Elio De Angelis
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| Elio De Angelis al GP del Brasile 1980 | ||||||||||||||||||||||
| Dati biografici | ||||||||||||||||||||||
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| Automobilismo |
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| Dati agonistici | ||||||||||||||||||||||
| Categoria | Formula 1 | |||||||||||||||||||||
| Ritirato | 1986 | |||||||||||||||||||||
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Elio De Angelis (Roma, 26 marzo 1958 – Marsiglia, 15 maggio 1986) è stato un pilota automobilistico italiano.
Campione nazionale di Formula 3 nel 1977, debuttò due anni dopo in Formula 1 nel Gran Premio d'Argentina, con la Shadow. Nel 1981 passò alla Lotus, con la quale ottenne le uniche due vittorie, al Gran Premio d'Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985.
Dopo 6 stagioni con la Lotus, con la quale arrivò 10 volte sul podio ed ottenne 3 pole position, passò alla Brabham. Morì a Marsiglia nel 1986 per le conseguenze di un grave incidente occorsogli il 14 maggio, durante una sessione di prove private sul circuito Paul Ricard a Le Castellet.
Indice |
Carriera [modifica]
Gli inizi nei kart e nelle formule minori [modifica]
Appassionato di motori fin dall'infanzia, a 14 anni cominciò a guidare i kart.[1] Visti i brillanti risultati conseguiti, tra cui la vittoria del titolo europeo nel 1976,[2] la famiglia decise di fargli continuare la carriera da pilota e il padre, ricco costruttore e campione di motonautica, gli regalò una Chevron con cui poté correre in Formula 3, ma non ricevette più alcun finanziamento dai genitori.[1]
Nel 1977 De Angelis vinse il campionato italiano di categoria e l'anno seguente passò in Formula 2, in cui non ottenne però grandi risultati,[1] e vinse il Gran Premio di Monaco di Formula 3. Questo successo gli valse l'interessamento di varie scuderie, tra cui Brabham e Tyrrell.[1] Fu proprio quest'ultima ad offrirgli un contratto per la stagione seguente, ma improvvisamente Ken Tyrrell si tirò indietro.[1] Il pilota fece quindi causa alla scuderia, che perse, ma i soldi ottenuti non furono sufficienti a De Angelis nemmeno per pagarsi le spese legali.[1] La Ferrari si mostrò interessata ed Enzo Ferrari invitò il romano a Maranello; al termine dell'incontro, lo inserì nel programma giovani, offrendogli un posto in Minardi in Formula 2.[1]
Formula 1 [modifica]
L'arrivo in Formula 1 e i primi anni alla Lotus [modifica]
Grazie alla Shadow, De Angelis riuscì a debuttare in Formula 1 nella stagione 1979. Il contratto prevedeva però che l'italiano dovesse pagare 25.000 dollari ogni Gran Premio per assicurarsi il posto di pilota.[1] Si procurò da solo il denaro, contattando vari sponsor e poté così disputare l'intera stagione.[1] Durante l'annata si avvicinò varie volte alla zona punti, concludendo settimo due volte; nel Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est conquistò un quarto posto.[3] Per le sue ottime prestazioni, il patron della Lotus, Colin Chapman, a fine anno lo convocò per un provino, al termine del quale venne assunto.[1] Poiché il pilota romano aveva un contratto di tre anni con la Shadow, l'ingegnere inglese dovette versare una gravosa penale per liberarlo, e per il primo anno non gli versò alcuno stipendio.[1]
Arrivato nel Team Lotus nel 1980 con un contratto da secondo pilota,[4] vi rimase per sei stagioni. Durante il suo primo anno ebbe occasione di mettersi in luce nel corso della seconda corsa del campionato, il Gran Premio del Brasile, nel quale giunse alle spalle di René Arnoux e, all'età di 21 anni, mancò di poco il record per il più giovane vincitore di tutti i tempi in un Gran Premio di Formula 1.[5] Durante la prima parte del campionato non ci furono altre prestazioni degne di nota, poiché la macchina evidenziò problemi di trazione e di telaio.[6] Solo verso la fine della stagione, il pilota riuscì a conquistare alcuni punti, chiudendo settimo in classifica piloti e battendo il compagno di squadra Mario Andretti, ormai demotivato.[4]
L'inizio della stagione 1981 vide il Team Lotus in difficoltà: la FIA aveva dichiarato illegale la Lotus 88 ed era stato arrestato David Thieme, uno dei principali sponsor della scuderia.[7] Elio De Angelis riuscì comunque a concludere a punti due delle prime tre gare. Fu poi costretto a saltare il Gran Premio di San Marino, boicottato dalla sua scuderia per protesta nei confronti della Federazione contro la non ammissione della 88,[7] con grande amarezza da parte di De Angelis, il quale dichiarò successivamente che, viste le condizioni del tracciato, anche con la vettura dell'anno precedente avrebbe potuto ottenere un buon risultato.[8] A partire dal Gran Premio di Monaco poté disporre della nuova vettura, la Lotus 87. Al successivo appuntamento mondiale giunse quinto, chiudendo a meno di un secondo e mezzo dal vincitore.[9] Nelle successive gare il pilota italiano si mantenne sempre tra i primi, senza mai riuscire a salire sul podio. A fine stagione risultò ottavo, con quattordici punti, battendo nel confronto il suo nuovo compagno di squadra, l'inglese Nigel Mansell.[10]
Durante la pausa invernale circolò voce di un suo passaggio all'Alfa Romeo, con cui effettivamente il pilota romano aveva già firmato un contratto, ma alla fine rimase alla Lotus, in quanto le penali da pagare sarebbero state troppo elevate per la casa italiana.[11]
La prima vittoria e gli anni dopo Chapman [modifica]
Dopo aver disputato la prima gara della stagione 1982 con la vecchia Lotus 87 in versione modificata, a partire dal Gran Premio del Brasile De Angelis poté disporre della nuova Lotus 91. Dopo aver conquistato vari punti durante la stagione, ottenne la sua prima vittoria in carriera al Gran Premio d'Austria, svoltosi all'Österreichring: a cinque giri dalla fine si ritrovò in testa e a un giro dal termine aveva oltre un secondo e mezzo di vantaggio su Keke Rosberg,[12] ma, a causa di un errore in un cambio di una marcia, il finlandese riuscì a recuperare tutto lo svantaggio.[13]
| « Ho mancato la marcia, il che mi è costato un secondo. È stato allora che Rosberg mi è venuto sotto. Ho pensato che dovevo farcela a tutti i costi: l'ho bloccato in ogni modo, non poteva assolutamente passare. » |
| (Elio de Angelis, in un'intervista su Autosprint n.33/1982) |
I due giunsero appaiati al traguardo, distanziati di appena 5 centesimi. Questa fu anche l'ultima vittoria del suo ingegnere Colin Chapman. Dopo questo successo Elio ottenne un sesto posto in Svizzera, prima di chiudere il campionato nono, con ventiquattro punti.[14]
Nella stagione 1983, la Lotus visse un'annata di transizione.[15] Dopo la morte di Chapman, avvenuta nel dicembre 1982, il comando della scuderia venne assunto da Peter Warr. A differenza del costruttore inglese, che considerava il pilota italiano come un figlio,[1] De Angelis non ebbe mai un buon rapporto con Warr.[1] Inoltre il progetto della nuova vettura, la Lotus 93T, partì molto in ritardo e lo stesso pilota definì più volte la monoposto inguidabile.[15] Il team inglese era passato ai pneumatici Pirelli e aveva concluso con la Renault un contratto di fornitura per motori turbo. La prima parte del campionato fu un calvario per il pilota italiano che giunse al traguardo una volta sola. Con l'arrivo del progettista Gérard Ducarouge la situazione migliorò:[15] in cinque settimane il francese mise a disposizione dei piloti la nuova 94T[16] e, dopo aver ottenuto i primi punti a Monza, De Angelis conquistò la sua prima pole position al Gran Premio d'Europa; durante la gara, fu coinvolto in un incidente e fu costretto a ritirarsi.[17] Chiuse quindi la stagione con soli due punti; meglio fece il compagno di squadra Mansell, che riuscì a salire una volta sul podio.[18]
Durante i test invernali relativi al Campionato Mondiale 1984, De Angelis ottenne ottimi tempi, soprattutto sul circuito Paul Ricard, mentre ebbe qualche difficoltà a Kyalami, dove le elevate temperature crearono problemi al motore.[19] La stagione 1984 iniziò positivamente per l'italiano, che alla prima gara conquistò la pole position e giunse terzo. Nei successivi Gran Premi, ottenne qualche piazzamento a punti e a San Marino tornò sul podio, nonostante avesse rischiato di non poter tagliare il traguardo a causa del serbatoio quasi vuoto.[20] Ottenne poi un secondo posto, suo migliore risultato in una stagione dominata dalle McLaren, al Gran Premio degli Stati Uniti, seguito da un altro podio a Dallas. In estate, il pilota rinnovò il contratto con il team inglese per un altro anno, nonostante voci di un suo passaggio alla Renault,[21] visto anche il suo crescente aumento di popolarità in Francia.[22] Staccato di appena sei punti dalla vetta dopo il Gran Premio di Gran Bretagna, nel finale di stagione non andò oltre due piazzamenti a punti, ma ciò gli fu sufficiente per concludere terzo nel campionato piloti dietro a Niki Lauda ed Alain Prost.[23]
La stagione 1985 iniziò molto bene per il pilota italiano: dopo un podio ottenuto alla prima gara e un quarto posto in Portogallo De Angelis conquistò a San Marino la sua seconda e ultima vittoria in carriera. Questo successo fu propiziato anche dalla squalifica di Alain Prost, dato che dopo le verifiche la sua vettura era risultata sottopeso di due chili.[24] Il pilota italiano si trovò quindi in testa alla classifica del campionato mondiale, risultato che mantenne fino al Gran Premio del Canada, dove aveva ottenuto la pole position, quando venne scalzato da Michele Alboreto. Nella seconda parte della stagione non andò oltre una serie di quinti posti. All'ultima gara della stagione venne squalificato in quanto aveva preso il via in maniera irregolare: dopo aver fatto spegnere il motore all'avvio del giro di ricognizione, De Angelis era partito dalla decima posizione in griglia invece di retrocedere in fondo al gruppo.[25] Chiuse infine il campionato al quinto posto con trentatré punti ottenuti.[26] A settembre, poi, venne insignito del Trofeo Riccardo Paletti per essere riuscito a classificarsi primo tra gli italiani sulla linea di partenza al Gran Premio d'Italia.[27] De Angelis lasciò il team Lotus alla fine della stagione, quando divenne chiaro che gli sforzi della squadra si sarebbero concentrati sul suo compagno di squadra Ayrton Senna,[28] con cui non era mai stato in buoni rapporti.[29] Nel 1986, De Angelis passò al team Brabham, come sostituto del due volte Campione del Mondo Nelson Piquet.
Il passaggio alla Brabham [modifica]
Arrivato in Brabham per la nuova stagione, si ritrovò come compagno di squadra il connazionale Riccardo Patrese, con cui fino a quel momento non aveva avuto un buon rapporto,[30] ma in seguito instaurò con lui una sincera amicizia.[31] La vettura, però, era un'automobile totalmente nuova e talmente bassa da essere soprannominata "sogliola":[32] questa tuttavia si rivelò poco competitiva e non riuscì a riportare la squadra ai livelli dei primi anni ottanta.[33] Nei primi Gran Premi non andò oltre un ottavo posto in Brasile e fu costretto pure a partire ultimo a Monaco. Ciononostante, De Angelis lavorò duramente con il team per contribuire agli sviluppi della macchina. Il pilota, però, era sempre più deluso dalla BT55, ritenendola inoltre poco sicura.[34]
L'incidente mortale [modifica]
Durante una serie di prove sul circuito francese di Paul Ricard a Le Castellet, l'alettone posteriore della BT55 si staccò mentre De Angelis procedeva ad alta velocità, facendo perdere stabilità al retrotreno della vettura,[34] che, dopo diversi cappottamenti, finì contro una barriera e prese fuoco. Diversi piloti, tra cui Alan Jones e Nigel Mansell, si fermarono a prestare soccorso ed Alain Prost cercò di estrarre il romano dall'abitacolo nonostante le fiamme, senza riuscirvi.[1]
Soltanto dopo diversi minuti, i commissari e alcuni meccanici, giunti a piedi dai box e privi di tuta ignifuga,[6] riuscirono a tirare fuori il pilota dall'abitacolo.[35] L'elicottero d'emergenza arrivò oltre 30 minuti dopo;[35] poiché era una sessione di test privati, i proprietari del circuito non erano tenuti a prevedere lo stesso dispiegamento di mezzi di soccorso richiesto invece per i Gran Premi.[36] I piloti fecero dunque notare alla Federazione le mancanze[37] e in seguito a questo incidente la FIA impose anche per le sessioni di test i medesimi standard di sicurezza delle gare.[36]
L'impatto non uccise il pilota, ma provocò gravi danni alla testa e il distacco della colonna vertebrale,[1] oltre alla frattura della clavicola e alcune bruciature; De Angelis morì a causa dell'asfissia provocata dal fumo dell'incendio, essendo rimasto intrappolato nell'abitacolo anche a causa della mancata prontezza dei soccorsi e dei vigili del fuoco.[35] Trasportato all'ospedale di Marsiglia, vi spirò il giorno dopo. Le spoglie del pilota riposano nel Cimitero del Verano, a Roma.
La sua morte fu accolta con grande commozione, non solo nel mondo della Formula 1;[38] Diego Armando Maradona, amico del pilota romano, espresse pubblicamente il suo dolore.[39] I piloti si riunirono pochi giorni dopo in un'assemblea straordinaria e per protesta minacciarono di non partecipare al successivo Gran Premio del Belgio se non fossero state adottate norme per migliorare la sicurezza[1]. René Arnoux criticò aspramente la FIA.[38] De Angelis fu l'ultimo pilota a morire in una macchina di F1 fino alla scomparsa di Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna, otto anni più tardi, ad Imola nel 1994. I colori e i disegni del suo casco sono stati ripresi da Jean Alesi, che ha voluto in questo modo rendere omaggio alla sua memoria.[40]
Risultati in Formula 1 [modifica]
| 1979 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Shadow Racing Cars | DN9 | 7 | 12 | Rit | 7 | Rit | Rit | NQ | 16 | 12 | 11 | Rit | Rit | Rit | Rit | 4 | 3 | 15º |
| 1980 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Team Essex Team Lotus | Lotus 81 | Rit | 2 | Rit | Rit | 10 | 9 | Rit | Rit | 16 | 6 | Rit | 4 | 10 | 4 | 13 | 7º |
| 1981 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Team Essex Team Lotus | Lotus 81 Lotus 87 |
Rit | 5 | 6 | NP | 5 | Rit | 5 | 6 | Rit | 7 | 7 | 5 | 4 | 6 | Rit | 14 | 8º |
| 1982 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| John Player Team Lotus | Lotus 87 Lotus 91 |
8 | Rit | 5 | NP | 4 | 5 | Rit | 4 | Rit | 4 | Rit | Rit | 1 | 6 | Rit | Rit | 24 | 9º |
| 1983 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| John Player Team Lotus | Lotus 91 Lotus 93T - 94T |
SQ | Rit | Rit | Rit | Rit | 9 | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | Rit | 5 | Rit | Rit | 2 | 17º |
| 1984 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| John Player Team Lotus | Lotus 95T | 3 | 7 | 5 | 3 | 5 | 5 | 4 | 2 | 3 | 3 | Rit | Rit | 4 | Rit | Rit | 5 | 34 | 3º |
| 1985 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| John Player Special Team Lotus | Lotus 97T | 3 | 4 | 1 | 3 | 5 | 5 | 5 | NC | Rit | 5 | 5 | 6 | Rit | 5 | Rit | SQ | 33 | 5º |
| 1986 | Scuderia | Vettura | Punti | Pos. | |||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Motor Racing Development | Brabham BT55 | 8 | Rit | Rit | Rit | 0 |
| Legenda | 1º posto | 2º posto | 3º posto | A punti | Senza punti | Grassetto=Pole position Corsivo=Giro più veloce |
| Solo prove/Terzo pilota | Non qualificato | Ritirato/Non class. | Squalificato | Non partito |
Vita privata [modifica]
Figlio del costruttore romano Giulio De Angelis,[1] aveva altri due fratelli (Roberto ed Andrea) che inizialmente presero parte con lui alle gare di kart.[41] Sviluppò sin da giovanissimo la passione per la musica, in particolare quella classica,[29] e dichiarò durante un'intervista che se non avesse fatto il pilota, molto probabilmente sarebbe divenuto un compositore.[42]
Appassionato di vari sport, in particolar modo jogging, tennis e calcio,[41] prese anche parte ad alcune partite benefiche, tra le quali una pochi giorni prima della morte.[35] Era fidanzato con una modella tedesca di nome Ute Kittelberger.[29] Pilota stimato dai colleghi,[41] aveva ottimi rapporti in particolar modo con Nelson Piquet e Piercarlo Ghinzani.[29]
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q De Angelis gravissimo, La Repubblica, 15 5 1986, p. 17. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ (EN) Drivers: Elio De Angelis. www.grandprix.com. URL consultato in data 18-8-2010.
- ^ Rob Walker, 21st United States Grand Prix: Muddier Matters, Road & Track, 1980, p. 104-107. (ISBN non disponibile)
- ^ a b Cesare Maria Mannucci, La mia battaglia, Autosprint, 15 8 1984.
- ^ (EN) 1980 Brazilian Grand Prix. formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ a b (EN) Elio de Angelis. www.motorsportmemorial.org. URL consultato in data 20-8-2010.
- ^ a b Oscar Orefici, Elio, dove vai se la Lotus non ce l'hai?, Autosprint, 5 5 1981, p. 34.
- ^ Oscar Orefici, "Ho la velocità nel sangue", Autosprint, 5 5 1981, p. 37.
- ^ (EN) 1981 Spanish Grand Prix. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ (EN) All Drivers - 1981. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ De Angelis troppo "caro" per Alfa Romeo, Rombo, 7 12 1981.
- ^ (EN) Grand Prix Results: Austrian GP, 1982. www.grandprix.com. URL consultato in data 16-8-2010.
- ^ La prima volta di Elio de Angelis, Autosprint, 17 8 1982.
- ^ (EN) All Drivers - 1982. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ a b c Cuore da corsa: Pirelli, un sogno italiano, Autosprint, 7 6 2010.
- ^ (EN) Constructors: Lotus (Team Lotus). www.grandprix.com. URL consultato in data 16-8-2010.
- ^ (EN) 1983 European Grand Prix. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ (EN) All Drivers - 1983. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ La Lotus di De Angelis, Autosprint, 6 3 1984, p. 18.
- ^ Casamassima, op. cit., pag. 437.
- ^ De Angelis e Lotus contratto rinnovato per l'85, La Repubblica, 28 9 1984, p. 30. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ Per De Angelis e Ducarouge pronto un posto alla Renault, La Repubblica, 3 8 1984, p. 27. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ (EN) 1984 FIA Formula One World Championship. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ Casamassima, op. cit., pag. 453.
- ^ (EN) Gran Prix results: Australian GP, 1985. www.grandprix.com. URL consultato in data 16-8-2010.
- ^ (EN) 1985 FIA Formula One World Championship. Formula1.com. URL consultato in data 30-9-2011.
- ^ Carlo Marincovich, Prost-Alboreto. Il duello comincia alla prima curva, La Repubblica, 8 9 1985, p. 27. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ Casamassima, op. cit., pag. 753.
- ^ a b c d Nestore Morosini, Vent'anni fa se ne andava de Angelis, il pilota che amava la Roma e Gershwin, Corriere della Sera, 15 5 2006, p. 41. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ Pino Allievi. Patrese: la storia di un uomo. www.riccardopatrese.com. URL consultato in data 16-7-2010.
- ^ Riccardo Patrese. www.formula1news.it. URL consultato in data 16-7-2010.
- ^ Mauro Mori, Quante auto di Formula 1 sono state ribattezzate con nomi di animali?, Sportweek, 24 1 2004, p. 14. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ Ian Staniforth Bamsey, Mike Lawrence; Enrico Benzing, Allan, The 1000 BHP Grand Prix cars, G T Foulis & Co Ltd, 1988, p.68-70. ISBN 0854296174
- ^ a b Carlo Marincovich, Quando la vita dipende da una vite, La Repubblica, 16 5 1986, p. 35. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ a b c d Fabrizio Bocca, Quando morì Elio, il figlio campione, La Repubblica, 14 6 1988, p. 21. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ a b (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1986. www.Grandprix.com. URL consultato in data 23-8-2010.
- ^ (IT) Elio De Angelis, 25 anni dopo. F1WEB.it, 15 maggio 2011. URL consultato in data 04 gennaio 2012.
- ^ a b Oggi l'ultimo saluto di Roma a De Angelis, La Repubblica, 17 5 1986, p. 20. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ Brasile e Argentina, parole di fuoco, La Repubblica, 20 5 1986, p. 20. URL consultato in data 25-9-2010.
- ^ (EN) Remembering Elio. www.eliodeangelis.com. URL consultato in data 20-8-2010.
- ^ a b c Ivan Zazzaroni, Se la Lotus mi assiste il titolo è mio, Autosprint - Poster story1983.
- ^ Maxi - Le storie - i poster - le novità, Maxi Autosprint, 06 03 1984, p. 3.
Bibliografia [modifica]
- Nigel Mansell, My autobiography (in inglese), Collins Willow, 1995. ISBN 0-00-218497-4
- Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996. ISBN 88-8219-394-2
- David Tremayne, Mark Hughes, The coincise encyclopedia of Formula One (in inglese), Dempsey Parr, 1998. ISBN 1840840374
- Lorie Coffey, Remembering Elio: The Life of Italian Driver Elio De Angelis (in inglese), Coterie Press, 2006. ISBN 1902351266
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Elio De Angelis
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Profilo di De Angelis su Grandprix.com
- (EN) Sito ufficiale
- (EN) Eliodeangelis.info
- (EN) Biografia di De Angelis su Motorsportmemorial.org
- (EN) Statistiche su Elio De Angelis su F1db.com
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