivo, 2 marzo 1983, p. 32. URL consultato il 29 luglio 2014.
  26. ^ (ES) Los desheredados del "circo" (PDF) in El Mundo Deportivo, 9 marzo 1983, p. 20. URL consultato il 30 luglio 2014.
  27. ^ Cristiano Chiavegato, Alan Jones rimpiange il suo no alla Ferrari in La Stampa, 23 marzo 1983, p. 23.
  28. ^ La tv salva le corse Usa in Stampa Sera, 27 settembre 1982, p. 19.
  29. ^ F1 annullato (causa tv) il G.P. di Svizzera (PDF) in La Stampa, 26 aprile 1983, p. 21. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  30. ^ (ES) La F1, amenazada de colapso financiero (PDF) in El Mundo Deportivo, 1º aprile 1983, p. 31. URL consultato il 9 agosto 2014.
  31. ^ (ES) Un "sponsor" acusa "Tyrrell" de estafa (PDF) in El Mundo Deportivo, 9 giugno 1983, p. 28. URL consultato il 9 agosto 2014.
  32. ^ (ES) El G.P. de Europa en Brands Hatch (PDF) in El Mundo Deportivo, 28 giugno 1983, p. 33. URL consultato il 29 agosto 2014.
  33. ^ Notizie Flash (PDF) in La Stampa, 28 aprile 1983, p. 21. URL consultato il 23 ottobre 2014.
  34. ^ LONG BEACH, gdecarli.it. URL consultato il 9 settembre 2014.
  35. ^ Cristiano Chiavegato, "Sono il Lauda dei vecchi tempi" in La Stampa, 24 marzo 1983, p. 25.
  36. ^ Cristiano Chiavegato, Long Beach, la F.1 rischia in La Stampa, 25 marzo 1983, p. 25.
  37. ^ (ES) Confirmado: el GP Belgica de F-1 en Spa (PDF) in El Mundo Deportivo, 11 febbraio 1983, p. 37. URL consultato il 3 agosto 2014.
  38. ^ Pronta una gara a Mosca in La Stampa, 30 giugno 1982, p. 25.
  39. ^ Affermano a Mosca sì al Gran Premio in La Stampa, 14 ottobre 1982, p. 19.
  40. ^ Cristiano Chiavegato, In F.1 è ancora guerra in La Stampa, 14 ottobre 1982, p. 23.
  41. ^ F.1, controproposte delle case in La Stampa, 24 ottobre 1982, p. 23.

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